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Gli straordinari fiori in porcellana di Vanessa Hogge.

Vanessa Hogge non è solo una straordinaria artigiana della porcellana. È una vera e propria artista in grado di trasformare la terra cruda in pura poesia. 

Vanessa Hogge dà vita alla materia e la trasforma in natura viva. L’artista britannica crea infatti oggetti in ceramica belli e preziosi come sensuali mazzi di fiori. Ogni vaso, ogni centrotavola e ogni pannello che nasce dalla sua mente creativa è ispirato al mondo botanico.
Soprattutto i fiori, che Vanessa crea a mano, ad uno ad uno, con abilità certosina. Fiori in porcellana di varie specie, tutti realizzati con un’incredibile cura del dettaglio.

Le collezioni create da Vanessa Hogge sono di vario tipo. Ci sono i vasi (Vessel) in tre dimensioni; le composizioni floreali (Efflorescence) e gli straordinari mazzi di fiori da appendere al muro, della collezione “Wallflowers”. Anche questi sono in 3 dimensioni: diametro 14 cm, 20 cm e 30 cm.

Dalle sue mani nascono mazzi di dalie, di crisantemi, di margherite, di rose, di ortensie e di tanti altri fiori che Vanessa modella con grande pazienza. Petalo dopo petalo, stame dopo stame, antera dopo antera…

 

L’artista crea i suoi vasi nel suo studio londinese di Cockpit Arts Holborn, un hub specializzato in arte e artigianato di alto livello che ospita 140 laboratori. (vanessahogge.com)

Guarda anche il nostro servizio sui vasi di ceramica fatti a mano

 

Il grès porcellanato a “effetto marmo” per la casa.

L’effetto marmo in casa è senza dubbio una delle ultime e più interessanti tendenze nel mondo del design. Non solo per quanto riguarda l’arredamento (vedi a questo proposito la nostra selezione dei migliori arredi di design in marmo), ma anche, e sempre di più, nel rivestimento delle superfici.

Per le superfici della casa, oggi il marmo naturale viene sostituito sempre più spesso dal grès porcellanato a effetto marmo. Un materiale innovativo, versatile e di straordinaria bellezza, grazie anche alle tecnologie produttive che si sono sempre più raffinate.

Il grès porcellanato consente, infatti, di ottenere soluzioni che sarebbero impensabili con il marmo vero. Oggi si possono creare scenografiche pareti a effetto marmo in camera da letto come nella zona living. È possibile rivestire una cucina fino al soffitto e ricreare arredi, banconi o pratici blocchi di lavoro coordinati. Il tutto con i pavimenti effetto marmo abbinati oppure a contrasto. L’unico limite è la fantasia!

Il grès porcellanato effetto marmo

Il grès porcellanato ha caratteristiche che lo rendono perfettamente adatto alle case contemporanee, con applicazioni sia per gli interni, sia per l’outdoor. Un pavimento o una parete in grès porcellanato “effetto marmo” dona carattere, eleganza, bellezza a ogni ambiente. Impreziosisce l’atmosfera domestica e fa risaltare la bellezza degli arredi. 

Il grès porcellanato permette di creare anche lastre di grandi dimensioni, che però  mantengono spessori sottilissimi e un peso contenuto… caratteristiche che il marmo o la pietra non possono ovviamente offrire. 

Il grès porcellanato a effetto marmo, inoltre, offre un risultato estetico straordinariamente realistico, grazie anche alle più innovative tecnologie di stampa digitale. Queste consentono, infatti, di ottenere grafiche ad altissima definizione con dettagli di straordinaria precisione. Come, per esempio, la bellezza delle venature e le infinite sfumature di colore che fanno risaltare l’unicità di ogni singola lastra.

Una soluzione che unisce un grande impatto estetico alla massima funzionalità. Il grès porcellanato è infatti un materiale anti macchia, che resiste all’usura e all’abrasione, al gelo, all’umidità e all’attacco di prodotti chimici (con la sola esclusione dell’acido fluoridrico). Perfetto per il bagno e la cucina ma anche per l’outdoor, perché non altera il colore nemmeno con l’esposizione diretta al sole e mantiene la sua bellezza nel tempo.

Le collezioni in grès porcellanato “effetto marmo” di Casalgrande Padana

Casalgrande Padana, azienda italiana leader nel rivestimento ceramico, ha in catalogo una ricca selezione di superfici a effetto marmo. Le collezioni Marmoker e Marmosmart, ad esempio, offrono una scelta ricca e variegata di rivestimenti in grès porcellanato effetto marmo, adatto per ogni superficie.

A queste si aggiungono le linee Macro e Terrazzo. La prima comprende i graniti e le graniglie; la seconda le soluzioni che riprendono i pavimenti a terrazzo. Altre due tendenze estremamente attuali, a conferma dell’attenzione di Casalgrande Padana per gli stili abitativi contemporanei.

Leggi il nostro articolo sull’effetto terrazzo nel design

Il catalogo Casalgrande Padana comprende una ricchissima selezione di marmi; circa 70 finiture, solo per il Marmoker. Sono i marmi più pregiati esistenti in natura e sono disponibili sia nella finitura naturale – setosa e piacevole al tatto – sia in versione lucida. Il grès porcellanato effetto marmo può essere inoltre scelto tra diversi formati, dai più piccoli a quelli molto grandi. Si parte dal mosaico, realizzato con tessere che partono dal formato minimo di 2,3 x 2,3 cm, ai tagli più tradizionali (quadrati, rettangolari o esagonali). La linea Kontinua permette infine di abbinare tra loro lastre di grandi dimensioni con la venatura del marmo che prosegue da una lastra all’altra oppure che si apre “a macchia aperta”.

Guarda anche il grès porcellanato effetto onice

Ovviamente alle lastre tradizionali si possono abbinare moltissimi pezzi speciali, per un effetto marmo ancora più scenografico. Tra questi, ci sono decori, rosoni, listelli e mosaici, oltre a battiscopa, gradini, angolari etc. Le lastre in Marmoker possono avere dimensioni molto importanti (180 x 320 cm), mentre quelle in Marmosmart possono arrivare fino a 90 x 270 cm, ma con uno spessore di soli 6 mm!

Guarda anche il nostro post sul grès porcellanato per l’outdoor

Per maggiori informazioni su finiture o dimensioni del grès porcellanato effetto marmo, cliccate qui.

In collaborazione con Casalgrande Padana

Microtipici, storie di gioielli fatti con i (piccoli) piatti del cuore…

I cibi Microtipici sono piatti semplici, della tradizione locale, legati a consuetudini antiche. Sono i cibi più noti, quelli popolari. Quelli che probabilmente non si celebrano nei ricettari famosi, ma che sono da sempre i preferiti delle persone che vivono in quei territori.

Proprio la tradizione e la cultura di questi piatti ha dato lo spunto allo studio abruzzese Arago Design per il suo progetto Microtipici tasty italian jewelry. Un progetto a cavallo fra design, gioielleria e gastronomia.

 Microtipici tasty italian jewelry

Il progetto Microtipici tasty italian jewelry infatti si basa su una collezione di gioielli in porcellana bordata in oro 24 carati. Si tratta principalmente di spille e anelli, realizzati con i minuscoli piattini da casa delle bambole, che diventano essi stessi gioielli. È la rivincita dei piatti della tradizione locale. I piatti in miniatura diventano protagonisti, da esibire come le perle o le pietre preziose.

La collezione Microtipici tasty italian jewelry è anche interattiva. Attraverso il sito www.microtipici.it ognuno può contribuire alla costruzione di una nuova “mappa del gusto italiano” e avrà la possibilità di vincere il gioiello “I love Microripici” in edizione limitata.

Scopri altri progetti di design territoriale dedicati all’Abruzzo di ARAGO DESIGN

Un incontro fra tradizioni, design e territorio

Lo studio Arago Design, fondato a Pescara da Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, è specializzato nel design artigianale e in particolare nella lavorazione creativa della ceramica.

Molti sono i progetti di Arago Design, e tutti sono strettamente legati al territorio abruzzese. C’è Gransassolino, il piccolo vaso per fiori che riproduce la principale vetta abruzzese, il Gran Sasso d’Italia, e Neola, la linea di accessori per la tavola ispirata a una cialda tradizionale. Trofeo, la testa di pecora in ceramica decorata, e SalvaPecunia, il salvadanaio in terracotta smaltata e sughero, sono invece dedicati a uno degli animali tipici delle montagne abruzzesi. 

Guarda anche la collezione VIA LATTEA in “ceramica fluida” di Arago Design

aragodesign.it

Isolator Cup. Grip on Heat

Isolator cup, la tazza isolante, è un nuovo progetto dello studio Lorier, uno studio di design olandese fondato a Rotterdam da Sander Lorier.

Isolator cup è in pratica una tazza isolante per il tè, il caffè, le tisane o per altre bevande calde. Realizzata in ceramica, questa tazza termica si caratterizza per le alette che la circondano. Le alette, anche queste in ceramica, hanno la funzione di disperdere il calore, così da poter tenere comodamente la tazza isolante in mano senza il pericolo di scottarsi.

La tazza prende ispirazione dai dissipatori dei motori

Il progetto dello Studio Lorier si ispira alla forma dei classici dissipatori di calore dei motori elettrici. Le alette aumentano la superficie esterna a contatto con l’aria, così che il calore della bevanda resta all’interno mentre la superficie esterna della tazza si raffredda più velocemente.

La tazza viene fornita con un piattino in ceramica coordinato e un coperchio in silicone. Il primo serve sia da coperchio, per conservare la bevanda calda più a lungo, sia come vassoietto porta biscotti o per appoggiare il cucchiaino o la bustina del tè dopo l’uso. Il secondo, per sorseggiare il caffè anche in movimento.

Le Isolator cup, le tazze isolanti, vengono realizzate a mano nei Paesi Bassi in ceramica smaltata con un composto atossico, adatto a contenere gli alimenti. Sono resistenti in lavastoviglie e possono essere scaldate in microonde. Queste tazze isolanti “anti scottature” sono disponibili in quattro colori: blu, verde, corallo e bianco.

Isolation Cup su Kickstarter

Le Isolator cup di Studio Lorier sono oggetto di una campagna di crowdfunding sul sito Kickstarter.com per raccogliere i fondi necessari alla produzione. La campagna Kickstarter termina il 31 marzo e le tazze isolanti saranno consegnate a giugno 2020.

www.studiolorier.com

La Piastrella “4 volte curva” per la Triennale di Milano del 1960.

La piastrella Triennale, disegnata da Gio Ponti e Alberto Rosselli, è un progetto di design che resta ancor oggi. dopo ben 60 anni, di grandissima attualità.

In realtà, questa particolare piastrella, la cui forma riprende la “tessera del puzzle”, all’origine si chiamava la “piastrella 4 volte curva”. Questo era il nome che le diedero i due designer, Ponti e Rosselli, quando la disegnarono appositamente per la Triennale di Milano del 1960. 

La piastrella 4 volte curva venne realizzata da ceramiche Marazzi con la superficie lucida e in diversi colori. Rimasta poi in archivio per oltre 50 anni, nel 2011 è stata rieditata, sempre da Marazzi, col nome di piastrella Triennale.

La piastrella Triennale di Gio Ponti per Marazzi 

Marazzi ha deciso di rimettere in produzione l’iconica piastrella Triennale come omaggio al grande architetto, storico e designer milanese, ma anche per celebrare la propria storia di azienda, da sempre attenta al design.

La piastrella rappresenta per Marazzi un dialogo aperto tra storia e futuro, tra forma e materia, tra design e architettura. 

La collezione Triennale può essere utilizzata da sola o può essere abbinata a qualsiasi collezione Marazzi grazie a speciali elementi di raccordo. Un progetto che continua ad affascinare, dopo 60 anni, architetti, designer e artisti di tutto il mondo.

La piastrella Triennale è disponibile nella finitura lucida oppure opaca in tutte le declinazioni del Colour Plan Marazzi, per creare composizioni a contrasto o tono su tono.

È realizzata in Gres fine porcellanato ed è disponibile in due dimensioni: 30×46,5 e 10×15,5 cm.

La piastrella Triennale alla mostra “Gio Ponti. Amare l’architettura” al MAXXI di Roma

La piastrella Triennale è esposta, insieme a tantissimi altri lavori del designer milanese, presso la mostra Gio Ponti. Amare l’architettura visitabile fino al 13 aprile 2020 al MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma, nella sezione “L’architettura è un cristallo”. La piastrella Triennale è presentata in due composizioni, entrambe in grès nero. Fanno da cornice alcuni bozzetti originali di Gio Ponti della “piastrella 4 volte curva”. 

La mostra retrospettiva è dedicata a Gio Ponti nel quarantesimo anniversario della scomparsa, avvenuta il 16 settembre del 1979.

La mostra Gio Ponti. Amare l’architettura raccoglie materiali archivistici, modelli originali, fotografie, libri, riviste e classici del design sulla figura di Ponti architetto. 

www.marazzi.it/collezioni/triennale

foto: ©Adrian Samson

Cosa sono le bambole Kokeshi?

Le bambole Kokeshi sono un simbolo riconosciuto della cultura e della tradizione giapponese. Sono nate nel Giappone settentrionale intorno al XIX secolo e originariamente venivano realizzate in legno. Le prime, piuttosto semplici, erano formate da una sfera (la testa) e da un cilindro (il corpo, senza braccia né gambe). Col tempo sono diventate più sofisticate, il corpo si è arrotondato e ha assunto la forma aggraziata che tutti oggi conosciamo…

Si dice che nei primi anni del 900 le bambole Kokeshi erano talmente famose da aver ispirato altre iconiche bambole: addirittura le matrioske russe. In Giappone questi pupazzi sono considerati oggetti portafortuna da tenere in casa e da regalare alle persone care come buon augurio.

Scopri di più sulle bambole giapponesi Kokeshi nella pagina dedicata di Wikipedia

Giappone e Spagna: 2 culture a confronto

La tradizione giapponese della bambole Kokeshi si è incontrata con un’altra grande tradizione, quella della porcellana spagnola.

La manifattura Lladrò non ha certo bisogno di presentazioni. Tutti conoscono le delicate figurine in porcellana che escono dai suoi laboratori. Queste piccole sculture prodotte dall’azienda di Valencia, curatissime nei dettagli, sono diventate oggetto di collezione in tutto il mondo. Da qualche anno Lladrò alterna ai suoi pezzi più classici, una collezione di oggetti dal gusto contemporaneo, disegnati da artisti di fama internazionale.

Le bambole Kokeshi di Lladrò

È il caso delle bambole Kokeshi, una collezione di tre figure in porcellana, scolpite da José Javier Malavia, ispirate alla tradizione delle bambole giapponesi in legno.

Rosso, rosa e turchese sono i colori dei Kimono di queste nuove tre sorridenti bambole che, nel paese del Sol Levante, vengono considerate dei preziosi portafortuna. Le bambole Kokeshi di Lladrò sono anche disponibili, con le stesse tre figurine, nella versione in porcellana bianca.

www.lladro.com

Si chiama Via Lattea questa collezione di oggetti da tavola realizzati con una tecnica artigianale al tempo stesso semplice e sofisticata. Una tecnica creata da agli architetti Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, fondatori del brand abruzzese Arago Design.

Scopri altri progetti dedicati al territorio abruzzese di ARAGO DESIGN

La collezione di ceramiche Via lattea nasce da una particolare tecnica di colatura che permette di ottenere questi oggetti da tavola unici, organici, come blocchi di neve che si scioglie al sole. Si tratta di una serie di oggetti in ceramica realizzati a mano ad uno ad uno con una attenta lavorazione artigianale, che i due designer hanno chiamato Ceramica Fluida.

Guarda anche il progetto di gioielli I MICROTIPICI di Arago Design

Tazze, bicchieri, bottiglie, piattini vengono realizzati dai due designer di Pescara colando la ceramica in stampi. Una particolare tecnica permette di “congelare” la fluidità del materiale che si percepisce anche nella solidità dell’oggetto finito. Io tutto viene reso ancora più affascinante dal color bianco latte che dona alla collezione la bellezza di una natura morta.

Qui sotto. le quattro fasi della lavorazione della “ceramica fluida”

www.aragodesign.it

Colori, profumi, forme, dal mar Antartico al Golfo di Guinea, sono le 50 Seas, un viaggio espresso in 50 opere in ceramica disegnate da Mathieu Lehanneur.
Il designer francese che ha esposto dal 18 gennaio al 2 febbraio 2018 presso la casa d’aste Christie’s di Parigi, una poetica carrellata di toni sul blu.

Non solo colore, ma soprattutto abilità artigianale, che si è espressa nel fermare l’attimo fugace delle onde del mare.

Il concept e la ricerca di 50 Seas

Spesso, dice Mathieu, non ci rendiamo conto della vastità del mare, e delle meraviglie di colore che ci regala. Ne siamo circondati, tutte le terreferme lo sono, ma la percezione che abbiamo di questo è molto bassa. Perchè allora non trasformarla in qualcosa che possiamo ammirare quando vogliamo?

La lunga ricerca portata avanti dal designer ha dato vita a manufatti smaltati che ripercorrono tutte le sfumature del mare. Ogni pezzo è unico e fotografa le caratteristiche di un particolare angolo geografico.

La creazione delle opere in ceramica

La ricerca minuziosa ha toccato non solo gli innumerevoli colori del mare, ma anche la sua particolarità in fatto di forma. Non è stato facile infatti ricreare il moto ondulato del’acqua, così variabile e perfetto allo stesso tempo.
Il designer ha scelto quindi di adoperate software 3D per modellare le forme e proporle in stampe, così da rifinire in tutto a mano.

La mostra a Parigi

50 piatti in ceramica tutti diversi tra di loro, che hanno voluto stimolare la sensibilità degli spettatori, invitandoli a indovinare di quale parte del mondo si trattasse.

Difficile? Forse, ma una risposta è evidente. Il mare cambia, ed è specchio delle abitudini dell’uomo. Può essere blu, o cristallino, fino a diventare verde… dipende come noi ce ne prendiamo cura.

www.mathieulehanneur.com
www.christies.com

 

Disegnata a mano nel 1937 da Arne Jacobsen, la collezione Vintage ABC rappresenta ancora oggi una delle massime espressioni della grafica scandinava, Riproposta da Design Letters, la grafica delle lettere e dei numeri del grande maestro danese è diventata una decorazione che abbellisce, col suo fascino vintage, oggetti per la casa in ceramica, in tessuto e in legno, oltre a una serie di prodotti da cancelleria, dai poster ai biglietti, dalle matite alle gomme etc.

Tra le ceramiche, spiccano vasi e contenitori di ogni forma e dimensione, servizi da tavola con piatti, vassoi, teiere, ma anche servizi da tè e da caffè.

Ognuno può personalizzare la propria tavola con le iniziali dei commensali, ognuno può avere il proprio mug o la tazza da tè personalizzato. Oppure si possono comporre parole giocando a mettere in fila elementi diversi.

La collezione Vintage ABC di Arne Jacobsen è sicurmente una delle icone grafiche più celebri non solo dello stile scandinavo ma anche del design internazionale. Un alfabeto alto e stretto così fortemente caratterizzato che da quasi 80 anni ci tiene compagnia abbellendo la nostra casa.

www.designletters.dk

 

 

The Fragility of Things. I piatti di Daniel van Dijck

Il designer olandese Daniel van Dijck con The Fragility of Things, la sua nuova collezione di oggetti per la tavola, si pone l’obiettivo di esplorare la storia di alcuni oggetti tradizionali, come i piatti. Analizza il modo in cui sono stati utilizzati nel corso degli anni. E cerca di dare, con il suo progetto, delle soluzioni che siano in continuità con questa storia, ma aggingendo qualcosa di nuovo e di personale.

In particolare la collezione The Fragility of Things mette in mostra la fragilità degli oggetti stessi.Ci racconta il designer: “Nella linea The Fragility of Things ho cercato volutamente di accentuare il senso di fragilità delle stoviglie, combinando metallo, porcellana e vetro”.

Le persone infatti tentendono ad essere attento quando si confrontano con un oggetto che abbia un’apparenza fragile e precaria. Questa maggiore l’attenzione crea una relazione tra persona e oggetto, provocando nel fruitore una maggiore consapevolezza dell’oggetto stesso ma anche nelle nostre azioni quotidiane.

www.danielvandijck.com

Quante idee possono nascere dalla ceramica, soprattutto quando si parla di riuso? Mille, dai diversi colori e forme.

Proprio come Ceramics Made, una serie di componenti presentata durante il Salone del Mobile dallo studio di design Bentu.

Tutto nasce da Foshan, un città della Cina grande produttrice di ceramiche. Una grande risorsa industriale per il mondo, ma che allo stesso tempo deve sopportare un fortissimo inquinamento ambientale dovuto alle lavorazioni. E non solo! Si aggiungono gli elevati costi di smaltimento, con a seguito tutte le conseguenze dannose per l’ambiente e per le persone.

Così lo studio ha pensato bene di fare un esperimento di riuso degli scarti delle industrie, con l’obiettivo di creare qualcosa che possa diventare un bene comune e invogliare alla rinascita dei materiali d’uso di tutti i giorni.

Bentu design ha anche pensato a un nuovo modo per migliorare l’utilizzo di rifiuti e come velocizzare la produzione, inserendo una griglia come struttura che rafforza i pannelli e ne riduce il peso, e aggiungendo calcestruzzi ad altre prestazioni che permettono di avere pannelli sottili ma resistenti.

Il loro è un vero e proprio invito al pensare e al progettare consapevolmente e con l’amore verso la propria terra.

www.bentudesign.com

Sono prodotte da Henriette queste lampade in porcellana finissima dalle forma iconiche e divertenti.

L’azienda sanmarinese ha realizzato questa nuova collezione di oggetti luminosi ispirandosi alle forme degli oggetti da tavola e di uso comune della nostra tradizione. Queste vere e proprie lampade in porcellana hanno una doppia vita. Spente, sono oggetti domestici dalle forme care alla memoria: brocche, teiere, potiche oltre a una lanterna di quelle che illuminavano le case di un tempo, quando non c’era ancora l’energia elettrica. Accese, si illuminano dall’interno e la trasperenza della porcellana traslucida diffonde una luce d’atmosfera, calda e soffusa, che crea atmosfere domestiche molto intime e raccolte.

Queste lampade d’ambiente possono restare accese a lungo senza preoccupazioni, poiché, essendo illuminate da una fonte luminosa a led, consumano pochissimo.

Alte circa 20 cm, le lampade in porcellana di Henriette costano circa 60€ l’una.

www.henriette.sm

 

Petite Friture e l’azienda produttrice Revol uniscono le proprie forze per Succession, un servizio di porcellana per la tavola progettato dallo studio Färg & BLANCHE.

Come nasce la collezione Succession

Il processo di realizzazione e ideazione della collezione la distinguono dalle altre: ogni piatto, ciotola o bicchiere conserva tutta la finezza del dettaglio dei pezzi artigianali difficili da riprodurre, prototipi in feltro che prendono forma tramite una struttura di cavi.

Tutti gli oggetti infatti memorizzano la texture granulare del feltro e le tracce delle corde che trattengono in tessuto e conferiscono la forma finale dell’oggetto.

Una collezione di oggetti dal design organico che fa percepire le metodologie della sperimentazione e delle tecniche di stampaggio, rispettando e rispondendo alle esigenze delle linee contemporanee.

Le scelte di colorazione proposte sono due, bianco o nero, ma dal carattere forte per il contrasto opaco per la superficie esterna e lucido per quella interna.

Dove si può comprare Succession?

Se volete impreziosire le vostre tavole con i componenti della collezione, potete visitare e acquistare nei seguenti siti

www.petitefriture.com

www.fargblanche.com

www.revol-pro.com

Sono la nuova frontiera della gioielleria, questi gioielli in ceramica impreziosita da fili d’argento. Sono le piccole creazioni della designer olandese Judith Bloedjes.

Una collezione di gioielli in ceramica unica e preziosa, non perché fatta da chissà quali diamanti o altre pietre preziose o metalli estremamente pregiati, ma perché lancia una sfida: quella di essere perfetta per chi ama i materiali, non è maldestro, e apprezza la filosofia dei piccoli oggetti.

L’accostamento dei due materiali, la porcellana e l’argento, esaltano l’aspetto candido della lavorazione artigianale con quello più grezzo, geometrico e costretto dell’industrial.

Ogni gioiello quindi è stato prodotto a mano, tramite lavorazione a tornio, che permette di realizzare qualsiasi forma astratta che proviene dall’immaginazione, creando formidabili anelli, collane, clips o spille.

Con la sua poesia, la designer ha saputo conquistare l’attenzione anche di collezionisti privati, che hanno scelto di impreziosire installazioni, gallerie internazionali e palazzi reali con le sue creazioni.

Judith non crea soltanto gioielli, ma si dedica anche alla creazioni di vasi, composizioni floreali, nonché di installazioni in movimento.

L’amore per la bellezza è il filo conduttore di ogni suo lavoro, la bellezza della pura porcellana bianca con l’amore verso l’artigianato.

www.judithbloedjes.nl

Nasce in Giappone questa nuova collezione di oggetti da tavola in ceramica stampata chiamata Utsusiwa, disegnata da Ryosuke Fukusada e prodotto dall’antica manifattura Shuho Gama a Kyoto. Si tratta di tre linee di accessori caratterizzati da una superficie lavorata o meglio, stampata con differenti texture che riprendono elementi semplici di cui siamo quotidianamente circondati.

La prima, Pucipuci, ha una decorazione che richiama la plastica a bolle per imballaggio. La seconda, biscuit, è ricoperta da stampi delle tradizionali gallette francesi al burro, la terza Happou, ha un pattern screpolato che ricorda la schiuma…

Ogni linea è formata da tre pezzi: tazzina, tazza e ciotola. Tutte rigorosamente bianche. Essendo realizzate a mano ad una ad una con tecniche artigianali, sono tutti pezzi unici…

http://utsusiwa.jp/