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Black Hole è una lampada dinamica che si ispira al magnetico e affascinante mondo dello spazio, in particolare al misterioso buco nero da cui prende il nome.

Realizzata da Dario Narvaez e Anthony Baxter, questa lampada rappresenta la forza invisibile della natura che concentra in un unico punto una forte energia creando una sorta di imbuto in continuo movimento.Black Hole, una lampada dinamica che si ispira al buco nero

Riprendendo questa immagine davvero mistica, Black Hole concentra la luce su un disco flessibile, che cambia la sua intensità tramite movimenti di trazione da parte dell’utente, fino a sparire completamente.

Proprio come il buco nero, la lampada attira tutta la luce e la materia, alterando la sua struttura.

Black Hole è dotata di un disco in silicone che viene deformato tirandolo, modificando quindi il suo angolo e la lunghezza, e di conseguenza diminuisce i raggi di luce.

Un progetto sperimentale che non dimentica la funzionalità, con un piccolo cenno di interattività: l’utente fa parte del progetto e sperimenta il potere della natura.

www.curveid.com

Sono una serie di lampade che si combinano in maniera diversa tra loro, ma con un’unica impronta: presentare qualcosa che sta tra lo stile Bauhaus e il contemporaneo.

Il carattere forte e deciso dell’era industriale che giocano con la semplicità dell’attuale minimalismo; forme sferiche che come bolle disegnano globi in bianco opaco, vengono attraversate da linee, superfici e volumi in alluminio e ottone, creando combinazioni nuove e quasi infinite.

Le lampade del designer Samuel Lambert riescono a regalare aspetti eleganti e suggestivi in ambienti sia residenziali che commerciali, ricchi di potenza, ma capaci di trasmettere anche un senso di tranquillità.

E un progetto del genere non poteva sicuramente non coinvolgere la maestria dell’artigianato, coinvolgendo attività locali ed esaltando le competenze dei soffiatori in vetro Quebec.

Così, come tutti i progetti dello studio Lambert & Fils, anche queste lampade sono state progettate, costruite e assemblate in loco, valorizzando le maestrie della regione di Montreal.

www.lambertetfils.com

Hyde è un affascinante sistema intelligente per pareti interattive, progettato da Danny Venlet per KOVR.

Un insieme di piastrelle per spazi di casa e ufficio capaci di creare un sistema di illuminazione davvero particolare.

Semplici e classiche elementi di decorazione per interni si arricchiscono di nuove tecnologie grazie alla combinazione con strisce di luce Led che si nascondono, ma rivelano la propria identità quasi dal nulla quando vengono utilizzate.

Le piastrelle sono disponibili in tre colori: cemento grezzo, marmo bianco e Yellow Pine.

E come se non bastasse, il sistema di illuminazione si collega all’applicazione per smartphone che permette all’utente di poter controllare l’intensità di luce da qualsiasi punto, oltre al tradizionale utilizzo del telecomando.

Il team di Hyde, inoltre, offre una totale personalizzazione del sistema: è possibile scegliere le dimensioni dei pannelli, la stampa della decorazione, e tutta l’illuminazione, così da poter garantire un prodotto completamente realizzato su misura.

www.kovr.be

La settimana scorsa ho avuto il privilegio di fare una visita eccezionale: sono stato invitato a Roma, insieme a un ristretto gruppo di blogger e giornalisti internazionali, all’evento “Who lights the past, lights the future”. Un nome indovinato per un’esclusiva visita guidata alla celebre Domus Augustea, sul colle Palatino, e all’adiacente casa di Livia, moglie prediletta dell’imperatore.

L’illuminazione delle due dimore, con gli splendidi affreschi che vi sono custoditi, è stata appena ultimata dagli architetti e lighting designer Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi in collaborazione con Linea Light Group, azienda leader nella progettazione di prodotti, sistemi e soluzioni illuminotecniche. Un progetto davvero ben studiato.

Ho trovato incredibile quanto siano ancora visibili e dettagliate le pitture delle camere da letto, all’interno della casa privata dell’Imperatore.

Alcuni affreschi nella Domus Augustea

 

Fantastici i colori, dominati dalla forza vitale del rosso pompeiano, straordinari i soggetti: maschere, ghirlande, statue, animali. Ma sopra tutto, la cosa che mi ha colpito di più, è il senso di prospettiva che gli artisti romani sono riusciti a dare alle decorazioni. Non solo a quel tempo possedevano già dettagliate nozioni di prospettiva, ma grazie a immaginarie finestre, a porticati a pergole sapientemente dipinte, sapevano creare inaspettate profondità, accompagnando lo sguardo verso giardini, fontane, paesaggi bucolici e scorci urbanistici di città romane…

Uno scorcio su un paesaggio urbano di oltre 2000 anni fa

 

 

La cosa che più ho apprezzato, è vedere quanto l’impianto di illuminazione sia risultato discreto e rispettoso della bellezza con cui interagisce. Discreto perché finalmente non si è dimostrato invasivo. Al contrario, scompare quasi alla vista, integrandosi in maniera delicata all’interno del sito archeologico. Rispettoso in quanto lascia alla bellezza delle dimore il ruolo da protagonista; mettendosi in disparte, giocando con la penombra, ma facendo risaltare in modo emozionante una storia che ci porta indietro a 2000 anni fa.

Lievi pennellate di luce creano un’atmosfera suggestiva all’interno della Domus Augustea

A differenza della maestosità della Domus Augustea, la casa di Livia Drusilla Claudia è più raccolta ma non meno affascinante. Le pareti completamente affrescate e ben conservate, raccontano scene di vita campestre e episodi mitologici. Anche qui un sapiente sistema di illuminazione sottolinea alcuni degli scorci più affascinanti. Più leggera e uniforme la luce negli spazi comuni, più accesa e vivace, quasi a far esplodere i colori degli affreschi, nella camera da letto e nel “triclinium”.

Una panoramica della casa di Livia, la moglie prediletta dell’imperatore Augusto

Grazie alla collaborazione tra Linea Light Group e i due lighting designer, due delle più importanti domus romane hanno recuperato quel fascino che, nel primo secolo a.C., era creata dalle fiamme dei bracieri e delle lanterne a olio. Un’atmosfera non lontana da quella ricreata oggi dai progettisti che hanno saputo unire il rispetto della tradizione con la conoscenza delle più moderne tecniche di illuminazione. Perché non a caso… chi illumina il passato, illumina il futuro.

foto © designstreet

La linea di mappamondi Colour di Atmosphere, caratterizzata da un design innovativo e da e da vivaci colori pastello, si arricchisce di un nuovo globo dal colore bianco: il Colour Bright White, l’unico della linea ad essere illuminato.

Una lampada a tutti gli effetti che, oltre a produrre una confortevole luce soft, mette in risalto i continenti colorati di nero. La sfera dei mappamondi Colour ha un diametro di cm 30 ed è disponibile anche nei colori Bright Yellow, Bright Green, Bright Mauve e Bright Red. L’asse attorno al quale ruota la sfera e che congiunge i poli rispetta la reale inclinazione del pianeta ed è realizzata in polimetilmetacrilato trasparente lucido. Dello stesso materiale è anche la base circolare che è sempre dello stesso colore della sfera per un effetto visivo globale davvero mozzafiato.

www.atmospherestore.it

 

Si chiama DO YOU LIGHT? I LIKE THE LIGHT! il nuovo contest online ideato da FOSCARINI, rivolto agli utenti di tutto il mondo e valido fino al 31 Agosto 2011 e che Design Street sponsorizza volentieri.

Do You Light? è infatti una di quelle iniziative che piacciono a Design Street in quanto ne riprendono lo spirito, aperto alla partecipazione attiva e alla condivisione tra gli utenti.

Con questa iniziativa Foscarini vuole coinvolgere e mettere in relazione tra loro gli appassionati di Design provenienti da ogni parte del pianeta, stimolando la loro creatività e fantasia.

Giocare con la luce, esprimere il proprio stile e confrontarsi con gli altri utenti: sono questi gli elementi che costituiscono la nascita di una nuova community, punto di riferimento per gli amanti del lighting design.

Per partecipare al contest bastano pochi passaggi: scaricare l’applicazione iFoscarini per smartphone, creare una foto originale inserendo le lampade Foscarini e condividerla nel sito: doyoulight.foscarini.com. Si entrerà in competizione con gli altri utenti e si potranno vincere: una visita alla Biennale di Venezia, una giornata da Foscarini e una lampada Foscarini a scelta!

Ma non finisce qui! Chi non possiede uno smartphone, può entrare nell’apposita photogallery del sito, votare la foto migliore e lasciare un commento originale: il miglior parere verrà premiato con una lampada Twiggy.

E ora, tutti in azione e… in bocca al lupo!

www.foscarini.com

È realizzata dalla storica vetreria austriaca Lobmeyr la lampada Basket ispirata ai lampadari barocchi in vetro, alle lanterne e alle lampade arabe ad olio.

Basket è un progetto dal giovane designer Marco Dessì, classe 1976, italiano di nascita ma che vive e lavora a Vienna, che ha saputo adattare una tecnica antica della lavorazione del vetro ad un corpo illuminante assolutamente moderno. La struttura è un “canestro” esagonale realizzato con tubi di vetro curvati, legati intorno a sei grosse corde in seta. La luce che filtra attraverso i tubi in vetro del canestro, creando preziosi riflessi, non è quella delle candele, ma quella di una più moderna lampada alogena.

www.lobmeyr.at

4 sono i progetti e 4 i designer che, sotto la direzione creativa di Stefano Pirovano, hanno progettato per Bysteel queste lampade “total white” per l’outdoor ma adatte anche in casa.

Sono Clover di Miriam Mirri, Brezza di Denis Santachiara, Tripo di Stefano Pirovano e Alluma di Vered Zaykowsky.

Tutti i complementi Bysteel si caratterizzano per la medesima lavorazione dei materiali utilizzati: l’acciaio inox e l’alluminio. La lamiera viene tagliata, piegata e prende vita nella forma ideata dal designer.

 

Clover Miriam Mirri

Clover di Miriam Mirri, di evidente ispirazione botanica, prende il nome dal trifoglio.Due le versioni: da appoggio con la sfera più grande e da sospensione, più ridotta.

Il paralume (80 cm di diametro), nasce dal taglio e dalla piegatura del foglio di alluminio. La luce si propaga all’esterno attraverso gli spiragli della superficie. Il corpo esterno è realizzato in alluminio verniciato in bianco opaco. L’interno è disponibile nelle varianti ambra, ametista o acquamarina.


Brezza_ Denis Santachiara_BYSTEEL 2011

Denis Santachiara per Brezza si è ispirato al vento che arriva dal mare Il paralume, mosso dall’aria, ruota sul proprio asse creando un piacevole effetto dinamico. È una lampada a stelo, che prende forma da un foglio di alluminio tagliato a fiore e piegato a formare dei “petali”. La base è realizzata in acciaio inox. La lampada è alta m 2,40.


Tripo Stefano Pirovano

Si ispira invece a un’immaginaria creatura a tre zampe che cambia pelle la lampada Tripo, disegnata da Stefano Pirovano, art director di Bysteel.

Lo strato di alluminio è arricchito da trafori decorativi a losanga tondeggiante che decorano l’ambiente e il terreno attiguo grazie alla luce proiettata che filtra attraverso i fori. Le tre gambe si specchiano sulla superficie sulla quale poggia, creando ombre allungate.

Realizzata in alluminio smaltato con base in acciaio inox, è alta 2 metri.


Alluma Vered Zaykowsky

Essenziale nelle linee ma altamente scenografica, Alluma di Vered Zaykowsky contempla il rapporto intrinseco che esiste tra luce e materia. Un raggio che si diffonde nello spazio, invisibile e impercettibile, finché non incontra una materia, anche quest’ultima rimane nascosta all’occhio finché non viene rivelata dalla luce. Il suo fascio luminoso a “occhio di bue“ proietta infatti la luce richiamando un set cinematografico o un palcoscenico del teatro.

Alta m 1,20, Alluma può essere posizionata a terra, a parete o a soffitto.

www.bysteel.it

Vered Zaykowsky

Katana è un’innovativa piantana in fibra di carbonio disegnata da Valerio Cometti per I TRE – FDV Group, le cui linee grafiche e minimali sembrano ispirate alle spade dei Samurai.

In questo periodo in cui il design contemporaneo sembra si stia delineando come un settore sempre meno ricco di contenuti, Valerio Cometti ha scelto di affrontare un percorso di contaminazione e arricchimento, individuando elementi di unicità e diversità. In questa direzione va il progetto di Katana, una nella quale la tecnologia più avanzata si integra con un design pulito ed essenziale:

Già la scelta del materiale è parte integrante del progetto, perché ha saputo offrire la necessaria rigidezza, leggerezza e formabilità, oltre a permette il funzionamento del raffinato meccanismo di regolazione dell’altezza della sorgente luminosa.

Ma oggi, grazie all’intuizione del designer, realizzata attraverso la tecnologia Sensai, Katana compie un ulteriore passo in avanti: la scultura diventa intelligente.

La scheda LED a bordo di Katana sostituisce la sorgente alogena e l’impiego delle migliori tecnologia e know-how dimostrano come oggi i LED siano giunti a maturità anche in applicazioni di alto livello, offrendo luce calda, intensa, e un oggettivo abbattimento dei consumi.

All’interno di Katana esiste un cuore sensibile all’emozione della musica, un cuore tecnologico che sa catturare l’invisibile segnale che le viene inviato da uno smartphone, un iPod o un qualsiasi dispositivo Bluetooth.

Katana allora vibra, risuona, si illumina di suono.

Oggi Katana completa la sua missione: la lampada nata per emozionare, per offrirsi alla vista e al tatto, oggi arriva a stimolare anche le nostre orecchie e, quindi, il nostro cuore.

www.fdvgroup.it

 

Due nuove lampade nascono dalla fervida collaborazione tra Diesel e Foscarini.

Pipe è una particolare interpretazione della classica lampada a paralume dalle grandi dimensioni e dal particolare “vestito”  che si ispira alle tubature a vista, un pò annerite, delle vecchie fabbriche. Drumbox è stata concepita per la massima versatilità: è al tempo stesso lampada da terra, da sospensione o da aggancio. Inoltre possono essere posizionati più corpi luminosi su un unico stelo.

La caratteristica di entrambe, ovviamente, è la scelta del “vestito” firmato Diesel

Pipe veste un abito in “Dirty Linen”, un lino grezzo e sbiancato che mostra il grande know how di Diesel nel campo del jeans. È disponibile nella elegante versione chiara, che mette in risalto la texture del tessuto, e in una versione scura, nella quale il tessuto è messo in risalto dalla particolarità di un sofisticato decoro ad effetto gommato.
Drumbox invece è una rivisitazione in chiave fashion dei materiali high tech impiegati solitamente per capi di abbigliamento tecnico. Ispirata alle lampade da set cinematografico, ha la parte anteriore in lino trattato, un materiale tecnico e riflettente, mentre il corpo è rivestito in nylon rip-stop ultraresistente e leggerissimo, con le cuciture evidenziate da profili neri e termo nastrate come le mute da sub.

www.diesel.foscarini.com