L’artista Valeria Vaccaro firma per Dilmos una collezione di arredi in cui il marmo di Carrara evoca venature e irregolarità del legno vissuto

Niente è come appare in Ossimoro, la collezione di complementi d’arredo in marmo firmata da Valeria Vaccaro per la galleria milanese Dilmos. Da anni impegnata come artista in una ricerca sul marmo, nelle sue opere lavorato per assumere le sembianze di altri materiali, Vaccaro traduce ora questa sperimentazione in oggetti pensati per abitare gli spazi domestici. Un trittico di specchi, mensole, tavolini, console e librerie in cui il marmo di Carrara sembra diventare altro. A partire da una tecnica pittorica basata sull’uso di inchiostri e pigmenti, Vaccaro è infatti intervenuta sul marmo fino a farlo assomigliare al legno vissuto. In ogni oggetto, le lastre si trasformano in una sezione di tronco con forme irregolari: i bordi più scuri ricordano la corteccia dell’albero, la superficie evoca le fessurazioni e gli anelli di crescita del legno.

Una vera e propria mimesi in cui il marmo acquista qualità visive e tattili apparentemente opposte alle sue, senza tradire però la propria essenza. L’ossimoro che dà nome alla collezione diventa qui principio creativo: ciò che sembra fragile si rivela solido e ciò che è considerato immutabile cambia. Un incontro tra concetti opposti che genera un cortocircuito semantico, alterando la percezione dell’osservatore.

“La collezione Ossimoro nasce dal desiderio di trasformare le mie opere in oggetti di design capaci di abitare lo spazio quotidiano, senza però perdere la loro tensione poetica”, spiega Valeria Vaccaro. “Ogni oggetto diventa un incontro tra arte e funzione, in cui la materia racconta storie, evoca emozioni e invita a scoprire nuovi punti di vista sulla percezione e sul tempo. Con Ossimoro, l’obiettivo è offrire esperienze sensoriali e riflessive, trasformando il quotidiano in un luogo di meraviglia. Ogni forma cerca di rendere l’ordinario straordinario, creando un dialogo continuo tra fragilità e forza, permanenza e transitorietà, invitando chi osserva a soffermarsi per riscoprire la poesia nascosta nelle cose.”

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Una laurea in Lettere Moderne e un amore sconfinato per il design. Mi occupo di comunicazione, creando contenuti per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento.

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