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Massimo Rosati

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COSA SONO I MOBILI DA TOILETTE?

Quando parliamo di mobile da toilette (italianizzato in toeletta o semplicemente toletta) intendiamo un tavolino o una console, quasi sempre dotata di specchio integrato e di cassetti o scomparti per disporre gli oggetti e i trucchi. Le tolette sono tavoli per il make up (qualcuno li chiama anche dressing table) di fronte ai quali da sempre le signore mettono in scena il fantastico rituale del trucco. Chi non si ricorda quelle splendide foto d’epoca raffiguranti le più vanitose dive di Hollywood intente a truccarsi, a profumarsi, a ingioiellarsi, sedute davanti ai loro mobili da toilette?

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Scopri la nostra selezione di specchi da tavolo o specchi vanity


I MOBILI DA TOILETTE OGGI

Il mobile da toilette, nell’immaginario collettivo, è decisamente un complemento d’arredo d’altri tempi. Eppure è ancora un elemento d’arredo che aziende e designer internazionali continuano a proporre con successo. Sarà per via del suo fascino rétro, sarà per la sua allure di oggetto del desiderio, sarà per il fatto di sembrare superfluo (ma Oscar Wilde ci ricorda che “nulla è più in indispensabile del superfluo”), fatto sta che i mobili da toilette sono ancora protagonista di tantissime camere da letto, dei guardaroba, dei boudoir di signore di ogni età. Già, perché la vanità non ha età. Come non ha età il mobile da toilette. Non per niente in inglese lo chiamano Vanity set, Vanity table o, più semplicemente Vanity

Abbiamo o diviso i mobili da toilette in due categorie.
Le più classiche console da toilette, (o semplicemente toelette): tavolini con specchiera, cassetti e contenitori appositi, e gli armadi da toelette. Questi ultimi sono veri e propri mobili contenitori, chiusi da ante, che nascondono al proprio interno tutta l’attrezzature da toilette.
Ecco dunque la nostra selezione di “tolette”. Prima le console e poi i mobili da toilette. Buona lettura!


guarda anche il nostro articolo sulle specchiere e gli specchi da terra

 


LE TOELETTE PIÙ BELLI DEL DESIGN INTERNAZIONALE


SOFI, INNAZIMINA

Sofi è un elegante tavolo da boudoir che combina diverse funzioni. Prodotto dal brand ucraino Innazimina, è ispirato da un abito della collezione primavera di DIOR. “Volevo creare un mobile leggero e femminile al tempo stesso, che rispecchiasse nell’estetica lo stile giapponese“, racconta la designer Inna Zimina.

Il mobile toilette è impreziosito da un sistema di specchi ad altezze diverse, per trasformare il rituale del trucco in un’azione confortevole e adattato alle esigenze della donna. Il tavolo da toilette Sofi è dotato di un sistema hi-fi integrato JBL, con gli amplificatori diventano elementi decorativi belli come fiori. …”Perché la musica è in grado di cambiare non solo l’umore, ma anche la percezione di noi stesse”. www.innazimina


KARA, NATEVO FLOU

È un trionfo di specchi questo scenografico mobile da make up, disegnato da Toner per Natevo-Flou.
Kara è una raffinata toeletta angolare dalle dimensioni important prodotto da Natevo-Flou. Ha quattro cassetti e un top dalle linee sinuose in marmo Calacatta oro. Il piano è dotato di ben sette specchi orientabili, ognuno con la sua cornice LED in grado di diffondere una luce uniforme, ottimale per il make up. Tutte le maniglie, i profili e i gambi degli specchi sono in finitura oro anticato.‎ I LED si accendono tramite interruttore, telecomando o app.‎ www.natevo.com

Scopri la nostra selezione di specchi da tavolo o specchi vanity


DAFTO, PORADA

Dafto è una bella e lineare coiffeuse disegnata da Tollgard Studio per Porada. Realizzata in legno massello di frassino naturale o scuro, ha una struttura in metallo con finitura “bronzoro”. Il top, rivestito in cuoietto ha due cassetti attrezzati con diversi scomparti e maniglie in cuoietto. La parte posteriore della toeletta Dafto ospita due vani con apertura push-pull che hanno la funzione di passacavi. La linea si completa con uno specchio orientabile, lo sgabello e le scatole porta oggetti coordinate. www.porada.it


YVES, BAXTER

Il mobile toilette Yves, disegnato per Baxter da Roberto Lazzeroni, si caratterizza per la sua forma morbida e per le sue linee arrotondate. La toilette Yves è completamente rivestita in pelle in oltre 100 finiture e colori diversi. È dotata di un vano interno, anche questo rivestito in pelle coordinata, con diversi scomparti per i trucchi e gli oggetti di uso quotidiano. Sollevando il top, compare lo specchio da toilette. www.baxter.it


DOROTEA, CECCOTTI COLLEZIONI

Il mobile toilette Dorotea, disegnata da Roberto Lazzeroni per Ceccotti Collezioni è un complemento d’arredo dalla doppia funzione. Chiuso è uno scrittoio, aperto è una coiffeuse per il trucco. Dorotea è realizzata in massello di noce americano e multistrato impiallacciato. Il piano centrale presenta una ribalta con specchio che, quando si solleva, mostra uno scomparto attrezzato con divisori in legno di acero. www.ceccotticollezioni.it

Guarda il nostro articolo sugli scrittoi di design


VICTORIA, BY SWANS

Victoria è un dressing table molto elegante, che riprende lo stile dei mobili degli anni 50. Realizzato in maniera artigianale e personalizzabile, è proposto dall’azienda portoghese By Swans. La toilette Victoria è realizzata in legno massello e ha una finitura in vernice lucida con dettagli in ottone spazzolato e in pelle. Tre specchi rotondi ne completano il design. byswans.com


guarda anche il nostro articolo sulle specchiere e gli specchi da terra


GRIMILDE, MONTEMANO

Disegnata da Nicola Gisonda e prodotta da Montemano, Grimilde è una console desk multifunzione dalle linee minimali. Può essere infatti un mobile da toilette o da make-up come anche un pratico scrittoio di design. Grimilde è composta da una struttura metallica (nera o dorata) che sorregge il top con l’alzata e due sottopiani arricchiti da grafiche a stampa digitale. L’alzata ospita anche uno specchio vanity rotondo (www.mentemano.it).


 

BLINK VANITY, STELLER WORKS

Blink Vanity è la minimale toeletta disegnata da Yabu Pushelberg per Steller Works. Un complemento d’arredo compatto sia nelle forme sia nelle dimensioni. Un mobile da toilette di design le cui linee rimandano al modernismo dei primi 900.  Una struttura minimale in acciaio verniciato a polvere, con la base in acciaio placcato in ottone, sorregge il top in laminato impiallacciato e un o specchio rotondo. stellarworks.com


REN, POLTRONA FRAU

Ren è una toeletta disegnata da Neri & Hu per Poltrona Frau.  Semplice e lineare, il mobile da toilette Ren si caratterizza per pochi elementi ma pie la grande attenzione ai dettagli. Uno specchio tondo, una vaschetta contenitore ovale e un piano d’appoggio che ospita un contenitore con anta a ribaltina in cuoio Saddle Extra. La maniglia a forma di anello realizzata  in ottone. Il fondo della vaschetta è ricoperto da un tappetino in cuoio. poltronafrau.com


JAQUELINE, BY SWANS

Ancora di By Swans, questo raffinato mobile da toeletta dal look vagamente Déco. Si chiama Jacqueline ed è ispirato allo stile e all’eleganza di Jacqueline Kennedy. Il top del mobile, con due cassetti, è realizzato in legno laccato nero. La struttura è in legno impiallacciato in ebano, mentre le gambe anteriori sono in ottone lucido. È sormontato da una struttura con tre specchi, due dei quali regolabili. byswans.com


AMÉLIE, MALABAR

Amélie Dressing Table è un mobile da toiletta dal fascino glamour, prodotto dal brand portoghese Malabar. Come rivela il nome, è un omaggio a Dona Maria Amélia, l’ultima regina del Portogallo e principessa dell’Impero del Brasile. L’Amélie Dressing Table è disponibile in 2 dimensioni, entrambe dotate di sette specchi, che riflettono i sette segreti dell’eterna bellezza della regina. La struttura è in legno laccato in vari colori con dettagli in foglia oro. Le cornici degli specchi, i pomoli dei cassetti e i piedini sono invece in ottone.  malabar.com.pt


COIFFEUSE CHRISTIAN LACROIX E PARIS PANAME, ROCHE BOBOIS

Questa raffinata Coiffeuse è stata disegnata da Christian Lacroix Maison per Roche Bobois. La struttura e il piano sono in faggio massello laccato nero. I frontali delle ante i cassetti sono invece in rovere con una speciale stampa digitale con motivo “Bois Paradis”, una decorazione in stile primi ‘900 raffigurante un uccello del paradiso. Un trittico di specchi si rivela aprendo le ante decorate. Completano questo mobile da toilette una fila di bottoni decorativi in acciaio con finitura Onyx.

Un design decisamente più contemporaneo caratterizza il dressing table Paris Paname di Roche Bobois. La struttura in ottone spazzolato o ottone spazzolato scuro, sorregge un piano in frassino defibrato e un cassetto laccato. Il grande specchio tondo bisellato ne completa il design. roche-bobois.com


VENERE E SELENE, GALLOTTI & RADICE

Venere è un Vanity desk disegnato da Carlo Colombo per Gallotti & Radice. Il top è rivestito in vetro colorato mentre. La struttura è in legno di noce con 3 cassetti soft touch ad effetto tessuto. Le gambe sono in metallo in finitura brunita mentre lo specchio vanity double face ha un diametro di 50 cm.
Sempre di Gallotti & Radice, il mobile da toilette Selene è disegnato da Pietro Russo. Il corpo del vanity desk, realizzato in legno bianco e nero, è sostenuto da gambe in ottone satinato. Lo specchio in cristallo molato, con luce a Led, ha la base in marmo Nero Marquinia. www.gallottiradice.it


Shanghai, CANTORI

Fa parte della linea Shanghai disegnata da Maurizio Manzoni per Cantori questo mobile da toilette esile ma estremamente elegante. Come tutta la collezione coordinata, si caratterizza per la struttura a vista in metallo forgiato nella finitura ottone brunito e per il corpo impiallacciato frassino nero. La struttura nasconde un cassetto e un vano contenitore. Il top è in pelle. Come si conviene ad ogni mobile toilette che si rispetti, anche Shanghai è dorato di specchio vanity. cantori.it


VANITY, AMURA

Disegnata da Stefano Bigi per Amura, la toilette Vanity è una console da trucco dal carattere forte edelegante. Il piano d’appoggio è sinuoso e privo di asperità. Le gambe che si incrociano, ricordano quelle accavallate di una donna. Il mobile da toilette Vanity è dotato di due pratici cassetti a scomparsa dove tenere tutto il necessario per il maquillage. www.amuralab.com


JIA ZHUANG, CU UNION

Jia Zhuang (che in cinese significa dote) è un essenziale tavolino da toilette disegnato da Ximi Li, designer cinese di Shanghai e fondatore dello studio Urban craft. Il dressing table si  ispira, nel nome e nella forma, al portagioie tradizionale cinese, che tradizionalmente è sempre stato il pezzo più importante delle doti nuziali. Questo oggetto di design, dal nome così ricco di significato, vuole regalare a ogni donna un luogo prezioso dove prepararsi alla propria vita quotidiana. Il mobile da toilette Jia Zhuang si caratterizza per il design minimale e per l’attenzione ai dettagli. Le gambe metalliche, in acciaio o in ottone, sostengono una struttura in rovere o in legno laccato che si apre come uno scrigno. cuunion.co/en

Scopri la nostra selezione di specchi da tavolo o specchi vanity


ARMADI DA TOILETTE 

Oltre alle classiche console da toilette, esistono anche dei veri e propri armadi ta toilette. Sono mobili contenitori chiusi da ante che, una volta aperti, mostrano al loro interno tutto il necessaire per la toilette quotidiana.
Eccone alcuni…


MOONSTONE, MURANTI

La toeletta Moonstone di Muranti sembra una credenza da zona living, ma al suo interno nasconde un vero e proprio tempio per la cura e la bellezza della persona. Tanto spazio per conservare sempre in ordine trucchi e gioielli, tanti specchi per vedersi più belle. Elegante ma discreto, questo splendido mobile da toletta è disponibile con la struttura in foglia di luna laccata chiara o scura. Le gambe sono in wengè con finitura opaca. Dettagli in ottone spazzolato. (muranti.com)


THE NARCISSIST, BD BARCELONA

The Narcissist dressing table, il mobile da toilette Narcisista, è un vero e proprio tempio dedicato alla bellezza. Disegnato da Neri & Hu per BD Barcelona Design, The Narcissist mescola cultura orientale e occidentale in quanto è stato progettato in Cina e prodotto a in Spagna, a Barcellona. La struttura del mobile toilette è in multistrato di faggio laccato nero lucido. L’interno è in massello di rovere naturale verniciato. La base è realizzata in ferro e alluminio con finitura nero micro-testurizzata. Lo specchio illuminante dispone di Led nascosti. bdbarcelona.com


GIANO, ALIVAR

Concludiamo la nostra rassegna di mobili da toilette con Giano, un complemento dal look vintage, disegnato da Giuseppe Bavuso per Alivar. Giano non è propriamente un mobile Vanity, ma un settimanale dalla forma di baule per abiti. Un oggetto di ispirazione rétro, adattato alle esigenze contemporanee. Giano è arricchito da un sistema di 3 specchi. 2 specchi laterali a figura intera che si possono aprire e chiudere a seconda delle necessità, lasciando adito ai 2 vani laterali. E uno fisso superiore, adatto per il trucco. Realizzato in rovere termotrattato, rovere nero o in noce nazionale, Giano è rivestito internamente in cuoio. www.alivar.it


guarda anche il nostro articolo sulle specchiere e gli specchi da terra


Il nuovo progetto di Lady Gaga e Dom Pérignon.

La “diva” Lady Gaga e Dom Pérignon hanno deciso di dar vita a una collaborazione. Due nomi che uniscono arte, creatività, passione, superamento dei confini.

Il progetto artistico che unisce Lady Gaga e Dom Pérignon, partito nel mese di aprile, prevede il lancio di  una serie di bottiglie di champagne Dom Pérignon in edizione limitata accompagnate da una scultura disegnata da Lady Gaga. Un invito a entrare nell’universo di due anime creatrici.

Dom Pérignon appoggia e abbraccia le cause degli artisti con cui collabora. questa alleanza darà un sostegno significativo alla “Born This Way Foundation” di Lady Gaga.

Il progetto sarà accompagnato da un’imponente campagna pubblicitaria.

Guarda anche il progetto arte e champagne dell’artista Teo KayKay

I più bei cavalli a dondolo di design.

I cavalli a dondolo sono il sogno di ogni bambino. Se poi si tratta di cavalli a dondolo di design, allora il sogno diventa anche quello di molti adulti.

Il cavallo a dondolo ha una storia antica e rispecchia la fantasia dei bambini di trasformarsi in prodi cavalieri, sognando di correre in groppa a veloci destrieri. Il cavallo a dondolo ha accompagnato in fatti il gioco dei più piccoli per oltre 5 secoli. E ancora adesso è uno dei giochi più semplici e amati in assoluto.
Oggi sul mercato si trovano infinite varietà di cavalli a dondolo. Da quelli tradizionali, dall’aspetto vintage, a quelli più stilizzati.

In questo articolo abbiamo selezionato i cavalli a dondolo di design più belli, quelli più strani e i più eleganti, i cavalli a dondolo dalle linee minimali e quelli interpretati dai più grandi designer al mondo.
E scopriremo che non sono solo un gioco per bambini.

Vi mostreremo anche cavalli a dondolo a grandezza naturale, pensati per far divertire anche gli adulti.

Ecco allora la nostra selezione dei più bei cavalli a dondolo di design per il piacere dei più piccoli e dei grandi!


Abbiamo diviso questo articolo in 3 parti:

  • I cavalli a dondolo di design

  • I cavalli a dondolo di design dalle forme astratte

  • Altri animali a dondolo di design

 


I cavalli a dondolo di design


H Horse, Kartell

Partiamo dal cavallo a dondolo H Horse di Nendo per Kartell. Il celebre designer giapponese ha portato all’essenziale l’idea del cavallino trasformandola in un segno leggero, delicato, poetico.

La struttura è in policarbonato trasparente o colorato in massa. I colori sono cristallo, giallo, rosso e blu. (wartell.com)


Arion, Moooi

Proseguiamo con Arion, l’elegantissimo cavallo a dondolo per adulti di Moooi e firmato da Marcel Wanders. Il cavallo è alto 180 cm, cosa che ne fa un oggetto esclusivamente per il gioco dei grandi…
Arion ha la struttura portante in rovere massello e impiallacciato, mentre la testa è rivestita in ecopelle ricamata. (www.moooi.com)


Rocking Squares, Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha reinterpretato il tradizionale cavallo a dondolo destrutturandolo completamente. Nasce così Rocking Squares un cavallo a dondolo futurista in edizione limitata. Una vera scultura contemporanea realizzata in legno. Rocking Squares è disponibile in due colori (bianco o nero) e in tre dimensioni.
Due cavallini per i bambini (alte rispettivamente 90 o 130 cm) e un grande cavallo a dondolo per adulti alto 180 cm. (www.roije.com)


Cavallo a dondolo per Prochild, Studio Iosa Ghini

Questo cavallino a dondolo ha un valore doppio. Non solo è un bel gioco per tutti i bambini ma è anche un gesto di solidarietà. Lo ha progettato lo studio Iosa Ghini Associati e fa parte del progetto ProChild, un programma coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori. Il Cavallo a dondolo è realizzato in legno Greenpeace ad alta ricrescita (www.iosaghini.it)


Pony, Plust

Pony è il cavallo a dondolo disegnato da Oleg Pugachef per Plust. Nonostante la sua linea molto stilizzata, Pony è un cavallino dall’aspetto simpatico, che invita al gioco e al divertimento. Pony è realizzato in polietilene ed è disponibile in diversi colori. (www.plust.it)


Rosinante, Vondom

Il cavallo a dondolo Rosinante di Vondom si ispira a Ronzinante, il celeberrimo compagno di avventura di don Chischotte. Lo ha disegnato il finlandese Eero Arnio, uno dei più grandi designer scandinavi. La caratteristica di Rosinante è che, oltre a dondolare, può anche ruotare su se stesso. È disponibile in 15 colori e due dimensioni: cavallino a dondolo per bambini e cavallo a dondolo per adulti. (www.vondom.com)


Rocky, Magis

Si chiama Rocky questo cavallo a dondolo disegnato da Marc Newson per Magis. Rocky raffigura un purosangue da corsa, con tanto di sella, staffe e coda svolazzante. La struttura è in polietilene mentre le redini sono in corda naturale di canapa.  (www.magisdesign.com)


Roo Rocker, Riga Chair

Roo Rocker è uno straordinario cavallo a dondolo realizzato da un’unico foglio di compensato curvato. Un ispirazione che mescola la cultura scandinava del legno curvato e quella orientale dell’origami. Roo è disponibile in diverse essenze: Betulla, Faggio, Rovere, Noce, oppure laminato in vari colori. È anche impilabile (rigachair.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Roo


Cavallo a dondolo, AlvinT 

Questo Cavallo a dondolo fa parte della recente collezione Tropicália Modernity, disegnata da Alvin Tjitrowirjo per AlviunT.  Il cavallo a dondolo è in rattan ed è completamente fatti a mano. Un punto di incontro fra la tradizione del mobile intrecciato e la contemporaneità del design. (alvin-t.com)


Furia, Wiener GTV

Questo cavallino a dondolo si chiama Furia ed è stato disegnato dalle svedesi Front per Gebruder Thonet Vienna GmbH. Come nella miglior tradizione viennese, è stato realizzato in faggio curvato e laccato nero. La seduta e le orecchie sono in pelle colorata. (www.gebruederthonetvienna.com)


Googy, Wilsonic Design

Googy è un cavallino a dondolo imbottito e rivestito in tessuto o in pelo sintetico. Progettato e prodotto da Novak e Wilson Design, è disponibile in 2 dimensioni. Una per adulti e una per bambini… (googy.eu)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Googy


MiDonDoLo, Alessandra Scarfò

Questo cavallo a dondolo è  totalmente ad incastro e si monta senza l’utilizzo di chiodi e colla. Il modulo centrale determina la forma dell’animale e può essere cambiato facilmente con altre forme (acquistabili singolarmente). Oltre al cavallo, infatti sonbo0 disponibili anche un cammello, un ippopotamo e un cavalluccio marino. (www.alessandrascarfo.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo MiDonDoLo


I cavalli a dondolo dalle forme astratte


Giulia, R1920

Giulia è un cavallino a dondolo disegnato da Pininfarina per Riva 1920. È realizzato con un blocco unico di cedro, un legno molto profumato. Il ceppo viene scolpito a mano così da dare al cavallo a dondolo una forma dinamica. Infine viene arricchito con da un maniglione rivestito in pelle naturale che serve come appiglio per il bambino (www.riva1920.it).


YaWood, Argo4

YaWood è un progetto che reinterpreta il tradizionale cavallo a dondolo in legno di faggio curvato. YaWood può essere usato singolo oppure unito a un secondo cavallo per poter giocare in coppia. La connessione è possibile attraverso un semplice incastro. (www.argo4.studio)


Rocker, Richard Lampert

Quello disegnato da Doshi Levien per Richard Lampert è un cavallo a dondolo estremamente fantasioso. Probabilmente i pattini in rovere sono l’unico elemento che ricordano il classico gioco per bambini. Già, perché qui la struttura è diventata una forma astratta che ispira la fantasia del bambino. Così può immaginarsi a cavallo di qualsiasi animale… (www.richard-lampert.de)


Olga, Sirch

Olga è un cavallo a dondolo molto stilizzato e minimale proposto dall’azienda tedesca Sirch. Olga è realizzato con legno certificato. La struttura è in multistrato di betulla impiallacciato, mentre la sella è in tessuto palmato di alta qualità. (www.sirch.de)


Clop, Giorgetti

Clop è un cavallo a dondolo che diventa una sedia. O viceversa. Un complemento d’arredo flessibile e trasformista, dall’aspetto affusolato e dalle curve arrotondate, disegnato per Giorgetti da Dominic Siguang Ma & Feng Wei. La struttura è in multistrato di betulla e finitura naturale. (www.giorgettimilano.it)


Chewie, KENNETHCOBONPUE

Questo cavallo a dondolo fa parte della collezione Star Wars di KENNETHCOBONPUE, una linea di arredi e complementi ispirati alla saga stellare. Il designer filippino, celebre per i suoi eclettici arredi intrecciati, ha ispirato ogni oggetto della collezione Star Wars a un personaggio del film. Il cavallo a dondolo Chewie è un omaggio Chewbacca e il suo Bandolier. Il rivestimento è realizzato con strisce in microfibra (kennethcobonpue.com)


Rocking Horse, Henry&co

Rocking Horse è cavallo a dondolo autoprodotto e sostenibile realizzato dallo studio Henry&co. La struttura è realizzata con un materiale innovativo a base di canapa, senza formaldeide e derivati del petrolio. Rocking Horse si monta a incastr, senza necessità di colle o viti (www.henryandco.it).

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo sostenibile di Henry&co


Altri animali a dondolo


Dodo, Magis

Dodo è un simpatico uccello a dondolo disegnato da Oiva Toikka per Magis. Il suo becco curvo si ispira all’omonimo volatile oggi scomparso, al quale il designer finlandese ha voluto rendere omaggio. Dodo (www.magisdesign.com)


Rockingsheep, Povl Kjer

Un’icona del design nordico. Si tratta di Rockingsheep, la più bella e tenera pecora a dondolo della storia L’ha creata quasi 40 anni fa il designer danese Povl Kjer, come omaggio alla nascita della sua nipote. Esiste in due versioni: una normale e una in miniatura per i bambini più piccoli. (rockingsheep.com)

Guarda il nostro approfondimento sulla Rockingsheep di Povl Kjer


Coccodrillo, Plust

Un coccodrillo a dondolo? Certo! È quello disegnato da A.M. design office per Plust. Un dondolo dalle forme stilizzate che ricordano quelle del grande rettile. Realizzato in polietilene, Coccodrillo è disponibile in 2 dimensioni e in 7 colorazioni. (www.plust.it)

DESIGN STREET COMPIE 10 ANNI

Aprile 2011

Ricordo bene quel giorno di 10 anni fa. Era il 12 aprile, di mattina, intorno alle 9. Camminavo sul ponte sopraelevato della fiera di Milano, la futuristica visione di Massimiliano Fuksas.
Tanta gente si muoveva intorno a me. Si affrettavano tutti per entrare al Salone del Mobile.
La cinquantesima edizione! Io procedevo verso la sala Stampa, fra pensieri contrapposti.

Da un lato, la tristezza che ancora mi incupiva ripensando a LA MIA CASA, la rivista di Interior Design che avevo diretto negli ultimi 15 anni. Una figlia per me. Alla fine del 2010 la porta della Redazione si era chiusa per sempre, dopo 43 anni di prestigioso servizio. Vittima di una crisi strutturale che in quegli anni aveva decimato i periodici italiani del settore. 

Dall’altro, vivevo l’entusiasmo per la nuova avventura che stavo affrontando. Quella stessa mattina, avevo mandato online il mio nuovo progetto editoriale. DESIGN STREET. Il blog indipendente dedicato al design contemporaneo. Così avevo scritto nella homepage.

Infine, l’ansia di vivere un’esperienza nuova e incerta. Mi trovavo, per la prima volta in 20 anni, a entrare al Salone del Mobile con un ruolo diverso, al di fuori della mia “comfort zone”. Non più giornalista della carta stampata ma giornalista digitale. Una sfida enorme, in anticipo sui tempi.

Un blogger al Salone del mobile…

Giornalista digitale… solo ora noto il paradosso! Qualsiasi giornalista, nel 2021, dovrebbe essere “digitale”, ma allora quella era ancora una parola tabù.
Già, perché nel 2011 i media digitali erano considerati i parenti poveri dei media tradizionali. Anzi, non erano nemmeno parenti.
Presentarsi come blogger al Salone del Mobile, nel 2011, era come suonare del Rap alla Scala di Milano. Nel migliore dei casi, suscitavi reazioni incuriosite. Nel peggiore, ti guardavano come un imbucato al buffet di matrimonio. 

Per fortuna, una solida reputazione come giornalista di design con 20 anni di Redazione alle spalle, stava lì a proteggermi. Ricordo che tenevo in mano i miei nuovi biglietti da visita come talismani portafortuna. Su un lato, il vecchio logo, che mi ha tenuto compagnia per 10 lunghi anni. Dall’altra, DESIGN STREET, Massimo Rosati, Direttore…

Non è stato facile. In quei primi anni ho vissuto sulla mia pelle tutta la difficoltà degli albori del digitale nel nostro settore. Che ancora oggi, purtroppo, non spicca per innovazione.

Ma quel giorno stava partendo la mia nuova avventura. E io ci credevo davvero. Ne andavo fiero. Non mi sarei arreso per nessuna ragione al mondo. Ho cacciato i pensieri e sono entrato al Salone. 


Aprile 2021

Dieci anni sono passati da quella mattina. Tanti problemi si sono presentati e tante difficoltà sono state superate. Ma soprattutto, il mondo ha continuato a girare e, giro dopo giro, mi è venuto incontro.

Se ripenso a quei giorni, mi sembra passato un secolo. In questi 10 anni, Design Street ha continuato il suo viaggio acquisendo un’ottima reputazione, vincendo premi internazionali, acquisendo sempre più lettori sul web e sui social. E suscitando l’interesse di tanti brand che, con la loro fiducia, mi hanno accompagnato in questo viaggio.

Cos’è cambiato in questi “primi” 10 anni?  

Tutto è cambiato al di fuori di Design Street. È cambiato il mondo e sono cambiati i media. È cambiato il modo di comunicare ed è cambiato il modo di fruire della comunicazione. Ma soprattutto sono cambiate le persone. Il web ha assunto un ruolo sempre più importante nella vita di tutti i giorni e sono subentrate generazioni di lettori più giovani e smart.
I cosiddetti “media tradizionali”, arroccati in difesa, hanno contribuito al loro lento declino, accelerato anche dalla miopia di molti editori e direttori di testata. E gli sponsor sembrano averlo capito se, nell’ultimo anno, gli investimenti pubblicitari sulla stampa italiana sono crollati del 39,9%*.

Poco invece è cambiato all’interno di Design Street. Con grande orgoglio posso affermare che le idee che dieci anni fa mi avevano spinto a creare questo progetto editoriale, sono rimaste attuali più che mai. E il segreto, ne sono certo, sta proprio nel suo payoff: Il blog indipendente dedicato al design internazionale. 

Perché ho sottolineato il termine indipendente?

Perché sono sempre stato convinto che un magazine non debba mai dimenticare il suo principale obiettivo. Essere un servizio di informazione autorevole, di qualità, eticamente corretto e trasparente. Pensato principalmente per il lettore. Cosa impossibile da realizzare, se non sei indipendente.

Oggi tutti parlano di mettere il pubblico al centro, di User Experience, di Human Centricity.
Design Street l’ha sempre fatto. Perché quando il pubblico si riconosce in un media, si sente coinvolto, lo legge, lo consiglia.
Al contrario, i media che hanno la priorità di vendere più spazi pubblicitari possibile, rischiano di perdere la fiducia del lettore. Che oggi è più informato, più curioso, meno fedele ed è alla ricerca di contenuti di qualità. Soprattutto nel mondo digitale, sovraffollato, chiassoso e stracarico di messaggi pubblicitari (più o meno invasivi).

 

I segnali del web

Frequentando quotidianamente la rete e studiandola per lavoro da 10 anni, ho imparato a conoscerla bene e a capirne i cambiamenti e le evoluzioni. Già, perché il web è un ambiente fluido, in continuo divenire.
I suoi movimenti all’apparenza sono impercettibili, ma in realtà sono enormi. Cambia il comportamento delle persone (linguaggi, logiche, abitudini), cambiano le regole (algoritmi, seo, dati). Saper intercettare questi piccoli, grandi mutamenti è diventato oggi la sfida più grande.
E in questo, ne sono convinto, ho fatto un buon lavoro.


Un nuovo Design Street

Per festeggiare questo importante anniversario, ho voluto rinnovare completamente Design Street. Con una nuova grafica, con un nuovo logo, con nuove rubriche.
Non solo per rendere più attuale e ricco il vecchio layout da blog. Ma soprattutto per comunicare al mondo che Design Street c’è e che ci sarà ancora per molto tempo. Che nonostante il periodo di crisi, noi non ci fermiamo. Anzi, ci rinnoviamo. E che vogliamo essere ancora più vicini ai nostri lettori.

Un modo per ringraziare tutti i nostri lettori, i brand che ci hanno dato fiducia e tutti coloro che hanno creduto in noi. E che ci hanno permesso, con il loro supporto, di essere ancora oggi dopo 10 anni, un media indipendente!

* Fonte: Osservatorio stampa FCP – Federazione Concessionarie Pubblicità, dati riferiti al periodo gennaio 2019 – gennaio 2020.

Eve, un uovo di design che riscalda e illumina.

Si chiama Eve questo piccolo radiatore portatile disegnato da Ludovica+Roberto Palomba. Eve fa parte della collezione: Plug&Play di Tubes.
Ma Eve non è solo un corpo scaldante portatile. È anche una lampada d’ambiente, un oggetto luminoso che unisce in sé due funzioni: riscaldante e luminosa.
Eve è una sfera nomade che ci segue ovunque, portando con sé calore, luce e benessere. A casa come in ufficio, appoggiato al pavimento o sopra la scrivania.

Un oggetto per 4 stagioni

Proprio grazie alla sua funzione luminosa, Eve non viene relegato in soffitta nelle stagioni calde, perché si trasforma in una suggestiva lampada d’atmosfera. Ottima per tenerci compagnia quando siamo immersi nel relax, nella lettura o nelola visione della nostra serie TV preferita; perfetta per una festa o per quattro chiacchiere tra amici.
Le due funzioni di Eve, illuminazione e calore, possono essere azionate contemporaneamente o in maniera indipendentemente l’una dall’altra.

La funzione scaldante di Eve

Eve riscalda l’ambiente attraverso un soffio di aria calda, che viene emessa a 360 gradi da una fessura a livello della base. Il riscaldamento è elettrico e si può regolare su due potenze (400W e 800W) o sulla funzione booster per due ore. Il controllo dei comandi avviene attraverso un tasto touch posizionato nella parte superiore della sfera oppure attraverso un’App per Android e IOS.

La funzione illuminante di Eve

Sempre grazie al tasto touch o all’App è possibile regolare anche la funzione dell’illuminazione. La luce, dimmerabile, viene emessa da una fonte LED e viene diffusa verso il basso formando un piacevole un gioco di cerchi concentrici.

Dettagli tecnici

Realizzata in poliuretano rigido strutturale ad alta resistenza meccanica, la sfera riscaldante e illuminante Eve è disponibile in diversi colori: oro opaco, bianco opaco, rosso ossido lucido e nero opaco. Il corpo di Eve è largo 40 cm e alto 35 cm (www.tubesradiatori.com).

 

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Arredi con il verde integrato per chi ama le piante.

Secondo una recente ricerca, trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo al chiuso: in casa oppure in ufficio. E nell’ultimo anno. queste percentuali sono ulteriormente cresciute a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Il bisogno di natura sta diventando un’esigenza sempre più sentita!

Per chi vive in città, il rapporto col verde (e con la natura in generale) non è facile. Lo stesso vale per le nostre case, dove la pianta o il vaso di fiori sono ancora considerati esclusivamente come elementi decorativi e non come parte integrante della nostra vita quotidiana. Per non parlare della importante funzione di purificazione dell’aria che le piante hanno negli appartamenti.

Leggi il nostro articolo sugli strumenti per sanificare l’aria in casa

Così, per abituarci a convivere con il verde in casa, alcune aziende hanno pensato di integrate il verde negli arredi. Una soluzione che vuole obbligarci a considerare le piante come alleati importantissimi del nostro benessere fisico e psicologico.
Ecco allora una selezione di arredi progettati per integrare il verde.


Green Islands, Offect

Green Island è una linea di sedute che fa parte della collezione O2asis disegnata da Jean-Marie Massaud per Offecct. La collezione comprende pouf rotondi di ampie dimensioni, pensati per le sale d’attesa, per le hall o per i luoghi pubblici, che integrano una pianta al loro interno. Un’idea che dona la sensazione riposante di sedersi sotto un albero.
Il designer francese racconta così le sue Green Islands:
“Quando ho progettato le isole verdi, ho immaginato come le persone sedute e in attesa nell’atrio di una banca sedessero come su una grande piazza o isole circolari sotto un albero di cocco.” (www.offecct.se)


Sistemi modulari per piante, USM Haller

Creare un paesaggio verde in casa (o in ufficio) è facile con la flessibilità dei sistemi modulari USM che ora possono ospitare anche le piante.

USM ha creato infatti una nuova serie di elementi sagomati per accogliere i vasi e speciali set per l’annaffiatura. I pannelli, che si possono inserire anche nelle configurazioni esistenti sono disponibili in 5 dimensioni e nei 14 colori USM. I vasi sono disponibili in un’unica misura e in due colori: terracotta e grigio basalto.

Questi moduli di USM consentono di realizzare pareti divisorie verdi, scaffalature, contenitori per piante e oggetti in infinite configurazioni. Ma è disponibile un pratico carrello da cucina che può ospitare, ad esempio, le erbe aromatiche di uso quotidiano… (www.usm.com).


Plantable, Jail make Studio

Semplice e geniale questo tavolo creato dallo studio londinese Jail Make. Un tavolo con la struttura a rete metallica e le gambe che terminano con 4 vasi. Facendo crescere delle piantine rampicanti nei vasi, la griglia si riempie di foglie e il tavolo sembra essere sospeso su un cespuglio. Proprio una bella idea… (jailmake.com)


Varjo, Onni-Vilhelm

Di chiama Varjo questa lampada vaso disegnata dal finlandese Onni-Vilhelm. Si tratta di una lampada a sospensione con il paralume a griglia metallica che serve come appoggio per le piante rampicanti, che così possono prendere la forma ad ombrello. Le piante sono contenute in un vaso in ceramica che si può facilmente staccare dalla lampada quando serve. (onnivilhelm.fi)


Green Pads, Offect

Sono stati disegnato da Luca Nichetto per L’azienda svedese Offect questi coloratissimi tavolini portavasi. Un prodotto che integra l’amore per le piante con il design e risolve il problema del disordine che si crea quando si riempie la casa di vasi. I Green Pads sono realizzati in alluminio riciclato e sono disponibili in vari colori e in due diverse altezze. (www.offecct.se)


Horticus living Wall

Si chiama Horticus living Wall questo sistema multifunzionale e componibile che consente di “vestire” le pareti con piante. Horticus living Wall integra dei porta vasi con altri elementi dalle funzioni differenti, come lampade, speaker e contenitori porta oggetti. (www.horticusliving.com)

Guarda il nostro approfondimento sul sistema Horticus living Wall


Romeo & Juliet, Extremis

Romeo & Juliet è una romantica panca, progettata da Stijn Goethals, Koen Baeyens e Basile Graux, che sembra un’amaca sospesa tra due alberi. Una soluzione che non solo offre alle persone la possibilità di sedersi e rilassarsi, ma aggiunge anche un tocco di verde a quegli ambienti che ne sono privi. Questo capita spesso, purtroppo, nelle nostre città ma anche all’interno di edifici dove si pensa tanto al design ma poco alle piante.

La panca Romeo & Juliet è integrata con due vasi rotondi che possono contenere un piccolo albero o le piante preferite. Può essere usata nei luoghi pubblici ma si adatta anche a giardini o terrazze private. (www.extremis.com)


Somnia, Vitamin Design

Il letto SOMNIA, creato dallo studio tedesco Vitamin Design, ha ricevuto il premio per l’innovazione degli interni dal German Design Council. Non solo per il suo design, ma anche per l’idea di creare, dietro alla testata del letto, un contenitore che può essere utilizzato per riporre oggetti di uso comune, come libri, occhiali da lettura cellulare o una coperta d’emergenza.

Ma è possibile anche mettervi a dimora le cosiddette piante da camera da letto. Quelle cioè che purificano l’aria ed emettono ossigeno anche di notte, come ad esempio la Sanseveria, il Ficus e diverse altre. Interessante, no? (www.vitamin-design.de)


Halo mirror + Doppie, Bunje

L’azienda polacca Bunje ha pensato come integrare il verde nei complementi d’arredo. E l’ha fatto con il tavolino Doppie e con lo specchio da parete Halo, nati per ospitare le piante.
Lo specchio Halo ha una linea minimale. La mensola in acciaio inossidabile verniciato a polvere è dotata di un foro nel quale va inserito un vaso. Lo specchio è in vetro fumé.

tavolino Doppi invece è pensato per appoggiarvi un computer, le chiavi, i giornali o altre piccole cose. Doppi ha due ripiani: quello superiore ha il foro per un vaso. (bujnie.pl)


Botanical Planter Screens

Si chiama Botanical Planter Screens questo sistema di pareti divisorie fiorite progettato dalla designer Helen Kontouris. Si tratta di paraventi in forme diverse, realizzati con una griglia metallica, che alla base hanno un vaso per piante rampicanti. In questo modo, quando la pianta cresce, la griglia scompare e il paravento diventa una parete verde dalle forme geometriche.

Pensati principalmente per per uffici e ambienti pubblici, i Botanical Planter Screens sono perfettamente adatti anche alla casa. (www.helenkontouris.com)


Eden, Il Fanale

Disegnata da Enzo Berti per Il Fanale, la lampada Eden è composta da due elementi in metallo. Sotto, il paralume e sopra un portavasi per piante da fiore, piante verdi o grasse o, perché no, erbe aromatiche. La sua fonte luminosa a LED, che non disturba la vegetazione, si sprigiona in un doppio fascio luminoso: verso l’alto e, per un gioco di riflessioni, verso il basso. la collezione Eden è composta da due sospensioni (diametri 60 e 80 cm) e di una lampada da tavolo.Le finiture sono in una combinazione di bianco e nero (lucido e opaco) e corten. (www.ilfanale.com)


Eneo + Sirkel, Bysteel

Disegnati da Stefano Pirovano per Bysteel, questi tavoli integrano un vaso da fiori al centro. L’idea dell’azienda è quella di rendere le piante protagoniste a tutti gli effetti della nostra vita e anche della nostra convivialità. I tavoli sono in alluminio verniciato bianco opaco. (bysteel.it)


XXX, The New Raw

Concludiamo la nostra carrellata sugli arredi con le piante integrate con Print Your City, un interessante progetto ecosostenibile ideato dallo studio olandese The New Raw. L’idea è quella di usare plastica riciclata da bottiglie di bibite per stampare in 3D oggetti di design. Il primo oggetto realizzato è la panca XXX, una serie di sedute stampate in 3D utilizzabili sia all’interno che per l’outdoor. Tutte integrano un vaso per le piante al loro interno. (www.thenewraw.org)

 

 

IL GRANDE RITORNO DELLE SPECCHIERE DA TERRA.

 

LA STORIA DI PSICHE. OVVERO, COME NASCE LO SPECCHIO DA TERRA

Gli specchi da terra (o specchiere) sono dei complemento d’arredo che da sempre ci accompagnano nei rituali della vita quotidiana. Un tempo questa scenografica specchiera da terra veniva chiamata semplicemente Psiche (Psyche mirror in inglese) in onore della meravigliosa dea mitologica. Nelle Metamorfosi, lo scrittore e filosofo romano Apuleio raccontò la storia di Psicheuna fanciulla di straordinaria bellezza. Talmente bella da conquistare Eros, il dio dell’amore, che la sposò portandola con se nell’Olimpo.  Amore e Psiche ebbero una figlia dal nome evocativo: Volupta, Voluttà. Una storia romantica e sensuale, che ben si addice a questo complemento d’arredo complice della bellezza e della femminilità.

Se vuoi approfondire la leggenda di Amore e Psiche, guarda la pagina dedicata su Wikipedia!

Guarda anche il nostro articolo sugli attaccapanni da ingresso di design

Tornando sulla terra, la psiche è una specchiera con la struttura portante in legno o in metallo, sulla quale è incardinato uno specchio che si può regolare di angolazione. Questi o genere di specchi da terra non mancavano mai nelle stanze delle signore “fin de siècle”. Lo testimoniano tanti dipinti realizzati tra la fine 800 e i primi del 900, come quello che vedete qui sotto.

Uno dei primi e dei più celebri specchi da terra della storia del design è sicuramente lo specchio Psyche dei fratelli Thonet. un modello in legno curvato che potete vedere qui sotto raffigurato in una pagina del catalogo Thonet del 1907 e in uno dei pochi esemplari originali rimasti oggi.

 

LE SPECCHIERE DA TERRA TORNANO NELLE CASE CONTEMPORANEE

Ebbene. Come tanti altri complementi d’arredo un po’ vintage (guarda anche il nostro articolo sui mobili da toilette e l’articolo sul ritorno dei carrelli di servizio), non hanno mai smesso di abbellire le case contemporanee. Li troviamo nelle camere da letto o nelle stanze guardaroba. Vengono posti vicino all’armadio, per scegliere gli abbinamenti giusti vedendosi a figura intera, oppure in entrata, per un ultimo ritocco al look prima di uscire di casa.

E come succede per tutti gli elementi di design così presenti nelle nostre case, anche le specchiere da terra sono oggetto di studio da parte di molti designer che le trasformano da semplice oggetto funzionale, a vera e propria scultura domestica.

Ma vediamo insieme quali sono gli specchi da terra più belli e interessanti che il mondo del design ci propone.


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ECCO LE PIÙ BELLE SPECCHIERE DA TERRA DI DESIGN


ULTRAFRAGOLA, ETTORE SOTTSASS, POLTRONOVA

Non è possibile parlare di specchiere di design senza citare la più celebre di tutte, probabilmente una delle più grandi icone del design italiano. Stiamo parlando dello specchio-lampada Ultrafragola, disegnato nel 1970 da Ettore Sottsass Jr per Poltronova. La sua linea sinuosa e sensuale, evoca una chioma femminile. La cornice rosa ondulata si illumina grazie a un sistema interno di luci al neon.  Poltronova continua a produrre la specchiera Ultrafragola, insieme ad altri capolavori del design che hanno reso celebre il brand nella storia del design. www.poltronova.it


MATINÉE, CRISTINA CELESTINO PER FENDI CASA

Back Home è il nome di una nuova collezione di complementi d’arredo che Fendi casa ha commissionato alla designer Cristina celestino. Una linea dai tratti decisamente eleganti e preziosi, in linea con lo stile della maison di moda. La collezione Back Home, in particolare, interpreta  l’iconico motivo a righe Pequin che ha reso famoso il brand FENDI.

Della collezione fa parte anche Matinée, un grande specchio da terra freestanding, rigoroso, geometrico, ma estremamente raffinato nella scelta dei colori tenui e dei materiali La specchiera da terra Matinée è ispirata ai gemelli da polso maschili. Si compone infatti di due elementi orientabili uniti da una catenella ed è composta da un intarsio di specchi e materiali diversi.

GUARDA TUTTA LA COLLEZIONE “BACK HOME” DI CRISTINA CELESTINO


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SOUFFLÉ, LUCA NICHETTO, LA MANUFACTURE

Disegnato da Luca Nichetto per il brand francese La Manufacture, la specchiera Soufflé (soffiato in francese) prende il nome dal suo aspetto leggero e giocoso. La cornice sembra infatti formata da un palloncino gonfiato, uno di quelli che certi clown annodano tra loro per realizzano figure sorprendenti. La struttura ad arco invece è realizzata in legno trattato con vernice a metallo liquido nei colori menta, prugna e corallo. Un effetto cromato che ne amplifica la luminosità.  lamanufacture-paris.fr


DIVA, JEAN-MARIE MASSAUD PER GLAS ITALIA

Elegante e minimale al tempo stesso. La specchiera da terra Diva, disegnata da Jean-Marie Massaud per Glass Italia è realizzata in cristallo fumè. Essendo retroilluminata, la specchiera Diva è in grado di creare una soffusa luce d’atmosfera. La parte centrale inoltre ha una speciale specchiatura attraverso cui si vede la traccia luminosa della lampada, posizionata sul retro. La luce si accende e si spegne tirando il cordone rosso con la nappa, che esce da un foro. www.glasitalia.com


FRAME, NENDO PER STELLAR WORKS

Una specchiera da terra davvero minimale. Una struttura a L  in acciaio verniciato di nero e uno specchio dalla forma ellittica. Questo è in nuovo progetto firmato dallo studio giapponese Nendo per Stellar Works. stellarworks.com

Scopri tutta la nuova collezione di nendo per Stellar Works


SKY MIRROR, MONICA FÖRSTER PER ZANAT

Gli specchi da terra Sky Mirror, disegnati da Monica Förster per Zanat, sono vere e proprie sculture contemporanee. Come dei totem, diventano protagonisti degli spazi domestici. Le specchiere da terra Sky Mirror sono montate su una struttura dalle linee plastiche, realizzata in legno massello e intagliata a mano. Per questo queste specchiere risultano belle da vedere da qualsiasi parter le si osservi. Per questo possono essere posizionate come oggetti singoli o in gruppi, per creare sorprendenti divisori. Gli specchi da terra Sky Mirror sono declinati in due forme (tonde o semi-ovali), ciascuna disponibile in due misure. Il basamento può essere in noce o in acero, entrambi in diverse tinte e finiture. (zanat.org)


 

CARABOTTINO, CARA \ DAVIDE PER MEDULUM

La specchiera Carabottino, disegnata dallo studio Cara \ Davide, fa parte della collezione Flow di Medulum. Un progetto dedicato alla Repubblica, alla cultura e alle tradizioni che hanno plasmato l’identità veneta.

La specchiera Carabottino è un totem domestico. Una forma cilindrica, rigorosa e scultorea, la cui struttura a griglia è realizzata con listelli di legno. Solo quando si apre, di vede lo specchio custodito al suo interno. www.medulum.it


SAND IN MOTION COLLECTION, RIVE ROSHAN

Questa specchiera da terra dal design scultoreo fa parte della Sand in Motion Collection dello studio olandese Rive Roshan. Una collezione di oggetti di “arte funzionale” in edizione limitata, realizzati in sabbia stampata in 3D. Diversi vasi, una sedia, la specchiera e dei tavoli che si distinguono per la loro linea organica e cinetica, quasi un movimento naturale creato dal tempo. La struttura della specchiera è realizzata in sabbia bavarese al 98%. La sabbia, naturalmente bianca, è tenuta insieme con un legante che, ossidandosi, dà all’oggetto il caratteristico colore nero. La collezione Sand in Motion è esposta alla galleria KRL di Eindhoven fino all’8 marzo. riveroshan.com

©Rive Roshan and Galerie KRL – Photo: Ronald Smits


PINCH, LANZAVECCHIA + VAI PER FIAM ITALIA

Pinch è una collezione i specchi, che comprende tre specchi a parete e una specchiera da appoggio, disegnata da lanzavecchia + Vai per Fiat Italia. La struttura rettangolare, con due angoli opposti tagliati a 45 gradi, è realizzata in metallo con finitura ottone brunito. Lo specchio, dalla forma irregolare, sembra teso nella cornice da 4 titani metallici. www.fiamitalia.it


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NARCISSUS, HOMMÉS STUDIO

Due ante apribili, una cornice in acciaio dorato che sorregge lo specchio ovale. Stiamo parlando di Narcissus, lo scenografico specchio da terra di Hommés Studio. Una specchiera che, chiusa, diventa quasi un’opera d’arte, un quadro su un cavalletto. Esiste in due versioni. Una con le ante rivestite in pelle stampata e una Limited Edition con le ante laccate (foto qui sotto). (https://hommes.studio/)


LaGronda, PALLUCCO

Disegnato da Luciano Bertoncini per Pallucco, lo specchio da terra LaGronda ha una doppia funzione. Quella di specchio innanzitutto, ma anche quella di appendiabiti modulare.
Ogni modulo è composto di due parti: la parte inferiore fissa e quella superiore che rientra
a pressione. Il taglio sagomato che separa le due parti dello specchio, forma l’appendiabiti.
La cornice è realizzata in alluminio verniciato in 3 colori: argento, nero e bronzo perlato.
Lo specchio è disponibile in 3 finiture: chiaro, fumé e bronzo (www.pallucco.com).

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TRN MIRROR, PANI JUREK

Questa specchiera da terra fa parte della collezione TRN furniture realizzata dal brand Pani Jurek, fondato dalla designer e artista polacca Magda Jurek. Si tratta di una serie di oggetti e complementi, tra i quali tavolini, specchi e alcune lampade-scultura in ceramica.
Lo specchio da terra della linea TRN, realizzato in collaborazione con lo studio Square Drop, è in legno massello di frassino. è disponibile in 3 dimensioni con la cornice singola e in una più grande con la cornice tripla (foto qui sotto). Ogni singolo pezzo è realizzato a mano con le più tradizionali tecniche di ebanisteria. Successivamente il legno viene tinto e trattato a cera naturale (www.panijurek.pl).


TIBOR, MURANTI

Tibur Floor Mirror,non è una tradizionale specchiere da terra. Piuttosto è un puzzle di specchi che, insieme, riflettono la persona a figura intera. La struttura è in ottone lucido, mentre la base è in  Travertino. Un complemento d’arredo che si ispira allo stile degli anni 50, molto elegante nella sua bellezza scultorea. www.muranti.com

 


LAZY, MIGUEL SOEIRO PER PORVENTURA

Molto più semplice e minimale, la specchiera da terra Lazy, disegnata da Miguel Soeiro per l’azienda portoghese Porventura. Realizzata in legno di Rovere massello., Lazy si caratterizza per il taglio dello specchio sul lato basso che lascia un vuoto alla base. Tubi della struttura in ottone lucido rifinito con vernice lucida. Specchio e marmo trasparenti. www.porventura.pt


IONA CHEVAL, PINCH

Lo specchio da terra Iona Cheval del laboratorio londinese Pinch si ispira alla semplicità dello stile Shaker. Realizzata in legno di rovere chiaro europeo o di noce americano, Iona Cheval ha una struttura a cavalletto che sostiene un grande specchio basculante con la cornice in legno fissata con dettagli in ottone. pinchdesign.com

 


MALIN, WOAK

Malin è il nome di questo specchio realizzato da Woak, una piccola azienda svizzera specializzata nella lavorazione artigianale di arredi e complementi di design in legno. Ogni oggetto prodotto da Woak si distingue per la qualità del lavoro estremamente curata nel dettaglio. La stessa attenzione che si nota nella curvatura della base della specchiera, che si può appoggiare alla parete con l’inclinazione desiderata. Malin è disponibile in due essenze di legno massello trattato ad olio: rovere oppure noce. www.woak.ch


CLOUD, CIRCU

Concludiamo questa rassegna con una specchiera dedicata ai più piccoli, che crea nella cameretta un’atmosfera decisamente più romantica. Si tratta di Cloud Mirror di Circu. Uno specchio pensato su misura per le bambine e i bambini, per farli sognare come vivessero in una favola. Sostenuto da un basamento a forma di nuvola (da qui il nome) lo specchio è realizzato in legno verniciato e ottone. È disponibile in 6 colori: bianco, crema, grigio, beige, rosa e azzurro. www.circu.net


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I ritratti in filo metallico di Andrew Vianello

Profilo è il brand creato da Andrew Vianello, eclettico designer che ama esplorare linguaggi artistici sempre nuovi. E con il suo Profilo, Andrew Vianello è riuscito a portare nelle case una forma d’arte insolita ma estremamente suggestiva. La lavorazione del filo metallico.

Piegando e intrecciando fili di metallo prezioso, il designer riesce a fermare il tempo, a materializzare un ricordo, a evocare un volto.
Le straordinarie figure in filo metallico di Profilo sono realizzate a mano dagli artigiani italiani e francesi del brand, semplicemente partendo da una fotografia.

I ritratti in filo metallico di Profilo sono in 2 dimensioni. Quella standard, alta circa 30 cm, e quella micro, più piccola, racchiusa in un’apposita cloche in vetro.
Le sculture possono essere realizzate con filo di diversi materiali: metallo nero, bronzo, argento, rame oppure oro.

 

Non solo volti

Andrew Vianello non realizza solo volti di persone. Tra i best seller di Profilo ci sono anche ritratti di gruppo e raffigurazioni di animali: cani, gatti, cavalli…

Clicca sul singoli ritratti di cani per ingrandirli e scoprire gli incredibili dettagli…

 

E ancora, riproduzioni 3D di oggetti d’affezione, di automobili, di imbarcazioni e molto altro. Ogni pezzo è ovviamente diverso dall’altro, ma tutti sono accomunati da una maniacale attenzione al dettaglio.

Clicca sulle immagini per ingrandirle e scoprire gli incredibili dettagli…

 

Come farsi fare un ritratto in filo metallico?

Commissionare un ritratto o una scultura in filo di metallo è molto semplice. Basta inviare una foto direttamente dal sito profilo.com e l’opera verrà realizzata in pochi giorni.
Ogni scultura in filo metallico viene consegnata a domicilio insieme alla garanzia ed al certificato di unicità.

 

Due nuove capsule collection: “The Winner is?” e “Amour Platonique”.

Il Cuore è il protagonista delle nuove capsule collection di Profilo. Con questa iniziativa, Andrew Vianello propone ritratti e profili personalizzati realizzati in filo di metallo e bronzo legati ad un cuore. Un modo per sorprendere le persone che amiamo.
Le nuove capsule collection di Profilo sono due: The Winner is? e Amour Platonique.

The Winner is?

Dal 27 febbraio al 18 aprile 2021 la collezione limitata The Winner is?” verrà presentata presso Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi, in occasione dell’evento “Porte-Bonheur”, che coinvolgerà diversi brand del mondo fashion e design internazionale.

La collezione è dedicata alla fortuna. Il protagonista verrà raffigurato come un re o una regina (con corona inclusa) di cuori, fiori, picche o quadri. Il ritratto viene incorniciato come fosse una grande carta da gioco.

Amour Platonique

Amour Platonique è il titolo della seconda capsule collection, anche questa dedicata all’amore e in particolare alle coppie, che verranno ritratte nella cornice di un grande cuore rosso.

 

CENTO3: il set da scrittura disegnato da Achille Castiglioni e Gianfranco Cavaglià nel 2001.

È finalmente una realtà la collezione di strumenti da scrittura CENTO3, disegnata da Achille Castiglioni e Gianfranco Cavaglià nel 2001. Questo set per la scrittura di design è composto da tre elementi: micro-mina, matitone e penna stilografica pocket.

Sono passati 20 anni da quando i due architetti ebbero l’idea di creare una collezione di penne e matite. Oggi finalmente anche questo progetto dimenticato vede la luce grazie alla collaborazione tra diverse figure. Da un lato l’architetto Cavaglià, amico e collega del maestro milanese, e la Fondazione Achille Castiglioni, presieduta dai figli di Castiglioni, Giovanna e Carlo. Dall’altro, una giovane azienda bolognese Ego.M, che ha ingegnerizzato e prodotto la straordinaria collezione CENTO3.

Come nasce l’idea di CENTO3 

Achille Castiglioni teneva sempre una matita a portata di mano. La usava per fermare sulla carta le infinite idee che fluivano dalla sua mente creativa.
Ricorda Cavaglià: “Nella quotidianità del fuori studio, a necessità di una matita, se non compariva subito in mano, mentre frugava in tasca, con tono fermo, Achille Castiglioni domandava: non abbiamo una matita?” 

La passione per questi strumenti, così importanti per il lavoro di ogni architetto e designer, ha spinto così Castiglioni e Cavaglià a ripensarne le linee.
E lo hanno fatto partendo dal rapporto fra uomo e strumento di scrittura. In particolare, dall’osservazione del modo di impugnarlo, cioè con tre dita.
“In un primo momento, fu un esame di tante forme, senza escludere quella circolare”, continua Gianfranco Cavaglià. “Ma poi la questione delle tre dita – che trovano una loro posizione sull’oggetto – è diventata prevalente. Le tre dita che tengono in mano un elemento è la sezione di qualcosa che dovrà poi acquistare una funzione”.
La forma triangolare, inoltre, evita alla matita di rotolare e cadere dal tavolo. “Anche questo aspetto ci sembrava di qualche interesse…”, conclude sorridendo Cavaglià.

Le difficoltà di realizzazione

Nacque così l’idea della sezione trilobata ad archi di CENTO3, che rappresenta l’alleanza tra mente, mano (le 3 dita) e oggetto. Una forma molto complessa da realizzare, tanto che nel 2001 Castiglioni decise di commissionare i prototipi in legno a una grande ebanisteria milanese: la Bottega di Pier Luigi Ghianda.
Ma la complessità della realizzazione e il costo del set da scrittura fecero desistere gli architetti dal loro proposito e il progetto restò in un cassetto.

La ripresa del progetto

Nel 2020 l’ingegnerizzazione del progetto viene affidata al Team EGO.M che, dopo un anno di lavoro con la Fondazione Castiglioni e il co-progettista, è arrivato alla soluzione definitiva.
Il procedimento scelto per la realizzazione del kit da scrittura CENTO3 è la stampa 3D. Il materiale identificato come il più idoneo è il grafene, un materiale estremamente interessante per la sua stessa struttura (è costituito da uno strato monoatomico di carbonio). Non solo per la sua resistenza, la sua leggerezza e la sua flessibilità. Ma anche per il suo colore e la sua finitura naturale e morbida al tatto.
Il grafene, poi, è anche il materiale che permette alla matita di scrivere: è la sua anima. In pratica, CENTO3 è una matita fatta di matita!

Perché il nome CENTO3?

La prima ragione è evidente. Il progetto è stato presentato al pubblico il 16 febbraio 2021, esattamente il centotreesimo anniversario dalla nascita del grande maestro milanese.

Ma il 3 è anche un numero che ricorre spesso nel progetto.
3 sono le dita che tengono la matita e 3 sono gli archi della sua sezione.
Ma non è tutto… 3 sono gli strumenti di scrittura progettati e 3 le tipologie di scrittura.
3D è la tecnologia utilizzata per la produzione. 3 sono i partner del progetto – Fondazione Achille Castiglioni, Gianfranco Cavaglià, EGO.M – e 3 le generazioni coinvolte.

 

I 3 strumenti da scrittura della linea Cento3

Il set da scrittura, dicevamo, è composto da 3 strumenti: CENTO3-E, il matitone, CENTO3-G, la stilografica pocket, CENTO3-O, la micromina.

Il matitone multifunzione CENTO3-E

Il matitone multifunzione  (o Matita da cantiere) ha la forma trilobata in filamento di grafene e l’ unità funzionale in metallo cromato. Scrive con una mina di grafite da 5.5mm (inclusa). È lunga 1,5, cm e pesa: 22 gr.
Prezzo al pubblico: euro 50. 

 

La penna stilografica tascabile CENTO3-G

La penna stilografica tascabile, anche questa a conformazione trilobata, è realizzata con un filamento di grafene stampato in 3D. Il pennino (tratto medio) è in acciaio inossidabile mentre l’unità funzionale è in metallo cromato.
È lunga 10,3 cm 13,5 e pesa 23 gr.
Prezzo al pubblico: euro 65 (1 cartuccia inchiostro colore nero inclusa).

La matita micromina CENTO3-O

Anche la matita micromina è in grafene a conformazione trilobata, con unità funzionale in alluminio. La sua lunghezza è di 13 cm e pesa 13 gr.
Prezzo al pubblico: euro 50 (con 3 mine HB 0.7mm incluse)

La collezione CENTO3 è in vendita on line a partire dal 16 febbraio 2021 su www.egoundesign.com 

www.fondazioneachillecastiglioni.it

Rieditata la Bambi Lounge Chair, capolavoro del design norvegese

È stata finalmente rieditata la Bambi Lounge Chair, uno dei capolavori del design scandinavo, progettata verso la metà degli anni ’50 dai norvegesi Rastad & Relling Tegnekontor.

Questa riedizione si deve al brand Fjordfiesta, nato nel 2001 con l’obiettivo di far rivivere e di promuovere nel mondo la bellezza del design classico norvegese.

La splendida Bambi Lounge Chair è probabilmente il pezzo forte della più ampia collezione Bambi, che comprende anche una sedia per il tavolo da pranzo in due versioni: i modelli Bambi 57/2 e Bambi 57/3.
La Bambi Lounge Chair è invece una poltroncina dalla seduta comoda, ampia e bassa, pensata per appositamente il relax. La sua linea è essenziale ed elegante al tempo stesso.

Le gambe leggermente coniche sostengono sia la seduta, sia i comodi braccioli, che che si uniscono sul retro per formare uno schienale ergonomico.

La Bambi Lounge Chair è disponibile in 2 versioni

Come la sedia, anche la poltroncina Bambi Lounge Chair è disponibile in 2 versioni.  Il modello 56/1 si distingue per avere la seduta e lo schienale in cordata. Una soluzione che mette ancora più in risalto la leggerezza della poltroncina.

Il modello 56/2, invece, ha seduta e schienale imbottiti e rivestiti in pelle. Una soluzione che le conferisce un aspetto più “massiccio” e strutturato. La Bambi Lounge è più ampia, più bassa e più consistente rispetto alle altre sedie della serie ma conserva la sofisticata eleganza che caratterizza l’intera collezione.

La parte posteriore del modello 56/1 è costituita da corde intrecciate fissate a una traversa nella parte inferiore. Questa costruzione posteriore aperta assicura che il design appaia arioso e leggero. Anche il sedile è composto da treccia ma viene fornito con un cuscino del sedile cucito a mano per un maggiore comfort. Il modello 56/2 è costruito allo stesso modo del 56/1, ma piuttosto che intrecciare, lo schienale e il sedile sono realizzati in pelle che conferisce un aspetto più muscoloso.

Design norvegese, manifattura italiana

La poltroncina Bambi ha la struttura in legno massello in 2 essenze: rovere chiaro laccato oppure noce.
La sua realizzazione è molto complessa, sia dal punto di vista tecnico che artigianale. Vista la complessità, l’azienda norvegese ha dovuto ricorrere3 a  maestranze specializzate italiane. E le ha trovate proprio in Italia, esattamente nel famoso distretto della sedia di Udine. Solo in questo modo Fjordfiesta ha potuto garantire gli altissimi standard di qualità richiesti dal progetto…

Caravan NV 350 office pod concept.

Nissan lancia l’innovativo il Caravan NV 350 office pod concept. E lo fa cercando soluzioni per una fascia di lavoratori che diventa sogni giorno più grande.

Il nuovo Caravan NV 350 office pod concept è un furgoncino progettato per gli “Smart Workers”. Quei lavoratori digitali che non hanno una postazione fissa, gli amanti dei viaggi e della natura che si annoiano a lavorare da casa, in situazioni spesso poco confortevoli.
Così Nissan ha progettato, per questo popolo di nomadi, un furgone attrezzato a ufficio. Un piccolo camper dove lavorare dovunque nel massimo confort. Al mare, in montagna, in un bosco…

Il brand automobilistico giapponese ha presentato, in occasione del Salone dell’auto di Tokyo, questo concept innovaytivo.
Caravan NV 350 office pod concept non è altro che la customizzazione di un modello classico della Nissan: Il furgone modello NV350, un progetto degli anni’70 che ha riscosso nel tempo un grande successo.

Le funzionalità del Caravan NV 350 office pod concept

Ma non aspettatevi un veicolo di basso livello… Il Van-Ufficio della Nissan (sempre che il concept si trasformi in realtà) è integrato con il meglio della tecnologia e del design.

Il Caravan NV 350 office pod concept incorpora nel vano posteriore un vero e proprio ufficio “estraibile” grazie a un sistema di rulli. Se lo si desidera, tutto il vano ufficio può scorrere fino a uscire completamente dal veicolo. Basta usare un’app per movimentare il meccanismo e accendere le luci a Led integrate nel profilo della struttura.


Così sarà possibile lavorare all’aria aperta, godendosi il panorama, il fruscio delle foglie, lo scorrere di un ruscello o il rumore delle onde… 

Anche le dotazioni interne sono di altissimo livello. Il computer ad esempio, è un iMac da 27”, mentre la poltroncina è firmata Herman Miller, azienda leader nel settore delle sedie da ufficio.
Tra gli altri accessori, il Van dispone di un cassetto con luce UV-C, per igienizzate piccoli oggetti come smartphone, mouse, chiavi, penne etc…
È possibile collegare piccolo elettrodomestici alimentati a corrente, come ad esempio un mini frigo, un bollitore o la macchina per il caffè.

E per godersi una meritata pausa di relax, il Caravan Nissan NV 350 office pod concept  ha una pratica terrazza sul tetto con tanto di chaise longue, tavolino e ombrellone parasole.

Il precedente modello: e-NV200 WORKSPACe

IN passato, Nissan aveva già customizzato un Van per lo Smart Working e lo aveva progettato in collaborazione con lo studio di design britannico Hardie.
Sui trattava in questo caso di un furgone e-NV200, che per l’occasione è stato trasformato in un in un ufficio mobile completamente elettrico dal nome e-NV200 WORKSPACe 

Questo modello è stato allestito con una scrivania pieghevole integrata, un computer touchscreen, connessione Wi-Fi, illuminazione a LED controllabile da smartphone, ricarica wireless del telefono, sistema audio Bluetooth, un minifrigo e l’immancabile macchina da caffè.

Linnut, le 4 sculture luminose di Magis e Iittala.

Magis lancia Linnut, una collezione di quattro sculture luminose che raffigurano altrettanti personaggi di fantasia. I loro nomi? Palturi, Siiri, Sulo e Kirassi.
La collezione Linnut di Magis prende vita dalla collaborazione tra l’azienda italiana e il celebre brand finlandese Iittala.  

Un maestro del design finlandese

I quattro buffi personaggi sono stati creati da Oiva Toikka, uno dei più grandi artisti finlandesi contemporanei, specializzato nel design del vetro.
Di Oiva Toikka ricordiamo la bellissima collezione in vetro soffiato Birds by Toikka, disegnata sempre per Iittala a partire dagli anni ’70. Da questa collezione hanno preso ispirazione i quattro personaggi delle lampade Linnut.

Lampade perfette per la camera dei bambini

Ma le quattro lampade Palturi, Siiri, Sulo e Kirassi non sono in vetro, bensì in policarbonato. Un materiale leggero e pratico, che rende queste sculture luminose adatte anche alla stanza dei bambini. Sono adatte sia in casa o all’aperto, magari per illuminare una cena.
Tutte le lampade infatti sono ricaricabili attraverso una presa USB. La luce a Led è dimmerabile grazie a un interruttore a sfioro.

Palturi, Siiri, Sulo e Kirassi

Ma è venuta l’ora di presentare questi simpatici quattro personaggi.

Siiri e Kirassi, sono due uccelli appollaiati. Il primo, Siiri ha la coda rotonda e il becco dorato. La sua figura è dall’aspetto eclettico e unico.

Il secondo, Kirassi, ha una dimensione maggiore. Ha un corpo elegante, un collo slanciato, la testa di colore blu brillante e il becco corto e appuntito.

Meno facile attribuire un animale alle altre due lampade della collezione Linnut di Magis. Il designer Oiva Toikka in questo caso ha lavorato molto di fantasia.

Sulo si caratterizza per una linea più goffa e compatta, a forma di cupola e da grandi occhi curiosi. Probabilmente si tratta di un gufo o di un pulcino sovradimensionato. La lampada Sulo è disponibile in due dimensioni, di cui una molto piccola (ottima come luce di sicurezza notturna o come luce di compagnia per la camera dei Bambini)

L’ultimo personaggio, quello dalla forma più insiolita, si chiama Palturi. Il suo corpo ha una forma tondeggiante sul quale spiccano due grandi occhioni spalancati. Due occhi dall’espressione stravagante che conquistano e inteneriscono al primo sguardo…

www.magisdesign.com

Lyra, Gama, Mona e Athena, le nuove lampade d’atmosfera in alabastro

Lyra, Gama, Mona e Athena sono quattro incredibili lampade portatili in alabastro che appartengono alla nuova collezione édition di Atelier Alain Ellouz.
Sono lampade nomadi, spostabili e ricaricabili. Una volta accese, la luce calda e soffusa che filtra dal sottile paralume in alabastro crea un’atmosfera intima e accogliente. Ogni lampada è diversa da tutte le altre proprio perché ogni pezzo di alabastro, con i suoi colori e le sue venature uniche, è diverso dagli altri. Si viene a ricreare così un’illuminazione d’ambiente perfetta per per rilassarsi, per una cena all’aperto o per serate romantiche.

Guarda il nostro servizio sulle più belle lampade ricaricabili di design

Queste delicate lampade in alabastro sono interamente lavorato e realizzate a mano.
Sono tutte ricaricabili e offrono un’autonomia di 8 ore. Ma basta lasciarle attaccate alla presa di corrente, per trasformarle in perfette lampade da tavolo, da mettere a fianco del divano o sul comodino. Un piccolo elemento in ottone funge da interruttore e dimmer.

Guarda il nostro servizio sui mobili e complementi di design in marmo

Nel dettaglio, le 4 lampade in alabastro

La forma della lampada Lyra, colla sua forma cilindrica, ricorda quella di un barattolo di caramelle. Preziosa e minimale, la sua superficie è delicata al tatto.

Athena ha la forma di una sfera poggiata su un cilindro. La lampada evoca l’orbita della Terra attorno al sole. La sua superficie traslucida rivela i caratteristici motivi dell’alabastro che ricordano i movimenti delle nubi intorno alla Terra o le correnti oceaniche.

La lampada Gama si caratterizza per le sue linee contemporanee che combinano linee e curve. Si tratta di una composizione di due forme coniche rovesciate di diverse dimensioni, separate da una guarnizione in ottone dorato. La luce, oltre a filtrare attraverso il sottile spessore dell’alabastro, si diffonde dall’estremità superiore.

La lampada in alabastro Mona ha la forma elementare di un mezzo ellissoide. Una sorta di Igloo esquimese che, acceso, prende vita e colore grazie alle venature dell’alabastro retroilluminato. L’interruttore, con la sua linea retta, crea un contrasto con la forma arrotondata della lampada.

www.atelieralainellouz.com

Sempre più spesso i rubinetti di design alternano la tradizionale finitura in acciaio con interessanti finiture metalliche, molto di tendenza nella stanza da bagno contemporanea.
I rubinetti in finitura metallica hanno una doppia anima. Da un lato possono risultare estremamente raffinati, con la loro livrea lucida che ricorda quelle dei gioielli più preziosi.  Dall’altro, danno un tocco industriale alla stanza da bagno quando le finiture metalliche sono più scure oppure satinate.

Nero opaco, ottone lucido oppure orbitato, rame, oro rosa, titanio, grafite… queste sono solo alcune delle finiture metalliche dei rubinetti più nuovi e attuali.

 

Per facilitare la lettura, abbiamo ulteriormente suddiviso la nostra rassegna in due capitoli:

1.  Rubinetti di design con finiture metalliche

2.  Rubinetti con finiture metalliche in stile industriale

Vediamo insieme qualche esempio.

Guarda anche i nuovi rubinetti di design in acciaio


I rubinetti di design con finiture metalliche.


40MM, Treemme

La linea in acciaio 40MM di Treemme si arricchisce con un miscelatore dalla duplice funzione: per lavabo e per lavello. Il nuovo modello, che verrà presentato in anteprima al Cersaie 2019, sarà dunque utilizzabile sia per il bagno sia per la cucina.

Oltre alla sua multifunzionalità, a caratterizzare 40MM sono le sue linee essenziali e la ricca gamma di finiture. Il rubinetto, infatti, è disponibile nelle finiture galvaniche e in PVD nei colori oro giallo, bronzo e canna di fucile.


Indigo, antoniolupi

Indigo è il primo rubinetto di antoniolupi, brand toscano che da sempre porta il design nella stanza da bagno. Disegnato nel 2018 da Nevio Tellatin, il rubinetto Indigo si arricchisce di 7 nuove finiture per offrire la massima libertà di progettazione coordinata all’interno del bagno.

Oltre al tradizionale cromo lucido, le finiture sono: ottone lucido naturale, ottone satinato naturale, nero opaco, bianco opaco, acciaio satinato e grafite.

 


The Outfit, FIR Italia

The Outfit è il programma di FIR Italia che propone un numero infinito di finiture per vestire i rubinetti. Il concept, che trae ispirazione dal mondo della moda, si basa su una innovativa tecnologia: Advanced Superfinish Process (ASP). Un mix di processi produttivi di avanguardia che dona a ogni finitura o colore un aspetto unico.

Proprio come in un guardaroba, sono tanti gli outfit proposti per vestire i rubinetti di FIR Italia. Da Chrome, il grande classico con base cromata, a Black to White, declinato nei toni del bianco e del nero, passando per le varie sfumature di grigio. Da Brushed, che comprende finiture dall’effetto superficiale spazzolato, a Matt Luxe, con colori ricercati e lievi effetti cangianti. Dai dorati lucidi di Golden ai dorati opachi di Matt Golden. Fino a Special Outfits, la proposta che combina colori diversi fra corpo e maniglia.


RITMONIO

Le rubinetterie Ritmonio si arricchiscono di 6 nuove preziose finiture. Tra queste, la scenografica finitura Rose Gold, disponibile anche nelle declinazioni Brushed e Frosted. Nell’immagine qui sotto, due rubinetti della serie Haptic, firmati dal Ritmonio Design Lab, nella finitura oro rosa spazzolato.


MOD+, GRAFF

Con MOD+, la nuova collezione di GRAFF, il rubinetto diventa eclettico. Potendo contare su un’ampia selezione di rivestimenti in marmo e ottone fissati con un innovativo sistema di clip, MOD+ offre, infatti, infinite opzioni per creare rubinetti personalizzati.

MOD+ è quindi una collezione estremamente versatile, capace di soddisfare tutti gli stili e le esigenze. Dai rubinetti più tradizionali, con preziose maniglie in marmo, ai bagni contemporanei, con le nuove finiture Gunmetal e Nero Opaco. Le diverse combinazioni dei tre elementi (base maniglie, cover maniglia e clip) permettono, inoltre, innumerevoli soluzioni di progettazione.


Elegance, Damast

Damast propone questo nuovo kit doccia in ottone nella speciale finitura Elegance in oro rosa.
Il kit è composto dal braccio doccia Pegaso 35 con soffione Venere 20, dalla presa d’acqua con supporto Lindos e dal flessibile in ottone con doppia aggraffatura che termina con la doccia a mano cilindrica modello Planet. Tutto nell’elegante declinazione “Rose Gold”. (www.damast.it)


Boomerang, Gattoni Rubinetteria

Disegnato da Marco Piva, il rubinetto Boomerang di Gattoni Rubinetteria si caratterizza per il suo design dalle linee morbide e fluide. La collezione Boomerang può essere personalizzata grazie a molteplici mix di finiture, tra cui le versioni bi-color. Queste sono realizzate con il corpo in diverse finiture metalliche (dark nickel,oro giallo 24 carati, oro rosa, rame lucido o nichel spazzolato) e le leve colorate a contrasto leva. Arancione, blu pastello, nero opaco, bianco opaco oppure rosso porpora.


I rubinetti con finiture metalliche in stile industriale


Fontane Bianche e Icona Classic, Fantini

“Matt Gun”, che potremmo tradurre “canna di fucile” è la nuova finitura di Fantini. Una finitura metallizzata e satinata che ben si adatta ai rubinetti in stile industriale, come quelli della collezione Fontane Bianche e Icona Classic.
La collezione Fontane Bianche, disegnata da Elisa Ossino e prodotta in collaborazione da Salvatori e Fantini, si caratterizza per il classico rubinetto rotondo dal look industriale.

La seconda collezione di Fantini, Icona Classic, è stata disegnata da Vincent Van Duysen e coniuga archetipi tradizionali con un design contemporaneo e minimale (www.fantini.it).


Bold, IB Rubinetti

Già nel nome dichiara il suo carattere. Bold, la serie di rubinetti in stile industriale di IB Rubinetti, presenta, infatti, una personalità davvero audace. L’anima del progetto è nella zigrinatura, un elemento che rende la presa più agevole, donando nel contempo ai rubinetti un aspetto robusto.
La manopola del rubinetto è disponibile in due tipologie diverse: a leva oppure nella versione rotonda.

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BOLD DI IB RUBINETTI


Watertube, Treemme

Sono le tubazioni idrauliche industriali ad aver ispirato i rubinetti Watertube, disegnati da Massimiliano Braconi per Treemme. Un rubinetto dalla forma essenziale e pulita, in grado di catturare il centro della scena con discrezione.

Il cilindro non dà corpo solo al rubinetto, ma anche alla leva di regolazione, immaginata dal designer come un cilindro cavo, quasi a suggerire il raccordo a gomito fra due tubi dell’acqua.

Watertube è disponibile in acciaio o nella finitura PVD.

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SUL RUBINETTO WATERTUBE DI TREEMME


Reflex, IB Rubinetti

Reflex è la nuova linea di comandi remoti disegnata da Pierattelli Architetture per IB Rubinetti. Si ispira alle ghiere zigrinate che caratterizzano certi strumenti del fotografico (da cui il nome).
Reflex si caratterizza per il suo corpo cilindrico diviso ad anelli ricavati dal pieno che ricorda le ghiere di messa a fuoco degli obiettivi delle macchine fotografiche reflex. Le ghiere, in questo caso, regolano l’erogazione di acqua calda e fredda. 

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