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Il taccuino Moleskine in limited edition di David Bowie.

Moleskine ha presentato il suo nuovo taccuino in limited edition dedicato a David Bowie. O meglio, una collezione di 2 diversi taccuini più una speciale scatola da collezione.

Moleskine ha dunque voluto rendere omaggio al Duca Bianco in occasione dell’anniversario della sua scomparsa (il 10 gennaio 2016). David Bowie è un artista che non ha bisogno di presentazioni. Genino eclettico e trasgressivo, Bowie è stato uno dei pionieri della musica rock e una grande icona pop per diverse generazioni.

Le caratteristiche dei taccuini Moleskine di David Bowie

Moleskine ha deciso di rendergli omaggio con questa a limited edition di taccuini che si ispirano al suo album finale, Blackstar, registrato solo due anni prima della sua morte. 

In copertina sono riportati alcuni brani tratti dal brano Lazarus, mentre l’interno ci propone un viaggio nel suo mondo creativo con le illustrazioni originali dell’album e un ritratto del grande artista britannico.

Queste sono le caratteristiche dei taccuini Moleskine dedicati a David Bowie:

– copertina rigida con raffigurazione del tema David Bowie dell’edizione limitata

– angoli arrotondati

– chiusura elastica

– carta acid free da 70 g/m² color avorio (a righe)

– segnalibro dello stesso colore

– adesivi a tema

– tasca interna espandibile sul retro

– etichetta ”In case of loss” stampata nel risguardo

– sul B-SIDE della fascetta a tema riutilizzabile sono stampati strumenti aggiuntivi

– apertura totale a 180°

– all’interno tutta la storia Moleskine

I taccuini Moleskine in limited edition di David Bowie sono disponibili nella versione nera o nella versione bianca. Entrambi i taccuini sono arricchiti da una serie di adesivi a tema che raffigurano un grafico dell’evoluzione di Bowie come artista. Le fascette che avvolge le copertine, raffigurano il famoso fulmine di Aladdin Sane, che si svela unendo i puntini. Un piccolo dettaglio da completare e colorare.

Il taccuino Moleskine di David Bowie BIANCO

Il taccuino Moleskine David Bowie bianco è ispirato al brano del 1971 Moonage Daydream (il titolo è inciso sulla copertina in caratteri argento) contenuto in uno dei più celebri e iconici album, The Rise and Fall of Ziggy Stardust e Spiders From Mars. 

La copertina evoca l’alter ego glam di Bowie, Ziggy Stardust. Nelle copertine interne, si possono trovare le illustrazioni originali dell’album e un’immagine ravvicinata dello sguardo di Ziggy. 

Il taccuino Moleskine di David Bowie NERO

Il taccuino Moleskine David Bowie nero in edizione limitata è ispirato invece al suo album finale registrato in studio, Blackstar. Anche qui, in copertina, sono incisi alcuni testi tratti dal brano Lazarus. Nei risguardi di copertina, l’immagine originale dell’album e un ritratto di David Bowie.

La scatola da collezione Moleskine di David Bowie

La dinamica scatola da collezione David Bowie è stata ispirata dal talento eclettico di questa icona pop e dal suo continuo cambio di look.

La custodia del box Moleskine David Bowie ha un effetto cangiante che, a seconda di come la si guarda, trasforma Aladdin Sane in Ziggy Stardust. All’interno del box si trova un taccuino in edizione limitata e numerata che mostra Bowie e il suo logo come l’esplosione di stelle nello spazio. La scatola è arricchita da una serie di adesivi a tema che seguono la sua evoluzione musicale nel corso dei decenni.

Quanto costano e dove acquistare i taccuini Moleskine di David Bowie

I taccuini Moleskine in limited edition di David Bowie sono disponibili negli store Moleskine e online al sito it.moleskine.com al prezzo di 23,90 euro.

Il box da collezione Moleskine di David Bowie costa 34,90 euro.

Icone d’impresa una raccolta di oggetti e prodotti che hanno segnato la storia dell’industria italiana, e la nostra, scritto da Francesca Molteni, edito da Carocci Editore.

Dalla confezione della pasta Barilla, che riprendeva il colore azzurro della carta quando la si vendeva sfusa, al Settebello, l’elettrotreno disegnato da Giò Ponti e Giovanni Minoletti che anticipava l’alta velocità non solo in termini prestazionali, il libro raccoglie una casistica di eccellenze varie, e in alcuni casi dimenticate, custodite nei rispettivi e lodevoli musei aziendali, legati a Museimpresa di Assolombarda e Confindustria.

Oltre la funzione prettamente documentaristica, scaturita da una iniziativa di Armando Massarenti responsabile della Domenica del Sole 24 Ore, il libro consente di far rivivere prodotti del nostro passato nazionale, e allo stesso tempo percepire una dimensione fondamentale del fare impresa: la centralità del prodotto.

In ognuno dei casi illustrati, il piacere della lettura è nel cogliere i fattori qualitativi e distintivi -invenzione tecnica e funzionale, innovazione tecnologica e materica, ricerca formale – nelle varie combinazioni, che ne hanno consentito successo e diffusione, e di conseguenza, affermazione e forza del marchio.

Emerge nel complesso un richiamo e uno stimolo che lega le radici alle sfide di oggi, da affrontare, se si vuole, con la stessa intelligenza, abilità e intuito quale percorso primario, svoltando dalle varie scorciatoie di genere.

Per il pubblico il libro può essere una piacevole riscoperta del passato, che a distanza di tempo, consente di prendere coscienza di come gli oggetti d’uso comune hanno influenzato in concreto il nostro ambiente quotidiano e la nostra qualità della vita, proprio come i fortunati avventori del Settebello, che per altro andrebbe aggiornato e riproposto in esercizio.

Il libro serve anche come guida alla vasta area degli “addetti”, quale casistica di prodotti e marchi di riferimento legati a successi commerciali e fenomeni sociali, analizzabile dai punti di vista delle varie competenze messe in gioco: management, design, grafica, comunicazione, marketing, sociologia, ecc. Anche per questo sarebbe auspicabile prevederne la continuazione con secondi e terzi volumi.

www.museimpresa.com

“Richard Neutra’s Biorealism: is there a future for an approach like that in architecture?”. lezione magistrale tenuta da Raymond Neutra, figlio del grande maestro, allo spazio Lombardini 22, Milano per il ciclo “Empatia degli spazi”.

Raymond Neutra, professore di Epidemiologia ed esperto di problematiche ambientali – è stato direttore dell’ Enviromental and Occupational Disease Control della California – illustra la metodologia di progettazione del padre basata sulla interazione tra individuo e qualità dello spazio architettonico.

Richard Neutra architetto austriaco classe 1892, dopo la formazione a Vienna e a Berlino con Adolf Loos ed Eric Mendhelson, sbarca nel 1923 con grande anticipo negli Stati Uniti e collabora con F. L. Wright, Rudolf Schindler e Martin Roche, dando poi il via alla propria carriera professionale svolta soprattutto in California che lo porta ad essere uno dei grandi nomi della architettura moderna.

La sua opera, nell’ambito di un raffinato International Style, mostra nella articolazione degli spazi e dei volumi, nonché nella eleganza delle soluzioni costruttive, ma anche nella accurata scelta dei materiali e delle soluzioni di dettaglio, un percorso distinto, che pone aspetti di benessere psico-fisico alla base della ricerca progettuale per mezzo di apporti scientifici, che vanno dalla fenomenologia alle neuroscienze.

Nel 1954 egli condensa nel suo testo fondamentale, oggi dimenticato, “Survival Through Design”, tematiche di ecocompatibilità degli edifici ed analisi degli aspetti fisiologici e psicologici dell’abitare in grande anticipo sui tempi, portando il progettista più al ruolo di un ricercatore sensibile alla complessità ed interazione degli elementi che configurano e caratterizzano un spazio da abitare, che a quello demiurgico dei maestri del Razionalismo.

Il suo intento infatti non è l’indicazione di modelli generalisti e ripetitivi, ma l’indagine caso per caso, sviluppando la progettazione a livello delle esigenze più profonde dell’individuo nel rapporto con gli ambienti artificiali.

Ricerca e divulgazione proseguita in modo sistematico da Raymond, anche a sostegno della “The Richard and Dion Neutra VDL Studios-Residences”, la casa-studio progettata nel 1966 dal padre e dal fratello, e del “Neutra Institute for Survival Through Desgin” a Los Angeles.

www.neutra.org

 

 

È appena stato pubblicato “La lunga vita del design in Italia” B&B Italia: 50 anni anni e oltre. Un bel volume di Stefano Casciani, con testi di Ferruccio de Bortoli, Renzo Piano, Deyan Sudjic, edito da Skira.

Il libro dalla copertina rigida di un bel rosso vivace, ripercorre gli ultimi 50 anni del design italiano attraverso la storia dell’incredibile successo internazionale di un brand che non ha bisogno di presentazioni: B&B Italia, una delle più celebri aziende italiane di design, nata nel 1966.

Tutto parte dall’incontro tra la cultura del progetto contemporaneo e le visioni di imprenditori come Piero Ambrogio Busnelli (1926-2014), che già allora intuiva le grandi possibilità offerte dai nuovi materiali per la produzione di oggetti d’arredo.

Un percorso nel quale il fondatore ha lasciato il timone della B&B Italia ai suoi successori, che si sono distinti per aver sempre creduto e investito nella ricerca e nella sperimentazione su nuove tecnologie, collaborando con alcuni tra i più importanti architetti e designer internazionali: Afra e Tobia Scarpa, Antonio Citterio, Mario Bellini, Gaetano Pesce, Zaha Hadid, Patricia Urquiola, Naoto Fukasawa, solo per citarne alcuni…

Un libro di 360 pagine con 684 colori e in bianco e nero, molte delle quali dagli archivi storici, che va sfogliato con calma, con curiosità, con la voglia di scoprire la storia, i prodotti, i luoghi e gli intrecci tra le strategie dell’impresa e la poesia della forma ricercata dai progettisti, sullo sfondo delle vicende di un mercato reso sempre più complesse e affascinanti dalla globalizzazione culturale ed economica. Un libro fondamentale per tutti gli appassionati della cultura del design.

Nell’ultima pagina del volume è contenuta una tecnologia NFC wireless a corto raggio (Near Field Communication) che consente di vedere il film sui 50 anni di B&B Italia.

Il volume è in vendita a 65 Euro

“Storie di Architettura” di Michele De Lucchi edito da Skira, una raccolta di casi e riflessioni di un progettista di eccezione.

Storie di Architettura” di Michele De Lucchi edito da SkiraLa progettazione cosiddetta sostenibile, oggi così dibattuta e dichiarata, può venire intesa dal mero rispetto di parametri quantitativi, ad una concezione globale che genera contenuti, forme e processi.

Nel caso di Michele De Lucchi, ciò che si manifesta in questo progettista di successo è un legame che viene dalle cose più semplici, indagando ragioni spesso trascurate, spendibili su più ambiti e livelli in vista di un potenziale armonico che sposta le necessità del nostro essere nel mondo.

Come si apre una noce non sembri così un questione da poco, si possono fare valutazioni non banali ed intervenire, senza schiaccianoci, in modo semplice e non invasivo; con la stessa logica, su altra scala, si giunge alla proposta di un “seme” per il nuovo centro congressi Pavilion in piazza Gae Aulenti a Milano di recente inaugurazione.

Una visione che potremmo dire pacatamente critica ed ecologica quale recupero e valorizzazione di processi naturali ed essenziali, lontano da etichette ed ideologie, è ciò che consente a Michele De Lucchi di porsi quale figura originale e affascinante, alternativa alla corsa verso il nulla di molta architettura e design.

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Coca Cola e Moleskine: due miti si uniscono

Coca Cola e Moleskine: due miti si uniscono per celebrare i 100 anni della più iconica delle bottiglie.

Il team di Moleskine ha invitato designer e illustratori da tutto il mondo a partecipare al “Mash-Up” il progetto dedicato al 100° anniversario della bottiglia di vetro della Coca Cola. Il risultato è una Limited Edition Notebook Collection con cinque rappresentazioni originali dell’iconica bottiglia sul fronte del leggendario notebook.

Oltre alla collezione, Moleskine ha anche invitato il produttore tedesco Tilman Singer per creare un breve film che racconta la creazione dei 5 notebook.

[youtube]https://youtu.be/Dr5O_Xz5n6k[/youtube]

Il primo, del designer americano David Schwen è un’immagine fotografica di otto bottiglie disposti a girandola, grondante di vernice rossa. Questo modello è stampato in una tiratura limitata di 5.000 esemplari.

Le altre copertine raffigurano illustrazioni molto personali della bottiglia realizzate da Matt Allen, Chris Weston, Hitomi Watanabe e Iku Oyamada e un team di Ogilvy & Mather Paris.

Colori dominanti, il bianco, il nero e, ovviamente, il rosso.

La collezione completa è disponibile dal 4 settembre 2015.

www.moleskine.com/cocacola

Raccontastorie, è il libro per appunti disegnato da Gumdesign per 
il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Una storia lunga millenni, raccontata attraverso una serie di quaderni sagomati a forma di crateri ed anfore che, una volta aperti, si trasformano in piccoli contenitori personali, ispirati alla storia del nostro Paese, da riempire con i nostri ricordi, disegni e parole. Oggetti in due dimensioni che si trasformano in elementi tridimensionali.

Il Raccontastorie è stato realizzato per l’evento Musei di Carta ed è acquistabile presso il bookshop del Museo.

www.gumdesign.it

www.villagiulia.beniculturali.it

Un volume che non può mancare nella biblioteca di coloro che amano il caffè e la sua storia così strettamente legata al nostro Paese.

Parliamo di MUMAC, il libro che racconta l’omonimo museo creato  da Gruppo Cimbali per celebrare il centenario di attività e la storia delle macchine per caffè professionali, recentemente presentato al pubblico nella sede del museo di Binasco.

Scrive di Philippe Daverio nella prefazione: “In Italia quando si dice museo la fantasia porta immediatamente a un edificio storico che contiene infinite raccolte di dipinti…o di statue… Nel resto d’Europa il museo è luogo di documentazione e formazione”.

Il libro non solo narra il progetto di MUMAC ma si spinge oltre, con un focus sulla macchina per caffè espresso, “main core” della collezione museale, sulle sue evoluzioni tecnologiche e soprattutto sulla sua capacità di cambiare radicalmente il life style degli italiani.

Nel museo MUMAC, di cui il volume presenta le collezioni, è possibile assistere al cambiamento delle forme, vedere come seguano gli stili delle epoche e l’evoluzione della bevanda attraverso le macchine professionali, veri gioielli del design che spaziano per oltre un secolo.

La ricca iconografia del volume trova la sue origini nel notevole archivio museale, costituto da più di 15.000 documenti storici catalogati e fruibili, e in una sofisticata serie di scatti fotografici, realizzati ad hoc da Angelo Golizia, con l’intento di trasmettere, anche attraverso la carta, le emozioni che il museo sa regalare.

Il volume è edito da Francesco Mondadori per la collana MoreMondadori e con il coordinamento editoriale di Verba Volant ed è in vendita in tutte le librerie, oltre che nel museo che, avendolo già potuto ammirare, raccomandiamo caldamente di visitare.

www.mumac.it

 

Mori è un cagnolino reggilibri disegnato dal giovane sud coreano Ljung Kim fondatore dello Studio ALB (A Little Bit).

È un oggetto flessibile, realizzato in tondino di metallo con tanto di collarino colorato che si può utilizzare in due modi diversi; con la gambe divaricate, è un utile reggilibri, da tenere sulla scrivania o sul comodino e avere sempre il libro aperto sull’ultima pagina letta. E quando non si utilizza il prodotto, è possibile piegare le gambe e infilarlo in uno scaffale, in mezzo ai libri.

L’idea, la forma e il nome nascono dal “vero” dal cane di Ljung Kim, Mori; un animale abbandonato, che il designer ha trovato per strada piuttosto malconcio: l’ha curato e adottato e adesso vive con lui da oltre 4 anni.

www.alittlebit.co.kr

 

 

Se i libri sono fatti di carta, se la carta deriva dagli alberi e se gli animali vivono sugli alberi, allora è giusto che gli animali vivano sui libri. È quello che deve aver pensato il giovane designer coreano LEE Jisun quando ha pensato alla collezione Jungle Bookmark per DCELL. Una linea di segnalibri in metallo flessibile e resistente, tagliato al laser e colorato, dalle forme di animali dei boschi. Uccelli, scoiattoli, scimmie che volano o si arrampicano sul dorso dei libri per rendere più bella la libreria, per trovare subito il libro giusto e per estrarlo con maggior facilità. Ma non solo. Gli animaletti fungono anche da segnalibro per non perdere mai la pagina giusta.

Per ora la collezione è composta da 3 animali diversi, ognuno disponibile in sei colori, e viene venduta in confezioni da due pezzi.

http://dcell.co.kr

 

The Family non è il titolo di una nuova serie Tv sulla mafia italoamericana. The family è una buffa collezione di fermalibri proposta da Morten & Jonas, due giovani designer norvegesi usciti dalla Bergen Academy of the Arts, la cui produzione spazia dalle lampade, ai complementi d’arredo, all’oggettistica. Con quel tocco d’ironia che non guasta.

The Family è una collezione di reggilibri in acciaio tagliato al laser e verniciato che si caratterizza per sembianze di simpatici personaggi. C’è il signore elegante con tuba e monocolo, uno strano personaggio col cappello, forse un detective americano degli anni ’40, c’è l’afroamericano dai capelli a cespuglio e c’è infine una pigra civetta che ci guarda con i suoi occhioni cerchiati.

www.morten-jonas.no

 

Alzi la mano chi, avendo trovato un quadrifoglio, non lo ha riposto con cura all’interno delle pagine del libro preferito, ben aperto, facendo attenzione a non rovinarlo… un portafortuna, il ricordo di un momento speciale che un giorno, chi sa quando, ritroveremo imbattendoci, magari per caso, in quel libro speciale.

A questa “azione del cuore” si è ispirato lo Studio Macura per creare Datelina, un segnalibro in tre dimensioni, dal quadrifoglio al modello più ricco, che non solo aiuta a ritrovare immediatamente la pagina giusta, ma che abbellisce il libro trasformando lo scaffale o il comodino in un parto colorato. Datelina è disponibile in diversi colori e può essere facilmente piegato a piacere, così da creare una composizione tridimensionale.

www.studiomacura.com

 

Il “re del terrore” compie 50 anni. Diabolik nasce infatti il primo novembre 1962 a Milano dalla fantasia di due signore milanesi, Angela e Luciana Giussani. Una mostra itinerante ne celebra i fasti e il primo mezzo secolo di vita!

Diabolik deve quindi molto a Milano: forse non sarebbe stato concepito in un’altra città e forse in un’altra città due donne non avrebbero trovato il coraggio di lanciarsi nella folle avventura di editrici di un fumetto per adulti.

È proprio a Milano, in occasione di Cartoomics, la recente kermesse dedicata al fumetto, è stata inaugurata una grande mostra itinerante, celebrativa per il cinquantennale di Diabolik dal titolo: “Cinquant’anni vissuti diabolikamente”.
La mostra racconta mezzo secolo di vita del Re del Terrore, dagli esordi a oggi, con una serie di teche contenenti cimeli e diabolike memorabilia, arricchite da monitor con filmati d’epoca, carrellate di immagini, foto e disegni.

A disposizione del pubblico vi sono totem interattivi (touch screen) su cui sarà possibile sfogliare i fumetti e compiere ricerche a tema sui contenuti degli oltre settecento episodi di Diabolik pubblicati sino a oggi.

Inoltre su un grande schermo LCD si potrà vedere il documentario “Le sorelle Diabolike” dedicato alla vita e all’opera di Angela e Luciana Giussani.
Dopo il vernissage milanese, la mostra si trasferisce a Napoli Comicon e successivamente sarà presente nelle più importanti manifestazioni dedicate ai fumetti… e non solo.

www.diabolik.it

 

 

L’idea di Ranka Radović è quella di trasformare il ripiano (di una libreria, di uno scrittoio etc) in un semplice spazio di archiviazione dei libri e che ne consente l’ordinamento in relazione al processo di lettura. Lo scaffale viene così munito di un sistema scorrevole di segnalibri realizzati con fogli di polipropilene. Il risultato è uno scaffale personalizzato diviso in tre parti: “unread”, “reading” e “read” dove l’utente può separare libri che ha in programma dio leggere, libri che sta leggendo (in questo caso la mensola fa anche da segnalibro!), o libri che ha finito di leggere.
Il sistema scorrevole, infine, rende modificabili le sezioni dello scaffale a seconda delle necessità. La scelta del polipropilene, ci racconta Ranka, è dovuta al fatto che è un materiale resistente ma leggero e può scorrere facilmente sui ripiani, oltre ad essere molto economico e anche riciclabile.

www.mikser.rs

 

I “Gift Box” Moleskine si fanno in 5 e sono dedicati a tutti gli appassionati di vino e cucina, di giardinaggio, di viaggi, di scrittura o di disegno.

Essenziali e utili, come nella tradizione dello storico taccuino, i Gift Boxes racchiudono all’interno varie combinazioni di manuali tematici penne, matite, sementi, adesivi, giornali di viaggio, etichette per il bagaglio, notes per la degustazione o per le ricette, taccuini e tante altre idee dedicati agli appassionati dei piccoli piaceri quotidiani.

I Gift Boxes di Moleskine (Drawing set, Writing set, Gourmet box, Gardening box e Travel Box) sono già in vendita nei negozi specializzati.

www.moleskine.com