A Cava de’ Tirreni, un’impresa di artigianato digitale in cui la tecnologia diventa uno strumento per interrogare la materia e amplificare il gesto umano

“Mi sono avvicinato al design computazionale per indagare la materia, comprenderne i limiti e le possibilità”. È da quest’apparente contraddizione che parte il racconto di Amleto Picerno Ceraso, fondatore di Mediterranea Design Studio, impresa di artigianato digitale con sede a Cava de’ Tirreni, al confine fra l’entroterra campano e la Costiera Amalfitana. Già, “artigianato digitale”, un altro apparente ossimoro che restituisce il senso profondo di questo brand di design contemporaneo, nato come linea di arredi nel 2021, e diventato startup innovativa nel 2025.

Tutti gli arredi e gli oggetti creati da Mediterranea Design prendono infatti forma da un dialogo tra elementi “opposti”: codice e craft, tecnologia e manualità, memoria e sperimentazione. Perché se le techiche di produzione sono digitali, il rapporto con i materiali rivela invece un approccio decisamente artigianale. Che si tratti di stampanti 3D, design computazionale, robotica o intelligenza artificiale, la tecnologia per Amleto Picerno Ceraso è uno strumento per studiare la materia, capirne il comportamento e ricercare nuove strade, giungendo a risultati talora inattesi. Un metodo in cui la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne esalta le capacità, dimostrando come un equilibrio tra i due sia possibile, se gestito con consapevolezza.

Un territorio dalla doppia anima

La duplice anima di Mediterranea Design deriva anche dal luogo in cui si trova. Un territorio dov’è possibile respirare un tempo più lento, fatto di cura e relazioni, contraddistinto da una lunga tradizione artigianale. Ma che, oltre ogni opinione comune, mostra una grande vivacità tecnologica. La Campania è infatti la terza regione in Italia per numero di imprese digitali, dopo Lombardia e Lazio, e ospita importanti realtà tecnologiche come la Apple Academy di Napoli. Secondo l’ultima indagine condotta da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne, il 35% delle imprese meridionali afferma di voler investire in tecnologie 4.0 entro il 2027, quota che supera il 32,8% registrato a livello nazionale. E che arriva a coinvolgere più di quattro imprese su dieci nel settore manifatturiero.

Dunque, un contesto estremamente vitale, in cui Mediterranea Design si inserisce con un’idea di impresa basata sull’intreccio fra innovazione e memoria. Un’impresa con profonde radici locali che non guarda in modo nostalgico al passato, ma attinge da quel patrimonio per esplorare nuovi linguaggi espressivi.

Materiali, forme, colori

Punto di partenza della ricerca di Mediterranea Design, i materiali oggi usati dall’azienda sono il grès e la PLA bio‑based, una bioplastica derivata dagli zuccheri del mais, rinnovabile e biodegradabile. Le forme che definiscono arredi e oggetti sono morbide e sinuose, ma sempre controllate. Le palette cromatiche, che risentono dell’influenza del Mediterraneo, si caratterizzano per le particolari texture e striature.

Author

Una laurea in Lettere Moderne e un amore sconfinato per il design. Mi occupo di comunicazione, creando contenuti per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento.

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