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I ritratti in filo metallico di Andrew Vianello

Profilo è il brand creato da Andrew Vianello, eclettico designer che ama esplorare linguaggi artistici sempre nuovi. E con il suo Profilo, Andrew Vianello è riuscito a portare nelle case una forma d’arte insolita ma estremamente suggestiva. La lavorazione del filo metallico.

Piegando e intrecciando fili di metallo prezioso, il designer riesce a fermare il tempo, a materializzare un ricordo, a evocare un volto.
Le straordinarie figure in filo metallico di Profilo sono realizzate a mano dagli artigiani italiani e francesi del brand, semplicemente partendo da una fotografia.

I ritratti in filo metallico di Profilo sono in 2 dimensioni. Quella standard, alta circa 30 cm, e quella micro, più piccola, racchiusa in un’apposita cloche in vetro.
Le sculture possono essere realizzate con filo di diversi materiali: metallo nero, bronzo, argento, rame oppure oro.

 

Non solo volti

Andrew Vianello non realizza solo volti di persone. Tra i best seller di Profilo ci sono anche ritratti di gruppo e raffigurazioni di animali: cani, gatti, cavalli…

Clicca sul singoli ritratti di cani per ingrandirli e scoprire gli incredibili dettagli…

 

E ancora, riproduzioni 3D di oggetti d’affezione, di automobili, di imbarcazioni e molto altro. Ogni pezzo è ovviamente diverso dall’altro, ma tutti sono accomunati da una maniacale attenzione al dettaglio.

Clicca sulle immagini per ingrandirle e scoprire gli incredibili dettagli…

 

Come farsi fare un ritratto in filo metallico?

Commissionare un ritratto o una scultura in filo di metallo è molto semplice. Basta inviare una foto direttamente dal sito profilo.com e l’opera verrà realizzata in pochi giorni.
Ogni scultura in filo metallico viene consegnata a domicilio insieme alla garanzia ed al certificato di unicità.

 

Due nuove capsule collection: “The Winner is?” e “Amour Platonique”.

Il Cuore è il protagonista delle nuove capsule collection di Profilo. Con questa iniziativa, Andrew Vianello propone ritratti e profili personalizzati realizzati in filo di metallo e bronzo legati ad un cuore. Un modo per sorprendere le persone che amiamo.
Le nuove capsule collection di Profilo sono due: The Winner is? e Amour Platonique.

The Winner is?

Dal 27 febbraio al 18 aprile 2021 la collezione limitata The Winner is?” verrà presentata presso Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi, in occasione dell’evento “Porte-Bonheur”, che coinvolgerà diversi brand del mondo fashion e design internazionale.

La collezione è dedicata alla fortuna. Il protagonista verrà raffigurato come un re o una regina (con corona inclusa) di cuori, fiori, picche o quadri. Il ritratto viene incorniciato come fosse una grande carta da gioco.

Amour Platonique

Amour Platonique è il titolo della seconda capsule collection, anche questa dedicata all’amore e in particolare alle coppie, che verranno ritratte nella cornice di un grande cuore rosso.

 

Casa Milano riapre. E con lei tutte le città italiane, chiuse per circa due mesi da un limitante lock-down.
L’arte ti dà il bentornato in città. Con questa performance dinamica, Lorenzo Marini, artista e creativo milanese, ha voluto celebrare la gioia del ritrovarsi nuovamente insieme. E lo ha fatto con la Type Art, una corrente artistica contemporanea di cui è caposcuola e che celebra la bellezza estetica e individuale delle singole lettere dell’alfabeto.

Sono 6 gli alfabeti elaborati per l’occasione, e sono oltre 150 i simboli grafici che offrono infinite possibilità di combinazione. Queste lettere dell’alfabeto che “vestono” tram e pensiline dei mezzi pubblici, vogliono dar voce alla città rimasta per troppo tempo in silenzio. Con questa installazione mobile, Marini vuole portare in città, vita, colore, movimento, piacere e felicità. Il progetto coinvolge 4 importanti città italiane: Milano, Torino, Firenze e Roma.

“È tempo di pensare al bello. Musei e gallerie sono stati chiusi per mesi e ora potranno accogliere poche persone contingentate. È quindi tempo di far rivivere l’arte portandola vicino alle persone, per lasciare il suo ruolo isolazionista ed esclusivo e iniziare a parlare il linguaggio della nostra vita stessa.” commenta l’artista.

Questa installazione in movimento è stata realizzata la partnership di IGP Decauxe rimarrà visibile per tutto il mese di maggio, il mese di riapertura delle attività dopo il lock-down Covid-19.

“Questo mio omaggio all’arte in città è anche un omaggio al mezzo pubblicitario che per primo ha animato e colorato le nostre città. Non c’è cosa più triste che un manifesto abbandonato o vuoto. Ecco perché le città italiane devono tornare a vivere i loro muri e manifesti con la gioia e la dinamicità della città” , conclude Lorenzo Marini.

Il Portale dell’aQCua. Snow art sul monte Bianco.

Il portale dell’aQCua è un’installazione creata da Matteo Ragni per QC Terme ed esposta sulle piste di Courmayeur Mont Blanc. Il portale dell’aQCua vuole essere un punto di incontro tra l’arte contemporanea  e quella strepitosa opera d’arte naturale che è il paesaggio innevato di Courmayeur Mont Blanc.

Il progetto portale dell’aQCua è un’installazione di design in metallo specchiato (la prima opera di Snow Art, la definiscono i progettisti…) che potrà essere ammirata, sulle piste da sci, per tutta la stagione, che si concluderà il 20 marzo 2018.

“Il portale dell’aQCua è costituito da archi in metallo specchiante dove il paesaggio si fonde e si integra in un gioco di immaginifica sovrapposizione tra la propria figura e l’ambiente naturale. Sono le luci ad aumentare l’esperienza sensoriale che riporta al clima rilassante delle terme”, racconta il designer Matteo Ragni.

Il portale, posizionato in una cornice panoramica e scenografica unica al mondo, sarà raggiungibile solo sugli sci e riflette sulle sue superfici a specchio la maestosità del Monte Bianco creando un effetto spettacolare.

Come raggiungere il Portale dell’aQCua?

Il portale è posizionato a una quota di 2024 metri s.l.m. sulla sommità del crinale sud-ovest del Mont Chetif che divide la conca del Checrouit dalla Val Veny in corrispondenza della località Zerotta, poco più a valle dell’arrivo delle seggiovie Zerotta e Dzeleuna.

Come è realizzato il portale dell’aQCua

Il portale è un’installazione composta da una struttura interna in alluminio rivestita da pannelli in acciaio con finitura a specchio. La forma dell’opera è quella di una serie di portali architettonici. Un’infilata di archi che accompagnano il visitatore verso un portale finale, composto da una parete d’acqua. L’acqua, raccolta in un grande contenitore in plexiglass, viene animata da un gioco di bolle.

Il Wave Cabinet è l’ultima opera creata dall’artista e designer newyorkese Sebastian Errazuriz, di cui abbiamo già mostrato altre opere, appartenente al filone della sua sperimentazione sulle “sculture funzionali” e che evidenzia ancora una volta la sua abilità nel tramutare la materia in arte.

Wave si apre a onda creando un effetto veramente insolito e affascinante; ogni singola lamella, in legno di betulla artica laccata,  è agganciata alle altre e si muove in maniera indipendente, del tutto simile all’apertura di un ventaglio di carta. Esistono infinite configurazioni delle lamelle che consentono varie possibilità di aperture con adattamenti ondulatori.

Con le sue opere, Sebastian ci invita a rompere gli schemi, una metafora per ricordare allo spettatore a fermarsi e guardare gli oggetti con occhi nuovi. “Mi piace vedere la gente guardare una delle forme più semplici tra gli arredi di design e al tempo stesso dimenticarsi che si tratta di mobile”.

“Mi piace l’idea di creare mobili belli”, continua l’artista, “tuttavia sono molto più interessato a utilizzare il mobile come una scusa per scatenare la curiosità della gente affinché creino una connessione con esso”.

www.meetsebastian.com

Britto Loves Bertolotto: l’eclettico artista brasiliano Romero Britto ha colpito ancora…. Dopo aver dipinto con il suo caratteristico stile pop-graffiti gli oggetti più disparati (dalle bottiglie di Vodka alle navi da crocira) dopo aver ritratto i divi più celebri (Dustin Hoffman e Arnold Schwarzenegger, Michael Jordan e Andre Agassi, David Rockefeller e Ted Kennedy…) dopo e aver collaborato con i brand internazionali più famosi (Bmw, Apple, Disney…), Romero Britto ha firmato una nuova collezione di porte di design dell’azienda piemontese Bertolotto.

L’artista brasiliano (la cui opera, per citare il New York Times, risulta “trasudante calore, ottimismo e amore”) ha iniziato la sua carriera da autodidatta che dipingendo tutto ciò che gli capitava per le mani, senza preoccupersi del supporto.
E le porte che ha personalizzato per Bertolotto sono la dimostrazione che Britto non si ferma di fronte a nessun oggetto o materiale.

La sua collezione di porte è imperniata sui temi cari a Britto: colori sgargianti, soggetti ironici e un po’ naif e composizioni di impostazione pop. La sua inconfondibile grafica decora le ante delle porte a battente, le porte scorrevoli e le boiserie.

La nuova collezione di porte, che è stata presentata in anteprima durante il salone del Mobile 2017 col titolo “Britto loves Bertolotto”, è una summa della migliore iconografica del poliedrico artista. Sulle porte bianche e lineari di Bertolotto, come evocati da una bacchetta magica, si rincorrono cuori, fiori, farfalle e Teddy Bear in quel caleidoscopio di colori vivaci che sono da sempre la firma di Romero Britto.

E se è vero che, come ci racconta Britto, “l’arte è troppo importante per non condividerla”, la porta, luogo di passaggio e di condivisione per antomasia, rappresenta evidentemente uno degli oggetti che più si adattano all’arte di Romero Britto.

www.bertolotto.com

 

Una nuova Cattedrale Vegetale dell’artista Giuliano Mauri svetta sulle rive del fiume Adda. La figura di Giuliano Mauri (1938-2009), animatore tra i più appassionati della corrente artistica dell’Art in Nature sviluppatasi in Europa a partire dagli anni Settanta del secolo scorso in contrapposizione alla Land Art di origine americana, verrà celebrata il 23 aprile sulla sponda sinistra del fiume Adda a Lodi.

La città che lo ha accolto sino al giorno della sua scomparsa inaugura una Cattedrale Vegetale, progetto che rappresenta la sua eredità artistica. L’attaccamento alla sua città d’adozione, lui che era nato a Lodi Vecchio, gli ispirò uno scritto considerato il suo testamento artistico nel quale progettava una Cattedrale Vegetale per la sua città:

La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.

IL PROGETTO DELLA CATTEDRALE VEGETALE

La Cattedrale Vegetale occupa un’area di 1.618 metri quadrati ed è costituita da 108 colonne di legno del diametro di 1,20 metri ciascuna a comporre cinque navate. Ogni colonna è realizzata in rami di legno intrecciati e accoglie, al suo interno, un albero di Quercia (Quercus robur) per un totale di 108 piante destinate a formare un colonnato vivente. La struttura è alta 18 metri, lunga 72 e larga 22,48 metri. Una peculiarità dell’opera consiste nella sua “evoluzione nel tempo” visto che seguirà i ritmi dettati dalla natura: la successione delle stagioni in archi temporali misurabili in decenni determineranno variazioni percettive che riguarderanno la luce, i colori, la tessitura, i suoni della natura integrando la struttura nel contesto, proprio come pensato dall’artista. La Cattedrale Vegetale di Lodi sarà la terza struttura del genere progettata da Mauri. La prima fu realizzata nel 2001 per Arte Sella, in Valsugana (Trento) e un’altra si trova nel Parco delle Orobie (Bergamo): entrambe richiamano migliaia di visitatori ogni anno.

I lavori a Lodi, iniziati il 16 maggio scorso, si stanno svolgendo sotto il coordinamento dell’Associazione Giuliano Mauri presieduta dalla figlia Simona e che vede nel ruolo di Direttori Artistici gli altri due figli, Roberto e Mauro. L’intero progetto è a cura di Francesca Regorda, la realizzazione è stata resa possibile grazie al Comune di Lodi e al sostegno di Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati. L’intervento ha il patrocinio della “Triennale” di Milano come garante della qualità culturale.

L’area in cui sorge la Cattedrale Vegetale è prossima all’ex cementifico Sicc che è in via di risanamento: ecco che quindi la Cattedrale Vegetale assurge anche al ruolo di simbolo di un recupero ed un ritorno “alla” e “nella” natura che, molto probabilmente, avrebbe fatto la gioia di Mauri che confidava molto sul recupero di un dialogo profondo con i luoghi.

L’INAUGURAZIONE DELLA CATTEDRALE VEGETALE

All’inaugurazione, domenica 23 aprile alle 16:00, sarà presente Philippe Daverio che, riferendosi all’artista, ne ha parlato come di “Un pensiero anarchico e poetico, un atteggiamento semplice e aristocratico, per cui si distaccava dalle banalità. Sapeva di avere il dono delle fantasie, aveva diritto a quell’aria di superiorità che è concessa ai poeti”.

Secondo la curatrice del Progetto Francesca Regorda, che ricopre anche la carica di vicepresidente dell’Associazione Giuliano Mauri, la direzione verso la quale si è sempre rivolto il lavoro di Mauri è quella che vede l’architettura porsi sempre “in relazione con il paesaggio. Tale suo specifico aspetto impone all’opera di pensare il paesaggio, perché in esso nasce, si colloca e si inserisce in un insieme che, gradatamente, diventa paesaggio integrato e, nello stesso tempo, naturale“. Lui, che si dichiarava ateo, riconosceva la forte carica di spiritualità che si percepisce stando nella natura, la sacralità e religiosità che da questa emanava.

Sarà l’occasione per perpetuare la memoria di un grande dell’arte nazionale ed internazionale che merita di essere ricordato per gli altissimi livelli di abilità e sensibilità raggiunti nell’utilizzare la materia naturale viva e morta come elemento fondante delle sue opere, comunque destinate alla dissoluzione. Giuliano Mauri, un “tessitore del bosco”, secondo un’altra fortunata definizione del critico d’arte Vittorio Fagone.

TUTTE LE INFORMAZIONI

Dove:

La Catterdale Vegetale si trova a Lodi, sulla riva sinistra del fiume Adda, all’interno dell’area “Ex Sicc”.

Come arrivare:

Dalla stazione ferroviaria di Lodi l’area può essere raggiunta a piedi in circa 15 minuti (subito dopo il Ponte sull’Adda, a sinistra)

In auto: ingresso e parcheggio da via Ferrabini.

Dal casello di Lodi prendere la Tangenziale sud per Crema, uscita Ospedale, prendere via Borgo Adda fino al ponte sull’Adda (via X Maggio). Dopo il Ponte girare a sinistra verso via Ferrabini.

Per maggiori informazioni sulla Cattedrale Vegetale e sugli eventi in programma:

Facebook/giulianomauricattedralelodi

Per informazioni sull’artista:

www.giulianomauri.com

Meret Oppenheim al MASI di Lugano, rara figura femminile del periodo surrealista, in mostra presso il centro Lugano Arte e Cultura, fino al 28 maggio.

Una personale di un centinaio di opere tra le più diverse che mancava all’appello: un giusto tributo a questa artista che giovanissima è stata al centro della scena parigina anni Trenta, “da Max Ernst a Mona Hatum” e gli altri grandi del Surrealismo e Dada.

Curata da Guido Comis, con la collaborazione della studiosa Maria Giuseppina Di Monte, la mostra ha come sede naturale Lugano -a poca distanza da Carona suo luogo di elezione-, e copre l’intero ciclo artistico fino agli ultimi lavori degli anni Settanta e Ottanta.

Figura spesso ridotta al ruolo di musa e modella, disinibita come nel miglior spirito dell’avanguardia, Meret Oppenheim ha in realtà svolto un percorso creativo profondo e originale, dando luogo a lavori che spaziano tra le più varie tipologie e tecniche -oggetti, sculture, dipinti, fotografie, modelli, ecc.-, interpretando, con grande anticipo, anche sè stessa come strumento espressivo.

La celebrazione del semplice oggetto d’uso di Duchamp -con cui partecipa alle prime esposizioni e a cui si lega per un lungo periodo-, acquista nel suo caso un valore aggiunto di trasfigurazione immaginaria, che conduce anche oggi a un mondo e un modo diverso di vedere e concepire la dimensione convenzionale della cose.

Da questo punto di vista anche il famoso tavolino con zampe di uccello -non a caso messo in vendita da Gavina-, è forse una delle opere più chiare in questo senso, che meglio rende lo spiazzamento e il trasporto in un’altra dimensione, unendo il massimo di contenuto artistico al ciclo della produzione -quasi- seriale. Lo stesso può dirsi dell’autoritratto “radiografico” con gioielli, giustamente eletto ad immagine simbolo dell’iniziativa.

La mostra si presta ad essere presa con leggerezza e divertimento, tanti sono i lavori che offrono un effetto sorprendente e immediato -come la famosa tazzina rivestita in pelliccia o quella sdoppiata, i guanti “venati” o le scarpe congiunte-, offrendo a tutti la propria chiave di lettura e intrepretazione di questa esclusiva ed intensa visione immaginifica.

www.masilugano.ch

Presentata nella straordinaria cornice della Terrazza Martini di Milano, luogo affascinante dal quale si gode un panorama mozzafiato a 360° sulla città, la Cinquantunesima edizione di Marmomacc, il principale evento internazionale dedicato alle pietre naturali, alle tecnologie di lavorazione, al design e all’architettura che utilizzano come protagonista la pietra e il marmo.

Non a caso non parliamo solo di fiera perché il termine sarebbe limitativo. Oltre alla tradizionale esposizione, infatti, la fiera veronese ospita una lunga serie di mostre culturali, convegni, incontri di formazione e eventi collaterali volti a coinvolgere non solo il mondo dei progettisti – architetti, designer, interior designer – ma anche il territorio, i suoi abitanti, i suoi monumenti.

Tra queste, segnaliamo la bella iniziativa Marmomacc & the City che porta nelle vie e nei cortili del centro storico di Verona le opere e installazioni in pietra realizzate delle aziende, creando un vero e proprio percorso espositivo a cielo aperto che mette in relazione le antiche pietre di Verona con le pietre di oggi progettate e lavorate da designer e artisti contemporanei.

Altra interessante iniziativa, il premio Stone Award in collaborazione con Archmaraton, dedicato ad architetture realizzate con materiali lapidei.

Tornando all’interno della fiera Marmomacc, la Hall 1 ospita “The Italian Stone Theatre”, un intero padiglione dedicato alla cultura e alle sperimentazioni che ospita tre mostre: un percorso completo che partendo dalla storia del design di marmo, passa ad esplorare le più avanzate tecniche di lavorazione per concludersi con una collezione di oggetti di design contemporaneo nati da queste innovazioni.

La prima mostra si intitola “50 Years of Living Marble” ed è un omaggio alla migliore produzione di design litico italiano degli ultimi 50 anni. Un percorso storico-antologico che consente un raffronto con la “lavorazione artigianale” degli anni ‘60 fino all’odierna produzione seriale.

La seconda, “The Power of Stone”, è un affascinante viaggio che sfrutta le più innovative tecniche di lavorazione della pietra per creare oggetti strabilianti realizzati in pietra, a dimostrare come le tecnologie informatiche e 3D stanno spostando sempre più avanti il confine del “possibile”.

L’ultima mostra, intitolata “New Marble Generation”, fa toccare con mano come queste sofisticate tecniche possono portare a concreti oggetti di design, progettati dai migliori designer e progettisti contemporanei.

Organizzata da Veronafiere, l’edizione Marmomacc 2016 si svolgerà presso il quartiere fieristico di Verona dal 28 settembre e il 1 ottobre.

www.marmomacc.com

Inaugura il LAC – Lugano Arte e Cultura

LAC Lugano Arte e Cultura: apre il centro per le esposizioni, il teatro, i concerti e molto altro nella città simbolo della Svizzera italiana.

Dieci anni di lavori, centinaia di milioni di Franchi, battaglie politiche: anche nel paese dell’efficienza, le grandi opere impegnano risorse oltre ogni limite. E di opera importante si tratta, posta com’è al centro della città, con una bella piazza che affaccia direttamente sul lago e la sua famosa passeggiata, e al centro della simbologia urbana che ad oggi lamentava un vuoto.

Risultato di un concorso vinto dall’architetto Ivano Gianola di Mendrisio, il LAC è una sede museale per le arti, un teatro per concerti e danza da 1000 posti – con un secondo teatro studio – sale multi uso per laboratori e conferenze e altri spazi di contorno per eventi in esterno. Oltre la dimensione locale, data la posizione baricentrica della città, la missione su larga scala, è realizzare una cerniera per un maggiore collegamento tra le culture del Nord e del Sud dell’Europa.

Il complesso che si affaccia principalmente sulla piazza Luini, comprende la sistemazione del chiostro della attigua chiesa di s. Maria degli Angioli, che, con altri spazi esterni sul retro, compongono un insieme piacevolmente fruibile. Posto in essere è anche il collegamento con la sede della collezione d’arte Olgiati a pochi passi dalla piazza.

I programmi sono molto ambizioni e rispecchiano fatica e soddisfazione degli operatori pubblici e privati che hanno reso possibile tale operazione. Per l’inaugurazione sono state scelte mostre di pittura a cavallo tra Otto e Novecento e arte contemporanea di grande interesse, che meritano senz’altro la visita.

 

www.luganolac.ch

Dieci visionari designer interpretano, ognuno col proprio estro creativo, il tema dell’animalità per Bosa, prestigioso laboratorio ceramico veneto fondato nel 1976.

Le opere, tutte inedite, sono stare realizzate da nomi prestigiosi del design quali Sam Baron, Matteo Cibic, GamFratesi, Jaime Hayon, Sebastian Herkner, Lanzavecchia+Wai, Minale-Maeda, Elena Salmistraro, Ionna Vautrin e Nika Zupanc. Diverse generazioni di designer di fama internazionale riuniti in un progetto decisamente curioso che ha portato a realizzare oggetti al confine tra arte e design.

La mostra ha fatto una brevissima apparizione in Triennale, ma ci auguriamo di vederla presto girare per l’Italia, perché davvero lo merita.

www.bosatrade.com

Foto:Tom Vack con Ester Pirotta 

Se l’opera d’arte è su binari del treno, possiamo comunque definirla street art? Ad ogni modo, questa è la serie del portoghese Artur Bordalo in cui l’artista trasforma abilmente le linee orizzontali di binari in una tela. La serie, è apparsa per la prima volta sulle ferrovie in tutto il Portogallo dall’inizio di quest’anno ed utilizza spesso colori brillanti o neon che creano un piacevole contrasto tra le rocce grigie opache dei binari ferroviari.

Nato a Lisbona nel 1987, Artur Bordalo è cresciuto seguendo le orme del nonno, Real Bordalo, che ha dipinto gran parte della città di Lisbona. La sua pittura non è solo ferroviaria, ma è anche figurativa piena di vivacità e movimento, in cui rappresenta paesaggi urbani e città di intrattenimento.

www.bordalosegundo.com

 

Se i più famosi personaggi delle fiabe Disney vivessero in questa epoca, avrebbero a che fare con diversi mali sociali e forse a parere dell’artista Jeff Hong avrebbero ben poco di cui essere felici.

Il creativo L’artista newyorkese infatti, nella sua serie “Unhappily Ever After” ha attualizzato le storie delle principesse delle favole nel mondo contemporaneo, per mettere in evidenza importanti problemi sociali. Bella de “La Bella e la Bestia”? Alle prese con la chirurgia estetica. Bambi? Imbalsamato all’interno di una ricca casa. Remy di “Ratatouille”? Utilizzato per esperimenti sugli animali. Ariel de “La Sirenetta”? Ricoperta dai rifiuti dell’oceano. Alice? Un’eroinomane. E vissero per sempre…infelici e scontenti.

Forse tanta crudezza può far riflettere? Forse almeno il mondo delle fiabe classiche è giusto che resti un territorio di felice ed ovattata gioia senza bisogno di realismo? Voi cosa ne pensate?

http://disneyunhappilyeverafter.tumblr.com/

Il 28 luglio 1914 scoppiava la I guerra mondiale. Dopo 100 anni il Mart raduna i più grandi artisti, fotografi, registi e letterati del XX secolo per raccontare uno degli eventi più drammatici e significativi della modernità. Non è una notizia di design ma la vogliamo dare lo stesso per l’importanza dell’argomento.

Stiamo parlando della mostra “La guerra che verrà non è la prima. Grande guerra 1914-2014” che il Mart di Rovereto dedica al centenario della Prima guerra mondiale e che costituisce la colonna portante di un grande progetto Mart/Grande guerra 1914-2014 che si sviluppa nelle tre sedi del Museo e si completa con un programma collaterale di eventi, incontri, convegni, appuntamenti. La prima guerra mondiale, uno degli eventi più drammatici e significativi della modernità, rappresenta il punto di partenza di un’indagine più ampia che attraversa la storia del XX secolo per arrivare ai conflitti dei nostri giorni.

La mostra che, prende titolo da una celebre poesia di Bertolt Brecht, presenta alcuni capolavori di artisti che hanno vissuto il dramma della Grande guerra fra i quali opere di Giacomo Balla, Anselmo Bucci, Fortunato Depero, Gino Severini, Max Beckmann, Marc Chagall, Albin Egger-Lienz, Adolf Helmberger, Osvaldo Licini, Arturo Martini, Pietro Morando, Mario Sironi, ed è integrata dai lavori di registi e di fotografi dell’epoca. In occasione della mostra al Mart sono stati restaurati preziosi documenti d’archivio, opere, manifesti e reperti della Prima guerra mondiale provenienti da vari musei e sovrintendenze.

La mostra sarà aperta dal Rovereto 4 ottobre 2014 al 20 settembre 2015

www.mart.trento.it

Nel mezzo di una foresta naturale canadese sorge la tenuta di Valburg, che nei suoi 50 ettari custodisce un’eccezionale edificio che abbina architettura e scultura, design e artigianato di alto livello.

Nata dalla fantasia dell’artista ed eco-designer Robert Lachance, questa straordinaria ingegneria conduce il visitatore attraverso gli spazi della casa secondo connessioni che non sono solo funzionali, ma narrative. Mentre ci si sposta attraverso questa casa-museo, l’attenzione è catturata da ogni piccolo dettaglio che stimola la fantasia e crea un racconto fatto di materiali naturali, elementi riciclati, forme e volumi: il tutto reso ancor più scenografico da scultorei strumenti per l’illuminazione.

Travi ecologiche strisciano sul soffitto soggiorno per poi esplodere in dita metalliche che aggrediscono brutalmente in un muro. È come se le curve del legno e del metallo danzassero sopra le teste di chi le osserva. E proprio questa era l’intenzione dell’artista: creare un’architettura da vivere.

www.valbourg.com

On the Way è il racconto fotografico che Marinella Paolini fa del suo cammino artistico: un viaggio non solo metaforico ma tradotto oggettivamente in migliaia e migliaia di chilometri percorsi attraverso strade e metropoli del mondo. La novità di questo viaggio per immagini non si trova nel tema affrontato, bensì nel linguaggio artistico della fotografa, assolutamente fuori dai canoni. All’interno della mostra, ospitata presso la Fondazione Ducci di Roma e che fa parte di ArtInFondazione, una rassegna d’arte contemporanea che, quest’anno, si intitola Contemporaneo Europeo 2000-2010, verranno esposte alcune delle opere più significative della serie “Urban Soul”, le svettanti architetture contemporanee che l’hanno resa popolare al pubblico oltre agli asfalti di Pathways, un nuovo progetto di Fusion Art, già presentato con in anteprima al MACRO di Roma, che mixa l’arte classica a quella fotografica. Tra le opere esposte ci saranno quelle che Marinella Paolini ha realizzato con gli artisti Sergio Fermariello, Camilla Ancilotto, Paola Romano, Benny Recchioni e Patrizia Biba Mogherini, già suo Art Director e ideatrice della FusionArt per FormedarteItalia Executive Production of Contemporary Art. All’interno di On the Way, si troverà una piccola installazione di scatti inediti e “privati”, stampati su carta fotografica tradizionale, che sono da considerarsi un omaggio al pubblico romano. “On the way” di Marinella Paolini 21 maggio – 13 giugno 2014 Fondazione Ducci Palazzo Cisterna Via Giulia 163, Roma Da lunedì a venerdì 10-13/16-19 Ingresso libero Info: +39 0664790465 FormedarteItalia Production Creative Director & Art Director: Patrizia Biba Mogherini Organizzatrice e Coordinamento Artistico: Dott.ssa Ilaria Caravaglio www.fondazioneducci.org