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Ben 7.000 barili di benzina fanno di The Mastaba la nuova scultura di Christo, l’artista che due anni fa ha fatto notizia sul Lago di Iseo.
È proprio lì che con The Floating Piers aveva attirato migliaia di visitatori per ammirare il panorama circostante stendendosi in una grandissima piattaforma gialla.

Dopo due anni, l’artista bulgaro Christo ritorna sulla scena con una scultura temporanea composta da 7.506 barili di benzina fluorescenti, posizionati nel Serpentine Lake dell’Hyde Park, Londra.

The Mastaba, la nuova scultura di Christo

Mastaba, esattamente piramide senza punta.
L’artista Christo realizza una versione più piccola dell’architettura trapezoidale tipica dell’antica Mesopotamia, dove 6mila anni fa venivano protette le salme dei defunti dagli animali in cerca di cibo.

Una grande installazione che rappresenta un semplice test. Quella che adesso è una scultura che galleggia tra le acque nel cuore di Londra con le sue 650 tonnellate e 20 metri di altezza, diventerà 8 volte più grande nel deserto vicino Abu Dhabi.
O almeno è quello che si augura Christo.

La scultura appare come un meraviglioso muro colorato in rosso, blu e malva, capace di creare un effetto vagamente impressionista tra il reale e l’immaginario.
Una grandissima struttura che entra in gioco con le luci naturali del giorno e della notte e con lo scintillio dell’acqua circostante.

Il significato

Se vi state chiedendo anche voi il significato di tanto lavoro, è l’artista stesso che vi dice di non farlo. Ognuno può trovare un significato diverso dall’altro, interpretando la mezza piramide secondo la propria sensibilità.

Come è possibile visitarla

Per tutti i curiosi, The Mastaba sarà visitabile dal 19 giugno al 9 settembre. Basterà soltanto andare a Londra e poter godere di un tranquillo picnic al parco, in mezzo alla natura e con un pizzico di cultura che riempierà la giornata.
Per chi invece non riuscirà ad aggiudicarsi il viaggio, tranquilli: dal 10 luglio sarà possibile effettuare un tour virtuale scaricando gratuitamente l’app Acute Art.

 

Azulejos come rivestimento per un oggetto tra arte e design. Si chiama Heritage Cabinet questa singolare credenza a tiratura limitata prodotta dall’azienda portoghese Boca do Lobo, un tributo ai celeberrimi “azulejos” le piastrelle dipinte a mano della tradizione iberica. Piastrelle che raccontano delle storie, nelle quali ogni tessera è un capolavoro in miniatura dipinto a mano.

 

Così questo scultoreo elemento d’arredo, disponibile nella versione bassa (sideboard) e in quella più alta (cabinet). Ma mentre la seconda ha una superficie regolare e mostra chiaramente il dipinto sulle piastrelle, la prima è completamente destrutturata e si caratterizza per una sequenza irregolare di volumi e per gli inserti di vetro a specchio.

Interamente dipinto a mano da maestri artigiani e portoghesi, Heritage nasconde al suo interno un vano chiuso da un’anta e quattro cassetti, completamente rivestiti in foglia d’oro, oltre a due ripiani in vetro bronzato. La base è realizzata in ottone martellato a mano.

Oltre alla versione nei toni tradizionali del blu, si può scegliere nella versione “seppia”, marrone o rosso rubino.

 

www.bocadolobo.com

Animal Chair Collection: seduti in groppa agli animali

La Animal Chair Collection dell’eclettico artista asturiano Máximo Riera rappresenta un omaggio agli animali che abitano il nostro pianeta, oltre a una riflessione sul rapporto uomo animale e a un tentativo di catturare la bellezza della natura in ogni essere vivente.

Riera, scultore, pittore, fotografo oltre che poeta, da oltre 30 anni esplora nei suoi lavori il mondo animale. Un esempio è rappresentato dalla sua Animal Chair Collection, veri e propri oggetti-scultura ispirati alla Pop Art, che raffigurano i più affascinanti animali del pianeta.

L’artista spagnolo fin dall’inizio ha utilizzato per le sue opere le tecnologie più avanzate. In questo caso ad esempio sono stati utilizzati dei sofisticati software di modellazione 3D chiamati CNC (computer numerical control) che partendo dai disegni dell’artista disegnano l’animale nel minimo dettaglio e poi lo riproducono su blocchi di schiuma compressa che vengono tagliati e assemblati. In questo modo è possibile dare all’animale un grande realismo oltre ad una impressionante verosimiglianza e un eccezionale senso di movimento.

Della Animal Chair Collection fanno parte finora il polipo, il rinoceronte, il tricheco, la balena e l’elefante, ma siamo certi che Máximo Riera sta già lavorando a nuovi affascinanti animali.

www.maximoriera.com

 

Mobili scultura dallo stile surrealista: tra Gaudí e Dalí

Tra design, arte e alta ebanisteria. Queste le caratteristiche dei mobili scultura disegnati da Paco Camùs, socio fondatore e designer della spagnola Camus Collection.

Una linea di oggetti dal carattere forte, realizzati a mano nella falegnameria di Requena in legno di noce americano (promosso dall’American Hardwood Export Council), con materiali di altissima qualità e con grande attenzione ai dettagli.

Una collezione le cui linee oniriche e organiche  sembrano ispirarsi alle opere dell’architetto catalano Antoni Gaudí o dalle opere di artisti surrealisti come Salvador Dalí.

Racconta il designer: “Il noce americano è un legno forte e resistente, molto stabile e di lunga durata. Il suo aspetto è ricco di strutture granulari di colore scuro con un accenno di alburno più chiaro che determina quei contrasti cromatici così attraenti. Inoltre, il legno che noi usiamo proviene da foreste gestite in modo sostenibile.”

La Camus Collection è rifinita con la gommalacca (una sostanza organica naturale ottenuta dalla secrezione resinosa di un piccolo insetto rosso chiamato “kerria lacca”), che penetra nel legno invece di limitarsi a coprirlo, e costituisce la base della finitura finale, che è effettuata con la cera d’api.

 

Rose Sélavy è la collezione di rose da tavolo disegnate da Gherardo Frassa per Fiori di Latta, che prende il nome da Marcel Duchamp e che, come le opere del grande artista dissacratore francese, si pine l’obiettivo di modificare la nostra visione del mondo.

E così la tradizionale rosa rossa, simbolo dell’amore passionale per antonomasia, può rappresentare anche l’esatto contrario, persino la sua assenza.

Le rose di Gherardo Frassa, tutte realizzate a mano in ottone ritagliato e dipinto a mano, sono alte dai 24 ai 30 cm (le piccole rose) o dai 53 ai 60 cm (le grandi rose) e si caratterizzano ognuna per il nomi evocativo che ne rappresentano la simbologia.

Rose of Love, con la sua corolla aperta, ha un cuore che si stacca e vola in alto. Rose Loves Piercing interpreta in modo “giovanile” l’impegno d’amore. La Rosa e la sua Essenza è un delicato gioco tra il fiore e il suo negativo, posti l’uno accanto all’altro. La Rosa del Giardino Proibito ha il gambo spinoso che rievoca l’immagine di un fiore che può essere colto solo vincendo tante insidie.

www.fioridilatta.it

 

L’eclettico designer artista Sebastian Errazuriz ci ha abituato ai suoi oggetti insoliti, a volte Pop e altre volte “surrealisti” (è evidente l’ispirazione alla fotografia “Noire et blanche” di Man Ray della foto con la modella sdraiata…), altre ispirati all’arte cinquecentesca.

È questo il caso del suo nuovo “The Narcissus Desk”, un antico scrittoio francese dell’800 in legno con dettagli in bronzo al quale il designer newyorkese ha applicato un top in specchio. L’opera, ispirata al dipinto di Narciso del Caravaggio, che Sebastian ricorda di aver visto in un suo viaggio in Italia.

“Credo che oggi stiamo diventando come Narciso; così ossessionati dalla perfezione della nostra immagine “on line” che ci dimentichiamo di avere un reale “me” fuori dallo schermo”. Il taglio semicircolare sul top permette all’utilizzatore di adattarsi perfettamente alla scrivania e di sentirsi dentro di essa. “Mi piace il modo in cui l’utilizzatore entra dentro il taglio che abbiamo ricreato nello scrittoio. Il suo corpo si riflette come una regina di cuori delle carte. Circondato da te stesso”, conclude il designer.

www.meetsebastian.com

È stata da pochi giorni inaugurata la Vitra Slide Tower progettata dall’artista tedesco Carsten Höller per il Vitra Campus di Weil am Rhein. Si tratta di una torre panoramica con scivolo, un’opera d’arte che consente di vivere un’esperienza personale e artistica nuova e insolita. La Vitra Slide Tower, alta 30,7 metri e caratterizzata dal grande orologio sistemato all’estremità superiore, si inserisce nell’evoluzione trentennale del Vitra Campus, aperto al pubblico nel 1984 con la scultura Balancing Tools di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen. Sono seguiti il Vitra Design Museum di Frank Gehry (1989), il padiglione per le conferenze di Tadao Ando (1993) e nel 2010 la VitraHaus di Herzog & de Meuron. La torre a scivolo è il più recente ampliamento del Campus, insieme alla nuova Álvaro-Siza-Promenade, progettata dall’architetto portoghese, che collega l’ex stazione dei vigili del fuoco, la Fire Station di Zaha Hadid, alla VitraHaus. La Vitra Slide Tower è costituita da tre pilastri di acciaio inclinati e convergenti, nel cui punto di intersezione è collocato un orologio. La torre è accessibile attraverso due rampe di scale ed è inserita verticalmente tra i pilastri inclinati intercalati da pianerottoli. A un’altezza di 17 metri si trova una piattaforma panoramica con vista sul Campus e sulle zone circostanti. La piattaforma è anche il punto di partenza per la discesa dello scivolo della lunghezza di 38 metri. Particolare anche l’orologio girevole, del diametro di sei metri, che si trova nel punto di intersezione dei pilastri inclinati. È visibile da lontano e illuminato di notte. È senza numeri. Non si capisce bene, se le dodici corrispondano al simbolo delle ore in verticale in alto o a quello situato lungo la prosecuzione obliqua dei pilastri. Ogni dodici ore le lancette formano per un breve momento il logo Vitra. L’orologio ruota attorno al proprio asse, rappresenta il tempo, ma non è pensato per leggere l’ora. www.vitra.com

Non avrete più paura del Lupo Cattivo! Il tavolo Woodsman Axe è un oggetto curioso progettato dall’azienda inglese Duffy London e inizialmente creato per una mostra dedicata alla fiaba dei fratelli Grimm “Cappuccetto Rosso”. Il tavolo “del boscaiolo” ha anche vinto in quell’occasione il premio Peta Levi Memorial, dedicato a oggetti ispirati alle favole dei fratelli Grimm. L’idea è semblice. Un piano in legno massello sul quale sono piantate quattro asce che fanno da supporto. Dopo tale successo l’eclettica azienda inglese, che ha fatto dell’ironia e dell’oggetto insolito la propria bandiera, ha deciso di mettere il tavolo in produzione, realizzandolo in legno di diverse essenze (noce massello, rovere chiaro o frassino), tutti provenienti dal Forest Stewardship Council che garantisce la provenienza delle materie prime solo da foreste controllate. Oltre al tavolo è disponibile una console a due gambe e un coffee table più basso. Sono tutti prodotti sono fatti a mano solo con grande cura da artigiani inglesi con materiali di provenienza etica. Ph: Tom Oxley www.duffylondon.com

Con questa curiosa mostra dal titolo “12 scarpe per 12 amanti” Sebastian Errazuriz, l’eclettico e irriverente designer/ artista di origini cilene, esplora per la prima volta la questione dell’amore e del sesso attraverso la memoria di 12 precedenti relazioni, muse ispiratrici delle singole opere. Ad ognuna delle amanti infatti l’artista ha dedicato una scarpa-scultura che riprende un ricordo o un aspetto del carattere della donna.

La singolare esposizione sarà visitabile dal 6 dicembre al 6 gennaio presso il Melissa Pop-Up shop di Miami, in occasione di Miami Basel, il meeting internazionale d’arte conteemporanea che si svolge a dicembre a Miami Beach.

“Quando ho iniziato questo processo non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato; è stato un percorso molto complesso e si è rivelato più difficile di quanto pensassi”.

Le storie delle 12 relazioni, raccontate direttamente da Sebastian, possono essere lette su un sito apposito. Ovviamente i nomi delle donne sono stati sostituiti per proteggere la loro identità.

http://12shoesfor12lovers.com

www.meetsebastian.com

 

 

 

Empty Memory , prodotto da Logical Art, è una collezione di memory stick USB dalla struttura esile e scultorea. Da usare tutti i giorni ma anche da indossare come gioielli.
La  caratteristica di ogni modello è quella di avere uno spazio vuoto che risalta nella forma scultorea: su questo spazio, metaforicamente lasciato vuoto, si basa appunto l’idea (oltre che il nome) di questi gioielli tecnologici. Un vuoto che ognuno può riempire con la propria memoria.Due sono i concetti intorno ai quali si sviluppa la collezione Empty Memory: struttura e trasparenza.
Questa è la prima collezione creata da due giovani designer, Yoo-Kyung Shin & Hanhsi Chen, diplomati al Royal College of Art di Londra. La forma così complessa e scultorea, è realizzata con la tecnica della fusione a cera persa. Ogni singolo pezzo è realizzato in acciaio di alta qualità, che viene colato e poi lucidato a mano o rifinito in vari colori.
www.logical-art.co.uk

 

Un’altissima qualità nella lavorazione e nelle finiture dell’aciaio, unita a un design davvero particolare danno dei prodotti Riluc delle vere e proprie icone del 21° secolo.

Avevamo già avuto modo di parlare su Design Street della precedente Aline Chair.  Ora il designer franco-portoghese Tony Grillo propone un nuovo oggetto-scultura destinato a far parlare di sé e che si aggiunge a quella linea molto particolare di prodotti che da anni caratterizzano il Brand.

Nasce così la Bibendum Chair, il cui nome si ispira evidentemente a un altro e più noto Bibendum, il paffuto e simpatico personaggio (meglio conosciuto come “l’omino Michelin”) che sembra realizzato con i palloncini gonfiati.

La stessa forma “a salame” caratterizza anche la poltrona e la panchetta Bibendum di Riluc, due edizioni limitate in acciaio inossidabile finito a specchio, progettate e realizzate unendo design, ingegnerizzazione e artigianato ad altissimi livelli.

www.riluc.com

 

Aline Chair è una provocazione disegnata dal designer franco portoghese Toni Grillo per Riluc. Una seduta “futurista” realizzata con tubi in acciaio inox di grande spessore curvati e lavorati a specchio.

Una sedia e uno sgabello che sembrano uscire da un film di fantascienza, da una base spaziale su un pianeta alieno. Invece sono il prodotto (a tiratura limitata) di un’azienda portoghese che da sempre unisce alta tecnologia ingegneristica a complesse finiture manuali realizzate da artigiani altamente specializzati. Oggetti di design che non passano certamente inosservati e che danno un’impronta molto forte e riconoscibile a tutta la collezione Riluc. Alina Chair è disponibile nella versione acciaio con finitura a specchio o in metallo verniciato in diversi colori.

www.riluc.com