Ludovica + Roberto Palomba

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Design Street intervista Ludovica + Roberto Palomba, architetti e designer, fondatori dello studio ps+a: una coppia creativa nel lavoro come nella vita.

Insieme, hanno collaborate con i più grandi brand e vinto i premi internazionali più prestigiosi, tra i quali il Compasso D’Oro, il Red Dot Award, il Design Plus Award, il Product Innovation Award, il German Design Award e l’Elle Decoration International Design Award.

Di Ludovica + Roberto Palomba, Design Street ha pubblicato l’innovativa cucina Slim di Elmar in argilla, i coloratissimi mobili da bagno Kartell by Lauren e la cappa Clip di Elica.

 

DS: Iniziamo con una domanda sulla vostra vita: avete sempre pensato che sareste diventati designer?

P+S: Ci siamo conosciuti esattamente 27 anni fa ad un ballo a Roma. Dopo otto mesi di corte serrata, sono riuscito ad avere il primo bacio.

Da quel giorno non abbiamo mai smesso di stare insieme, e da li oltre alla nostra vita assieme, abbiamo dato il via al nostro sogno lavorativo.

DS: Quali sono state le vostre maggiori difficoltà ma anche le più grandi soddisfazioni?

P+S: Ci sono state molte difficoltà nel passato, è normale, e sicuramente ci saranno anche nel futuro, ma per la legge del qui e ora, sappiamo ciò che stiamo progettando adesso e questo è quello che per noi ha valore. Il passato, con gli errori, le difficoltà, ma soprattutto ricco di soddisfazioni ci ha permesso di arrivare ad oggi. Non esiste nessun lavoro che sia al contempo impegnativo e qualitativo senza difficoltà. Le difficoltà non hanno grande importanza per noi, le soluzioni che portano al risultato decisamente si.

DS: Cos’è cambiato negli ultimi anni nel vostro mestiere?

P+S: Portiamo avanti progetti di architettura e di design da sempre, ma ultimamente ci piace molto anche sperimentare realtà sino ad oggi inesplorate, inoltrandoci cosi anche nel mondo della moda. Abbiamo appena lanciato sul mercato una collezione uomo/donna disegnata per Philippe Rouge.

DS: La vostra metodologia progettuale. Come le idee si trasformano in progetti concreti?

P+S: I nostri progetti di design e di architettura si basano sull’analisi del cambiamento dei comportamenti. Sia i primi schizzi che la stesura finale di ogni progetto sono passati al vaglio delle nostre due esigenze e delle nostre due visioni, allo stesso tempo complici e differenti, quindi consensuali.

 

DS: Chi sono i vostri maestri ispiratori in qualsiasi ambito, design, pittura, architettura, cinema, etc.

P+S: C’è da dire che tutti i nostri grandi maestri sono morti – ora è il turno della nostra generazione cercare di essere un ispirazione per tutte quelle future. L’ ispirazione può venir fuori da un corrimano di una stazione metropolitana di Hong Kong o semplicemente guardando un pavimento.

 

DS: Perché i giovani designer in Italia fanno così fatica a farsi conoscere? Sembra che le aziende – facciano a gara a contendersi i “soliti noti”, le “star” del design…

P+S: La paura di affrontare e rinnovare è la paura del mercato di oggi, questo fa si che le aziende italiane si avventurino poco nella ricerca di nuovi designer che possono esprimere visoni e approcci differenti, cosa che invece avviene all’estero. aziende giovani con imprenditori giovani, persone abituate a confrontarsi, non solo con altre persone ma anche con altre visioni, persone abituate a girare il mondo entrando in pieno equilibrio con il nuovo, per questo consigliamo ai giovani di mettersi in gioco, viaggiare, essere curiosi rompendo i pregiudizi.

 

DS: Alla luce della vostra esperienza cosa consigliereste a un giovane che intraprende questa professione?

P+S: Questo è un lavoro per persone che vogliono mettersi in discussione e non solo per persone in grado di disegnare un bellissimo oggetto. Non crediamo di dover consigliare niente ai giovani, loro sono nati con un mouse in mano così come noi abbiamo tenuto la matita. Hanno molte opportunità, il consiglio che cerchiamo di dar loro è di essere abili e sicuri nel riconoscere in sé le qualità che servono per rendere questo lavoro una vera opportunità.

 

DS: Design sinonimo di estetica – allegro, friendly, ironico – e design sinonimo di funzionalità: due scuole di pensiero che oggi convivono… Cosa ne pensate?

P+S: Il design è una funzione che ti emoziona, è una funzione perchè deve assolvere al compito per il quale è stato creato nel miglior modo possibile da un punto di vista strutturale ed economico, ma se non esprime emozioni, non è niente, è solo una cosa tecnica. La parte funzionale per noi è scontata. Il plus è l’ emozione.

DS: A vostro parere, il design è stato penalizzato da questa crisi? Pensa che ne uscirà cambiato?

P+S: Design significa che esiste un’ industria che crede nelle tue idee e le mette in produzione. Questo concetto non può andare in crisi, andremo sempre di più verso una società di produzione industriale e non artigianale, per cui il settore del design non può venir meno, la vera crisi è data da tutto ciò che non è originale, e quindi eccessivamente superfluo.

 

DS: Quali sono le parole d’ordine del design contemporaneo?

P+S: Semplicità, perché viviamo in una società troppo stridente e stressante per portarci quel caos anche dentro le mura domestiche.

Funzionalità, perchè la tecnologia è fondamentale.

Friendly, ovvero oggetti che si possano adattare alla nostra vita.

Green, dobbiamo puntare lo sguardo verso prodotti che non inquinino sia nella produzione sia quando andranno dismessi, quindi un occhio puntato sul green. Su questo punto abbiamo lanciato nel 2013 Kartell by Laufen collection, dove abbiamo utilizzato per la prima volta per le ceramiche la SaphirKeramik, un materiale unico e alternativo, in quanto permette di ampliare enormemente le possibilità di progettazione e produzione, molto resistente ma allo stesso tempo malleabile permette di realizzare pareti sottilissime e raggi di curvatura di 1–2 mm. Al prossimo ISH lanceremo la nuova Kartell by Laufen 2.0

 

DS: Quali pensate che siano le aree di maggior interesse per il futuro?

P+S: Attraverso concetti come originalità, imprevedibilità, talvolta singolarità e ricerca del nuovo, individuiamo ciò che ruota più vicino alla nostra idea di futuro, tutto ciò che si aggiunge alla nostra eredità del passato, qualcosa in continuità ad esso, oppure in totale contrapposizione. Puntiamo molto alla nuova concezione che si è creata intorno al settore del bagno, un tempo considerato la stanza dei servizi oggi invece come la stanza del benessere – spa – wellness – relax. Secondo la nostra esperienza il bagno tra 20-30 anni seguirà tre valori primari: durata, ecosostenibilità e alta qualità per tutti.

 

DS: Qual è l’oggetto che più di ogni altro rappresenta la contemporaneità?

P+S: Un progetto altamente tecnologico, di bellissima sintesi estetica e molto emozionante sono le pale eoliche, dei fiori bianchi giganteschi che raccolgono il vento, in contrapposizione con tutto quello che non è design che consuma e brasa il territorio come i pannelli fotovoltaici.

 

DS: Quali sono i vostri nuovi progetti?

 P+S: Per adesso possiamo dire che abbiamo appena lanciato a Colonia la nuova collezione per Giorgetti la linea di imbottiti Apsara. Ci stiamo preparando per Shangai – Francoforte e il salone del mobile con molte novità e nuove collaborazioni per adesso top Secret.

 

DS: C’è qualche pezzo che vi piacerebbe disegnare, con cui vorreste cimentarvi?

P+S: Una cosa che ci divertirebbe molto è un robot

 

DS: Com’è la vostra casa?

P+S: Una casa senza porte e quelle poche sono di vetro chiaro, fra la camera da letto e il bagno per esempio solo pareti trasparenti, con gli interni appena occultati da tende bianche, cosi quando la luce è accesa in bagno sembra di averla in camera e viceversa. Questo per dire che alla base della ristrutturazione della nostra casa di Milano c’è la luce e il bianco candido, Una casa studio molto vissuta dove il bianco è dominatore assoluto, perfetto contenitore neutro dei nostri pezzi e non solo.

 

DS: Un libro, un film, un brano musicale.

P+S: Let It Be! – Beatles

Mine vaganti – Almodovar

Modernità liquida – Baumann 

 

DS: La vostra Top 5 del design (non importa se contemporaneo, storico, firmato o anonimo…).

P+S: Thonet – Eames – Steve Jobs – Van der Rohe – Leonardo Da Vinci

 

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