Italian Design Files #7: la lampada Arco dei fratelli Castiglioni

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Una “lampada a sospensione” che non ha bisogno di fori nel soffitto. Ecco la storia dell’Arco di Flos. La grande icona nata dal genio dei fratelli Castiglioni.

Proiettare la luce su un tavolo, liberandosi del punto fisso al soffitto. Da questa esigenza nasce Arco, la lampada di Flos progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Una lampada da terra che ha cambiato il modo di concepire la luce.

“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco”, racconta Achille Castiglioni.

Con l’idea dell’arco i fratelli Castiglioni superano le rigide divisioni che c’erano all’epoca nell’illuminazione. Grazie allo stelo telescopico, Arco fa infatti arrivare la luce dall’alto come fosse una sospensione, pur rimanendo ben ancorata a terra.

Il risultato è un progetto ibrido: una lampada da terra con l’anima di una sospensione. Una lampada così iconica da essere riconosciuta anche da chi non sa il suo nome. La lampada di design più amata e (purtroppo) imitata della storia.

Come è fatta la lampada Arco

La lampada Arco viene disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos nel 1962. Come dicevamo, l’idea è quella di superare il vincolo del fissaggio al soffitto. L’ispirazione viene dai lampioni stradali. I materiali sono il marmo di Carrara, il profilato di acciaio inossidabile e l’alluminio.

“Lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo”, spiega Achille Castiglioni. “Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto”. 

Come “massa pesante” all’inizio i fratelli Castiglioni avevano pensato al cemento. Alla fine optarono però per il marmo di Carrara, perché a parità di peso offriva un minore ingombro e, in rapporto a una maggiore finitura, un minor costo.

La lampada Arco ha una base in marmo di Carrara di 65 kg, dagli angoli smussati. Lo stelo in profilato di acciaio inossidabile è formato da tre settori con sezione a U, che permettono l’avanzamento telescopico scorrendo l’uno dentro l’altro. La cupola è costituta da due pezzi: una calotta forata e un anello in alluminio mobile, appoggiato al primo.

La distanza massima del riflettore dalla base è di 2 m, l’altezza da terra è di 2,5 m.

Una lampada mobile

A rendere unica la lampada Arco non è solo lo stelo telescopico, ma anche i suoi fori. I fori della calotta, studiati per facilitare il raffreddamento del portalampada e per creare effetti decorativi sul soffitto. E il foro della base in marmo, pensato per fissare lo stelo verticale che sostiene l’arco e per agevolare lo spostamento della lampada. È, infatti, sufficiente infilare al suo interno un bastone o il manico di una scopa per riuscire a spostare la lampada in due persone.

Insomma, un vero capolavoro di funzionalità, come afferma lo stesso Achille Castiglioni. “Nella Arco niente è decorativo. Anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci”.

Il cambiamento della legge del diritto d’autore

L’Arco di Flos non è soltanto una delle più grandi icone del design. È anche il primo progetto di design industriale a essere tutelato dalla legge sul diritto d’autore.

Arco è stata una delle lampade più imitate della storia. Nel 2007 però qualcosa è cambiato. Flos fa infatti causa ai negozi Semeraro, che producevano in Cina lampade molto simili ad Arco, sostenendo che la lampada dei Castiglioni non è soltanto un prodotto industriale ma una vera opera d’arte. La causa è vinta, segnando una svolta nella legge sulla protezione del diritto d’autore di prodotti di design industriale.

Il Compasso d’Oro alla Carriera

La portata rivoluzionaria della lampada Arco ha ottenuto un ulteriore riconoscimento nel 2020 con il Compasso d’Oro alla Carriera. Il premio istituito per la prima volta per la XXVI edizione del Compasso d’Oro ADI.

Prodotto: lampada Arco

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni

Anno: 1962

Azienda: Flos

Ci piace perché è una lampada che ha rotto gli schemi.

Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, creo contenuti per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "Blog-In" lanciato da IKEA Italia.

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