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Archivio Vico Magistretti: on line il nuovo sito.

In occasione del centenario della nascita del maestro Vico Magistretti (6 ottobre 1920 – 19 settembre 2006), la Fondazione Studio Vico Magistretti ha deciso di mettere online l’Archivio Magistretti. 

Il nuovo sito dell’Archivio Magistretti ordina e rende accessibile a tutti una preziosa raccolta di 30.000 documenti, con criteri di selezione e di accessibilità immediati. Un grande lavoro di catalogazione e un importante progetto di diffusione. Quanto di meglio una fondazione possa fare per rendere vivo e attuale il capitale di documenti che custodisce.

Nel caso di Vico Magistretti, figura centrale dell’architettura e del design italiano, il lavoro della fondazione a lui dedicata consente di entrare in un contatto intimo e stimolante con la ricerca e il lavoro dell’architetto milanese.

L’archivio Magistretti si apre al grande pubblico

Sono stati messi a disposizione del pubblico disegni, immagini, note, dettagli, ma soprattutto schizzi a mano libera – pratica purtroppo disattesa in tempi di rendering – che rappresentano una vera immersione nel metodo e nel senso della sua attività progettuale. Ma anche un viaggio alla scoperta della personalità di Vico Magistretti, che ha saputo calibrare in modo unico, a volte insuperato, innovazione e tradizione, funzionalità ed eleganza.

La sua idea di design, che nel caso di Magistretti ha come obiettivo la qualificazione estetica e culturale della vita quotidiana, viene aperta al grande pubblico per essere studiata, compresa e riprodotta… speriamo nel segno di Vico. Senza cioè alcuna concessione decorativa, che nell’era attuale continua a riproporsi.

Il merito di questa operazione, che mette online tutto l’archivio Magistretti, va quindi alla Fondazione Studio Museo Vico Magistretti e alle persone che hanno contribuito a realizzare questo progetto. A. Filippi, M. Dalla Mura, M.M. Leoni, R. Chiesa, Regesta Exe, Icas94, con la collaborazione della Fondazione Cariplo.

La mostra itinerante “100 anni di Vico Magistretti”

Dopo aver messo online l’archivio Magistretti, la Fondazione festeggia i 100 anni della nascita di Vico Magistretti con una mostra itinerante dal titolo 100 anni di Vico Magistretti. Curata da Rosanna Pavoni e Margherita Pellino con Maria Vittoria Capitanucci, la mostra racconterà la carriera dell’architetto e designer milanese nei principali Istituti Italiani di Cultura nel mondo.

Le informazioni per chi volesse approfondire lo studio di Vico Magistretti

La Fondazione Studio Museo Vico Magistretti, che è ospitata nello studio milanese del grande architetto, è in via Vincenzo Bellini 1 a Milano. Tel, 02 76002964.

Il sito della fondazione studio museo è: www.vicomagistretti.it

Il sito dell’archivio online è: https://archivio.vicomagistretti.it/magistretti/

 

Hotel Nomade.12 artisti interpretano la tensione creativa del viaggiatore

Hotel Nomade è il titolo di una interessante esposizione che si aprirà lunedì 13 agosto presso il suggestivo Palazzo dell’Elefante della Torre di Galatina (Le).

Hotel Nomade è un viaggio di ricerca in 12 tappe intorno ai temi del nomadismo. Saranno esposti infatti 12 opere, tra oggetti e installazioni, realizzati da architetti, designer, creativi della moda e artisti. Tra questi Hannes Peer, Giuliano Andrea Dell’Uva, Erika CavalliniChristian Pellizzari, Cosimo VentiStorage Milano, Giovanni Lamorgese, David Cesaria, Samer Alameen, Enrico Benetta,  Studio Lunoma e Michela Cattai. La mostra è allestita da Antonio Lodovico Scolari e Christian Pizzinini, su un’idea di Ilaria Bona.

Il titolo della mostra prende ispirazione spunto dal libro Hotel Nomade di Cees Nooteboom, una raccolta di testi dello scrittore olandese che ruotano intorno alla figura del viaggiatore. 

«Il vero viaggiatore», scrive Cees Nooteboom, «vive della tensione tra il ritrovare e l’abbandonare, e al contempo quella tensione è l’essenza della sua vita. Non è di casa in nessun luogo e nell’universo intero, in cui si muove continuamente, mancherà sempre qualcosa. È l’eterno pellegrino di quello che non c’è».

La tensione creativa del viaggiatore che lo porta ad essere sempre in movimento con una forte nostalgia per l’altrove, è dunque il filo conduttore che lega le opere di design e arte selezionate per questa mostra, che andranno a convivere con i pezzi già presenti nel palazzo e realizzate con i materiali più diversi: dalla ceramica al vetro e al marmo.

La mostra Hotel Nomade sarà anche l’occasione per visitare il Palazzo dell’Elefante della Torre di Galatina, una residenza nobiliare del XVIII secolo, arredata con opere d’arte contemporanea e di design d’autore raccolte negli anni dai suoi proprietari.

Quando si può visitare la mostra Hotel Nomade

L’esposizione Hotel Nomade è ospitata presso le sale del Palazzo dell’Elefante della Torre, in via Scalfo 46-48 a Galatina (Le)

La mostra, sarà aperta al pubblico nei giorni 13, 18 e 19 agosto, orario 19-22, ma sarà visitabile anche su appuntamento nei giorni non previsti dal calendario (compatibilmente con la disponibilità degli spazi stessi, che rimangono una residenza privata)
Per info, tel.338 8543309

Una mostra sul grande Achille Castiglioni a Chiasso

A cent’anni dalla nascita del grande designer milanese, il museo m.a.x. di Chiasso ha allestito una imperdibile esposizione: Achille Castiglioni (1918-2002) visionario. L’alfabeto allestitivo di un designer regista. La Mostra di Achille Castiglioni a Chiasso sarà visitabile fino al 23 Settembre.

Ringraziando la precisione svizzera, non si è persa l’occasione, a cent’anni dalla nascita, per una ulteriore lettura e riflessione sul lavoro di Achille Castiglioni (molto spesso firmato insieme al fratello Pier Giacomo). Una serie di oggetti iconici che, anche a distanza di tempo, risultano incredibilmente attuali e che le aziende si guardano bene dal dismettere dalla produzione.

Qui sopra, Terzo programma. Stand per la XXIX Fiera di Milano, 1951. Committente: RAI. Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Archivio Achille Castiglioni. © 2018, ProLitteris, Zurich.

In una piacevole sede moderna e compatta, accolti all’esterno da un bosco di pannelli grafici, la mostra si divide nelle attività maggiormente frequentate: il design di lampade, elementi di arredo e oggettistica, l’allestimento di mostre, stand ed eventi temporanei, l’arredamento interno, la comunicazione svolta in simbiosi con il grafico svizzero Max Huber.

Oltre agli oggetti noti ormai ovunque, particolare attenzione è stata posta dai curatori – studio Migliore e Servetto, arch. Italo Lupi, Nicoletta Ossanna Cavadini direttrice del museo – nel raccogliere i progetti di allestimenti, esposizioni e mostre al tempo della Fiera Campionaria e della grande Milano.

Un materiale pregevole non sempre disponibile, come quello del progetto per il famoso ristorante Splügen Bräu in corso Europa a Milano, inopinatamente smantellato nel vortice di rinnovamento dei locali del centro.   

Per primo Castiglioni anticipava in questo lavoro lo stile poi definito High-tech con la rete degli impianti a soffitto a vista, oltre a definire in modo non convenzionale ogni elemento e dettaglio: dalle lampade a sospensione, alle sedute, ai numeri dei tavoli. Incantevole un suo disegno a mano libera dell’interno. 

Altro valore di questa mostra sono i video delle lezioni tenute in qualità di docente, attività che ha svolto con passione, raccolti dal suo storico assistente Eugenio Bettinelli, famose in tutta la popolazione studentesca per limpidezza e divertimento. 

Molti e interessanti gli schizzi e i disegni contornati da annotazioni di progetto, che danno la percezione della ricerca e della metodologia, oggi definita a torto creatività, che Castiglioni alimentava con una inesauribile intelligenza e curiosità.

Può dirsi riuscito l’intento di entrare nel mondo e nella mentalità di questo maestro del design italiano e mondiale, che insieme ai suoi fratelli, ha sempre incarnato un modello di comportamento e cultura tipico della migliore tradizione milanese, sobrio, ironico e annoiato dalle convenzioni: chi sbaglia fa giusto!!

Attenzione solo alla chiusura estiva.

Indirizzo:

m.a.x. museo. Via Dante Alighieri 6, Chiasso Svizzera

Orari:

da martedì a domenica, ore 10.00–12.00 e 14.00–18.00. Lunedì chiuso 

 

Chiusura estiva m.a.x. museo: da lunedì 30 luglio a lunedì 20 agosto 2018 compresi

Biglietti:

Intero, CHF/Euro 10 – Ridotto, CHF/Euro 7. Gratuito per i bambini fino a 7 anni, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo, giornalisti, ICOM, Passaporto Musei Svizzeri, Visarte. Entrata gratuita ogni prima domenica del mese

Info:

www.centroculturalechiasso.ch/m-a-x-museo/

La grammatica della linea. Mario Gottardi architetto e designer.

Prendiamo spunto da una recente mostra, ospitata nella galleria IDEA4MI di via Lanzone 23 a Milano, per parlare di una figura di spicco nel mondo culturale milanese: Mario Gottardi.

Chi era Mario Gottrardi?

Mario Gottardi, 1913-2004, architetto, designer e docente, è stato un colto e brillante professionista, molto attivo tra Venezia e Milano a partire dal dopoguerra fino ai primi anni 90.

La recente iniziativa del figlio Giorgio con Caterina Comi e Paola Maria Gianotti, ha avuto il merito di portare a conoscenza di un pubblico (anche non solo di addetti ai lavori), una parte significativa dell’opera di Mario Gottrardi fatta di foto, disegni e modelli dell’epoca. La mostra ospitava infatti un’ampia documentazione relativa all’architetto di origini veneziane ma milanese di adozione.

Intimamente votato alla sola pratica del lavoro, Mario Gottardi firma una serie e di importanti progetti architettonici, tra cui ville, alberghi, uffici e chiese. Nelle sue opere, il progettista ha dimostrato anche una grande passione nell’interpor design e una spiccata capacità nel creare elementi di arredo su misura.

In questo ambito si segnalano per la particolare qualità, gli interni del teatro San Babila di Milano (foto qui sopra) e dell’hotel Bauer di Venezia(qui sotto), fortunatamente conservati in condizioni originali e fruibili ancora oggi.

Ma altrettanto interesse deriva dallo studio dettagliato e moderno degli spazi e degli arredi per la navigazione civile italiana. L’architetto Gottardo ha infatti partecipato, nel periodo di massimo splendore, agli allestimenti di celebri navi passeggeri che hanno segnato un’epoca irripetibile.

Fortunatamente sono stare realizzate accurate riedizioni di alcuni pezzi di arredo progettati da Mario Gottardi, e realizzati oggi da selezionati artigiani a partire dai suoi disegni originali.

www.mariogottardiarchitetto.it

Paolo Mezzanotte – “Milano attraverso le stampe, i disegni e i graffiti di un architetto del Novecento

Quella dedicata a Paolo Mezzanotte è una mostra preziosa ospitata in uno spazio fuori dal tempo: la basilica di San Celso (con a fianco Santa Maria dei Miracoli, anch’essa da non perdere) in corso Italia 39 a Milano, a quattro passi dal centro. La mostra chiude il 6 giugno 2018.

A cura di Erminia Giacomini Miari e Elisabetta Mero, la mostra dedicata a Paolo Mezzanotte “Milano attraverso le stampe, i disegni e i graffiti di un architetto del Novecento”, inaugura lo Spazio San Celso appena restaurato. I lavori sono stati realizzati in collabazione con Banca Fideuram, partner Leonardo Assicurazioni. L’obiettivo è quello di rievocare un personaggio di primo piano della migliore tradizione milanese, nell’ambito del palinsesto Novecento Italiano promosso dal Comune di Milano.

Chi era Paolo Mezzanotte?

Architetto, artista, studioso e storico, estimatore e amante della sua città di adozione (nasce a Inverigo nel 1878, ma poi si trasferisce a Milano), Paolo Mezzanotte è una figura di professionista e intellettuale impossibile da rintracciare oggi, data la smania dilagante di spargere solo segni vistosi nelle città.

Il protagonista della mostra è conosciuto dai milanesi per aver progettato il Palazzo della Borsa – più celebre come Palazzo Mezzanotte – e molte altre architetture a Milano e in Lombardia tra liberty e neoclassico stile Novecento. Oltre a questo, Paolo Mezzanotte è anche autore di un libro di inestimabile valore: “Milano nell’arte e nella storia”, scritto nel 1948 con Giacomo Bascapè. Un volume che, come l’opera magna di Giuseppe de Finetti, meriterebbe una adeguata riedizione.

La mostra

La mostra, realizzata in collaborazione con le Civica Raccolte delle Stampe “Achille Bertarelli”, è composta soprattutto di disegni, incisioni, graffiti e schizzi. Molto interessanti sono quelli degli interni del suo studio e le visioni fantastiche di giardini ideali. Il percorso espositivo ci consegna una dimensione artistica inaspettata e poetica, con vedute molto coinvolgenti e di indubbio fascino, molte dalla sua abitazione di corso Italia. Si tratta purtroppo di scenari oggi completamente mutati e spesso irriconoscibili.

Il catalogo della mostra di Paolo Mezzanotte è edito dalla Riccardo Viola Editore, con contributi di Giovanna Mori, Maria Antonietta Crippa, oltre alle curatrici. Grazie alla rassegna “Milano riscopre Milano”, allo spazio San Celso sono previste anche altre iniziative culturali sulla città e visite guidate alla basilica.

Info sulla mostra di Paolo Mezzanotte

Paolo Mezzanotte – “Milano attraverso le stampe, i disegni e i graffiti di un architetto del Novecento

Luogo: Basilica di San Celso: corso Italia 39 a Milano

Date: fino al 6 giugno.

Orari: feriali 15,00-19,00 escluso il martedi, sabato e festivi 10,00-19,00

Costi: la visita alla mostra è gratuita

Info: tel. 34067018534 – [email protected]

Boldini. Ritratto di signora: Capolavori da due musei.

Boldini. Ritratto di signora è il titolo della mostra programmata al GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 16 marzo al 17 giugno 2018.

In questa occasione il GAM di Milano espone una piccola mia interessantissima selezione di opere del maestro Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931).

Oltre ai dipinti custoditi nella galleria milanese infatti, verrà esposto un nucleo di 11 opere di Boldini provenienti dal museo di Ferrara. I visitatori della mostra Boldini. Ritratto di signora potranno quindi ammirare 30 opere tra dipinti, pastelli, disegni e incisioni. Un percorso artistico che documenta in modo esemplare il genere a più caro a Giovanni Boldini: il ritratto femminile mondano della borghesia del tempo.

Se escludiamo la celebre mostra al Palazzo della Permanente del 1989, Boldini è stato poco rappresentato nel capoluogo lombardo. Boldini. Ritratto di signora rappresenta dunque un importante evento per tutti gli amanti del grande artista ferrarese.

La mostra Boldini. Ritratto di signora presenta una sequenza costituita da tre grandi opere di grande raffinatezza: La contesse de Leusse, La passeggiata al Bois de Boulogne e la celebre Signora in rosa, ossia Olivia Concha de Fontecilla. Rispettivamente del 1889, 1909 e 1916.

Ad aprire l’esposizione, il celebre autoritratto del 1892. Le opere di Giovanni Boldini sono accompagnate da incisioni, pastelli e sculture di altri artisti, a lui legati da affinità estetiche, tematiche e biografiche, come Paul-César Helleu e Paul Troubetzkoy.

Chi era Giovanni Boldini

Nato a Ferrara nel 1842, formatosi in Toscana, Boldini visse gli anni del successo nella Parigi “fin de siècle”, dove si trasferì nel 1871 e dove diventò presto il più richiesto, corteggiato e pagato ritrattista d’Europa e d’America.

Celeberrima e inconfondibile la sua tecnica pittorica che mette a fuoco il volto e l’espressione della persona con una eccezionale precisione, per poi sfumare il ritratto verso l’esterno con pennellate sempre più ampie e veloci. Vere e proprie sciabolate di colore vivaci che creano un’alone di affascinante bellezza che incornicia e mette in risalto il volto del soggetto.

Il suo virtuosismo artistico, che denota un atteggiamento sprezzante e sicura di sé, era molto amata dall’élite culturale ed economica dell’epoca. Morì a Parigi nel 1931

Info sulla mostra Boldini. Ritratto di signora

Date: 16 marzo 2017 – 17 giugno 2017

Dove: GAM Galleria d’Arte Moderna

via Palestro 16 – 20121 Milano

Biglietti: intero 5 euro – ridotto 3 euro (è iIncluso nel costo l’ingresso mostra e alla GAM -Galleria d’Arte Moderna)

Info: www.gam-milano.com[email protected] – +39 02 884 45943

Catalogo: Officina Libraria

La mostra è promossa dal Comune di Milano – Polo Arte Moderna e Contemporanea –- in collaborazione con il Museo Giovanni Boldini – Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – di Ferrara.

Conferenze: ingresso libero (fino a esaurimento posti) presso la Sala da ballo del GAM

– Giovedì 5 aprile, ore 18:00

Fernando Mazzocca, Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni

– Martedì 8 maggio, ore 18:00

Barbara Guidi, Boldini ritrattista

– Martedì 15 maggio, ore 18:00

Leo Lecci, Boldini, un artista alla Biennale di Venezia

– Martedì 22 maggio, ore 18:00

Sergio Rebora, Boldini e la costruzione dell’immagine della donna moderna in pittura

Lo studio Delineodesign sarà fra i protagonisti, dall’1 al 4 Marzo 2018, de Il design fa rumore, il festival del design ideato da Giuseppe Vendramin con la direzione artistica di Luciano Setten, che approda a Treviso per la prima volta.

DesignSportAttitude è la formula vincente che guida tutti i progetti di Delineodesign, studio di Industrial Design di Montebelluna fondato da Giampaolo Allocco.

LEGGI L’INTERVISTA A GIAMPAOLO ALLOCCO DI DELINEODESIGN

Una visione del design industriale che parte dalla performance “sportiva” del prodotto. Performance estetica e funzionale, ma anche tecnologica e di innovazione.

La performance dell’atleta prevede cinque fasi fondamentali: concentrazione, preparazione, allenamento, gara e vittoria. Allo stesso modo un prodotto, per diventare di successo sul mercato, deve seguire fasi ben precise che riproducono lo stesso rigoroso percorso.

Nella sala nobile di Palazzo dei Trecento di Treviso, lo studio Delineodesign, presenta la sezione “Il design fa i numeri”. Un allestimento che racconta il lavoro dello studio attraverso cinque “case history” che mettono bene in evidenza la propria idea di DesignSportAttitude.

5 prodotti descritti visivamente attraverso i numeri: dalla quantità di componenti progettati ai  brevetti, dalle ore di test per lo sviluppo alla durata delle performance di ogni prodotto, fino ad aneddoti e curiosità legati ai settori di appartenenza dei prodotti.

Protagonisti dell’allestimento saranno 5 prodotti diversi, alcuni più vicini alla quotidianità, altri utilizzati per discipline specifiche.

La nuovissima macchina da caffè Nexa, realizzata per Wega. La lampada componibile Giacolù disegnata per Zava (vincitrice del German Design Award 2017).

GUARDA LA LAMPADA GIACOLU DI DELINEODESIGN

Le scarpe da trail Spin e Neutron progettate per Scarpa, pensate per la massima performance nel trail running

Quick Motion per Elite (menzione d’onore al Compasso d’Oro 2017); un rullo da allenamento portatile che affronta con creatività il tema dello sport cycling.

E per finire lo scarpone da sci alpinismo Spectre, best seller dell’azienda La Sportiva, e la collezione di skiboots 2017/18, di cui Delineodesign ha curato lo styling grafico.

www.delineodesign.it

 

 

 

Francesca Galliani: From Here On

From Here On è l’imperdibile mostra di Francesca Galliani che il M.A.C. Musica Arte Cultura di Milano ospita in occasione della La Fashion Week.

I temi della mostra From Here On

From Here On è una monografica dedicata a New York e al movimento transgender. Una serie di immagini che, attraverso l’obiettivo dell’artista, esplorano la questione dei diritti umani, dei valori e della libertà.

La mostra di Francesca Galliani, presenta due serie inedite di fotografie: la prima è composta da ritratti di uomini e donne transgender, mentre la seconda è legata alla continua evoluzione di New York. Entrambe tematiche centrali nell’estetica dell’artista, Cher dagli anni 90 ha intrapreso un racconto per immagini del coraggio, della dignità e della bellezza di uomini e donne transessuali.

Le immagini della mostra di Francesca Galliani

Le immagini di Francesca Galliani partono da fotografie che poi vengono rielaborate dall’artista con sofisticati giochi di sovrapposizioni. Francesca ci aggiunge interventi pittorici, forti messaggi politici e sociali, brandelli di pubblicità e giornali d’arte, storia e letteratura. Il risultato è sempre di grande intensità narrativa e simbolica, grazie anche alle manipolazioni degli elementi chimici in camera oscura.

Racconta Francesca Galliani, artista italiana che da anni vive e lavora nella “Grande Mela” e che si sente orgogliosamente newyorkese: “Devo così tanto a questa città. Mi è stata di fondamentale aiuto per arrivare a conoscermi, accettare e celebrare chi sono. È una città che pulsa di libertà, tolleranza, accettazione, apertura mentale e che celebra le differenze. New York è una città che prospera e si espande proprio grazie alle differenze, alle diverse culture e religioni, alla sessualità e al gender. Molto è stato fatto per i diritti e l’accettazione LGBTQ, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Sfortunatamente, c’è ancora molta violenza, in particolare verso le donne trans di colore. Per quanto riguarda il mio lavoro, voglio far emergere la bellezza e la dignità di queste persone che sono state rifiutate dalla società. L’educazione, l’arte, le manifestazioni in difesa dei nostri diritti, tutto contribuisce al progresso

Il progetto From Here On è stato realizzato in collaborazione con la rivista MANINTOWN, un magazine online e on paper dedicato al lifestyle del mondo maschile ed è curata da Federico Poletti, il direttore della rivista.

Una selezione dei ritratti in mostra…

TUTTE LE INFORMAZIONI SULLA MOSTRA DI FRANCESCA GALLIANI

Per vedere la mostra di Francesca Galliani bisogna affrettarsi perché ci sono solo 3 giorni a disposizione!

MOSTRA:

Francesca Galliani – “From Here On”

DATE

dal 13 al 16 gennaio 2018 (la vernice è il 12 gennaio alle 18,30).

A CURA DI:

Federico Poletti

DOVE:

M.A.C. Musica Arte Cultura, Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano

ORARI:

Sabato 13 gennaio, ore 17-20

Domenica 14 gennaio,ore 14-19

Lunedì 15 e martedì 16 gennaio, ore 10-19

INFO

davidecampigallery.com

“Il territorio dell’architettura. Gregotti e Associati 1953-2017”

La mostra di Vittorio Gregotti al Pac di via Palestro a Milano mette in scena mezzo secolo di opere e progetti del grande architetto italiano. La mostra  dal titolo “Il territorio dell’architettura. Gregotti e Associati 1953-2017”, presenta una selezione di 60 disegni 40 modelli e oltre 700 fotografie, che vanno dai primi lavori alle nuove città in Cina, in mostra fino al 11 febbraio 2018.

Un’esposizione da non perdere in una sede di particolare fascino, con la cura di Guido Morpurgo, allestimento dello Studio Cerri e Associati e catalogo di Skira, sulla enorme mole di lavoro prodotta dal padre nobile, oggi novantenne, dell’architettura italiana.

Vittorio Gregotti è una figura di riferimento nel panorama architettonico e culturale, accompagnando da sempre la sua attività professionale con una instancabile opera divulgativa per mezzo di libri e riviste, che hanno condizionato intere generazioni.

Una cultura vastissima, unita alla esperienza diretta delle ultime e più significative fasi storiche dell’architettura e del disegno industriale, la mostra riprende il titolo di un suo famoso saggio che già nel 1964 indica tematiche, approcci e visioni spendibili fino ai giorni nostri.

Dall’uso positivo della tecnologia al benessere collettivo, dal rapporto con quanto esiste e precede l’opera, alla necessità di collegare attività professionale e teorica in un coerente rapporto, Gregotti ha rappresentato un modo di concepire progettazione e creatività lontano anni luce dalle attuali modalità.

Il nuovo ha per lui delle responsabilità e deve sorgere da un approccio critico in grado di generare possibili e necessari processi di coscienza ed emancipazione, in linea con quanto di meglio ha offerto la Modernità, a contrasto delle sterili forme dominanti di una globalizzazione speculativa e finanziaria.

La mostra gradevole e ben allestita nel bellissimo spazio del PAC, è accompagnata da un public program che prevede un fitto calendario di incontri con l’autore e i suoi collaboratori, e visite guidate al quartiere Bicocca, caso unico di città ideale moderna.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA DI VITTORIO GREGOTTI

La mostra Il territorio dell’architettura. Gregotti e Associati 1953-2017 si tiene al PAC (Padiglione di Arte Contemporanea) di via Palestro 14 a Milano.

Orari

La mostra è visitabile dal 20 dicembre 2017 al’11 febbraio 2018 con i seguenti orari:

mercoledì, venerdì, sabato e domenica: ore 9.30-19.30
martedì e giovedì: ore 9.30-22.30
Giorno di chiusura: lunedì. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Orari speciali:

24 dicembre: 9.30-14.30
25 dicembre: 14.30-18.30
26 dicembre: 9.30-22.30
31 dicembre: 9.30-14.30
1 gennaio: 14.30-19.30
6 gennaio: 9.30-19.30

Per informazioni e prenotazioni:

Telefono: +39 02 8844 6359

prenotazioni via mail: [email protected]

per gruppi scolastici: [email protected]

www.pacmilano.it

Il duo Formafantasma è riconoscibile per il loro continuo riferimento al mondo della natura e dei fossili, ma direi che è arrivato il momento di ammettere che l’elettronica farà parte della nostra natura, e il duo lo mostra con Ore Streams.

Ore Streams, l’installazione di Formafantasma

Ecco che, in occasione della Triennale di NGV presso la National Gallery of Victoria di Melbourne, il duo presenta il suo ultimo lavoro Ore Streams.
L’installazione, composta da una serie di proposte d’arredo, realizza un’indagine su come riciclare gli oggetti che circondano il nostro quotidiano, l’elettronico proveniente da oggetti, video o animazioni.
La ricerca ha portato all’apertura verso nuove prospettive, che interpretano il significato del mondo del design come agente inestimabile per il cambiamento.

Gli arredi di Ore Streams

La natura e i “minerali fuori terra” vengono ripresi tramite l’utilizzo di forme e colori, con l’obiettivo di attirare l’attenzione e di riflettere sull’utilizzo di materiali non più disponibili e/o riciclati.
Sono tutti oggetti apparentemente austeri e non familiari, ma che con il passare dei minuti diventano riconoscibili.

Si vede la tastiera di un computer, o la griglia di un forno a microonde, o tasti di un cellulare. Quasi come fossili, si integrano alla superficie diventandone una cosa sola.
Viene da chiedersi: come sarà il nostro mondo da un milione di anni?

La mostra

L’installazione è il motore di ricerca per una riflessione sul futuro, che parte dall’interpretazione degli arredi sopra citati e da altre chicche che approfondiscono il tema.
Un video a diciotto canali mira a disfare le problematiche dei rifiuti elettronici avvalendosi di diversi documentari e interviste. Al centro della mostra, un video con rendering in 3D mostrano le tecnologie di riciclaggio attualmente usate e le limitazioni nei vari paesi.

Quando vedere la mostra

Ore Streams è aperta al pubblico dal 15 dicembre 2017 al 15 aprile 2018 presso la Triennale NGV della National Gallery of Victoria di Melbourne.

www.formafantasma.com
www.ngv.vic.gov.au

Tiziano Soro – Happines Pop Up

Inaugura giovedì 14 dicembre la mostra personale di Tiziano Soro dal titolo Happines Pop Up. La mostra, aperta al pubblico da giovedì 15 dicembre fino al 16 gennaio 2018 presso la galleria Area/B di Milano, è stata curata da Nian-Shan Chan, Thomas Marsan, Silvia Meschino e Giulia Morichi Python, quattro giovani studenti provenienti dal master in Curatorial Practice dello IED di Venezia.

I curatori hanno selezionato l’artista e le opere da esporre:, tele, sculture in resina e litografie. Circa 25 lavori, tra pezzi unici e multipli.

L’arte di Tiziano Soro è spensierata e cinica al tempo stesso. Si caratterizza per i suoi colori pastello e il richiamo al mondo della fiaba, del mito, delle leggende metropolitane. Le sue immagini hanno un forte sapore vintage e si ispirano alle vecchie affissioni pubblicitarie degli anni 50 e 60.

Info sulla mostra:

Sede galleria Area/B, Via Marco D’Oggiono 10, 20123 Milano
In collaborazione con IED Venezia, master in Curatorial Practice
Inaugurazione giovedì 14 dicembre, ore 18.30
Orari dal martedì al sabato, h. 10-13 / 15-18. Chiuso domenica e lunedì.
Ingresso libero
Catalogo edito da Area/B e realizzato da Xxystudio, con testi di Nian-Shan Chan, Thomas Marsan, Silvia Meschino e Giulia Morichi Python
Info al pubblico +39 02 89059535

MILANO AUTOCLASSICA 2017, in fiera a Rho la tre giorni delle auto d’epoca.

Autoclassica è una fiera in espansione con presenza costante di Case ufficiali che, per un pubblico colto e in continua crescita, mostrano il meglio della propria tradizione.

Tanto le auto di oggi risultano vacue e uniformi, sottoposte ad obbligati cicli di rinnovamento, tanto la schiera di appassionati – con fiere, eventi, riviste, club – viene sempre più posta sotto attenzione da parte delle Case automobilistiche stesse.

La feroce competizione commerciale non può lasciare nulla al caso o di intentato, così se da un lato le case automobilistiche proseguono imperterrite con modelli dal design “usa e getta”, che non scalda certo il cuore dei consumatori, dall’altro si preoccupano di mettere in mostra la propria genealogia. Peccato che tali iniziative rimangano concettualmente scollegate, senza determinare alcun beneficio nella gestione odierna della risorsa design.

Questa è uno strumento di vendita, anzitutto come veicolo di valori simbolici e culturali, a cui una domanda attenta e consapevole non risponde se non a livelli qualificati, in settori quali l’automotive dove peraltro il fattore rappresentatività è strategico.

Il miglior design vive della ricerca e della rappresentazione di una particolare forma di bellezza legata al contenuto dell’artefatto e delle sue motivazioni, per mezzo di configurazioni in grado di generare giudizi collettivi di adeguatezza e originalità, che è appunto ciò che viene acclamato nei modelli del passato, utilitaria o granturismo, visibili ad Autoclassica.

Oggi la ricerca è incerta e superficiale, e non solo in questo settore. Ed è sottoposta alla peggiore interpretazione delle dinamiche sociali e psicologiche della globalizzazione. Ne sono prova la non riconoscibilità e l’insussistenza della maggior parte dei modelli che passano senza lasciare traccia e memoria condivisa, e all’opposto, la permanenza di quei pochissimi modelli che hanno saputo esprimere contenuti pratici e simbolici ad un livello credibile e diffuso.

Nell’edizione 2016 di Autoclassica si erano toccate le 50.000 presenze.

www.autoclassica.com

 

 

La mostra Mollette da bucato, dal 12 ottobre alla Triennale di Milano, presenta una lunga e svariata serie di proposte su quale aspetto potrebbe avere la molletta.
Sì, proprio la molletta da bucato, un oggetto umile e quotidiano che però vogliamo sempre avere in mano. Perché, diciamolo, risolve mille problemi!

Di cosa si tratta

La molletta da bucato è quell’oggetto di design che ha risentito più di tutti delle trasformazioni della storia della produzione. Ha sempre svolto come compito principale quello che attaccare i panni per stenderli; ma da due semplici bastoncini di legno, ha incontrato, la plastica, materiali elastici e la stampa in 3D.

La mostra, in visita dal 12 ottobre al 12 novembre, propone una vasta selezione che parte dalla prima molletta in legno inventata da David M. Smith del 1853, fino ad arrivare a quella più particolareggiata di Marcela Albuquerque e Taciana Silva dedicata ai costumi da bagno, o la Flipper progettata da Paolo Garberoglio e Maurizio Carrara, che ha il compito di unire i calzini prima che si perdano.

La mostra

La mostra Mollette da bucato è stata curata da Giulio Iacchetti, Elisa Testori e Paolo Garberoglio. Per prima persona si sono chiesti “Quanti modelli di mollette da bucato pensate che esistano nel mondo? Mille? Duemila? Un collezionista australiano vanta una raccolta di 2300 mollette!”
Per la mostra sono stati raccolti 150 esemplari che mettono in evidenza come un unico bisogno può essere risolto in diverse maniere.

Un’ottima cartella Pinterest reale per collezionisti e progettisti.

100° anniversario della nascita e 10 anni dalla sua morte: il 14 settembre apre le porte la mostra “Ettore Sottsass – There is a Planet”, un percorso esplosivo presso la Triennale di Milano.
La mostra non è la tipica esposizione celebrativa, ma un vero e proprio viaggio all’interno della mente incredibile di uno dei grandi padri del design italiano, Ettore Sottsass.

L’idea nasce da un vecchio progetto portato avanti dal designer, che però non ha mai visto la luce. Doveva essere una raccolta di fotografie che hanno da sempre ispirato e accompagnato i capolavori di Sottsass.
“Ettore non era solo un architetto o un designer… era un filosofo”, e tutte le foto, i disegni, gli scritti e le piccole pazzie progettuali ne sono la dimostrazione. Una mente più che ingegnosa, sconvolgente e visionaria già dalla grande esibizione “Italy: The New Domestic Landscape” fino ai giorni nostri.
Dal 14 settembre 2017 al 11 marzo 2018 tutte queste opere d’arte sono disponibili al pubblico, accompagnate da un percorso affascinante ricco di prodotti che hanno fatto la storia, disegni e citazioni.

La mostra – il percorso

L’allestimento della mostra “Ettore Sottsass – There is a Planet” è stato progettato da Michele De Lucchi e Christoph Radl, suoi grandi amici.

Il corso della mostra si sviluppa su nove stanze, che approfondiscono nove temi differenti individuati dalla lettura dei racconti di Sottsass. Questi non si devono interpretare come periodi cronologici, anche se coincidono con qualche data, ma come tendenze e umori che spesso si accavallano e si confondono tra di loro.

I temi sono:
Per qualcuno può essere lo spazio (fino al 1955 circa)
Il disegno magico (anni ’50 e ’60)
Memorie di panna montata (anni ’60)
Il disegno politico (anni ’70)
La strutture tremano (anni ’70 inizio ’80)
Barbaric design (anni ’80)
Rovine (anni ’90)
Lo spazio reale (anni ’80 e ’90)
Vorrei sapere perché… (fino al 2007)

Infine, lungo le pareti della Galleria che portano alle stanze, da una parte si possono ammirare opere contestuali al tema delle stanze, dall’altra la scelta di fotografie all’origine del progetto del Maestro.

Il libro

La mostra viene accompagnata dal libro dedicato alla mostra, che raccoglie tutti i ragionamenti di Barbara Radice, curatrice e compagna di Ettore.
Tutte le informazioni sconosciute, le memorie, le intuizioni e le connessioni sono raccolte in un unico libro che vuole essere da stimolo per tutti i futuri creatori.

Forse non tutti si ricordano del movimento di design Alchimia. Ringraziamo allora i curatori della mostra “Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!”, Cintya Concari e Roberto Marcatti, per averci dato l’opportunità di parlarne. Un’interessante mostra che si può visitare fino al 30 ottobre al Must (il Museo Storico) di Lecce.

Un’occasione da non perdere per chi passerà le vacanze estive in Puglia…

Il movimento Alchimia

Il movimento Alchimia fu fondato a Milano nl 1976 da Adriana e Alessandro Guerriero e vi presero parte leggende del design quali Alessandro Mendini, Ettore Sottsas, Andrea Branzi e Riccardo Dalisi. Non male, no?

Alchimia nasce nel cuore degli anni 70. Il design italiano era da poco arrivato alla ribalta internazionale e il mondo stava cambiando velocemente. Nascevano i primi computer, impazzava la disco music, la moda esprimeva una delle sue epoche più vivaci e creative… Il “consumismo” bussava alle porte, il marketing e la comunicazione stavano entrando sempre più negli uffici e nelle agenzie e si diffondeva con essi il mito dell’immagine aziendale.

Alchimia era un movimento che raggruppava designer dal carattere diverso, ma accomunati dalla voglia di cambiare il sistema del design, sull’onda del radicalismo rivoluzionario del ‘68. I suoi fondatori erano tutti grandi artisti e grandi sperimentatori, grandi visionari e grandi provocatori. Un gruppo di creativi che hanno aperto la strada a Memphis, altro movimento fondamentale del design italiano, fondato sempre a Milano nel 1980.

Alessandro Guerriero

La storia di Alessandro Guerriero si intreccia con questi periodi, questi artisti e questi movimenti. Partecipa alla fondazione della Domus Academy, celebre scuola di design milanese. Insieme ad Alessandro Mendini e allo studio fotografico Occhiomagico, realizza ben 24 copertine per la rivista Domus, tra l’82 e l’84. Nel 1988 fonda “Ollo, rivista senza messaggio. Un giornale di cento pagine non rilegate e non numerate e che contengono solo immagini.

L’esperienza di Alchimia termina nel 1992 e con essa il sogno che si portava dietro. Ma non l’esuberante creatività “alchemica” di Alessandro Guerriero che negli anni 90 è tra i fondatori della scuola Futurarium, poi diventata NABA, di cui sarà Presidente per anni.

Negli anni 2000 Guerriero si pdedica con la stessa passione e l’entusiasmo di sempre al volontariato e all’associazionismo, orientati all’autoproduzione.

Fonda, tra l’altro, la Cooperativa del Granserraglio presso il carcere di San Vittore di Milano e la scuola Tam Tam, scuola libera di progetto o del progetto liberato.

Tra i suoi progetti più recenti, ricordiamo Toyssimi e Ultra flying Objects, di cui abbiamo già parlato su Design Street). E ancora, Normali Meraviglie, del 2017 esposto alla Triennale di Milano e Sedie d’autore, risultato di un laboratorio di terapia della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Le sedie, esposte al Salone del Mobile 2017 e progettate da Alessandro Guerriero, sono realizzati da persone con disabilità. La debolezza e la fragilità delle persone “diverse” diventano un valore aggiunto.

Se non è alchimia questa…

La mostra “Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!” è organizzata in collaborazione con l’ADI di Puglia e Basilicata, che con il patrocinio del Comune di Lecce e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce.

Per info sulla mostra, potete guardare il sito: www.mustlecce.it