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Lo spettacolare museo Louvre di Abu Dhabi, nei ricchissimi Emirati Arabi Uniti, è uno dei più avveniristici progetti dell’architetto francese Jean Nouvel. Il nuovo museo, un edificio di 24.000 metri quadrati inaugurato nel 2017, sorge su un’isola artificiale (la Saadiyat Island).

La particolarità che rende unico e così spettacolare il progetto del Louvre di Abu Dhabi è la sua copertura protettiva formata da una grande cupola traforata.

Si tratta di una struttura reticolare che sembra sospesa e che protegge dal calore ma al tempo stesso permette al sole di filtrare all’interno. I raggi si sole penetrano dal soffitto, traforato come un merletto, creando un effetto di luce davvero particolare. Un effetto strabiliante che ricorda, come racconta il progettista Jean Nouvel, i “raggi di sole che attraversano le fronde delle palme in un’oasi.”

Il museo, costruito in base a un accordo con il Louvre di Parigi, ospiterà  una serie di capolavori dell’arte offerte in prestito dall’omonimo museo parigino e da altri 12 musei francesi. Una tappa imperdibile per chi si recasse in vacanza o per lavoro negli Emirati.

L’illuminazione del museo è stata affidata al gruppo internazionale Luxiona, che tra gli altri lavoro ha illuminato il Parlamento del Vietnam, il quartier generale di Unicredit a Milano e la sede MAPFRE in Messico.

http://louvreabudhabi.ae

Qui sotto, alcuni rendering di progetto originali del museo Louvre di Abu Dhabi

Photo: ©Lliber Teixidò, Associated press

Se avete in programma un weekend in Lombardia, non perdete il museo Alfa Romeo recentemente ristrutturato, ospitato all’interno degli spazi che furono, negli anni 60, parte dello stabilimento produttivo e del centro direzionale di Arese. Rilevando la più che preziosa raccolta di un precedente museo interno all’azienda, si è finalmente  realizzato un progetto all’altezza del blasone, con soluzioni di maggiore funzionalità pratica e respiro simbolico.

Per un marchio così importante e riconosciuto, un nuovo museo andava riproposto senza esitazioni, date anche le ricadute positive per l’azienda e il territorio. Anche se, rispetto ad altri casi di pari valore – Bmw e Ferrari su tutti – qui non c’è lo stretto legame ad un sito produttivo di riferimento, perso purtroppo nelle trame della delocalizzazione.

Il bel progetto dello studio torinese Camerana&Patners, si articola su tre livelli intitolati Timeline, Bellezza, Velocità, con cui sono stati identificati e posti in mostra gli elementi più significativi della storia e del DNA delle Alfa: eccellenza meccanica, design sempre distintivo e riconoscibile, competizioni. Una scelta di allestimento basata su criteri attuali, fatto non solo di auto da guardare, ma con sezioni tecnologiche ed interattive per un maggiore coinvolgimento del pubblico.

Oltre alla eccellente collezione dei modelli di serie e da competizione, molto interessanti risultano le creazioni dei carrozzieri esterni, che dagli anni cinquanta rappresentarono soprattutto nel nord Italia una importante realtà produttiva, apprezzata e ricercata anche all’estero.

Altra sezione di grande interesse è l’allestimento “Quelli dell’Alfa Romeo”, rivolto a tutte le persone che a vario titolo hanno lavorato e contribuito alla fama e ai successi della casa.

Il progetto di ristrutturazione si è prefissato lo scopo di aggiungere segni di contemporaneità a un patrimonio degli edifici industriali degli anni 60, concentrandosi in particolare sulle finiture. Gli oltre 30.000 metri di pavimenti e lastre per il soffitto, rovinate dal tempo ed inutilizzabili, sono stati sostituiti da Graniti Fiandre con piastrelle sostenibili (100×100 cm) create appositamente e che riproducono l’estetica di quelle originali. Le nuove lastre, particolarmente leggere e resistenti, si chiamano non a caso Alfa Romeo Black.

Completano intelligentemente il museo, altri spazi rivolti ad attività prettamente commerciali e promozionali del brand, che prevedono anche una pista di prova. La visita, anche se un po’ fuori mano, per i milanesi e gli appassionati del biscione è senz’altro dovuta.

www.museoalfaromeo.com

C’è tempo fino all’11 giugno 2017 per visitare le bella esposizione dedicata al grande Bruno Munari, presso il museo Ettore Fico di Torino. Una mostra da non perdere il cui allestimento, curato da Claudio Cerritelli, propone l’opera multi-tematica di una figura dal valore incontestabile, riferimento stabile della nostra cultura artistica, progettuale e divulgativa.

Bruno Munari (1907-1998) è stato artista, grafico, industrial designer, pedagogo, autore di libri per l’infanzia e la saggistica, e molto altro ancora. Soprattutto uno sperimentatore e un innovatore libero come solo gli artisti sanno essere.   La sua ricerca, spesso divertente e ironica, basata nell’incrociare i valori dell’innovazione tecnologica con il progresso sociale, spingeva ad ampliare i canoni convenzionali della percezione e dell’estetica, e a ridefinire un metodo di progettazione radicale, tanto la lettura dei più semplici e concreti dati di fatto gli consentiva esiti così necessari e brillanti.   Detto in altri termini, se apprezzate la 500, emblema del solo stile, o siete preda costante dell’ultima “novità” dettata dai trend del momento… state pure a casa, non apprezzerete nulla di quanto esposto nelle belle sale di questo museo, ennesimo vanto a Torino.

Munari non ha avuto un riconoscimento pari all’importanza della sua opera, grazie a questa mostra è invece possibile saggiare quanto sia ancora oggi attuale, per esempio a fronte delle nuove richieste di sostenibilità e risparmio energetico in rapporto alla sua costante ricerca di semplicità costruttiva, oppure per la sistematica azione di contrasto a un conformismo ancor oggi così persistente e dilagante.

www.museofico.it

In Canada, un museo dedicato al popolo Cree

Conoscete il popolo Cree? No? Questo museo in Canada vi può aiutare a conoscere questa dinamica e importante minoranza etnica nordamericana con origini indiane. Lo studio canadese Rubin & Rotman Architects, in collaborazione con l’architetto Douglas Cardinal, ha progettato questo insolito edificio tutto legno e vetro. Si tratta dell’Aanischaaukamikw Cree Cultural Institute di Montreal, un museo e luogo di incontro che ha la mission di trasmettere la cultura tradizionale Cree alle generazioni future.

I Cree sono un popolo indigeno dell’America settentrionale, proveniente dalle Montagne Rocciose, dall’Ontario, e dal Quebec, la cui lingua discendeva dai Cherokee e che abitava nei tradizionali “shaptuan” delle tende costruite in un ampio cerchio. E proprio a questi archetipi si è ispirato il lavoro di Rubin & Rotman Architects, nel quale una particolare attenzione è stata prestata alla trasposizione in chiave contemporanea di elementi simbolici che riflettono il tradizionale habitat Cree.

Il grande open space dalle pareti trasparenti a piano terra è il vero cuore pulsante della comunità. Una sala espositiva che è anche un luogo di incontro per attività comunitarie dove danza e spettacoli musicali si alternano a incontri, letture e conferenze. Al piano inferiore si trovano gli uffici delle associazioni coinvolte nel preservare la lingua Cree, metodi di caccia e di arti e artigianato, nonché nella promozione del turismo.

Rubinrotman.com/it

 

inaugurato ad Älmhult il museo IKEA

Avevo avuto il privilegio di vederlo in anteprima nel 2014, nella sua sistemazione “provvisoria”, e di raccontarlo in un editoriale proprio qui su Design Street.

Finalmente dopo due anni di lavori il Museo IKEA è stato inaugurato nella sua sede più appropriata ad Älmhult, nel cuore della Svezia, ospitato all’interno di quello che è stato il primo negozio IKEA, aperto nel lontano 1958.

L’avevo visitato con i vincitori del contest IKEA Blog In, dedicato ai migliori blogger del settore casa/design che avevo organizzato per IKEA.

Raggiungere Älmhult è un viaggio fantastico tra splendidi boschi e laghi incantati e tramonti da togliere il fiato. Un luogo magico e affascinante dove ha sede anche il centro design Ikea che, con il museo IKEA appena aperto, rappresenta la vera anima dell’azienda svedese.

Sviluppato su una superficie di 7000 mq su 4 piani, di cui la metà destinata alla mostra, Il museo Ikea è il luogo ideale per chi desidera conoscere la storia del brand celebre in tutto il mondo, a partire dalla mostra principale che ci fa fare un salto indietro nel tempo per scoprire come, già dalla fine degli anni ’50, i mobili IKEA fossero splendidi esempi di design scandinavo.

Una parte del museo IKEA è dedicata al racconto dei prodotti storici, fra cui il divano Klippan e le celeberrime librerie Billy, entrambi prodotti iconici ed assolutamente personalizzabili.

Oltre alla mostra principale, il museo IKEA ospita anche mostre temporanee. In occasione dell’apertura, i visitatori godersi una bella esposizione che ha come focus la vita intorno alla cucina e che permette di immaginare come sarà la vita nella casa nel futuro.

Ma non è tutto. Il Museo IKEA offre anche un ricco programma educativo tutto da scoprire, oltre a un ristorante e uno shop di 250 mq, il paradiso dei fans del brand svedese!

Da non perdere!

 

Info sul Museo IKEA:

Orari di apertura: 10.00-19.00 tutti i giorni

Indirizzo: Ikeagatan 5, Älmhult

Ulteriori informazioni le trovate sul sito tutto dedicato al museo IKEA che potete vedere qui.

 

Il Bauhaus si mette in mostra

Credo che nessuno abbia necessità di sapere cosa sia il Bauhaus, una delle più influenti istituzioni culturali del 20° secolo e luogo dal quale sono scaturite le tendenze principali della avanguardie europee Il Bauhaus è la culla del design moderno, luogo di nascita del prodotto industrial come lo intendiamo oggi.

Per la prima volta in assoluto, Vitra Design Museum presenta una grande mostra che offre una panoramica completa dell’idea di design che si è sviluppata all’interno della celebre scuola di Dessau.

La mostra, appena inaugurata e visitabile fino al 28 febbraio 2016, presenta una molteplicità di progetti rari, in alcuni casi, mostre mai visti prima, che comprendono diversi ambiti culturali: dal design all’architettura, dall’arte al cinema alla fotografia, documentando anche i processi di sviluppo e modelli sociali che hanno portato a questi risultati.

All’interno della mostra, e forse questa è la parte più innovative, si confronta con l’idea del Bauhaus con gli sviluppi attuali nell’universo del design, come ad esempio la rivoluzione digitale, oltre che con opere di molti designer e artisti contemporanei. Visto da questa angolatura contemporanea, il Bauhaus svela una serie di nuove sfaccettature di sorprendente attualità. Tra i designer e gli artisti messi a confront col Bauhaus, artisti in vetrina comprendono Marianne Brandt, Marcel Breuer, Ronan & Erwan Bouroullec, Lyonel Feininger, Joseph Grima, Walter Gropius, Enzo Mari, Olaf Nicolai, Aperto Scrivania, Adrian Sauer, Oskar Schlemmer e molti altri.

Inaugura il LAC – Lugano Arte e Cultura

LAC Lugano Arte e Cultura: apre il centro per le esposizioni, il teatro, i concerti e molto altro nella città simbolo della Svizzera italiana.

Dieci anni di lavori, centinaia di milioni di Franchi, battaglie politiche: anche nel paese dell’efficienza, le grandi opere impegnano risorse oltre ogni limite. E di opera importante si tratta, posta com’è al centro della città, con una bella piazza che affaccia direttamente sul lago e la sua famosa passeggiata, e al centro della simbologia urbana che ad oggi lamentava un vuoto.

Risultato di un concorso vinto dall’architetto Ivano Gianola di Mendrisio, il LAC è una sede museale per le arti, un teatro per concerti e danza da 1000 posti – con un secondo teatro studio – sale multi uso per laboratori e conferenze e altri spazi di contorno per eventi in esterno. Oltre la dimensione locale, data la posizione baricentrica della città, la missione su larga scala, è realizzare una cerniera per un maggiore collegamento tra le culture del Nord e del Sud dell’Europa.

Il complesso che si affaccia principalmente sulla piazza Luini, comprende la sistemazione del chiostro della attigua chiesa di s. Maria degli Angioli, che, con altri spazi esterni sul retro, compongono un insieme piacevolmente fruibile. Posto in essere è anche il collegamento con la sede della collezione d’arte Olgiati a pochi passi dalla piazza.

I programmi sono molto ambizioni e rispecchiano fatica e soddisfazione degli operatori pubblici e privati che hanno reso possibile tale operazione. Per l’inaugurazione sono state scelte mostre di pittura a cavallo tra Otto e Novecento e arte contemporanea di grande interesse, che meritano senz’altro la visita.

 

www.luganolac.ch

 

Kids against Waste: una mostra-gioco al Museo dei Bambini di Milano

Si chiama Kids Against Waste questa interessante mostra-gioco per bambini, dedicata al tema degli sprechi alimentari, che si può visitare presso il MUBA di Milano, il Museo dei Bambini, dal 15 al 27 settembre 2015 .

La mostra, nata da un’idea di Alessandro Garlandini e Clara Giardina de ilVespaio, racconta cosa sono gli sprechi alimentari e come si possono ridurre.

Nella prima parte della mostra i bambini scoprono cosa sono gli sprechi alimentari e da cosa sono causati attraverso un gioco interattivo. I bambini devono raccogliere dei frutti da un albero di cartone, caricarli su di un camioncino e percorrere una pista piena di ostacoli, proteggendoli dalle cause degli sprechi alimentari lungo tutta la filiera e imparando buone azioni quotidiane da fare a casa. L’allestimento è realizzato in Nidoboard e cartone alveolare e rifiuti post-consumo.

Nella seconda parte della mostra sono esposti prodotti realizzati con materiali derivanti da scarti agricoli e alimentari: mobili di resine naturali e carciofi, ciotole realizzate con briciole di pane, quaderni di carta ottenuta da scarti della frutta, occhiali di plastica riciclata e lolla di riso e molto altro. A conclusione della mostra, un paesaggio di imballaggi di alimenti scaduti ricorda la quantità enorme di cibo buttato via ogni giorno.

Kids Against Waste è allestita all’interno di Childrenshare, il programma culturale per i bambini di Expo Milano 2015 con Fondazione MUBA Museo dei Bambini Milano, ed è stata prodotta grazie al sostegno di Auchan e Comieco e al supporto tecnico di Nidoboard e Cartonarredo.

In esposizione i prodotti delle aziende: Alisea Recycled & Reused Objects Design; Blasetti S.p.A; Favini srl; Future Power srl; Gruppo Cordenons Spa; Miniwiz; OOOBJECT; Spyro Skizis Design; useDesign Studio; Whomade srl; Yothaka International Co., Ltd.

KIDS AGAINST WASTE

Dal 15 al 27 settembre al MUBA Museo dei Bambini Milano – Rotonda di via Besana

Orari: mar-ven ore 17.00; sabato e domenica ore 10.00 -11.30 – 14.00 -15.45 -17.30.

Un viaggio nei car museum di BMW, Porsche, Mercedes

I grandi brand automobilistici tedeschi completano con il proprio museo aziendale il circuito della produzione e comunicazione. La battaglia della concorrenza sempre più traslata sul piano simbolico, soprattutto nel settore auto, vede impegnate tutte le grandi marche nel realizzare sedi museali di eccellenza architettonica, quali sedi istituzionali della propria identità e missione.

Il BMW car museum

In Germania i più a noi vicini, sono quello della Bmw a Monaco di Baviera nella zona dell’Olimpia park – ci si può andare in giornata godendo anche dello stupefacente BMW Welt lì accanto – e quelli di Mercedes e Porsche a Stoccarda, città facilemente raggiungibile, che offre varie attrazioni culturali come la Pinacoteca di James Stirling che lanciò il postmoderno sulla scena internazionale.

Il Mercedes car museum

 

I musei risultano tutti doppiamente godibili dal punto di vista architettonico e da quello del design: gli involucri e gli interni sono di quanto più aggiornato si possa trovare nel settore costruzioni e allestimenti, mentre le opere esposte consentono una lettura in sequenza storica dei vari modelli che non può non interessare ogni appassionato di design, non necessariamente coinvolto dal mito dell’automibile e della velocità.

Il Porsche car museum

Dimensione e qualità di questi realizzazioni intendono comunicare in concreto lo stato di salute e la politica di comunicazione identitaria di marchi che eccellono nei rispettivi settori, e d’altro canto si pongono come momento di un contatto particolarmente coinvolgente con il pubblico. Azzeccato da questo punto di vista il collegamento diretto nel museo Mercedes con la vicina sede propriamente espositiva e commerciale.

 

 

 

TOYSSIMI: 100 Bambini + 100 Designer = 100 giocattoli straordinari e anche di più

Chi mi ha seguito su Facebook lo sa: a fine giugno ho partecipato anche io al workshop “TOYSSIMI: 100 Bambini + 100 Designer = 100 giocattoli straordinari e anche di più” con i bambini dell’ospedale pediatrico Buzzi di Milano, organizzati dalla Scuola Tam Tam in collaborazione con ilVespaio . Non da solo, ovviamente, ma preceduto da un centinaio di designer che hanno condiviso con noi questa splendida iniziativa, partita dai reparti pediatrici di diversi ospedali milanesi, e che poi si è allargata ad altre città, alle case-famiglia e alle scuole.

Ora la bella notizia è arrivata: i 100 giocattoli, realizzati a 4 mani con i piccoli designer, saranno esposti in una mostra intitolata “la Balena” negli spazi di TDMEducation del Triennale Design Museum dal 24 luglio – 11 settembre 2015 Il 23 luglio 2015, alle 19.00, il grande opening in Triennale.

L’idea di Toyssimi era molto semplice: ogni designer ha riempito una valigia con i materiali più disparati (corda, fil di ferro, mastice, legnetti, tappi di plastica, rifiuti, scarti di produzione etc) ed ha incontrato un bambino con cui ha formato una coppia creativa.

Durante i laboratori sono svaniti i ruoli tradizionali: chi è il maestro? Chi è l’allievo? Chi è il designer? E chi il bambino? I bambini-designer, affiancati dai designer-bambini si sono così inventati 100 giocattoli fantasmagorici, mirabolanti, stupefacenti e soprattutto unici.

I 100 giocattoli di Toyssimi sono esposti nella mostra corredati da foto e video che raccontano l’intero processo creativo. Ovviamente tutto questo è stato fatto per scopi benefici… i giocattoli infatti saranno venduti all’asta e il ricavato sarà devoluto a Amani, associazione non profit che da 20 anni si prende cura dei bambini più soli in Kenya e Zambia. Il progetto nasce da un’idea di Alessandro Guerriero, Sebastiano Ercoli e Alessandro Garlandini de ilVespaio e Linda Ferrari.

Ecco l’elenco dei designer (quelli adulti…) coinvolti nel progetto.

Andrea Alessandri, Andrea Amadio, Enrico Azzimonti, Anna Barbara, Matteo Beraldi, Sara Bianchi e Andrea Zambardi – Atto, Arianna Bionda, Riccardo Blumer, Luisa Bocchietto, Francesca Bonfrate con Gianguido Saracino, Arianna Bordignon e Lucalberto Bordignon, Germana Borzellieri, Alessandra Botto, Andrea Brugnera, Carmen Carlotta, Francesca Casati – C12, Daria Casciani, Piergiorgio Caserini, Stefano Castiglioni, Federico Cavallera, Raffaella Cegna, Fausta Cerizza, Matteo Citterio, Alberto Colzani, Marta Comini, Bernardo Corbellini e Bice Dantona – Internotrentatre Studiocreativo, Claudio Cozzolino, Caterina Crepax con Emanuele Bestetti, Riccardo Curti, Nicoletta De Biasi, Lucia De Monte, Lorenzo De Rosa e Ernesto Iadevaia – Sovrappensiero, Paolo Delponte e Angela Tomasello – UNDUO, Daniela Dente, Marta Di Vincenzo, Anita Donna Bianco, Frida Doveil, Massimo Duroni, Luca Enaia, Stefano Erba, Sebastiano Ercoli, Eva Escoms Estarlich, Alice Evolvi, Francesco Faccin, Simone Fanciullacci e Antonio De Marco – 4P1B Design Studio, Cecilia Felli, Linda Ferrari, Gabriele Fiocco, Pietro Follini, Raffaella Formenti, Maria Fossati, Valeria Francescato e Alessia Pagotto – Sotterranea Officina Sperimentale, Alice Furioso, Galliano Gallo, Alessandro Garlandini, Dario Gaudio, Alberto Ghirardello, Gianluca Giabardo e Livia Rossi – Dossofiorito, Clara Giardina, Marta Giardini, Diego Grandi, Fabio Guida – Mg2 Architetture, Seçil Içke, Susanna Iraci, Vénera Kastrati, Anastasia Kucherova – Stefano Boeri Architetti , Jessica Lagatta, Francesca Lanzavecchia, Dario Lazzaretto, Flavia Lo Surdo, Cristina Lorenzi, Francesca Maccagnan, Gianfranco Maggio e Monica Scardecchia – Studio Pace 10, Abele Malpiedi, Alessandro Marelli, Eliana Maria Lorena , Cristina Mariani, Pierluigi Marzi, Daniela Maurer, Francesca Mezzatesta, Yari Miele, Stefano Mirti, Michela Mombelli, Francesca Morea – Plug Creativity, Tommy Muciaccia, Cinzia Munari, Artun Özguner, Daniele Papuli, Chiara Passigli, Aldo Petillo, Matteo Pont – Boumaka, Lorella Pozzi, Matteo Ragni, Sara Ricciardi, Giovanni Rivolta e Nicoletta Savioni – A4A Design, Fabio Rodaro, Sergio Romeo, Massimo Rosati, Stefano Rucci, Elena Salmistraro, Patrizia Scarzella, Iskra Sguera, Massimo Sirelli, Paolo Spadaccini, Maurizio Splendore, Giulia Stocco, Matteo Suffritti con Anna Rossettini, Sabrina Tajè, Rumiko Takeda, Antonia Teatino, Marco Terranova, Silvio Tidu – Yet Matilde, Raffaella Valsecchi, Nicoletta Veronesi, Valentina Zanardi, Maurizio Zorat.

Il direttore scientifico della fondazione, Rosanna Pavoni ha presentato “Dimmi di Vico” due cortometraggi della regista Francesca Molteni dove, da punti di vista diversi, i due progettisti raccontano di una figura curiosa e intelligente, sobria e umana, che infonde nel lavoro la sua cultura di milanese e di cittadino del mondo.

Nei due cortometraggi, Patricia Urquiola e Stefano Boeri sono le guide di eccezione della Fondazione Vico Magistretti. I due architetti, con il loro racconto, accompagnano i visitatori in una visita esclusiva allo studio-museo di via Conservatorio a Milano, quello che per sessant’anni fu lo spazio di lavoro del grande maestro milanese.

 

Tipico dei grandi progettisti, Magistretti coniuga capacità di osservazione e modestia, semplicità e bellezza, che gli hanno consentito di presenziare stabilmente il mercato e l’immaginario collettivo, creando veri e propri modelli di riferimento.

Il suo metodo è basato sulla chiarezza concettuale, per cui senza una idea -precisa, utile, migliorativa- si cade nel superfluo, quando invece si deve operare come servizio in un orizzonte di collettività: non a caso amava la bicicletta e l’ombrello.

Oltre a ciò, l’intelligente rapporto con la tradizione in modo che il nuovo possa apparire naturale, arrivando a reinterpretare direttamente il passato per riconsegnarlo utile e attuale: la sedia Marocca, la serie Silver, il tavolo Vidun.

Tutto questo in 70 mq per una immersione nella più viva creatività. Un lascito prezioso per Milano e per la cultura, la cui appassionata promozione è di quanto più sensato si possa fare, per la nostra identità e il nostro futuro.

www.vicomagstretti.it

 

Chi si reca a visitare lo zoo di Wroclaw in Polonia, potrà ammirare L’Afrykarium, un “oceanario” dove è possibile ammirare esempi di flora e fauna del continente africano. Si tratta del primo edificio del genere in Europa. Oltre che per i contenuti, l’Afrykarium si distingue anche per la sua straordinaria facciata realizzata con 6000 metri quadrati di tecno-superficie DuPont™ di colore nero “Nocturne”, prodotta da Corian®.

All’interno, i visitatori dello zoo polacco possono ammirare piante e animali che vivono in Africa, nell’ambiente del Nilo, dei laghi della Great Rift Valley, del Mar Rosso, del Canale del Mozambico, della costa della Namibia e della giungla del Congo. All’interno dell’Afrykarium ci sono 19 acquari e vasche riempiti con circa 15 milioni di litri d’acqua, nei quali vivono cento specie di animali africani.

L’edificio dell’Afrykarium è lungo 160 metri e largo 54 metri e ha un’altezza di 15 metri. La facciata presenta cinque diversi habitat e le acque vivificanti dell’Africa. La sua forma ricorda “una grande onda nera che sovrasta l’ingresso,” come descrive l’architetto Dorota Szlachcic di ArC2 Fabryka Projektowa, lo studio di architettura autore del progetto.

La facciata in Corian® è arricchita da un mosaico in vetro illuminato da migliaia di LED.

 

http://arc2.com.pl

www.corian.it

 

Raccontastorie, è il libro per appunti disegnato da Gumdesign per 
il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Una storia lunga millenni, raccontata attraverso una serie di quaderni sagomati a forma di crateri ed anfore che, una volta aperti, si trasformano in piccoli contenitori personali, ispirati alla storia del nostro Paese, da riempire con i nostri ricordi, disegni e parole. Oggetti in due dimensioni che si trasformano in elementi tridimensionali.

Il Raccontastorie è stato realizzato per l’evento Musei di Carta ed è acquistabile presso il bookshop del Museo.

www.gumdesign.it

www.villagiulia.beniculturali.it

Il Vitra Design Museum in collaborazione con Z33, inaugura PANORAMA, la più grande mostra personale dedicata a Konstantin Grcic, uno dei designer più influenti del nostro tempo.

Le sue opere combinano un’estetica industriale sperimentale con creativi elementi artistici. Molte delle sue opere, tra queste la Chair_One (2004) o la lampada Mayday (1999), sono universalmente riconosciute come classici del design.

Oltre a molti dei prodotti di Grcic, la mostra, presenta diversi rendering di larga scala che rappresentano sue personali visioni sulla vita del futuro: un interno di casa, uno studio di design e un ambiente urbano. Scenari immaginari che mettono a confronto lo spettatore con le ispirazioni, le sfide e le domande del designer, inserendo così le opere in un contesto sociale più ampio.

Il clou di queste presentazioni è una lunga panoramica di 30 metri che raffigura un paesaggio architettonico del futuro.

Un’ultima area della mostra prende in esame il lavoro quotidiano di Grcic: una lunga serie dei suoi oggetti finiti, ma anche prototipi, disegni e i manufatti che hanno ispirato Grcic – da una vecchia teiera e un vecchio Computer Apple, alle opere di Marcel Duchamp, Gerrit Rietveld e Enzo Mari.

La mostra sarà inaugurata l’8 febbraio e sarà visitabile fino al 24 maggio 2015. Chi volesse incontrare il designer tedesco, Grcic sarà presente all’inaugurazione della mostra il 7 febbraio alle 19,30 e terrà un “talk” il 21 aprile.

www.z33.be

www.design-museum.de

 

Apre al pubblico il 14 Dicembre 2014 il Museu del Disseny de Barcelona, il nuovo Museo progettato da MBM Arquitectes, dedicato al design e alle arti decorative, che riunisce in un unico luogo le collezioni provenienti da quattro centri espositivi: il Museu de les Arts Decorative, il Museu de Ceramica, il Museu Textil i de la Indumentària e le Gabinet de les Arts Grafiques. Una straordinaria collezione di circa 70.000 oggetti provenienti “creati dall’ingegno dell’uomo” oltre a ospitare un Centro Documentazione che conserva più di 22.000 documenti.

Il nuovo Museu del Disseny ha sede all’interno del palazzo di Disseny Hub Barcellona e comprende ben 5.000 mq di spazi espositivi (per esposizioni permanenti e temporanee) e altri 3000 dedicati ad altre funzioni, uffici, magazzini, laboratori etc.).

L’edificio, che ha la forma di un parallelepipedo inclinato, mostra alla vista solo due materiali – lastre di zinco e vetro – che creano un’atmosfera industriale.

Il Museu del Disseny de Barcellona si aprirà con ben cinque mostre, una per ogni piano dell’edificio: al primo piano, From the world to the museum”, dedicata al product design; al secondo, “Extraordinary!”, il design artistico dal III al XX secolo. Al terzo piano, “Dressing the body”: la moda dal1550 al 2014; al quarto “Graphic design: from trade to profession” e a piano terra “Design for life”, il design al servizio dell’uomo.

Un’occasione da non perdere!

Museu del Disseny de Barcelona

Plaça de les Glories Catalanes, 37-38, Barcellona

Da martedì a domenica, ore 10-20

Info: www.museudeldisseny.cat