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Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

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Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


Boès è uno specchio ispirato alle tradizionali maschere sarde.

Il designer Giulio Iacchetti ha disegnato per Ebanisteria Meccanica lo specchio Boès, un particolare complemento da ingresso che funge anche da appendiabiti e svuotatasche.

Chi sono i Boès?

I Boès, i buoi in sardo, sono delle figure tipiche del celebre carnevale di Ottana. I boes sono appunto uomini mascherati che sfilano per le strade della cittadina del nuorese indossano la “caratza”, una maschera in legno che raffigura il bovino. Durante la sfilata del carnevale di Ottana, i Boès vengono rincorsi e catturati dai Merdules (i guardiani dei buoi), a evocare il rapporto ancestrale tra l’uomo e l’animale.

Lo specchio Boès

Proprio a questo storico personaggio del carnevale di Ottana, il designer Giulio Iacchetti ha dedicato specchio vuotatasche Boès. Un omaggio alle antiche tradizioni della Sardegna, regione di provenienza dell’Ebanisteria Meccanica.

Lo specchio è composto da 3 elementi.
Il muso del bue, che è rivestito con uno specchio dalla forma trapezoidale. Le corna, realizzate in legno, che servono per appendere abiti o cappelli. E infine l’anello in acciaio, che lo specchio Boès porta “al naso”. All’anello si può appendere un ombrello, infilare un foulard oppure agganciare il guinzaglio che serve per portare fuori il cane.
Sulla parte superiore dello specchio, infine, si nasconde un pratico vano svuota tasche per le chiavi, il cellulare o altri piccoli oggetti.

Boès è dunque uno specchio con la struttura in legno, proprio come le maschere. Lo ha realizzato Ebanisteria Meccanica, uno storico laboratorio artigiano fondato a Sassari nel 1931 dal nonno dell’attuale proprietario. Il giovane ebanista ha ereditato dal suo avo non solo l’amore per la cultura sarda e l’abilità di lavorare il legno, ma anche il nome: Diego Moretti.

www.ebanisteriameccanica.com

3 nuovi progetti dello studio nendo per Stellar Works

Lo studio giapponese nendo ha lanciato un’interessante collaborazione con il brand cinese Stellar Works. Si tratta di tre nuove collezioni: Blend, Frame e Kite. E, come quasi sempre commentiamo quando si tratta del genio poetico di nendo, questi tre oggetti di design sono decisamente belli e intelligenti.

BLEND

Blend, il primo dei prodotti disegnato da nendo per Stellar Works, è uno sgabello da bar a tre gambe, caratterizzato da una struttura in metallo nero decisamente particolare. Uno dei tre montanti, infatti, si sdoppia per diventare gamba posteriore e schienale a T.
Blend è disponibile in 2 altezze.

KITE

Il secondo prodotto disegnato dallo studio nendo per Stellar Works è Kite, una poltrona compatta progettata principalmente per il settore contract, per gli spazi commerciali e per le hall degli alberghi. Una poltrona con diverse tipologie di schienale. Da quello più basso e informale a quello più alto e avvolgente, che crea una maggiore privacy e una notevole protezione acustica.

FRAME

L’ultimo progetto di nendo si chiama Frame ed è un semplice sistema componibile in acciaio a forma di L che si adatta a diversi scopi.
Può diventare una mensola, un portasciugamani o anche una specchiera (da parete o da terra) se accessoriata con gli appositi specchi coordinati dalla forma rotonda oppure ellittica.

stellarworks.com

Colore e gioia di vivere: ecco le nuove collezioni di Ames presentate all’ultimo Salone del Mobile.

Materiali sostenibili, artigianalità, colore: sono questi i tratti che caratterizzano i prodotti di ames, il brand tedesco creato dalla colombiana Ana María Calderón Kayser. Un’azienda che ha saputo riscoprire e valorizzare il grande patrimonio artigianale colombiano, promuovendo un dialogo tra artigiani e designer industriali.

Il risultato? Una serie di arredi e accessori che rende omaggio all’eredità culturale tradizionale della Colombia, reinterpretandola in una chiave inedita e contemporanea.

Un chiaro esempio è la nuova collezione di ames, presentata in occasione dell’ultimo Salone del Mobile. Un inno alla gioia di vivere colombiana, frutto della collaborazione con due designer: Sebastian Herkner Pauline Deltour.

MARACA: una lounge chair a metà fra un lettino e una sdraio

MARACA è una lounge chair disegnata da Sebastian Herkner ispirata alle folkloristiche amache colombiane, un complemento d’arredo che racconta un’antica tradizione popolare. Per centinaia di anni, infatti, le amache venivano donate dai promessi sposi alle future mogli, come simbolo della loro unione.

In MARACA la forma del lettino si fonde con quella di una sdraio. Mentre la matericità tipica delle amache si sposa con uno stile essenziale e pulito.

MARACA è composta da un telaio in acciaio, verniciato a polvere in un’antica fabbrica di Bogotà, e da rivestimenti removibili, intessuti a mano da artigiane donne a Bolívar. La tecnica di lavorazione è naturale al 100%. I fili di cotone sono, infatti, tinti con colori naturali e in seguito lavorati. I colori brillanti sono, invece, fissati con il sale e l’Almidon, un amido naturale.

KILLA: gli specchi con le fibre di Iraca

KILLA è una linea di specchi da parete e da tavolo con una cornice ricavata dalle fibre della palma Iraca. Un materiale naturale, conosciuto per essere stato utilizzato nella costruzione dei cottage di Panama, che richiede una lavorazione molto complessa. Solo dopo un periodo di essiccazione di diversi giorni, le cornici vengono tessute usando pinze, pinzette e aghi. Una tecnica che dona allo specchio una caratteristica cucitura.

KILLA è proposto nella versione da parete o da appoggio, ed è disponibile in cinque varianti di colore (rosa/rosso scuro, naturale, blu/verde, miele/rosa e nero) e in due forme: tonda con cornice spessa e ovale con cornice sottile.

CESTA: una linea di accessori che richiama i colori dell’architettura tradizionale colombiana

La collezione CESTA è composta da due specchi da parete e da vari tipi di contenitori, utilizzabili come ceste per la frutta, cestini per la spazzatura o portagioie (la parola “cesta” significa, per l’appunto, “cestino” in spagnolo). Il tutto realizzato in PVC riciclato e disponibile in allegre combinazioni di colore.

A ispirare la collezione di Pauline Deltour è stato il lavoro degli “Urban Artesanos”. Artigiani che, fuggiti dai loro paesi in guerra, si sono ricostruiti una nuova vita in Colombia, promuovendo tradizioni che altrimenti sarebbero andate perdute.

Specchi di design? Ecco le nostre proposte. Tra classici e novità. 

“Come sarebbe bello se potessimo passare attraverso lo specchio. Sono sicura che ci sono delle cose bellissime là dentro…”.

Se come Alice in Wonderland anche voi pensate che dentro gli specchi ci sia qualcosa di bello, siete nel posto giusto. Il nostro nuovo focus, infatti, è dedicato proprio agli specchi. O meglio, agli specchi da parete di design.

Nel corso degli anni sono tanti i designer che si sono confrontati con questo accessorio di bellezza. Un interesse che si lega, da un lato, al carattere magico e misterioso dello specchio. E, dall’altro, a motivi pratici. Perché gli specchi non sono solo un mezzo attraverso cui vedere riflessa la propria immagine, ma anche un potente alleato per amplificare e rendere più luminosi gli spazi.

È naturale, dunque, che gli specchi siano considerati così importanti nell’interior design. Tanto più nelle case contemporanee dove le metrature ridotte rendono necessario adottare tutte le soluzioni possibili per ampliare visivamente gli ambienti.

Specchi: uno, nessuno e centomila

Quale specchio scegliere? Le opzioni sono infinite. Specchi in stile minimal o dal forte carattere decorativo. Versioni da parete o da tavolo. Specchi quadrati, rotondi o dalle forme asimmetriche. Una varietà tale da accontentare i gusti più disparati, ma che, al momento dell’acquisto, può creare anche qualche dubbio.
Noi oggi abbiamo pensato di focalizzarci sugli specchi da parete di design, i più indicati per impreziosire la zona giorno o per dare un ultimo sguardo al proprio outfit prima di uscire. Insomma, specchi ideali sia per l’ingresso e il living sia per la camera da letto.
Dai classici alle proposte più recenti, ecco a voi la nostra selezione.

Specchi da parete di design: tra classici e novità

Ultrafragola, design Ettore Sottsass per Poltronova

Cominciamo la nostra rassegna da un grande classico: Ultrafragola, lo specchio/lampada disegnato da Ettore Sottsass per Poltronova nel 1970.

Inserito in una cornice in materiale plastico opalino con luce al neon rosa, lo specchio è caratterizzato da una sagoma sinuosa che ricorda una chioma femminile ondulata. Un omaggio alle donne, dunque, ma non solo. L’imponente struttura di Ultrafragola fa pensare anche a una porta da oltrepassare, rimandando a Lewis Carrol e al suo celebre romanzo Alice in Wonderland.

Riflessioni, design Marco Brunori per Adele-C

Le Riflessioni sono immagini evocate da una mente generatrice; brillano solo di luce propria, sempre diversa. Indistinguibile è tuttavia la forma vera da quella specchiata, se la riflessione ha elevata qualità”.

Così viene raccontata Riflessioni, la prima linea di specchi del brand Adele-C. Il progetto, firmato da Marco Brunori, comprende 5 specchi costituiti da diverse superfici riflettenti. Un rovesciamento del tradizionale impianto prospettico che confonde i confini tra immagine reale e immagine riflessa.

Vitrail, design Inga Sempé per Magis

Vitrail è una serie di specchi composti da fasce di diversi colori, firmata da Inga Sempé per Magis. A tenere insieme le diverse forme una cornice in gomma – disponibile in due colorazioni – che permette di realizzare quattro formati: quadrato, rettangolare, ovale e rotondo.

Vitrail può essere appeso in orizzontale o in verticale e, nel caso dello specchio ovale, anche in diagonale. In tutto si hanno quindi otto modelli di specchi adatti a decorare qualsiasi ambiente.

Il progetto si ispira ai cosiddetti specchi veneziani, formati da un vetro centrale circondato da altri pezzetti di specchio.

Redor, design Zanellato/Bortotto per Nilufar

Redor è uno specchio da parete progettato dallo studio Zanellato/Bortotto per la galleria milanese Nilufar. Anche in questo caso c’è un riferimento ai tradizionali specchi veneziani.

I tratti distintivi di Redor sono i motivi geometrici in ottone sulla superficie riflettente e le foglie in vetro di Murano che incoronano lo specchio. Un pezzo unico personalizzabile nei colori e nelle dimensioni.

Deadline, design Ron Gilad per Cassina

Deadline, la linea di specchi progettata da Ron Gilad per Cassina, richiama il mondo dell’arte. A comporre la collezione 12 modelli che si interrogano sul rapporto tra realtà e riflessione della realtà.

“La serie Deadline disseziona la realtà su livelli paralleli e offre allo spettatore la possibilità di contemplare una realtà più complessa e poetica. La nostra conoscenza dello specchio è che riflette un ‘adesso’, ‘il momento’. In questi specchi ‘adesso’ è pervaso con ‘era’ o ‘poteva essere…”, racconta Ron Gilad.

Per rendere possibile questa scomposizione della realtà, ogni pezzo della collezione è composto da due vetri abbinati a una distanza di 12 mm. Lo specchio davanti è retroverniciato in diversi colori che sono riflessi dallo specchio posteriore, creando due prospettive. Un effetto che cambia in continuo a seconda della propria posizione.

Gli specchi sono inseriti in una cornice di frassino, naturale o tinto nero, con superfici e forme differenti.

Mirage, Normann Copenhagen

Mirage è il nuovo specchio di Normann Copenhagen e fa parte della collezione Tivoli, nata in collaborazione con l’omonimo parco dei divertimenti della capitale danese.

Realizzati in acciaio verniciato a polvere e vetro colorato, questi specchi sono caratterizzati dalla ripetizione di forme grafiche semplici. Possono essere appesi in orizzontale o in verticale e si può giocare con le dimensioni e i colori.

L’ispirazione? Le stanze degli specchi di Tivoli, ovviamente.

Archway, Bower Studios

Lo specchio Archway di Bower Studios riprende la classica forma dell’arco. L’impressione è che sulla parete ci sia un’apertura. Un’apertura ad arco pronta a trasportarci in un’altra dimensione.

Pinch, design Lanzavecchia+Wei per Fiam

Disegnata da Lanzavecchia+Wei per FiamPinch è una collezione di specchi di design da terra e da parete con una cornice dall’aspetto minimal di cui sembrano volersi liberare. A suggerire l’idea di movimento, i piccoli bottoni in metallo che uniscono lo specchio alla cornice, lasciando però la superficie riflettente un po’ distaccata dal bordo.

Shimmer, design Patricia Urquiola per Glas Italia

Shimmer di Patricia Urquiola per Glas Italia è una serie di specchi in cristallo extralight in cui si integrano una specchiatura sfumata digradante, un decoro geometrico bicromatico e una finitura multicromatica cangiante.
Il risultato è uno specchio “vivo” che cambia in base al variare dell’incidenza della luce e del punto di osservazione.

Pepe Marble Mirror Wall, design Studiopepe per MENU 

Pepe, lo specchio di Studiopepe per MENU raddoppia. Accanto alla versione da tavolo fa la sua comparsa anche una nuova versione da parete. Uno specchio dal fascino senza tempo dove è forte l’attenzione ai materiali e ai dettagli.

Miro On The Wall, design Meike Harde per Pulpo

Uno specchio anticato racchiuso in una cornice di metallo nera. Miro on the Wall, il progetto di Meike Harde per il brand tedesco Pulpo, con le opacità della sua superficie ci restituisce un’immagine che sembra filtrata dal tempo, incerta e a tratti misteriosa.

Un complemento pieno di carattere con una doppia funzionalità. Infatti la cornice dello specchio può essere usata anche per appendere accessori.

TWINS, design by Olav van Lede per JOKJOR

TWINS del brand olandese JOKJOR è un divertente saggio sul principio dell’equilibrio e del movimento. Per specchiarvi in coppia anche se ci fossero tanti centimetri a separarvi.

Raperonzolo, design Atelier Oï per Zanotta

Raperonzolo è uno specchio da parete rotondo disegnato da Atelier Oï per Zanotta. Il cuore del progetto è nel profilo in cuoio intrecciato e attorcigliato, abbinato all’Alcantara. Una cornice protettiva che si riflette nello specchio, creando profondità spaziale.

Milo, design Carlo Mollino, Zanotta

Sempre da Zanotta, Milo, lo specchio progettato da Carlo Mollino che riproduce la silhouette di una delle più celebri rappresentazioni della bellezza femminile: la Venere di Milo. Un grande classico realizzato in cristallo con nottolino in acciaio inox per il fissaggio a parete.

Couture, design Lorenza Bozzoli

Couture, la collezione di specchi della designer milanese Lorenza Bozzoli, ci fa ballare sulle note del Charleston. A comporre gli specchi, vetri in differenti gradazioni, posizionati in più livelli, profili in ottone e frange di lunghezze e colori diversi.

Panorami Mirrors, design Studio Zaven per Secondome

Gli specchi Panorami di Studio Zaven riprendono la forma delle classiche finestre veneziane. L’idea è quella di creare l’illusione di una finestra, dando vita a una nuova relazione tra interno ed esterno.

Sempre a proposito di specchi, date uno sguardo anche a quelli che abbiamo scoperto in occasione dell’ultimo London Design Festival.

1.625m / s2 è una composizione di specchi satelliti che si ispirano al silenzio e alla libertà delle stelle.
Piccoli frammenti di vetro che, come la luna, proiettano luce riflessa. Gli ambienti esterni danno vita a questo magico agglomerato luminoso, capace di incantare grazie alla sua fragilità.

Gli specchi infatti, proprio come la luna, timidamente proeittano la luce esterna, volteggiando nell’aria e ricordando le notti all’aria aperta, quando basta guardare il cielo per lasciarsi coccolare dai sentimenti più intimi.

Come funziona

La composizione di specchi 1.625m / s2 completa qualsiasi fonte di luce, che sia una vera e propria lampada o semplicemente posizionato vicino la finestra.
Ricorda esattamente gli scacciapensieri: solo che al posto di emettere un suono, riflettono  la luce.
1.625m / s2 è perfetta per dare carattere ed eleganza a qualsiasi scenario. Chissà se voi come me lo immaginate vicino il letto. Probabilmente diventerebbe una bella ninna nanna!

Il design

Tutti gli specchietti sono dotati di una superficie bianca e una nera, un contrasto perfetto che consente di creare l’effetto luminoso della luna.
Ogni elemento gira seguendo un’orbita, così da apparire con contrasti netti e disegnare nell’aria tante lune calanti e crescenti.

Il progetto, un concept provocatorio

Chi ha detto che la luce deve solo illuminare? Così come il bianco e il nero, il giorno e la notte, la luce è dotata anche di ombre.

1.625m / s2 vuole esaltare proprio questo aspetto, dando pari importanza alle due facce della medaglia. Dopotutto, così come afferma il designer Hiroto Yoshizoe, “la bellezza della luna è sottolineata dall’oscurità della notte”.

www.hirotoyoshizoe.com

 

Antivol, Kryptal e Naia sono i tre complementi d’arredo dall’eccezionale design minimale nati dalla pura esaltazione della natura, dei suoi colori e delle sue forme.
Tipici dell’impronta della giovane azienda JCP, questi tre preziosi oggetti coniugano il design all’arte, proponendo qualcosa di estremamente funzionale ma che non dimentica il tocco ricercato dell’estetica.

Finiture cromatiche celebrano la pura bellezza della pietra, come quella lavica o quella marmorea: la brillantezza dei colori infatti esalta tutte le piccole sfumature che rendono unico e inimitabile l’oggetto.
Ma vediamoli nel dettaglio!

Antivol, il tavolino

Un piccolo tavolo davvero insolito, che gioca sull’equilibrio e sull’esaltazione del frammento di pietra lavica.
Gli elementi sono due: la pietra che fa da base d’appoggio e una struttura semplice in telaio, realizzata come una gabbia. Quest’ultima viene presentata in due versioni, una con finitura cromo nero lucido e l’altra in ottone opaco.

Kryptal, la lampada

Kryptal è una lampada da tavolo, nata dallo splendido sposalizio tra la pietra lavica, anche qui, dettagli in ottone e la splendida luce. Un’elegante strumento scientifico del passato che prende vita come per magia con il semplice tocco.

Naia, lo specchio

Naia sembra lo specchio degli dei, nato dalla terra per esaltare la bellezza e illuminarla.
Un oggetto esso stesso vanitoso, che si fa notare. La composizione nasce da una base cilindrica in ottone opaco e da un semicerchio, che reggono in equilibrio uno specchio che svela una doppia identità: da un lato mostra una superficie in acciaio lucido, e dall’altra parte svela una superficie in marmo venato. Bello, unico e raro.

www.jcp.design

Gravity è uno specchio calamita, composto da due elementi che giocano sul tema della gravità. Proprio così, uno psecchio del genere non si è mai visto prima!

Progettato dal designer londinese Samuel Wilkinson in collaborazione con l’azienda toscana leader nella soluzione di idee per il bagno Ex.t, Gravity propone un’idea nuova di bagno, di specchio e soprattutto di spazio.

Tutte le nuove proposte dell’azienda si ispirano al tema dello Spazio e della forza di gravità, che nonostante i secoli continua ad incantare e a ispirare innumerevoli artisti.

Gravity accentua il tema affrontato giocando su due forme di specchio, che creano un legame proprio come se fossero due pianeti.

Il più grande, il principale, viene fissato al muro; mentre il secondo si muove attorno al primo proprio come un satellite, creando una connessione tramite un gioco di forze magnetiche.

Un design semplice e davvero elegante che vede l’idea dello specchio unica ed emozionale, come estensione della personalizzazione e del carattere che si può dare nella propria casa.

www.ex-t.com

Presentata durante la scorsa Milano Design Week dallo studio VI+M ha la collezione Innesti vuole ricreare un rapporto più intimo uomo e natura, prendendo in esame la relazione dell’individuo con l’ambiente circostante e considerando parte della natura anche tutto ciò che l’uomo ha costruito o modificato.

Il progetto Innesti è una riflessione sulla console, che ne fa una rilettura in chiave contemporanea. I designer hanno analizzato i gesti e rituali che ruotano intorno alla console, li hanno divisi e resi gesti essenziali, e li hanno ricomposti in un oggetto spogliandola dalla sua forma classica di semplice tavolo addossato alla parete.

La collezione Innesti invece si compone di elementi diversi tra loro per forma e per funzione, che messi insieme danno vita a infinite configurazioni. In questo modo ognuno può creare la propria console adattandola al proprio spazio e alle proprie abitudini quotidiane.

Con la libertà di rompere le regole, di provocare, di reinventare un oggetto muovendosi in totale libertà.
La struttura di innesti è composta da una base circolare in marmo che sorregge tre elementi tubolari in ottone satinato che fungono da base per gli “innesti”.

Gli Innesti sono elementi aggiuntivi che, proprio come in botanica, uniti alla base generano nuovi elementi più pregiati: un vaso e un portacandele in vetro soffiato, uno specchio bifrontale disponibile in due forme (esagonale e circolare), una mensolina tonda in ottone o in acciaio smaltato e infine un appendiabiti in faggio naturale, immaginata per rievocare il gesto antico di riporre il cappello.


Per i marmi sono state selezionate 5 pregiate tipologie: travertino rosso, labrador verde australe, black antique, emperador e calacatta.
È stata ideata anche una versione della console Innesti dal carattere più essenziale realizzata interamente in acciaio smaltato in due varianti di colore: nero e ottanio.
elegante.


www.vi-mstudio.com

“Specchio Riflesso” è l’interessante iniziativa benefica promossa da Riflessi a favore di VIDAS, associazione che dal 1982 offre assistenza socio‐sanitaria completa e gratuita ai malati terminali a domicilio e nell’hospice casa Vidas. Un evento importante che si pone l’obiettivo di costruire una “Casa del sollievo pediatrico”.

Il tema dello specchio è stato scelto come metafora della solidarietà, che diventa ancora più efficace se ha la possibilità di moltiplicarsi nello spazio e nel tempo, proprio come gli specchi moltiplicano all’infinito un’immagine facendola vivere in un altrove ideale.

In occasione del progetto Specchio Riflesso, l’azienda ha raccolto intorno a sé un gruppo di artisti, designer e fotografi, chiedendo a ognuno un atto creativo sullo specchio Farfalla, oggetto iconico del proprio catalogo.

Gli specchi d’artista così trasformati in opere d’arte uniche, sono donati da Riflessi a Vidas e battuti all’asta dalla Casa d’Asta Cambi il 13 giugno 2016 dalle 18,30 a Palazzo Serbelloni, dopo essere stati esposti al pubblico dal 10 al 13 giugno.

 

 

Le opere possono essere visionate anche sui siti di Vidas, Riflessi e Casa d’Aste Cambi. I 35 Artisti coinvolti nel progetto Specchio Riflesso sono:

Gianantonio Abate, Gianpaolo Barbieri, Veronica Cestari, Vanni Cuoghi, Valentina D’Amaro, Bonomo Faita, Jo Fabbri, Enzo Forese, Antonio Gnecchi Ruscone, Nicola Gobbetto, Dario Goldaniga, Paolo Gonzato, Riccardo Gusmaroli, Raluca Andreea Hartea, Debora Hirsch, Mimmo Jacopino, Luigi Lanaro, Claus Larsen, Pino Lia, Gregorio Mancino, Fulvia Mendini, Alessandro Mendini, Kazumasa Mizokami, Paola Navone, Luca Pancrazzi, Egidio Panzera, Lucia Pescador, Roberta Pizzorno, Daniela Rancati, Monica Rossetti, Servomuto, Giandomenico Sozzi, Francesco Tricarico, Nanda Vigo, Nicola Vitale.

Si ispira ai tradizionali ventagli giapponesi questo particolare specchio disegnato da Ilaria Innocenti e Giorgio Laboratore. Self Portrait, questo è il suo nome, è un omaggio dei due designer, modenese lei e siciliano lui ma entrambi milanesi di adozione, a questo antico accessorio femminile, da sempre simbolo di bellezza e di femminilità. La leggerezza e l’armonia del plissé, tipico dei ventagli di carta, sono state impresse nel legno massello grazie al lavoro di un esperto artigiano italiano.

Le linee intagliate di questo specchio, che partono dal manico in legno massello di frassino, si aprono ”a ventaglio” creando un disegno armonico che termina con lo specchio double-face, costituito da una lastra in acciaio galvanizzato.

Lo specchio Self Portrait può essere impugnato da manico per guardarsi, oppure può essere posizionato a parete grazie a un apposito accessorio, oppure appoggiato su una base da tavolo. Un accessorio grazioso e vanitoso perfetto per la stanza da bagno, per il living, o per la camera da letto.

Self Portrait è stato sviluppato nella comunità di Portego.

 

 

La console “Alien”, presentata all’ultimo design Festival di Londra da Ekaterina Elizarova è un particolare mobile toilette “con gli occhi”.

Gli occhi, ovviamente, sono rappresentati da uno specchio doppio che slanciano ancor di più questa console dalle esili gambe e dal sottile corpo laccato lucido.

La versione originale era dotata di 2 occhi, ma recentemente la designer russa ha editato una nuova limited edition della sua toilette chiamata Alien 3.0 che, appunto, ha un occhio in più.

Un “boudoir table” ispirato ai mobili del passato, in particolare agli arredi Déco, che è dotato di due cassettoni col pomolo in ottone e di specchi molati, che crea una sensazione unica di design al di fuori dal tempo.

 

www.elizarova.com

Riflessi presenta una nuova collezione di specchi, un complemento d’arredo intrigante, al centro di speciali corrispondenze, tra la realtà e la sua immagine riflessa.

Tanti sono i modelli proposti. A partire da Baroque, caratterizzato  dal prezioso decoro che corre lungo il suo perimetro, a City Life, uno specchio prismatico di forte impatto estetico, composto da cinque lati inclinati che formano la cornice del pentagono irregolare, a Oliver, il classico “specchio delle fiabe”; o ancora Queen, con la cornice in fusione a specchio sagomata ad anelli concentrici asimmetrici, e  Spin, uno specchio rotondo rotante a 360° la cui cornice colorata in resina e fibra di vetro è rifinita con effetto “soft touch”. Fino a o Suite, un complemento dalla cornice semplice e lineare, in cristallo specchiante dall’effetto capitonné.

Ce n’è per ogni gutso e ogni stile di arredamento. A ognuno il suo…

www.riflessisrl.it

 

LPDL (Luis Pons Design Lab) è un laboratorio di progettazione concettuale fondato a Miami dall’architetto e designer americano Luis Pons.

Al centro della filosofia di Luis c’è la sua convinzione che gli oggetti devono trascendere l’aspetto purramente estetico, ma devono anche saper raccontare delle storia più profonde, legate alla società e alla cultura che li ha prodotti.

I suoi elementi d’arredo sono realizzati utilizzando semplici metodi di fabbricazione e con una grande attenzione all’artigianato tradizionale; una lavorazione che si basa sul sapere delle persone più che la tecnologia.

Come la collezione Illusion, composta da comodini, cassettiere e credenze dalla finitura a specchio. Mobili che, come dice il nome, creano un’interessante illusione ottica smaterializzandosi nella sua esile trasparenza e riflettendo sulle proprie superfici l’ambiente che li circonda.

Unici elementi visibili, le gambe in acciaio con finitura bronzo antico e soprattutto le importanti maniglie disponibili in tre finiture: champagne, oro e argento dorato.

L’interno è in noce scuro.

www.lpdl.net

L’olandese Usuals, che da tempo ci ha abituato a una creativa offerta di oggetti di tutti i giorni rivisitati in maniera divertente, propone lo specchietto WOW, un divertente accessorio da borsetta per le signore più vanitose.

Un piccolo specchio da borsetta in acciaio lucidato, protetto da un astuccio in pelle disponibile in 4 colori: naturale, nero, marrone o cognac. Sul un lato dello specchietto è leggibile la scritta WOW. Un’esclamazione di sorpresa e di entusiasmo che farà piacere alle aspiranti “più belle del reame”.

Si può ordinare on line e la spedizione è gratuita.

www.usuals.nl