Se avete in programma un weekend in Lombardia, non perdete il museo Alfa Romeo recentemente ristrutturato, ospitato all’interno degli spazi che furono, negli anni 60, parte dello stabilimento produttivo e del centro direzionale di Arese. Rilevando la più che preziosa raccolta di un precedente museo interno all’azienda, si è finalmente  realizzato un progetto all’altezza del blasone, con soluzioni di maggiore funzionalità pratica e respiro simbolico.

Per un marchio così importante e riconosciuto, un nuovo museo andava riproposto senza esitazioni, date anche le ricadute positive per l’azienda e il territorio. Anche se, rispetto ad altri casi di pari valore – Bmw e Ferrari su tutti – qui non c’è lo stretto legame ad un sito produttivo di riferimento, perso purtroppo nelle trame della delocalizzazione.

Il bel progetto dello studio torinese Camerana&Patners, si articola su tre livelli intitolati Timeline, Bellezza, Velocità, con cui sono stati identificati e posti in mostra gli elementi più significativi della storia e del DNA delle Alfa: eccellenza meccanica, design sempre distintivo e riconoscibile, competizioni. Una scelta di allestimento basata su criteri attuali, fatto non solo di auto da guardare, ma con sezioni tecnologiche ed interattive per un maggiore coinvolgimento del pubblico.

Oltre alla eccellente collezione dei modelli di serie e da competizione, molto interessanti risultano le creazioni dei carrozzieri esterni, che dagli anni cinquanta rappresentarono soprattutto nel nord Italia una importante realtà produttiva, apprezzata e ricercata anche all’estero.

Altra sezione di grande interesse è l’allestimento “Quelli dell’Alfa Romeo”, rivolto a tutte le persone che a vario titolo hanno lavorato e contribuito alla fama e ai successi della casa.

Il progetto di ristrutturazione si è prefissato lo scopo di aggiungere segni di contemporaneità a un patrimonio degli edifici industriali degli anni 60, concentrandosi in particolare sulle finiture. Gli oltre 30.000 metri di pavimenti e lastre per il soffitto, rovinate dal tempo ed inutilizzabili, sono stati sostituiti da Graniti Fiandre con piastrelle sostenibili (100×100 cm) create appositamente e che riproducono l’estetica di quelle originali. Le nuove lastre, particolarmente leggere e resistenti, si chiamano non a caso Alfa Romeo Black.

Completano intelligentemente il museo, altri spazi rivolti ad attività prettamente commerciali e promozionali del brand, che prevedono anche una pista di prova. La visita, anche se un po’ fuori mano, per i milanesi e gli appassionati del biscione è senz’altro dovuta.

www.museoalfaromeo.com

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