Omaggio alla città di Palmanova, il tavolino progettato da Zanellato/Bortotto per LaCividina ne reinterpreta la celebre pianta stellata. Tra memoria storica e ricerca materica
Passato e futuro si intrecciano in Palme, il tavolino firmato da Zanellato/Bortotto per laCividina. Un progetto strettamente legato alla memoria del territorio friulano, che trova ispirazione nella purezza geometrica di Palmanova, la città-fortezza rinascimentale conosciuta per la sua caratteristica pianta stellata. È infatti proprio quella geometria perfetta – la stella a nove punte visibile dall’alto – a essere evocata nello scheletro tridimensionale in metallo del tavolino. Una geometria rigorosa che viene ammorbidita dall’intreccio perimetrale, realizzato in corda di carta nella versione indoor e in corda tecnica trattata per l’outdoor. Dettaglio artigianale, radicato nella tradizione locale dell’impagliatura, che genera un contrasto materico con il piano, liscio e preciso.
La responsabilità ambientale come scelta strutturale
Oltre al suo intimo rapporto con il territorio, Palme colpisce per l’approccio virtuoso con cui è stato concepito. Il top del tavolino è infatti disponibile in un nuovo materiale, sviluppato in collaborazione con Kvadrat, che apre una strada inedita nel mondo del tessile. Parliamo del textile table top Really, superficie ottenuta con un processo di upcycling di tessuti giunti a fine vita, trasformati in superfici ingegnerizzate ad alte prestazioni. Un materiale che restituisce valore a risorse altrimenti destinate allo scarto, senza perdere qualità estetica. E che risulta particolarmente interessante in un contesto nel quale circa il 95% dei tessuti potrebbe essere riciclato, ma solo il 25% viene effettivamente recuperato.
Grazie a questo programma, laCividina non smaltirà più alcun ritaglio di tessuto della propria produzione. In futuro, tutti gli scarti saranno infatti riutilizzati interamente per la produzione di questo nuovo materiale.
Per amplificare le possibilità espressive di Palme, il top del tavolino è proposto anche in altri due materiali: lamiera, per un’estetica grafica e industriale, e legno di frassino, per un racconto più caldo e naturale.




