Mobili bar di design, il ritorno di un rito domestico

Da arredo di servizio a centro della convivialità

Per alcuni decenni il mobile bar è stato un piccolo centro di gravità del soggiorno. Aprirlo significava dare inizio alla serata: bottiglie disposte in ordine, bicchieri pronti, ghiaccio, strumenti per miscelare. Poi è scomparso quasi senza lasciare traccia. Le cucine hanno assorbito nuove funzioni, le case si sono fatte più informali e per servire un drink sono rimasti un vassoio o qualche bottiglia sopra una credenza.
Oggi i mobili bar di design tornano nei cataloghi e negli interni. Per capire perché, conviene osservare ciò che questo arredo ha rappresentato.

La storia del mobile bar

I suoi antenati erano i cellaretti settecenteschi, contenitori destinati a custodire vino e liquori. Il mobile bar propriamente detto appartiene però al Novecento e alla diffusione della cultura del cocktail. Tra gli anni Venti e Trenta entra nelle case borghesi come oggetto di rappresentanza. L’esterno ha l’aspetto composto di un armadio in miniatura; l’interno sorprende con specchi, metalli lucidi, ripiani e vani costruiti intorno alle bottiglie. L’Art Déco ne fa un mobile elegante, spesso realizzato in legni scuri o esotici, nel quale la preparazione di un drink diventa parte dell’ospitalità. Quelli di epoca Art Déco (nella foto qui sotto) possono essere definiti i primi mobili bar di design…

Nel dopoguerra il rito cambia e il mobile lo segue. Si integra nelle credenze, riduce le dimensioni, spesso acquista le ruote per muoversi in casa al bisogno. Negli anni Sessanta Sergio Mazza disegna per Artemide quello che potrebbe essere il primo mobile bar di design: si tratta di Bacco, una stazione mobile in plastica (e questa è la prima grande novità) con vani per bottiglie e ghiaccio: il bar lascia la parete e si sposta vicino agli ospiti. È un passaggio fondamentale. Il mobile conserva la propria funzione, adattandosi a una casa meno formale e a una convivialità più libera.

 

I mobili bar  contemporanei di design

Le versioni contemporanee dei mobili bar ripartono da questa capacità di trasformarsi.
Da chiusi, occupano poco spazio e nascondono l’attrezzatura; aperti, organizzano bottiglie, bicchieri, piani di servizio e, in alcuni casi, illuminazione interna. Alcuni recuperano la costruzione preziosa dei modelli Art Déco, altre scelgono volumi essenziali e meccanismi complessi.
Il loro ritorno segnala un cambiamento concreto: dopo anni di ambienti uniformi e contenitori indistinti, torna un mobile progettato intorno a un gesto preciso. Preparare e offrire un drink ritrova il proprio posto nella casa.


USM Haller, Fritz Haller e Paul Schärer, USM

Il sistema USM Haller consente di progettare la zona bar in base allo spazio disponibile e di modificarla nel tempo. Nella composizione fotografata, la struttura a ponte lascia posto agli sgabelli e trasforma il mobile in un piano al quale sedersi. Ripiani aperti, vani con anta a ribalta e una griglia portabottiglie tengono insieme esposizione, preparazione e servizio. usm.com


Empire Bar Cabinet, Luxxu

Ha una concezione diversa dal solito il mobile bar di design Empire di Luxxu. Un elemento centrale a lunghezza regolabile lo fissa infatti al soffitto e al pavimento. Al centro, due elementi cilindrici in ottone lucido con la superficie lavorata a scanalature verticali. Le ante dei due moduli si aprono mostrando l’interno impiallacciato in radica di noce con ripiani in vetro nero. Empire Bar Cabinet è disponibile anche con sistema di illuminazione led integrato. luxxu.net

 


The Cuban, Uslu Architects

La laccatura lucida e le grandi ante arrotondate danno a The Cuban un carattere che richiama i bar domestici del passato. Una volta aperto, il mobile distribuisce bottiglie, bicchieri e accessori tra il corpo centrale e le mensole fissate alle ante, lasciando il piano superiore libero per il servizio. La base e le parti metalliche sono in acciaio inox spazzolato; il top è in marmo. usluarchitects.com


Tylsa Bar, Danilo Radice, Porada

Le estremità arrotondate riducono l’impatto del volume e accompagnano l’apertura dei due vani laterali e di quello centrale. Realizzato in frassino o noce canaletto, Tylsa Bar dispone di un grande cassetto inferiore; all’interno, lo specchio fumé retroilluminato amplia visivamente lo spazio. Ripiani in vetro, portabicchieri e vassoio estraibile organizzano anche la preparazione. porada.it


Eternel, Maša Vukmanović, Jelena Lukač Kirš e Jakov Šrajer, Milla&Milli

Le doghe verticali in frassino massello avvolgono il corpo di Eternel e continuano sulle ante, rendendo quasi invisibile la chiusura. Quando il mobile si apre, la superficie compatta lascia posto a ripiani illuminati disposti su più livelli. La struttura sottile in metallo solleva il volume da terra e riprende con linee leggere la sua forma arrotondata. millamilli.com


Lounge.60, Alessandro Galbiati, Galbinext

Lounge.60 rilegge i mobili bar degli anni Sessanta attraverso un volume compatto, sollevato da sottili lame in acciaio. La struttura in legno nobile è lavorata artigianalmente, così come la laccatura esterna, disponibile nel colore scelto attraverso un configuratore online e un’app. All’interno, cassetti in noce canaletto e una ghiacciaia in acciaio organizzano la preparazione dei drink. lounge60.it


Hikari, HBA, Giorgetti

Hikari divide le funzioni senza chiuderle in un unico blocco. L’anta in frassino protegge la parte attrezzata, mentre il cassetto e il vano aperto lasciano a portata di mano gli oggetti utilizzati più spesso. Profili metallici e quinte in vetro alleggeriscono la struttura; i ripiani retroilluminati e lo specchio fumé aumentano la profondità del vano bar. giorgettimeda.com


Canneto Barista, Adriano Design, De Castelli

Tondini di rame naturale di diametri differenti rivestono Canneto Barista e producono una trama irregolare, leggibile anche quando il mobile è chiuso. L’apertura a libro, facilitata da ruote nascoste nella base, scopre un interno in acciaio inox lucido con ripiani in vetro. La superficie riflettente moltiplica bottiglie e bicchieri e reagisce ai colori dei liquori. decastelli.com


Open Volume, RedDuo Studio, Arpa

Da chiuso, Open Volume è un monolite compatto; aprendosi, le ante diventano pannelli speaker e scoprono il vano bar centrale. Il progetto di Fabiola di Virgilio e Andrea Rosso riunisce così ascolto della musica e preparazione dei drink nello stesso oggetto. Il rivestimento Arpa® Cioccolato lucido è accostato alle superfici metalliche Homapal®, lisce e cannettate, che cambiano riflesso con la luce. arpaforinteriors.com


Parioli, Lodovico Acerbis, Acerbis

Progettato nel 1971, Parioli torna nella configurazione a credenza verticale. La struttura a croce rivestita in acciaio inox satinato rimane arretrata rispetto ai vani e scandisce il fronte del mobile, introducendo profondità senza aggiungere decorazioni. Ante e cassettoni possono essere combinati secondo l’uso; i contenitori sono disponibili in noce tinto scuro o frassino tinto nero. acerbisdesign.com


L’Alchemist Bar, Xavier Lust, Ralph Pucci

L’Alchemist Bar riprende l’idea degli arredi a scomparti segreti e la traduce in una forma scultorea. Le ante curve trasformano il volume quando si aprono, rivelando bottiglie, bicchieri e un vano laterale separato. I pannelli in legno laccato oro satinato riflettono la luce, mentre l’illuminazione interna permette di utilizzare il mobile come una piccola postazione di servizio. ralphpucci.com


Siona, Matteo Cibic, Visionnaire

Siona sovrappone due geometrie riconoscibili: il contenitore con fianchi curvi e la base squadrata rivestita in ottone bronzato. Le ante laccate 100 gloss formano una superficie continua, interrotta soltanto dalle maniglie verticali. L’interno può essere completato con illuminazione LED e minibar, così il volume chiuso conserva l’aspetto di un mobile da soggiorno. visionnaire-home.com


Toshi Bar, Carlo Colombo, Flou

Chiuso, Toshi Bar appare come un volume continuo a sviluppo verticale. L’anello in metallo lucido interrompe la superficie e ne riduce visivamente il peso, segnando il passaggio tra le diverse parti del mobile. Ebano, pelle, laccatura e frassino tinto caffè permettono di scegliere versioni differenti, mantenendo invariata la forma compatta. flou.it


Equator Globe Bar, Boca do Lobo

L’Equator Globe Bar di Boca do Lobo si ispira ai mobili bar dell’Ottocento che riprendevano i grandi mappamondi da terra del XVI secolo. Realizzato in rame fuso, colato in uno stampo e poi martellato e goffrato (esiste anche la variante in ottone) nasce da una lavorazione artigianale che lo rende un gioiello unico nel suo genere. La struttura è in mogano laccato nero lucido. Al suo interno c’è spazio per bicchieri e bottiglie. All’interno c’è spazio per bicchieri e bottiglie. bocadolobo.com


Fa parte della collezione Aqua di Cypraea questo mobile bar a tiratura limitata. Si tratta di un cubo con la superficie che riprende i riflessi dell’acqua trasparente delle isole Mauritius, dotato di un motore interno che solleva il top e rivela il vano bottiglie refrigerato

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Design Street seleziona e racconta ogni giorno le idee più innovative e i migliori prodotti di design da tutto il mondo. Design Street è considerato uno dei più autorevoli blog indipendenti dedicati al design contemporaneo. Design Street ha vinto per ben 2 volte il premio "Best Design Media": nel 2017 e nel 2020.

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