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BioBombola, un eco-kit per coltivare in casa l’alga Spirulina

Si chiama BioBombola questo innovativo progetto ecologico pensato per coltivare, in casa propria, una colonia di alghe, la Spirulina, che rappresenta una fonte sostenibile di proteine ​​vegetali.

BioBombola è una “pionieristica” idea dello studio di architettura e ricerca londinese ecoLogicStudio, fondato da Claudia Pasquero e Marco Poletto, focalizzato sul design bio-digitale. Una ricerca sempre più importante che vuole definire una nuova “ecologia sostenibile” sia in termini di spazi che di comportamenti.

Il progetto BioBombola promuove la coltivazione domestica, nelle famiglie o nelle comunità, di uno speciale giardino. Non di piante tradizionali, ma di una speciale alga, la spirulina, conosciuta proprio per essere un’ottima fonte di proteine ​​vegetali.

Inoltre, l’alga Spirulina coltivata con la BioBombola contribuisce a purificare l’aria in quanto assorbe l’anidride carbonica e ossigena le case in modo più efficace rispetto alle comuni piante da appartamento.

Come nasce l’idea della BioBombola

L’idea dei due designer nasce nelle settimane del Lock-down. In questo periodo hanno lavorato allo sviluppo della BioBombola con i loro 2 figli.
“Ai bambini piace raccogliere la Spirulina. Ora con questa alga produciamo pane proteico vegetale ogni settimana “, racconta Claudia.” La spirulina ha un sapore molto particolare; sa di erba e di noci”.

Visto che l’esperimento è riuscito, ecoLogicStudio ha deciso di creare un kit minimo per coltivazione della Spirulina in casa. Il kit comprende la BioBombola, un sacchetto di nutrienti e un lotto iniziale di cellule di Spirulina.

Come funziona la BioBombola

La BioBombola è composta da un “fotobioreattore”, un contenitore in vetro da laboratorio che contiene un ceppo di Spirulina e un terreno di coltura ricco di sostanze nutritive. Oltre a questo, viene fornita una piccola pompa dell’aria che agita costantemente il fluido.

Il leggero gorgoglio dell’acqua, oltre a mantenere a galla le alghe, produce un suono calmante e contribuisce a emettere ossigeno fresco nell’ambiente circostante.
A livello di purificazione dell’aria, ogni BioBombola assorbe l’equivalente di due giovani alberi in CO2 e produce ossigeno come 7 piante d’appartamento.
Una BioBombola permette di raccogliere fino a sette grammi di Spirulina al giorno (l’equivalente di un cucchiaio), che è la dose giornaliera raccomandata per una famiglia di quattro persone.

Il progetto della BioBombola è stato sviluppato da ecoLogicStudio in collaborazione con Urban Morphogenesis Lab BPRO di The Bartlett UCL e Synthetic Landscape Lab dell’Università di Innsbruck.

photo: NAARO
www.ecologicstudio.com
www.photosynthetica.co.uk

Quando il design riutilizza gli scarti di lavorazione del marmo.

Oggetti di design realizzati con gli scarti della lavorazione del marmo? Perché no! L’upcycling del marmo (termine inglese che significa riuso del marmo, riciclo creativo del marmo) è una tendenza molto importante in questo periodo di giusta attenzione all’ambiente.
La lavorazione del marmo crea infatti una grande quantità di scarti. Gli scarti di lavorazione del marmo (detti anche “sfridi“) sono di vario genere e dimensioni. Nascono dalle rotture in fase di lavorazione, molto frequenti vista la natura del materiale, o dai pezzi che avanzano dopo aver lavorato o scavato un oggetto in marmo.

Cosa fare dunque con gli scarti della lavorazione del marmo? Molti designer si sono posti questa domanda e hanno provato a dare una risposta creativa a questo problema. Nascono così oggetti insoliti, semplici, ecologici e sostenibili. Sono oggetti dall’aspetto “grezzo” ma che racchiudono in sé una grande bellezza. Spesso le mani del designer sanno tirar fuori la poesia. Da materiali di scarto del marmo a veri e propri oggetti di design il passaggio è breve. ed è filtrato dalla fantasia del designer.
Ecco dunque una nostra selezione dei migliori progetti di upcycling creativo del marmo…

Guarda anche il nostro articolo sui migliori arredi di design in marmo!


I migliori oggetti di design creati con gli scarti di lavorazione del marmo


Clément Brazille

Clément Brazille è un designer francese che vive in Svizzera. Nel suo lavoro Clément indaga sui limiti e sui potenziali dei materiali. Come ha fatto nella sua collezione Ocean Travertine Stone.

Una linea di arredi, creati con i “cilindri di carotatura” dei travertini oceanici, che comprende console, tavolini, tavolini, scrivanie e librerie. Ogni pezzo viene realizzati a mano su disegno di Clément Brazille dallo studio italiano Ateliers Romeo. Le lunghe ed esili gambe dei mobili danno all’apparenza un senso di fragilità ma nella realtà sono estremamente solidi e resistenti.

Ovviamente la collezione è adatta sia per la casa, sia per l’outdoor. (clementbrazille.com)


Pietretrovanti

Pietretrovanti è un giovane brand che si è specializzato proprio nel recupero degli scarti di lavorazione del marmo. In particolare, riusano la pietra del loro territorio: la Val d’Ossola, per creare oggetti di design e di arte applicata.

Scelgono con cura i frammenti asimmetrici, scartati perché non adatti alle lavorazioni tradizionali, oppure scarti veri e propri della lavorazione della pietra. E li trasformano in oggetti semplici e di grande fascino. Ecco qualche esempio… (www.pietretrovanti.it)


ZPstudio

ZP studio si interroga sulle possibilità di riciclare la polvere del marmo che si crea durante la lavorazione. Lo ha fatto nella mostra HYBRITEQUE – La biblioteca ibrida, presentata in occasione del Fuorisalone di Milano 2019.

Qui Zpstudio ha presentato oggetti di design creati con le polveri del marmo, tra i quali ciotole, vassoi.

Oggetti creati grazie ad un insolito mix fra tecnologia e artigianalità, fra stampa 3D e lavorazione manuale. Ecco il risultato di questa ricerca… (www.zpstudio.it) 


Guarda la nostra selezione di arredi di design in marmo


Studio EO

Lo svedese Studio EO, con base a Stoccolma, ha avuto un’idea per riutilizzare i frammenti di scarto del marmo. Li combina col vetro soffiato per creare i coloratissimi Drill Vases.

Il nome Drill, che in inglese significa “trapanare, trivellare”, ci ricorda che questi vasi nascono da pezzi di marmo che presentavano già dei fori. Da qui, l’idea di abbinarli con forme cilindriche pure per creare scultorei oggetti d’arredo. (studioeo.com)

 

JPC Universe

Antivol è una serie di tavolini disegnati da CTRLZAK per JPC Universe. Questi oggetti dalle forme irregolari si ispirano agli asteroidi, isole galleggianti che si muovono nello spazio. Sono realizzati con pietre laviche dalle forme diverse che sembrano in equilibrio precario su un’esile struttura metallica, disponibile in due finitura: cromo nero lucido oppure ottone opaco. Ogni pezzo è unico e diverso dagli altri. (www.jcpuniverse.com)

Leggi il nostro approfondimento sulla collezione Antivol di CTRLZAK


Collezione CONTRASTI

L’idea di questa collezione, disegnata da Moreno Ratti per Stonethica, è quella di sottoilineare lo spreco di una risorsa naturale tanto importante come il marmo. Il designer ha recuperato scarti di lastre di marmo, le ha unite per realizzare oggetti di design quotidiano. Una sorta di “puzzle” in 3D fatto con tessere di marmi diversi assemblati e poi lavorati. Ogni prodotto mette in evidenza il contrasto tra la morbidezza della forma e la casualità della texture che si ottiene con la lavorazione a controllo numerico.

(www.stonethica.com)

 

Nasce Soapbottle: un innovativo packaging che si dissolve nel nulla.

Dall’idea di Jonna Breitenhuber, Soapbottle è una confezione di prodotti per l’igiene a base di sapone, che si biodegrada una volta finito.

Il problema dell’inquinamento da plastica

Ogni anno, un individuo consuma in media più di venti confezioni di bagnoschiuma e prodotti per l’igiene, circa 75 milioni di chilogrammi di plastica che contribuiscono all’inquinamento del nostro pianeta. Partendo da queste considerazioni, la designer tedesca Jonna Breitenhuber, ha creato Soapbottle.

Soapbottle: una bottiglia biodegradabile

Presentato per la tesi di laurea presso l’Università delle Arti di Berlino, il progetto prevede una bottiglia di sapone la cui confezione è ottenuta dalla trasformazione del detergente stesso. Il tal modo, una volta che il contenuto è stato consumato, la confezione si dissolve gradualmente, alleggerendo il carico di rifiuti.

Inoltre i resti della bottiglia possono essere usati come sapone per le mani o trasformati in detergenti. Una soluzione semplice ma efficace che può essere impiegata per quasi tutti i prodotti liquidi dedicati all’igiene personale.

Soapbottle incorpora il concetto di cosmetici senza imballaggio trasformando il prodotto stesso nella sua confezione. Il sapone è composto da risorse naturali ed è biodegradabile, pertanto i rifiuti possono essere completamente eliminati.  L’interno di Soapbottle è rivestito con uno strato insolubile in acqua, che impedisce al liquido contenuto di sciogliere la confezione. Nella parte superiore dell’involucro, c’è una chiusura in metallo riutilizzabile che serve per aprire e chiudere il flacone.

Il packaging di Soapbottle

Il packaging in sapone non ha le stesse proprietà di un packaging in plastica.Non è infrangibile, è solubile in acqua, la superficie diventa scivolosa quando viene usata. Sono proprio questi presunti svantaggi ad essere usati come  elementi di design. Soapbottle gioca infatti con i concetti di dissoluzione e trasformazione dell’oggetto, sottolineando l’idea che le cose dovrebbero durare solo per un breve periodo.

Editor: Simona De Felice

 

 

 

U-Build: un innovativo sistema modulare, che permette di costruire in autonomia e velocemente case di qualità.

U-Build è un innovativo sistema che trasforma e semplifica il processo di costruzione, consentendo a chiunque di realizzare la propria abitazione.

In diverse zone del mondo, quello del social housing è un tema sensibile, da affrontare con grande urgenza e con la massima attenzione. Il costo degli alloggi o le condizioni sociali possono rappresentare un problema importante in alcuni Paesi o in determinati contesti sociali. In questi casi, potersi costruirsi una casa da soli costituisce un’ottima alternativa per potersi permettere una casa dignitosa a prezzi ragionevoli.

Ed è proprio da questa esigenza che nasce U-Build, un sistema di costruzione progettato dai progettisti britannici di Studio Bark. Un sistema riutilizzabile, rispettoso dell’ambiente e incredibilmente efficiente in termini di costi. Il tutto, senza sacrificare la qualità finale del vivere e dell’abitare.

Come funziona il sistema U-Build

Il sistema U-Build consiste in un kit composto da elementi in legno componibili. Grazie alla vasta gamma di dimensioni disponibili, è possibile progettarsi costruirsi da soli una stanza singola, un’abitazione composta da più ambienti e persino gli elementi d’arredo.

Questi elementi possono essere rapidamente assemblati come le tessere di un puzzle e, allo stesso modo, possono essere facilmente smontati, riciclati o riutilizzati al termine della vita dell’edificio. Basta munirsi di un martello e di un trapano per costruire le varie parti dell’edificio che poi si avvitano insieme, creando così una struttura rigida e resistente. Vengono fornite anche speciali membrane che servono a proteggere gli elementi in legno dagli agenti atmosferici.

Come si procede alla progettazione della propria abitazione U-Build

Prima di procedere alla costruzione, bisogna definire sul sito U-Build (u-build.org) alcuni parametri. Altezza, lunghezza e profondità dell’alloggio e precisare il numero di finestre, di porte e di eventuali finiture esterne che si vorranno inserire. In questo modo si potrà ricevere un preventivo dettagliato. Una volta accettato, chi vive negli UK potrà ricevere, direttamente da fornitori autorizzati, i materiali necessari alla costruzione. Tutti gli altri riceveranno i file contenenti i disegni tecnici, che gli interessati potranno farsi realizzare da una qualsiasi azienda locale che lavora il legno con la tecnica CNC..

Il sistema U-Build è stato utilizzato per la prima volta nella costruzione della Box House. La casa con pannelli in legno nero, costruita per sé da un giovane cliente con poca esperienza nel campo edile (nelle immagini qui sotto)

Un sistema di costruzione sostenibile e circolare.

U-Build adotta un approccio di economia circolare alla costruzione. Il sistema utilizza una selezione di materiali durevoli non tossici: è possibile scegliere un OSB economico, un abete massiccio o una più raffinata essenza di betulla. Le pareti sono isolate con lana di pecora naturale e possono essere rivestite con vari materiali. U-Build, rimuove molte delle difficoltà associate alla costruzione tradizionale, consentendo alla struttura dell’edificio di essere assemblata da persone con competenze ed esperienza limitate, utilizzando solo semplici strumenti manuali.

Editor: Simona De Felice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il telefono Mudita Pure.

Si chiama Mudita Pure ed è un telefono cellulare minimalista che si pone l’obiettivo di migliorare la qualità della vita quotidiana nel mondo contemporaneo. Un telefono di design e dalle prestazioni di altissimo livello pensato per chi si vuole disintossicare dai social media e da tutte le distrazioni digitali. In italia trascorriamo infatti circa 3 ore al giorno sui social media. E attenzione perché questa è solo la media. Il tempo è sicuramente maggiore dato che questa stima comprende l’intera popolazione, dai neonati agli ultranovantenni!).

Un cellulare pensato per una vita sana e “offline”

Altra caratteristica molto importante del telefono cellulare Mudita Pure è quella di avere un bassissimo livello di radiazioni. Una qualità molto apprezzata da tutte le persone che non vogliono rinunciare alla tecnologia ma che allo stesso tempo si prendono cura della propria salute. 

Il telefono Mudita Pure, dicevamo, è un telefono che fa solo il telefono e garantisce a chi lo usa un’alta qualità della vita “offline”, mantenendo una relazione sana con il proprio telefono. Mudita Pure infatti ti tiene in contatto con le persone ma non ha un browser Web, non ha applicazioni, né giochi. E soprattutto non consente di accedere ai social media.

Il design minimalista di questo telefono è ispirato alle tradizioni del design giapponesi e scandinave che sanno unire l’estetica ZEN alla semplicità natura stessa.

Il telefono Mudita Pure è stato lanciato con successo su Kickstarter da un team di designer  e ingegneri polacchi che ha in breve raggiunto oltre il doppio della cifra obiettivo.

La cosa interessante è che i progettisti non appartengo a una “setta salutista” o a un gruppo di integralisti che rifiutano la tecnologia e propongono un ritorno ad una vita ispirata al passato…

Mudita è un brand fondato da Michal Kicinski, il co-creatore di CD Projekt, la società di giochi digitali che ha ideato la saga di “The Witcher” e che sta per lanciare il videogame futurista “Cyberpunk 2077”.  L’ingegnere polacco è un appassionato di tecnologia ma proprio per questo è consapevole dell’impatto negativo che essa può aver sulla nostra salute e benessere. Per questo ha fondato Mudita, un’innovativa società tecnologica che mira a promuovere una vita più equilibrata nel mondo moderno.

Michal Kicinski ci racconta: “La nostra missione è quella di eliminare le pressioni imposte dai social media e rivedere il nostro essere sempre online attraverso l’educazione e l’eliminazione di elementi tecnologici superflui nei prodotti di uso quotidiano, così da potersi concentrare su una più sana vita offline. Noi desideriamo aiutare le persone a costruire un rapporto più equilibrato e più sano con la tecnologia. ”

Caratteristiche di Mudita Pure

L’obiettivo di Mudita non è quello di sostituirsi ai tradizionali smartphone. Piuttosto quello di essere utilizzato come secondo telefono da usare nei momenti in cui si vuole disconnettersi dalla rete e trascorrere del tempo i propri cari: la sera, nei fine settimana o nei giorni festivi, in vacanza ecc. Molti lo chiedono anche come telefono per i propri figli, sia per il basso livello di assorbimento delle radiazioni (grazie ad un’antenna ad alta schermatura) o per la mancanza accesso ai giochi e ai social media.

Lo schermo è formato da un display E-Ink ad alta densità (come quello degli e-book reader) che consente una lettura rilassante e non stressante per gli occhi. Mudita Pure è dotto di un modulo GSM multi-banda di ultima generazione globale che consente di chiamare e ricevere perfettamente in qualsiasi parte del mondo. 

Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito: mudita.com/products/pure/

Horticus living Wall

Horticus living Wall è un sistema intelligente e innovativo per vivere circondati dalla natura in casa. Si tratta di una struttura a esagoni, componibile all’infinito, che consente di “vestire” le pareti con piante ed altri elementi dalle funzioni differenti. Il risultato è un sistema di “verde verticale” a parete che arreda e ci permette di vivere circondati dalle nostre piante preferite.

Guarda in nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Come nasce Horticus living Wall

L’idea alla base del sistema Horticus living Wall nasce da un dato sconfortante che riguarda la sempre crescente urbanizzazione. Secondo le Nazioni Unite, infatti, entro il 2050 oltre il 66% della popolazione vivrà in aree urbane. La conseguenza sarà una distanza sempre maggiore tra l’uomo e la natura.

La nostra stessa vita quotidiana ha dei ritmi che ci tengono lontani dalle piante. Tra casa, trasporti, ufficio, stiamo perdendo una parte importantissima del nostro essere: il rapporto con il mondo vegetale. Per queste ragioni, il progetto Horticus si pone l’obiettivo di riavvicinare uomo e natura, portando le piante in casa e trasformandole in elementi d’arredo.  Circondarsi di piante e prendersi cura di loro infatti viene considerata da molti studiosi una vera e propria terapia rilassante e rigenerante. 

L’idea di Horticus living Wall va in questa direzione ci aiuta ad arredare le case con pareti verdi attrezzate. Un sistema flessibile e componibile che consente di circondarci di piante senza però trascurare le esigenze estetiche, di stile e di design dell’abitare contemporaneo.

Come funziona Horticus living Wall

Il sistema di verde verticale Horticus è composta da un modulo in acciaio verniciato a polvere, composto da 3 esagoni, che si fissa facilmente al muro. Ognuno è libero di definire le dimensioni e la forma della propria parete attrezzata, ma anche la funzione.

La struttura di Horticus, infatti, può essere completata con un sistema di “Pods” dalle funzioni differenti. Tra queste ci sono speciali vasi pensati per il verde verticale, ma anche contenitori a giorno, lampade e casse acustiche Bluetooth.

Il sistema Horticus living Wall è perfetto per arredare ogni spazio, sia pubblico sia privato, sia domestico, sia contract. Una parete verticale verde infatti è bella da vedere sempre. In cucina, in bagno o nel living, In ufficio o in un negozio; in un hotel come in una biblioteca…

I pods, dalla forma esagonale, sono realizzati in terracotta, un materiale naturale, poroso, atossico e riciclabile. I vasi, possono essere annaffiati grazie a dei fori posti sul lato superiore. Tutto è orgogliosamente realizzato a mano in Inghilterra.

Guarda in nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Per info, www.horticusliving.com

My Only Bottle di SodaStream. Pratica ed ecologica.

My Only Bottle è la nuova bottiglia d’acqua di SodaStream. Una bottiglia da passeggio da 0.5 litri pratica, bella ed ecologica.

My Only Bottle è indicata per tutte le occasioni. Bella, colorata, dotata di un comodo laccio da polso, questa pratica bottiglia è nata per essere portata sempre con sé. La si può usare in palestra o in ufficio, a scuola o in viaggio, in città oppure in vacanza. Dovunque ce ne sia bisogno, insomma.

My Only Bottle è soprattutto una bottiglia eco-friendly perché è in plastica riciclabile (senza BPA e resistente ai raggi UV) ed è riutilizzabile tutte le volte che vuoi. Dopo averla utilizzata, la si può lavare in lavastoviglie. Ma la cosa più importante è che la si può usare all’infinito.Inoltre My Only Bottle è perfettamente compatibile con tutti i gasatori domestici SodaStream. Il suo tappo in acciaio mantiene la gasatura al livello desiderato.

My Only Bottle si caratterizza per un design trendy ma minimale. La sua forma ricorda vagamente quella di una goccia. È disponibile in due colori: rosa “pink blush” e azzurro “ice blue”. A settembre 2019 si aggiunge anche il colore nero.

Quando costa la My Only Bottle?

La bottiglia è in vendita a € 14,99. La si può acquistare nei migliori punti vendita della GDO oppure online, sul sito Sodastream. Per ulteriori informazioni, www.sodastream.it 

Casa Ojalá. L’abitazione che si governa come una barca a vela

Casa Ojalá è un progetto di abitazione innovativa in continuo cambiamento. Un’architettura domestica ad elevata flessibilità che annulla i confini tra gli spazi, sia interni che esterni.

Progettata dall’architetto Beatrice Bonzanigo di IB Studio, Casa Ojalá è un progetto sostenibile, essenziale e flessibile, in cui godere di un nuovo comfort.

Un’abitazione minimale di 27 mq che si trasforma a seconda dei momenti della giornata, offrendo diverse soluzioni interne che si alternano senza, però, cambiare la forma e la struttura originale.

Guarda anche i più bei moduli abitativi minimi e le micro architetture abitabili

Queste trasformazioni interne prendono forma attraverso un impianto meccanico composto da corde, carrucole e manovelle. Un sistema di gestione delle funzioni manuale che ricorda quello delle barche a vela.

Mentre la struttura esterna resta sempre uguale, i materiali e gli arredi interni si richiamano alla cultura e alle tradizioni del luogo in cui Casa Ojalá si posa e rappresentano la sua unicità estetica.

Guarda anche il modulo abitativo nomade ECOCAPSULE

Come funziona Casa Ojalá.

Casa Ojalá #1 è composta da due camere, una matrimoniale e una singola, un bagno, una terrazza, un angolo cottura e un soggiorno. Gli spazi interni però sono interscambiabili. Possono trasformarsi continuamente o diventare un’unica grande piattaforma all’aria aperta, grazie a un sistema di pareti scorrevoli in Wood-Skin e in tessuto. I divisori, proprio come le vele delle imbarcazioni, possono essere arrotolati intorno a dei rulli posti all’estremità della circonferenza e al centro della struttura.

Casa Ojalá vive grazie al suo impianto meccanico manuale autosufficiente e non ha bisogno di alcuna assistenza esterna, né umana, né tecnologica. Ha un sistema di raccolta d’acqua piovana, una piccola fossa biologica integrata e produce energia grazie ai suoi pannelli solari.

Casa Ojalá può essere arricchita e personalizzata grazie a una serie di accessori e funzioni optional che ne aumentano ulteriormente la flessibilità. Ogni dettaglio può essere realizzato con materiali più o meno nobili, così da adattarla a ogni stile personale senza però modificarne mai l’essenza.

Guarda anche i più bei moduli abitativi minimi e le micro architetture abitabili

Axyl è la sedia ecologica studiata per il marchio inglese Allermuir, presentata durante l’appena conclusa London Design Week.

Intelligente e che guarda verso la sostenibilità: sì, perchè Benjamin Hubert, insieme allo studio Layer, ha pensato bene di creare un oggetto che avesse un basso impatto sull’ambiente.

Guarda i migliori progetti di design sostenibile

Tutti gli elementi di Axyl derivano da materiali riciclati. La varietà dei materiali scelti è davvero ricca: si parte dall’alluminio riciclato, per finire alla fibra di legno riciclata o il nylon.

L’idea da cui nasce questo progetto è la volontà di tenere qualcosa di vecchio, che reinterpretato genera qualcosa di nuovo e innovativo… ancor di più se ecosostenibile!

Il design di Axyl mantiere il disegno della comoda e avvolgente tipica sedia danese, che è stata reinterpretata con materiali completamente diversi.

Axyl si presenta sia con braccioli che senza, così da poter essere usata in qualsiasi occasione, anche come piccolo tavolo.

Guarda i migliori progetti di design sostenibile

www.layerdesign.com

ilVespaio, come suggerisce il nome, è un luogo in fermento, pieno di iniziative. IlVespaio è anche un network di professionisti che si occupano di ecodesign e sostenibilità a 360°. Da oggi, finalmente, è anche uno spazio sostenibile di lavoro condiviso.

Il nuovo spazio ilVespaio

Si è da poco inaugurato infatti a Milano, in Via Ferrante Aporti 52, in nuovo spazio de ilVespaio, a pochi passi della Stazione Centrale.

Si tratta di un ampio open space ricavato dal recupero di un vecchio magazzino, un luogo ricco di storia nel quale una volta si producevano radio e giradischi. Uno laboratorio di creatività e di lavoro artigianale che cambia funzione ma resta sempre laboratorio creativo. Questa volta però, sotto forma di spazio moderno e accogliente, pensato appositamente per professionisti, creativi e makers. O meglio, Re-makers, come preferiscono farsi chiamare questi artigiani digitali attenti all’ambiente.

Condivisione al quadrato… Questo è infatti il luogo ideale per chi cerca una scrivania in un ambiente condiviso, e per chi condivide i temi della sostenibilità.

L’interno, completamente aperto, si sviluppa intorno alla sala riunioni vetrata, posta al centro. Tutto intorno, l’area con scrivanie e una zona dedicata al lavoro manuale e alla prototipazione. Tutti gli arredi sono composti da mobili trovati da rigattieri e mercati dell’usato oppure realizzati con scarti di produzione nei laboratori di falegnameria della Sacra Famiglia.

Due parole su ilVespaio

ilVespaio dal 2008 propone infatti soluzione per riutilizzare come merchandising gli scarti di produzione delle aziende e i rifiuti degli eventi; organizza progetti di comunicazione, concorsi, workshop, mostre didattiche su tematiche ambientali e sociali.

Tra i progetti più importanti de ilVespaio ci sono la mostra didattica Ri come… sulla riduzione dei rifiuti che da anni gira per la Lombardia e la Svizzera, la mostra su sprechi alimentari Kids Against Waste, il progetto Toyssimi nei reparti pediatrici degli ospedali, la collezione opensource di aeroplanini di carta Ultra Flying Objects, un kit didattico sulla raccolta differenziata della plastica per Corepla. Numerose sono le collaborazioni con i Consorzi nazionali della raccolta differenziata degli imballaggi (Comieco, Corepla, CiAl) e con aziende quali Tetra Pak Italia, Ikea, Auchan, Barilla.

www.ilvespaio.eu

Current table è un tavolo da lavoro che propone una nuova fonte di energia a casa o in ufficio.

La sua unicità consiste nell’integrazione di celle solari sensibili al colore che creano corrente elettrica, proprio con lo stesso processo della fotosintesi.

Current table è il primo pezzo furniture che raccoglie energia all’interno di ambienti chiusi, e soprattutto senza necessità di cablaggi vari! Questo tavolo infatti è autosufficiente e dà la possibilità di ricaricare i propri dispositivi, tramite attacco USB, o addirittura elettrodomestici.

Strutturalmente questa scrivania è dotata di un piano d’appoggio in vetro di colore arancione, che si appoggia su gambe dal dettaglio triangolare, che ricordano vagamente i rami degli alberi.

La designer Marjan van Aubel ha pensato di lasciarsi ispirare dalla natura per studiare una tecnica particolare: Current table infatti funziona inserendo piccole particelle di biossido di titanio su un pezzo di vetro trasparente che viene poi tinto arancione. La tecnica di tintura aiuta il biossido di titanio ad assorbire la luce solare in maniere più efficiente. Sotto la luce solare, gli elettroni memorizzati nel biossido di titanio vengono rilasciati creando la corrente elettrica. Quando non viene utilizzato, l’energia elettrica viene accumulata in una batteria.

Questo progetto rientra inoltre nella classe degli oggetti IoT, senza essere invadente: è possibile infatti scaricare un’app collegata al tavolo che legge l’intensità della luce e quanta energia è stata raccolta.

www.caventou.com

 

Nook è un’accogliente seduta in feltro progettata da Johan Van Hengel per il marchio De Vorm, il marchio olandese noto per la sua tecnica di riutilizzo di prodotti e materiali.

Ciò che colpisce di Nook è la sua forma accogliente e dalle proporzioni generose, che in maniera deliziosa e delicata ricorda vagamente le leggere curve delle conchiglie.

Il materiale che è stato utilizzato proviene da qualcosa di completamente insolito, bottiglie di plastica riciclate, che attraverso un processo specifico sono state trasformate in un morbido feltro. E in più è stato un processo ecologico, che non prevede la produzione di gas nocivi durante il trattamento.

De Vorm dà anche la possibilità all’utente di poter personalizzare la propria seduta, scegliendo il colore della struttura, della scocca e dei cuscini che arricchiscono la forma organica di Nook. La scocca, dalla forma avvolgente, si fissa facilmente e in maniera equilibrata alla struttura, che accompagna la silhouette della seduta.

Chi si siede su Nook non può non concedersi un momento di relax, distaccandosi dal mondo esterno e lasciandosi coccolare e riparare dal comodo involucro.

www.devorm.nl

Lufa series è una collezione di complementi d’arredo realizzati con un nuovo materiale proveniente dall’ambiente tropicale, la spugna di luffa.

L’idea è stata di Fernando Laposse, un designer messicano proveniente dalla Central Saint Martins, che sceglie di utilizzare il frutto della Loofah cylindrica. Una volta che questo frutto viene essiccato, offre ottime qualità in leggerezza, trasparenza, resistenza agli urti e soprattutto di isolamento termico.

Con queste particolari caratteristiche, la spugna non viene più usata solo in spazi come la cucina o il bagno, ma assume nuovi ruoli nel resto della casa diventando protagonista.

Lufa series è composta da una parete divisoria, una lampada da terra, un tavolo e piccoli oggetti come vasi, realizzati miscelando la spugna con il cemento e il legno, portando un piacevole equilibrio di toni naturali.

Una serie di oggetti funzionali che esaltano la bellezza naturale di un materiale poco conosciuto.

www.fernandolaposse.com

Lock, come chiuso, bloccato, infinito: questo è il nome del tavolo lamellare in bambù progettato dal designer olandese JP Meulendijks.

Particolarità del tavolo è proprio l’accattivante base, un intreccio simile a tanti elastici incastrati l’uno con l’altro realizzato in bambù, un materiale altamente sostenibile.

Ogni intreccio è stato creato con diversi strati di legno di due tonalità diverse, naturale e color caramello, che si bloccano reciprocamente. Questo sandwich di colori esalta che curve e la forma della tavola.

Il piano, invece, è stato pensato in vetro, che permette di continuare ad ammirare la sinuosità delle gambe.

La forma originale delle gambe appare diversa a seconda dei diversi punti di osservazione, mostrando comunque il carattere forte e flessibile del bambù.

Meulendijks si impegna profondamente nella progettazione ecocompatibile dal 2010 e ha anche sviluppato un nuovo materiale biodegradabile dal nome Ecolotek materiale biodegradabile.

www.planktonstation.nl