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Horticus living Wall

Horticus living Wall è un sistema intelligente e innovativo per vivere circondati dalla natura in casa. Si tratta di una struttura a esagoni, componibile all’infinito, che consente di “vestire” le pareti con piante ed altri elementi dalle funzioni differenti. Il risultato è un sistema di “verde verticale” a parete che arreda e ci permette di vivere circondati dalle nostre piante preferite.

Guarda in nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Come nasce Horticus living Wall

L’idea alla base del sistema Horticus living Wall nasce da un dato sconfortante che riguarda la sempre crescente urbanizzazione. Secondo le Nazioni Unite, infatti, entro il 2050 oltre il 66% della popolazione vivrà in aree urbane. La conseguenza sarà una distanza sempre maggiore tra l’uomo e la natura.

La nostra stessa vita quotidiana ha dei ritmi che ci tengono lontani dalle piante. Tra casa, trasporti, ufficio, stiamo perdendo una parte importantissima del nostro essere: il rapporto con il mondo vegetale. Per queste ragioni, il progetto Horticus si pone l’obiettivo di riavvicinare uomo e natura, portando le piante in casa e trasformandole in elementi d’arredo.  Circondarsi di piante e prendersi cura di loro infatti viene considerata da molti studiosi una vera e propria terapia rilassante e rigenerante. 

L’idea di Horticus living Wall va in questa direzione ci aiuta ad arredare le case con pareti verdi attrezzate. Un sistema flessibile e componibile che consente di circondarci di piante senza però trascurare le esigenze estetiche, di stile e di design dell’abitare contemporaneo.

Come funziona Horticus living Wall

Il sistema di verde verticale Horticus è composta da un modulo in acciaio verniciato a polvere, composto da 3 esagoni, che si fissa facilmente al muro. Ognuno è libero di definire le dimensioni e la forma della propria parete attrezzata, ma anche la funzione.

La struttura di Horticus, infatti, può essere completata con un sistema di “Pods” dalle funzioni differenti. Tra queste ci sono speciali vasi pensati per il verde verticale, ma anche contenitori a giorno, lampade e casse acustiche Bluetooth.

Il sistema Horticus living Wall è perfetto per arredare ogni spazio, sia pubblico sia privato, sia domestico, sia contract. Una parete verticale verde infatti è bella da vedere sempre. In cucina, in bagno o nel living, In ufficio o in un negozio; in un hotel come in una biblioteca…

I pods, dalla forma esagonale, sono realizzati in terracotta, un materiale naturale, poroso, atossico e riciclabile. I vasi, possono essere annaffiati grazie a dei fori posti sul lato superiore. Tutto è orgogliosamente realizzato a mano in Inghilterra.

Guarda in nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Per info, www.horticusliving.com

Wonder Plants 2

Come arredare una casa con le piante? Facile! Basta seguire i consigli (e guardare le straordinarie immagini) di Wonder Plants 2, il secondo volume (che segue il bestseller “Wonder Plants”) che affronta l’interessante argomento dello stile Urban Jungle, ovvero la Giungla Urbana domestica…

Guarda anche il nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Your Urban Jungle Interior è infatti il sottotitolo di questo imperdibile libro, scritto da Irene Schampaert e Judith Baehner per l’editore belga Lannoo. Un manuale “must have” per tutti gli amanti delle piante e che mostra tantissime idee per creare una vera e propria oasi verde in casa.

Il libro racconta la decorazione verde attraverso 20 esempi di case arredate con le piante in modo unico e di grande effetto estetico. Termina con molti utili suggerimenti e trucchi, nonché una panoramica sulle nuove tendenze dello stile Urban Jungle, con spiegazioni di esperti di interior design.

Cos’è lo stile Urban Jungle?

Con il nome Urban Jungle si intende l’arte di creare, con il verde, ambienti domestici di grande fascino. È stile “Urban Jungle” quando le piante non sono solo una macchia verde in casa, ma diventano esse stesse fondamentali elementi d’arredo. Le piante usate come elementi decorativi che diventano protagoniste dell’interior design. Soluzioni che possono ispirare tutti gli appassionati del verde e quelli che, grazie all’uso del “green design”, vogliono circondarsi da un ambiente unico, rilassante, di grande personalità e, perché no?, anche più salubre. Le piante infatti non solo rendono più bella, serena e rilassante la casa, ma ne purificano anche l’aria.

Gli autori raccontano attraverso le immagini le ultime tendenze dello stile Urban Jungle senza lesinare utili consigli e trucchi per mantenere sempre belle le piante da appartamento.

Gli autori

Irene Schampaert è una graphic designer, autrice di molti libri. È anche una celebre blogger (conosciuta col nome di Puur Confituur) che parla di interior design nel senso più ampio del termine: dall’uso del colore ai pattern, dalla decorazione al design, dalla fotografia alla tipografia…

Judith Baehner è blogger, freelance editor, and stylist. La sua passione è rendere tutto il mondo (e ogni singola casa) un po’ più verde. 

Entrambe hanno lavorato anche alla primo volume Wonder Plants.

Guarda anche il nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Dove acquistare i 2 Volumi Wonder Plants

I 2 volumi Wonder Plants sono entrambi disponibili su Amazon

Qui trovi ulteriori informazioni su Wonder Plants Volume 1 e sul nuovo Wonder Plants Volume 2

Quut toys (si pronuncia “cute”, che in inglese significa bello, interessante, furbo) è un nuovo brand belga che produce giochi di design per bambini, in particolare per l’uso all’aperto.

La collezione Quut è perfetta per giocare in giardino, in spiaggia, al parco. Ma anche e soprattutto per incentivare i bambini allo spirito del giardinaggio domestico, in casa o sul terrazzo. Un modo per far avvicinare i più piccoli al mondo del verde, recuperando il loro rapporto con la natura, purtroppo sempre più problematico non solo per chi abita in città.

Quut toys, dicevamo, ha capito che un gioco oltre che essere utile e divertente per i bambini, può anche avere un design sostenibile, intelligente e innovativo. Lo dimostra il fatto che diversi giochi Quut Toys hanno vinto il Red Dot design Award, uno dei più prestigiosi premi internazionali di design.

I colori vivaci e le forme insolite e minimali dei giochi Quut Toys sono stati creati e disegnati dall’agenzia ParsProToto. La sostenibilità è Garantita dalla fatto che i giochi Quut toys sono tutti realizzati in Polipropilene 100% Senza BPA – PP, Ftalati e senza Lattice.

I prezzi dei giochi Quut Toys

SCOPPI

Paletta XL dal design innovativo e multifunzionale – 21 EURO

 

TRIPLET

Paletta multifunzione + setaccio da spiaggia/giardino – 7,50 EURO

CANA

Giocattolo – innaffiatoio dal design moderno – 500 ml – 12,50 EURO

RAKI

Paletta e rastrello, setaccio o imbuto – nuovo prodotto 2018 – 10 EURO

Nominato per TOYAWARD 2018

BALLO

 

Secchiello tondo con finitura soft touch  – 3,7 litri 18 EURO

Il brand Quut Toys è distribuito in Italia da Gioconaturalmente

Andare a vedere l’aurora boreale e il circolo polare artico è uno dei sogni nel cassetto che tutti abbiamo, e adesso arriva anche il Green Hotel per farlo.
Il loro modo di vedere l’architettura non fa altro che affascinarci, permettendoci di ammirare lo spettacolo della natura.

Lo studio di architettura norvegese Snøhetta lo ha già fatto una volta, con Under, il primo ristorante sottomarino in Europa (leggi qui se vuoi scoprire di più).
Stavolta si presentano con una collaborazione con Arctic Adventure of Norway, Asplan Viazk e Skanska, presentando il concept di un Green Hotel nel nord della Norvegia.
Alla mistica struttura architettonica Under, si aggiunge Svart, l’edificio ecosostenibile che, integrandosi all’ambiente, permette ai visitatori di lasciarsi stupire dallo spettacolo del mondo ghiacciato.

La sostenibilità di Svart

Primo obiettivo che lo studio Snøhetta ha voluto raggiungere è costruire un edificio che avesse un impatto minimo sulla natura. Questo Green Hotel consente ai visitatori di concedersi una vacanza nella piena immersione nella natura, rispettandone la sua essenza preziosa.

Materiali naturali, posizione a favore della luce e utilizzo di pannelli solari fanno di questo Hotel uno posto dove respirare il significato della sostenibilità. La dimostrazione che ancora ai tempi di oggi si può costruire qualcosa senza l’utilizzo di acciaio e calcestruzzo.
L’hotel diventerà anche l’edificio Powerhouse più settentrionale del mondo.

L’edificio

L’Hotel Svart è stato costruito seguendo una struttura circolare, che si ispira all’architettura vernacolare locale, in particolare alle abitazioni dei pescatori norvegesi e alle casette dove viene essiccato il pesce.

Tutta la struttura è stata pensata in pali di legno, resistenti agli agenti atmosferici del luogo. Utili per realizzare una lunga passeggiata per gli ospiti e un posto dove arenare le barche e i kayak.
Svart è stato posizionato ai piedi del monte Almlifjellet, dove gli alti e rocciosi monti si confondono con le acque del fiordo di Holandsfjorden.

www.snohetta.com

Una nuova Cattedrale Vegetale dell’artista Giuliano Mauri svetta sulle rive del fiume Adda. La figura di Giuliano Mauri (1938-2009), animatore tra i più appassionati della corrente artistica dell’Art in Nature sviluppatasi in Europa a partire dagli anni Settanta del secolo scorso in contrapposizione alla Land Art di origine americana, verrà celebrata il 23 aprile sulla sponda sinistra del fiume Adda a Lodi.

La città che lo ha accolto sino al giorno della sua scomparsa inaugura una Cattedrale Vegetale, progetto che rappresenta la sua eredità artistica. L’attaccamento alla sua città d’adozione, lui che era nato a Lodi Vecchio, gli ispirò uno scritto considerato il suo testamento artistico nel quale progettava una Cattedrale Vegetale per la sua città:

La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.

IL PROGETTO DELLA CATTEDRALE VEGETALE

La Cattedrale Vegetale occupa un’area di 1.618 metri quadrati ed è costituita da 108 colonne di legno del diametro di 1,20 metri ciascuna a comporre cinque navate. Ogni colonna è realizzata in rami di legno intrecciati e accoglie, al suo interno, un albero di Quercia (Quercus robur) per un totale di 108 piante destinate a formare un colonnato vivente. La struttura è alta 18 metri, lunga 72 e larga 22,48 metri. Una peculiarità dell’opera consiste nella sua “evoluzione nel tempo” visto che seguirà i ritmi dettati dalla natura: la successione delle stagioni in archi temporali misurabili in decenni determineranno variazioni percettive che riguarderanno la luce, i colori, la tessitura, i suoni della natura integrando la struttura nel contesto, proprio come pensato dall’artista. La Cattedrale Vegetale di Lodi sarà la terza struttura del genere progettata da Mauri. La prima fu realizzata nel 2001 per Arte Sella, in Valsugana (Trento) e un’altra si trova nel Parco delle Orobie (Bergamo): entrambe richiamano migliaia di visitatori ogni anno.

I lavori a Lodi, iniziati il 16 maggio scorso, si stanno svolgendo sotto il coordinamento dell’Associazione Giuliano Mauri presieduta dalla figlia Simona e che vede nel ruolo di Direttori Artistici gli altri due figli, Roberto e Mauro. L’intero progetto è a cura di Francesca Regorda, la realizzazione è stata resa possibile grazie al Comune di Lodi e al sostegno di Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati. L’intervento ha il patrocinio della “Triennale” di Milano come garante della qualità culturale.

L’area in cui sorge la Cattedrale Vegetale è prossima all’ex cementifico Sicc che è in via di risanamento: ecco che quindi la Cattedrale Vegetale assurge anche al ruolo di simbolo di un recupero ed un ritorno “alla” e “nella” natura che, molto probabilmente, avrebbe fatto la gioia di Mauri che confidava molto sul recupero di un dialogo profondo con i luoghi.

L’INAUGURAZIONE DELLA CATTEDRALE VEGETALE

All’inaugurazione, domenica 23 aprile alle 16:00, sarà presente Philippe Daverio che, riferendosi all’artista, ne ha parlato come di “Un pensiero anarchico e poetico, un atteggiamento semplice e aristocratico, per cui si distaccava dalle banalità. Sapeva di avere il dono delle fantasie, aveva diritto a quell’aria di superiorità che è concessa ai poeti”.

Secondo la curatrice del Progetto Francesca Regorda, che ricopre anche la carica di vicepresidente dell’Associazione Giuliano Mauri, la direzione verso la quale si è sempre rivolto il lavoro di Mauri è quella che vede l’architettura porsi sempre “in relazione con il paesaggio. Tale suo specifico aspetto impone all’opera di pensare il paesaggio, perché in esso nasce, si colloca e si inserisce in un insieme che, gradatamente, diventa paesaggio integrato e, nello stesso tempo, naturale“. Lui, che si dichiarava ateo, riconosceva la forte carica di spiritualità che si percepisce stando nella natura, la sacralità e religiosità che da questa emanava.

Sarà l’occasione per perpetuare la memoria di un grande dell’arte nazionale ed internazionale che merita di essere ricordato per gli altissimi livelli di abilità e sensibilità raggiunti nell’utilizzare la materia naturale viva e morta come elemento fondante delle sue opere, comunque destinate alla dissoluzione. Giuliano Mauri, un “tessitore del bosco”, secondo un’altra fortunata definizione del critico d’arte Vittorio Fagone.

TUTTE LE INFORMAZIONI

Dove:

La Catterdale Vegetale si trova a Lodi, sulla riva sinistra del fiume Adda, all’interno dell’area “Ex Sicc”.

Come arrivare:

Dalla stazione ferroviaria di Lodi l’area può essere raggiunta a piedi in circa 15 minuti (subito dopo il Ponte sull’Adda, a sinistra)

In auto: ingresso e parcheggio da via Ferrabini.

Dal casello di Lodi prendere la Tangenziale sud per Crema, uscita Ospedale, prendere via Borgo Adda fino al ponte sull’Adda (via X Maggio). Dopo il Ponte girare a sinistra verso via Ferrabini.

Per maggiori informazioni sulla Cattedrale Vegetale e sugli eventi in programma:

Facebook/giulianomauricattedralelodi

Per informazioni sull’artista:

www.giulianomauri.com

“Do you design the future?“

Con questa domanda il team organizzatore del Green Project Award di Berlino ha chiamato all’azione aziende, designer e studenti di tutto il mondo.

Un tema importante, quello del Green Project, che ha raccolto ben 500 progetti da 34 diversi paesi, confermandosi la più grande sfida internazionale per la progettazione sostenibile e innovativa.

Fra tutti i progetti partecipanti, sono stati selezionati 124 “green project” appartenenti a 13 categorie: dagli arredi di design realizzati con materiali riciclati alle barre al cioccolato fatto con le alghe, da nuovi materiali da costruzione ecocompatibili, dalle App che calcolano la tua

“impronta ecologica” (quanto danno crei all’ambiente con le tue azioni quotidiane) agli accessori di moda stampati in 3D. Una serie di idee che fanno bene al mondo in cui viviamo e che rispondono alle esigenze dei consumatori più attenti.

Ma non sono stati presentati solamente prodotti, ma anche idee innovative per fornire soluzioni creative per problemi locali o per migliorare le relazioni sociali: dai dispositivi che estraggono l’acqua dalla nebbia (Columbia), a un sistema di certificazione nazionale per edilizia sostenibile (Messico). Da una collezione di accessori per la casa progettati e realizzati da gruppi di sostegno femminile in Sud Africa al commercio equo di giocattoli per bambini realizzati localmente con materiali durevoli (Perù).

La giuria internazionale, sotto la guida del Prof. Dr. Martin Jaenicke, era composta da designer, giornalisti, professori universitari e altri professionisti del design, esperti di economia e di marketing ha esaminato i prodotti selezionati e ha scelto i vincitori del Green Project Award per ciascuna delle 13 categorie che sono le seguenti:
Architettura, Comunicazione, Beni di consumo, Elettronica, Freestyle, Arredo, Accessori per la casa, Bambini, Lifestyle, Mobilità, Office, Ricerca, Università.

Qui di seguito, alcuni dei “Green project” selezionati per la categoria “Furniture”…

www.gp-award.com

 

 

 

Dalla perfetta fusione tra biologia e design, nasce Terra, una serie di microambienti nati per accogliere piante in miniatura.

Il progetto, ideato da Morgan Ruben, ha l’obiettivo di sensibilizzare ancora una volta l’uomo alla tematica del cambiamento globale, e di come le azioni umane stanno sempre più influenzando le condizioni ambientali di ogni parte del pianeta, anche la più dimenticata.

Bellezze rare, come le piante delle foreste pluviali tropicali e della Savana, stanno ogni giorno sempre più sparendo, non riescono più a splendere della propria luce e sono per di più sconosciute.

Come dei piccoli satelliti che si isolano dal mondo esterno, i cilindri di vetro borosilicato di Terra fondono materiali naturali e nuove tecnologie per proteggere e custodire le bellezze rare della natura.

Grazie alle sofisticate illuminazioni e agli strumenti in rame che questa mini serra include, l’utente ha la possibilità di assicurare una vita più lunga e duratura a piante in miniatura in via d’estinzione. Le pinzette, un pennello e una spugna marina sono infatti perfetti per pulire e curare questi piccoli scrigni.

I cilindri di vetro soffiato sono stati realizzati dagli artigiani del laboratorio di vetro dell’ Università di Utrecht, dalla quale Morgan Ruben proviene per formazione.

Per info, [email protected]

ph: Nienke Jorissen

Apre oggi presso la Galleria degli Artisti di Milano, la mostra “ALTERHORTUS – deviazioni botaniche” presentata da aliantedizioni. L’esposizione raccoglie 15 fotografie scattate da Alessandro Loschiavo nel corso degli ultimi anni all’interno degli orti botanici di Cagliari, Copenaghen, Lisbona, Londra (Kew Gardens) e Madrid , oltre che nelle isole di Cipro e Levanzo. Le immagini sono state oggetto di elaborazione digitale sino a determinare una mutazione estetica.

Le piante ritratte, che normalmente sono apprezzate per la loro bellezza fascinosa e rassicurante, diventano in queste immagini virate nei toni del viola, del lilla e dell’indaco, forme inquietanti, talvolta addirittura aggressive. Foglie, rami e radici che paiono tentacoli o sagome spettrali.

L’esposizione, accompagnata da un commento di Christian Sarti, è completata da una installazione realizzata con l’inedita serie di vasi trasparenti Bramo e Tramo in vetro borosilicato.

www.aliantedizioni.it

 

ALTERHORTUS

deviazioni botaniche

di Alessandro Loschiavo

10 – 18 Aprile 2015

orario 10 – 12,30 / 16 – 19

Galleria degli Artisti

Milano, Via Nirone 1 ang. Corso Magenta

Abbiamo incontrato Tommaso Mancini al Milano green Point durante il Fuorisalone e ci ha illustrato le sue idee, creative e concrete. OrtoBrick ad esempio è un mattoncino di terra fertile, simile a una saponetta, contenente i semi di una pianta, pronto all’uso.

E’ un semenzaio disegnato per sperimentare indoor la fase della germinazione e realizzato con differenti semi di piante orticole. Se coltivato genera facilmente un micro orto da curare ed allevare, altrimenti rimane un oggetto di green design che mantiene il suo messaggio immutato nel tempo.

Orto Ground invece, è un contenitore in materiale biodegradabile, un mosaico di sette piccoli vasi che rappresenta la città di Milano ed i suoi quartieri centrali. I vasi, in aggiunta di terra e semi, servono a coltivare un piccolo orto, da allevare ed osservare in casa, sulla scrivania in ufficio e nello studio. Le piante, una volta cresciute, verranno trasferite direttamente in vasi più grandi sui balconi, negli orti urbani o in un giardino, senza bisogno di essere travasate, perchè OrtoGround è progettato per compostarsi con il terreno e diventare nutrimento per le piante stesse.

Dimensioni: circa cm 24 X 24Materiale: polpa di legno In fase di industrializzazione

www.tommasomancini.com

È stato recentemente inaugurato e sarà visitabile fino alla fine di settembre il 15° Festival Internazionale dei Giardini di Grand-Métis, in Canada. La mostra presenterà 22 giardini contemporanei presso Les Jardins de Metis e i Reford Gardens, immaginati e progettati da sessantacinque designer provenienti da tutto il mondo: da Seoul a Santiago de Compostela, da NewYork a Philadelphia, da Basilea ad Amsterdam, da Parigi a Montreal…

Ogni installazione vuole ha l’obiettivo di invitare i visitatori a entrare i un mondo green tutto da contemplare e di imparare nuovi modi per vedere il paesaggio e il mondo che ci circonda. Il Festival promuove l’interazione tra arti visive, architettura, paesaggio, design e natura e ispira i visitatori con le effimere installazioni che vengono esposte e che durano una sola estate.

www.refordgardens.com

I “Victory Garden” sono piccoli orti che, durante le due guerre mondiali, venivano piantati e coltivati dalle famiglie nelle residenze private, ma anche in spazi pubblici, nelle aiuole, nei parchi e dovunque fosse disponibile un po’ di verde. Furono soprattutto l’Inghilterra, il Canada e gli Stati Uniti a sensibilizzare i cittadini, col motto “Grow Your Garden”, a rendersi utili e indipendenti. Fu così che migliaia di piccoli orti spuntarono dal nulla. E chi non possedeva un giardino, riciclava contenitori di ogni genere per trasformarli in mini-orti domestici.

Oggi, col crescere della sensibilità verso l’ambiente, il consumo consapevole e un cibo più sano e sostenibile, il tema degli orti urbani torna più attuale che mai. E coltivarli diventa elemento di distinzione. Perfino la First Lady, Michelle Obama ha piantato un suo piccolo orto, un “Kitchen Garden”, sul prato della Casa Bianca. Z-Farm, ritiene che la filosofia degli “orti per la vittoria” sia ancora estremamente attuale. Per Coltivare un Victory Garden è un piccolo gesto di “resistenza” quotidiana per un consumo sempre più attento e rispettoso del Pianeta. Victory Garden di Z-Farm è una collezione di “tavoli verdi polivalenti”, piccoli orti domestici estremamente curati sia nel design, sia nella funzionalità e adatti a qualsiasi spazio indoor e outdoor. Il tavolo è composto da una struttura portante in metallo verniciato a polveri per esterno e da una vasca per la terra in PMMA termoformato, un materiale plastico adatto a resistere alle intemperie e ai raggi UV. Un tavolo componibile per coltivare e per praticare il giardinaggio, da soli o in compagnia; un oggetto flessibile, dotato di molti accessori tra i quali serre, vasche portaoggetti e top amovibili che facilitano il lavoro, consentono di appoggiare oggetti e permettono, in caso di necessità, di chiudere completamente il Victory Garden trasformandolo in un pratico tavolo o in una console. Progettati da Enrico Azzimonti con la consulenza tecnica di agronomi e operatori di “orto terapia” i Victory Garden di Z-Farm sono disponibili in differenti varianti, anche per bambini. Tutti i Victory Garden sono accessibili alle carrozzine per disabili. www.z-farm.it

   

Intervista a Patrizia Pozzi, architetto, designer e paesaggista i cui progetti hanno un cuore “green”. “Nella mia esperienza tutto parte dall’osservazione della Natura”.

 

 

 

DS. La tua biografia in quattro linee

P.P. Fin da bambina avevo chiaro il concetto di voler essere un architetto, dalla prima volta che mio nonno mi ha costruito una casa su un albero. Non volevo più scendere, ed ho scelto che il mio posto era quello e il mio futuro nel verde…

 

DS. I tuoi lavori parlano di natura e del rapporto che lega l’uomo al paesaggio, come interpreti questo rapporto?

P.P. Questo rapporto è sicuramente alla base della mia progettazione e del mio modo di concepire lo spazio. In ogni mio progetto cerco di sottolineare la percezione che si ha del paesaggio circostante, senza alterarne troppo le componenti, ma favorendo la naturale bellezza delle cose.

 

 

 

DS. In quali momenti ti vengono le migliori idee?

P.P. Sicuramente quando sono in mezzo alla natura, di solito ispirandomi nelle cose che vedo, ascolto ed annuso..

 

DS. Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’arte?

P.P. Rimango sempre molto affascinata dalla corrente contemporanea “Art in nature”. Infatti, quando riesco, scappo nella Val di Sella a sbirciare le installazioni all’aria aperta per respirare un po’ di arte anche in mezzo ai boschi ed ai suoni della valle…

DS. Quali sono i nuovi materiali che ti suscitano maggiore interesse?

P.P. Mi piace legare ogni intervento ai materiali locali come le terre e le pietre, ma anche il sole e il vento. Naturalmente non possono mancare gli alberi e i colori delle fioriture. Anche quando ci viene chiesto di intervenire dove è quasi impossibile far vegetare delle piante , come nel caso della sede L’Oreal a Milano, la soluzione può essere intervenire con piante molto piccole e far leva sugli effetti cromatici come un tappeto coloratissimo e vivo.

 

DS. Qual è la tua motivazione personale e quali sono stati i tuoi maestri?

P.P. Tutto parte dal mio forte legame con il paesaggio, con la voglia di osservare tutto ciò che ci circonda. Senza dimenticare la grandissima eredità dei paesaggisti che mi hanno preceduta, devo dire che nella mia esperienza tutto parte dall’osservazione della Natura.

 

 

 

DS. Che nuove aree ti piacerebbe sperimentare?

P.P. Io credo ancora molto nel meraviglioso patrimonio italiano: le sue coste ed i suoi borghi sono uno dei miei sogni nel cassetto.

 

DS. Forma, colore, concetto, da dove inizi di solito a concepire un progetto?

P.P. Tutto inizia dall’assorbire le sensazioni di ogni specifico sito e nel cercare di tradurre gli elementi caratteristici in forme riconoscibili. in Albania nella prima visita al sito vicino la spiaggia sono rimasta affascinata dalla bellezza delle conchiglie portate dal mare, che con le loro spirali perfette hanno suggerito le forme per gli interventi di architettura e gli spazi aperti. Negli interventi per l’Ikea ho cercato di legare gli edifici alle caratteristiche dei territori regionali.

 

 

 

DS. Che progetti hai per i prossimi mesi? A cosa stai lavorando?

P.P. In questo momento sto lavorando su più fronti, con committenza privata e pubblica: dal giardino per una villa privata a Tirana (in Albania) fino al progetto di landscape per uno spazio ospedaliero in Piemonte. Inoltre da Giugno, all’interno del mio studio, è nato Milano Green Point, un centro per la cultura e la diffusione del landscape contemporaneo, progetto che ho fortemente voluto e che ospita eventi e manifestazioni nel cuore della vecchia Milano.

 

DS. Dove possiamo ammirare i tuoi lavori, hai un sito web o un blog? 

Certo, ho sia un sito web, www.patriziapozzi.it che un blog sul sito di Casa&Design di Repubblica, che si chiama “Paesaggi”, in cui affronto i temi più interdisciplinari del landscape contemporaneo.

 

Abbiamo parlato spesso di Green Guerrilla nelle pagine di Design Street. L’ultima volta ci proponevano di lanciare delle bombe a mano piene di semi… Ci torniamo volentieri presentando il progetto Orto, una triplice collezione autoprodotta di oggetti di green design concepito da Tommaso Mancini. L’idea è nata con l’obiettivo di trasmettere la coscienza del verde nel contesto metropolitano.

OrtoBrick è un mattone di terra argillosa contente semi di piante erbacee, che può mantenere la sua forma nel tempo e che “fiorisce” a contatto con l’acqua. Se viene “abbandonato” in angoli della città, parchi, giardini, strade, marciapiedi, buche, riporta la terra nel contesto metropolitano, generando imprevedibili microcolture.

OrtoGround invece è un oggetto stampato in materiale biodegradabile, composto da piccoli vasi la cui forma riprende quella de quartieri centrali di Milano. I vasi sono concepiti per la coltivazione di micro-orti, nursery di piccole piante ad uso interno.

Sintesi dei due precedent è OrtoConcrete, un vaso in edizione limitata, autoprodotto, costruito in cemento come la città, ma capace di racchiudere inaspettate vegetazioni, emblema del design per la riforestazione urbana.   Il progetto viene presentato in occasione della design week di Milano presso la Fabbrica del Vapore e da Fiori, in via Broggi 17.

Fortunatamente, l’attenzione per una mobilità sostenibile è sempre maggiore e fortunatamente esistono dei designer che invece di cimentarsi con la solita sedia, pensano a oggetti innovativi che semplificano la vita e promettono un futuro migliore. È così che l’azienda

 Obiettivo, la diffusione sempre più capillare di uno strumento, la colonnina per le ricariche, che sarà la stazione di servizio del prossimo futuro.

La stazione di ricarica destinata all’utilizzo nel settore pubblico è stata pensata con la forma della torretta, mentre quella per uso privato è a parete. La prima, totalmente personalizzabile, è disponibile con 1 o due prese di ricarica. La seconda è disponibile nella versione a parete. Una tecnologia nascosta e un sistema di segnalazione a LED che indica lo stato del sistema (verde, disponibile; azzurro, in ricarica; rosso, fuori servizio) ne rendono semplice la fruizione da parte di chiunque.

www.designgroupitalia.it

 

Green Kit è un sistema di prodotti per il giardinaggio domestico realizzati in Polipropilene disegnato da  per Bubbledesign. È composto da quattro elementi ognuno con una funzione diversa.

Serravaso è una mini serra da balcone/terrazzo disponibile in varie misure; al suo interno si crea l’ambiente ottimale per la crescita delle piante, protette dal freddo, dalla pioggia e dalla grandine. Un elemento semplice adatto anche a chi non ha il pollice verde!

Invaso è un oggetto utile a sostenere le piante rampicanti nella fase iniziale della loro crescita.

Travaso è una “foglia” che serve per effettuare travasi in maniera ottimale. Così il pavimento non si sporca e, in pochi gesti, viene recuperato tutto il terreno fuoriuscito nelle operazioni di travaso.

Trifoglio è un sistema di sostegno modulare per piante rampicanti e può quindi essere assemblato insieme ad altri per rivestire ampie pareti esterne o interne. Si può utilizzare anche come elemento decorativo o separatore di ambienti.

I quattro pezzi della collezione sono vendibili anche separatamente.

ph. Riccardo Gaglio

www.bubbledesign.it