I gioielli in cartapesta di Gio di Già: fra design e tradizione

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I gioielli in cartapesta? Un modo straordinario per coniugare design, tradizione e sostenibilità…

Alla scoperta dei gioielli in cartapesta del brand lucano Gio di Già. Per conoscere i mille volti di un materiale povero ma ricco di fascino.

Siete alla ricerca di un’idea originale per un regalo? Allora segnatevi questo nome: Gio di Già, un brand lucano che propone gioielli pronti a sfidare la noia. Le creazioni di Gio di Già, infatti, non sono realizzate in materiali convenzionali, come oro, argento o pietre preziose, ma… in cartapesta!

Ebbene sì, sono proprio gioielli in cartapesta quelli disegnati da Antonella Cutolo e Giusi Villano, le due creatrici del marchio. Un progetto che nasce dalla volontà di conciliare il design con la storia del loro territorio. In Basilicata, infatti, la tradizione dei cartapestai è molto antica. Lì questo materiale povero ma così ricco di fascino è legato ai culti religiosi e ai riti del Carnevale. E viene utilizzato per le figure che sfilano sui carri trionfali, come, per esempio, quello della festa della Madonna della Bruna a Matera.

Gioielli in cartapesta colorati con piante tintorie, spezie e fiori secchi

A partire da una grande conoscenza del materiale, Antonella e Giusi hanno deciso perciò di dare nuova linfa a uno dei mestieri più antichi della Basilicata.

“D’altronde – dicono le due designer – da sempre uomini e donne, realizzano monili ed abbelliscono il corpo, usando ancora prima dei metalli materiali di facile reperibilità: sassi, cortecce, foglie, fiori, bacche. Allora perché non pensare alla carta e trasformarla in un gioiello godibile e duraturo?”.

Gioielli capaci di superare la prova del tempo, dunque, in cui la cartapesta è trattata con colori e leganti naturali.

“I colori e il design dell’oggettistica e dei gioielli rimandano a quelli del nostro territorio. Bracciali che evocano la costa tirrenica, le dolomiti lucane, i laghi di Monticchio, la costa ionica, i paesaggi della provincia di Matera con i Calanchi, le maschere del carnevale di Tricarico. Bracciali e collane realizzati con carta di giornale e sacchetti, reperibili ovunque. Acqua, colla e vegetali per colorare. Praticamente il nostro è un design ecosostenibile!”, raccontano ancora Antonella e Giusi.

I vegetali per colorare i gioielli sono ricavati da piante “tintorie”, erbe, fiori essiccati e spezie. Ginestra, menta, salvia, rosmarino, camomilla. Curcuma, zenzero, paprica, cannella, zafferano, curry, chiodi di garofano. E, ancora, la scorza e il frutto del melograno. Insomma, i gioielli di Gio di Già non appagano solo la vista ma anche l’olfatto.

La linea di gioielli in cartapesta ispirati al “Peperone Crusco”

A proposito di olfatto, non può mancare un cenno alla linea di gioielli in cartapesta dedicata al peperone crusco.

Cos’è il peperone crusco? È un prodotto tipico di molte zone della Basilicata. Si tratta di una varietà di peperone dolce le cui bacche, appena colte, sono appese in lunghe collane fatte a mano con lo spago (le cosiddette serte) che asciugano al sole fino alla completa essiccazione. Una volta essiccati, i peperoni vengono fritti e diventano, così, croccanti. Per l’appunto, cruschi.

Bene, a partire da questo antico alimento così rappresentativo dell’identità culturale e gastronomica della Basilicata, Gio di Già ha creato collane, bracciali e finanche una penna in cui il famoso peperone crusco è riprodotto con la cartapesta. A differenza degli altri gioielli, però, in questo caso i colori non sono vegetali, ma vengono usati smalti e vernici all’acqua.

Tutti i gioielli in cartapesta sono in vendita sul sito internet di Gio di Già e in selezionate boutique.

Gioielli in ceramica

Accanto alla collezione di gioielli in cartapesta, Gio di Già propone una linea di bracciali e collane in ceramica. Un altro materiale antichissimo che Antonella e Giusi hanno reinterpretato in chiave moderna, combinandolo con il plexiglass, l’argento e il PVC. Inoltre, grazie all’uso di stampi specifici, i gioielli in ceramica di Gio di Già risultano molto leggeri da indossare. Provare per credere!

Chi c’è dietro il brand Gio di Già

Antonella Cutolo ha studiato architettura a Napoli dove si è laureata nel 1991.Vive e svolge la sua professione a Potenza, occupandosi di ristrutturazione di interni, arredamento, progettazione, design.

Giusi Villano ha studiato architettura a Napoli, dove si è laureata nel 2001.Vive e lavora a Potenza dedicandosi contemporaneamente all’architettura e alla pittura, sua grande passione. Ha partecipato con successo a numerose mostre collettive e ha frequentato la Scuola del Graffito Polistrato a Montemurro (PZ).

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