Sei progetti per raccontare i nuovi spazi domestici post pandemia. Ecco “Moroso. New Domestic Narratives”, la mostra organizzata da Istituto Marangoni in collaborazione con Moroso.

Una mostra dedicata alle nuove narrazioni domestiche post Covid. Stiamo parlando di  “Moroso. New Domestic Narratives”, la mostra organizzata da Istituto Marangoni in collaborazione con Moroso che mette in scena sei progetti degli studenti del Master in Product & Furniture Design.

Sotto la direzione artistica di Elena Salmistraro, gli studenti del Master hanno condotto una riflessione sul nuovo modo di vivere gli spazi domestici. L’idea emersa è quella di una casa simile a un “teatro”, aperta al mondo attraverso il digital.

“L’esplorazione delle narrazioni domestiche adattate alla situazione sociale in cui ci troviamo si esprimono concretamente attraverso il design contemporaneo. Dagli occhi degli studenti nasce il perfetto connubio tra le relazioni sociali e lo spazio domestico quotidiano tradotto in progetti innovativi”, racconta Elena Salmistraro.

Ecco i sei progetti in mostra.

Loop, Alice Ballabio

La gravità quantistica a loop descrive l’universo come formato da tanti grani di spazio che, uniti tra di loro, disegnano la rete di relazioni che dà corpo alla realtà materiale. È da questa teoria che nasce Loop, la seduta di Alice Ballabio.
La base geometrica della seduta richiama la visione frammentata dello spazio proposta dalla meccanica quantistica. Le bolle tridimensionali suggeriscono i concetti base della teoria: connessione e molteplicità.

Hug, Bianca Ferretti

Un abbraccio. È questa l’immagine evocata dalla poltrona Hug di Bianca Ferretti. Un gesto che ci è venuto a mancare nell’ultimo anno di pandemia, a cui Hug vuole restituire valore.
Il desiderio di contatto fisico si esprime con forme avvolgenti, volumi generosi e l’utilizzo di materiali morbidi e caldi.
Un progetto che sottolinea quanto il contatto fisico sia necessario per gli uomini. Ma anche un omaggio all’artigianalità e ai lavori manuali.

Cretto, Silvio Pompei

Sono i materiali il cuore di Cretto, il divano componibile di Silvio Pompei. Il progetto si ispira alle “craquelure”, le screpolature che si producono sulla superficie delle pitture a olio o sullo smalto delle ceramiche. In questo caso, l’usura si trasforma in decoro, lasciando emergere un disegno precedentemente impostato.

Saudade, Mariana Gomes Prestes

Si chiama Saudade il divano di Mariana Gomes Prestes. Una parola brasiliana che esprime un sentimento universale che ti avvolge come un’onda.
Composto da diverse parti collegate insieme come da un’onda, il divano racconta il contrasto tra il calore della saudade e la freddezza della distanza vissuta durante la pandemia. La distanza è rappresentata dal materiale freddo del tavolino contrapposto al materiale caldo del tessuto.

Phygital, Riccardo Ciofi

È l’estetica dei murales a ispirare Phygital, il divano modulare di Riccardo Ciofi. La grafica digitalizzata e stampata sul rivestimento in Lycra crea un apparente disordine. I colori sono vivaci e saturi. Il rimando è all’integrazione tra realtà fisica e digitale, un tema di grande discussione in questo periodo.

Mood, Lourdes Castro

Un sofà lunatico. Mood, il divano di Lourdes Castro, si ispira all’influenza della luna sull’umore e sul comportamento delle persone. Il divano è costituito da tre diversi pezzi che uniti ne compongono uno, come una personalità scissa che viene scomposta e poi ricomposta. I colori di Mood ricordano la luna e le sue trasformazioni nelle fasi lunari.

La mostra “Moroso. New Domestic Narratives” è aperta al pubblico su prenotazione fino al 30 agosto 2021, dalle 9.00 alle 19.00, presso l’Istituto Marangoni Design in via Cerva, 24.

 

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Mi occupo di comunicazione digitale, creando contenuti testuali per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento. Nel 2012 ho fondato Interior Break, un blog dedicato all’interior design, eletto nel 2014 migliore blog di arredamento per i contenuti nel concorso “Blog-in”, lanciato da IKEA Italia.

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