ocondo, il progetto che trasforma il vaso in una rete di agricoltura urbana connessa

Quando il design non disegna un oggetto ma un ecosistema

Nelle città contemporanee il rapporto con la produzione del cibo è diventato sempre più distante. Gli orti sono scomparsi dai luoghi dell’abitare e la coltivazione è stata progressivamente affidata a sistemi esterni, invisibili e spesso lontani dalla quotidianità delle persone.
Da questa riflessione nasce Jocondo, progetto sviluppato da The House Farmer e presentato durante la Milano Design Week 2026. Più che un prodotto, è un sistema che prova a riportare la coltivazione all’interno degli spazi urbani, trasformando balconi, terrazze e ambienti condivisi in piccoli ecosistemi produttivi.
L’aspetto più interessante non riguarda tanto la forma dell’oggetto – volutamente semplice e discreta – quanto il modello che propone. Jocondo utilizza infatti il design come strumento per creare una nuova relazione tra abitare, tecnologia e natura, immaginando una rete diffusa di orti urbani capaci di dialogare tra loro.

“Jocondo nasce da un’esperienza personale molto semplice: il mio primo orto è morto”. Ci racconta il progettista Guido Carlo Parazzoli di The House Farmer. Da lì ho iniziato a chiedermi come fosse possibile rendere la coltivazione accessibile anche in città. Dentro Jocondo c’è questa domanda, ma anche un ricordo: quello dell’orto di mia nonna. Abbiamo cercato di portare quella misura, quella relazione, dentro lo spazio urbano contemporaneo.”

Le caratteristiche del sistema

Jocondo è un sistema modulare progettato per adattarsi a contesti differenti, dalle abitazioni private agli spazi collettivi, fino agli ambienti pubblici.
Ogni unità integra:

  • una vasca colturale realizzata in tessuto non tessuto riciclato;
  • una calza esterna protettiva, lavabile e sostituibile;
  • un serbatoio d’acqua integrato;
  • una piattaforma elettronica dotata di sensori ambientali;
  • un sistema di irrigazione automatizzato alimentato da battery pack;
  • connettività Wi-Fi, Bluetooth e tecnologia LoRa per la trasmissione dei dati.

Uno degli aspetti più interessanti è la modularità del sistema. La componente tecnologica può infatti essere estesa a più moduli coltivabili, aumentando la superficie produttiva senza dover replicare l’intera dotazione elettronica. La struttura è inoltre mobile e facilmente riconfigurabile, caratteristica che consente di adattarla a spazi e necessità differenti nel corso del tempo.

Tecnologia invisibile al servizio della coltivazione

A differenza di molti prodotti smart, Jocondo non utilizza la tecnologia come elemento spettacolare. Sensori e piattaforma digitale lavorano dietro le quinte per semplificare la gestione delle coltivazioni senza sostituire l’esperienza diretta.
Il sistema è in grado di:

  • monitorare i principali parametri ambientali;
  • controllare irrigazione e autonomia idrica;
  • analizzare le condizioni di crescita delle piante;
  • supportare l’equilibrio dell’ecosistema coltivato.

La connessione avviene anche tramite protocollo LoRa, una tecnologia a basso consumo energetico che consente ai dispositivi di comunicare tra loro su lunghe distanze, creando una rete distribuita di unità connesse. L’obiettivo è semplice: permettere anche a chi vive in città di coltivare in modo più facile e affidabile, riducendo il rischio di trovare piante secche e ortaggi compromessi dopo periodi di assenza o durante i mesi più caldi.

Una comunità di coltivatori urbani

L’innovazione più significativa del progetto riguarda forse la sua dimensione collettiva.
Jocondo è stato concepito come un elemento replicabile su scala urbana. Ogni unità può diventare parte di una rete più ampia di micro-ecosistemi connessi, generando nuove forme di collaborazione tra cittadini.
Secondo la visione del progetto, questa rete potrebbe contribuire a:

  • aumentare la presenza di vegetazione negli spazi urbani;
  • favorire una maggiore consapevolezza ambientale;
  • riavvicinare le persone ai cicli naturali;
  • creare comunità locali fondate sulla condivisione di conoscenze, dati e prodotti coltivati.

È qui che il progetto si distingue dalla maggior parte delle soluzioni dedicate all’home gardening: il vero obiettivo non è soltanto coltivare meglio, ma costruire un’infrastruttura diffusa capace di connettere persone, ambiente e tecnologia.

Materiali riciclati e ciclo di vita esteso

Accanto alla componente digitale, il progetto dedica particolare attenzione alla sostenibilità dei materiali.
La struttura utilizza:

  • plastica rigenerata;
  • tessuti tecnici derivati dal recupero del PET;
  • componenti progettati per essere riutilizzati e sostituiti nel tempo.

Particolarmente interessante è la calza tessile esterna, che oltre a definire l’identità visiva del prodotto svolge una funzione tecnica di protezione, contribuendo alla regolazione del microclima e alla durabilità dell’intero sistema. Smontabile, riparabile e riconfigurabile, Jocondo è stato progettato per prolungare il più possibile il proprio ciclo di vita, riducendo sprechi e sostituzioni premature.

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