Lampade da scrivania di design? Ecco 9 grandi classici. Per illuminare l’home office in modo funzionale, senza rinunciare allo stile.

Cercate una lampada di design per il vostro home office? Siete nel posto giusto. Il nostro nuovo focus è dedicato, infatti, proprio alle lampade da scrivania. Un oggetto fondamentale per qualsiasi spazio di lavoro che si rispetti. Perché è soltanto con una buona illuminazione che possiamo rendere confortevole il nostro angolo studio, favorendo la concentrazione ed evitando di affaticare la vista.

Tra le soluzioni migliori per illuminare la scrivania o il piano di lavoro, ci sono sicuramente le lampade con braccio regolabile. Dotate di bracci snodabili, sono infatti ideali per orientare la luce con precisione, in base alle esigenze del momento. Non a caso, hanno una lunga storia. Pensate che i primi esempi risalgono agli anni ’30 con la Anglepoise, la Naska Loris e la Luxo L-1. Tre grandi classici del design che sono stati un riferimento importante per tutti i progetti a seguire.

Dunque, ecco 9 lampade da scrivania iconiche. Per illuminare il vostro studio in modo funzionale, senza dimenticare il design. Buona lettura.


Original 1227, Anglepoise

Apriamo la nostra rassegna sulle lampade da scrivania con un’icona del design britannico: Anglepoise Original 1227. Progettata nei primi anni ’30 dall’ingegnere George Carwardine, la lampada si basa su un meccanismo di molle in tensione che sostituisce il sistema del contrappeso adottato fino a quel momento. A ispirare il progetto sono le sospensioni delle auto. Il risultato è una lampada da tavolo con braccio snodabile che coniuga un’estrema flessibilità con un perfetto equilibrio.
Messa in vendita nel 1935, la lampada da scrivania Original 1227 nel tempo ha visto crescere la sua famiglia. Oltre alla versione da tavolo, oggi sono proposte anche lampade a parete, a soffitto e a pavimento.


Kaiser, Fritz Hansen

Illumina la scrivania di celebri ispettori delle serie TV ormai da anni. Parliamo di Kaiser Idell, la lampada progettata nel 1931 dall’orafo tedesco Christian Dell, conosciuta appunto come la “lampada dell’ispettore”. Icona del Bauhaus, Kaiser Idell è una lampada elegante e funzionale. Il cuore del progetto è nel sistema di giunti rotanti, che permette di orientare la luce in modo preciso.
Le lampade Kaiser Idell sono realizzate in acciaio con paralume e base dipinti a mano. Nel 2019, per il centenario del Bauhaus, è stata proposta una versione speciale con stelo e base in ottone lucido. Ogni lampada è consegnata con un certificato di autenticità e ha un numero di serie unico inciso sulla base.


Naska, FontanaArte

La collezione Naska arriva dall’archivio storico di FontanaArte. Si tratta di una lampada da lavoro con braccio bilanciato a molle disegnata nel lontano 1933. Rieditata in anni recenti, Naska ha mantenuto intatto il suo fascino originario. La lampada è dotata di un braccio orientabile in tutte le direzioni ed è disponibile con morsetto o base da tavolo. La base e il braccio sono in acciaio, il diffusore è in alluminio.
I progetti dell’archivio storico di FontanaArte non sono legati a un solo designer, ma sono frutto del lavoro di tutti i creativi che collaborano con l’azienda.


Luxo L-1, Luxo Lighting

Ricordate la lampada da lavoro che saltella nella sigla iniziale dei film Pixar? È la lampada Luxo L-1 prodotta dall’ingegnere norvegese Jac Jacobsen. Una lampada la cui storia si intreccia curiosamente con un altro classico di questa rassegna: la Anglepoise.
Già, tutto comincia quando Jacobsen ordina a un’azienda inglese una partita di macchine da cucire industriali. L’azienda accompagna l’ordine con 2 lampade Anglepoise e Jac Jacobsen ne rimane subito colpito. Così acquisisce i diritti per poter vendere la lampada in Norvegia, apporta dei cambiamenti per renderla ancora più funzionale e nel 1937 produce la prima Luxo L-1. È la nascita di un mito.


Signal, Jieldé

Icona del design industriale francese, la lampada Jieldé è progettata da Jean Louis Domecq nel 1949. Alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico, non riuscendo a trovarla, Domecq decide di crearsela da sé. Nasce così una lampada da lavoro robusta, flessibile e dal design essenziale. Un progetto che dopo 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.
Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi colori e ogni lampada è firmata.


Cobra table lamp, GUBI

Porta la firma di Greta M. Grossman Cobra, la lampada da scrivania rieditata dal brand danese GUBI. La lampada è stata disegnata nel 1950 e deve il suo nome al diffusore ovale simile alla testa di un cobra. Grazie allo stelo flessibile e alla testa orientabile a 360º, la luce può essere direzionata con grande precisione. Possiamo infatti usare Cobra sulla scrivania, ma anche per creare una luce d’atmosfera nel living. L’interruttore on/off si trova sulla base.
Cobra ha vinto il Good Design Award nel 1950 ed è stata esposta al MoMA di New York fra il 1951 e il 1952, in occasione della mostra “Good Design”.


Lampada AJ, Louis Poulsen

Un’icona che nasce per un’icona. La lampada AJ di Louis Poulsen è disegnata da Arne Jacobsen nel 1957 per il SAS Royal Hotel di Copenhagen. Per illuminare gli interni del leggendario hotel, Jacobsen progetta un’intera collezione: lampada da scrivania, da pavimento, da parete e una versione più piccola pensata per essere fissata sul tavolo. AJ si caratterizza per la combinazione di angoli retti e obliqui. Un elemento che richiama il design delle poltrone della serie 3300 e i profili geometrici degli edifici progettati da Jacobsen. In questo caso, la distribuzione della luce viene ottimizzata regolando l’angolo dello schermo.
Originariamente disponibile in grigio chiaro, marrone e nero, negli anni AJ si è vestita di nuovi colori.


Tizio, Artemide

Tizio è il capolavoro firmato da Richard Sapper per Artemide nel 1972. Una reinterpretazione delle classiche lampade da scrivania con braccio snodabile, dove la testa e i bracci orientabili sono bilanciati da un sistema di contrappesi. Con Tizio, però, non cambia solo il meccanismo per orientare la luce. Il progetto di Sapper segna anche il passaggio dalle lampadine a incandescenza a quelle alogene, una tecnologia avanzata per l’epoca. Con il basso voltaggio delle fonti alogene, la lampada può liberarsi dai cavi elettrici. A condurre l’elettricità sono, infatti, i bracci e i bottoni. Quando si dice magia.


Tolomeo, Artemide

Nasce nel 1986 una delle lampade più famose della storia del design: Tolomeo di Artemide. Il progetto, vincitore del Compasso d’Oro nel 1989, è firmato da Michele De Lucchi con Giancarlo Fassina. De Lucchi rilegge la classica lampada da lavoro con tecnologie e materiali innovativi. Innanzitutto, nasconde la molla e il filo con un tubicino, ispirandosi alla pesca con la lenza. Poi sostituisce l’acciaio con l’alluminio. Il risultato è una lampada più leggera e dal carattere contemporaneo.
In oltre 30 anni, la collezione Tolomeo è cresciuta fino a comprendere versioni da parete, da terra e a sospensione, in diverse misure e finiture. Un vero best seller protagonista di tantissimi film. Vietato non conoscerla!


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Author

Una laurea in Lettere Moderne e un amore sconfinato per il design. Mi occupo di comunicazione, creando contenuti per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento.

1 Comment

  1. Le classiche lampade con braccio regolabile per la scrivania non mi hanno mai attirato. Ho sempre optato per delle lampade dal design più particolare che si abbinassero al resto dell’arredamento. Quella che ho ora nel mio studio me l’ha regalata mio marito ed è diventata immediatamente la mia preferita! è una lampada da tavolo (link rimosso) fatta ad ampolla con il braccio in metallo, semplicemente unica!

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