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Microtipici, storie di gioielli fatti con i (piccoli) piatti del cuore…

I cibi Microtipici sono piatti semplici, della tradizione locale, legati a consuetudini antiche. Sono i cibi più noti, quelli popolari. Quelli che probabilmente non si celebrano nei ricettari famosi, ma che sono da sempre i preferiti delle persone che vivono in quei territori.

Proprio la tradizione e la cultura di questi piatti ha dato lo spunto allo studio abruzzese Arago Design per il suo progetto Microtipici tasty italian jewelry. Un progetto a cavallo fra design, gioielleria e gastronomia.

 Microtipici tasty italian jewelry

Il progetto Microtipici tasty italian jewelry infatti si basa su una collezione di gioielli in porcellana bordata in oro 24 carati. Si tratta principalmente di spille e anelli, realizzati con i minuscoli piattini da casa delle bambole, che diventano essi stessi gioielli. È la rivincita dei piatti della tradizione locale. I piatti in miniatura diventano protagonisti, da esibire come le perle o le pietre preziose.

La collezione Microtipici tasty italian jewelry è anche interattiva. Attraverso il sito www.microtipici.it ognuno può contribuire alla costruzione di una nuova “mappa del gusto italiano” e avrà la possibilità di vincere il gioiello “I love Microripici” in edizione limitata.

Scopri altri progetti di design territoriale dedicati all’Abruzzo di ARAGO DESIGN

Un incontro fra tradizioni, design e territorio

Lo studio Arago Design, fondato a Pescara da Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, è specializzato nel design artigianale e in particolare nella lavorazione creativa della ceramica.

Molti sono i progetti di Arago Design, e tutti sono strettamente legati al territorio abruzzese. C’è Gransassolino, il piccolo vaso per fiori che riproduce la principale vetta abruzzese, il Gran Sasso d’Italia, e Neola, la linea di accessori per la tavola ispirata a una cialda tradizionale. Trofeo, la testa di pecora in ceramica decorata, e SalvaPecunia, il salvadanaio in terracotta smaltata e sughero, sono invece dedicati a uno degli animali tipici delle montagne abruzzesi. 

Guarda anche la collezione VIA LATTEA in “ceramica fluida” di Arago Design

aragodesign.it

No War Factory è un nuovissimo brand che crea gioielli riciclati, nati dagli scarti degli ordigni bellici esplosi in Laos durante la drammatica Guerra del Vietnam.

Cos’è No War Factory? 

No War Factory è un progetto che nasce dal cuore di una giovane coppia Toscana. Già, dal cuore, perché No War factory è davvero un progetto nato col cuore. Col cuore di chi, senza retorica, promuove azioni etiche che fanno del bene ai territori e alle popolazioni martoriate dalle guerre.

Massimo Moriconi e sua moglie Serena Bacherotti, i fondatori di No War Factory, decidono nel 2017 di creare un’impresa per aiutare le popolazioni in Laos e in diverse zone del sud est asiatico. E lo fa cooperando con varie associazioni internazionali di volontariato, tra cui la canadese “Adopt a Village in Laos”. 

Perché un progetto per  il Laos? 

Il Laos vanta il tragico primato di paese più bombardato del pianeta. Tra il 1964 e il 1973, nella zona del Laos denominata come “Piana delle Giare” furono sganciati dall’esercito americano 262 milioni di bombe a grappolo antiuomo. Si stima che 80 milioni di queste non siano esplose e rappresentino attualmente una minaccia mortale per la popolazione oltre che una pericolosa minaccia alla libertà di movimento e ovviamente alla lavorazione agricola del territorio. Si stima che saranno necessari altri 125 anni per il completo sminamento del Paese.

I gioielli No War Factory

No War Factory è un progetto che coinvolge la popolazione della Piana delle Giare, in Laos. Gli abitanti dei villaggi realizzano, con la loro straordinaria sapienza artigianale, utensili di uso comune, bracciali e monili, riciclando l’alluminio ricavato dagli ordigni esplosi. 

Massimo e Serena li acquistano, contribuendo quindi allo sviluppo economico dei villaggi, e li trasformano in gioielli, spesso mediante l’aggiunta di pietre e argento. Questi gioielli, unici nel loro genere e diversi uno dall’altro, diventano parte della collezione No War Factory.

Ovviamente tutti i gioielli vengono rigorosamente certificati da una società terza come atossici, esenti da nichel e, naturalmente, da qualsiasi tipo di radioattività.

Regala un gioiello di No War Factory (a Natale e non solo….)

No War Factory vende direttamente i suoi prodotti dal proprio sito: www.nowarfactory.com 

Inoltre, in occasione di Natale, i prodotti No War Factory saranno in vendita nei mercatini di Emergency in 13 città italiane. I fondi raccolti saranno destinati ai progetti dedicati alle vittime di guerra in Afghanistan e in Iraq. Una parte degli utili ricavati ogni anno è donata a MAG (Mine Advisory Group), un’organizzazione non governativa internazionale che si occupa dello sminamento e di rimozione di ordigni inesplosi.

Alla scoperta dei gioielli in cartapesta del brand lucano Gio di Già. Per conoscere i mille volti di un materiale povero ma ricco di fascino.

Siete alla ricerca di un’idea originale per un regalo? Allora segnatevi questo nome: Gio di Già, un brand lucano che propone gioielli pronti a sfidare la noia. Le creazioni di Gio di Già, infatti, non sono realizzate in materiali convenzionali, come oro, argento o pietre preziose, ma… in cartapesta!

Ebbene sì, sono proprio gioielli in cartapesta quelli disegnati da Antonella Cutolo e Giusi Villano, le due creatrici del marchio. Un progetto che nasce dalla volontà di conciliare il design con la storia del loro territorio. In Basilicata, infatti, la tradizione dei cartapestai è molto antica. Lì questo materiale povero ma così ricco di fascino è legato ai culti religiosi e ai riti del Carnevale. E viene utilizzato per le figure che sfilano sui carri trionfali, come, per esempio, quello della festa della Madonna della Bruna a Matera.

Gioielli in cartapesta colorati con piante tintorie, spezie e fiori secchi

A partire da una grande conoscenza del materiale, Antonella e Giusi hanno deciso perciò di dare nuova linfa a uno dei mestieri più antichi della Basilicata.

“D’altronde – dicono le due designer – da sempre uomini e donne, realizzano monili ed abbelliscono il corpo, usando ancora prima dei metalli materiali di facile reperibilità: sassi, cortecce, foglie, fiori, bacche. Allora perché non pensare alla carta e trasformarla in un gioiello godibile e duraturo?”.

Gioielli capaci di superare la prova del tempo, dunque, in cui la cartapesta è trattata con colori e leganti naturali.

“I colori e il design dell’oggettistica e dei gioielli rimandano a quelli del nostro territorio. Bracciali che evocano la costa tirrenica, le dolomiti lucane, i laghi di Monticchio, la costa ionica, i paesaggi della provincia di Matera con i Calanchi, le maschere del carnevale di Tricarico. Bracciali e collane realizzati con carta di giornale e sacchetti, reperibili ovunque. Acqua, colla e vegetali per colorare. Praticamente il nostro è un design ecosostenibile!”, raccontano ancora Antonella e Giusi.

I vegetali per colorare i gioielli sono ricavati da piante “tintorie”, erbe, fiori essiccati e spezie. Ginestra, menta, salvia, rosmarino, camomilla. Curcuma, zenzero, paprica, cannella, zafferano, curry, chiodi di garofano. E, ancora, la scorza e il frutto del melograno. Insomma, i gioielli di Gio di Già non appagano solo la vista ma anche l’olfatto.

La linea di gioielli in cartapesta ispirati al “Peperone Crusco”

A proposito di olfatto, non può mancare un cenno alla linea di gioielli in cartapesta dedicata al peperone crusco.

Cos’è il peperone crusco? È un prodotto tipico di molte zone della Basilicata. Si tratta di una varietà di peperone dolce le cui bacche, appena colte, sono appese in lunghe collane fatte a mano con lo spago (le cosiddette serte) che asciugano al sole fino alla completa essiccazione. Una volta essiccati, i peperoni vengono fritti e diventano, così, croccanti. Per l’appunto, cruschi.

Bene, a partire da questo antico alimento così rappresentativo dell’identità culturale e gastronomica della Basilicata, Gio di Già ha creato collane, bracciali e finanche una penna in cui il famoso peperone crusco è riprodotto con la cartapesta. A differenza degli altri gioielli, però, in questo caso i colori non sono vegetali, ma vengono usati smalti e vernici all’acqua.

Tutti i gioielli in cartapesta sono in vendita sul sito internet di Gio di Già e in selezionate boutique.

Gioielli in ceramica

Accanto alla collezione di gioielli in cartapesta, Gio di Già propone una linea di bracciali e collane in ceramica. Un altro materiale antichissimo che Antonella e Giusi hanno reinterpretato in chiave moderna, combinandolo con il plexiglass, l’argento e il PVC. Inoltre, grazie all’uso di stampi specifici, i gioielli in ceramica di Gio di Già risultano molto leggeri da indossare. Provare per credere!

Chi c’è dietro il brand Gio di Già

Antonella Cutolo ha studiato architettura a Napoli dove si è laureata nel 1991.Vive e svolge la sua professione a Potenza, occupandosi di ristrutturazione di interni, arredamento, progettazione, design.

Giusi Villano ha studiato architettura a Napoli, dove si è laureata nel 2001.Vive e lavora a Potenza dedicandosi contemporaneamente all’architettura e alla pittura, sua grande passione. Ha partecipato con successo a numerose mostre collettive e ha frequentato la Scuola del Graffito Polistrato a Montemurro (PZ).

Sono la nuova frontiera della gioielleria, questi gioielli in ceramica impreziosita da fili d’argento. Sono le piccole creazioni della designer olandese Judith Bloedjes.

Una collezione di gioielli in ceramica unica e preziosa, non perché fatta da chissà quali diamanti o altre pietre preziose o metalli estremamente pregiati, ma perché lancia una sfida: quella di essere perfetta per chi ama i materiali, non è maldestro, e apprezza la filosofia dei piccoli oggetti.

L’accostamento dei due materiali, la porcellana e l’argento, esaltano l’aspetto candido della lavorazione artigianale con quello più grezzo, geometrico e costretto dell’industrial.

Ogni gioiello quindi è stato prodotto a mano, tramite lavorazione a tornio, che permette di realizzare qualsiasi forma astratta che proviene dall’immaginazione, creando formidabili anelli, collane, clips o spille.

Con la sua poesia, la designer ha saputo conquistare l’attenzione anche di collezionisti privati, che hanno scelto di impreziosire installazioni, gallerie internazionali e palazzi reali con le sue creazioni.

Judith non crea soltanto gioielli, ma si dedica anche alla creazioni di vasi, composizioni floreali, nonché di installazioni in movimento.

L’amore per la bellezza è il filo conduttore di ogni suo lavoro, la bellezza della pura porcellana bianca con l’amore verso l’artigianato.

www.judithbloedjes.nl

Disegnata per il brand Elementi da Ivana Riggi, architetto con la passione per la gioielli di design, la collezione Piotr si pone l’obiettivo di trasferire la bellezza di un concetto in una “fisicità” legata a gesti e funzioni. Per Ivana il gioiello è un elemento estetico che non dimentica mai le sue funzioni antropologiche.

Piotr è una collezione di bracciali in plexiglass basata su un modulo e le relative variazioni. Composizioni di geometrie e di colori che si ispirano all’arte costruttivista delle avanguardie sovietiche. PIOTR sarà presentata anche alla Sieraad Art Fair di Amsterdam dal 6 al 9 novembre 2014. Tutti i gioielli sono disponibili per la vendita online direttamente sul sito della designer.

www.ivanariggi.com

Zaha Hadid, architetto e designer di fama internazionale, ha creato una collezione di bracciali e anelli per Arlene Bonnant, fondatrice della gioielleria svizzera Caspita e esperta di arte contemporanea. Caspita, un nome che nasce proprio dall’esclamazione di ammirazione tutta italiana e che ben si adatta a oggetti-scultura così particolari e fuori dagli schemi.

Spiega Zaha Hadid: “Questi pezzi si caratterizzano per un reticolo multi-sfaccettato che esplora le strutture cellulari complesse ma estremamente resistenti che esistono in natura. Ogni elemento è stato poi realizzato in base a studi ergonomici che con la struttura definiscono il linguaggio formale della collezione”.

È la prima volta che Zaha Hadid si sofferma su oggetti di oreficeria e questa partnership con Caspita rappresenta il primo passo verso una serie di stupefacenti collaborazioni che mescolano gioielleria, architettura, arte contemporanea e design. L’alto artigianato svizzero ha reso possibile creazione di questa straordinaria maglia doppia in filigrana prodotta in oro nero, oro bianco, oro giallo e oro rosa, disponibile con diamanti o senza.

In Italia sono in mostra e in vendita a Milano da 10 Corso Como.

www.10corsocomo.com

http://en.caspita.ch/home

Ilterzopiano: si chiama così una nuova, interessante piattaforma online dedicata al mondo del design che si intreccia all’artigianato, nata dalla passione di due giovani imprenditrici: Ludovica che vive a Parma e Cecilia che vive a Londra. Due amiche specializzate nel campo dell’architettura e dell’arte contemporanea, hanno scelto un modo alternativo di fare impresa, creando un portale per valorizzare i migliori talenti del Made in Italy, con un’esposizione selezionata della piccola produzione di design originale e unica.

Sul portale Ilterzopiano.com si trovano borse eco-sostenibili in sughero e carta riciclata, collane e bracciali realizzati con camere d’aria, anelli decorati con tubetti di colore a tempera, saponi profumati e tante soluzioni per la casa.

Ilterzopiano è anche un luogo condiviso dove si incontrano maker, designer, artisti e artigiani per mettere in rete opportunità per il futuro. Ilterzopiano infatti sostiene il Made in Italy con il concorso Idee(al)terzopiano, con cui le imprenditrici si impegnano a mettere in produzione la migliore idea selezionata.

www.ilterzopiano.com

La designer di gioielli Francesca Mo ha infuso il suo personalissimo stile creativo nella creazione di oggetti unici, che prendono spunto da materiali ed elementi naturali. Una collezione di gioielli che si esprimono attraverso un linguaggio poetico e allo stesso tempo rigoroso, che mescola la spiccata creatività della designer con la sua grande competenza nella tecnica e cultura orafa. Nascono così oggetti unici, che esprimono con originalità e leggerezza lo spirito contemporaneo.

Tra questi, la collezione Clessidre, dove il materiale prezioso si unisce ai granelli di sabbia, o l’anello Frame, una cornice che contiene ritagli di libri, che partecipa al Ring Party, la mostra-evento che si tiene a Treviso fino al al 16 giugno nel gotico palazzo di Ca’ De Ricchi e nella quale sono esposti 66 anelli di altrettanti designer.

www.francescamogioielli.it

 

Animal Ring, gli anelli con la testa di animale…

La collezione di anelli “Animal serie” di Haoshi Design permette ad ognuno di indossare il proprio animale preferito. La giovane designer taiwanese ha deciso di proseguire la sua personale ricerca sugli animali creando delle piccole e simpatiche figure in resina che ha poi montato su degli anelli come fossero pietre preziose. A ogni animale corrisponde un carattere e una personalità, così le persone si riconoscono in uno o nell’altro.

Tanti sono gli animali ritratti: dal coniglio al maiale, dall’orso al gatto, dalla pecora alla giraffa, dall’elefante al coccodrillo. In alcuni casi, l’anello è doppio, così da prendere due dita insieme.

Scopri gli altri oggetti di design con animali di Haoshi

Tra gli oggetti più belli di Haoshi, segnaliamo le Animal Candles, delicate candele dalle forme di animali selvatici. Lo Sparrow Clock e lo Swallow clock, due orologi da parete dedicati rispettivamente ai passeri e alle rondini (uccelli che a Taiwan sono considerati portafortuna). O ancora gli orologi della Cockoo Series, romantici orologi a cucù, a forma di tronco d’albero e di casetta per gli uccelli, intorno ai quali volano i loro spensierati abitanti pennuti. Sempre di Haoshi abbiamo parlato del Moon Clock, un orologio popolato di animali “notturni”. Infine vi segnaliamo la Rabbit Lamp, la delicata lampada d’atmosfera ispirata al Bianconiglio di Alice nel Paese delle meraviglie.

www.haoshi.com.tw

 

Elementi è una poliedrica collezione di monili creati da Ivana Riggi architetto con alle spalle una formazione trasversale che spazia da scrittrice a scenografa. Esperienze che hanno contribuito a creare quel suo stile personale visibile oggi nelle sue collezioni.

La ricerca di Ivana spazia a 360 gradi e coinvolge i materiali più diversi: preziosi o poveri, spesso abbinati fra loro. Tra questi, oro 18 kt, argento, titanio, rame, acciaio inox, carta, plexiglass e altri… Varia anche l’indagine delle forme: la serie Geometrie esplora le forme scultoree; Movimenti sperimenta parallelepipedi rigorosi ma trattati in modo dinamico; Sequenze studia le progressioni; Life gioca con tessere di puzzle che si incastrano disordinatamente; Incontri genera una serie modulare variabile di spirali chiuse; Osmosi propone  un unico monile che può avere funzioni di orecchino-bracciale-collana; infine nelle più giovani collezioni, Puppets e Tales, gli ornamenti diventano dei personaggi snodabili che “recitano” storie sul corpo delle donne come in un “teatro”. Il gioiello acquista, così, un suo valore che non dipende solamente dall’uso meramente “prezioso” del materiale, ma dal suo design e, perché no, dal suo uso ludico.

www.ivanariggi.com

 

 

Verrà presentata in anteprima a Parigi il prossimo 6 dicembre la nuova collezione di gioielli, pezzi unici fatti a mano, creata dall’eclettico designer e artista Gaetano Pesce: una serie di 100 creazioni, alle quali se ne aggiungeranno presto di nuove, realizzate in resina uretanica colorata. Pensati per decorare il corpo femminile (da qui nasce il nome) i “Pezzi per il corpo” di Gaetano Pesce fanno parte di un progetto esclusivo, oggetti unici ed inimitabili, frutto di una continua ricerca e sperimentazione sui materiali uretanici e le loro qualità.

La collezione comprende una serie di coloratissimi anelli, bracciali, collane e spille realizzati a mano dal designer. I gioielli, ognuno dei quali si contraddistingue per un nome femminile, verranno ufficialmente presentati a Parigi il 6 dicembre presso la Galerie Basia Embiricos nel Marais. La selezione di 60 pezzi resterà esposta fino al 22 febbraio 2013.

Le nuove creazioni di Gaetano Pesce saranno acquistabili, dal 7 al 24 dicembre, anche presso le boutiques Banner e Biffi di Milano e Bergamo e presso il loro sito, dove un’ulteriore selezione di pezzi unici sarà disponibile in esclusiva online.

Gaetano Pesce “Pezzi per il corpo”. Vernissage: 6 dicembre 2012. In mostra dal 7/12/2012 al 22/02/2013 presso la Galerie Basia Embiricos in Rue Des Jardins St. Paul a Parigi. Curatrice: Milena Pesce

www.biffi.com

 

Riciclare o dare nuova vita e nuove funzioni agli oggetti d’uso quotidiano è una strada sempre più battuta. Non è solo tendenza; è anche e soprattutto un bel gesto di sostenibilità, di intelligente rifiuto di utilizzare risorse pregiate, sempre più rare, rivalutando il materiale povero ma non per questo di minor fascino. È consapevolezza che le risorse nel nostro pianeta non sono illimitate e che è arrivato il momento di guardare gli oggetti con occhi nuovi.

È quello che fa Emma Francesconi con le sue interessanti collezioni di bijoux. Emma, che per lavoro è sempre stata a diretto contatto con le officine di produzione, ha imparato a  conoscere l’acciaio in tutte le sue possibilità, sfumature e forme. L’acciaio si plasma sul corpo, diventa altro. In una società dove tutto viene consumato, esaurito, gettato, con il suo peso l’acciaio testimonia la sua presenza dura, materica e lucente.  Viti, dadi, rondelle vengono sapientemente mescolati e intrecciati a manciate da Emma e trasformati in gioielli, bracciali, anelli, borsette, collane. Del resto, se persino il sommo Dior ha creato un bracciale piegando un grande chiodo, vuol dire che la strada è quella giusta!

I materiali usati sono anche il titanio e l’alluminio.

Per info, [email protected]

 

 

Lital Mendel è una giovane israeliana diplomata in Jewelry design presso la “Shenkar college of engineering and design”. Lital ha recentemente presentato le sue creazioni alla Stockholm furniture fair in una speciale sezione dedicata ai giovani creativi selezionati dal magazine internazionale Designboom.
La sua idea di base è che il gioiello abbia un significato profondo e che rappresenti un momento intimo e personale per chi lo indossa: deve possedere un valore non solamente estetico. Per questo i suoi gioielli sono pensati per suscitare emozioni, per provocare, per creare una relazione, un legame con la persona che li porta.

Lital combina materiali differenti e forme inusuali. Come per la collezione Curvature, realizzata in silicone, nella quale ogni pezzo è diverso dall’altro e sembra “fermare” per un attimo il movimento di un filo di perle. Sebbene al primo sguardo la collana appaia rigida e fredda, una volta indossata ci si stupisce di come il materiale sia morbido e si adatti a ogni movimento del corpo.

O gli anelli della linea Folds, ognuno dei quali contiene un segno che evoca memorie, o i ciondoli della collezione Stones, nei quali il tradizionale brillante o le pietre preziose sono sostituiti da pietre raccolte per la strada. Un modo per invitare le persone a vedere le cose da una prospettiva diversa.

Un concetto che noi condividiamo e apprezziamo molto. Brava, Lital!

litalmendel.com

 

Forme pure, linee essenziali, di grande impatto visivo e portabilità, queste le caratteristiche che contraddistinguono i gioielli Pietraquadra, una linea di gioielli che nasce dalla passione della creatrice, la designer Valeria Eva Rossi, per la pietra. L’attenzione per la qualità e una ricerca nel design fanno di ogni gioiello Pietraquadra un pezzo unico, un pezzo ispirato alle avanguardie artistiche di inizio secolo. Nella prima collezione Tuscany, protagonisti sono l’argento e il travertino toscano, un materiale dalle peculiarità materiche e cromatiche davvero uniche ed evocative.

www.pietraquadra.com

 

Ricordano rare infiorescenze esotiche o delicate piante marine questi accessori moda della collezione Blooming Structures di Sivan Royz.

Sivan, giovane creativa israeliana che ha frequentato la scuola di design tessile presso l’istituto Shenkar di Ingegneria e Design di Tel Aviv, prende ispirazione per le sue creazioni dal mondo della natura in fiore. Basandosi infatti sulle forme organiche della natura, Sivan trasforma la seta in fiori dai mille petali creando pezzi unici di grande effetto scenografico. Che si tratti di una collana, di un braccialetto o di una borsa, ogni pezzo reagisce con delicatezza al movimento, proprio come un organismo vivente.

Le sue “Blooming Structures”, sono create dalla stratificazione di migliaia di pezzi di seta tagliati al laser, con un filo che li tiene uniti. Ogni foglio di tessuto è contornato da una tonalità più scura, creata dal taglio al laser che brucia leggermente la seta. Le collane invece sono colorate a mano in sfumature diverse. Ma uno dei pezzi che più affascinanti è senza dubbio la borsetta che, aprendosi, mostra al suo interno lo spazio per un iPhone e un rossetto. Come spiega Sivan, quando le chiediamo il perché di questi due oggetti, la borsa contiene “…tutto ciò di cui una donna ha bisogno sul red carpet”.

www.wix.com/sivanroyz