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Le librerie divisorie di design sono l’ideale per delimitare gli ambienti senza rubare spazio e luce. Ecco la nostra selezione.

Dividere gli ambienti è una scelta a volte necessaria. Lo era ieri e lo è ancora di più oggi, in questo tempo sospeso in cui le nostre case sono diventate il cuore di tante attività. In molti casi, però, la soluzione migliore per dividere gli spazi non sono le pareti. Soprattutto nelle case piccole, dove un muro toglie luce e centimetri preziosi.

Per fortuna, le idee alternative per delimitare gli ambienti non mancano. E tra le soluzioni più versatili ci sono senza dubbio le librerie divisorie (conosciute anche come librerie bifacciali o freestanding).

Le librerie bifacciali sono un elemento divisorio leggero che garantisce una certa privacy, senza ostacolare il passaggio di luce. E possono essere utilizzate per diversi scopi: separare la zona pranzo dal salotto, dividere la camera da letto dalla zona giorno, schermare il bagno dalla camera da letto o qualsiasi altra esigenza abbiate.

Amate per la loro flessibilità, le librerie divisorie sono state spesso interpretate dai designer nel corso degli anni. Anche quando gli open space non erano ancora diffusi. Un esempio su tutti la libreria Veliero progettata da Franco Albini nel 1939 per il soggiorno della sua casa.

Negli ultimi anni, la varietà di librerie freestanding proposta dai brand di design è cresciuta a dismisura. Dalle essenziali librerie cielo-terra di Living Divani e Arflex alle preziose librerie in marmo di Salvatori e Franchi Umberto Marmi.

Ecco la nostra selezione.


Le più belle librerie divisorie di design


Veliero, Cassina

Apriamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie di design con un grande classico: Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Una libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica.
Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È però soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina.
Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Una tecnica costruttiva grazie alla quale ripiani in vetro sembrano galleggiare nello spazio. (www.cassina.com)

Joy, Zanotta

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioniJoy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire.
L’unicità di Joy è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C.
Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)

Ian, BertO

Ispirazione anni ’50 per Ian, la libreria modulare di BertO progettata da Castello Lagravinese Studio. Uno stile anni ’50 reinterpretato però con importanti novità stilistiche, come la scelta di una forma stondata al posto della più comune forma a sezione rettangolare.
Grazie al suo sistema componibile, Ian permette di creare progetti di interior design fortemente personalizzati. (www.bertosofas.co.uk)

Alba, Arflex

Leggera, elegante, versatile. Possiamo riassumere così Alba, la libreria bifacciale firmata da Bernhardt&Vella per Arflex. Una libreria per esporre e contenere dalla grande flessibilità compositiva.
A caratterizzare il progetto è il decoro geometrico creato dai ripiani a forma di mezzaluna.
I ripiani sono proposti in MDF laccato nero lucido o in vetro temperato nei colori fumè, verde e bronzo. La struttura di Alba è in alluminio anodizzato nero. (www.arflex.it)

Sailor, Living Divani

Si ispira al mondo nautico Sailor, la libreria cielo-terra disegnata nel 2019 da David Lopez Quincoces per Living Divani. Una libreria dalle linee semplici ideale per dividere un ambiente, senza appesantire.
Sailor è composta da sottili pali verticali in ottone e mensole create accostando a mano due essenze diverse.
Nel 2020 il concept si è arricchito con l’aggiunta dei contenitori con anta a ribalta. Per rispondere in modo ancora più flessibile alle esigenze della zona giorno o dell’ufficio. (livingdivani.it)

Shanghai, Alivar

Shanghai di Alivar è un pezzo icona della collezione HOME PROJECT. In questa nuova versione, la libreria viene presentata in una dimensione più grande – da 312 cm di lunghezza e 237 cm di altezza – per un effetto ancora più scenografico.
La struttura esterna è in rovere termotrattato oppure tinto nero. Le mensole irregolari che danno carattere alla libreria sono prodotte in Baydur strutturale espanso, rivestite poi in cemento spatolato grigio o laccato opaco. (www.alivar.it)

Colonnata, Salvatori

Una libreria freestanding preziosa come un gioiello. Parliamo di Colonnata, il progetto firmato da Piero Lissoni per Salvatori. A rendere speciale Colonnata sono i divisori in 10 tipologie di marmo: dal classico Bianco Carrara al Verde reale, dal Giallo Siena al Nero Marquinia. Una varietà di combinazioni cromatiche che rende la libreria Colonnata altamente personalizzabile.‎(www.salvatoriofficial.com)

Bookshelf, Cappellini

Ogni oggetto ha bisogno di uno spazio dal volume proporzionale alle proprie dimensioni. È da questa constatazione che nasce Bookshelf, la libreria disegnata da Shiro Kuramata per Cappellini. Bookshelf è infatti costituita da un modulo bifacciale composto da pannelli laccati bianco opaco, con vani tutti di ampiezza diversa.
La libreria può essere utilizzata singolarmente, come fosse una scultura, dare vita a una composizione a parete oppure trasformarsi in un elemento divisorio che lascia passare luce e aria. (www.cappellini.com)

Hexagon, Franchi Umberto Marmi

Una libreria autoportante, modulare e scultorea, composta da esagoni in marmo sovrapposti. Ecco raccontata in breve Hexagon di Franchi Umberto Marmi. Un sistema-libreria ampiamente configurabile, pensato per spazi flessibili.
L’impiego del marmo Calacatta, con le sue calde venature, dona morbidezza ai moduli e alla struttura. Per dividere e impreziosire gli ambienti.  (www.franchigroup.it)

Nima, Borzalino

Struttura in legno massello, dettagli in metallo, mensole in vetro. È da questo equilibrato mix di materiali che nasce Nima, la libreria modulare firmata da Andrea Andreatta per Borzalino. Una libreria cielo-terra leggera ed elegante, che può essere usata sia per contenere che per separare gli ambienti, lasciando però passare luce e aria. (www.borzalino.com)

Swing, Morelato

Si chiama Swing la libreria disegnata da Libero Rutilo per Morelato. Un sistema modulare con elementi accostabili o pensili di differenti dimensioni, adatto sia per ambienti moderni che per interni più classici.
Ogni elemento è disponibile nella versione a giorno, con ante o cassetti. La struttura è in legno di frassino tinto in varie tonalità. I ripiani interni sono in cristallo. Il tutto realizzato con grande cura artigianale. (www.morelato.it)

Orbis, Emmemobili

Una moderna piramide, un invito al gioco, un grande esempio di curvatura del legno. È Roue, la libreria bifacciale firmata da Elena Salmistraro per la collezione Orbis di Emmemobili.
Roue (dal francese ruota) è composta da tre grandi nastri sovrapposti, stabilizzati da una fascia metallica centrale, e da sei contenitori circolari pensati per contenere e decorare. (www.emmemobili.it)

Babele, Flou

Sono le antiche architetture Yemenite ad aver ispirato Babele, la libreria girevole di Flou.
La struttura, in metallo brunito opaco e legno finitura rovere caffè, è realizzata con soluzioni costruttive all’avanguardia. La colonna centrale integra luci LED e funge da asse di rotazione. Ad essa si agganciano quattro piani orizzontali con divisori verticali di altezze e profondità diverse, progettati per valorizzare l’esposizione di libri e oggetti. (www.flou.it)

Bosco, Mentemano

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Bosco, la libreria bifacciale di Mentemano, si ispira agli alberi e ai loro rami sottili.
La struttura in metallo verniciato a polvere nero opaco trasmette una sensazione di leggerezza, ulteriormente sottolineata dai cinque ripiani in CDF.
La libreria Bosco fa parte della collezione “Super” disegnata dall’architetto Nicola Gisonda. Una serie di prodotti dalle linee eleganti e minimali che comprende anche tavoli, sedie, appendiabiti, scrivanie, specchi e paraventi. (www.mentemano.it)

Dalton Chrome, Minotti

Forme semplici e decise, una combinazione di finiture e materiali ricercata. Sono questi gli elementi che caratterizzano la libreria Dalton Chrome di Minotti.
La libreria è proposta con una struttura in metallo Cromo Lucido in due varianti: ripiani in rovere nero sabbiato abbinati a schienali laccati lucidi nei colori Warm Grey o Granito oppure ripiani in palissandro Santos, con schienali laccati lucidi nei colori Bianco o Granito. (www.minotti.com)

Milonga, Miniforms

Chiudiamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie con Milonga, la libreria disegnata da Paolo Capello per Miniforms. Una libreria dalle linee esili che gioca con i colori dei tubi e l’assetto delle mensole.
‎La successione dei ripiani dona movimento alla libreria, ricordando le righe stampate sui quaderni che usavamo da bambini.
‎Ideale sia come libreria divisoria che come soluzione a parete. (www.miniforms.com)

LEGGI ANCHE LE PIÙ ICONICHE LIBRERIE DI DESIGN

Le librerie di design più iconiche? Fra modelli scultorei e scaffali modulari, ecco 13 grandi classici.

Possono essere essenziali o scultoree, a parete o da centro stanza, modulari o fisse. L’unica cosa certa è che si tratta di uno degli arredi più versatili e più amati da sempre. Parliamo delle librerie. Un mobile che, nell’ultimo secolo, è stato oggetto di interesse da parte di tanti designer. Da Marcel Breuer a Vico Magistretti, da Ettore Sottsass a Ron Arad e Philippe Starck, tutti i grandi progettisti hanno legato il proprio nome a una libreria.

Le librerie più comuni sono quelle modulari, studiate per poter crescere nel corso degli anni. Si tratta di modelli molto semplici, caratterizzati da forme ortogonali, ideali per chi ama riempire gli scaffali di libri, riviste e oggetti del cuore. Chi, invece, preferisce esporre solo pochi oggetti o qualche volume da collezione può puntare su librerie dal carattere scultoreo, dove la forma prevale sulla funzione. O ancora, scegliere una versione da centro stanza per dividere un ambiente.

Qualche esempio? Bene, abbiamo raccolto le 13 librerie di design più iconiche del secolo scorso. Dal Veliero fatto di aria e luce di Franco Albini alla Nuvola pieghevole di Vico Magistretti, dal castello con le carte di Pierre Paulin all’omino con le braccia sollevate di Ettore Sottsass.

Ecco la nostra selezione.


LE LIBRERIE DI DESIGN PIÙ ICONICHE 


B22, Thonet, 1928

Tubolare d’acciaio. È sufficiente nominarlo per far scattare l’associazione con i mobili del Bauhaus, la celebre scuola tedesca di design, arte e architettura fondata da Walter Gropius nel 1919. Un esempio è lo scaffale B22 disegnato nel 1928 da Marcel Breuer, uno degli esponenti di spicco del movimento tedesco (è sua la mitica poltroncina Wassily diventata uno dei simboli del Bauhaus!). Essenziale ed elegante, B22 è costituito da una struttura in tubolare d’acciaio cromato ed elementi in faggio o frassino, in finitura naturale o verniciato a poro aperto. (it.shop.thonet.de)


Veliero, Cassina, 1939

Aria e luce: sono questi gli elementi costitutivi di Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È, però, soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina. Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Grazie a questa tecnica costruttiva, ripiani in vetro sembrano infatti galleggiare nello spazioUna libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica. Il nome? Fu scelto dalla designer Franca Helg, socia di Albini, per il richiamo della libreria alla carpenteria nautica. (www.cassina.com)


Storage Unit, Vitra, 1949

Storage Unit (ESU) è il sistema di scaffali di Vitra, disegnato da Charles e Ray Eames nel 1949. Nato per gli uffici, grazie alla sua multifunzionalità Storage Unit è diventato un arredo molto usato anche negli ambienti domestici. La libreria è composta da una griglia in metallo su cui possono essere fissati ripiani, contenitori e cassettirealizzati in diversi materiali. Molto ricca è anche la palette di colori. Accanto a quelli originali la designer olandese Hella Jongerius ha definito una nuova tavolozza, che interpreta in chiave contemporanea lo spirito degli anni 40/50. Il sistema di scaffali si può combinare con la scrivania Eames Desk Unit (EDU). (www.vitra.com)


Libreria ELEGIE, MisuraEmme, 1949

Un’architettura rigorosa e funzionale. È ELEGIE, il progetto firmato da Ignazio Gardella nel 1949, rieditato da Misuraemme. Composta da pezzi seriali, che si possono combinare in totale libertà, ELEGIE è una delle prime librerie modulari della storia. La struttura è costituita da montanti verticali in metallo preforati, con piastre e bulloni per l’ancoraggio a parete. I ripiani sono disponibili in due profondità. Quelli profondi 460 mm si possono utilizzare come scrittoi o base per la TV. In larghezza ELEGIE si compone accostando i singoli moduli. (www.misuraemme.it)


String, String Furniture, 1949

Uno scaffale che è un grande classico del design scandinavo. È String, il sistema modulare disegnato nel 1949 dall’architetto svedese Nils Strinning, Uno scaffale versatile e pratico, contraddistinto da un design pulito ed essenziale. L’elemento che rende subito riconoscibile uno scaffale String Pocket? I due pannelli laterali simili a una scala. Due esili scale che corrono lungo la parete, su cui si inseriscono tre mensole, che possono essere regolate in altezza. Flessibile, pratico e proposto in tante varianti di colore, String si adatta a qualsiasi ambiente: studio, cameretta, cucina, living e finanche bagno. Si possono creare composizioni grafiche a parete, affiancando diverse mensole String, in orizzontale o in verticale. (stringfurniture.com)


Sistema Universale di scaffalatura 606, Dieter Rams, 1959

Il Sistema Universale di Scaffalatura 606 di Dieter Rams nasce nel 1959. Il tratto distintivo della libreria è nella sua essenzialità. Un’essenzialità che la rende incredibilmente attuale ancora oggi. Il progetto si compone di montanti in estruso di alluminio, con piani e mensole molto sottili, realizzati sempre in alluminio. Proposta in tre versioni – sospesa, a parete o da posizionare a centro stanza – 606 può essere attrezzata con cassettiere, ripiani e finanche con aste appendiabiti. Per trasformarsi in una pratica ed elegante cabina armadio. (www.depadova.com)


Albero, Poltrona Frau, 1959

Albero è un progetto di Gianfranco Frattini della fine degli anni ‘50, rieditato nel 2015 da Poltrona Frau. Si tratta di una libreria “terra-soffitto” pensata per il centro stanza, caratterizzata da un complesso lavoro di ebanisteria. Proprio come un albero, la libreria di Frattini è composta da un “tronco” centrale intorno a cui si dispongono gli scaffali. Una vera scultura che, tra l’altro, può essere ruotata a 360°. La struttura portante è in legno massello di noce Canaletto con incastro a cremagliera. Le mensole sono in legno impiallacciato.‎ I puntali, a soffitto e a terra, sono in ferro verniciato.‎ (www.poltronafrau.com/it)


Libreria Elysée, Magis, 1968

Il nome ci racconta già un po’ della sua storia. La libreria Elysée è infatti disegnata dal francese Pierre Paulin per l’appartamento del presidente François Mitterand, all’interno dell’Eliseo a Parigi. Si tratta di una libreria impilabile realizzata in multistrato di acero curvato, in finitura naturale o wengé. Una libreria molto funzionale, dunque. Ma non solo. Simile a un castello fatto con le carte, Elysée è un oggetto scultoreo bello anche senza libri. È prodotta da Magis. (www.magisdesign.com)


Nuvola Rossa, Cassina, 1977

Creare una libreria basata sul meccanismo della scala a pioli. È questa l’idea che guida Vico Magistretti fin dal 1946. Un lungo percorso di ricerca che lo porta nel 1977 alla progettazione di Nuvola Rossa, la libreria “pieghevole come una sedia a sdraio”. Già, Nuvola Rossa ha una struttura pieghevole e, una volta chiusa, è proprio a una scala a pioli che fa pensare. La peculiarità del progetto è nelle diagonali di controventatura che sostengono i ripiani, senza bisogno dei fianchi. Una tecnica costruttiva unica che ha reso Nuvola Rossa una delle librerie più iconiche della storia del design. La libreria è disponibile in faggio evaporato naturale o laccato ed è prodotta da Cassina. (www.cassina.com)


Carlton, Memphis, 1981

Forme geometriche dai colori vivaci che richiamano l’immagine di un uomo con le braccia sollevate. Ecco Carlton, la mitica libreria disegnata da Ettore Sottsass nel 1981, diventata il simbolo per eccellenza del gruppo Memphis (il celebre collettivo fondato dallo stesso Ettore Sottsass agli inizi degli anni 80). Libreria, dicevamo, ma anche e soprattutto opera d’arte o totem. In Carlton infatti la forma prevale nettamente sulla funzione. Carlton è realizzata in legno laccato policromo e laminato plastico ed è prodotta da Memphis Milano. Ogni pezzo è accompagnato da un certificato di autenticità. (www.memphis-milano.com)


Joy, Zanotta, 1989

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioni. Joy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire. La sua unicità è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C. Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini, da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)


Mac Gee, Baleri Italia

Un grande classico, disegnato nel 1984 da Philippe Starck per Baleri Italia. Si tratta di Mac Gee, la libreria modulare e componibile all’infinito. La genialità del designer francese riduce la libreria all’essenziale. Un montante ancorato alla parete e 5 piani di profondità decrescente. Tutto qui!
Realizzata in lamiera d’acciaio verniciata con polveri epossidiche, Mac Gee è disponibile nei colori nero opaco, bianco e argento metallizzato. (www.baleri-italia.it)


Bookworm, Kartell, 1993

Libreria o oggetto decorativo? Bookworm, il progetto firmato da Ron Arad nel 1993, è entrambe le cose. Questa libreria a parete, infatti, non ha bisogno dei libri per dimostrare il suo carattere. Pensata originariamente in metallo, Bookworm è stata realizzata in tecnopolimero dopo l’incontro con Kartell. L’idea rivoluzionaria di Arad è stata quella di sostituire le tradizionali forme ortogonali delle librerie con una forma sinuosa. Le linee ondulate di Bookworm possono assumere diverse configurazioni, senza compromettere funzionalità e resistenza. La libreria può, infatti, sostenere un carico di circa 10 kg per ogni supporto. È disponibile in tre differenti lunghezze. (www.kartell.com)


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Basta con chiodi, viti e martelli: per ricavare uno scaffale da un listone di legno sono sufficienti una corda e un sapiente taglio al laser. Ecco come nasce A-Board, un eco-progetto di Tomás Schön per Green Furniture Sweden.

Tutte le proposte del gruppo Green Furniture Sweden nascono in uno studio fondato nel 2005 dal designer Johan Berhin. Qui la parola d’ordine è eco sostenibilità, tanto che da qualche anno è stato organizzato un concorso per premiare il miglior progetto di eco-design.

L’obiettivo non è soltanto quello di usare materiali naturali e riciclabili, ma di usarli e lavorarli con parsimonia, delicatezza e in modo sostenibile. Senza per altro rinunciare alla cura del disegno: molti dei complementi d’arredo pensati nell’ambito del progetto Green Furniture Sweden sono ispirati al gusto più classico; in fondo un mobile “senza tempo”, che non passa mai di moda, diventa ancor più sostenibile.

Quest’anno ad aggiudicarsi il secondo posto nel Green Furniture Award è stato il designer Tomas Schön con il suo scaffale A-Board. Con un innovativo sistema di piegatura del legno con taglio laser Schön (per metà Italiano) è riuscito a creare una libreria senza usare chiodi, colle e viti. Basta tirare letteralmente la corda per trasformare una tavola sottile in oggetto tridimensionale da appoggiare al muro. E sui sei ripiani, solidi e stabili, c’è posto per qualsiasi oggetto.

www.greenfurniture.se

 

Mondadori ha appena pubblicato “Vivere con i libri”, interessante volume ricco di spunti rche presenta una grande varietà di soluzioni su misura, innovative e insolite, per organizzare la propria libreria, pr creare e progettare interi ambienti dedicati ai libri

Realizzato da Giuseppe Molteni e Roberta Motta con i testi di margherita Pincioni, il volume propone ambienti classici o di design, arredati con librerie di ogni genere, di produzione o realizzate su misura, classiche o contemporanee. Ma anche libri in libertà, impilati ai lati del letto o arrampicati su mensole e pareti. Un excursus davvero ampio e interessante che, aldilà della grande bellezza delle immagini, offre una grande quantità di soluzioni e suggerimenti per tutti gli amanti dei libri.

Vivere con i libri, pag. 168, 150 foto a colori, € 29.00, Mondadori

www.mondadori.it

 

Gt2p è uno studio che disegna e progetta i suoi prodotti in modo digitale. A partire dalla creazione di un “DNA” i designer sviluppano collezioni di oggetti, diversi e personalizzabili. Come la libreria Twin Shelves, uno dei pezzi della linea Voro.

Da un mix di ricerca su nuovi materiali, metodi di sviluppo, disegno e produzione, nascono prodotti che sono generati da media digitali. La combinazione di qualche algoritmo permette di sviluppare complementi d’arredo diversi, accomunati da una sorta di DNA che lascia traccia di sé in alcune caratteristiche comuni, come in una famiglia. Questo nuovo procedimento di progettazione permette anche un particolare tipo di personalizzazione, particolare proprio perché è realizzato dal computer: inserendo nel sistema le variabili necessarie, quelle dettate dalle necessità dell’utente, il prodotto scelto viene ridisegnato e adeguato esattamente a quelle esigenze. Anche la libreria Twin Shelves è nata così, con le sue linee sinuose e la possibilità di essere modificata: si possono scegliere altezza, lunghezza e anche la quantità di ripiani. Un modernissimo alveare in MDF laccato, rigorosamente bianco, che non ha nulla di standardizzato, né nella forma né nel processo di realizzazione.

www.gt2p.com

 

Etchi è un modulo eclettico in legno multistrato dalla forma quasi “elementare” ma dalla forte identità. Il suo nome deriva dalle 5 lettere (E-T-C-H-I) che possono essere lette nel suo profilo.
Disegnato da Tuttotondo, un marchio italiano alla ricerca di nuove forme per oggetti di uso quotidiano, Etchi si distingue per la semplicità delle linee e dalla versatilità d’uso. Un singolo modulo può essere infatti utilizzato da solo come tavolino di servizio, come comodino o come sgabello.
Giornali, riviste, ma anche il computer portatile possono essere conservati nei due scomparti ai lati dell’elemento centrale, sostenuti dai rialzi laterali. In alternativa, possono essere assemblati più moduli per formare una libreria monocromatica oppure arcobaleno, sfruttando la grande quantità di colori disponibili.

www.tuttotondodesign.com

 

STORY+ è una libreria modulare disegnata dallo studio Eat-Arts: un sistema flessibile e componibile che permette l’accostamento di un’ampia gamma di colorazioni e la libera composizione nello spazio.

STORY+ libera la fantasia (si appende alla parete permettendo di creare composizioni infinite) e libera anche la parete dal vincolo del contenitore tradizionale. Si può utilizzare uno solo elemento, magari di fianco al letto per i libri preferiti, oppure ci si può sbizzarrire a creare un puzzle colorato fatto da diversi moduli accostati a piacere.

Un elemento elastico permette la collocazione dei volumi nel singolo elemento-mensola, offrendone un supporto tecnico per l’equilibrio. La scelta di utilizzare un materiale elastico, come “vincolo” da poter plasmare, simboleggia quello che la lettura fa accrescere in noi: apre a nuovi confini, fa volare la fantasia e stimola il pensiero. La libreria diventa espressione grafica della storia che volete raccontare, la storia di cui diventerete parte.

I moduli sono in lamiera di ferro verniciati a poliestere con un cordoncino elastico fermacavo. E sono prodotti da Lamidea, un’azienda intelligente che mette in produzione i progetti di giovani designer e alla quale ognuno può mandare un’idea!

www.eat-arts.it

www.lamidea.com

 

 

La filosofia del sistema Tok di Cerruti Baleri si basa su due concetti: semplicità e flessibilità: pochi elementi, dall’ingombro limitato e facilmente trasportabili e stoccabili, consentono di prevedere infinite configurazioni.

Il progetto è elementare: con due elementi portanti (tok) e due ripiani può essere configurata la composizione minima. La particolare forma degli elementi portanti a L fa sì che, una volta caricata, le linee verticali scompaiano e si veda solo la scansione orizzontale dei ripiani, con l’effetto “parete di libri”.

Il sistema comprende: elementi verticali di 2 altezze, verniciati bianchi o neri, piani di 5 misure e di 5 finiture: grezzo, laminato bianco e nero, laccato bianco e nero, frassino naturale e frassino moka, teak. Ancora: ante e schienali, verniciati bianchi o neri; basi e appoggi a terra e per finire, fissaggi a parete e a soffitto.

Tok è realizzata in listellare cartellato MDF a triplo strato per i ripiani, alluminio per i montanti verticali, lamiera di acciaio per ante e schienali, ottone tornito e nichelato per la ferramenta, e acciaio tagliato a laser per i supporti e le basi. Design, Benedetto Quaquaro.

www.cerrutibaleri.com

 

 

Il “Veliero” spiega le vele e sfida il tempo; con Cassina torna a vivere la leggendaria libreria di Franco Albini, un’icona del design italiano degli anni ’40, incontro di innovazione progettuale e leggiadra armonia.

Inserita nella Collezione Cassina I Maestri e volutamente non in edizione limitata, “Veliero” è finalmente un sogno realizzato. Per far questo Cassina ha svolto una lunga ricerca nei campi della storia del design, con l’aiuto del critico Giampiero Bosoni, dell’ingegneria nautica, coinvolgendo lo studio Brenta, e dell’ingegneria civile, avvalendosi di validi strutturisti.

Già nel 2006 il marchio aveva riprodotto “Veliero” in una variante dimensionale prevista dall’ideatore in occasione della mostra “Zero Gravity. Franco Albini costruire la modernità”, curata da Renzo Piano, il più famoso tra gli allievi di Albini. Fu un’ottima occasione per l’azienda di confrontarsi con il carattere di precarietà strutturale intrinseco nella statica del progetto, che a suo tempo aveva procurato qualche problema.

Così denominata per il richiamo a un’imbarcazione a vela, oggi “Veliero” si presenta composta da due aste in legno di frassino su cui poggiano, come sospesi, i ripiani in vetro stratificato grazie a un sistema di solidi tiranti in acciaio. Fedele nei dettagli, la nuova “Veliero” fa proprio il linguaggio visionario dell’esemplare costruito da Albini per la propria abitazione di Via De Togni a Milano; in equilibrio tra aria e luce permette comunque una capacità di carico limitata così da non tradire la natura di poetica astrazione fortemente voluta da chi per primo l’ha concepita. In ogni caso Cassina ha previsto una variante che consente la stabilità anche con carichi maggiori, tutto ciò per mezzo dell’inserimento di una barra a sezione circolare posta nella parte superiore tra le due aste diagonali.

Nel tempo “Veliero” ha visto crescere attorno a sé un’aura di fama e ammirazione non erosa dal susseguirsi di epoche e mode, aiutata anche dalla provvisorietà dell’installazione originale. Pochi infatti hanno avuto la fortuna di ammirarla prima che i suoi ripiani andassero in frantumi, ma molti hanno contribuito a tenerne vivo il ricordo.

Ricostruire nel nuovo millennio la libreria “Veliero” vuol dire avere il coraggio di mettersi in gioco su due fronti: produrre una versione che rende omaggio all’assoluta purezza del design originale, pur con la sua fragilità, e affiancare una rivisitazione più funzionale, che nel sostanziale rispetto dello spirito e della forma, consenta una migliore usabilità quotidiana.

www.cassina .com

 

Slim e Speed_B sono due sistemi giorno disgnati da Massimo Rosa e Imagodesign per l’azienda friulana Dall’Agnese: due linee caratterizzate flessibilità e da un ricco gioco di composizioni.

Slim offre svariate possibilità di interpretazione dello spazio, delle superfici e dei materiali, dato che si possono abbinare basi sospese ed elementi pensili chiusi ed a giorno in infinite composizioni, in una vastissima gamma cromatica e a finiture diversificate. I pensili a ribalta inoltre sono associati agli elementi a giorno metallici per creare giochi di pieno e vuoto ad effetto.

Speed_B è invece caratterizzata da elementi a spalla verticali con ripiani a spessore alternato (3 cm e 1,5 cm) e diverse profondità. I cubi sporgenti in metallo possono essere inseriti a piacere all’interno del vano libreria, potendo così accogliere oggetti di varie dimensioni.

Comporre gli elementi diventa quindi un divertente e infinito puzzle personalizzabile all’infinito!

 

www.dallagnese.it

 

Alessandro Mendini ha disegnato questa interessante collezione di contenitori per Domodinamica interpretando, con il suo stile inconfondibile fatto di linee pure e colori primari, delle semplici assi di legno.

Questo lavoro nasce dalla collaborazione fra Domodinamica e Alessandro Mendini. Si tratta di un semplice gioco combinatorio di alcune assi di legno verticali e orizzontali, ricoperte con laminato plastico. Ne risulta un divertente sistema di piani d’appoggio atti a formare librerie, comodini e mobiletti, anche da centro stanza.

Sono facili all’uso e di notevole impatto visivo. Sono semplici perché di forma primaria e decorati su una sola faccia. Tuttavia hanno il fascino elegante della memoria e dell’avanguardia e rappresentano presenze policrome dentro le stanze. Mobiletti realizzati in legno e rivestiti in laminato color grigio nei fianchi e nei ripiani e con decorazioni disegnate e realizzate da Mendini in esclusiva per Domodinamica.

Alla collezione I Policromi appartengono la libreria alta (221 cm), un contenitore-libreria bassa (79 cm), un comodino alto (79 cm) e un comodino basso (58 cm).

www.domodinamica.com

 

 

Semplicità, linearirtà, essenzialità, studio delle forme e dei materiali. Queste sono le parole d’ordine del designer giapponese Jonah Takagi, concetti ben visibili nelle sue recentissime collezioni di tavoli e librerie.

L’atelier Takagi è specializzato nel cercare l’essenza del design. In questo senso si muovono le ultime due collezioni New Basics e Scaffold Shelving. New Basics è una linea di tavoli “flat pack”, cioè completamente smontabili e con un minimo ingombro del packaging per la spedizione. Il design abbina un linguaggio semplice e molto grafico ad uno studiato sistema di gambe, struttura e superfici. La collezione presenta un top in materiale riciclato con trama a nido d’ape e un “hardware”, la struttura portante, in acciaio verniciato a colori diversi.

Stesso concetto per la libreria Scaffold Shelving che trae ispirazione dai ponteggi in bambù che in tutto l’Oriente vengono utilizzati per l’edilizia. Luminoso e arioso, inaspettatamente robusto, questo sistema di scaffalatura può essere assemblato in una quantità illimitata di configurazioni e può funzionare come una console, un contenitore di libri o un divisorio. È realizzato in multistrato di betulla del Baltico, facilmente smontabile e anche questo è stato concepito e pacchi piatti per la spedizione.

www.ateliertakagi.com

Innovativa sia nelle forme, sia nel materiale con cui è costruita, la libreria Wawy disegnata da Marco Bavuso per Alivar è destinata a modificare il concetto di libreria modulare.

Decisamente Wawy è un elemento d’arredo che si fa notare. Non solo per la particolarità della sua forma che, come ci ricorda il nome, presenta se osservata lateralmente, un affascinante andamento ondulare, ma anche per il materiale con cui è realizzata: la pietra acrilica LG Hi Macs®, un composito di alta qualità, resistente, non assorbente né poroso (quindi igienico, ecologico e impermeabile) e che non muta le sue caratteristiche (e quindi nemmeno il colore) col passare del tempo.

Vista di fronte offre un’immagine lineare, pura, essenziale. Ma man mano che ci si sposta lateralmente Wawy si trasforma sempre più mostrando il suo aspetto dinamico, sorprendente e, perché no?, decorativo. Un’immagine che muta al cambiare dell’angolatura dalla quale la si osserva, offrendo prospettive ogni volta nuove e che la caratterizzano così fortemente.

Wawy può essere posizionata a parete o sospesa, oppure può essere sistemata a centro stanza per separare con grande effetto due ambienti.

La libreria è modulare con elementi di tre dimensioni diverse e due profondità ed è disponibile nei colori bianco e nero.

www.alivar.com

 

 

La Natura, i suoi materiali e le sue forme, abbinate ai concetti (anch’essi legati alla natura) di resistenza, forza e bellezza, son la fonte di ispirazione per gli arredi di AL26.98.

Forme che richiamano l’architettura degli elementi naturali, materiali ecosostenibili quali alluminio e legno, design semplice, essenziale e molto evocativo: è questo il progetto tutto “naturale” nato da un concept di Gabriele Centazzo.

A questa collezione appartiene la libreria Fagus un complemento d’arredo che ha distinto il marchio AL26.98 fin dal principio per la sua originalità. Un albero che è equilibrio tra forza e leggerezza. Un albero che può diventare libreria, parete attrezzata, sistema di mensole, divisorio. Lo spessore del tronco è di 32 mm mentre quello dei rami, sporgenti con inclinazioni diverse, è di 16 mm. Può

anche diventare autoportante ed essere collocato al centro stanza come elemento free standing.

Data la sua evocativa forma ad albero, Fagus è stato proposto nella versione per bambini insieme al modello Ginko, caratterizzato dai rami perpendicolari al tronco.

www.al2698.com

 

Simpatico il nome e simpatica l’idea per il progetto di Simone Micheli e Myyour: un unico pezzo infinitamente componibile, incredibilmente colorato, facilmente versatile e adattabile.

Gigio è una sfera, Bagigio è la rappresentazione tridimensionale della forma dell’infinito, o, scegliete voi l’interpretazione preferita, la macro-immagine spaziale di un legame atomico bipolare.

Infilati su perni e combinati insieme formano divisori e pareti sinuose, oppure, aggiungendo ripiani di cristallo, si trasformano in scaffali, librerie, tavolini o in banconi d’appoggio.

Gli elementi sono realizzati con un polietilene speciale, il PolEasy, che elimina il problema delle microporosità superficiali e garantisce così  maggiore durata, facilità nel lavaggio e soprattutto brillantezza dei colori; aspetto importante per questa collezione perché, al di là delle linee particolari, è proprio l’esplosione cromatica a consentire quella versatilità che rende la struttura adattabile alla camera di un bambino come ad un salotto, ad un ufficio come al salone di un negozio.

Trigigio completa la collezione: un piano di vetro sagomato a forma di trifoglio, sorretto da tre fratellini Gigio.

www.myyour.eu