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Si ispira all’Opéra di Parigi l’ultimo progetto di Barovier&Toso. Una collezione di lampade dallo stile eclettico, firmata dal designer francese Philippe Nigro.

Opéra. Si chiama come il celebre teatro di Parigi il nuovo progetto di Barovier&Toso, firmato dal designer francese Philippe Nigro. Una collezione di lampade in cristallo dal carattere eclettico e decorativo, pensata per ricreare le sontuose atmosfere dell’omonimo teatro realizzato da Charles Garnier.

Dell’Opéra parigina sono riprese la ricchezza e la grandiosità. Una grandiosità alleggerita, però, da elementi più minimali e contemporanei. Il risultato è una collezione elegante e senza tempo, animata da sottili contrasti.

Un perfetta sintesi di design e artigianato

Il cuore della collezione Opéra è nella tecnica del rostrato. Una lavorazione artigianale inventata da Ercole Barovier nel 1938, che consiste nel lavorare a mano libera il cristallo veneziano fino a ottenere una serie continua di prismi sfaccettati.

Affascinato da questa tecnica e dal modo in cui il rostrato interagisce con la luce, Philippe Nigro ha creato un progetto che ne mette in risalto le caratteristiche. La forma cilindrica delle lampade Opéra valorizza infatti il motivo decorativo, moltiplicando gli angoli di incidenza dei raggi luminosi.

I corpi in cristallo veneziano sono avvolti e sostenuti da elementi in metallo, proposti in tre finiture di tendenza: oro spazzolato, rame spazzolato e nichel nero spazzolato. Materiali dalle texture completamente diverse, ispirati però dalle stesse forme e volumi.

Come si compone la collezione Opéra

La collezione Opéra di Barovier&Toso è composta da sospensioni, applique e una lampada da tavolo.
Le sospensioni sono disponibili in quattro dimensioni per adattarsi a diversi progetti di interior design: dalle abitazioni private al contract, dove possono dare vita a scenografiche installazioni. L’applique si sviluppa in senso verticale ed è perfetta per punteggiare una parete di accenti luminosi. La lampada da tavolo crea un’atmosfera magica anche da spenta, grazie al suo aspetto scultoreo.

Opéra in mostra nello showroom di Barovier&Toso a Milano

Lanciata in occasione della Milano Design City 2021, la collezione Opéra è in mostra nelle vetrine dello showroom di Barovier&Toso, con un allestimento dedicato. A fare da sfondo un mood primaverile e sognante, dove i tessuti e le carte da parati naturalistiche di Pierre Frey incontrano i toni del rosa e morbidi tendaggi.

Masanori Umeda firma Night Tales, una nuova collezione per Post Design. Il progetto celebra il Gruppo Memphis a 40 anni dalla sua nascita.

A quarant’anni dalla nascita del Gruppo Memphis, le collezioni Post Design si arricchiscono con una nuova serie di prodotti. Parliamo di Night Tales, il progetto firmato da Masanori Umeda, designer giapponese autore di uno dei pezzi più famosi di Memphis: il Tawaraya Boxing Ring. Il ring/tatami nel quale Studio Azzurro ha fotografato nel 1981 i membri fondatori del gruppo.

La collezione Night Tales di Masanori Umeda comprende un letto matrimoniale, un divano e una poltrona, ispirati ai rituali erotici del periodo Edo e alle donne e agli interni delle case tradizionali giapponesi ritratti dal pittore Kitagawa Utamaro. Un richiamo alla cultura nipponica reinterpretato in una chiave pop, così come era stato per il Tawaraya Boxing Ring.

Night Tales è caratterizzato dallo stesso gusto per il gioco e la decorazione che ha reso celebri le opere del Gruppo Memphis. A comporre gli arredi una struttura metallica tubolare blu e fucsia, una bordatura in laminato a scacchi bianchi e neri, un tatami, vassoi con superfici laccate e cuscini in seta dai colori vivaci. Un audace mix di colori, materiali e pattern che sembra appena uscito dalle pagine di un cartoon.

Gli altri progetti della collezione Night Tales

La collezione Night Tales è completata da accessori e complementi d’arredo, disegnati da Umeda nella prima metà degli anni ’80. Un serie di progetti dal carattere giocoso e ironico.

Tra i prodotti della serie, il tavolo Medusa, realizzato su un disegno del 1982. Una sorta di animale domestico dalle gambe a zig-zag, con un piano in vetro dicroico iridescente che cambia colore al variare della luce e del punto di osservazione. La poltroncina Animal Chair, sempre disegnata nel 1982, altro progetto di Umeda che mescola natura, design ed empatia. La lampada Gelato, a metà tra un cono gelato e un cappello da clown. Il Vassoio Star, un oggetto con piccoli manici colorati e un motivo decorativo traforato al centro, che può essere utilizzato come centrotavola o portafrutta.

La collezione Night Tales è presente sulla piattaforma Fuorisalone.it e sul sito memphis-milano.com, oltre che visibile presso la Galleria Post Design in Largo Treves 5, nel cuore del Brera Design District di Milano.

Una macchina da scrivere rivoluzionaria. È la Valentine, la rossa portatile disegnata da Ettore Sottsass per Olivetti nel 1968. Ecco il nostro ricordo.

Una Lettera 32 travestita da sessantottina”. Così Giovanni Giudici, poeta e dirigente Olivetti, definisce una delle più iconiche macchine da scrivere della storia: la Valentine di Ettore Sottsass.

Disegnata nel 1968 per Olivetti da Ettore Sottsass in collaborazione con Albert Leclerc e Perry A. King, la Valentine viene messa in produzione nel 1969. Grande interprete dello spirito rivoluzionario dell’epoca, è una macchina da scrivere portatile innovativa sotto molteplici punti di vista: materiali, design, pubblicità. Un oggetto popolare immaginato per essere portato ovunque, con estrema facilità.

La portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello; voglio dire quelle cose alle quali si bada e non si bada, cose che vanno e vengono, cose che tendiamo a smitizzare sempre di più”, racconta Sottsass.

La nascita di un’icona

La Valentine (conosciuta anche come rossa portatile) nasce per contrapporsi alle macchine da scrivere portatili giapponesi. Macchine meccaniche molto economiche che avevano invaso il mercato europeo alla fine degli anni 60.
Per rispondere all’avanzata giapponese, Sottsass progetta per Olivetti una macchina da scrivere economica e dal carattere informale. Un oggetto per tutti che potesse essere venduto anche nei piccoli mercati rionali. “La biro della macchina per scrivere, da vendersi a mucchi”, diceva Sottsass.

In realtà, la Valentine non fu venduta a mucchi. Da un lato è prodotta quando i primi computer fanno la loro comparsa negli uffici. Dall’altro non raggiunge la massa, ma piace soprattutto agli intellettuali. “E gli intellettuali non erano abbastanza per comprare macchine da scrivere”, racconta con ironia Sottsass a Ugo Gregoretti, in una delle puntate del programma RAI “Lezioni di Design”.

Se il successo commerciale della Valentine non fu eccelso, il suo design fu apprezzato subito. La rossa portatile di Olivetti vince, infatti, il Compasso d’Oro nel 1970 ed entra a far parte delle collezioni del MoMA di New York nel 1971. L’icona è nata.

Cosa rende unica la Valentine di Ettore Sottsass?

La Valentine di Ettore Sottsass è una macchina da scrivere incredibilmente innovativa, nella sua semplicità.
L’alluminio impiegato all’epoca per le macchine da scrivere viene sostituito con un’economica plastica ABS, stampata a iniezione (il prototipo prevedeva la ancora più economica Moplen, giudicata troppo cheap da Olivetti).
La custodia (sempre in plastica ABS) e la macchina da scrivere formano un corpo unico. La maniglia della “valigetta” è infatti integrata nella stessa Valentine. Con due fermi di gomma laterali, la macchina si fissa al contenitore e può essere trasportata con facilità.
Il colore della Valentine è un energico rosso fuoco. O meglio, è il colore che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Perché la macchina di Sottsass fu prodotta anche in altri colori: bianco (solo in Italia), verde in Germania, blu in Francia.

Una pubblicità scherzosa e fuori dagli schemi

Il successo di immagine della Valentine è legato anche alla pubblicità. Le campagne pubblicitarie, coordinate dallo stesso Sottsass, avevano un tono scherzoso che puntava a un pubblico giovane e aperto al nuovo. E si avvalsero della collaborazione di artisti e grafici, come Walter Ballmer, Roberto Pieraccini, Milton Glaser e Graziella Marchi.
L’idea era promuovere la Valentine come una macchina da scrivere per tutti. Un’immagine opposta a quella chic della Lettera 22 (altra iconica macchina da scrivere di Olivetti), pubblicizzata da una ricca ed elegante signora che scende da un aereo.

“Siamo andati a mettere la Valentine dappertutto, in più posti possibili, per vedere come si comportava e cosa succedeva intorno e abbiamo fatto un sacco di fotografie. Così dopo un po’ siamo venuti in possesso di una grossa documentazione, una specie di reportage del viaggio fatto fra la gente da un oggetto invece che da una persona”, ricorda Sottsass.

Un viaggio che continua ancora oggi. Dai musei ai negozi di modernariato, fino alle case di collezionisti e appassionati.
Quando il design entra nel cuore della gente.

Prodotto: macchina da scrivere Valentine

Designer: Ettore Sottsass

Anno: 1968

Azienda: Olivetti

Ci piace perché è una macchina da scrivere libera. La vera antesignana dei computer portatili.

Le lampade portatili e ricaricabili di design possono illuminare con stile ogni ambiente della casa, anche outdoor. Ecco la nostra selezione.

Versatili, leggere e senza fili. Sono le lampade portatili e ricaricabili di design. Luci dotate di una batteria interna che, nella maggior parte dei casi, si alimenta con un cavo USB da collegare al computer o al battery pack. E che per questo ci possono seguire in libertà nei nostri spostamenti, adattandosi alle esigenze di una casa con confini sempre più liquidi.   

Prodotti estremamente funzionali, dunque. Ma non solo. Perché se in passato erano considerate luci di emergenza (come le lanterne oppure le classiche torce a pile) da usare in caso di necessità e poi riporre in un cassetto, con l’avvento della tecnologia LED sono nati diversi modelli in cui la praticità si sposa con l’estetica. 

Fra novità e proposte meno recenti, abbiamo raccolto 26 lampade portatili e ricaricabili di design. Una selezione molto varia per stile e tipologia, che comprende anche tante soluzioni per l’outdoor. Per creare l’atmosfera giusta anche durante una cena in terrazzo, una festa en plei air o un romantico picnic sotto le stelle.


Ecco le più belle lampade portatili e ricaricabili di design


Tee, Olev

Stelo in plexiglass trasparente, paralume e base in oro. Tee, la lampada ricaricabile disegnata da Marc Sadler per Olev, si fa notare con discrezione.
La base è magnetica e pensata per poter scomparire sotto superfici sottili. La tecnologia LED Dim to Warm offre la possibilità di regolare l’intensità e il colore della luce in tre diversi livelli. Così si può creare l’atmosfera giusta per ogni occasione. Con un pulsante, la luce bianca diretta e funzionale può trasformarsi, infatti, in un fascio luminoso caldo e soffuso.
Il paralume e la base sono proposti anche in nero, bianco brunito e titanio.


Last Order, Flos

Last Order è la nuova lampada portatile e ricaricabile disegnata da Michael Anastassiades per Flos. Progettata per il ristorante dell’hotel Four Seasons di New York, è stata successivamente messa in produzione da Flos in due versioni: da interno e da esterno.
La luce viene diffusa attraverso la base in vetro trasparente, disponibile nella versione liscia, più minimale e contemporanea, o scanalata, più adatta ad ambienti classici e decorativi. Il paralume è intercambiabile ed è proposto in diverse finiture colorate o metalliche (rame satinato e ottone per la versione da interni, inox lucido e verde opale verniciato per la versione outdoor).


Mūn, Stellar Works

Mūn è la prima lampada portatile e ricaricabile proposta da Stellar Works. Il progetto è firmato dai designer danesi di OEO Studio e prende ispirazione dai rituali del mondo analogico, come far suonare un vinile nel giradischi o scattare foto con una macchina fotografica.
La lampada è dotata di un cinturino in silicone, che ne rende molto flessibile l’uso e permette di spostarla facilmente sia in casa che in giardino.
Mūn può essere appesa alla parete oppure usata come centrotavola per una romantica cena all’aperto.


Haute, Purho

Haute è la nuova collezione di lampade ricaricabili disegnate da Federico Peri per Purho, brand muranese specializzato nella lavorazione del vetro.
Protagonista del progetto è il vetro inciso proposto in tre differenti modelli: Haute Silk, Haute Doll e Haute Stripe.
Le lampade ricaricabili Haute si distinguono per la base in alluminio satinato e il diffusore cilindrico in vetro di Murano, solcato da nastrature, plissettature e scavi millerighe. (www.purho.it)

 


Riso New Heart, Яevolution by Roberto Bellantoni

Lampada o cappello? Riso di Roberto Bellantoni si ispira ai copricapi usati dai contadini cinesi nelle risaie. E non solo per la forma conica del diffusore. Il paralume in pergamena di riso è fissato, infatti, alla base in onice grazie a lacci di cuoio, nello stesso modo in cui i cappelli dei contadini cinesi sono fissati sotto il mento.
Dal 2020 Riso è disponibile anche nella versione ricaricabile senza fili.


BELLA, RAMUN

“Dai sempre più del previsto”. È questo il messaggio inciso sotto la base di BELLA, la lampada portatile che Marcel Wanders ha pensato come porta fortuna per la figlia Joy.
Una lampada bella da guardare ma anche da ascoltare. Sì, perché BELLA emette una melodia al tocco del suo paralume. 10 diverse melodie classiche di Bach, Chopin, Puccini, e anche una melodia “Happy Birthday” di un compositore di carillon svizzero.
Un vero gioiellino da regalare o da regalarsi, disponibile in due versioni: cristallo e plissé.


Clizia Mama Non Mama, Slamp

M’ama non m’ama? Se siete in cerca di una risposta, c’è una margherita molto speciale che potrebbe sciogliere i vostri dubbi: Clizia Mama Non Mama di Slamp. Un luminoso bouquet senza fili che va ad arricchire la precedente collezione Clizia, disegnata da Adriano Rachele.
Perfetta sia per una cena in terrazzo che per portare un tocco di natura negli interni, Clizia Mama Non Mama ha una batteria ricaricabile con 14 ore di autonomia.


Linnut, Magis + Iittala

La collezione Linnut, disegnata dal finlandese Oiva Toikka per Magis (in collaborazione con Iittala), si compone di quattro personaggi dalle forme tondeggianti e dai grandi occhi spalancati. Quattro lampade ricaricabili in policarbonato, perfette per una cena all’aperto o per illuminare la camera dei bambini. (www.magisdesign.com)

Guarda il nostro articolo sulle lampade Linnut di Magis e Iittala


024, ZAVA

024 di Zava è un oggetto illuminante molto particolare. Non si illumina infatti il paralume, ma lo stelo! Si tratta di un progetto estremamente versatile. 024 non è soltanto una lampada portatile e ricaricabile. È molto di più. Un vero e proprio sistema che, oltre alla lampada, comprende anche un set di moduli coordinati (basi, steli a 2 altezze, ganci, etc.), che ne fanno un oggetto funzionale e unico nel suo genere.
024 si può spostare e sistemare con facilità sulle sue diverse basi, grazie a un sistema di aggancio magnetico. È adatta sia per gli interni che per l’outdoor.


Lafleur, Slamp

Sempre da Slamp arriva un’altra lampada portatile a batteria ricaricabile: Lafleur di Marc Sadler. Un poetico fiore in Lentiflex con base magnetica, fornito insieme a un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è impiegata a tavola, o avvitato al muro per trasformare Lafleur in una applique.  


Firefly in the sky, Panzeri

Firefly in the sky è la lampada senza fili disegnata da Matteo Thun per Panzeri.
Piccola e dalle forme basiche, Firefly in the sky è adatta sia per un uso interno che esterno. Il cuore del progetto è la testa removibile. Al suo interno è racchiusa tutta la tecnologia impiegata: sistema di aggancio magnetico, batteria ricaricabile tramite USB, sorgente LED e comando STEP DIM a 5 regolazioni di intensità luminosa.
Un doppio meccanismo antitaccheggio rende, inoltre, la lampada particolarmente indicata per ristoranti e bar.


In Vitro, Flos

In Vitro, la collezione di lampade per esterni firmata nel 2019 da Philippe Starck per Flos, comprende anche una versione portatile e ricaricabile con un’autonomia di 24 ore.
Il progetto traduce “l’idea poetica e surreale della luce architetturale dematerializzata e il ricordo dello spazio occupato dalla luce”, spiega il designer francese.


Curiosity, Artemide

Una cornice essenziale che acquista carattere con gli oggetti che accoglie e illumina al suo interno. È Curiosity, la lampada portatile di Artemide.
Come racconta il designer Davide Oppizzi, “Curiosity nasce per offrire una piccola esposizione a tutti coloro che desiderano mettere in mostra un oggetto sotto la sua luce…”.
Una lampada nomade pronta a soddisfare tutte le nostre curiosità.


Giravolta, Pedrali

Giravolta, design Alberto Basaglia Natalia Rota Nodari per Pedrali, è una lampada wireless che ricorda le vecchie lanterne.
È composta da due dischi in materiale plastico (la base e il diffusore a LED), avvolti da un arco in estruso di alluminio che diventa un pratico manico, e da un corpo illuminante che può ruotare a 360°. Una vera e propria giravolta che permette di orientare la luce in modo semplice a seconda delle esigenze. 


Cri Cri, Foscarini

Cri Cri di Studio Natural per Foscarini è la lampada ideale per le gite fuori porta. Oltre a essere senza fili, il corpo in silicone si piega a soffietto rendendo l’ingombro minimo.
La ricarica può avvenire mediante la porta USB oppure appoggiando la lampada su un’apposita base con sistema a induzione.


FollowMe + FollowMe Plus, MARSET

FollowMe, a cui si è affiancata nel 2017 la versione più grande FollowMe Plus, è stata disegnata da Inma Bermúdez per Marset.
La lampada si compone di un comodo manico in rovere naturale e di un paralume in policarbonato inclinabile, che può offrire sia luce diretta sia luce d’atmosfera. Un dimmer a tre posizioni consente di regolare l’intensità della luce.


Tetatet Flûte, Davide Groppi

Una lampada quasi magica. Stiamo parlando di Tetatet Flûte di Davide Groppi. L’innovativa batteria ricaricabile al litio, inserita nel diffusore, rende lo stelo “invisibile” dando la sensazione che il paralume sia sospeso nel vuoto.
Un complemento essenziale ed elegante perfetto per accompagnare un romantico tête-à-tête.


Minipipistrello Cordless, Martinelli Luce

Anche le icone del design non resistono alla tentazione di liberarsi dai fili. Come la Minipipistrello Cordless, la versione ricaricabile della storica lampada Pipistrello disegnata da Gae Aulenti nel 1965.


Candela, Astep

La vecchia lampada a olio in versione high tech. È Candela, il progetto di Francisco Gomez per Astep.
Candela è dotata di uno stoppino che si accende con il classico fiammifero. Dall’energia termica prodotta viene alimentato un sistema di 24 LED ed è possibile anche ricaricare i device attraverso una presa USB.


Medù, Zava

Medù è la lampada ricaricabile disegnata da Delineodesign per Zava. Il nome e il suo stesso uso svelano l’ispirazione: una piccola medusa.
La lampada Medù può essere poggiata su un piano oppure agganciata a un apposito supporto a parete, grazie all’anello in cuoio che ne facilita anche il trasporto. La collezione comprende una lampada più grande da tavolo, con paralume in vetro satinato, che si può sempre spostare, appoggiare e appendere con facilità, ma non è ricaricabile.


Lucerna, Ethimo

Lucerna, design Luca Nichetto per Ethimo, è una lampada per l’outdoor disponibile sia in versione portatile e ricaricabile sia con cavo di alimentazione fisso. È composta da un diffusore in vetro soffiato e da un corpo illuminante resistente all’acqua, all’interno del quale ci sono la batteria e il sistema di ricarica.
Il nome fa riferimento alle lucerne dell’Antica Roma. Luci funzionali che potevano essere facilmente spostate da un ambiente all’altro.  


Phare, Menu

Phare di Stanislaw Czarnocki è stata disegnata per l’appartamento n. 50 della “Cité Radieuse” di Le Corbusier, a Marsiglia. Costituita da una base cilindrica con ricarica USB e da uno stelo sottilissimo che sostiene la sfera luminosa, può essere appoggiata in modi diversi a seconda del bisogno, risultando molto versatile.


Diogene, Modoluce

Diogene è la lampada portatile e ricaricabile disegnata da Romano/Menegon/Ceneda per Modoluce. Il nome è un omaggio all’omonimo filosofo greco che andava in cerca della natura umana, portando con sé una lanterna anche di giorno.
Una lampada per illuminare le vostre sere d’estate che può essere usata sia da appoggio sia come sospensione, grazie al moschettone e al cordino che l’accompagnano. 


Pong, NYTA

A proposito di sospensioni senza fili, merita una menzione Pong, la lampada progettata da Simon Diener per NYTA. Grazie al filo che collega il diffusore alla battery pack, Pong può essere appesa alle travi del tetto così come ai rami degli alberi. Per un uso indoor e outdoor che non conosce limiti. 


TURN+, Ambientec

Una novità 2021. Parliamo di TURN+, la lanterna portatile e ricaricabile di Ambientec, brand giapponese nato da una lunga esperienza nel settore delle luci professionali per la fotografia subacquea.
TURN+ è costituita da una struttura esterna in alluminio, ottone o acciaio inossidabile e da un diffusore in vetro pieno. L’intensità della luce può essere regolata in quattro diverse gradazioni con un semplice tocco, grazie al sensore a sfioramento integrato e a due tipologie di segmenti LED.
TURN+ garantisce fino a 500 ore di luce in totale autonomia ed essendo impermeabile può essere impiegata anche negli ambienti esterni.


Roxxane Leggera CL, Nimbus

Last but non least, Roxxane Leggera CL. Leggera come una piuma, può essere spostata con estrema facilità. E, grazie a una tecnologia di nuova generazione, assicura fino a 100 ore di luce. Inoltre, è provvista di un comodo supporto per i cellulari, che può essere fissato a qualsiasi altezza della colonna della lampada, e di una presa USB nella base con cui si possono ricaricare i device. 


 

Normann Copenhagen presenta Allez, una sedia modulare con un concept ispirato al settore automobilistico.

Una sedia modulare e sostenibile. Parliamo di Allez, il nuovo progetto firmato da Simon Legald per Normann Copenhagen. Una sedia per uso interno ed esterno che prende ispirazione da un’antenata illustre: la sedia da bistrot di fine Ottocento.

Sì, il punto di partenza di Allez è la mitica sedia in legno curvato dei caffè parigini. Un richiamo al passato riletto, però, in una chiave assolutamente unica. La progettazione della sedia ha infatti richiesto diversi anni di lavoro, tra innumerevoli calcoli e test di resistenza.

Scopriamo insieme il progetto.

Una sedia leggera e facile da spostare

La sedia Allez è realizzata in polipropilene (PP), un materiale termoplastico estremamente resistente che può essere riutilizzato più volte nella sua forma pura, senza perdere le sue qualità. Il design è prodotto tramite stampaggio a iniezione, una tecnica che permette di ottenere forme complesse, impiegando solo il materiale strettamente necessario.

Il risultato è una sedia leggera ma resistente. Perché il progetto di Normann Copenhagen è pensato anche per aree ad alta intensità di utilizzo, come i terminal degli aeroporti, le scuole e i locali notturni.

Un concept ispirato al settore automobilistico

Allez è un progetto sostenibile in tutto e per tutto. Non solo per il materiale in cui è realizzata la sedia, ma anche per il modo in cui è costruita. Il concept è ripreso infatti dall’industria automobilistica, in cui il ricambio delle parti può prolungare la durata del prodotto. Allo stesso modo, la sedia di Normann Copenhagen può essere smontata, permettendo di sostituire solo le parti usurate e di prolungare così il suo ciclo di vita.

Inoltre, la sua modularità rende Allez estremamente versatile, come spiega Simon Legald. “Con la divisione in moduli, la sedia può assumere più forme e varianti che possono essere adattate ad ambienti diversi. La costruzione è stata la motivazione di base e ciò che rende Allez innovativa e unica”.

Infinite configurazioni

I componenti della sedia Allez sono disponibili in diverse varianti.
La seduta per gli ambienti outdoor è in poliammide modellata ed è dotata di un piccolo intaglio che lascia scorrere l’acqua. Per un maggiore comfort, è possibile scegliere la versione con la seduta rivestita in tessuto Camira e Sørensen Leather, oppure con rivestimento esterno certificato OEKO-TEX di Sunbrella. Le atmosfere dei bistrot parigini possono invece essere ricreate con la seduta in vimini stampato a iniezione.

Non solo la seduta, anche le gambe possono variare. Oltre alla versione in polipropilene, le gambe di Allez sono proposte infatti in rovere. Una nota di calore che si sposa bene con la sala da pranzo o gli interni di un ristorante.
I colori proposti sono cinque: verde erba, grigio, grigio caldo, bianco e nero.

Un packaging a basso impatto ambientale

La sedia Allez è fornita con i moduli separati e viene spedita in un imballaggio piatto. Un packaging efficiente in termini di spazio che riduce al minimo le emissioni di CO2 e facilita il trasporto a casa.
Allez è, inoltre, dotata di un piccolo kit di utensili, con manuale di montaggio che consente di assemblare la sedia in pochi minuti. Niente paura, però. Per chi non avesse alcuna abilità manuale, la sedia può essere ordinata anche nella versione montata.

GUARDA ANCHE GLI ALTRI PROGETTI DI NORMANN COPENHAGEN

I più bei cavalli a dondolo di design.

I cavalli a dondolo sono il sogno di ogni bambino. Se poi si tratta di cavalli a dondolo di design, allora il sogno diventa anche quello di molti adulti.

Il cavallo a dondolo ha una storia antica e rispecchia la fantasia dei bambini di trasformarsi in prodi cavalieri, sognando di correre in groppa a veloci destrieri. Il cavallo a dondolo ha accompagnato in fatti il gioco dei più piccoli per oltre 5 secoli. E ancora adesso è uno dei giochi più semplici e amati in assoluto.
Oggi sul mercato si trovano infinite varietà di cavalli a dondolo. Da quelli tradizionali, dall’aspetto vintage, a quelli più stilizzati.

In questo articolo abbiamo selezionato i cavalli a dondolo di design più belli, quelli più strani e i più eleganti, i cavalli a dondolo dalle linee minimali e quelli interpretati dai più grandi designer al mondo.
E scopriremo che non sono solo un gioco per bambini.

Vi mostreremo anche cavalli a dondolo a grandezza naturale, pensati per far divertire anche gli adulti.

Ecco allora la nostra selezione dei più bei cavalli a dondolo di design per il piacere dei più piccoli e dei grandi!


Abbiamo diviso questo articolo in 3 parti:

  • I cavalli a dondolo di design

  • I cavalli a dondolo di design dalle forme astratte

  • Altri animali a dondolo di design

 


I cavalli a dondolo di design


H Horse, Kartell

Partiamo dal cavallo a dondolo H Horse di Nendo per Kartell. Il celebre designer giapponese ha portato all’essenziale l’idea del cavallino trasformandola in un segno leggero, delicato, poetico.

La struttura è in policarbonato trasparente o colorato in massa. I colori sono cristallo, giallo, rosso e blu. (wartell.com)


Arion, Moooi

Proseguiamo con Arion, l’elegantissimo cavallo a dondolo per adulti di Moooi e firmato da Marcel Wanders. Il cavallo è alto 180 cm, cosa che ne fa un oggetto esclusivamente per il gioco dei grandi…
Arion ha la struttura portante in rovere massello e impiallacciato, mentre la testa è rivestita in ecopelle ricamata. (www.moooi.com)


Rocking Squares, Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha reinterpretato il tradizionale cavallo a dondolo destrutturandolo completamente. Nasce così Rocking Squares un cavallo a dondolo futurista in edizione limitata. Una vera scultura contemporanea realizzata in legno. Rocking Squares è disponibile in due colori (bianco o nero) e in tre dimensioni.
Due cavallini per i bambini (alte rispettivamente 90 o 130 cm) e un grande cavallo a dondolo per adulti alto 180 cm. (www.roije.com)


Cavallo a dondolo per Prochild, Studio Iosa Ghini

Questo cavallino a dondolo ha un valore doppio. Non solo è un bel gioco per tutti i bambini ma è anche un gesto di solidarietà. Lo ha progettato lo studio Iosa Ghini Associati e fa parte del progetto ProChild, un programma coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori. Il Cavallo a dondolo è realizzato in legno Greenpeace ad alta ricrescita (www.iosaghini.it)


Pony, Plust

Pony è il cavallo a dondolo disegnato da Oleg Pugachef per Plust. Nonostante la sua linea molto stilizzata, Pony è un cavallino dall’aspetto simpatico, che invita al gioco e al divertimento. Pony è realizzato in polietilene ed è disponibile in diversi colori. (www.plust.it)


Rosinante, Vondom

Il cavallo a dondolo Rosinante di Vondom si ispira a Ronzinante, il celeberrimo compagno di avventura di don Chischotte. Lo ha disegnato il finlandese Eero Arnio, uno dei più grandi designer scandinavi. La caratteristica di Rosinante è che, oltre a dondolare, può anche ruotare su se stesso. È disponibile in 15 colori e due dimensioni: cavallino a dondolo per bambini e cavallo a dondolo per adulti. (www.vondom.com)


Rocky, Magis

Si chiama Rocky questo cavallo a dondolo disegnato da Marc Newson per Magis. Rocky raffigura un purosangue da corsa, con tanto di sella, staffe e coda svolazzante. La struttura è in polietilene mentre le redini sono in corda naturale di canapa.  (www.magisdesign.com)


Roo Rocker, Riga Chair

Roo Rocker è uno straordinario cavallo a dondolo realizzato da un’unico foglio di compensato curvato. Un ispirazione che mescola la cultura scandinava del legno curvato e quella orientale dell’origami. Roo è disponibile in diverse essenze: Betulla, Faggio, Rovere, Noce, oppure laminato in vari colori. È anche impilabile (rigachair.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Roo


Cavallo a dondolo, AlvinT 

Questo Cavallo a dondolo fa parte della recente collezione Tropicália Modernity, disegnata da Alvin Tjitrowirjo per AlviunT.  Il cavallo a dondolo è in rattan ed è completamente fatti a mano. Un punto di incontro fra la tradizione del mobile intrecciato e la contemporaneità del design. (alvin-t.com)


Furia, Wiener GTV

Questo cavallino a dondolo si chiama Furia ed è stato disegnato dalle svedesi Front per Gebruder Thonet Vienna GmbH. Come nella miglior tradizione viennese, è stato realizzato in faggio curvato e laccato nero. La seduta e le orecchie sono in pelle colorata. (www.gebruederthonetvienna.com)


Googy, Wilsonic Design

Googy è un cavallino a dondolo imbottito e rivestito in tessuto o in pelo sintetico. Progettato e prodotto da Novak e Wilson Design, è disponibile in 2 dimensioni. Una per adulti e una per bambini… (googy.eu)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Googy


MiDonDoLo, Alessandra Scarfò

Questo cavallo a dondolo è  totalmente ad incastro e si monta senza l’utilizzo di chiodi e colla. Il modulo centrale determina la forma dell’animale e può essere cambiato facilmente con altre forme (acquistabili singolarmente). Oltre al cavallo, infatti sonbo0 disponibili anche un cammello, un ippopotamo e un cavalluccio marino. (www.alessandrascarfo.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo MiDonDoLo


I cavalli a dondolo dalle forme astratte


Giulia, R1920

Giulia è un cavallino a dondolo disegnato da Pininfarina per Riva 1920. È realizzato con un blocco unico di cedro, un legno molto profumato. Il ceppo viene scolpito a mano così da dare al cavallo a dondolo una forma dinamica. Infine viene arricchito con da un maniglione rivestito in pelle naturale che serve come appiglio per il bambino (www.riva1920.it).


YaWood, Argo4

YaWood è un progetto che reinterpreta il tradizionale cavallo a dondolo in legno di faggio curvato. YaWood può essere usato singolo oppure unito a un secondo cavallo per poter giocare in coppia. La connessione è possibile attraverso un semplice incastro. (www.argo4.studio)


Rocker, Richard Lampert

Quello disegnato da Doshi Levien per Richard Lampert è un cavallo a dondolo estremamente fantasioso. Probabilmente i pattini in rovere sono l’unico elemento che ricordano il classico gioco per bambini. Già, perché qui la struttura è diventata una forma astratta che ispira la fantasia del bambino. Così può immaginarsi a cavallo di qualsiasi animale… (www.richard-lampert.de)


Olga, Sirch

Olga è un cavallo a dondolo molto stilizzato e minimale proposto dall’azienda tedesca Sirch. Olga è realizzato con legno certificato. La struttura è in multistrato di betulla impiallacciato, mentre la sella è in tessuto palmato di alta qualità. (www.sirch.de)


Clop, Giorgetti

Clop è un cavallo a dondolo che diventa una sedia. O viceversa. Un complemento d’arredo flessibile e trasformista, dall’aspetto affusolato e dalle curve arrotondate, disegnato per Giorgetti da Dominic Siguang Ma & Feng Wei. La struttura è in multistrato di betulla e finitura naturale. (www.giorgettimilano.it)


Chewie, KENNETHCOBONPUE

Questo cavallo a dondolo fa parte della collezione Star Wars di KENNETHCOBONPUE, una linea di arredi e complementi ispirati alla saga stellare. Il designer filippino, celebre per i suoi eclettici arredi intrecciati, ha ispirato ogni oggetto della collezione Star Wars a un personaggio del film. Il cavallo a dondolo Chewie è un omaggio Chewbacca e il suo Bandolier. Il rivestimento è realizzato con strisce in microfibra (kennethcobonpue.com)


Rocking Horse, Henry&co

Rocking Horse è cavallo a dondolo autoprodotto e sostenibile realizzato dallo studio Henry&co. La struttura è realizzata con un materiale innovativo a base di canapa, senza formaldeide e derivati del petrolio. Rocking Horse si monta a incastr, senza necessità di colle o viti (www.henryandco.it).

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo sostenibile di Henry&co


Altri animali a dondolo


Dodo, Magis

Dodo è un simpatico uccello a dondolo disegnato da Oiva Toikka per Magis. Il suo becco curvo si ispira all’omonimo volatile oggi scomparso, al quale il designer finlandese ha voluto rendere omaggio. Dodo (www.magisdesign.com)


Rockingsheep, Povl Kjer

Un’icona del design nordico. Si tratta di Rockingsheep, la più bella e tenera pecora a dondolo della storia L’ha creata quasi 40 anni fa il designer danese Povl Kjer, come omaggio alla nascita della sua nipote. Esiste in due versioni: una normale e una in miniatura per i bambini più piccoli. (rockingsheep.com)

Guarda il nostro approfondimento sulla Rockingsheep di Povl Kjer


Coccodrillo, Plust

Un coccodrillo a dondolo? Certo! È quello disegnato da A.M. design office per Plust. Un dondolo dalle forme stilizzate che ricordano quelle del grande rettile. Realizzato in polietilene, Coccodrillo è disponibile in 2 dimensioni e in 7 colorazioni. (www.plust.it)

I salvadanai Muse sono la prima serie di oggetti autoprodotti di Collezione Caleido, il nuovo brand creato da MM Company.

Albina, Bice, Clelia, Fausta, Lisa. Sono questi i nomi dei cinque salvadanai Muse di Collezione Caleido, il brand di oggetti autoprodotti lanciato dall’agenzia creativa MM Company in collaborazione con artigiani del Made in Italy. Cinque salvadanai di design in ceramica che rileggono con poesia un oggetto legato ai nostri ricordi d’infanzia.

“Come creativi e designer sentiamo il compito di salvaguardare le tradizioni artigianali del Made in Italy”, spiegano Manuel Barbieri e Marco Magalini, fondatori di MM Company e Collezione Caleido. “Abbiamo creato il brand Collezione Caleido proprio per questo: raccontare e far capire ai design-lover quanto valore ci sia dietro a un oggetto apparentemente semplice”.  

Muse è il primo progetto di Collezione Caleido

I salvadanai Muse sono il primo progetto autoprodotto di Collezione Caleido e sono stati creati da Vania Sartori, un’artista-artigiana della ceramica basata a Nove, in provincia di Vicenza. Una zona con una tradizione antichissima legata al mondo della ceramica.

“Lavorare con Vania Sartori è stato interessante: il suo modo di reinterpretare il nostro lavoro di designer e creativi ci ha affascinato. Il suo è un lavoro di una cura, di una bellezza e di una fragilità rara”, raccontano ancora Manuel Barbieri e Marco Magalini di MM Company.

Salvadanai o muse?

Cinque salvadanai pensati per risparmiare ma soprattutto per ispirare. Il nome Muse ha infatti un doppio significato. Da un lato rimanda a “musine”, l’espressione veneta usata per chiamare i salvadanai. Dall’altro evoca le Muse fonte di ispirazione poetica della mitologia greca.

D’altronde, i salvadanai Muse sono composti da due parti che richiamano una figura femminile. Il contenitore è il corpo, il tappo removibile e dalla forma irregolare è la testa. In più, ogni Musa ha un proprio nome, specifiche caratteristiche fisiche e un colore distintivo (petrolio, rosa seta, cemento, giallo pallido e cioccolato). Cinque diversi nomi, forme e colori a cui corrispondono altrettante personalità.

I salvadanai Muse sono in vendita nell’e-shop di Caleido (www.collezionecaleido.eu) e in una selezionata rete di e-commerce come Monomio, Pamono e LoveTheSign.

Foto: Fabrizio Scarpa.

Ecco le più recenti lampade ispirate a fiori, piante e farfalle. Per vivere la magia della natura a casa, tutto l’anno.

Fiori, foglie, farfalle. Oggi il mondo dell’illuminazione sembra guardare sempre più alla natura. Una tendenza non certo nuova, considerando che fra i suoi illustri predecessori ci sono le iconiche lampade Tiffany, le sculture luminose in vetro con decori vegetali e floreali, nate a New York alla fine dell’Ottocento. Non nuova, dicevamo, ma in questo momento particolarmente viva.

Dai gigli luminosi di Cristina Celestino ai petali mossi dal vento di Marcel Wanders, dal tripudio di farfalle di Ingo Maurer alle foglie di banano progettate dallo studio newyorkese Pelle, sono davvero tante le lampade ispirate alla natura presentate da grandi aziende e piccoli brand.

Ecco la nostra selezione.


LAMPADE ISPIRATE ALLA NATURA: TUTTI I PROGETTI PIÙ RECENTI


FANDANGO, KENNETHCOBONPUE

Sembra un grande fiore bianco che pende dal soffitto la poetica lampada del brand filippino KENNETHCOBONPUE. Una cascata di morbidi petali, realizzati in tessuto di cotone, modellati per filtrare e dar vita alla luce. Più intensa o più delicata, a seconda del numero di petali che la schermano. (www.kennethcobonpue.com)


La Festa delle Farfalle, Ingo Maurer

Il nome non lascia spazio ai dubbi: sono le farfalle le protagoniste di questa sospensione di Ingo Maurer. 34 farfalle, realizzate in cartoncino tagliato a laser, posate su esili rami. Alla base, una libellula rossa appoggiata su un piatto di porcellana con 3 lampadine non alimentate, che si illuminano per trasparenza grazie ai LED integrati nel piatto. (www.ingo-maurer.com)


COURO, Let’s Pause

Foglie di palma trasformate in lampade. Parliamo di COURO, la collezione progettata da Ceci Ferrero per il brand catalano Let’s Pause.
I modelli sono 2: una lampada basica costituita da un’unica foglia di palma arrotolata su se stessa e una versione con 8 foglie, composte in modo da creare la forma di un nido.
Gli elementi distintivi del diffusore sono il raffinato color cacao e la texture naturale piacevole al tatto. (letspause.es/en)


Lotus, Mason Editions

Lotus, la lampada da tavolo firmata da Serena Confalonieri per Mason Editions, rimanda al fiore di loto. Un fiore che per molte culture asiatiche è simbolo di eleganza, purezza e grazia.
Lotus si compone di uno stelo in metallo o ottone smaltato e tre petali costituiti da tre elementi in vetro soffiato separati. La lampada è disponibile in diverse finiture e colori. (www.mason-editions.com)


Lilli, Kundalini

Un giglio martagone. È questo fiore pieno e rotondo, simile a un turbante, che ha ispirato Lilli, la lampada disegnata da Cristina Celestino per Kundalini.
Proposta nella sola versione a sospensione, Lilli è composta da un diffusore in vetro opale incamiciato e soffiato e da una struttura in ottone satinato. Materiali preziosi che donano alla lampada un carattere di raffinata eleganza. (www.kundalini.it)


Nightbloom, Lladró

Nightbloom, la serie di lampade creata da Marcel Wanders per Lladrósi ispira ai petali dei fiori mossi dal vento. Una danza lieve riprodotta con l’utilizzo della porcellana bianca, che è stata lavorata artigianalmente, rendendo ogni prodotto unico.
La collezione comprende sospensioni, lampade da terra, da tavolo e da parete, tutte contraddistinte da un disegno a rilievo tridimensionale. (www.lladro.com)


Lafleur, Slamp

Lafleur è una lampada da tavolo a batteria ricaricabile, che prende vita scaldando il Lentiflex, a temperatura controllata, e modellandolo a mano fino a creare la corolla di un fiore.
La base è magnetica ed è accompagnata da un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è a tavola, o fissato a parete se si vuole usare Lafleur come applique. (www.slamp.com)

SCOPRI LE ALTRE LAMPADE PORTATILI E RICARICABILI DI DESIGN


Butterfly, Doppia Firma

Butterfly è la lampada da tavolo firmata a 4 mani dalla designer Mathilde Bretillot e dall’artista del vetro Antoine Leperlier per Doppia Firma (il progetto promosso da Living Corriere e dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte). Una scultura luminosa, blu come il cielo, che gioca sul contrasto fra giorno e notte e su quello fra la fragilità del vetro e la solidità della struttura in ottone che lo supporta. (www.doppiafirma.com)


Adonis, Barovier&Toso

Una rivisitazione eclettica del classico chandelier in vetro veneziano. Parliamo di Adonis, il progetto di Marcel Wanders per Barovier&Toso.
La forma si ispira al fiore olandese per antonomasia: il tulipano. La struttura è impreziosita da fiori e foglie, secondo la tradizione veneziana, affiancati da farfalle e piccoli boccioli di tulipano. Un insieme che rimanda all’età d’oro olandese e alle sue rappresentazioni botaniche, che avevano come oggetto fiori e insetti. (www.barovier.com)


Inez, Rosie Li

Inez è la linea di lampade della designer americana Rosie Li. La collezione prende ispirazione dalle foreste dello Yucatán, richiamando l’architettura naturale e le pieghe strutturali delle foglie delle palme.
Inez comprende sospensioni, lampade da terra e da parete e si compone di tre materiali: rame, ottone e alabastro. Il rame è usato per le foglie ed è piegato a mano. L’ottone è utilizzato per lo stelo e i bracci delle lampade. L’alabastro costituisce la base della piantana e fa da contrappeso alle due foglie di rame della sospensione. (www.rosieli.com)


Nana Lure, Pelle Design

Una riproduzione fedele delle foglie di banano che dà vita a una sorta di giardino tropicale. Possiamo riassumere così Nana, la lampada della collezione Lure di Pelle.
Disponibile nella versione da terra e a sospensione, la lampada è composta da un diffusore a forma di foglia di banano, realizzato in fibra di cotone modellata e dipinta a mano, e da una struttura in metallo a cui si aggiunge nella versione sospesa una cinghia di pelle che sostiene la sorgente luminosa. (pelledesigns.com)

 

Il brand danese &Tradition lancia il divano Little Petra VB2. La versione sofà dell’iconica lounge chair disegnata da Viggo Boesen nel 1938.

Little Petra cresce. La lounge chair disegnata nel 1938 dall’architetto danese Viggo Boesen viene affiancata da un accogliente divano a due posti, prodotto dal brand scandinavo &Tradition.

La poltrona Little Petra di Viggo Boesen è un’icona del design scandinavo. Uno dei primi esempi di quel modernismo organico portato al successo da Arne Jacobsen e Hans Wegner negli anni d’oro del design danese.

Presentata nel 1938 al Copenhagen Cabinetmakers Guild Exhibition, Little Petra ottiene subito un’ottima accoglienza. Un consenso che trova conferma nei premi che vince successivamente in occasione delle mostre a New York e Berlino.

Oggi la poltrona è tornata a nuova vita grazie alla riedizione proposta da &Traditon e nel 2021 raddoppia come divano a due posti.

Forme organiche, materiali naturali, cura artigianale

“Little Petra è un vecchio classico del design danese che continua a stupire gli amanti del design ancora oggi”, afferma Martin Kornbek Hansen, CEO e fondatore di &Tradition. “Nella sua versione più recente raddoppia come divano a due posti, e siamo orgogliosi che offra lo stesso eccezionale livello di fattura e stile della versione originale”.

Basato sui disegni originali di Viggo Boesen, il divano Little Petra è caratterizzato dalle stesse linee avvolgenti e dalla stessa cura artigianale della lounge chair. Dalla struttura in legno al rivestimento in tessuto cucito a mano, fino alle gambe ben tornite in rovere o noce, tutto riflette l’amore di Boesen per i materiali naturali e la sua attenzione al dettaglio.

Un piccolo divano pronto a scaldare qualsiasi ambiente

Come suggerisce chiaramente il nome, Little Petra si distingue anche per le sue dimensioni compatte. Un piccolo divano che si integra alla perfezione in qualsiasi ambiente. Per portare calore in salotto così come nello studio, senza preoccuparsi troppo dei centimetri a disposizione.

LEGGI ANCHE: I DIVANI PIÙ ICONICI DEL DESIGN SCANDINAVO

Effetti tridimensionali e illusioni ottiche. Con i tappeti disegnati da Alain Gilles per YO2 niente è come sembra.

Giocare con la percezione. È questa l’essenza dei tappeti disegnati da Alain Gilles per YO2, brand di decorazione di interni con base a Cipro.

Dai “buchi” sul pavimento che sembrano trasportarci in un altro mondo all’effetto mosaico trasferito su tessuto, le collezioni di Alain Gilles ci invitano a guardare la realtà da una prospettiva diversa.

Scopriamo insieme i tre progetti del designer belga.

Tappeti Hole

Un “trompe l’oeil” sul pavimento. Un tappeto che sembra appena uscito da un cartoon. La collezione Hole di Alain Gilles gioca con la percezione e con la prospettiva, creando l’illusione di un’apertura. La sensazione è quella di un portale attraverso cui entrare in un universo parallelo. Come il quadro sul marciapiede in cui saltano Mary Poppins, Bert e i bambini nel famoso film di Walt Disney. Un quadro magico che li catapulta in un mondo popolato da bizzarri personaggi animati.

Il tappeto Hole è creato combinando due elementi separati: una griglia composta da linee disegnate a mano e un buco che da certe angolazioni dà l’impressione di un’apertura nel terreno. La griglia suggerisce l’idea di un pavimento. Il foro sembra un elemento grafico capitato lì per caso.

I tappeti Hole sono disponibili anche in una versione rotonda.

Tappeti Mosaique

Nella collezione Mosaique Alain Gilles prende le tessere del mosaico e le reinterpreta con il tessuto, trasformandole in qualcosa di caldo. Una sensazione opposta a quella che viene comunemente trasmessa dal mosaico.

La collezione nasce dalle foto scattate da Alain Gilles in giro per la città. Il processo di stampa impiegato per realizzare questi tappeti permette di usare pattern molto piccoli che sarebbero difficili da creare a mano.

Tappeti Stacked-Up

I tappeti Stached-Up rileggono in chiave ironica gli effetti tridimensionali. A ispirare il design dei tappeti sono le lamiere grecate usate come copertura o rivestimenti per facciate e solai. Un materiale da costruzione a cui le persone di solito non danno grande valore. La pila di lamiere grecate al centro del tappeto ha una profondità reale. Un effetto tridimensionale che cambia a seconda dell’angolo da cui viene visualizzato. Le ombre create dai pezzi sovrapposti sono un elemento grafico centrale del tappeto e diventano protagoniste nella versione in cui la composizione è decentrata.

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SUI TAPPETI DALLE FORME IRREGOLARI.

Le librerie divisorie di design sono l’ideale per delimitare gli ambienti senza rubare spazio e luce. Ecco la nostra selezione.

Dividere gli ambienti è una scelta a volte necessaria. Lo era ieri e lo è ancora di più oggi, in questo tempo sospeso in cui le nostre case sono diventate il cuore di tante attività. In molti casi, però, la soluzione migliore per dividere gli spazi non sono le pareti. Soprattutto nelle case piccole, dove un muro toglie luce e centimetri preziosi.

Per fortuna, le idee alternative per delimitare gli ambienti non mancano. E tra le soluzioni più versatili ci sono senza dubbio le librerie divisorie (conosciute anche come librerie bifacciali o freestanding).

Le librerie bifacciali sono un elemento divisorio leggero che garantisce una certa privacy, senza ostacolare il passaggio di luce. E possono essere utilizzate per diversi scopi: separare la zona pranzo dal salotto, dividere la camera da letto dalla zona giorno, schermare il bagno dalla camera da letto o qualsiasi altra esigenza abbiate.

Amate per la loro flessibilità, le librerie divisorie sono state spesso interpretate dai designer nel corso degli anni. Anche quando gli open space non erano ancora diffusi. Un esempio su tutti la libreria Veliero progettata da Franco Albini nel 1939 per il soggiorno della sua casa.

Negli ultimi anni, la varietà di librerie freestanding proposta dai brand di design è cresciuta a dismisura. Dalle essenziali librerie cielo-terra di Living Divani e Arflex alle preziose librerie in marmo di Salvatori e Franchi Umberto Marmi.

Ecco la nostra selezione.


Le più belle librerie divisorie di design


Veliero, Cassina

Apriamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie di design con un grande classico: Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Una libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica.
Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È però soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina.
Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Una tecnica costruttiva grazie alla quale ripiani in vetro sembrano galleggiare nello spazio. (www.cassina.com)

Joy, Zanotta

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioniJoy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire.
L’unicità di Joy è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C.
Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)

Ian, BertO

Ispirazione anni ’50 per Ian, la libreria modulare di BertO progettata da Castello Lagravinese Studio. Uno stile anni ’50 reinterpretato però con importanti novità stilistiche, come la scelta di una forma stondata al posto della più comune forma a sezione rettangolare.
Grazie al suo sistema componibile, Ian permette di creare progetti di interior design fortemente personalizzati. (www.bertosofas.co.uk)

Alba, Arflex

Leggera, elegante, versatile. Possiamo riassumere così Alba, la libreria bifacciale firmata da Bernhardt&Vella per Arflex. Una libreria per esporre e contenere dalla grande flessibilità compositiva.
A caratterizzare il progetto è il decoro geometrico creato dai ripiani a forma di mezzaluna.
I ripiani sono proposti in MDF laccato nero lucido o in vetro temperato nei colori fumè, verde e bronzo. La struttura di Alba è in alluminio anodizzato nero. (www.arflex.it)

Sailor, Living Divani

Si ispira al mondo nautico Sailor, la libreria cielo-terra disegnata nel 2019 da David Lopez Quincoces per Living Divani. Una libreria dalle linee semplici ideale per dividere un ambiente, senza appesantire.
Sailor è composta da sottili pali verticali in ottone e mensole create accostando a mano due essenze diverse.
Nel 2020 il concept si è arricchito con l’aggiunta dei contenitori con anta a ribalta. Per rispondere in modo ancora più flessibile alle esigenze della zona giorno o dell’ufficio. (livingdivani.it)

Shanghai, Alivar

Shanghai di Alivar è un pezzo icona della collezione HOME PROJECT. In questa nuova versione, la libreria viene presentata in una dimensione più grande – da 312 cm di lunghezza e 237 cm di altezza – per un effetto ancora più scenografico.
La struttura esterna è in rovere termotrattato oppure tinto nero. Le mensole irregolari che danno carattere alla libreria sono prodotte in Baydur strutturale espanso, rivestite poi in cemento spatolato grigio o laccato opaco. (www.alivar.it)

Colonnata, Salvatori

Una libreria freestanding preziosa come un gioiello. Parliamo di Colonnata, il progetto firmato da Piero Lissoni per Salvatori. A rendere speciale Colonnata sono i divisori in 10 tipologie di marmo: dal classico Bianco Carrara al Verde reale, dal Giallo Siena al Nero Marquinia. Una varietà di combinazioni cromatiche che rende la libreria Colonnata altamente personalizzabile.‎(www.salvatoriofficial.com)

Bookshelf, Cappellini

Ogni oggetto ha bisogno di uno spazio dal volume proporzionale alle proprie dimensioni. È da questa constatazione che nasce Bookshelf, la libreria disegnata da Shiro Kuramata per Cappellini. Bookshelf è infatti costituita da un modulo bifacciale composto da pannelli laccati bianco opaco, con vani tutti di ampiezza diversa.
La libreria può essere utilizzata singolarmente, come fosse una scultura, dare vita a una composizione a parete oppure trasformarsi in un elemento divisorio che lascia passare luce e aria. (www.cappellini.com)

Hexagon, Franchi Umberto Marmi

Una libreria autoportante, modulare e scultorea, composta da esagoni in marmo sovrapposti. Ecco raccontata in breve Hexagon di Franchi Umberto Marmi. Un sistema-libreria ampiamente configurabile, pensato per spazi flessibili.
L’impiego del marmo Calacatta, con le sue calde venature, dona morbidezza ai moduli e alla struttura. Per dividere e impreziosire gli ambienti.  (www.franchigroup.it)

Nima, Borzalino

Struttura in legno massello, dettagli in metallo, mensole in vetro. È da questo equilibrato mix di materiali che nasce Nima, la libreria modulare firmata da Andrea Andreatta per Borzalino. Una libreria cielo-terra leggera ed elegante, che può essere usata sia per contenere che per separare gli ambienti, lasciando però passare luce e aria. (www.borzalino.com)

Swing, Morelato

Si chiama Swing la libreria disegnata da Libero Rutilo per Morelato. Un sistema modulare con elementi accostabili o pensili di differenti dimensioni, adatto sia per ambienti moderni che per interni più classici.
Ogni elemento è disponibile nella versione a giorno, con ante o cassetti. La struttura è in legno di frassino tinto in varie tonalità. I ripiani interni sono in cristallo. Il tutto realizzato con grande cura artigianale. (www.morelato.it)

Orbis, Emmemobili

Una moderna piramide, un invito al gioco, un grande esempio di curvatura del legno. È Roue, la libreria bifacciale firmata da Elena Salmistraro per la collezione Orbis di Emmemobili.
Roue (dal francese ruota) è composta da tre grandi nastri sovrapposti, stabilizzati da una fascia metallica centrale, e da sei contenitori circolari pensati per contenere e decorare. (www.emmemobili.it)

Babele, Flou

Sono le antiche architetture Yemenite ad aver ispirato Babele, la libreria girevole di Flou.
La struttura, in metallo brunito opaco e legno finitura rovere caffè, è realizzata con soluzioni costruttive all’avanguardia. La colonna centrale integra luci LED e funge da asse di rotazione. Ad essa si agganciano quattro piani orizzontali con divisori verticali di altezze e profondità diverse, progettati per valorizzare l’esposizione di libri e oggetti. (www.flou.it)

Bosco, Mentemano

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Bosco, la libreria bifacciale di Mentemano, si ispira agli alberi e ai loro rami sottili.
La struttura in metallo verniciato a polvere nero opaco trasmette una sensazione di leggerezza, ulteriormente sottolineata dai cinque ripiani in CDF.
La libreria Bosco fa parte della collezione “Super” disegnata dall’architetto Nicola Gisonda. Una serie di prodotti dalle linee eleganti e minimali che comprende anche tavoli, sedie, appendiabiti, scrivanie, specchi e paraventi. (www.mentemano.it)

Dalton Chrome, Minotti

Forme semplici e decise, una combinazione di finiture e materiali ricercata. Sono questi gli elementi che caratterizzano la libreria Dalton Chrome di Minotti.
La libreria è proposta con una struttura in metallo Cromo Lucido in due varianti: ripiani in rovere nero sabbiato abbinati a schienali laccati lucidi nei colori Warm Grey o Granito oppure ripiani in palissandro Santos, con schienali laccati lucidi nei colori Bianco o Granito. (www.minotti.com)

Milonga, Miniforms

Chiudiamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie con Milonga, la libreria disegnata da Paolo Capello per Miniforms. Una libreria dalle linee esili che gioca con i colori dei tubi e l’assetto delle mensole.
‎La successione dei ripiani dona movimento alla libreria, ricordando le righe stampate sui quaderni che usavamo da bambini.
‎Ideale sia come libreria divisoria che come soluzione a parete. (www.miniforms.com)

LEGGI ANCHE LE PIÙ ICONICHE LIBRERIE DI DESIGN

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Un colore che è soprattutto un atteggiamento. Ecco la nostra rassegna di mobili e accessori total pink per dare il benvenuto alla primavera.

“Il rosa non è un colore, è un atteggiamento”. 

Dici rosa e pensi subito alla primavera. Ecco perché oggi abbiamo pensato di regalarvi una rassegna di arredi e accessori total pink. Per dare il benvenuto alla bella stagione e lasciarci ispirare dalle vibrazioni positive che trasmette questo colore. Un colore delicato e romantico che esprime un desiderio di rinascita.

Ecco la nostra selezione.

ARP, Diabla

ARP è una novità 2021 del brand di arredamento outdoor Diabla. Una collezione di poltrone, divani e tavolini che reinterpreta in chiave contemporanea gli arredi da esterno in ghisa dell’800.
La struttura degli arredi è in alluminio termolaccato e, nel caso della poltrona e del sofà, è completata da generosi cuscini per la seduta.
ARP è proposta in 7 varianti di colore: bianco, sabbia, rosso, grigio, antracite, bronzo e rosa. Un vero inno alla geometria e ai colori firmato Made Studio(en.diablaoutdoor.com)

Storet, Acerbis

Una cassettiera dal carattere giocoso. È Storet, il progetto firmato da Nanda Vigo, oggi rieditato da Acerbis con laccature brillanti e nuove proporzioni.
Sia nella versione alta a dieci cassetti che nella variante comodino prodotta per la prima volta solo nel 2020, Storet rivela l’artigianale lavorazione del legno. Nonostante sia realizzata in un unico materiale, Storet è caratterizzata da giochi di chiaroscuri che valorizzano la naturale bellezza del legno e la vivacità delle laccature. (www.acerbisdesign.com)

Clay, Bitossi

La bellezza dell’imperfezione racchiusa in un vaso. Parliamo di Clay, la serie di vasi cilindrici firmata da Formafantasma per Bitossi.
Il cuore del progetto è lo “strappo” nella parte superiore che provoca crepe e imperfezioni sui bordi di ogni singolo pezzo della collezione.
Clay nasce da una lunga ricerca condotta negli archivi storici di Bitossi. In particolare, i Formafantasma si sono concentrati su due elementi decorativi disegnati da Aldo Londi. (www.bitossiceramiche.it)

Sedia Series 7, Fritz Hansen

La Series 7 di Fritz Hansen è una delle sedie più iconiche della storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua.
Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto.
Di recente è stata proposta in una nuova palette di 16 colori sviluppati con Carla Sozzani, tra cui il Clay Rose e il Dark Rose(fritzhansen.com)

Khama, Carpet Edition

Seta di banano. È questa la fibra utilizzata per i tappeti Khama di Carpet Edition. Una fibra vegetale completamente biodegradabile che permette di creare un filato estremamente resistente, con una morbidezza e una lucentezza simili a quelle della seta.
La collezione Khama è proposta in otto varianti di colore: dagli intramontabili bianco e nero al cromo e argento, fino alle delicate tonalità del rosa. (carpetedition.com)

Lampada Horo, Masiero

Un cerchio. È questo simbolo universale ad aver ispirato Horo, la lampada disegnata nel 2020 da Pierre Gonalons per Masiero. Una figura geometrica semplice, impreziosita dalle finiture particolari del metallo e del vetro.
La struttura di Horo è in ottone spazzolato, il disco è in vetro prismato, disponibile in versione trasparente o in una gamma di colori semitrasparenti molto raffinati come il blu chiaro, il fumè, il verde e, ovviamente, il rosa polvere. Un mix di finiture e colori che dona alla lampada un sofisticato carattere vintage.
Horo comprende una collezione di sospensioni, lampade da terra, applique e lampade da tavolo. (www.masierogroup.com)

Poltrona CH78, Carl Hansen & Søn

La poltrona CH78 di Hans J. Wegner (conosciuta anche come “Mamma Orso”) è stata rieditata da Carl Hansen & Søn nel 2020.
CH78 è una poltrona dalla forma organica, con una struttura solida e imbottita. Le sue gambe angolate le donano un aspetto rilassato e stabile. I braccioli dalle estremità sollevate offrono la sensazione di un caldo abbraccio.
Altro tratto distintivo della poltrona CH78 è la parte superiore dello schienale a curva doppia, che la rende simile a una bergère. Una cucitura curva al centro dello schienale garantisce che il tessuto rimanga liscio su tutta la superficie. Il cuscino dalla forma a mezzaluna può essere rimosso o montato a piacere. (www.carlhansen.com)

Stella, Toscanini

Le sfumature rosa impreziosiscono ulteriormente il portabiti Stella di Toscanini. Una gruccia in plexiglass pensata per introdurre un tocco glamour nelle cabine armadio, grazie ai suoi giochi di luce e trasparenze.
Stella è disponibile in misura da uomo 43 x 5 cm, da donna 37 x 5 cm.‎, ed è accessoriabile con asta in velluto antiscivolo o clips portagonne. Le parti metalliche sono proposte in oro o argento.
La gruccia è, inoltre, personalizzabile con le iniziali incise a laser e con colori a scelta. (www.toscanini.it)

Artigiana, Sartoria – Terratinta Group

Colore, materia, unicità dell’imperfezione. Ecco raccontata in breve Artigiana, la collezione di piastrelle fatte a mano di Sartoria, brand del gruppo Terratinta Group.
L’utilizzo di effetti di smalto ormai dimenticati dall’industria dà al prodotto un carattere artigianale unico. Quando l’imperfezione è un valore. (www.terratintagroup.com)

Colonne Frame, Fantin

La collezione Colonne Frame​, disegnata da ​Salvatore Indriolo​, è stata lanciata da Fantin nel 2020. Si tratta di un ampliamento della collezione Frame nata nel 2018 e ad oggi comprende cucine, tavoli, contenitori, librerie e complementi di diverse dimensioni. Tutte le tipologie sono costituite da solidi telai in tubo quadro e sempre in vista. Un omaggio al frame in quanto tale. (www.fantin.com)

Bubble, Glass Design

Bubble nasce dalla collaborazione tra Glass Design e Karim Rashid. Si tratta di un lavabo da appoggio dal carattere vivace, realizzato in Siliconio, l’ultima generazione della famiglia dei siliconi. Un materiale estremamente tattile, morbido ed elastico, che può essere sottoposto a torsioni, allungamenti e piegamenti tornando sempre, in fase di rilascio, alla sua forma originale.
Bubble è proposto in quattro colori dalla forte personalità: rosa, giallo, azzurro, lavanda. (www.glassdesign.it)

Soffio, antoniolupi

Un lavabo che sembra voler uscire dalla parete, ma che allo stesso tempo le dà vita e forma. Parliamo di Soffio, il progetto di Domenico De Palo per antoniolupi. Un lavabo che si integra con la parete, facendo uscire solo ciò che serve.
Soffio è realizzato in Corian. Dopo essere fissato a parete, viene stuccato e intonacato e poi verniciato nello stesso colore del muro con cui si fonde.
L’illuminazione a LED è integrata nella struttura interna, con luce bianca e blu. (www.antoniolupi.it)

Perfette per dare carattere a un ambiente, le carte da parati di design oggi sono protagoniste negli interni. Ecco la nostra selezione.


Danno personalità all’ambiente. Possono amplificare lo spazio. Hanno il potere di farci viaggiare o di riconnetterci con la natura. Oggi parliamo delle carte da parati di design, un elemento di decorazione che ha conosciuto un vero e proprio revival negli ultimi anni.

Se nell’interior design la parola d’ordine è personalizzazione, la carta da parati si presenta infatti come la soluzione migliore per rendere unico un interno. Pattern geometrici, fantasie floreali, architetture urbane, paesaggi naturali, motivi surrealisti. La varietà di grafiche tra cui scegliere è così ampia da rendere pressoché impossibile non riuscire a trovare il wallpaper giusto per noi.

 


I materiali delle carte da parati contemporanee

Le carte da parati contemporanee, però, non sono come quelle che tappezzavano le case delle nostre nonne. Oltre a cambiare i decori, sono diversi anche i materiali e le modalità di utilizzo. Innanzitutto, la tendenza è quella di rivestire una sola parete e non più tutta la stanza. E poi i nuovi materiali permettono di usare i wallpaper anche nei bagni e nelle zone a diretto contatto con l’acqua.

Già, oggi le carte da parati non sono solo su carta. Esistono numerosi supporti e finiture. Dalla seta al vinilico, dai materiali naturali alla fibra di vetro. E sempre più si affermano le carte da parati pvc free o wallpaper con finiture antivirali e antimicrobiche.

Ecco la nostra selezione di carte da parati di design.


Jannelli&Volpi

Dal pavimento alle pareti. JWall Tatami di Janelli&Volpi si ispira al tatami, il pavimento giapponese in legno e giunco intrecciato. Le tecniche di intreccio artigianale sono riprodotte su supporto TNT (tessuto non tessuto), dando vita a un ampio ventaglio di pattern: paesaggi bicolore, patchwork di intrecci della tradizione e i classici ventagli stilizzati (i sensu giapponesi).
I rivestimenti della collezione JWall Tatami sono trattati con Viroblock, una tecnologia antivirale e antimicrobica che riduce la carica virale del rivestimento murale in pochi minuti. All’interno del wallpaper vengono inseriti micro cristalli di argento e particelle alveolari che igienizzano le superfici, disattivando il virus in modo rapido. (www.jannellievolpi.it)


Wall&Decò

Linee curve, fantasie botaniche, superfici dall’aspetto imperfetto. Tanti motivi decorativi, un unico comun denominatore: creare atmosfere intime e avvolgenti. Ecco raccontata in breve la nuova Contemporary Wallpaper di Wall&Decò. Una collezione di carte da parati ricca di ispirazioni, pensata per accontentare ogni gusto ed esigenza.
Anche la palette di colori è molto variegata, spaziando dalle calde tonalità del terracotta alle rilassanti sfumature del verde, fino ai toni più delicati e soft. (wallanddeco.com)


Inkiostro Bianco

Un incontro tra Africa e Italia. Possiamo riassumere così ART-AI, la nuova collezione di Inkiostro Bianco. Sei grafiche nate da una ricerca condotta dal designer Giuliano Ravazzini sulle antiche tecniche decorative delle tribù africane.
A caratterizzare la collezione ART-AI geometrie etniche, colori naturali e intarsi. Il tutto impreziosito dagli effetti di ossidazione del processo di macerazione. Il risultato sono vere e proprie opere d’arte su carta.
Per chi soffre il mal d’Africa e vorrebbe averne sempre un pezzo accanto a sé. (www.inkiostrobianco.com)


Wallpepper

Le nuove carte da parati di Wallpepper si ispirano al mondo della natura e alle sue meraviglie. Foreste, fiori, stelle, animali. Motivi decorativi che raccontano il nostro bisogno di riconnetterci con l’ambiente esterno.
Ogni grafica può essere declinata in uno dei materiali o sistemi Wallpepper Group a seconda del contesto di utilizzo. Le carte da parati WallPepper®/Group sono realizzate su misura, solo con materiali naturali, eco-compatibili, privi di PVC e certificati. (www.wallpepper.it)


Londonart

Da Londonart arriva Luxury Shit, l’irriverente collezione di carte da parati firmata da Toiletpaper. Una capsule collection che raccoglie le fotografie più iconiche di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Rossetti rossi, bocche giganti, fiori con occhi. Le immagini combinano suggestioni pop, motivi surrealisti, ossessioni sessuali. Un mondo dissacrante dove anche l’assurdo diventa reale.
Tutti i soggetti possono essere realizzati su supporti TNT con diverse goffrature, su Greenwallpaper, un nuovo supporto in TNT PVC free, oppure su supporti in fibre di vetro. (www.londonart.it)


Lelièvre Paris

Le montagne e i laghi ghiacciati del grande Nord, cascate e ruscelli, la Via Lattea. THE WALL CAPITOLO 3 di Lelièvre Paris richiama i paesaggi della Scandinavia e la magia delle costellazioni.
Il progetto comprende sei carte da parati e tre rivestimenti murali. Alcuni decori reinterpretano i modelli della linea di tessuti Signature BOREALIS, altri rileggono i pattern iconici delle collezioni precedenti del brand francese. I colori vanno dalle calde tonalità dell’ocra e del beige ai più freddi celadon e indaco. (lelievreparis.com)


Elena Carozzi

Le nuove carte da parati di Elena Carozzi ricordano la pittura di interni della tradizione post-impressionista francese.
I decori, ispirati a temi naturalistici, sembrano dipinti a mano. In realtà, si tratta di rivestimenti stampati in digitale, frutto di una ricerca sulle carte dipinte a mano condotta da Elena Carozzi nel corso degli anni. Con un accurato lavoro di scansione, controllo delle coloriture e stampa digitale di alta tecnologia, viene creato un prodotto dal forte carattere pittorico a metà tra arte e decorazione(www.elenacarozzi.com)


Misha

Carte da parati in pura seta dipinte e ricamate a mano. Parliamo delle tappezzerie del brand milanese Misha.
Il processo produttivo dei rivestimenti murali di Misha è completamente naturale. Per esempio, le colle non sono acriliche ma a base di amido naturale e permettono alla seta di venire applicata a parete, così da poterla rimuovere senza che venga danneggiata. Gli artigiani usano prevalentemente pigmenti naturali nella decorazione a mano.
Le grafiche spaziano dai repertori più decorativi al design più essenziale. La scelta dei colori per i fondi in seta, su cui vengono realizzati i decori a mano, è ampia e permette una completa personalizzazione. (www.mishawallcoverings.com)


Zambaiti Parati

Zambaiti Parati lancia la seconda collezione di carte da parati in collaborazione con Automobili Lamborghini. L’ispirazione viene dai dettagli delle supersportive, come la fibra di carbonio con cui si realizzano le scocche e molti elementi della carrozzeria. I colori vanno dal grigio al rame, fino alle diverse tonalità di verde.
Come in tutte le collezioni di Zambaiti, anche nella linea in collaborazione con Lamborghini giocano un ruolo importante il tridimensionale e l’effetto tattile. Caratteristiche che ben si adattano alla matericità tecnica di Lamborghini. (www.zambaitiparati.com)


Or.nami

Si chiama Graphic – Manifesto la collezione di carte da parati firmata da Terzo Piano per Or.nami. Una linea di wallpaper che rende omaggio agli skyline metropolitani e alle architetture contemporanee, reinterpretandole in chiave astratta e quasi metafisica.
A disegnare le tappezzerie verticalismi, tratteggi, rette ortogonali, intrecci e reticoli. Rigorosi grafismi che incontrano l’esuberanza dei colori, dando vita a geometrie ipnotiche e a prospettive illusorie. I colori giocano sui contrasti, combinando audaci accenti fluo con morbide tonalità soft. (www.ornami.it)


Ambientha

La solidità della pietra tradotta su carta. Possiamo riassumere così le carte da parati Stone di Ambientha. Una collezione dal carattere tattile, in cui la matericità della pietra è percepibile sulla parete grazie allo sfondo che ne preserva la trama, fedele alle imperfezioni della natura.
Stone è proposta in tre varianti di colore: Aventurine Stone, Turquoise Stone e Copper Stone. Tre tonalità intense perfette per dare carattere a interni dallo stile essenziale e contemporaneo.
La collezione è disponibile in diverse finiture e in formato fino a 960 x 320 cm. (www.ambientha.com)


antoniolupi

TRALERIGHE è la prima linea di carte da parati di antoniolupi. La collezione, disegnata da Gumdesign, nasce per il bagno ma può rivestire anche altri ambienti della casa.
I disegni di TRALERIGHE sono studiati su un algoritmo matematico. Il risultato sono rette orizzontali, verticali e oblique che si intersecano come fossero vive e in continuo movimento.
La collezione è formata da venti disegni in negativo e venti in positivo. Tutte le grafiche possono essere realizzate su supporto TNT con finitura vinilica o su supporto in fibra di vetro, a seconda delle esigenze. (www.antoniolupi.it)

GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLE
CARTE DA PARATI TRALERIGHE DI ANTONIOLUPI

Vasche da bagno di design? Ecco la nostra selezione. Fra forme tradizionali e riletture contemporanee.

“Un incontro con i pensieri, un appuntamento con la fantasia”.
(Luciano De Crescenzo, Così Parlò Bellavista)

È una nostra fedele compagna da secoli. È la protagonista di alcune scene cult della storia del cinema. È il simbolo per eccellenza del relax e dell’intimità. Parliamo della vasca da bagno, un elemento d’arredo iconico che è riuscito a rinnovarsi nel corso degli anni, e che ancora oggi tanti preferiscono alla doccia. Perché se la doccia è più pratica e veloce, e quindi più in linea con le esigenze contemporanee, il bagno è un piccolo lusso che sa donare un piacere impareggiabile.

Negli ultimi anni sono tanti i designer che hanno reinterpretato la vasca da bagno, attualizzandola sia nell’estetica che nei materiali. E sono tanti quelli che hanno proposto modelli compatti adatti anche ad ambienti molto piccoli.

Le possibilità di scelta per un bagno di design sono, dunque, davvero tante. Nella nostra ricerca ci siamo, però, concentrati in particolare sulle vasche da bagno “freestanding”. Le vasche che fanno bella mostra di sé anche in centro stanza, come sculture di design. Le vere eredi delle antiche tinozze in legno o metallo, da cui derivano le vasche da bagno contemporanee.

Ecco la nostra selezione.

 


ECCO LE PIÙ BELLE VASCHE DA BAGNO FREESTANDING DI DESIGN


Mastello, antoniolupi

Dimensioni compatte e massima attenzione all’ergonomia. È Mastello, la vasca da bagno in Flumood disegnata da Mario Ferrarini per antoniolupi. Con soli 135 cm, Mastello può essere installata in bagni dalle metrature ridotte, riuscendo comunque a ospitare al suo interno persone alte più di 195 cm. La seduta integrata e il bordo che si alza verso una delle estremità rendono la vasca funzionale e molto comoda (www.antoniolupi.it).

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA
VASCA DA BAGNO MASTELLO DI ANTONIOLUPI


Conca, Ideal Standard

Conca è la vasca da bagno progettata da Ludovica + Roberto Palomba per Ideal Standard. Una vasca per installazione a centro stanza dalle linee essenziali, perfetta per qualsiasi ambiente.
“Il nostro approccio è semplicissimo – racconta Roberto Palomba – qualità e design intuitivo con un occhio di riguardo al passato, garantendo al contempo i livelli di semplicità, purezza ed eleganza che soddisfano le esigenze della società moderna.”
Conca è in Ideal Solid, un materiale molto resistente, brevettato da Ideal Standard, composto da una miscela di resine e minerali naturali (www.idealstandard.it).


Immersion, Agape

Una reinterpretazione delle tradizionali tinozze di legno orientali. Possiamo riassumere così Immersion, la vasca da bagno firmata da Neri&Hu per Agape. Con le sue dimensioni compatte può essere installata anche in ambienti molto piccoli. Il progetto nasce infatti per rispondere alla drastica riduzione delle metrature degli appartamenti, causata dalla crescente densità di popolazione nelle città di tutto il mondo.
Immersion permette due posizioni differenti: una completamente immersi, l’altra più sollevata grazie alla seduta in legno iroko posizionata su uno dei lati (www.agapedesign.it).


Ribbon, Ex.t

Ribbon è la collezione di vasche da bagno di design disegnata da Sebastian Herkner per Ex.t. Come suggerisce il nome, il cuore del progetto è nella fascia in acciaio satinato, simile a un nastro, posta alla base. Un elemento funzionale e decorativo allo stesso tempo che dà personalità alla vasca e dona luminosità all’ambiente.
Ribbon è realizzata in LivingTec® ed è proposta in due varianti, con o senza fascia metallica alla base.‎ La collezione comprende anche un lavabo con struttura in acciaio o ottone  (www.ex-t.com).


Hammam, Rexa Design

Questa vasca da bagno freestanding fa parte della collezione Hammam disegnata da Monica Graffeo per Rexa Design. Una vasca dalle linee pulite e semplici realizzata in Shark, un materiale innovativo che si caratterizza per il suo effetto vellutato al tatto.
Hammam è disponibile in diverse colorazioni. Nella foto qui sotto, la vasca freestanding Hammam nella finitura Zenzero, una tonalità calda che si ispira alla terra e alla sabbia del deserto. (rexadesign.it)


Nouveau, Ex.t

Sempre di Ex.t è la vasca da bagno Nouveau. Un ampliamento della collezione firmata dalle designer Paola Vella ed Ellen Bernhardt, lanciata nel 2019. La vasca da bagno riprende le stesse linee di ispirazione Art Déco del resto della collezione.
Dalle dimensioni compatte e dalla forma circolare, la vasca può essere posizionata sia a parete che a centro stanza. Nouveau è realizzata in LivingTec®, un materiale resistente e piacevole al tatto, ed è proposta in bianco o in una delicata tonalità rosa cipria. (www.ex-t.com)

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A BERNHARDT&VELLA 


Reflex, antoniolupi

Reflex è la prima vasca da bagno trasparente di antoniolupi. È realizzata in Cristalmood, una resina di nuova generazione brevettata da antoniolupi, chiamata così per le sue caratteristiche di trasparenza e lucentezza. Il Cristalmood riflette infatti la luce come un cristallo, creando continue variazioni cromatiche.
La vasca è proposta in 10 varianti di colore: Fumè, Nebbia, Ocra, Bottiglia, Petrolio, Ginger, Cobalto, Sangria, Ambra e Lime. (www.antoniolupi.it)

Scopri di più sul Cristalmood, una straordinaria resina trasparente e colorata


Calle, Gruppo Geromin

Rettangolare o ovale. Sono queste le due forme di Calle, la vasca da bagno di Gruppo Geromin. Calle è realizzata in Tecnotek, un materiale innovativo morbido al tatto e piacevole alla vista. Può essere integrata con lo speciale idromassaggio a 12 getti airpool, che libera micro-bolle di aria, e con un rilassante sistema di cromoterapia. Il tutto viene gestito da una tastiera touch integrata a bordo vasca. La zona tecnica, sotto il piano d’appoggio, è ispezionabile grazie ai suoi pannelli di tamponamento calamitati. (gruppogeromin.com)


ARGA 180, Jacuzzi

Una vasca da bagno con cui provare le stesse sensazioni di una SPA. È ARGA® 180, la nuova vasca idromassaggio di Jacuzzi. Una vasca dal design pulito ed essenziale, che può essere installata a parete, incassata ad angolo o posizionata a centro stanza. E che può essere ampiamente personalizzata nelle finiture: dalla rubinetteria a bordo vasca alle pannellature del rivestimento.
A rendere speciale il progetto di Jacuzzi è, però, la tecnologia Swirlpool®, che genera un delicato vortice d’acqua che avvolge il corpo e scioglie ogni tensione. Una sensazione di relax accresciuta dai giochi di luce emessi dai LED integrati. (www.jacuzzi.it)


Val, Laufen

Le vasche da bagno freestanding Val, disegnate da Konstantin Grcic per Laufen, esaltano il potenziale creativo che si racchiude nei materiali. Val ha linee semplici e bordi sottili ed è disponibile in due forme diverse: ovale o rotonda.
La superficie bianca e vellutata delle vasche da bagno Val è molto resistente e allo stesso tempo facile da pulire. (
www.laufen.it)


Amiata, Victoria + Albert

Forme organiche ed eleganti per Amiata, la vasca da bagno che Meneghelli Paolelli Associati ha progettato per l’azienda inglese Victoria + Albert. Un design senza tempo che la rende adatta a ogni ambiente, sia classico che contemporaneo.
A rendere ancora più versatile la vasca l’aggiunta di un’ampia gamma di colori RAL. Oltre alle sei finiture di vernice standard esistenti, dal 2019 Amiata può essere personalizzata con ben 194 colori, disponibili in finitura lucida o opaca. (vandabaths.com)


Round Fisher, Boffi

Round Fisher di Boffi si aggiunge al precedente modello ovale, ispirato alla bellezza naturalistica di Fisher Island. Il progetto firmato da Piero Lissoni si caratterizza per la forma semplice e pulita. Un disegno archetipico pensato per contenere l’acqua e per accogliere il corpo, in piena sintonia con l’ambiente.‎
A vestire la vasca da bagno è il Corian®, un materiale piacevole al tatto che trasmette un senso di protezione. (www.boffi.com)


Morphing Collection, Zucchetti e Kos

Una rilettura contemporanea della classica vasca con i piedini. È Collection, il progetto di Ludovica+Roberto Palomba per Zucchetti e Kos. Le linee sono familiari perché rimandano a forme archetipiche impresse nella nostra memoria. Il materiale è invece l’innovativo Cristalplant, caratterizzato da un tocco morbido e vellutato.
Morphing Collection è disponibile anche nella versione bicolore white&red e white&black. (www.zucchettikos.it)


Febe, Ceramica Cielo

Febe è la vasca da bagno disegnata da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano per Ceramica Cielo. Essenziale e compatta, può essere installata sia a centro stanza sia lungo la parete, diventando una doccia.‎ I tratti distintivi della vasca sono i bordi asimmetrici e il comodo piano d’appoggio su un lato, dove riporre profumi, sali da bagno e saponi. Per il massimo del comfort. (www.ceramicacielo.it)


Belt, Arbi

Belt è la vasca da bagno di design firmata da Meneghello Paolelli Associati per Arbi Arredobagno. Una vasca freestanding dalle linee essenziali e arrotondate. Belt è realizzata in tekno, un materiale durevole e resistente, e ha la superficie opaca. Il nome “Belt” nasce dal bordo esterno che sembra stretto da una cintura. Un dettaglio che dà alla vasca una maggiore profondità e crea un interessante gioco di luci e ombre. (arbiarredobagno.it)


Ino, Laufen

La vasca da bagno Ino di Laufen è stata disegnata dal francese Toan Nguyen. Il design reinterpreta le forme classiche delle vasche. Il materiale è l’innovativa resina Sentec. Le pareti, leggere ma estremamente stabili e resistenti, sono il risultato dello stampaggio a parete unica.
La vasca freestanding Ino ha una silhouette slanciata, arricchita da un piccolo poggiatesta. (
www.laufen.it).


Rak-Cloud, RAK Ceramics

Linee sinuose e forme mutevoli come le nuvole. Parliamo di Rak-Cloud, la collezione creata da Giuseppe Maurizio Scutellà per RAK Ceramics. Una linea di vasche dal design morbido ed essenziale, perfetta per ogni stile.
‎Rak-Cloud è disponibile in due finiture – bianco opaco e bianco alpino lucido – e in 5 colori diversi. Le vasche da bagno sono realizzate in RAKSOLID, un materiale durevole composto da una miscela di minerali naturali e resine. (www.rakceramics.com)


BetteStarlet, Bette

Chiudiamo la nostra rassegna sulle vasche da bagno di design con le scenografiche vasche freestanding BetteStarlet. Una collezione che si caratterizza per il suo design minimale e il colore nero opaco. Una finitura chiamata “ebano” che dona alla vasca una presenza monolitica.
Le vasche BetteStarlet sono prodotte dall’azienda tedesca Bette e vengono realizzate in acciaio al titanio vetrificato. Un materiale composito, gradevole al tatto, igienico, duraturo e robusto, ideale per l’ambiente del bagno. Questa colorazione resiste ai raggi UV e resta inalterata nel corso degli anni. (www.bette.de)


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