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La poltrona che ha introdotto la gommapiuma e il poliuretano espanso nel mondo dell’arredo. Ecco Lady, il progetto firmato nel 1951 da Marco Zanuso per Arflex.

La prima poltrona in gommapiuma e poliuretano espanso della storia. Nel secondo appuntamento con il grande design italiano parliamo di Lady, la mitica poltroncina disegnata da Marco Zanuso per Arflex nel 1951. Un progetto che segna l’avvento dell’imbottito moderno.

Lady è una poltrona innovativa sotto molteplici punti di vista: forma, materiali e tecnologia. Si tratta, infatti, della poltrona simbolo delle ricerche sui nuovi materiali e sulle nuove tecniche produttive, condotte nel 1949 all’interno della Pirelli. Ricerche da cui nel 1950 nasce l’azienda di arredamento Arflex.

Lo scopo di Arflex è trasferire nei mobili le nuove possibilità offerte dalla gommapiuma e dal nastro elastico realizzati da Pirelli. Un obiettivo che si traduce nella creazione di prodotti ad alto contenuto tecnologico ed estetico, anche grazie alle collaborazioni con i più importanti architetti e designer dell’epoca. Da Franco Albini a Marco Zanuso, da Giancarlo De Carlo ad Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Cosa rende unica la poltrona Lady

Come dicevamo, Lady è la prima poltrona in cui sono impiegati il poliuretano espanso e la gommapiuma. Ma è anche la prima poltrona a ribaltare il tradizionale sistema di costruzione degli imbottiti. Materiali e tecniche di produzione che Marco Zanuso mutua dal settore delle carrozzerie d’automobili.

Il nuovo sistema costruttivo trasforma la poltrona da una struttura unica, su cui applicare e modellare l’imbottitura, in un arredo composto da diverse parti che possono essere lavorate prima di essere assemblate. Lady è costituita, infatti, da quattro elementi in gommapiuma e nastrocord rivestiti separatamente e poi montati sulla struttura (inizialmente in legno, poi in lamiera stampata).

Questo procedimento permette ai differenti elementi costitutivi – sedile, schienale e fianchi – di avere densità diverse, in base alle esigenze di sostegno esercitate dalla pressione del corpo.

Inoltre, questa nuova tecnica costruttiva ha semplificato tantissimo la produzione in serie. D’altronde, Marco Zanuso è stato uno dei primi designer italiani a interessarsi all’industrializzazione del prodotto.

La Medaglia d’Oro alla IX Triennale di Milano

A caratterizzare Lady non sono solo gli innovativi materiali e tecniche di costruzione utilizzati. Il progetto di Marco Zanuso si distingue anche per la sua inconfondibile forma organica. Un’estetica calda e avvolgente che riflette in pieno il clima di rinascita degli anni ’50. Mentre le gambe sottili in metallo donano un tocco di leggerezza.

Grazie alle importanti novità introdotte nel mondo dell’arredo, la poltrona Lady di Marco Zanuso si aggiudica la Medaglia d’Oro alla IX Triennale di Milano del 1951.

La riedizione di Cassina

Originariamente progettata per Arflex, la poltrona Lady è stata rimessa in produzione nel 2015 da Cassina, all’interno della collezione I Maestri. La raccolta di riedizioni dei grandi maestri dell’architettura del 900. La riedizione di Cassina ha riletto l’estetica di Lady con uno sguardo contemporaneo, proponendola in una preziosa selezione di tessuti firmati da Raf Simons.

Ogni pezzo della Collezione Marco Zanuso è autenticato con il numero progressivo di produzione, che corrisponde alla propria carta d’identità, la firma dell’autore e il logo Cassina I Maestri.

Prodotto: poltrona Lady

Designer: Marco Zanuso

Azienda: Arflex – dal 2015 Cassina

Anno: 1951

Ci piace perché è una vera signora del design.

La Pelican Chair di Finn Juhl compie 80 anni.

 

La Pelican Chair, una delle più grandi icone del design danese, compie 80 anni. Per festeggiare questo importante anniversario, la poltrona Pelican viene oggi riproposta in una speciale edizione in morbida pelle di pecora di Gotland, una piccola isola svedese del mar Baltico.
Pelican Chair è una particolare seduta che si caratterizza per l’avvolgente schienale dalle linee morbide e organiche. La combinazione tra le forme e la sensazione naturale offerta dalla pelle di pecora richiama la sensazione di un caldo abbraccio.

La storia della Pelican Chair

Disegnata nel lontano 1940 (sembra incredibile, vero?) da Finn Juhl, Pelican Chair fa parte di una serie di prodotti creata dallo storico designer danese e riproposte oggi con le stesse caratteristiche estetiche e di qualità di un tempo da un’azienda che del designer ha anche preso il nome.

In particolare la Pelican chair rappresenta ancora oggi uno splendido e attuale oggetto di design ispirato alla “free art” dell’epoca moderna. Presentata al pubblico in occasione della Copenhagen Cabinetmakers’ Guild Exhibition del 1940, la Pelican chair non fu ben accolta per la sua forma troppo avveniristica, e non fu messa in produzione. In seguito è stata dimenticata in qualche deposito fino a quando è stata riscoperta e rieditata nel 2001. Da quel momento ha conosciuto un successo che dura ancora oggi…

La sua forma scultorea si adatta perfettamente anche all’interior design più moderno e si può coordinare con il tavolo Pelican e un suo vicino parente, il Sofa del Poeta, disegnato sempre da Finn Juhl del 1941.

La poltrona, come si può facilmente intuire, è molto confortevole ed è realizzata secondo le migliori tradizioni artigianali danesi. La seduta è arricchita da un cuscino amovibile. Il rivestimento, il feltro, lana o pelle, è cucito a mano ed è disponibile in due versioni: una capitonnée, con i bottoni, e una col rivestimento liscio. Esiste anche una versione in pelliccia sintetica, che ricorda la pecora. Le gambe possono essere scelte in varie finiture di legno: rovere, noce, teak e macchia nera.

La caratteristica linea della Pelican chair è quella di un corpo che avvolge un altro corpo. Quando ci si siede, la sedia dà la sensazione di un caldo e accogliente abbraccio.

www.finnjuhl.com

Gubi lancia nuovi progetti di Pacha, la collezione firmata dal designer francese Pierre Paulin. Alla Pacha Lounge Chair si aggiungono una poltrona con braccioli, un divano e un pouf.

Gli ultimi trend parlano chiaro. Al design piacciono le curve. Già, che si tratti di poltrone, divani o sedie, poco importa. Ciò che conta è che gli arredi abbiano forme piene e arrotondate. Una tendenza ispirata soprattutto agli anni ’70, un decennio in cui le sedute si fanno generose, puntando tutto sul comfort e sulla convivialità.

In linea con questo ritorno agli anni ‘70, il brand danese Gubi ha rieditato nel 2018 Pacha Lounge Chair, la poltrona dalle forme organiche firmata dal designer francese Pierre Paulin nel 1975.

Il comfort come punto di partenza

Una nuvola. È questa la forma a cui viene da pensare guardando i primi schizzi della Pacha Lounge Chair di Pierre Paulin. Una nuvola scultorea ma dall’aspetto rassicurante, così come lo sono tutte le sedute del grande progettista francese. Dalla poltrona Mushroom per Artifort (1960) alla Pumpkin (1971), oggi prodotta da Ligne Roset, fino al più recente progetto Flower per Magis (2009). Icone del design contemporaneo dalle forme organiche e avvolgenti pensate per accompagnare il corpo umano, dove il comfort è sempre il punto di partenza.

Una poltrona in anticipo sui tempi

Pacha è una lounge chair bassa in schiuma dalle linee morbide, che ricorda quasi un pascià intento all’ozio. L’assenza di gambe dà alla poltrona un carattere amichevole e accogliente, mentre la base in metallo e le linee di giunzione che strutturano la schiuma le donano un aspetto elegante. Si tratta di un progetto innovativo per l’epoca, sia per i materiali impiegati che per il nuovo concetto di seduta proposto. Innovazioni che, però, non furono capite quando la poltrona fu lanciata nel 1975. Per questo Pacha non conobbe lo stesso successo di altri progetti di Paulin ed è raramente menzionata nelle sue biografie.

“Mio padre ha sempre cercato di modernizzare ciò che già esisteva, per migliorarlo. Sfortunatamente il mercato francese non era pronto per la collezione Pacha nel 1975. Grazie a Gubi, adesso daremo a questa collezione il destino che Pierre Paulin avrebbe voluto per lei”, spiega Benjamin Paulin, figlio di Pierre Paulin e co-fondatore di Paulin, Paulin, Paulin (l’impresa di famiglia nata per mettere in produzione i progetti non realizzati da Pierre Paulin).

Nel 2020 la famiglia Pacha cresce

Nel 2020 Gubi arricchisce la collezione Pacha con nuovi progetti. All’iconica Pacha Lounge Chair senza braccioli si affiancano una versione della poltrona con braccioli, un divano e un pouf.

Il divano è disponibile da due a cinque sedute o in una versione modulare ampiamente configurabile, in cui è possibile anche inserire un bracciolo fra ciascuna seduta per un maggiore comfort. La Pacha Lounge Chair con braccioli avvolge la zona lombare ed è proposta anche in una versione girevole, per dare una ulteriore flessibilità a livello ergonomico.

La collezione Pacha è disponibile in diversi rivestimenti in tessuto. La base è proposta nell’originale finitura oro o in nero opaco.


LA MITICA POLTRONA SACCO DI ZANOTTA

Avete presente la storica poltrona Sacco di Zanotta? Ebbene, a oltre 50 anni di distanza, una delle più grandi icone del design italiano è prodotta ancora, sempre da Zanotta. Non solo. La poltrona Sacco è diventata anche una delle idee più copiate del design.

La sua celebrità deriva dal fatto che ha rivoluzionato il modo di sedersi. Non solo è una sedia destrutturata (senza gambe, senza schienale, con una forma che cambia continuamente), ma è un prodotto che interagisce con l’utilizzatore e lo fa in modo sempre diverso. Quando ci si siede, infatti, il sacco perde la sua forma originaria per schiacciarsi, allungarsi, modellarsi e adattarsi alla forma del corpo e alla postura che si assume.

Guarda il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design


LA POLTRONA SACCO DI ZANOTTA SI AGGIUDICA
IL COMPASSO D’ORO ALLA CARRIERA DEL PRODOTTO

Alla cerimonia di premiazione del XXVI Compasso d’Oro, tenutasi a Milano il 9 settembre 2020, l’iconica poltrona Sacco di Zanotta si è aggiudicata un importante premio. Il “Compasso d’Oro” alla carriera del prodotto.
Si tratta di un riconoscimento che viene dato a quei prodotti che hanno fatto (e continuano a fare) la storia del design.


LA STORIA DELLA POLTRONA SACCO

Vi siete mai chiesti come nasce la poltrona Sacco?

Questo rivoluzionario oggetto di design fu progettato nel 1968 da tre giovani architetti torinesi: Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro. La poltrona Sacco è stata prodotta, fin dall’inizio, dall’azienda lombarda Zanotta.

Poltrona Sacco o Sedile Sacco?

Il Sacco di Zanotta, oggi conosciuto come “poltrona”, in realtà all’inizio fu chiamato dai designer “sedile” Sacco perché, come ci ricordano, della poltrona non ha proprio nulla!

Il designer Piero Gatti racconta come nasce il “Sedile Sacco”

Raccontano i designer Gatti, Paolini e Teodoro: “Tra il 1967 e 1968 andava di moda la cosiddetta ergonomia. A noi interessava progettare oggetti il più possibile flessibili, che potessero adattarsi […] Così abbiamo iniziato a riflettere sul materiale che permettesse questa adattabilità: come la neve in cui uno si butta e ci lascia impresso sopra lo stampo del suo corpo.”

I tre progettisti ebbero così un’idea geniale, rivoluzionaria e assolutamente controcorrente per l’epoca. Ispirandosi ai sacchi di iuta che usavano i contadini, crearono un contenitore in tessuto a forma di sacco per poi riempirlo con palline di polistirolo espanso, così da creare una seduta leggera, versatile ed ergonomica.

I primi prototipi

Per accentuare l’idea della leggerezza e l’unicità dell’imbottitura, i designer valutarono anche la possibilità di realizzare il Sacco in un materiale plastico trasparente. Proposero anche l’aggiunta di un maniglione per sottolinearne l’essenza “nomade” e facilitarne lo spostamento in casa.
Dopo un periodo di prototipazione durato circa 6 mesi, la poltrona Sacco fu presentata per la prima volta al pubblico alla fiera dell’arredamento di Parigi nel 1969. Da allora la sua forma non è più cambiata!

Come è fatta la poltrona Sacco?

La poltrona ha una forma che ricorda quella di una pera. La struttura esterna è composta da 6 strisce di tessuto, cucite insieme ad una base e a un top, entrambi di forma esagonale. È dotata, sulla base, di una zip che protegge un secondo sacco, più leggero, che contiene le palline di polistirolo e ne evita la fuoriuscita.

2 immagini tratte dal sito ufficiale di Zanotta. Nella seconda, si vede il Sacco “trasparente”.


LA POLTRONA SACCO E I MEDIA

La poltrona Sacco divenne fin da subito un oggetto di culto, simbolo di quello spirito di libertà, nomade e rivoluzionario, che proprio nel 1968 segnò una generazione, portando l’immaginazione al potere.

Una vecchia pubblicità dell’epoca e la copertina di un libro di Raffaella Poletti per Electa su Zanotta. Qui sotto, da non perdere, riportiamo il testo integrale della pubblicità…

Una vecchia pubblicità della poltrona Sacco recita (vedi l’immagine qui sopra a sinistra):

“Questa non è una poltrona. Se vi piace, potete anche definirla così; per conto nostro noi non crediamo nelle definizioni. Possiamo dire soltanto che è un oggetto docile e servizievole. Ci si può stare seduti, o sdraiati, o rannicchiati in posizione fetale, o anche come più vi piace. Tirata in mezzo, serve a posarci varie cose, proprio come un tavolino. Distesa, è qualcosa di molto vicino a un tappeto. Ma non è affatto proibito inventarne altri usi. I bambini invece non la usano: ci giocano (qualche volta anche gli adulti). Insomma, è un vero e proprio oggetto “addomesticato”, per nulla ansioso. Attenzione, però! Ha uno svantaggio. Se vi ci abituate, finirete per essere molto esigenti verso gli altri oggetti che usate. Come è capitato a noi dopo la non-poltrona, vorrete anche il non-tavolino, il non-armadio e chissà… la non-casa!”

La poltrona Sacco è anche nota, tra i meno giovani, come “la poltrona di Fracchia” (qualcuno erroneamente, la chiama la poltrona di Fantozzi, altro grande personaggio, sempre interpretato da Paolo Villaggio). La gag dell’impacciato Fracchia che, costretto a sedersi sulla poltrona Sacco dal suo capufficio (un grande Gianni Agus), scivola lentamente a terra è ormai nella storia della televisione!

Il celebre video di Fracchia che cade dalla poltrona Sacco di Zanotta.


UN “SACCO” DI PREMI!

La poltrona Sacco di Zanotta ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali la Selezione Compasso d’Oro nel 1970 e il Premio BIO 5 a Ljubljana nel 1973.

La poltrona è esposta anche in moltissimi musei. Tra questi segnaliamo:

  • The Museum of Modern Art, New York
  • Israel Museum, Jerusalem
  • Uméleckoprumyslové Muzeum, Praha
  • Kunstgewerbemuseum, Berlin
  • Kunstmuseum, Düsseldorf
  • Museum für Angewandte Kunst, Köln
  • Taideteollisuusmuseo Konstindustrimuseet, Helsinki 
  • Musée des Arts Décoratifs, Paris
  • Victoria & Albert Museum, London
  • Triennale Design Museum, Milano
  • The Saint Louis Art Museum
  • Museo del Design 1880-1980, Milano
  • Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg
  • Denver Art Museum
  • Dallas Museum of Art
  • Fondazione Triennale Design Museum, Milano
  • Tel Aviv Museum of Art
  • Vitra Design Museum, Weil am Rhein
  • Musée National d’Art Moderne, Paris
  • Thessaloniki Design Museum, Saloniki
  • Gustav Lübcke Museum, Hamm
  • Fonds Régional d’Art Contemporain, Dunkerque
  • LAB Museo del Design, fondazione Anna Querci, Calenzano
  • Powerhouse Museum, Sydney
  • Museum für Angewandte Kunst, Wien
  • Design Museum, Gent
  • Philadelphia Museum of Art
  • Musée des Arts Décoratifs, Bordeaux
  • Cité de l’architecture et du patrimoine, Paris

    Guarda il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design


LA POLTRONA SACCO OGGI

Oggi, dopo oltre 50 anni dalla sua nascita, la poltrona Sacco di Zanotta è ancora uno degli oggetti di design più famosi al mondo.

 


2015: LA FAMIGLIA SACCO SI ALLARGA!

Nel 2015 la famiglia si è allargata e le poltrone Sacco sono diventate 3. Al tradizionale modello Sacco si sono aggiunti il Sacco Medium e il Sacco Small.

Le ultime due, pensate appositamente per i ragazzi e per i bambini, mentre la prima, quella tradizionale, resta il prodotto perfetto per tutti i “bambini” adulti.

Ma non è tutto! La poltrona Sacco di Zanotta si è arricchita con nuovi rivestimenti vivaci. Questo è stato possibile grazie alle nuove tecniche di stampa digitale, che la trasformano in un vivace e allegro complemento d’arredo.

La collezione decorata è partita con 3 modelli. Per la poltrona Sacco Small (h.59 cm, base 54 cm) è prevista una versione in tessuto con due decori Big Eyes e Solid. Per le poltrone Sacco e Sacco Medium (h.63 cm, base 68 cm) la versione in tessuto prevede due decori: Solid e Up.


I RIVESTIMENTI DISPONIBILI

Oggi le versioni della poltrona Sacco si sono arricchite di nuovi materiali e di nuove decorazioni.

Il rivestimento può essere in Vip, un’ecopelle adatta anche per l’uso outdoor in quanto idrorepellente e lavabile in lavatrice a 40° (oltre ad essere resistente al fuoco, antibatterico con trattamento Silverguard® e antimacchia con trattamento Permablock 3®). Le varianti colore del tessuto Vip sono ben 9. Bianco, nero, grigio, giallo, rosso, marrone, verde, blu e azzurro. Altri rivestimenti disponibili per la Sacco sono il Tulip  (foto qui sotto, disponibile in 4 colori), il Pied de poule (in 6 colori) e la pelle. Le varianti Tulip e Pied de Poule sono anche sfoderabili.


POLTRONA SACCO. I COSTI

Forse vi starete chiedendo: quanto costa la poltrona Sacco di Zanotta?

Diciamo che dipende dal modello, dal colore e dal rivestimento. Ma anche dagli sconti che troverete nei negozi o negli store online.

In ogni caso, il costo della poltrona Sacco di Zanotta varia dai 220-260 €, per la versione in ecopelle Vip, per passare ai 650-850 delle versioni in tessuto Tulip e Pied de Poule, fino a superare i 1400-1600 € per la versione in pelle.

Un’imperdibile occasione per mettersi in casa una vera e propria icona che, nonostante gli anni, è sempre attuale. Ma mi raccomando… Se volete in casa un’icona del design, scegliete quella originale!!!


NEL 2019 LA POLTRONA SACCO SI FA GREEN

Per festeggiare i 50 anni della poltrona Sacco, nel 2019 Zanotta lancia SACCO GOES GREEN. Un’edizione speciale numerata, realizzata con innovativi materiali sostenibili, proposta con un nuovo pattern firmato dal designer francese Pierre Charpin.

Nella nuova versione green Sacco cambia sia nel riempimento interno sia nel rivestimento. Le palline di polistirolo espanso ad alta resistenza (EPS) della poltrona originaria sono, infatti, sostituite con le microsfere BioFoam di Synbra. Una bioplastica creata con la canna da zucchero, che presenta caratteristiche simili a quelle del polistirolo. La differenza principale riguarda la materia prima. L’EPS si compone di polimeri basati su materie prime fossili (una risorsa finita), mentre BioFoam è costituita da biopolimeri di materiali vegetali (una risorsa infinita). Il risultato è un interno biodegradabile e compostabile, ma resistente e adatto per un utilizzo a lungo termine.

L’involucro interno e il rivestimento esterno sono, invece, realizzati con ECONYL, un filo di nylon rigenerato, ricavato dalle reti da pesca raccolte in mare e dagli scarti di plastica e tessuto.

SACCO GOES GREEN comprende tre linee da 100 esemplari. Il pattern, creato da Pierre Charpin, è composto da un intreccio di linee, disponibile in tre varianti di colore. L’ispirazione? Le reti da pesca, ovviamente!

I pezzi dell’edizione limitata sono identificati da un cordoncino in tessuto stampato jacquard, cucito lungo tutta l’altezza della poltrona, su cui sono indicati il numero di serie e il nome della collezione.

SACCO GOES GREEN entrerà a far parte del catalogo Zanotta da gennaio 2020, con gli stessi materiali 100% ecosostenibili dell’edizione limitata. Il rivestimento esterno, invece, non avrà più il pattern di Charpin, ma sarà disponibile a tinta unita in diversi colori.

www.zanotta.it

Guarda anche il nostro post sulle più belle poltrone sacco di design

3 nuovi progetti dello studio nendo per Stellar Works

Lo studio giapponese nendo ha lanciato un’interessante collaborazione con il brand cinese Stellar Works. Si tratta di tre nuove collezioni: Blend, Frame e Kite. E, come quasi sempre commentiamo quando si tratta del genio poetico di nendo, questi tre oggetti di design sono decisamente belli e intelligenti.

BLEND

Blend, il primo dei prodotti disegnato da nendo per Stellar Works, è uno sgabello da bar a tre gambe, caratterizzato da una struttura in metallo nero decisamente particolare. Uno dei tre montanti, infatti, si sdoppia per diventare gamba posteriore e schienale a T.
Blend è disponibile in 2 altezze.

KITE

Il secondo prodotto disegnato dallo studio nendo per Stellar Works è Kite, una poltrona compatta progettata principalmente per il settore contract, per gli spazi commerciali e per le hall degli alberghi. Una poltrona con diverse tipologie di schienale. Da quello più basso e informale a quello più alto e avvolgente, che crea una maggiore privacy e una notevole protezione acustica.

FRAME

L’ultimo progetto di nendo si chiama Frame ed è un semplice sistema componibile in acciaio a forma di L che si adatta a diversi scopi.
Può diventare una mensola, un portasciugamani o anche una specchiera (da parete o da terra) se accessoriata con gli appositi specchi coordinati dalla forma rotonda oppure ellittica.

stellarworks.com

 

Conoscevamo l’altalena e la sedia a dondolo, conoscevamo anche i dondoli cigolanti che solitamente circondano le piscine. Ma dobbiamo riconoscere alla portoghese Myface di averci stupiti con questo progetto.

Si tratta di Fable swing, il divano a dondolo adatto sia per gli interni sia per l’outdoor e disponibile in diverse dimensioni e finiture.

C’è la poltrona larga 110 cm, per chi vuole dondolarsi da solo o “abbracciato” al proprio amato, c’è il sofà da 178 cm, per chi preferisce una posizione più comoda, e c’è infine il divano a tre posti, perfetto per una rilassante chiacchierata tra amici.

Per adattarsi e resistere al meglio anche alle intemperie, il rivestimento è in tessuto acrilico impermeabile: le corde di sospensione sono in cuoio sintetico mentre i dettagli sono in acciaio laccato o in finitura rame.

www.myface.eu

La Bergère è un elemento d’arredo di grande fascino. E la poltrona WAM di Marco Zito per Bross non è certamente da meno. In realtà, WAM non è solo una bella bergère, la classica poltrona dalle “grandi orecchie”, comoda per leggere, per conversare, per rilassarsi. WAM di Bross è anche una collezione completa di sedute e complementi d’arredo dai rivestimenti completamente personalizzabili.

Per WAM, Bross ha unito la qualità artigianale e la grande attenzione ai dettagli, da sempre cifra stilistica dell’azienda friulana, a un design essenziale, pulito e dal gusto contemporaneo. Marco Zito ha progettato WAM intorno all’idea del tondino d’acciaio che, prendendo varie forma, fa da struttura a tutti gli elementi della collezione.

Il tondino d’acciaio, proposto nelle finiture bronzo spazzolato o verniciato nero, accoglie le imbottiture di tutte le sedute. Poltrone lounge, panche, pouf, coffee table e, ultimi nati a completare la collezione, un divanetto, uno sgabello e la già citata bergère. La poltrona WAM non è solo comoda e accogliente. Grazie al suo schienale alto e avvolgente, ripara anche dai rumori circostanti creando un microambiente protetto, perfetto per il lavoro come per il relax.

Tutti gli elementi che compongono la linea WAM si possono personalizzare grazie all’abbinamento fra trame e colori dei tessuti, pressoché illimitato. Un accostamento cromatico che può essere giocato per affinità (tono su tono) oppure a contrasto, con trame, colori e fantasie anche molto diverse tra loro.

Fra le varianti disponibili, gli straordinari tessuti creati dalla storica manifattura veneziana Luigi Bevilacqua, in collaborazione con lo stesso Marco Zito, ispirati alle Murrine.

Ah, quasi dimenticavo… WAM sta per Wait A Minute: “aspetta un momento”. Forse il designer si riferiva al piacere di indugiare sprofondati fra le curve accoglienti della poltrona WAM?

www.bross-italy.com

LA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

La Bubble Chair di Ben Rousseau è un personale omaggio all’iconica Bubble Chair disegnata da Eero Arnio nel 1968. Un progetto Pop, indimenticabile e ancora attualissimo, che rappresenta una pietra miliare nella storia del design.

Il designer britannico Ben Rousseau non ha mai nascosto il suo amore per la versione originale della Bubble Chair di Eero Aarnio. La sua passione è talmente grande da averlo spinto a reinterpretare, con il suo stile personale, questa icona del grande maestro finlandese.

LE 3 VERSIONI DELLA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

Nel farlo, ha previsto 3 varianti, esattamente come per l’originale. La classica poltrona, una versione sospesa e, infine, un modello trasparente. 

I primi due sono realizzati con un telaio in acciaio tubolare saldato e verniciato a polvere in diversi colori. La versione da pavimento ha una gamba fissa centrale, quella sospesa, invece, ha un gancio e una catena nella parte superiore.

LA VERSIONE TRASPARENTE DELLA BUBBLE CHAIR DI BEN ROUSSEAU

La terza versione, infine, ha la forma di una bolla in plexiglas trasparente. Questa è dotata di un anello metallico nel quale è nascosta una striscia a LED monocolore o con controllo RGBW. In questo modo la sedia può essere anche illuminata, mettendo in evidenza le incisioni artistiche che decorano la sfera (vedi la foto qui sotto).

La Bubble Chair di Ben Rousseau è abbastanza ampia da permettere a due persone di sedersi al suo interno.

LA VERSIONE IN TIRATURA LIMITATA

È stata anche creata una serie di esclusive Bubble Chair a tiratura limitata in smalto cromato fumé. Questo modello si caratterizza anche per lo speciale cuscino imbottito in pelle trapuntata in una esclusiva versione automobilistica.

La nuova poltrona Nathy di Ditre Italia, disegnata dagli architetti Oscar e Gabriele Buratti, si caratterizza per le sue finiture di pregio e per l’eleganza delle linee.

Quella con lo studio Buratti è per Ditre Italia una nuova collaborazione. Un “debutto” per gli architetti che hanno immaginato l’ambiente living come uno scenario architettonico popolato da personaggi diversi, ognuno con un proprio carattere. E sono proprio questi personaggi che, insieme, strutturano una collezione di arredo completa. La poltrona Nathy infatti, si coordina ad altri elementi come pouf, tavolini e librerie per mettere in scena la rappresentazione quotidiana dell’abitare contemporaneo.

La poltrona Nathy è estremamente versatile e si presta a essere inserita in diversi contesti. Può essere posizionata singola o in coppia, abbinata aa un divano, in una composizione che favorisce le relazioni e la conversazione, oppure piò essere sistemata in un angolo dello studio, di fianco ad un tavolino e a una lampada da terra, per immergersi nelle lettura preferite.

La poltroncina Nathy , pur essendo molto giovane, è già considerata una presenza iconica della scena domestica grazie al suo design semplice ma molto espressivo. Alla struttura in legno (nella finitura Gray Wood) sono agganciati dei teli cuoio naturale che  supportano le cuscinature. Le imbottiture della seduta e dello schienale, con le loro forme morbide e avvolgenti.,sono disponibili in pelle oppure in tessuto in un’ampia gamma di colori.

Come per tutti gli elementi e i complemnenti d’arredo, anche la nuova poltrona Nathy si inserisce perfettamente nella visione total look Ditre italia.

Per avere maggiori informazioni sulla poltrona Nathy, potete cliccare qui

In collaborazione con Ditre italia

 

Link: https://www.ditreitalia.com/it/prodotti/poltroncine/nathyPoltrona Nathy, Ditre Italia

Il look vintage della poltrona Léonie in puro stile Gustavien.

La poltrona Léonie è una delle tantissime proposte dell’azienda francese PIB, specializzata in mobili vintage.

Léonie è una poltroncina imbottita in puro stile Gustavien in legno massello naturale, perfetta per il living o per la zona notte. La sua bellezza sta proprio in questo studiato contrasto fra la sua linea classica e i dettagli “Shabby”, come la struttura a vista, il rivestimento in tessuto naturale e i dettagli lasciati volutamente a nudo per accentuarne il carattere vintage.

La struttura in legno massello di questa poltrona vintage è stata invecchiata con un trattamento naturale della superficie, che è stata spazzolata e poi patinata a mano. Il tessuto in iuta naturale di lino e cotone, con le borchie a vista, riveste solo la parte imbottita per lasciare al legno il ruolo di protagonista assoluto.

Ma non lasciatevi ingannare dalla struttura così semplice e old style. La poltrona Léonie è molto comoda. La densa e avvolgente imbottitura che riveste seduta, schienale e braccioli, garantisce il massimo comfort nei momenti conviviali o per concedersi un po’ di relax in compagnia di un buon libro.

Tocco di classe finale, i due bottoni a contrasto iuta color caffè, che disegnano lo schienale. Perché i dettagli non sono dettagli!

La poltrona Léonie è in vendita online sul sito di PIB.

Lo stile Gustavien

Il cosiddetto stile Gustavien, da noi più noto come Gustaviano, è uno stile decorativo nato in Svezia alla fine del 1700 alla corte del re Gustavo III. Per quegli anni era veramente all’avanguardia, in quanto portava per la prima volta in ambienti molto eleganti. come quelli di Corte, legni poveri e decorazioni dipinte. Sia sugli arredi, sia sulle boiserie.

Il lusso sfrenato lasciava così il posto a una decorazione raffinata e totale, in grado di armonizzare tutti gli elementi: dai mobili alle pareti, dai tessuti all’oggettistica.

Uno stile che ha superato il tempo restando ancora oggi uno dei più amati, soprattutto nell’Europa del Nord. Uno stile che oggi somiglia molto a quello che viene chiamato Shabby Chic.

In collaborazione con PIB

Flick-Flack: design scandinavo, qualità italiana

Flick Flack è il nuovo sistema di imbottiti disegnato da Anna von Schewen per Dire Italia. Un’ampia seduta, un comodo schienale e un bracciolo che si adattano al corpo per il massimo comfort sono le sue caratteristiche principali. Il suo rivestimento trapuntato, rigoroso ed elegante, è un forte elemento distintivo.

La collezione di divani Flick Flack rappresenta la massima evoluzione in fatto di estetica e funzionalità. Grazie al suo meccanismo nascosto è possibile infatti sedersi e godersi il massimo relax in ogni posizione.

Flick Flack è un sistema semi componibile che offre un’ampia varietà di personalizzazioni. Sia per le diverse finiture, sia per la vastissima scelta dei tessuti.

Il suo stile inconfondibile è stato definito dalla svedese Anna von Schewen. Una progettista che, come tanti designer scandinavi, sa coniugare una forma essenziale e minimale a una grande abilità artigianale. In questo caso declinata nella cura della confezione, in particolare, e nell’attenzione ai dettagli, in senso generale.

Come l’idea del cuscino sul cuscino. Una soluzione semplice che però trasforma il guanciale in una parte strutturale.

Grazie alla sua modularità, il divano Flick-Flack si rende adatto ad ambienti di ogni dimensione, sia privati sia pubblici.

Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito dell’azienda

Scopri qui tutti gli altri prodotti di Ditre Italia

In collaborazione con Ditre Italia

Paper Planes la definiscono come “l’origami fuori scala”, la seduta di Doshi Levien per Moroso che nasce dalla carta.

Quello che risalta infatti è la trama e le fantasie utilizzate per il tessuto della seduta: sembra proprio una carta piegata che riporta immagini ben precise, da formule e forme matematiche a versioni festose e colorate.

La seduta, proposta in versione divano o poltrona, si presenta come una vera e propria scocca protettiva, che grazie alla forma triangolare crea un angolo di appoggio.

La struttura della sedia si combina come se fosse un foglio di carta piegato, che con le sue sovrapposizioni crea appunto la scocca.

Paper Planes è si presenta come una comoda scultura funzionale, una seduta visivamente leggera e che sembra sfidare la gravità, con le sue esili gambe in acciaio quadrato.

www.moroso.it

www.doshilevien.com

IL SISTEMA DI SEDUTE HORIZON: DESIGN ARIK LEVY, 2005

Horizon è un iconico sistema di sedute disegnato nel 2005 da Arik Levy per Baleri Italia. Un prodotto che ha segnato la storia del brand tanto da essere ripresentato, 12 anni dopo, con un tocco di novità. Non nella forma, ovviamente, ma nel look.

IL NUOVO HORIZON

Il divano e le poltrone Horizon, infatti, sono statii reinterpretati dall’art director dell’azienda, Aldo Parisotto, che li ha vestiti con un abito dai colori meno accesi e in linea con le tendenze del momento: una serie di gradazioni più tenui e delicate sui toni del grigio e del verde. I materiali invece restano gli stessi. Pelle per il rivestimento della struttura e per i bordi e tessuto per i rivestimenti del cuscino lombare e della seduta.

Il sistema componibile Horizon di Baleri Italia è composto da divano a due o tre posti, poltrone e pouf coordinati.

La realizzazione conferma le scelte di qualità dei prodotti Baleri Italia: struttura in legno multistrato, imbottiture in schiuma poliuretanicha a varie densità e rivestimento in tessuto, tessuto tecnico, pelle o ecopelle.

www.baleri-italia.it

 

Credo che non ci sia bisogno di presentare Richard Neutra, uno dei pionieri dell’International Style. Tutti conoscono i suoi capolavori dell’architettura, ma sono certo che quasi nessuno conosce i suoi pochi ma eccezionali progetti di design.

Lo dico perché ne ero anch’io all’oscuro, fino a quando non ho scoperto, alla fiera di Stoccolma, i suoi mobili rieditati, dopo più di 90 anni, da VS un’azienda tedesca fondata nel 1898, quando il futuro architetto era un bambino di soli 6 anni…

Progettati tra il 1920 e il 1940 in California, dove Neutra si era trasferito per lavorare col maestro Frank Lloyd Wright, questi arredi erano stati progettati dall’architetto Viennese e mai messi in produzione.

Solo oggi VS, che ha acquisito i diritti esclusivi di produzione dei mobili del padre del Modernismo, ne crea un’edizione esclusiva. Per farlo, ha coinvolto l’architetto Dion Neutra, figlio del grande maestro e partner dello studio di Richard Neutra a Los Angeles.

Dopo un lungo lavoro di ricerca, di documentazione dettagliata, di prototipazione, test e selezione di materiali originali, i primi pezzi sono tornati alla luce.

La poltrona Lovell, originariamente progettata per la Lovell Health House nel 1929, questa versione con la struttura in acciaio fino a poco tempo fa è stata trovata in un disegno originale conservato presso l’archivio dell’UCLA.

 

La Boomerang Chair è già un’icona del design: progettata nel 1940 in diverse varianti per il complesso residenziale “Channel Heights” e per la Nesbitt- House. È realizzata in rovere con la seduta sostenuta da cinghie.

 

La Cantilever Chair Steel, aviluppata per la Lovell Health House nel 1929, questa sedia si caratterizza per la molla posteriore distintivo che la distingua da sedie simili di altri pionieri del design come Marcel Breuer, Mart Stam, o Mies van der Rohe. La molla posteriore rende la sedia più comoda e consente al sedile e allo schienale di muoversi separatamente: un’innovazione che Richard J. Neutra ha brevettato nel 1931.

Esiste anche una variante del 1942, con struttura in rovere

 

Il divano e la poltrona Alpha Seating fanno parte degli arredi “cubici” pensati  per la Health House Lovell nel 1929. Questa casa però, non fu mai costruita ma per fortuna sono rimasti i disegni di Neutra…

 

Progettata infine per la Tremaine casa in California (1948), l’esile Tremaine Side Chair in acciaio curvato e sedile imbottito, riflette perfettamente l’eleganza del Modernismo anni 50.

Si tratta, per ora, di pochi elementi, prodotti da VS in Germania. Ma la collezione sarà ulteriormente ampliata nei prossimi anni. E noi l’aspettiamo con piacere e curiosità…

www.vs-moebel.de

Impronta è una storica seduta disegnata da uno dei più grandi maestri del design italiano e internazionale, Joe Colombo, e rieditata da Varaschin.

La sua forma, disegnata da Colombo nel 1954, è stata pensata quando ancora frequentava l’Accademia di Belle Arti di Brera ed il Politecnico di Milano ed è il prodotto di precisi studi ergonomici sul modo di sedersi e di rilassarsi del corpo umano. E per fare questo l’aveva inscritta in un cubo. Secondo il principio, da colombo stesso schizzato su un disegno, “uomo – cubo – posizione comoda”. Ma non solo. Il nome deriva dall’impronta che l’uomo lascia sul cuscino quando ci si siede, una sorta di memoria del corpo che viene accolto dalla poltrona stessa. Inoltre Joe Colombo l’aveva già studiata (oltre 60 anni fa!) per essere utilizzata sia negli interni, sia nell’outdoor.

Il sistema Impronta, composto da poltrona e divano, è stato riproposto dall’azienda trevigiana, esattamente come l’aveva immaginata l’architetto milanese: con il doppio uso interno-esterno. Questo grazie all’utilizzo di materiali drenanti tra seduta e scocca. in particolare, l’imbottitura in gomma poliuretanica drenante a cellula esplosa, consente all’acqua piovana di defluire senza intaccare la struttura portante (in legno massello di Okoumé) e alla poltrona di asciugarsi rapidamente.

I tessuti, completamente sfoderabili, possono essere scelti dal ricco catalogo Varaschin o realizzati su misura con tessuto cliente, anche nella versione bicolore.

www.varaschin.it