A Stoccolma, una grande mostra su Eero Aarnio

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Durante il mio recente viaggio alla fiera di Stoccolma ho scoperto, quasi per caso, che presso il Museo del Design si stava inaugurando una grande mostra dedicata a Eero Aarnio. Un nome che forse a molti non dice molto, ma il designer di Helsinki è senza dubbio una vera icona, come icone sono gli oggetti che ha creato nella sua lunga carriera.

Trovandomi dunque nella capitale svedese insieme a Elena e Alessia, due blogger del #ddnblogger network che coordino per l’editore DDN, la decisione di andare all’anteprima stampa è stata approvata all’unanimità. E così ci siamo presentati all’opening con l’obiettivo di incontrare il grande designer e ascoltare il suo speech.

La mostra non è enorme, ma è davvero ricca e raccoglie una ricca collezione di foto, bozzetti e documenti originali, oltre ai suoi pezzi più noti. Dalle prime creazioni degli anni 60 e 70, fino agli arredi contemporanei disegnati per aziende internazionali, tra le quali le italianissime Magis e Alessi.

Nella sua lunghissima carriera – Eero Aarnio è nato nel 1932 – il designer nordico ha creato innumerevoli oggetti, sperimentando forme, materiali e processi produttivi. Ma è nel 1966 che il designer diventa celebre in tutto il mondo. Quando, poco più che trentenne, presenta la sua incredibile Ball Chair alla fiera del Mobile di Colonia.

Un capolavoro che interpretava perfettamente lo stile e lo spirito Pop che in quegli anni, complice il boom della plastica, stava esplodendo in ogni settore, dalla moda alla musica, dall’arredamento al costume. Si sentiva ancora l’eco delle prime avventure nello spazio, il satellite Sputnik ispirava gli oggetti di design e le atmosfere ispirate alla fantascienza dominavano nelle linee avanguardistiche di sedie, tavoli e lampade.

Ed eccola lì, sulla sua pedana rotante in polistirolo, la Ball chair bianca e rossa originale. Il simbolo per antonomasia dello stile “Space Age”, una delle poltrone più utilizzate in film e pubblicità, quella che, come riporta in copertina un celebre settimanale enigmistico, “vanta innumerevoli tentativi di imitazione”…

Ma il filone “Pop” di Aarnio non si esaurisce qui. In mostra anche i modelli Pastil e Tomato, altre “avveniristiche” poltrone, e la spettacolare Bubble chair, la versione trasparente (e sospesa!) della Ball.

Un’emozione vederle tutte insieme, così come è stata un’emozione conoscere personalmente Eero Aarnio e scambiare quattro chiacchiere con lui.

Mi racconta che ha deciso di rimettere in produzione i suoi pezzi storici con un suo nuovo brand, Aarnio Originals, sfruttando le nuove tecnologie che consentono oggi di realizzarli i maniera più accurata e anche più economica (in effetti il giorno stesso mi ero dondolato sulla Bubble Chair esposta nello stand Aarnio Originals della fiera).

“Possiamo fare una foto con lei, maestro?”. Eero Aarnio si guarda in giro, vede una parete tappezzata con una carta verde e gialla e ci risponde: “Certo, facciamola lì che lo sfondo è più bello”.

Salutandomi, Aarnio mi autografa anche il depliant della mostra. E questo autografo lo dedico a tutti i lettori di Design Street.

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