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Le librerie divisorie di design sono l’ideale per delimitare gli ambienti senza rubare spazio e luce. Ecco la nostra selezione.

Dividere gli ambienti è una scelta a volte necessaria. Lo era ieri e lo è ancora di più oggi, in questo tempo sospeso in cui le nostre case sono diventate il cuore di tante attività. In molti casi, però, la soluzione migliore per dividere gli spazi non sono le pareti. Soprattutto nelle case piccole, dove un muro toglie luce e centimetri preziosi.

Per fortuna, le idee alternative per delimitare gli ambienti non mancano. E tra le soluzioni più versatili ci sono senza dubbio le librerie divisorie (conosciute anche come librerie bifacciali o freestanding).

Le librerie bifacciali sono un elemento divisorio leggero che garantisce una certa privacy, senza ostacolare il passaggio di luce. E possono essere utilizzate per diversi scopi: separare la zona pranzo dal salotto, dividere la camera da letto dalla zona giorno, schermare il bagno dalla camera da letto o qualsiasi altra esigenza abbiate.

Amate per la loro flessibilità, le librerie divisorie sono state spesso interpretate dai designer nel corso degli anni. Anche quando gli open space non erano ancora diffusi. Un esempio su tutti la libreria Veliero progettata da Franco Albini nel 1939 per il soggiorno della sua casa.

Negli ultimi anni, la varietà di librerie freestanding proposta dai brand di design è cresciuta a dismisura. Dalle essenziali librerie cielo-terra di Living Divani e Arflex alle preziose librerie in marmo di Salvatori e Franchi Umberto Marmi.

Ecco la nostra selezione.


Le più belle librerie divisorie di design


Veliero, Cassina

Apriamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie di design con un grande classico: Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Una libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica.
Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È però soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina.
Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Una tecnica costruttiva grazie alla quale ripiani in vetro sembrano galleggiare nello spazio. (www.cassina.com)

Joy, Zanotta

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioniJoy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire.
L’unicità di Joy è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C.
Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)

Ian, BertO

Ispirazione anni ’50 per Ian, la libreria modulare di BertO progettata da Castello Lagravinese Studio. Uno stile anni ’50 reinterpretato però con importanti novità stilistiche, come la scelta di una forma stondata al posto della più comune forma a sezione rettangolare.
Grazie al suo sistema componibile, Ian permette di creare progetti di interior design fortemente personalizzati. (www.bertosofas.co.uk)

Alba, Arflex

Leggera, elegante, versatile. Possiamo riassumere così Alba, la libreria bifacciale firmata da Bernhardt&Vella per Arflex. Una libreria per esporre e contenere dalla grande flessibilità compositiva.
A caratterizzare il progetto è il decoro geometrico creato dai ripiani a forma di mezzaluna.
I ripiani sono proposti in MDF laccato nero lucido o in vetro temperato nei colori fumè, verde e bronzo. La struttura di Alba è in alluminio anodizzato nero. (www.arflex.it)

Sailor, Living Divani

Si ispira al mondo nautico Sailor, la libreria cielo-terra disegnata nel 2019 da David Lopez Quincoces per Living Divani. Una libreria dalle linee semplici ideale per dividere un ambiente, senza appesantire.
Sailor è composta da sottili pali verticali in ottone e mensole create accostando a mano due essenze diverse.
Nel 2020 il concept si è arricchito con l’aggiunta dei contenitori con anta a ribalta. Per rispondere in modo ancora più flessibile alle esigenze della zona giorno o dell’ufficio. (livingdivani.it)

Shanghai, Alivar

Shanghai di Alivar è un pezzo icona della collezione HOME PROJECT. In questa nuova versione, la libreria viene presentata in una dimensione più grande – da 312 cm di lunghezza e 237 cm di altezza – per un effetto ancora più scenografico.
La struttura esterna è in rovere termotrattato oppure tinto nero. Le mensole irregolari che danno carattere alla libreria sono prodotte in Baydur strutturale espanso, rivestite poi in cemento spatolato grigio o laccato opaco. (www.alivar.it)

Colonnata, Salvatori

Una libreria freestanding preziosa come un gioiello. Parliamo di Colonnata, il progetto firmato da Piero Lissoni per Salvatori. A rendere speciale Colonnata sono i divisori in 10 tipologie di marmo: dal classico Bianco Carrara al Verde reale, dal Giallo Siena al Nero Marquinia. Una varietà di combinazioni cromatiche che rende la libreria Colonnata altamente personalizzabile.‎(www.salvatoriofficial.com)

Bookshelf, Cappellini

Ogni oggetto ha bisogno di uno spazio dal volume proporzionale alle proprie dimensioni. È da questa constatazione che nasce Bookshelf, la libreria disegnata da Shiro Kuramata per Cappellini. Bookshelf è infatti costituita da un modulo bifacciale composto da pannelli laccati bianco opaco, con vani tutti di ampiezza diversa.
La libreria può essere utilizzata singolarmente, come fosse una scultura, dare vita a una composizione a parete oppure trasformarsi in un elemento divisorio che lascia passare luce e aria. (www.cappellini.com)

Hexagon, Franchi Umberto Marmi

Una libreria autoportante, modulare e scultorea, composta da esagoni in marmo sovrapposti. Ecco raccontata in breve Hexagon di Franchi Umberto Marmi. Un sistema-libreria ampiamente configurabile, pensato per spazi flessibili.
L’impiego del marmo Calacatta, con le sue calde venature, dona morbidezza ai moduli e alla struttura. Per dividere e impreziosire gli ambienti.  (www.franchigroup.it)

Nima, Borzalino

Struttura in legno massello, dettagli in metallo, mensole in vetro. È da questo equilibrato mix di materiali che nasce Nima, la libreria modulare firmata da Andrea Andreatta per Borzalino. Una libreria cielo-terra leggera ed elegante, che può essere usata sia per contenere che per separare gli ambienti, lasciando però passare luce e aria. (www.borzalino.com)

Swing, Morelato

Si chiama Swing la libreria disegnata da Libero Rutilo per Morelato. Un sistema modulare con elementi accostabili o pensili di differenti dimensioni, adatto sia per ambienti moderni che per interni più classici.
Ogni elemento è disponibile nella versione a giorno, con ante o cassetti. La struttura è in legno di frassino tinto in varie tonalità. I ripiani interni sono in cristallo. Il tutto realizzato con grande cura artigianale. (www.morelato.it)

Orbis, Emmemobili

Una moderna piramide, un invito al gioco, un grande esempio di curvatura del legno. È Roue, la libreria bifacciale firmata da Elena Salmistraro per la collezione Orbis di Emmemobili.
Roue (dal francese ruota) è composta da tre grandi nastri sovrapposti, stabilizzati da una fascia metallica centrale, e da sei contenitori circolari pensati per contenere e decorare. (www.emmemobili.it)

Babele, Flou

Sono le antiche architetture Yemenite ad aver ispirato Babele, la libreria girevole di Flou.
La struttura, in metallo brunito opaco e legno finitura rovere caffè, è realizzata con soluzioni costruttive all’avanguardia. La colonna centrale integra luci LED e funge da asse di rotazione. Ad essa si agganciano quattro piani orizzontali con divisori verticali di altezze e profondità diverse, progettati per valorizzare l’esposizione di libri e oggetti. (www.flou.it)

Bosco, Mentemano

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Bosco, la libreria bifacciale di Mentemano, si ispira agli alberi e ai loro rami sottili.
La struttura in metallo verniciato a polvere nero opaco trasmette una sensazione di leggerezza, ulteriormente sottolineata dai cinque ripiani in CDF.
La libreria Bosco fa parte della collezione “Super” disegnata dall’architetto Nicola Gisonda. Una serie di prodotti dalle linee eleganti e minimali che comprende anche tavoli, sedie, appendiabiti, scrivanie, specchi e paraventi. (www.mentemano.it)

Dalton Chrome, Minotti

Forme semplici e decise, una combinazione di finiture e materiali ricercata. Sono questi gli elementi che caratterizzano la libreria Dalton Chrome di Minotti.
La libreria è proposta con una struttura in metallo Cromo Lucido in due varianti: ripiani in rovere nero sabbiato abbinati a schienali laccati lucidi nei colori Warm Grey o Granito oppure ripiani in palissandro Santos, con schienali laccati lucidi nei colori Bianco o Granito. (www.minotti.com)

Milonga, Miniforms

Chiudiamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie con Milonga, la libreria disegnata da Paolo Capello per Miniforms. Una libreria dalle linee esili che gioca con i colori dei tubi e l’assetto delle mensole.
‎La successione dei ripiani dona movimento alla libreria, ricordando le righe stampate sui quaderni che usavamo da bambini.
‎Ideale sia come libreria divisoria che come soluzione a parete. (www.miniforms.com)

LEGGI ANCHE LE PIÙ ICONICHE LIBRERIE DI DESIGN

Compatti e versatili, gli scrittoi di design sono la soluzione ideale per creare un angolo di lavoro in casa. Ecco la nostra selezione.


Lavori in smart working? Ti piacerebbe avere in casa una piccola scrivania dove poter navigare sul web, mandare mail o prendere qualche appunto? La soluzione potrebbe essere uno scrittoio di design. Un elemento d’arredo compatto e versatile che può inserirsi in qualunque angolo della casa.


Come nasce lo scrittoio?

Lo scrittoio (chiamato anche secrétaire in francese e writing desk in inglese) ha attraversato indenne i secoli, riuscendo a rinnovarsi ogni volta in base alle mutate esigenze delle diverse epoche.

In origine gli scrittoi erano semplici tavoli da lavoro e si trovavano soprattutto nei monasteri e nelle dimore nobiliari, dove abbellivano le camere o le biblioteche dei monaci e dei signori che si dedicavano allo studio e alla scrittura. Poi l’uso di questo complemento d’arredo si è allargato alle abitazioni della classe media. Ogni casa borghese ne possedeva uno, anche perché all’epoca l’unico modo per comunicare era la scrittura. E, con il passare del tempo, gli scrittoi si sono arricchiti con un piano inclinato, mensole e cassetti dove riporre carta, penna e calamaio oppure custodire libri e oggetti preziosi.


Solo agli inizi del ‘900, prima con l’Art Déco e poi con il Movimento Moderno, i secrétaire iniziano a ridurre le proprie dimensioni, per adattarsi alle metrature più contenute delle case moderne, e vengono alleggeriti nelle forme e nei materiali. Il loro aspetto diventa simile a quello degli scrittoi attuali.


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Gli scrittoi oggi

Lo scrittoio è, insomma, un arredo camaleontico, che è stato interpretato da numerosi designer. Dall’iconico scrittoio disegnato da Marcel Breuer nel 1935 al celebre Home Desk firmato da George Nelson nel 1958; dallo Scrittarello di Achille Castiglioni ai più recenti progetti di giovani brand.

Per questo abbiamo pensato di dedicare un approfondimento agli scrittoi di design. Per arredare con stile il vostro angolo studio o il vostro spazio per lo smart working, qualunque siano i metri quadri a vostra disposizione.


Come abbiamo fatto la selezione

La nostra selezione si divide in tre parti:

  1. Gli scrittoi di design contemporanei, per chi ama uno stile pulito e minimale.
  2. Gli scrittoi di design classici, per chi preferisce uno stile più decorativo, magari ispirato ai modelli del passato.
  3. Gli scrittoi di design salvaspazio, per chi vive in case piccole e deve organizzare un angolo per il lavoro smart.

 


I MIGLIORI SCRITTOI DI DESIGN CONTEMPORANEI


EDU, Vitra

Lo scrittoio EDU (Eames Desk Unit) è stato progettato da Charles e Ray Eames nel 1949, secondo i principi della produzione industriale. I designer svilupparono un sistema innovativo di mensole e scrivanie autoportanti e multifunzionali simili a quelli disegnati per la loro abitazione, la Eames House. Le linee sono essenziali. Una leggera struttura in metallo nero, ripiani in betulla naturale e pochi pannelli in alluminio colorato che fungono da protezione, creando due vani a giorno per disporre gli oggetti. La scrivania è regolabile in altezza per adattarsi a pavimenti irregolari. Lo scrittoio EDU è prodotto da Vitra. (www.vitra.com)


Tucano, Zanotta

Tucano è lo scrittoio disegnato da Monica Förster per Zanotta. Uno scrittoio essenziale ed elegante che rivela una grande attenzione per i dettagli. La struttura è in tubolare di acciaio piegato, verniciato nero opaco. Il piano è in cuoio, realizzato in un unico pezzo che si adagia e si adatta alla struttura, lasciandone scoperte alcune parti. L’invecchiamento del cuoio regalerà nel tempo alla superficie una patina caratteristica. (www.zanotta.it)


Era Scrittoio, Living Divani

Lo scrittoio Era porta la firma del giovane designer spagnolo David Lopez Quincoces. Si tratta di un arricchimento dell’omonima famiglia di complementi d’arredo di Living Divani. La struttura, esile e slanciata, è in tubolare d’acciaio in finitura “canna di fucile”, con piedini a contrasto in ottone. Il piano è impiallacciato in essenza. I fianchi e il frontale del cassetto sono colorati. (livingdivani.it)


62 Desk, Gubi

Progettato nel 1952 da Greta M. Grossman, lo scrittoio Desk 62 di Gubi è un vero capolavoro di design e funzionalità. Un progetto assolutamente innovativo per l’epoca. Con la sua struttura asimmetrica e le gambe esili, questa piccola scrivania sembra sfidare le leggi della gravità.

La sua forma è enfatizzata dall’abbinamento di colori e materiali. La struttura dello scrittoio è in noce americano naturale. Il piano di lavoro e l’anta che nasconde alla vista i cassetti sono in finitura nera lucida. Le gambe sottili in metallo poggiano su piedini sferici di legno, un tratto caratteristico della designer. (www.gubi.com)


Twain, Frag

Lo scrittoio di design Twain prodotto da Frag si ispira al funzionalismo dei primi del 900. Le sue linee sobrie e semplici ne fanno un complemento adatto a ogni stile, sia classico che contemporaneo.

Twain ha una struttura in acciaio brunito, con gambe arrotondate alla base. Il doppio ripiano, uno più grande per il lavoro e uno più piccolo per gli oggetti, è rivestito in pelle. Fra i due piani, una zona funzionale. Twain è un secretaire perfetto per l’home working. Il design è di Gordon Guillaumier.


Home Desk, Vitra

Home Desk è un grande classico del design. Parliamo dello scrittoio disegnato da George Nelson nel 1958. All’inizio pensato come secrétaire per signore, oggi è utilizzato soprattutto come postazione di lavoro per la casa. A comporre il progetto un piano in laminato bianco, sezioni laterali in impiallacciato di noce, struttura in acciaio e i caratteristici scomparti colorati. Una vivace nota decorativa che offre un pratico spazio per la cancelleria. (vitra.com)


Bureaurama, Magis

Uno scrittoio ridotto alla sua essenza. Bureaurama, il progetto di Jerszy Seymour per Magis, è una piccola scrivania pratica, leggera e resistente.

Realizzata in alluminio verniciato a polvere, è disponibile con lo sgabello coordinato (stessa forma, ma ovviamente più piccolo) oppure nella versione con top arrotondato. (magisdesign.com)

 


Companions, De la Espada

Semplice ed elegante. È Companions, lo scrittoio disegnato per De la Espada dallo Studioilse, lo studio di progettazione fondato dalla grande designer inglese Ilse Crawford. Grazie alle sue dimensioni ridotte, si adatta facilmente a qualsiasi angolo della casa. Il piano superiore si apre a ribalta per lavorare e, a fine giornata, si chiude per nascondere documenti e laptop. Companions ha un contenitore in sughero per riporre cavi, caricatori e spine. La struttura può essere in noce nero americano, in rovere bianco americano o in frassino europeo, oppure laccata in diversi colori. (delaespada.com)


Calamo, Zanotta

Calamo è un piccolo scrittoio per uso domestico, disegnato da Gabriele Rosa per Zanotta. Le sue dimensioni ridotte (misura solo cm 45 x 130) e la sua linea minimale lo rendono adatto a qualsiasi spazio. Ha la struttura e il piano in acciaio verniciato in tre possibili finiture: bianco, nero o grafite. Il top è rivestito in cuoio pigmentato. Dello stesso materiale anche il vano portaoggetti, accessibile da un’anta che si apre a ribalta. (zanotta.it)


Slab, Tom Dixon

Lo scrittoio Slab, disegnato da Tom Dixon, si ispira ai banchi di scuola in legno di epoca vittoriana. Questa piccola scrivania, perfetta per lavorare a casa, è in rovere massello (naturale o scuro) e si caratterizza per i bordi arrotondati. Sul piano, proprio come nei vecchi banchi di scuola, c’è la classica scanalatura portapenne e il foro per il calamaio, che nel caso dello scrittoio Slab diventa un pratico foro passacavi. (tomdixon.net)


Collector, Porro

Collector di Porro è uno scrittoio dal deciso sapore vintage, che unisce purezza delle linee e funzionalità. Il progetto è costituito da un’esile struttura a vista, un ponte in metallo, che sorregge il top e due vani simmetrici a cassetti. Piano di lavoro, cassetti e contenitori sono tutti realizzati in una insolita essenza: il legno di melo. Il design è di GamFratesi. (porro.com)

 


Missive, Exto

Missive è uno scrittoio disegnato da Sam Baron per Exto. Una elegante scrivania da camera con il piano di lavoro in noce Canaletto naturale o tinto. Il top, scorrevole e rivestito in cuoio, nasconde un vano porta documenti attrezzato. La struttura è disponibile in tre finiture: ottone lucido, nichel o bronzo. Le gambe, a sezione quadrata, terminano con piedini cilindrici in ottone. (www.extoworld.it)


Secret, Bontempi Casa

Lo scrittoio Secret, disegnato da Roccadadria Design per Bontempi Casa, si ispira al design degli anni ’70. Una piccola scrivania dalle linee minimali, caratterizzata da un mix di materiali diversi: legno, metallo, marmo e cuoio. Particolare è il vano segreto che compare sollevando l’elemento in marmo. Lo scrittoio Secret è disponibile in diversi colori e finiture. (bontempi.it)


WW Desk, Hayche

WW Desk è uno scrittoio di design minimale e colorato, disegnato da Alejandro Villarreal per Hayche. Realizzato in massello di rovere europeo, WW Desk è perfetto per ogni ambiente domestico. Tra le finiture disponibili: la versione in rovere naturale, quella più elegante con il bordo e le gambe nere, o l’ironica combinazione di Studio Makgill, con bordo rosso, piano in rovere e gambe blu. Ciliegina sulla torta, un cassetto integrato nascosto, protetto da un meccanismo di chiusura a scatto. (hayche.com)

 


Scrittarello, DePadova

Un richiamo ai vecchi banchi di scuola. È Scrittarello, il progetto ideato nel 1996 da Achille Castiglioni per DePadova. Un arredo della memoria che si adatta molto bene alle attuali esigenze di lavoro da casa. Gli angoli sagomati del piano, le due mensole laterali e il poggiapiedi rispondono all’ergonomia e alla funzionalità d’uso. (depadova.com)


Pegasus Home Desk, ClassiCon

Pegasus Home Desk è un piccolo e ingegnoso scrittoio per l’home working disegnato da Tilla Goldberg per ClassiCon. Un arredo che unisce l’eleganza di un design minimale alla funzionalità di una vera scrivania da lavoro. Il top è realizzato in pelle ad alto spessore e può essere arrotolato per accedere a una serie di scomparti organizzati. Il luogo ideale per nascondere laptop, smartphone, cancelleria, prese, caricabatterie o altri accessori. Inoltre, Pegasus Home Desk ha anche un ampio cassetto. La struttura può essere in acciaio verniciato a polvere, cromato o rivestito in pelle con cuciture a contrasto. Il frontale può essere in acciaio inossidabile brunito o in massello di noce. Il top, infine, è in pelle rinforzata con cuciture a contrasto ed è realizzato con le tecniche artigianali delle sellerie. (www.classicon.com)


Sagyo Desk, Ariake

Lavoro. È questo il significato di sagyo in giapponese. Ed è questo il nome scelto per lo scrittoio di Ariake. Una scrivania compatta adatta per lo studio, il living o la camera da letto, che può trasformarsi in una pratica toeletta con l’aggiunta di uno specchio e di una mensola magnetica. Un arredo multifunzionale per accompagnarci nel lavoro, così come nella nostra beauty routine quotidiana. (ariakecollection.com)


Secretaire S 1200, Thonet

Secretaire S 1200 si ispira alla collezione dei mobili classici in tubolare d’acciaio di Thonet, progettati durante il Bauhaus. La sua inclinazione è studiata per consentire di alzarsi comodamente anche nel caso in cui il secretaire sia collocato in un corridoio o in una nicchia. Proposto in diverse varianti e con accessori opzionali (portapenne, portadocumenti, leggìo multifunzionale), S 1200 permette numerose personalizzazioni. (it.thonet.de)

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Clyde, Ligne Roset

Lo scrittoio Clyde è stato disegnato dallo studio francese Numéro111 per Ligne Roset.
Si ispira alle linee asciutte e geometriche degli anni ’50 ed è realizzato in acciaio ottonato o laccato nero. Il ripiano inferiore è in MDF impiallacciato in rovere nero, quello superiore è in grès ceramico effetto marmo nero lucido. (ligne-roset.com)


Shelter, Northern

Forme aerodinamiche per Shelter, lo scrittorio disegnato da Yonoh per il brand norvegese Northern. Il suo design è pulito ed essenziale. Il piano dello scrittoio, impiallacciato in rovere, è delimitato da un avvolgente schermo in acciaio traforato. Le gambe sono in acciaio. (northern.no)


Torta, Porventura

Lo scrittoio Torta ha una caratteristica che lo rende unico: le linee storte della sua struttura. Non preoccupatevi, però. Il piano di lavoro resta dritto! Una sfida al design convenzionale. Disponibile in rovere o in noce americano, il tavolo da lavoro Torta dispone di una serie di scomparti e di un cassettino. Progetto di Miguel Soeiro per Porventura. (porventura.pt)


Studio, Bene

Si chiama Studio questo scrittoio dal design minimale ma deciso. Fa parte di un sistema modulare, che permette di creare un ambiente di lavoro adatto sia all’ufficio tradizionale sia all’home office. Le gambe sono in tubolare metallico curvato. Lo scrittoio Studio ha un doppio piano che diventa anche un pratico contenitore per fogli, computer portatile e piccoli oggetti. Design, Thomas Feichtner. (bene.com)


Copenhague/CPH 190, HAY

Una struttura verticale pensata per sostenere agende e libri: è questo l’elemento che caratterizza Copenhague, la serie disegnata dai fratelli Bouroullec per il brand danese HAY. Grazie a questo elemento, la superficie rimanente può essere impiegata solo come spazio di lavoro, rendendo la scrivania più compatta e funzionale. Perfetta per arredare l’home office, Copenhague può essere utilizzata anche in ufficio. (hay.dk)


Tapparelle, Colé Italia

Tapparelle, la scrivania disegnata da Emmanuel Gallina per Colé Italia, ricorda i mobili da ufficio degli anni ’50. Lo scrittoio è accompagnato da un vano contenitore a chiusura scorrevole, che si ispira alle case degli scrittori della metà del secolo scorso. La collezione comprende anche diverse tipologie di mobili contenitori e un box da appendere alla parete. Disegnato nel 2012, nel 2019 Tapparelle si è arricchito di nuovi colori: rosso ciliegia, nero, giallo zafferano e verde salvia. (www.coleitalia.com)


Bridge Desk, Wewood

Bridge Desk è la scrivania firmata dal designer portoghese Christophe de Sousa per Wewood. Un omaggio a Porto, l’unica città europea con 6 ponti. Il cuore del progetto sono gli archi in metallo che “uniscono” le due gambe dello scrittoio (un riferimento alle strutture sui ponti di Porto). Bridge Desk è in legno di quercia o di noce ed è contraddistinta da linee arrotondate e levigate. Ha ottenuto la medaglia di bronzo per la categoria Interior Furniture dell’European Product Design Award. (wewood.eu)


Concierge, Wewood

Sempre del brand portoghese Wewood, lo scrittoio salvaspazio Concierge disegnato da Antonio Gardoni e Federico Castelli. Una struttura in metallo sorregge un corpo in rovere, con tre cassetti e uno scomparto in legno sagomato dove riporre la cancelleria.

Sul top, un oblò girevole dà l’accesso rapido a uno scomparto interno e può essere usato anche come passacavi. (wewood.eu)


Strata, Tonelli Design

Vetro. È questo il materiale scelto da Karim Rashid per Strata, lo scrittoio che il designer egiziano ha firmato nel 2009 per Tonelli Design. Una piccola scrivania in vetro trasparente, con schienale fumé, dotata di un comodo piano estraibile in legno laccato bianco. La sua leggerezza visiva rende Strata una presenza discreta, ideale per diversi ambienti. (tonellidesign.it)


Micke, Ikea

Micke è uno scrittoio per l’home office disegnato da Henrik Preutzper per Ikea. Semplice, funzionale e soprattutto molto economico, permette di tenere cavi e prese a portata di mano ma nascosti alla vista, grazie all’apposito foro passacavi inserito nel piano. Micke è disponibile in due colori (bianco e marrone-nero) e in due dimensioni. Quella più grande (nella foto qui sotto) può ospitare anche 2 persone. Tra gli accessori, una pratica cassettiera che si integra perfettamente sotto il top. Micke si può collocare anche al centro della stanza, poiché il pannello di fondo è rifinito. (Ikea.it)


925 Desk, Philipp Aussem

Concludiamo la rassegna sugli scrittoi di design contemporaneo con una scrivania flessibile che ha vinto un importante premio di design: Scrittoio 925 dello studente svedese Philipp Aussem. Un progetto che nel 2019 ha vinto il Northern Design Award, battendo oltre 400 progetti provenienti da tutto il mondo. Il design della 925 Desk parte da un dato oggettivo: l’home office è un modo di lavorare in costante crescita e sempre più apprezzato dalle persone. Per questo è diventato necessario poter passare rapidamente dalla modalità lavoro alla quotidianità domestica.

Per i giudici del Northern Design Award, lo scrittoio 925 è la perfetta combinazione di una scrivania per l’home office e un tavolo per il tempo libero. Il nome 925 si legge “Nine to Five”, dalle 9 alle 5. Quando la giornata inizia, alle 9, basta sollevare il meccanismo a molla per aprire lo spazio di lavoro. Alle 5, quando termina l’orario di lavoro, con un semplice movimento della mano si chiude la scrivania, lasciandosi il materiale di lavoro e lo stress alle spalle. Proprio come quando si chiude la porta dell’ufficio.

Scopri tutti i premi del Northern Design Award 2019


2. GLI SCRITTOI DAL DESIGN CLASSICO


Allegory Desk, Gebrüder Thonet Vienna

Paglia di Vienna e faggio curvato a vapore. I materiali iconici di Gebrüder Thonet Vienna sono interpretati con uno sguardo contemporaneo in Allegory, lo scrittoio firmato da GamFratesi. Il legno curvato costituisce la struttura della scrivania e incornicia l’ampio schermo rotondo in paglia di Vienna. Un elemento che da decorativo diventa funzionale, permettendo di agganciare al suo intreccio post-it e piccoli oggetti. (gebruederthonetvienna.com)


Golia, Borzalino

Sofisticato ma versatile. Parliamo di Golia, lo scrittoio disegnato da Andrea Andreatta per Borzalino. La struttura di Golia è in legno massello di rovere laccato, con dettagli in metallo. Il piano è in impiallacciato di rovere laccato. Il sottomano in pelle naturale. Un eclettico mix di materiali, dove sono i dettagli a fare la differenza. (www.borzalino.com)


Archè, Frigerio

Disegnato da Umberto Asnago per Frigerio, Archè writing desk unisce l’eleganza di un prodotto di qualità artigianale alla praticità di un arredo flessibile. La struttura è in legno massello. Il top è rivestito in cuoio, con cuciture a vista tono su tono, oppure in grès porcellanato effetto marmo. A rendere più pratico lo scrittoio un cassetto, un vano a giorno sul fronte e una mensola con scomparti porta oggetti. (frigeriosalotti.it)


Isaac, Promemoria

Isaac è lo scrittoio disegnato da Romeo Sozzi per Promemoria. Ha linee classiche ma minimali, ed è compatto e funzionale. Isaac ha la struttura e i 2 cassetti in legno, disponibili in diverse essenze. Gli accessori removibili, il rivestimento del top e l’interno dei cassetti sono in pelle. (www.promemoria.com)

 


Scribe, Alivar

Scribe è un secretaire disegnato da Giuseppe Bavuso per Alivar. Ha una struttura in legno massello in 2 possibili finiture: rovere verniciato o noce nazionale. Il top, rivestito in pelle, nasconde un vano portaoggetti. Può essere accessoriato con una piccola mensola portaoggetti e uno specchio. (alivar.it)


Relevè, Presotto

Una piccola scrivania domestica che si caratterizza per la linea divergente delle sue gambe. Non a caso, lo scrittoio Relevè di Presotto porta il nome di una figura della danza classica: il movimento in cui le ballerine si sollevano sulle punte dei piedi. La struttura può essere in tre essenze: noce Canaletto, rovere dark e rovere tabacco. Il piano è rivestito in pelle. (presotto.com)


Bellagio, Morelato

Struttura in legno di frassino e piano a ribalta in pelle, sotto cui si nasconde un pratico spazio contenitivo. È Bellagio, lo scrittoio disegnato da Libero Rutilo per Morelato. Un arredo funzionale ed elegante che si può adattare a qualsiasi ambiente e stile. Il rivestimento in pelle è proposto in diversi colori. Sceglietelo in una tonalità naturale per un look sofisticato, rosso per introdurre un tocco pop. (www.morelato.it)


Victor & Victoria, Dom Edizioni

Si chiamano Victor e Victoria, proprio come il/la protagonista dell’omonimo musical di Blake Edwards… In realtà, sono la versione maschile e femminile dello stesso scrittoio, disegnato da Kaki Kroener e proposto da Dom Edizioni.
Victor si ispira alle linee degli anni ’40. Essenziale ed elegante nelle forme, è realizzato in legno con finitura nera o ebano. Il top può essere rivestito in pelle. Dispone di tre cassetti con le maniglie in finitura avorio, come i puntali delle gambe.
Victoria è la versione femminile dello scrittoio Victor. Stesso design e stessa ispirazione anni ’40. Ma Victoria è un perfetto “bureau de dame”, da usare anche come mobile da toilette. In più, questo scrittoio ha un’alzatina con altri 2 cassetti e un vano a giorno per gli oggetti. (www.domedizioni.com) 


Il Leccio, Vitolupo

Il Leccio è uno scrittoio dalle linee classiche prodotto da Vitolupo. Ispirato ai vecchi secretaire di inizio Novecento, Il Leccio si caratterizza per le tre serrandine in legno massello che nascondono altrettanti vani attrezzati. Il piano per la scrittura, nella parte centrale, è estraibile. La scocca è rivestita in pelle e si accosta a parti in essenza pregiata. Le esili gambe terminano con puntali in ottone.


3. I MIGLIORI SCRITTOI DI DESIGN SALVASPAZIO


Fju, Living Divani

Fju, lo scrittoio ribaltabile disegnato da Kaschkasch per Living Divani, è un vero capolavoro di ottimizzazione dello spazio.

Bello e intelligente, con un semplice movimento si trasforma da scrittoio a espositore a parete per oggetti, libri o riviste. E, una volta finito di lavorare, si solleva il top e l’ingombro scompare. Fju è in rovere disponibile in due finiture: naturale e scuro. (livingdivani.it)

 


Creativo, Filippo Mambretti

Creativo è un mobile-scrittoio dal design minimale, nato nel 2020 per rispondere alla necessità di trovare in casa spazi per lo smart working e per la didattica a distanza. L’anta a ribalta, che ingloba anche una pratica luce a emissione diffusa, nasconde il piano di lavoro dopo l’uso. Nella parte bassa del mobile è stata inserita una seduta estraibile che incorpora una piccola libreria.

Disegnato da Filippo Mambretti per Zelo 21, Creativo è un vero complemento d’arredo smart. Lo apri, lo usi, lo chiudi e lo sposti da un ambiente all’altro, grazie alle rotelle a scomparsa alla base della scrivania e della seduta.
Creativo è realizzato in multistrato di betulla fenolico nella finitura nero mordente o naturale.

www.zelo21.com, www.filippomambretti.com


Rail Desk, Menu

Per progettare Rail Desk per Menu, il designer giapponese Keiji Ashizawa ha analizzato il modo in cui usiamo lo spazio e il modo in cui gli oggetti di design possono essere adattati per svolgere diverse funzioni. Rail Desk è uno scrittoio minimale, dal design pulito ed essenziale. Zen, potremmo dire. A comporre il progetto una staffa in acciaio e un piano in rovere, naturale o tinto. Punto. Rail desk nasce come scrittoio per piccoli spazi, ma può essere anche un piano d’appoggio o una mensola per esporre libri o oggetti. (menuspace.com)

 


Face a Face, Fermob

Disegnato qualche anno fa da Pascal Mourgue per Fermob, Face a Face è stato recentemente rivisitato in chiave “digital”. Il designer francese, che si era formato come ebanista presso la scuola di Boulle, lo aveva progettato ispirandosi ai secretaire in legno del 18° secolo.

Quando si finisce di lavorare, basta chiudere la ribaltina e tutto scompare in un ingombro di pochi centimetri. Lo scrittoio Face a Face è stato aggiornato per adattarlo al modo di lavorare contemporaneo. L’esterno è rimasto uguale. All’interno sono stati inseriti i dispositivi necessari per le connessioni elettriche e informatiche. Lo scrittoio è disponibile in nero, con gli accessori interni in tre colori: verde, rosso e giallo miele. (fermob.com)


U Desk, Lozi

Un po’ mensola, un po’ scrittoio. Parliamo di U Desk, un intelligente complemento d’arredo pensato dal brand londinese Lozi per lo smart working. Lo scrittoio U Desk, progettato appositamente per chi vive in abitazioni di piccole dimensioni, aiuta a massimizzare lo spazio creando in casa soluzioni intelligenti. U Desk fa parte di una collezione più ampia realizzata in compensato curvato. (lozidesigns.com)


Pill Writing Desk, Emko

Pill Writing Desk è uno scrittoio “sospeso”, discreto e funzionale, disegnato da Dalius Razauskas per Emko. Composto da un cerchio, è diviso in 3 sezioni chiuse da altrettante ante. L’anta superiore, ribaltandosi, si trasforma in una pratica scrivania circolare. Le due ante inferiori nascondono dei contenitori attrezzati, utili per celare alla vista gli accessori per il lavoro. Bill Writing Desk è disponibile in 4 colori. (emko.it)


Bureau, Casamania Horm

Bureau è uno scrittoio moderno e flessibile, disegnato da Esa Vesemanen per Casamania Horm. Un tavolino da lavoro e da scrittura ideale per le piccole abitazioni o per gli spazi polifunzionali. Una volta terminato il lavoro, Bureau si richiude su sé stesso, nascondendo al suo interno tutti gli strumenti di lavoro e lasciando la stanza in perfetto ordine. (horm.it)


Articolo, Maisons du Monde

Uno scrittoio salvaspazio, intelligente e diverso dagli altri. È ARTIC, una piccola scrivania ad angolo che arreda e ottimizza le zone meno sfruttate della casa: gli angoli. Per risparmiare spazio e crearsi un angolo di lavoro in casa discreto e poco ingombrante. Il top in MDF bianco presenta due cassetti e un vano a giorno. Le sue 3 gambe sono in rovere chiaro naturale. (www.maisonsdumonde.com)


XLIBRIS, Sibast Furniture

XLIBRIS è una mensola-scrittoio salvaspazio progettata dall’artista Kasper Eistrup per la storica azienda danese Sibast Furniture. Il suo stile essenziale e le dimensioni ridotte rendono la collezione adatta a ogni genere di abitazione. Nonostante la sua apparente semplicità, lo scrittoio XLIBRIS è ricco di piccoli dettagli artigianali e funzionali. Ad esempio, è assemblato senza viti a vista. Inoltre, ha una presa integrata nascosta che consente di ricaricare il laptop e lo smartphone o di collegare una lampada da tavolo. La collezione comprende anche una mensola che può essere abbinata allo scrittoio, per creare un angolo smart office attrezzato. (sibast-furniture.com)


ÉCRAN, Hetch Mobilier

Il pratico e multifunzionale scrittoio Écran del laboratorio artigianale Hetch Mobilier è un complemento di design perfetto per chi dispone di poco spazio in casa.
Écran si caratterizza per le linee tondeggianti e per lo specchio retroilluminato con luce a LED, che lo rende adatto anche a mobile toilette.
Pratico e ideale per creare in casa uno spazio di lavoro ridotto ma funzionale. Lo schienale in acciaio può essere utilizzato per fissare foto o fogli di lavoro con dei piccoli magneti.

Il piano di lavoro a ribalta è in rovere massello. Quando non serve più, il top si solleva con l’aiuto di cilindri idraulici e mette in mostra lo specchio retrostante e una pratica mensolina (hetchmobilier.shop/fr).


Desk 36e8, Lago

Disegnato da Daniele Lago, Desk 36e8 è un mobile contenitore compatto che, all’occorrenza, si trasforma in scrittoio. Grazie alla sue forme ridotte ed essenziali, può essere sistemato in salotto o nell’ingresso, nello studio o in camera da letto. Quando serve un piano di lavoro, basta aprire la ribaltina e Desk 36e8 si trasforma da madia in comoda scrivania.

Il nuovo Desk 36e8 è stato progettato per unire le esigenze dell’abitare a quelle del lavorare in casa e nasce dall’incontro con l’iconico modulo 36e8. Lo scrittoio a ribalta, quando è aperto, offre sufficiente spazio per lavorare. Una volta chiuso, nasconde alla vista computer, accessori e documenti vari. Uno scrittoio salvaspazio, pratico e richiudibile. L’interno integra un sistema di illuminazione a LED e le prese elettriche. Il Desk 36e8 è personalizzabile in tutti i colori LAGO. (www.lago.it)


SCOPRI ANCHE I DIVANI DI DESIGN PER I LAVORATORI NOMADI

Le librerie di design più iconiche? Fra modelli scultorei e scaffali modulari, ecco 13 grandi classici.

Possono essere essenziali o scultoree, a parete o da centro stanza, modulari o fisse. L’unica cosa certa è che si tratta di uno degli arredi più versatili e più amati da sempre. Parliamo delle librerie. Un mobile che, nell’ultimo secolo, è stato oggetto di interesse da parte di tanti designer. Da Marcel Breuer a Vico Magistretti, da Ettore Sottsass a Ron Arad e Philippe Starck, tutti i grandi progettisti hanno legato il proprio nome a una libreria.

Le librerie più comuni sono quelle modulari, studiate per poter crescere nel corso degli anni. Si tratta di modelli molto semplici, caratterizzati da forme ortogonali, ideali per chi ama riempire gli scaffali di libri, riviste e oggetti del cuore. Chi, invece, preferisce esporre solo pochi oggetti o qualche volume da collezione può puntare su librerie dal carattere scultoreo, dove la forma prevale sulla funzione. O ancora, scegliere una versione da centro stanza per dividere un ambiente.

Qualche esempio? Bene, abbiamo raccolto le 13 librerie di design più iconiche del secolo scorso. Dal Veliero fatto di aria e luce di Franco Albini alla Nuvola pieghevole di Vico Magistretti, dal castello con le carte di Pierre Paulin all’omino con le braccia sollevate di Ettore Sottsass.

Ecco la nostra selezione.


LE LIBRERIE DI DESIGN PIÙ ICONICHE 


B22, Thonet, 1928

Tubolare d’acciaio. È sufficiente nominarlo per far scattare l’associazione con i mobili del Bauhaus, la celebre scuola tedesca di design, arte e architettura fondata da Walter Gropius nel 1919. Un esempio è lo scaffale B22 disegnato nel 1928 da Marcel Breuer, uno degli esponenti di spicco del movimento tedesco (è sua la mitica poltroncina Wassily diventata uno dei simboli del Bauhaus!). Essenziale ed elegante, B22 è costituito da una struttura in tubolare d’acciaio cromato ed elementi in faggio o frassino, in finitura naturale o verniciato a poro aperto. (it.shop.thonet.de)


Veliero, Cassina, 1939

Aria e luce: sono questi gli elementi costitutivi di Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È, però, soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina. Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Grazie a questa tecnica costruttiva, ripiani in vetro sembrano infatti galleggiare nello spazioUna libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica. Il nome? Fu scelto dalla designer Franca Helg, socia di Albini, per il richiamo della libreria alla carpenteria nautica. (www.cassina.com)


Storage Unit, Vitra, 1949

Storage Unit (ESU) è il sistema di scaffali di Vitra, disegnato da Charles e Ray Eames nel 1949. Nato per gli uffici, grazie alla sua multifunzionalità Storage Unit è diventato un arredo molto usato anche negli ambienti domestici. La libreria è composta da una griglia in metallo su cui possono essere fissati ripiani, contenitori e cassettirealizzati in diversi materiali. Molto ricca è anche la palette di colori. Accanto a quelli originali la designer olandese Hella Jongerius ha definito una nuova tavolozza, che interpreta in chiave contemporanea lo spirito degli anni 40/50. Il sistema di scaffali si può combinare con la scrivania Eames Desk Unit (EDU). (www.vitra.com)


Libreria ELEGIE, MisuraEmme, 1949

Un’architettura rigorosa e funzionale. È ELEGIE, il progetto firmato da Ignazio Gardella nel 1949, rieditato da Misuraemme. Composta da pezzi seriali, che si possono combinare in totale libertà, ELEGIE è una delle prime librerie modulari della storia. La struttura è costituita da montanti verticali in metallo preforati, con piastre e bulloni per l’ancoraggio a parete. I ripiani sono disponibili in due profondità. Quelli profondi 460 mm si possono utilizzare come scrittoi o base per la TV. In larghezza ELEGIE si compone accostando i singoli moduli. (www.misuraemme.it)


String, String Furniture, 1949

Uno scaffale che è un grande classico del design scandinavo. È String, il sistema modulare disegnato nel 1949 dall’architetto svedese Nils Strinning, Uno scaffale versatile e pratico, contraddistinto da un design pulito ed essenziale. L’elemento che rende subito riconoscibile uno scaffale String Pocket? I due pannelli laterali simili a una scala. Due esili scale che corrono lungo la parete, su cui si inseriscono tre mensole, che possono essere regolate in altezza. Flessibile, pratico e proposto in tante varianti di colore, String si adatta a qualsiasi ambiente: studio, cameretta, cucina, living e finanche bagno. Si possono creare composizioni grafiche a parete, affiancando diverse mensole String, in orizzontale o in verticale. (stringfurniture.com)


Sistema Universale di scaffalatura 606, Dieter Rams, 1959

Il Sistema Universale di Scaffalatura 606 di Dieter Rams nasce nel 1959. Il tratto distintivo della libreria è nella sua essenzialità. Un’essenzialità che la rende incredibilmente attuale ancora oggi. Il progetto si compone di montanti in estruso di alluminio, con piani e mensole molto sottili, realizzati sempre in alluminio. Proposta in tre versioni – sospesa, a parete o da posizionare a centro stanza – 606 può essere attrezzata con cassettiere, ripiani e finanche con aste appendiabiti. Per trasformarsi in una pratica ed elegante cabina armadio. (www.depadova.com)


Albero, Poltrona Frau, 1959

Albero è un progetto di Gianfranco Frattini della fine degli anni ‘50, rieditato nel 2015 da Poltrona Frau. Si tratta di una libreria “terra-soffitto” pensata per il centro stanza, caratterizzata da un complesso lavoro di ebanisteria. Proprio come un albero, la libreria di Frattini è composta da un “tronco” centrale intorno a cui si dispongono gli scaffali. Una vera scultura che, tra l’altro, può essere ruotata a 360°. La struttura portante è in legno massello di noce Canaletto con incastro a cremagliera. Le mensole sono in legno impiallacciato.‎ I puntali, a soffitto e a terra, sono in ferro verniciato.‎ (www.poltronafrau.com/it)


Libreria Elysée, Magis, 1968

Il nome ci racconta già un po’ della sua storia. La libreria Elysée è infatti disegnata dal francese Pierre Paulin per l’appartamento del presidente François Mitterand, all’interno dell’Eliseo a Parigi. Si tratta di una libreria impilabile realizzata in multistrato di acero curvato, in finitura naturale o wengé. Una libreria molto funzionale, dunque. Ma non solo. Simile a un castello fatto con le carte, Elysée è un oggetto scultoreo bello anche senza libri. È prodotta da Magis. (www.magisdesign.com)


Nuvola Rossa, Cassina, 1977

Creare una libreria basata sul meccanismo della scala a pioli. È questa l’idea che guida Vico Magistretti fin dal 1946. Un lungo percorso di ricerca che lo porta nel 1977 alla progettazione di Nuvola Rossa, la libreria “pieghevole come una sedia a sdraio”. Già, Nuvola Rossa ha una struttura pieghevole e, una volta chiusa, è proprio a una scala a pioli che fa pensare. La peculiarità del progetto è nelle diagonali di controventatura che sostengono i ripiani, senza bisogno dei fianchi. Una tecnica costruttiva unica che ha reso Nuvola Rossa una delle librerie più iconiche della storia del design. La libreria è disponibile in faggio evaporato naturale o laccato ed è prodotta da Cassina. (www.cassina.com)


Carlton, Memphis, 1981

Forme geometriche dai colori vivaci che richiamano l’immagine di un uomo con le braccia sollevate. Ecco Carlton, la mitica libreria disegnata da Ettore Sottsass nel 1981, diventata il simbolo per eccellenza del gruppo Memphis (il celebre collettivo fondato dallo stesso Ettore Sottsass agli inizi degli anni 80). Libreria, dicevamo, ma anche e soprattutto opera d’arte o totem. In Carlton infatti la forma prevale nettamente sulla funzione. Carlton è realizzata in legno laccato policromo e laminato plastico ed è prodotta da Memphis Milano. Ogni pezzo è accompagnato da un certificato di autenticità. (www.memphis-milano.com)


Joy, Zanotta, 1989

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioni. Joy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire. La sua unicità è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C. Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini, da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)


Mac Gee, Baleri Italia

Un grande classico, disegnato nel 1984 da Philippe Starck per Baleri Italia. Si tratta di Mac Gee, la libreria modulare e componibile all’infinito. La genialità del designer francese riduce la libreria all’essenziale. Un montante ancorato alla parete e 5 piani di profondità decrescente. Tutto qui!
Realizzata in lamiera d’acciaio verniciata con polveri epossidiche, Mac Gee è disponibile nei colori nero opaco, bianco e argento metallizzato. (www.baleri-italia.it)


Bookworm, Kartell, 1993

Libreria o oggetto decorativo? Bookworm, il progetto firmato da Ron Arad nel 1993, è entrambe le cose. Questa libreria a parete, infatti, non ha bisogno dei libri per dimostrare il suo carattere. Pensata originariamente in metallo, Bookworm è stata realizzata in tecnopolimero dopo l’incontro con Kartell. L’idea rivoluzionaria di Arad è stata quella di sostituire le tradizionali forme ortogonali delle librerie con una forma sinuosa. Le linee ondulate di Bookworm possono assumere diverse configurazioni, senza compromettere funzionalità e resistenza. La libreria può, infatti, sostenere un carico di circa 10 kg per ogni supporto. È disponibile in tre differenti lunghezze. (www.kartell.com)


GUARDA ANCHE LE LAMPADE DA SCRIVANIA PIÙ ICONICHE

 

Ecco I vincitori del Northern Design Award 2019

Il prestigioso Northern Design Award 2019, il premio di design istituito nel 2012 dalla celebre azienda scandinava, ha finalmente assegnato i suoi attesissimi premi.

Guarda la nostra pagina dedicata a tutti i premi e contest di design italiani e internazionali

Il primo premio del Northern Design Award 2019

Dopo aver ricevuto oltre 400 proposte da 150 designer diversi, il Northern Design Award 2019 ha scelto l’oggetto di design più bello e più vicino allo spirito nordico e allo stile del brand norvegese.

Il primo premio è andato allo scrittoio 925 Office Desk, disegnato da Philipp Aussem.

Un prodotto pensato appositamente per l’home office, un tema molto attuale in quanto il lavoro in casa ormai è diventato una necessità quasi per tutti. 

Lavorare in casa senza avere uno spazio dedicato porta, però, al problema di non riuscire a separare lavoro e tempo libero. Inoltre, creare uno spazio attrezzato per un ufficio in casa di rado si inserisce armoniosamente nell’arredamento. È necessario, dunque, un semplice e rapido passaggio tra i due mondi, per salvaguardarli entrambi.

Guarda la nostra selezione di scrittoi di design

925 Office Desk, il progetto vincitore assoluto del Northern Design Award 2019, rappresenta la perfetta fusione tra una pratica scrivania e un tavolo per il tempo libero.

Basta sollevare il meccanismo a molla per aprire lo spazio “ufficio”. Una volta terminato il lavoro, un semplice movimento chiude di nuovo la scrivania così da far scomparire dalla vista tutto il materiale di lavoro. Un’azione anti stress per lasciarsi il mondo del lavoro alle spalle, proprio come quando si chiude la porta dell’ufficio.

La giuria ha premiato il modo in cui il designer Philipp Aussem è riuscito a interpretare anche simbolicamente questo rituale, in cui l’atto fisico di trasformare il tavolo diventa simbolo dell’entrare e uscire dal lavoro. Lo stesso nome 925 (Nine-Two-Five) riporta alla memoria l’orario d’ufficio: dalle 9 alle 5 (Nine to Five).

Philipp Aussem, che sta completando un master in Industrial Design all’Università di Lund (Svezia), ha progettato 925 Office Desk durante i suoi studi e ha realizzato da sé il prototipo.

Il secondo premio del Northern Design Award 2019

Il secondo premio è andato alla sedia Framework Chair di Simo Lahtinen.

Caratterizzata dalla pulizia delle linee, la Framework Chair si distingue per il suo design semplice e minimale, senza elementi inutili. Una sedia comoda, leggera e funzionale, ma soprattutto bella. Framework Chair, a detta dei giurati, “soddisfa i sensi con la sua silhouette equilibrata e sottile. Il design moderno e minimalista lo rende un complemento perfetto per qualsiasi ambiente”.

Il terzo premio del Northern Design Award 2019

Il terzo premio è andato all’attaccapanni Beetle di Lola Buades.

Beetle è un gancio multifunzionale e giocoso dove appendere un soprabito, una giacca o la borsa. È dotato di un piccolo ripiano, perfetto per appoggiarvi chiavi, libri e cappelli. Nell’asola inferiore è possibile appendere una sciarpa o l’ombrello. La sua forma ovale è ispirata al Maggiolino (da cui prende il nome). Beetle è realizzato con un’unica lamiera piegata e verniciata in toni pastello.

Le menzioni d’onore del Northern Design Award 2019

Due sono state le menzioni d’onore assegnate dal premio Northern Design Award 2019.

La prima ai bicchieri Suspens disegnati da Yijun Mo & Philippine Gallet de Saint Aurin, soffiati a bocca con un fondo organico che ricorda un’onda. I bicchieri Suspens sono utilizzabili in entrambi i versi, dritti o rovesciati, così da avere due capacità differenti.

La seconda menzione è andata alle sedute Inner Values del giovane designer Tobias Trübenbacher. Due sedie che vogliono far riflettere sulla necessità di evitare scarti anche nel mondo animale. I rivestimenti, decisamente insoliti, sono realizzati con intestino di mucca e vesciche di maiale, trasformati in morbida pelle. Una provocazione efficace, tanto da guadagnarsi una meritata menzione d’onore…

Il Northern Design Award 2020

Volete partecipare al contest Northern Design Award 2020? Vi anticipiamo che il premio di design avrà scadenza nel mese di aprile 2020 ma il bando non è ancora stato pubblicato. Per non perdervi questo o altri interessanti premi e contest di design, visitate spesso la nostra pagina al link qui sotto… e in bocca al lupo!

Vai alla pagina dedicata ai premi e contest di design italiani e internazionali.

Da sempre all’avanguardia nelle soluzioni tecniche per lo Smart Office, Bencore ha recentemente presentato il nuovo sistema FOS. Un sistema di pannello/porta talmente innovativo da essere stato selezionato per l’ADI Index 2017 nella categoria “Design dei materiali e dei sistemi tecnologici”. L’index, istituito dal più prestigioso premio di design internazionale, raccoglie le aziende selezionate per l’ambito Compasso d’Oro.

Come ci racconta Giorgio Bianchini, Managing Director di Bencore, “l’azienda nasce nel 1999 con l’obiettivo di fare ricerca ed innovazione su materiali che venivano di solito impiegati per alleggerire il marmo e quindi stavano nascosti. Noi abbiamo voluto nobilitarli, dando loro la dignità di ‘farsi vedere’ fino a diventare elementi di ‘interior design”. 

Un approccio creativo che ha ribaltato un punto di vista. Ha riabilitato quelli che fino a poco tempo fa venivano considerati materiali tecnici da nascondere alla vista, per restituirgli il ruolo da protagonisti del design e dell’architettura d’interni. 

Il sistema FOS di Bencore, il cui nome deriva dal greco antico φως (che significa luce) è un pannello che si caratterizza per la sua leggerezza, la sua trasparenza e la sua luminosità. Caratteristiche che contraddistinguono tutti i pannelli Bencore e che si aggiungono alla loro “strutturalità. I pannelli Bencore sono infatti auto-portanti e possono essere uniti tra loro a formare pareti divisorie e, ovviamente, porte.

FOS di Bencore è una linea di porte, pareti, cabine armadio e applicazioni di interni che possono essere utilizzati sia per spazi domestici che pubblici e professionali. 

I sistemi di porte e pareti FOS sono rinforzati da profili in alluminio sviluppati con la Ponzio Aluminum, società leader nei sistemi in alluminio per l’architettura, e sono disponibili in diverse altezze (da da 2,10 m fino a 3,00 m), in una vasta gamma di colori e di finiture. I pannelli possono essere facilmente adattati per creare spazi di qualsiasi dimensione garantendo ampia libertà progettuale e semplicità di installazione. 

Le porte e le pannelli divisori FOS infine possono anche essere inserite in pareti preesistenti di qualunque materiale (muratura, legno o cartongesso).

www.bencore.it

Il tavolo Taben di Bencore è il primo di una collezione di elementi d’arredo di design ad essere inserito nella nuova linea Smart Office. Taben è infatti un tavolo scrivania dalla struttura minimale in acciaio e dal top realizzato con pannelli alveolari, un materiale innovativo e di grande impatto estetico, che caratterizza da sempre la produzione di Bencore.

La sua struttura alveolare, leggere e resistente, può essere scelta in diversi colori e diversi disegni delle tramature. Questo tavolo scrivania può essere utilizzato per l’ufficio ma anche per creare un angolo di Home Office in casa, magari dividendo gli spazi con i pannelli alveolari coordinati.

Taben fa parte di un progetto dedicato allo Smart Office, destinato a rompere gli schemi tradizionali proponendo soluzioni “leggere”, flessibili e facilmente modificabili, che si adattino all’evoluzione contemporanea dell’ambiente ufficio. Un progetto che è destinato a crescere e ad ampliarsi con nuove linee Smart House e Smart Hospitality.

https://www.bencore.it

Il nuovissimo Ambitions Desk disegnato nel 2018 da Jonas Søndergaard per Vita Copenhagen, offre una concreta soluzione come scrivania per l’home office domestico.

Ambitions Desk è il complemento d’arredo ideale per chi sta cercando una scrivania di design per lavorare in casa, dalle linee pulite e minimali. Una scrivania per l’home office dal design essenziale ma non freddo, grazie al suo corpo in rovere massello e multistrato, con dettagli in acciaio verniciato a polvere. Legno chiaro e bianco, un abbinamento di tonalità elegante e poco invadente che si adatta ad ogni ambiente.

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Ambitions Desk è una scrivania compatta, ma allo stesso tempo leggera e resistente. È stata pensata appositamente per l’home office, ma può essere anche usata come piccolo tavolo da cucina o come scrittoio per le camere d’hotel.

Questo scrittoio per lavorare in casa è dotato di un sistema “wireless” che ingloba i cavi elettrici che così non rimangono a vista. Un capiente cassetto scompare sotto il top per lasciare lo spazio di lavoro privo di ingombri fastidiosi. A fine giornata, basta riporre nel cassetto cavi, caricabatterie e laptop per trasformare Ambitions Desk in uno scrittoio in stile scandinavo da usare tutti i giorni.

Due dei punti cardine del progetto di Jonas Søndergaard che ci racconta: “I più grandi obiettivi erano sbarazzarsi di tutti i fili che scendono dalla scrivania e di eliminare il caos. Uno scrittoio ordinato aiuta a liberare la mente e ad essere più produttivi. L’ottimizzazione dello spazio, inoltre, consente all’utilizzatore di concentrarsi sul lavoro”.

Uno scomparto nascosto nel retro della scrivania ospita caricabatterie, cavi e prolunghe, garantendo un facile accesso all’alimentazione elettrica. Le gambe sono state appositamente progettate per nascondere i cavi elettrici. I bordi arrotondati lo rendono particolarmente adatto a spazi piccoli o a case con bambini.

Ma non è tutto. Le due “ali bianche”, ci confessa il designer, sono in realtà pratici cassetti per piccolo oggetti. Inoltre sono state pensate per poterci attaccare memo o calamite e se serve possono essere utilizzati come lavagna per scrivere appunti con l’apposito pennarello cancellabile.

www.vitacopenhagen.com

USM: l’Home Office di design

Nata nel settore dell’arredamento classico per l’ufficio, l’azienda svizzera USM ha visto evolversi naturalmente la propria offerta, che si è allargata anche alle residenze private. Questo perché gli ambienti dedicati all’home office di design stanno acquisendo sempre più spazio all’interno di molte case contemporanee.

Per questi ambienti, però, i clienti hanno aspettative sempre più alte relative agli arredi, che devono essere non solo pratici e funzionali, ma devono essere anche belli, curati nelle linee e devono adattarsi a ogni stile di casa e di arredo. Dal più tradizionale a quello più moderno.

Tra le caratteristiche più richieste negli arredi da home office di design contemporaneo ci sono senza dubbio le tonalità di colore, il senso tattile, le funzionalità.

USM ha tenuto conto di queste esigenze e, forte della sua decennale esperienza, ha deciso di offrire una serie di prodotti flessibili, funzionali e ben disegnati, per l’home office. Sono tutti caratterizzati, ovviamente, dalla sfera con i controventi in acciaio, ossia il fulcro dell’ormai celebre sistema di arredamento.

Questo permette una gamma di composizioni pressoché infinita di elementi modulari, Questi permettono di creare diverse soluzioni tra cui contenitori, scaffalature, cassettiere, librerie, archivi e tanto altro.

Amplissima anche la cartella colori, che si arricchisce di 55 nuove superfici coordinabili con i sistemi di tavoli USM, anche questi utilizzabili indifferentemente per il pranzo come per il lavoro

www.usm.com

Click e Buzz sono una radiolina e una macchina fotografica. Ma non trasmettono musica e nemmeno scattano foto. Sono rispettivamente un porta penne e biglietti da visita il primo, un porta scotch il secondo.

Si tratta infatti di due accessori da scrivania disegnati da Raul Frollà per Incipit Lab. Realizzati in legno massello bicolore, danno alla zona lavoro un tocco di ironia in stile retro. Due oggetti molto semplici nelle loro linee ma estremamente evocativi ed efficaci. Pratici, ironici ed ecologici…

L’idea del designer è bella di rendere omaggio a due oggetti della memoria che, con l’avvento della tecnologia, stanno quasi scomparendo dalle nostre case. Du oggetti che hanno segnato la nostra vita, ma che ora sono entrambi sostituiti da semplici app digitali.

E allora ci piace l’idea di tenerli sempre davanti a noi sulla scrivania, quasi fossero due simboli di un passato che non deve scomparire.

Click e Buzz possono essere acquistati online sul sito: www.incipitlab.com

Il nuovo desk system 20.VENTI, rappresenta una risposta concreta e “smart” al rapido cambiamento del modo di lavorare. Da una parte infatti, la postazione di lavoro è diventata sempre più leggera e flessibile, se non addirittura nomade. Dall’altra i confini fra il tradizionale lavoro d’ufficio e l’home working si sbiadiscono fino a diventare quasi invisibili.

Una grande trasformazione che necessariamente coinvolge anche gli strumenti di lavoro e gli elementi d’arredo che fanno da cornice a questo universo in continua evoluzione. Un tema molto sentito dall’azienda lombarda MDF Italia, che ha commissionato allo studio 967Arch una reinterpretazione, in chiave contemporanea degli spazi, di lavoro che ha condotto i designer a una riflessione su come debba essere oggi uno scrittoio, da sempre la postazione di lavoro per antonomasia. E la risposta è arrivata sotto le sembianze dell’innovativo sistema 20.VENTI.

L’idea dei progettisti è stata quella di una postazione di lavoro fluida, per creare ambienti di lavoro flessibili, cioè velocemente trasformabili e riadattabili a nuove esigenze. Ma anche aperti, che favoriscono cioè la condivisione e la comunicazione tra le persone, ma che al tempo stesso consentano di conservare i propri spazi di privacy.

Nasce così 20.VENTI che prende il nome dal suo esile telaio in acciaio a sezione quadrata (20×20 mm, appunto), a partire dal quale si può comporre liberamente la propria postazione personalizzata. O il proprio sistema di postazioni componibili.

Questo, grazie anche a una ricca serie di contenitori, schermi e accessori in vari colori, dimensioni e finiture, ai quali si aggiunge l’integrazione del cablaggio nella struttura portante. Una soluzione non solo pratica ma anche estetica, in quanto ci fa dimenticare quell’orrendo groviglio di cavi che pendono dalle vecchie scrivanie.

Il risultato è una collezione ricca e flessibile composta da postazioni singole, doppie (a sedute frontali) e aggregabili che si integrano perfettamente con tutti i sistemi di contenitori di MDF Italia.

La struttura è verniciata a polvere epossidica in due colori opachi: bianco e grigio grafite. I piani, anch’essi opachi, possono essere scelti in bianco, grigio chiaro, grigio medio e nero.

Tra gli accessori, i progettisti di 967Arch hanno pensato a una serie di vani a giorno da inserire nella parte laterale della struttura, disponibili nei colori bianco, arancione, verde, blu avio, giallo senape e rosso scuro.

Uno schermo fonoassorbente brevettato con Snowsound Technology, un porta PC su ruote e una serie di accessori porta cancelleria e documenti in lamiera di acciaio verniciato nei colori tortora, verde, arancio, rosso e alluminio, completano le possibilità di personalizzazione.

Ecco, di seguito, una serie di combinazioni possibili della collezione VENTI.20

www.mdfitalia.com

 

Esiste un ufficio ecologico? Ce lo chiediamo da tempo…

Può un ufficio essere bello, ecosostenibile, caldo, accogliente e pure di design? La domanda se l’è posta anche Alki, azienda francese dall’anima scandinava che ha risposto presentando la nuovissima collezione Heldu. Una linea caratterizzata da diversi moduli che si possono combinare a piacere a seconda dello spazio e delle necessità.

Heldu è una collezione innovativa, che si adatta perfettamente all’idea di ufficio mobile e dinamico, flessibile e senza vincoli. I top delle scrivanie possono essere uniti per creare una piattaforma di lavoro di lunghezza variabile. Le pareti mobili, oltre a creare angoli di privacy e una maggior protezione acustica, consentono di creare workstation flessibili, da definire rapidamente secondo le esigenze di lavoro.

I cavi elettrici scompaiono in una feritoia del top; le prese di corrente sono inglobate nella struttura mentre un’intelligente lampada da tavolo in legno, con paralume-portaoggetti, illumina discretamente la superficie di lavoro con la sua luce calda e rilassante.

Per avere un ufficio ecologico, la scelta dei materiali è fondamentale. Il tavolo è realizzato in rovere con finiture in ecopelle. Ha una profondità di 135 cm ed è disponibile in due larghezze: 1565 e 2450 cm.

Oltre al tavolo, per l’ufficio ecologico perfetto Alki propone la sedia girevole Kuskoa Bi con gambe in metallo verniciato bianco o in rovere (con e senza ruote) e scocca in bioplastica disponibile senza imbottitura, rivestito in tessuto, in pelle o in ecopelle.

www.alki.fr

I DIVANI COMPONIBILI PER UFFICI DI LAMMHULTS

Area Radius è la nuova collezione di divani componibili per ufficio di Lammhults. Coloratissimi e flessibili, sono

Progettati dalla designer Anya Sebton, questi piccoli divani dalla forma organica radiale, danno a chiunque la possibilità di interpretare lo spazio e personalizzarlo in qualsiasi modo: basta giocare con i colori, le curve aperte o chiuse, i moduli dritti, gli schienali alti e bassi, gli sgabelli.. una grande varietà di moduli che creano piccoli spazi dal disegno omogeneo e versatile.

Ogni modulo, inoltre, è dotato di magneti non direzionali nascosti che danno più stabilità al gioco modulare creato ed eventualmente di invertire i moduli.

“Lo stile di Area Radius è senza tempo e grafica”: le fantasie e i rivestimenti monocromatici scelti per questa linea si adattano a qualsiasi tipologia di ambiente e stile, creando degli effetti grafici davvero ludici.

I mobili disegnati dagli studenti dell’Università di Lund per Hay

Gli studenti dell’Università di Lund, guidati dal professore Stefan Diez, e Rolf Hay, il co-fondatore del brand danese, hanno creato insieme una nuova e sperimentale gamma di mobili per ufficio, adatta soprattutto per spazi dalle piccole dimensioni.

La collezione è composta da dodici pezzi, che comprendono scrivanie, pareti divisorie, letti a castello e.. insomma, una rivisitazione totale del classico e monotono ufficio che si trasforma in uno spazio colorato, vivace e sociale.

In generale, l’industria del mobile progetta principalmente per spazi molto grandi, ma l’ufficio dalle piccole dimensioni offre ottimi spunti interessanti.

Ecco che gli studenti dell’Università di Lund mettono in gioco tutta la loro creatività per creare piccoli habitat tra il sociale e il privato, tra la richiesta della massima concentrazione e la necessità del pisolino pomeridiano, cercando di rompere alcune regole aziendali.

Nasce così BRB, un piccolo spazio adatto per chi si vuole concedere una pausa di riposo; o Bunk Desk, una scrivania a due piani adatta per i lavori in gruppo; o per chi vuole evitare le distrazioni c’è Umbrella, una piccola parete divisoria a forma di ombrello.

La collezione continua con Workaround, un sistema che permette di modificare in maniera semplice la propria postazione di lavoro in base alle esigenze del momento; Fold, una tenda realizzata con l’innovativa tessitura digitale capace di assorbire suoni sgradevoli; Spot On, una scrivania composta da diverse lampade che danno la possibilità di scegliere tre temperature di luce, dalla fredda alla calda; Plug and Play, un sistema di prese modulare; Coffee Corner, la creazione di un piccolo angolo che diventa minibar; Finder, l’organizzatore per le scrivanie; Zip-it!, una poltrona studiata per l’isolamento acustico che si trasforma in uno spazio lavorativo; Babylon, un sistema per impreziosire il proprio ufficio con piante verdi; e per finire Deskretary, una scrivania che si chiude su se stessa quando non viene usata, per liberare spazio.

Soluzioni intelligenti che si adattano ai diversi stili di vita e alla necessità di orari di lavoro più flessibili, e lo spazio d’ufficio improvvisamente si trasforma in una divertente stanza da condividere.

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La grande famiglia dei pannelli fonoassorbenti BuzziBlinds, disegnati da Alain Gilles per Buzzispace, si allarga per accogliere nuovi elementi.

BuzziBlinds sono dei pannelli divisori e isolanti in feltro che si ispirano all’architettura modernista. Il ritmo e tonalità create dalla sequenda e dall’orientamento delle BuzziBlinds donano un forte senso di dinamicità e di profondità a tutto lo spazio.

Il nuovo elemento divisorio acustico della collezione BuzziBlinds è costituito da una serie di cinque pannelli acustici rotanti, che funzionano come le lamelle di una persiana. Con una semplice rotazione, le lamelle possono essere aperte o chiuse a vari livelli per creare maggior privacy oppure uno spazio aperto. Questo dà alle persone la possibilità di determinare il livello di privacy di cui hanno bisogno in quel preciso dato momento, così da potersi concentrare su un compito specifico.

Il designer Alain Gilles ci racconta che la difficoltà principale che ha riscontrato era quella di gestire la ripetizione delle tende, in modo che la parete divisoria non diventasse troppo pesante dal punto di vista visivo. Quindi ha lavorato sulla forma della parte superiore di ogni “lama” delle BuzziBlinds, utilizzando anche una tecnica innovative, chiamata “V-Cut” e sviluppata da Buzzispace, per creare sullo spesso strato di feltro fonoassorbente un pattern a rilevo che ricorda le persiane.

I nuovi BuzziBlinds si compongono di 4 forme differenti con la possibilità di avere diversi pattern scavati direttamente nel feltro. La singola tenda inoltre può essere trattata con diversi colori su ogni lato, al fine di generare un effetto visivo interessante quando viene socchiusa.

Ogni elemento è format da una base in acciaio verniciato a polvere, da un telaio portante in alluminio e dalla tenda in feeltro, ed è disponibile in due differenti altezze: 150 e 185 cm.

Il risultato è un numero quasi infinito di possibilità che vengono offerte agli architetti e agli utenti finali, per il contract e per l’home office, che rendendo i nuovi BuzziBlinds un vero e proprio strumento per esprimere la propria creatività.

www.buzzispace.com

 

www.alaingilles.com

Texture e colori: così nasce Gaia, una serie di pannelli fonoassorbenti presentati in occasione del 30° compleanno dell’azienda Bla Station.

Disegnata da Stone Designs, Gaia è la reinterpretazione della natura che arricchisce e fa vivere le pareti domestiche. Il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua danno vita a differenti figure in 3D dal taglio asimmetrico, che si articolano in infinite combinazioni e colori.

I pannelli garantiscono isolamento acustico e migliore qualità dei suoni, dando un tocco di personalità e ispirazione a qualsiasi tipo di ambiente, sia pubblico che privato.

I pannelli si arricchiscono come la Madre Terra che, in continua evoluzione, cambia ogni volta che lo si desidera: basta semplicemente ruotare ogni pezzo, creare effetti compositivi e giocare con le forme disponibili. Basta solo non avere limiti! Sarà come creare un enorme quadro in movimento, con una duplice funzione. In più, i pannelli fonoassorbenti sono stati realizzati utilizzando materiali altamente eco: poliestere Formfelt modellato tramite stampaggio a caldo e rivestimento in tessuto di lana vergine disponibile in 30 colori.

Già nel 2014, l’azienda aveva presentato la serie decorativa Ginkgo, in grado di assorbire i suoni, che si ispirava alle foglie “a ventaglio” degli alberi di Ginkgo Biloba del Giappone e allo stato d’animo in continuo mutamento della città di Tokyo.

Creatività e ispirazione vengono così riproposti dall’azienda svedese, che non si smentisce nella capacità di creare soluzioni altamente personalizzabili e adatte per qualsiasi esigenza.

www.blastation.com