Tag

Sedia

Browsing

Shell Lounge Chair è il nome di questa particolarissima sedia disegnata da Marco Sousa Santos per il brand da lui stesso creato, Branca Lisboa. Ispirati dall’atmosfera magica della capitale portoghese, i prodotti di Branca Lisboa sono il risultato di un’accurata ricerca e di un’attenta cura del dettaglio, volta ad esaltare le caratteristiche estetiche, formali e strutturali dei materiali utilizzati.

Non è da meno a poltroncina Shell Lounge Chair, caratterizzata dalla forma a guscio della seduta.Un progetto che coniuga tecnologia e abilità artigianali dato che è disegnata attraverso sofisticati programmi computerizzati ma viene realizzata dalla tradizionale maestria dei carpentieri portoghesi.

La struttura della Shell Lounge Chair si ispira alle linee tipiche della conchiglia ma anche a quelle del corpo umano, in particolare alla forma della gabbia toracica con le vertebre e le costole che accolgono e avvolgono in maniera ergonomica l’utilizzatore, grazie anche a uno studiato sistema naturale di distribuzione delle forze e dei pesi. Il guscio funge anche da contenitore di cuscini.

La poltroncina Shell viene venduta infatti con un set di 4 cuscini a rullo in cotone, che possono essere aggiunti per rendere più comoda la seduta. La struttura è realizzata in multistrato di faggio curvato.

www.branca-lisboa.com

 

L’iconica Spanish Chair di Børge Mogensen (1958).

L’iconica Spanish Chair segna il vertice della collaborazione tra  Fredericia Furniture e uno dei massimi maestri del design scandinavo, Børge Mogensen (1914-1972). Un legame, quello tra l’azienda svedese e il designer danese, che risale al 1955.

Il creativo e visionario progettista creò diversi arredi per Fredericia. Ma uno in particolare, la Spanish Chair, è rimasta non solo uno dei pezzi più rappresentativi dell’azienda ma anche della storia del design.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

La Spanish Chair venne presentata al pubblico per la prima volta, in occasione del Cabinetmakers’ Guild Furniture Exhibition nel 1958. Al suo debutto, la Spanish Chair creò un effetto sensazionale e da allora continua a essere una delle più ricercate icone del design. Un oggetto d’arredo che caratterizza le abitazioni più sofisticate ma anche ristoranti, uffici e lobby di hotel in tutto il mondo.

Oltre al modello originale in rovere naturale o laccato, Fredericia ha recentemente messo in produzione una nuova versione in rovere più scuro, con finitura “smoked” trattato a olio, oltre a una seduta in pelle color Brandy che accentua il calore della versione “smoked oak”.

Perché si chiama Spanish Chair?

Ma perché “spanich chair”? Come spesso accade, il nome degli oggetti di design nasce per caso. Mogensen si trovava infatti in vacanza in Spagna con la famiglia quando, vedendo i metodi di lavorazione locali, trovò l’ispirazione per questa sedia.

L’architetto danese fu colpito da una particolare sedia, che vide nello studio di un ufficiale del Regio Esercito: una poltrona dagli ampi braccioli e con la struttura in legno pesantemente intagliata.

La Spanish Chair oggi

Perdonate il gioco di parole, ma la Spanish chair è probabilmente la meno “scandinava” tra tutte le icone del design scandinavo.
La grandezza di Mogensen sta proprio in questo. Nell’aver interpretato e attualizzato un oggetto di tradizione spagnola, semplificandolo e ripulendolo nelle linee (questo sì, è tipico del design nordico) fino a renderlo perfetto. Eliminò tutte le decorazioni tenendo però i grandi braccioli e la seduta in spesso cuoio conciato al vegetale, che Mogensen decise di fissare alla struttura con fibbie di ottone. La struttura può essere in rovere saponato oppure in rovere oliato.

Oltre alla Spanish lounge Chair, la classica poltroncina da lettura, esiste anche la versione Spanish dining chair, cioè la sedia tradizionale. Questa seconda è più piccola, più leggera e con una seduta più alta, per potersi adattare ai tavoli da pranzo.

L’edizione speciale della Spanish Chair con cuoio “Deep Red”

Oggi la Spanish Chair di Børge Mogensen è disponibile con la seduta in pelle in tre varianti colore: naturale, nero e brandy. Fredericia ha deciso di riproporre l’iconica Spanish Chair e la Spanish Dining Chair in un’edizione speciale con il cuoio color Deep Red, cioè rosso scuro. Questa edizione sarà in vendita nei negozi autorizzati soltanto dal 1° settembre 2020 al 31 dicembre 2020. La sedia in edizione speciale sarà contrassegnata da una targa special edition in ottone. Chi la volesse si affretti! Le prenotazioni sono già in corso… (fredericia.com)

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

Gli iconici sgabelli bar di Muuto

Gli ormai celebri sgabelli bar di Muuto si arricchiscono di nuovi colori. Disegnati rispettivamente nel 2013 e nel 2014, gli sgabelli alti Nerd e Visu vengono oggi riproposti in nuove tonalità di tendenza (ed ecologiche) realizzate con colori ad acqua. Il brand danese Muuto si è distinto fin dal suo debutto sia per l’attenzione ai colori più di tendenza, sia per la capacità di radunare i migliori talenti del design. L’obiettivo di Muuto è quello di fornire soluzioni di arredamento improntate alla semplicità e all’eleganza.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

Gli sgabelli bar Nerd, design David Geckeler

La serie di sgabelli bar Nerd presenta tre tipi di sedute: una sedia classica e uno sgabello da bar (Nerd Bar) in due altezze diverse: quest’ultimo è pensato per favorire una postura confortevole anche sedendosi di lato.

La sedia Nerd, disegnata dal tedesco David Geckeler, ha ricevuto diversi premi di design Award 2011 ed è inoltre risultata la vincitrice del premio Muuto Talent Award del 2012. Sia la sedia sia gli sgabelli bar Nerd di Muuto sono costruiti in rovere naturale e disponibili in diversi colori.

Gli sgabelli bar Visu, design Mika Tolvanen

Gli sgabelli alti della serie Visu sono stati invece creati dal designer finlandese Mika Tolvanen. Mika ha curato meticolosamente i dettagli con lo scopo di costruire una sedia lineare e discreta, ma dall’aspetto non scontato. Del resto, Visu significa “precisione” in finlandese.

“Il mio obiettivo era quello di creare un’interpretazione personale della sempre apprezzata sedia in multistrato. Volevo che la mia sedia avesse un carattere schivo e senza tempo, un aspetto familiare ma mai noioso senza sacrificare la funzionalità o l’ergonomia. Penso che ogni dettaglio sia esattamente come debba essere.” La sedia e lo sgabello bar Visu sono disponibili in sette colori e anche in una variante con sedile morbido.

I nuovi colori 2020 degli sgabelli bar Muuto

I nuovi colori 2020 per gli sgabelli bar di Muuto sono 4: Dark Green, Tan Rose, Sand Yellow e Midnight Blue. Oltre a questi, gli sgabelli sono disponibili nei colori rovere naturale, bianco, nero e grigio.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

www.muuto.com

LA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

La Bubble Chair di Ben Rousseau è un personale omaggio all’iconica Bubble Chair disegnata da Eero Arnio nel 1968. Un progetto Pop, indimenticabile e ancora attualissimo, che rappresenta una pietra miliare nella storia del design.

Il designer britannico Ben Rousseau non ha mai nascosto il suo amore per la versione originale della Bubble Chair di Eero Aarnio. La sua passione è talmente grande da averlo spinto a reinterpretare, con il suo stile personale, questa icona del grande maestro finlandese.

LE 3 VERSIONI DELLA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

Nel farlo, ha previsto 3 varianti, esattamente come per l’originale. La classica poltrona, una versione sospesa e, infine, un modello trasparente. 

I primi due sono realizzati con un telaio in acciaio tubolare saldato e verniciato a polvere in diversi colori. La versione da pavimento ha una gamba fissa centrale, quella sospesa, invece, ha un gancio e una catena nella parte superiore.

LA VERSIONE TRASPARENTE DELLA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

La terza versione, infine, ha la forma di una bolla in plexiglas trasparente. Questa è dotata di un anello metallico nel quale è nascosta una striscia a LED monocolore o con controllo RGBW. In questo modo la sedia può essere anche illuminata, mettendo in evidenza le incisioni artistiche che decorano la sfera (vedi la foto qui sotto).

La Bubble Chair di Ben Rousseau è abbastanza ampia da permettere a due persone di sedersi al suo interno.

LA VERSIONE IN TIRATURA LIMITATA

È stata anche creata una serie di esclusive Bubble Chair a tiratura limitata in smalto cromato fumé. Questo modello si caratterizza anche per lo speciale cuscino imbottito in pelle trapuntata in una esclusiva versione automobilistica.

Ecco la 675 Chair, l’iconica sedia firmata da Robin Day nel 1952

La 675 Chair di Robin Day è ad oggi una delle più iconiche sedie mai progettate. La sedia 675, disegnata dal designer britannico Robin Day nel 1952, è un prodotto che ha superato indenne la prova del tempo senza mai invecchiare. Un grande classico del design che sembra essere stato disegnato oggi e, invece, ha quasi 70 anni!

L’elemento caratterizzante della 675 Chair di Robin Day è lo schienale dalla forma fluida, realizzato in multistrato curvato. Un progetto avveniristico per i primi anni 50, che ancora oggi mostra la sua forza innovativa. Lo schienale, infatti, si curva alle estremità e si trasforma in due comodi braccioli. La 675 Chair di Robin Day è un prodotto dal design molto personale e ben proporzionato. È una sedia che unisce bellezza e semplicità e, cosa non secondaria, è estremamente comoda!

La 675 oggi

Dopo circa 60 anni dalla sua progettazione, nel 2014 la sedia 675 è stata finalmente rieditata dall’azienda britannica Case Furniture. Grazie alla collaborazione con la Robin e Lucienne Day Foundation, la 675 è stata anche rivista e riadattata alle esigenze contemporanee. Le misure sono state leggermente ridotte rispetto al modello originale, così da renderla più compatta e più pratica per un uso quotidiano. Nella sua versione attuale, la sedia ha una struttura tubolare in acciaio nero o cromato. Il sedile imbottito è rivestito in tessuto o in pelle, mentre lo schienale è disponibile in finitura rovere oppure in noce. 

La 675 Chair di Robin Day è stata premiata nel 2015 con il prestigioso Design Guild Mark Award.

Chi è Robin Day?

Robin Day è stato uno dei maggiori designer britannici (1915 – 2010). Nella sua lunga carriera, Robin Day si è occupato non solo di design e interior design, ma anche di grafica e allestimenti. Nel suo lavoro Robin è stato affiancato dalla moglie, Lucienne Day, che ha sempre collaborato con lui come textile designer. Un’altra grande coppia di designer nel lavoro e nella vita, proprio come gli americani Charles e Ray Eames, loro contemporanei.

Robin e Lucienne Day hanno creato una grandissima quantità di mobili, soprattutto in legno, che hanno rivoluzionato il design britannico del dopoguerra. Introdussero, infatti, nell’arredamento il legno multistrato curvato ma anche l’innovativo polipropilene, con l’idea di portare i mobili di design, belli e ben progettati, nelle case di tutti ad un prezzo accessibile. Robin Day era convinto che un buon design potesse migliorare la qualità della vita di molte persone.

Qui sopra, una poltrona e una sedia progettate da Robin Day in multistrato curvato. Nella foto qui sotto, la sua celebre (e copiatissima) sedia con la scocca in polipropilene nelle diverse versioni.

A Day to Remember: un omaggio alla 675 Chair di Robin Day

A Day to Remember è un’interessante iniziativa benefica organizzata dal brand britannico Heal’s, in collaborazione con la Robin and Lucienne Day Foundation. Il titolo è un gioco di parole in quanto l’evento è dedicato al grande designer britannico Robin Day e alla sua celeberrima sedia 675 del 1952. Heal’s ha coinvolto 15 fra i principali “textile designer”, ognuno dei quali ha interpretato, con il proprio stile, l’iconica sedia 675.

I 15 designer coinvolti per il progetto “A Day to Remember” sono:

Bill Amberg, Christopher Farr, Darkroom, David Irwin, Eley Kishimoto, Beatrice Larkin, Catherine MacGruer, Charlene Mullen, Eleanor Pritchard, Margo Selby, Stitch by Stitch, Hannah Waldron, Wallace & Sewell, Donna Wilson e Cristian Zuzunaga (foto qui sotto).

Le 15 sedie 675 personalizzate sono state esposte nello showroom Heal’s Tottenham Court Road e messe all’asta. Grazie a questa raccolta di fondi, la Fondazione Robin and Lucienne Day ha potuto promuovere e sostenere i giovani designer britannici attraverso borse di studio.

www.robinandluciennedayfoundation.org

https://casefurniture.com/675-chair-charity-project/

Nessuno non potrà non notarvi, almeno fino a quando non vi siederete su uno sgabello fisarmonica Xia.
Sarà come suonare, involontariamente. Sarà come quando gli amici fanno lo scherzo del cuscino che emette suoni “particolari” quando vi sedete. Ma sarà lo stesso divertente e giocoso.

Di cosa si tratta

Xia non è un semplice sgabello di legno. La sua anima infatti si presenta con un tessuto piegato di tanti colori. E per una ragione per precisa.

Lo sgabello Xia infatti è composto al suo interno da lamiere metalliche, che emettono una precisa nota musicale, il LA (o A per i paesi anglosassoni).

Come è nata l’idea

La designer Soraia Gomes Teixeira si è lasciata ispirare dalla musica e come questa entra in contatto con gli utenti, stavolta in una maniera un pò bizzarra.

L’utente infatti deve semplicemente sedersi: quando lo sgabello si abbasserà, il soffietto emetterà il suono.
Il gesto quotidiano diventerà insolito, divertente e fantasioso, colorato per chi vuole, festaiolo esattamente come le feste tradizionali di São João a Porto.

 

La sedia Anish è molto più di quello che apparente può sembrare. Effettivamente chiunque può trovarsi davanti un grande pannello di tessuto a forma di cerchio, ma probabilmente in pochi potrebbero pensare che si tratta di una sorta di trono.

Una sedia più che avvolgente: imperiale, grande, maestosa, molto chic.

La sedia Anish: un cerchio flessibile

Realizzata da Emanuele Magini per il marchio Campeggi, la misteriosa sedia Anish gioca con la percezione e gli effetti ottici.

È capace di nascondere infatti gli elementi strutturali tipici di una sedia, enfatizzando invece il non convenzionale.
A questo aggiunge eleganza, arte e colore. Un tocco magico dato dal gioco di un grande tessuto elasticizzato che prende forma solo se usato.

La sedia Anish diventa una grande cornice , dalle linee sottili e dal gusto contemporaneo, in linea con i trend attuali.

www.emanuelemagini.it
www.campeggisrl.it

 

Si chiama SV18, la sedia in legno curvato che si ispira alla storia del design e come tale inaugura l’inizio di una nuova avventura.
L’ispirazione chiara alle tecnologie e la ricerca del materiale della storica sedia n.14 di Thonet non potevano che fare da perfetto biglietto da visita, una dimostrazione sintetica e chiara di quello che Loris Bottello promette.

Il giovane designer di Albenga (Liguria), infatti, fa della sua SV18 più di una sedia.
Un concept che dà inizio al proprio portfolio ma soprattutto dimostra competenza tecnica e artistica, lanciando nuove promesse.

SV18, un nuovo design con caratteri intramontabili

SV18 è la sedia in legno curvato sinonimo di semplicità, pulizia e funzionalità, che interpreta il “vecchio” per trovare qualcosa di nuovo.


Caratteristica principale è il disegno, minimale ma estremamente funzionale. Una serie di curve che disegnano dell’aria come un tratto penna la geometria della sedia, che definisce i punti cruciali e fondamentali per dare sostegno al corpo di chi la usa.

Un design iconico e senza tempo che incarna la volontà di ricerca e innovazione, al passo con i tempi ma consapevole del passato.

La sedia SV18 è stata pensata in due versioni, con braccioli o senza, e a seconda del gusto, in nero laccato o in faggio naturale.

Il nuovo studio di Loris Bottello

Un percorso di studi che lo divide tra Torino, Venezia e Berlino, per poi trovare stabilità a Milano.
Curiosità, voglia di inventarsi e scoprire, tutte esperienze che hanno portato Loris a sviluppare proprie idee tra prodotti, spazi, applicazioni interattive per clienti di fama nazionale e internazionale. Ma arriva Aprile 2018, quando il designer abbandona Milano per tornare nella sua città natale, Albenga. Il coraggio di riabbracciare la propria terra, luogo di rinascita e inizio, perfetto per inseguire il sogno di dare vita a un proprio studio.

Auguriamo quindi a Loris una buona avventura e buon viaggio tra le mille peripezie del mondo del design!

Seguitelo su www.lorisbottello.com e sui social network!

Lanciata esattamente lo scorso anno, la sedia Matrix ha dato il via a una famiglia nuova tra i prodotti di casa Kartell.
Quest’anno, in occasione della Milano Design Week, Matrix diventa trasparente e ne nasce anche un nuovo sgabello alto, che incarna la particolarità di tutto il suo design.

La sedia, che fino all’anno scorso personificava la destrezza della lavorazione della resina, questa volta vanta di una bellezza entusiasmante e quasi eterea.
La struttura scultorea infatti viene portata in alto da gambe in legno e in metallo, che sembrano valorizzare la nuvola di resina acrilica quasi impercettibile.

Un carattere avanguardistico

La caratteristica principale e quello che più affascina della sedia Matrix è sicuramente la struttura stampata a iniezione, utilizzata per unire due strati di resina filamentosa in un corpo tridimensionale.

Il lancio della sedia Matrix

È stato esattamente lo scorso anno, quando Tokujin Yoshioka presenta insieme all’azienda made in Italy Kartell.
Particolareggiata e differente, dominava la scena con i suoi colori sgargianti e irresistibili, in pieno timbro della casa.

Un prodotto che esprime la particolarità del materiale, in una scocca unica completamente realizzata in materiale plastico.

www.kartell.com

 

SalvaSalva

Saranno quattro e saranno le sedie stampate 3D protagoniste dell’evoluzione dell’immaginario, del creativo e del design.
Verranno presentate durante la Milano Design Week 2018 dalla nuova azienda spagnola Nagami, che ha unito tre menti geniali del design internazionale per qualcosa di davvero sorprendente.

Di cosa si tratta

Il nome della collezione è lungo, ma era comunque difficile riassumere in due parole tutto il percorso di ricerca: Brave new world: re-thinking design and large-scale robotic 3D printing.
L’obiettivo è stato quello di pensare a come può evolversi la stampa 3D, a quante forme fantasmagoriche e interessanti può dare vita.

Quali sono le quattro sedie stampate 3D

Tra l’’innovativo arsenale di prodotti, spiccano le due sedie dell’amata Zaha Hadid, “Bow” e “Rise”.

Due esemplari oserei dire roboticamente naturali. L’ispirazione è chiara, e conosciamo anche il tratto estroso dell’Archistar. Come due fiori che sbocciano a primavera, Bow e Rise dominano la scena. A questo si aggiunge l’animo biodegradabile in PLA, sviluppato a risparmio dalla macchina estrusore. Un progetto nuovo e coraggioso, che mette in risalto le infinite possibilità di crescita.

Si aggiunge alla collezione “Brave new world” il timbro di Ross Lovegrove, con la seduta “Robotica ™”. Una sedia multifunzionale che sviluppa il suo design a 360 gradi (letteralmente), lasciandosi ispirare dai calcoli matematici.

E infine, la collezione si chiude con “Peeler” di Daniel Widrig. Monocolore rispetto alle altre, sì, ma rispecchia la ricercatezza della forma umana adattandola alla lavorazione del braccio meccanico.

Onde vere e proprie che colorano in nero lo spazio, in una sovrapposizione di layer, stampate uno a uno con uno spessore di 7 mm. Questo meticoloso lavoro ha permesso alla macchina di lavorare in minor tempo possibile, ma dai risultati eccellenti.

Dove si potrà vedere

La collezione “Brave new world: re-thinking design and large-scale robotic 3D printing sarà ad aspettarvi in zona Brera, nello showroom Nagami.

Il luogo diventerà una sorgente di idee, grazie anche alle talk che verranno rappresentati dagli stessi Ross Lovegrove, Daniel Widrig, Isaie Bloch, Claudia Pasquero, Arturo Tedeschi, e tanti altri.

www.nagami.design

Filla è un progetto che nasce dalla sincerità e raffinatezza della natura, l’ultima sedia di Michele De Lucchi presentata in collaborazione con Very Wood.
Il nome, simpatico ma molto familiare, deriva proprio da una riedizione del nomignolo di clorofilla, o per chi lo preferisce, dal nome originario di foglia, phyllon.

Un gioco di parole che non fa che mettere in risalto il concept di nascita di questa delicata sedia in legno di frassino.

Il concept

I rami che si diramano, le linee curve perfette nella loro imperfezione, la natura dell’albero che dà vita a quelle piccole creature delicate che sono le foglie.

Per una volta diventano quei piccoli esseri colorati diventano grandi, enormi, perfette per accogliere la schiena dell’utente. Due gocce d’acqua avvolgenti e protettrici, che ricordano vagamente i polmoni. Proprio come se Filla di De Lucchi volesse far riflettere quanta meraviglia ci regala ogni giorno la natura.

Cosa c’è di particolare in Filla è proprio l’essenza, l’anima, la storia della natura. Questa viene espressa in maniera sottile e silenziosa dai cerchi appena percettibili dello schienale. Non una semplice texture, ma il racconto della vita sempre in evoluzione.

Le varianti di Filla

La sedia particolarmente poetica di Michele De Lucchi viene presentata in due varianti, disponibile in legno frassino naturale o tinto. Ma proprio per accontentare tutti i palati, l’azienda italiana Very Wood offre la possibilità di personalizzare la finitura e il colore, così da essere perfetta per arredare qualsiasi ambiente.

www.verywood.it

 

Stool-Tool è la sedia multifunzione che incorpora i due elementi fondamentali di un ufficio, la sedia e il tavolo.
È stata la mente creativa di Konstantin Grcic che insieme a Vitra ha dato vita a una forma semplice e impilabile.

Uno sgabello colorato e monolitico, costituito da una sorta di gradino che permette di accomodarvi.
La versatilità di questo comodo oggetto consente di usarlo in diversi modi, a seconda di come lo si direzioni. Ha un angolo per sedersi e un angolo per appoggiare le braccia o per usare propri tools da lavoro.

Facile e pratico, giocoso e leggero. Niente fronzoli per gli spazi sempre in continuo cambiamento.
Che sia ufficio, casa, scuola o spazio pubblico, Stool-Toll è adatto a qualsiasi occasione. Perfetto per improvvisare una breve riunione e avere tutto letteralmente a portata di mano. Basta solo improvvisare lo spazio.

Non serve chiedersi quale stanza occupare, perchè Stool-Tool è anche facile da trasportare, grazie al suo manicotto, e custodire.

www.vitra.com

Symbiotic Objects è una collezione di oggetti che combinati tra di loro formano una seduta e un tavolo, ma da soli non sono nulla.
Soltanto creando dei legami e unendo diverse forze, si instaura una relazione tra l’uomo e l’ambiente circostante.
Come? È proprio questa la domanda a cui cerca di dare risposta Xiang Guan, progettista di Symbiotic Objects.

Il concept

La cultura e il consumismo di oggi ispirano il giovane laureato alla Central Saint Martins.
Il pensiero è quello di far capire che gli oggetti e le persone esistono insieme e costruiscono la realtà. Gli oggetti quotidiani, dice il progettista, non sono dei semplici strumenti o schiavi.

Bisognerebbe prestare attenzione prima di buttare un oggetto via, perchè questo racchiude in sè  un significato profondo che lo lega a noi.

In cosa consiste il progetto

Symbiotic Objects è composto da diversi elementi tubolari curvilinei, che combinati tra loro e con la persona danno vita a una scrivania e una sedia.
Solo due sono le gambe che poggiano a terra, ma dotati all’estremità di supporti in metallo rivestiti in pelle, che permettono l’appoggio all’utilizzatore.

La relazione, l’incastro e l’equilibrio non fanno altro che incoraggiare l’utente a mantenere la postura migliore quando seduto.

A tutti i supporti si aggiunge una lampada, che viene indossata come un casco che si illumina a contatto con la testa.

www.guan-xiang.com

La collezione di sedie BuzziFloat, disegnata da Alain Gilles per l’azienda belga Buzzispace, è caratterizzata da una struttura in compensato curvato a effetto “floating”, cioè che sembra galleggiare nell’aria.

“!L’ispirazione per la sedia BuzziFloat mi è venuta in vacanza, passando vicino ad un passaggio a livello”, racconta il designer. “La barriera di protezione aveva questa forma a U che consentiva il movimento del cancello. Così ho pensato a due elementi identici che si incrociano e che diventano la scoopca stessa della sedia: lo schienale e il supporto laterale.

Il progetto della della sedia BuzziFloat rientra appieno nella recente ricerca che Alain Gilles ha chiamato “Nuova Semplicità”, dove tutto viene realizzato con il minimo materiale.- A questo filone appartengono gli ultimi progetti di Alain, che guardano alla massima semplicità ma che mantengono una personalità forte e distinta.

Apparentemente la struttura incrociate della seduta sembra facile da realizzare. In realtà ha richiesto un grande lavoro e una lunga messa a punto per ottenere la resistenza strutturale e il comfort desiderati.

Il sistema BuzziFloat è arricchito da una serie di elementi imbottiti in testo o in pelle che garantiscono un maggiore comfort. Ma anche questi elementi sono stati studiati nel dettaglio per non nascondere mai completamente gli elementi di multistrato ai quali sono fissati, così da integrarsi perfettamente con l’essenzialità del design senza nasconderlo.

La struttura della sedia può essere in metallo o in legno. Le gambe sono dritte e hanno un design molto semplice, con un diametro costante.

BuzziFloat è stata progettata sia per uso domestico, sia per i luoghi pubblici.

www.alaingilles.com

www.buzzispace.com

Bee chair, la sedia che si ispira al pungiglione di un’ape, dritta, pungente e brillante.
Seppur esalta la sua struttura esattamente conica e brillante come un diamante, Bee chair incorpora l’eleganza e la combinazione di sensazioni tattili dell’ape.

La creazione di Bee chair

Una struttura rigida in alluminio protegge un rivestimento morbido in pelle intrecciata, seguendo la geometria esagonale tipica degli alveari.
Le gambe non potevano che essere esili, così da richiamare l’idea dell’insetto e creare un contrasto visivo non da poco.

Un rivestimento di alta qualità

La pelle intrecciata, realizzata dal grande artigiano Charles Schambourg di Nacarat, rappresenta il connubio tra la morbidezza del tessuto con la forma rigida dell’alluminio.

Bee chair, la sedia che unisce i modi di lavorare di due artisti entrambi di origine belga, da Xavier Lust, maestro metallurgico, dall’altro Charles Schambourg.

www.xavierlust.com