La nuova lampada “nuda” Hazard di Davide Groppi

La nuova lampada da esterno Hazard di Davide Groppi mi sembra davvero quello che dichiara: un azzardo.
La lampada è veramente semplice: “minimale”, la definisce l’azienda.
E cosa c’è di più minimale di un chiodo “ossidato” dal tempo, dal quale pende una semplice lampadina con i fili a vista?

Gli elementi che compongono la lampada Hazard sono 4 in totale: il chiodo, la lampadina, un portalampada nero e due fili “nudi” dell’elettricità (tipo quelli delle lampade volanti che tutti abbiamo avuto in casa per intenderci).

La filosofia della lampada Hazard

La descrizione ufficiale della lampada Hazard di Davide Groppi è la seguente:

“Mi hanno sempre emozionato le lampadine abbandonate, nude. Sui muri delle case di montagna, nelle campagne della mia pianura. Lavori non ancora finiti, lampade ancora da decidere, pensieri effimeri che diventano poesia.” (la frase non è firmata, e perciò è da attribuire evidentemente a Davide Groppi).
Hazard è la nostra nuova proposta outdoor per interpretare l’esterno della casa attraverso la memoria.
È la luce per le soglie, un utilizzo simbolico per accogliere e congedare le persone.

Genio o follia?

L’idea è forte e creerà sicuramente delle discussioni: per qualcuno sarà pura poesia, per altri una bassa provocazione. Chi ci vedrà il genio dell’artista e chi l’idea furbetta del produttore di gadget.
Una via di mezzo tra Ingo Maurer e Seletti… O forse sono 2 facce della stessa medaglia?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi!

La mia personale opinione?

Innanzitutto tanto di cappello a chi può permettersi di rendere concreta un’idea simile. Non tutti lo potrebbero fare. Solo Ingo Maurer ci era riuscito con alcune sue lampade provocatorie.
E ancora prima lo aveva fatto Marcel Duchamp, ma quella era un’altra storia…

Anche a me piace molto la “poesia” della lampadina appesa a un chiodo, e in effetti nella mia nuova casa di Milano ne ho ancora una, in paziente attesa dell’applique definitiva.
Ma trasformare quest’idea di imperfezione in una lampada è un’idea che non mi convince al 100%.
Anche per via del suo costo, che si aggira intorno ai 240€. Non è poco, anche se, sinceramente, pensavo (temevo) di più.
Fino a ieri la lampadina “volante” del mio soggiorno stava lì a guardarmi, un po’ triste. Ogni volta che la guardavo, mi faceva sentire una brutta persona: pigra e un po’ trasandata.

Secondo voi quale delle due ha ragione: la mia lampadina che mi accusa o quella di Davide Groppi che mi assolve?

Author

Sono architetto, giornalista e blogger. Sono consulente strategico di design management e di comunicazione del design. Aiuto i business innovativi a crescere e a raggiungere i propri obiettivi nel modo più rapido, economico, efficace. Scopri di più sul mio sito ww.massimorosati.it Se pensi che posso essere d'aiuto anche a te, contattami qui: redazione@designstreet.it

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