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LA MITICA POLTRONA SACCO DI ZANOTTA

Avete presente la storica poltrona Sacco di Zanotta? Ebbene, a oltre 50 anni di distanza, una delle più grandi icone del design italiano è prodotta ancora, sempre da Zanotta. Non solo. La poltrona Sacco è diventata anche una delle idee più copiate del design.

La sua celebrità deriva dal fatto che ha rivoluzionato il modo di sedersi. Non solo è una sedia destrutturata (senza gambe, senza schienale, con una forma che cambia continuamente), ma è un prodotto che interagisce con l’utilizzatore e lo fa in modo sempre diverso. Quando ci si siede, infatti, il sacco perde la sua forma originaria per schiacciarsi, allungarsi, modellarsi e adattarsi alla forma del corpo e alla postura che si assume.

Guarda il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design


LA POLTRONA SACCO DI ZANOTTA SI AGGIUDICA
IL COMPASSO D’ORO ALLA CARRIERA DEL PRODOTTO

Alla cerimonia di premiazione del XXVI Compasso d’Oro, tenutasi a Milano il 9 settembre 2020, l’iconica poltrona Sacco di Zanotta si è aggiudicata un importante premio. Il “Compasso d’Oro” alla carriera del prodotto.
Si tratta di un riconoscimento che viene dato a quei prodotti che hanno fatto (e continuano a fare) la storia del design.


LA STORIA DELLA POLTRONA SACCO

Vi siete mai chiesti come nasce la poltrona Sacco?

Questo rivoluzionario oggetto di design fu progettato nel 1968 da tre giovani architetti torinesi: Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro. La poltrona Sacco è stata prodotta, fin dall’inizio, dall’azienda lombarda Zanotta.

Poltrona Sacco o Sedile Sacco?

Il Sacco di Zanotta, oggi conosciuto come “poltrona”, in realtà all’inizio fu chiamato dai designer “sedile” Sacco perché, come ci ricordano, della poltrona non ha proprio nulla!

Il designer Piero Gatti racconta come nasce il “Sedile Sacco”

Raccontano i designer Gatti, Paolini e Teodoro: “Tra il 1967 e 1968 andava di moda la cosiddetta ergonomia. A noi interessava progettare oggetti il più possibile flessibili, che potessero adattarsi […] Così abbiamo iniziato a riflettere sul materiale che permettesse questa adattabilità: come la neve in cui uno si butta e ci lascia impresso sopra lo stampo del suo corpo.”

I tre progettisti ebbero così un’idea geniale, rivoluzionaria e assolutamente controcorrente per l’epoca. Ispirandosi ai sacchi di iuta che usavano i contadini, crearono un contenitore in tessuto a forma di sacco per poi riempirlo con palline di polistirolo espanso, così da creare una seduta leggera, versatile ed ergonomica.

I primi prototipi

Per accentuare l’idea della leggerezza e l’unicità dell’imbottitura, i designer valutarono anche la possibilità di realizzare il Sacco in un materiale plastico trasparente. Proposero anche l’aggiunta di un maniglione per sottolinearne l’essenza “nomade” e facilitarne lo spostamento in casa.
Dopo un periodo di prototipazione durato circa 6 mesi, la poltrona Sacco fu presentata per la prima volta al pubblico alla fiera dell’arredamento di Parigi nel 1969. Da allora la sua forma non è più cambiata!

Come è fatta la poltrona Sacco?

La poltrona ha una forma che ricorda quella di una pera. La struttura esterna è composta da 6 strisce di tessuto, cucite insieme ad una base e a un top, entrambi di forma esagonale. È dotata, sulla base, di una zip che protegge un secondo sacco, più leggero, che contiene le palline di polistirolo e ne evita la fuoriuscita.

2 immagini tratte dal sito ufficiale di Zanotta. Nella seconda, si vede il Sacco “trasparente”.


LA POLTRONA SACCO E I MEDIA

La poltrona Sacco divenne fin da subito un oggetto di culto, simbolo di quello spirito di libertà, nomade e rivoluzionario, che proprio nel 1968 segnò una generazione, portando l’immaginazione al potere.

Una vecchia pubblicità dell’epoca e la copertina di un libro di Raffaella Poletti per Electa su Zanotta. Qui sotto, da non perdere, riportiamo il testo integrale della pubblicità…

Una vecchia pubblicità della poltrona Sacco recita (vedi l’immagine qui sopra a sinistra):

“Questa non è una poltrona. Se vi piace, potete anche definirla così; per conto nostro noi non crediamo nelle definizioni. Possiamo dire soltanto che è un oggetto docile e servizievole. Ci si può stare seduti, o sdraiati, o rannicchiati in posizione fetale, o anche come più vi piace. Tirata in mezzo, serve a posarci varie cose, proprio come un tavolino. Distesa, è qualcosa di molto vicino a un tappeto. Ma non è affatto proibito inventarne altri usi. I bambini invece non la usano: ci giocano (qualche volta anche gli adulti). Insomma, è un vero e proprio oggetto “addomesticato”, per nulla ansioso. Attenzione, però! Ha uno svantaggio. Se vi ci abituate, finirete per essere molto esigenti verso gli altri oggetti che usate. Come è capitato a noi dopo la non-poltrona, vorrete anche il non-tavolino, il non-armadio e chissà… la non-casa!”

La poltrona Sacco è anche nota, tra i meno giovani, come “la poltrona di Fracchia” (qualcuno erroneamente, la chiama la poltrona di Fantozzi, altro grande personaggio, sempre interpretato da Paolo Villaggio). La gag dell’impacciato Fracchia che, costretto a sedersi sulla poltrona Sacco dal suo capufficio (un grande Gianni Agus), scivola lentamente a terra è ormai nella storia della televisione!

Il celebre video di Fracchia che cade dalla poltrona Sacco di Zanotta.


UN “SACCO” DI PREMI!

La poltrona Sacco di Zanotta ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali la Selezione Compasso d’Oro nel 1970 e il Premio BIO 5 a Ljubljana nel 1973.

La poltrona è esposta anche in moltissimi musei. Tra questi segnaliamo:

  • The Museum of Modern Art, New York
  • Israel Museum, Jerusalem
  • Uméleckoprumyslové Muzeum, Praha
  • Kunstgewerbemuseum, Berlin
  • Kunstmuseum, Düsseldorf
  • Museum für Angewandte Kunst, Köln
  • Taideteollisuusmuseo Konstindustrimuseet, Helsinki 
  • Musée des Arts Décoratifs, Paris
  • Victoria & Albert Museum, London
  • Triennale Design Museum, Milano
  • The Saint Louis Art Museum
  • Museo del Design 1880-1980, Milano
  • Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg
  • Denver Art Museum
  • Dallas Museum of Art
  • Fondazione Triennale Design Museum, Milano
  • Tel Aviv Museum of Art
  • Vitra Design Museum, Weil am Rhein
  • Musée National d’Art Moderne, Paris
  • Thessaloniki Design Museum, Saloniki
  • Gustav Lübcke Museum, Hamm
  • Fonds Régional d’Art Contemporain, Dunkerque
  • LAB Museo del Design, fondazione Anna Querci, Calenzano
  • Powerhouse Museum, Sydney
  • Museum für Angewandte Kunst, Wien
  • Design Museum, Gent
  • Philadelphia Museum of Art
  • Musée des Arts Décoratifs, Bordeaux
  • Cité de l’architecture et du patrimoine, Paris

    Guarda il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design


LA POLTRONA SACCO OGGI

Oggi, dopo oltre 50 anni dalla sua nascita, la poltrona Sacco di Zanotta è ancora uno degli oggetti di design più famosi al mondo.

 


2015: LA FAMIGLIA SACCO SI ALLARGA!

Nel 2015 la famiglia si è allargata e le poltrone Sacco sono diventate 3. Al tradizionale modello Sacco si sono aggiunti il Sacco Medium e il Sacco Small.

Le ultime due, pensate appositamente per i ragazzi e per i bambini, mentre la prima, quella tradizionale, resta il prodotto perfetto per tutti i “bambini” adulti.

Ma non è tutto! La poltrona Sacco di Zanotta si è arricchita con nuovi rivestimenti vivaci. Questo è stato possibile grazie alle nuove tecniche di stampa digitale, che la trasformano in un vivace e allegro complemento d’arredo.

La collezione decorata è partita con 3 modelli. Per la poltrona Sacco Small (h.59 cm, base 54 cm) è prevista una versione in tessuto con due decori Big Eyes e Solid. Per le poltrone Sacco e Sacco Medium (h.63 cm, base 68 cm) la versione in tessuto prevede due decori: Solid e Up.


I RIVESTIMENTI DISPONIBILI

Oggi le versioni della poltrona Sacco si sono arricchite di nuovi materiali e di nuove decorazioni.

Il rivestimento può essere in Vip, un’ecopelle adatta anche per l’uso outdoor in quanto idrorepellente e lavabile in lavatrice a 40° (oltre ad essere resistente al fuoco, antibatterico con trattamento Silverguard® e antimacchia con trattamento Permablock 3®). Le varianti colore del tessuto Vip sono ben 9. Bianco, nero, grigio, giallo, rosso, marrone, verde, blu e azzurro. Altri rivestimenti disponibili per la Sacco sono il Tulip  (foto qui sotto, disponibile in 4 colori), il Pied de poule (in 6 colori) e la pelle. Le varianti Tulip e Pied de Poule sono anche sfoderabili.


POLTRONA SACCO. I COSTI

Forse vi starete chiedendo: quanto costa la poltrona Sacco di Zanotta?

Diciamo che dipende dal modello, dal colore e dal rivestimento. Ma anche dagli sconti che troverete nei negozi o negli store online.

In ogni caso, il costo della poltrona Sacco di Zanotta varia dai 220-260 €, per la versione in ecopelle Vip, per passare ai 650-850 delle versioni in tessuto Tulip e Pied de Poule, fino a superare i 1400-1600 € per la versione in pelle.

Un’imperdibile occasione per mettersi in casa una vera e propria icona che, nonostante gli anni, è sempre attuale. Ma mi raccomando… Se volete in casa un’icona del design, scegliete quella originale!!!


NEL 2019 LA POLTRONA SACCO SI FA GREEN

Per festeggiare i 50 anni della poltrona Sacco, nel 2019 Zanotta lancia SACCO GOES GREEN. Un’edizione speciale numerata, realizzata con innovativi materiali sostenibili, proposta con un nuovo pattern firmato dal designer francese Pierre Charpin.

Nella nuova versione green Sacco cambia sia nel riempimento interno sia nel rivestimento. Le palline di polistirolo espanso ad alta resistenza (EPS) della poltrona originaria sono, infatti, sostituite con le microsfere BioFoam di Synbra. Una bioplastica creata con la canna da zucchero, che presenta caratteristiche simili a quelle del polistirolo. La differenza principale riguarda la materia prima. L’EPS si compone di polimeri basati su materie prime fossili (una risorsa finita), mentre BioFoam è costituita da biopolimeri di materiali vegetali (una risorsa infinita). Il risultato è un interno biodegradabile e compostabile, ma resistente e adatto per un utilizzo a lungo termine.

L’involucro interno e il rivestimento esterno sono, invece, realizzati con ECONYL, un filo di nylon rigenerato, ricavato dalle reti da pesca raccolte in mare e dagli scarti di plastica e tessuto.

SACCO GOES GREEN comprende tre linee da 100 esemplari. Il pattern, creato da Pierre Charpin, è composto da un intreccio di linee, disponibile in tre varianti di colore. L’ispirazione? Le reti da pesca, ovviamente!

I pezzi dell’edizione limitata sono identificati da un cordoncino in tessuto stampato jacquard, cucito lungo tutta l’altezza della poltrona, su cui sono indicati il numero di serie e il nome della collezione.

SACCO GOES GREEN entrerà a far parte del catalogo Zanotta da gennaio 2020, con gli stessi materiali 100% ecosostenibili dell’edizione limitata. Il rivestimento esterno, invece, non avrà più il pattern di Charpin, ma sarà disponibile a tinta unita in diversi colori.

www.zanotta.it

Guarda anche il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design

 

Conoscevamo l’altalena e la sedia a dondolo, conoscevamo anche i dondoli cigolanti che solitamente circondano le piscine. Ma dobbiamo riconoscere alla portoghese Myface di averci stupiti con questo progetto.

Si tratta di Fable swing, il divano a dondolo adatto sia per gli interni sia per l’outdoor e disponibile in diverse dimensioni e finiture.

C’è la poltrona larga 110 cm, per chi vuole dondolarsi da solo o “abbracciato” al proprio amato, c’è il sofà da 178 cm, per chi preferisce una posizione più comoda, e c’è infine il divano a tre posti, perfetto per una rilassante chiacchierata tra amici.

Per adattarsi e resistere al meglio anche alle intemperie, il rivestimento è in tessuto acrilico impermeabile: le corde di sospensione sono in cuoio sintetico mentre i dettagli sono in acciaio laccato o in finitura rame.

www.myface.eu

pouf PuckLanciato già nel 2016 dallo studio Estudi Manel Molina per Enea, il pouf Puck ritorna in una veste tutta nuova. Quello che l’ha sempre caratterizzato è sicuramente l’animo allegro in cui si presenta, colorato, di carattere e allo stesso tempo sobrio, capace di sciogliere il tono severo di qualsiasi spazio.

Adatto infatti sia per situazioni tipicamente domestiche o professionali, il pouf Puck è adesso disponibile in diverse versioni, dalla seduta monoposto al soluzioni più grandi sia quadrate che rettangolari.

Il bello di Pouf è il suo essere modulare, senza incastro e senza vincoli: basta solo lasciarsi ispirare dalla pagina bianca che è lo spazio e sbizzarrirsi con i colori.

Per il Salone del Mobile 2019, l’azienda Enea presenta 4 colori completamente nuovi: si tratta di un blu scuro, un giallo vicino al senape, un verde erba e un rosso/arancione. Devo dire, 4 colori non facili da trovare, e dai toni davvero ricercati.pouf Puck

Dal punto di vista estetico, oltre alla svariata scelta di colori che propone l’azienda, Puck si presenta come un blocco dalle forme arrotondate realizzato completamente di schiuma imbottita. A reggere la forma, la base in alluminio verniciato dello stesso colore della seduta dotata di ruote, che permette libertà di movimento.

www.eneadesign.com

L’iconico pouf gonfiabile “Inflatable Stool” di Verner Panton, rieditato per Prada.

Inflatable Stool, uno dei più trasgressivi progetti del grande designer danese Verner Panton, è stato rieditato in esclusiva per Prada. In particolare, questo straordinario pouf gonfiabile disegnato da Verner Panton negli anni 60 e prodotto oggi dal brand Verpan, è stato rimesso in produzione in occasione della sfilata Prada Uomo – Primavera/Estate 2019. L’evento si è svolto durante la settimana milanese della Moda, a giugno di quest’anno, nello scenografico Spazio Cartesiano di via Fogazzaro.

Ma dovete sapere che gli iconici brand Verner Panton e Prada non è la prima volta che si incontrano. Qualche anno fa lo storico divano componibile Leaf, disegnato da Panton nel 1970 e prodotto da Verpan, è stato scelto in una sua limited edition per arredare lo showroom Prada di via Montenapoleone a Milano.

Guarda il progetto VERNER PANDON PRADA di via Montenapoleone

L’originale Inflatable Stool di Verner Panton

Disegnato da Verner Panton nei primi anni ’60, Inflatable Stool è stato uno dei primi oggetti d’arredo gonfiabili in assoluto. E ha anticipato una moda che qualche anno dopo, complice lo sviluppo dell’industria della plastica, ha coinvolto il mondo della casa a 360°.

L’Inflatable Stool di Verner Panton, dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la grande vena creativa e innovativa di Verner Panton, il cui stile si caratterizza proprio per il suo approccio audace verso nuove forme e nell’esplorazione di nuovi materiali. L’idea del designer era quella di creare un prodotto trasparente, quasi immateriale, che desse all’utilizzatore l’impressione visiva di galleggiare nell’aria.

Il pouf gonfiabile di Verner Panton doveva anche essere parte di un sistema. Nel progetto originale si poteva utilizzare come seduta singola oppure unito in composizioni di ogni genere per creare un divano, una zona salotto o un letto. La sua leggerezza consentiva infatti di modificare velocemente la composizione a seconda delle necessità. La seduta è realizzata in fogli di materiale plastico trasparente che vengono saldati e gonfiati fino ad assumere una forma cubica. 

La Riedizione del Inflatable Stool Verpan per Prada

La mente visionaria di Verner Panton anticipò troppo i tempi. Purtroppo infatti negli anni 60 l’industria non era ancora in grado di sviluppare tecniche di saldatura così sofisticate e il l’Inflatable Stool fu realizzato solo in qualche esemplare ma non fu mai messo in produzione seriale.

Oggi però le cose sono cambiate e grazie alle nuove tecnologie la realizzazione dell’Inflatable Stool di Verner Panton è diventata realtà.

Il pouf gonfiabile di Verpan per Prada è disponibile nei negozi Prada e sul sito prada.com al prezzo di €650.

Inflatable Stool ha la forma cubica con le dimensioni 50x50x50 cm. È realizzato con una pellicola trasparente termosaldata, riciclabile al 100%, e viene venduto in una preziosa confezione che contiene anche un piccolo compressore per gonfiarlo più facilmente.

http://www.verpan.com/

Il pouf Roll, disegnato da Diego Cisi/Archiplan per Ever Life Design, è un complemento d’arredo dalle linee minimali e dal carattere versatile. Roll è una seduta confortevole, leggera e allo stesso tempo solida, sicura e waterproof. Proprio per questa ragione può essere utilizzata indifferentemente all’interno o all’aria aperta, in ambienti domestici come nel mondo contract.

La sua forma cilindrica, semplice ed essenziale, è impreziosita da una serie di dettagli che ne definiscono la personalità eclettica e adattabile a differenti stili. Il pouf Roll è infatti caratterizzato da una rete elasticizzata che ne avvolge la struttura e che può essere utilizzata come un pratico contenitore per oggetti: libri, riviste ed altri piccoli accessori, telefono o telecomando, creme protettive o occhiali da sole, a seconda che sia utilizzato in un contesto living oppure outdoor.

La maniglia, in tessuto colorato a contrasto, facilita la presa e quindi lo spostamento del pouf Roll a seconda delle necessità. La struttura interna è realizzata in polistirolo. Un materiale ecologico, riciclabile, resistente alle intemperie, morbido e sempre caldo, anche alle basse temperature. Oltre alla funzione di seduta, Roll può diventare anche un pratico tavolino da sistemare tra i divani e le poltrone.

La seduta Roll è disponibile in vari rivestimenti, tra i quali tessuti tecnici idrorepellenti che lo rendono ideale per l’utilizzo sotto la doccia e in situazioni outdoor o ad alto tasso di umidità. La base è inoltre dotata di un sistema antisdrucciolo per la massima sicurezza in tutti i contesti e su qualsiasi superficie. Anche sotto la doccia…

www.everlifedesign.it

Ditre Italia presenta Kailua, la tradizione artigianale incontra il design

Il divano Kailua è il nuovo progetto dell’architetto Daniele Lo scalzo Moscheri per Ditre Italia. Kailua è una collezione di sedute comoda ed elegante iche si inserisce perfettamente nella filosofia del designwear lanciata da Ditre Italia, che fa di ogni progetto un sistema altamente personalizzabile e fruibile in diverse modalità.

Il divano Kailua di Ditre Italia fa parte delle nuove proposte presentate in occasione del Salone del Mobile 2018, tutte caratterizzate da una grande attenzione ai particolari e dalla trasversalità delle funzioni. Un’idea che, insieme a quella del designwear, si propone di creare continuità di stile e omogeneità di linguaggio all’interno del paesaggio domestico.

La caratteristica più evidente della collezione Kailua è la sua idea di leggerezza, che crea un effetto sorpresa nell’osservatore. I cuscini sembrano infatti galleggiare su una superficie sottile, a sua volta sostenuta da un telo metallico invisibile. La continuità dei cuscini ne massimizza il comfort. Le proporzioni di seduta e schienale consentono diversi tipi di fruizione, che rendono Kailua adatto sia ai momenti di conversazione sia a quelli di massimo relax.

L’avvolgente telaio perimetrale del divano Kailua può essere rivestito in pelle o in tessuto. I cuscini dello schienale possono essere a contrasto o in tinta con la seduta. Tutto questo per sottolineare la sua modularità e la sua grande flessibilità, in grado di offrire la massima libertà compositiva

A completare il total look della collezione Kailua di Ditre Italia è disponibile la collezione di tavolini disponibili in diverse altezze e dimensioni. La loro struttura slanciata da base ai piani tondi, singoli o a doppia altezza. I top possono essere in eucalipto marrone o grigio cenere, con il profilo smussato. La panca dal perimetro asimmetrico diventa un piano sovrapponibile agli elementi imbottiti e un accessorio che può servire da portariviste o da mini-scrittoio.

Per ulteriori informazioni, consultate il sito dell’azienda.

In collaborazione con Ditre Italia

 

La compagnia made in London Hayche, formalmente conosciuta come H Furniture, aggiunge nuove proposte per la collezione di sedute WW.
Classiche e affascinanti. Forse per il colore, o forse per il design intramontabile, classico delle sedie, che però aggiunge qualche piccola chicca nei dettagli irresistibili.

Le nuove arrivate nella famiglia di sedute WW

Le nuove arrivate esprimono un carattere nuovo nella ormai nota sedia WW Armrest, realizzata in collaborazione con lo Studio Makgill.
La nuova sedia WW Armrest gioca con la purezza e il senso familiare del legno massiccio con colori vivaci, sviluppandosi in ben sei diverse colorazioni.

Bella e irresistibile nel design, interpreta un ruolo da protagonista nello spazio dove viene collocata, sia come un bel oggetto da esporre, sia come seduta accogliente e chiccosa.

… e in più anche lo sgabello

Data la forte richiesta della collezione, casa Hayche ha pensato bene di aggiungere anche la proposta sgabello WW, disponibile anche questo in legno massello e tra svariati colori.

Perchè WW?

WW sembra un gioco di parole. Sarà per lo schienale caratterizzato da diversi fili che lo disegnano nell’aria, ma in realtà Alejandro Villarreal, creatore del progetto, si riferisce a Windsor e Wire.
Lo schienale diventa una sorta di coperta avvolgente di fili metallici che accolgono la schiena di chi la usa, a volte  sviluppandosi anche nei braccioli.

Per una seduta con stile, unica e super comoda.

www.hayche.com

 

 

Wow Stool: lo sgabello con le palle in lana colorata

Ho scoperto lo sgabello Wow Stool in occasione dell’ultima fiera del design di Stoccolma e mi ha subito colpito. Sia per l’idea che c’è dietro lo sgabello Wow, semplice ma efficace, sia per il design lineare, giocoso, quasi infantile. Un ottimo lavoro della designer Aud Julie Befring.

Presentato al pubblico con lo slogan “cool with wool” lo sgabello Wow Stool si ispira agli agnelli che pascolano nei prati. Le semisfere che rendono morbida la seduta infatti sono realizzate al 100% con lana naturale colorata in diverse tonalità. È anche possibile scegliere il modello con seduta bicolore oppure multicolore.

Lo sgabello WOW STOOL è disponibile in due altezze

Prodotto dall’azienda seeds Aveva, lo sgabello Wow è disponibile nella versione bassa (48 cm) o in quella da bar, con poggiapiedi e in due altezze: 65 cm e 75 cm. La struttura è in legno massello di faggio naturale o verniciata nera. Molto particolare il dettaglio delle gambe, a mazza da baseball, che si allargano perso il piede… Le sfere in lana colorata possono essere facilmente rimosse e lavate.

È possibile ordinarlo online e arriva a casa in pacco piatto, con le istruzioni per il montaggio.

www.aveva-design.se

Queste curiose sedie creative a forma di animali sono istate realizzate da Silvia Musumarra, giovane architetta Valdostana che in questa collezione DIY ha dato una nuova forma all’arte del riciclo. In particolare la designer ha preso la tradizionale sedia in legno, quella che si trovava in tutte le case italiane, e l’ha reinterpretata con il suo spirito ironico. Sono nate così diversi modelli di sedie creative ispirate agli animali ma, come vedremo, non solo…

Ci sono la cow chair, la sedia a forma di mucca, dal manto pezzato (realizzatro in alcantara, per dare al tatto un effetto più realistico), con tanto di corna, coda, mammelle (imbuti verniciati di rosa) e campanaccio. E poi c’è la sedia a forma di toro, una versione più aggressiva di colore nero e con anello al naso.

C’è la sedia a forma di pecora (sheep chair), con pelliccia ecologica bianca o grigia e orecchie in alcantara.

Ma la fattoria di sedie creative non è ancora finita…

C’è anche lo sgabello maiale, tutto rosa con orecchie in alcantara un grosso bottone al posto del naso e la sedia millepiedi che si chiama Chaise Longue Longue.
In realtà si tratta dello stesso modello di sedia, ma con la seduta molto allungata. Ognuna delle sue gambe termina con un piede in legno, quelli che usavano una volta i calzolai per mettere in forma le scarpe. Il tocco finale è dato dal cuscino, diviso a sezioni, proprio come il corpo dell’animaletto.

Due divagazioni interessanti di Silvia Musumarra sono le sedie creative antagoniste. La sedia angelo e la sedia diavolo. La prima bianca, con aureola e ali piumate, la seconda invece è tutta rossa, con coda e corna.

Aspettiamo di vedere come saranno le sue nuove sedie creative…

www.musisediecreative.it

Arco, la collezione di arredi d’ispirazione anni 70 che…guarda come gira!
Sapete perchè? provate a guardarli: una linea gialla continua (che più pop non si può) crea un incredibile segno grafico nello spazio.
La collezione, disegnata dallo studio di Valencia Masquespacio, è costituita da diversi archi che si arrotolano tra di loro.

Un design davvero accattivante, che interpreta la contemporaneità con un tocco eccentrico.
Ma oltre al divertente gioco di forme, Arco domina la scena con i suoi colori sgargianti: da quando non vedevamo il giallo abbinato al rosa pastello?
Per tutti coloro che sono stanchi di vedere il design minimalista e vogliono un tocco d’arte e personalità nei propri ambienti.

La linea di arredi Arco è composta da sedute e un tavolo, che combinano il metallo dipinto con il morbido e luminoso velluto.
La collezione Arco è dallo stile un pò retrò, ma che rinasce per essere sempre all’avanguardia.

www.masquespacio.com

Presentato in occasione del London Design Festival, Steps è un susseguirsi di sedute per esterni che si presentano come rocce accoglienti.
Pensate per l’ambiente cittadino, così da posizionarsi in spazi pubblici, le sedie di Steps sono state realizzate in calcestruzzo, per dare una forma cubica ma avvolgente.

Posizionate in maniera casuale e dalle altezze diverse, queste sedute invitano le persone a prendersi una pausa, a scappare un attimo con la mente dalla frenetica settimana del design (o da qualsiasi altro impegno giornaliero) e di lasciarsi coccolare.
Il design della totale composizione si contraddistingue dall’ambiente circostante, sia se questo abbia i caratteri forti di una metropoli, sia se si tratta di un grande spazio verde.

Steps nasce per trovare luoghi di riposo all’interno della città, che siano accoglienti e non spigolosi come le scale o gli spigoli o le pareti in mattone.
Cosa può soddisfare già solo alla vista un comune cittadino? La soluzione per Yael e Shay è Steps!

www.raw-edges.com

DNA è una panca a elica disegnata da Leonardo Rossano e Debora Mansur per True Design e premiata con il Good Design Award. È realizzata con una tecnica speciale che assembla specularmente un singolo elemento in legno multistrato curvato. Una panca a elica modulare che si caratterizza per la sua particolare forma a spirale (proprio come quella del DNA, da cui prende il nome).

A ognuno il suo posto, verrebbe da dire. Grazie alla sua forma curiosa e intelligente, infatti, ad ogni voluta della spirale corrisponde un posto a sedere, debitamente separato da quello vicino.

Questa inusuale e avvolgente panca a elica, come ci ricordano i due designer, si ispira anche alla biogenetica e alle sue forme dinamiche.

Una panca di design destinata principalmente agli spazi pubblici ma perfetta anche in casa. La sua struttura a spirale è composta da elementi modulari di compensato curvato che si possono abbinare così da formare spirali di varie lunghezze in linea oppure dalla forma ricurva.

La panca DNA è disponibile in diverse forme e finiture, anche con interno a contrasto. È disponibile anche nella versione rivestita in pelle o in tessuto.

www.truedesign.it

IL SISTEMA DI SEDUTE HORIZON: DESIGN ARIK LEVY, 2005

Horizon è un iconico sistema di sedute disegnato nel 2005 da Arik Levy per Baleri Italia. Un prodotto che ha segnato la storia del brand tanto da essere ripresentato, 12 anni dopo, con un tocco di novità. Non nella forma, ovviamente, ma nel look.

IL NUOVO HORIZON

Il divano e le poltrone Horizon, infatti, sono statii reinterpretati dall’art director dell’azienda, Aldo Parisotto, che li ha vestiti con un abito dai colori meno accesi e in linea con le tendenze del momento: una serie di gradazioni più tenui e delicate sui toni del grigio e del verde. I materiali invece restano gli stessi. Pelle per il rivestimento della struttura e per i bordi e tessuto per i rivestimenti del cuscino lombare e della seduta.

Il sistema componibile Horizon di Baleri Italia è composto da divano a due o tre posti, poltrone e pouf coordinati.

La realizzazione conferma le scelte di qualità dei prodotti Baleri Italia: struttura in legno multistrato, imbottiture in schiuma poliuretanicha a varie densità e rivestimento in tessuto, tessuto tecnico, pelle o ecopelle.

www.baleri-italia.it

 

Paniepesci è la seduta mosaico ispirata a uno dei miracoli più noti del Vangelo. Una piccola opera d’arte che si discosta dal solito design per lasciarsi ispirare da qualcosa che viene considerato misterioso e inafferrabile e interpretando opere del passato.

Alessandro Zambelli, creatore del progetto, ha aderito alla mostra “(1:13) – Le tredici sedie mai dipinte nell’Ultima Cena di Leonardo”, che ha presentato tredici progetti che cercano di immaginare le sedute degli Apostoli del dipinto di Leonardo.

La seduta si ispira quindi a uno dei miracoli più noti della religione cristiana. Si tratta di un trono avvolgente, una cornice che accoglie diversi tasselli colorati proprio come un mosaico.

Gli elementi simbolici come i pesci e il pane vengono interpretati tramite l’uso dei colori, utilizzando l’azzurro che richiama il mare e l’oro del grano.

Una seduta che a vedersi sembra esser stata rubata dai soffitti di un Pantheon, grazie al suo incantevole schienale che sembra far parte di una cupola.

Un pezzo di architettura che incontra il design funzionale quotidiano, costruendo una visione verticale e compatta.

Dice infatti il designer “potrebbe essere considerata come una piccola e rassicurante architettura votiva domestica!”.

Nella creazione del progetto, Alessandro ha voluto porre attenzione anche nella scelta dei materiali, usando il legno di noce, simbolo della vita, per tutta la struttura della poltrona, combinata con la preziosa pelle, materiale naturale vivo per eccellenza.

www.alessandrozambelli.it

ISOLE: IL NUOVO SISTEMA DI SEDUTE DI NENDO E LUCA NICHETTO

Tutti conosciamo Nendo e Luca Nichetto. Sono due tra i designer più attivi e apprezzati al mondo e provengono da mondi e culture diverse. Giapponese il primo e Veneziano il secondo.

Eppure tra i due è scoccata, in un caffè di Tokio, una scintilla che li ha portati a collaborare a diversi progetti. Lo avevano già fatto qualche anno fa in occasione di un Salone del Mobile di Milano, lo hanno rifatto quest’anno con la collezione di sedute Isola per l’azienda danese &Tradition.

La collaborazione tra i due designer si ispira alla poesia giapponese in particolare a quella tecnica tradizionale chiamata “Tanka”. Un’antica usanza che unisce due poeti: il primo inizia la poesia e il secondo la completa.

ECCO COME È NATA LA COLLEZIONE ISOLE DI NENDO E LUCA NICHETTO

“Stavo pensando a forme morbide e organiche come i ciottoli arrotondati dal mare, le gocce d’acqua, le isole di un arcipelago”, spiega Oki Sato, fondatore dello studio Nendo. “Ma non avevo idea di come potessero connettersi e diventare mobili. Ho fatto uno schizzo, ho scattato una foto con il mio iPhone e l’ho inviata a Luca”.

“Essendo di Venezia, conosco bene le isole”, risponde Luca. “Appena ho visto lo schizzo ho capito che le isole immaginate da Oki avevano bisogno di ponti. Così ho progettato la struttura come un ponte che collega le diverse isole rappresentate dai diversi sedili”.

Ecco la storia di Isole, una collezione di morbide sedute che consente una grande varietà di combinazioni e di configurazioni. Poltrona, divano a due o a tre posti nelle versioni con o senza i grandi braccioli imbottiti. La serie Isole comprende anche una serie di tavolini coordinati rotondi, quadrati o rettangolari che si integrano perfettamente con il design del prodotto.

La collezione Isole è realizzata con tecniche artigianali di altissima qualità. La struttura è in acciaio verniciato a polvere mentre le sedute, i braccioli e lo schienale sono realizzati in morbida schiuma gommosa stampata. Il rivestimento è in tessuto stretch.

Il COMMENTO DI DESIGN STREET

Negli ultimi anni ci siamo abituati a pensare ai divani come elementi squadrati, essenziali nelle forme e nelle linee. Nendo e Luca Nichetto hanno avuto la “visione” di un divano inusuale, dalle linee tonde, morbide, accoglienti.

Due grandi designer che hanno saputo interpretare un progetto contemporaneo con una maestria d’altri tempi. Aspettiamo nuovi progetti “a quattro mani” di questi due progettisti, nella speranza che anche altri designer raccolgano il richiamo creativo del tradizionale “Tanka” giapponese.

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