Tag

bar

Browsing

RIAPRE IL CAMPARINO IN GALLERIA 

Riapre il Camparino in Galleria! Lo storico locale milanese, che da oltre 100 anni è il simbolo dell’aperitivo milanese, ha riaperto il 12 novembre nel salotto della città meneghina.

Il celebre Camparino, che sorge nel cuore di Milano, all’angolo fra piazza Duomo e la galleria Vittorio Emanuele, riapre i battenti con un look completamente rinnovato.

Guarda anche il Ristorante Villa Campari, ospitato nella storica sede Campari di Sesto S. Giovanni.

La storia del Camparino in Galleria.

Fondato da Davide Campari nel 1915, il Camparino in Galleria è da oltre 100 anni un luogo di ritrovo privilegiato dei milanesi.

Il Camparino fu un luogo di ritrovo per intellettuali, artisti e poeti tra i quali ricordiamo, solo per fare alcuni nomi, Arrigo BoitoTommaso Marinetti e diversi esponenti del movimento della Scapigliatura milanese. Qui, tra una chiacchiera e l’altra, nacque il rito milanese dell’aperitivo.

Il locale sorgeva proprio di fronte al già celebre Caffè Campari, il locale aperto da Gaspare Campari – creatore del celebre bitter – nel 1867. Il caffè Campari, uno dei primi locali ospitati nella allora “nuovissima” Galleria Vittorio Emanuele II, ospitava un ristorante, una frequentata bottiglieria e l’abitazione stessa dei Campari. Qui nacque infatti Davide, figlio di Gaspare e fondatore del Camparino, che ebbe l’onore di essere il primo cittadino venuto alla luce in Galleria.

Il Camparino, sull’angolo opposto del bar, fu impreziosito da una serie di interni Liberty realizzati dall’ebanista Eugenio Quarti, dal grande maestro del ferro battuto Alessandro Mazzuccotelli e dal pittore Angiolo d’Andrea.

Nella sala bar, chiamata Bar Di Passo, si può ammirare ancora oggi il bellissimo mosaico di D’Andrea che decora le pareti, il bancone in legno lavorato, le lampade in ferro battuto e il soffitto a cassettoni.

Il nuovo Camparino in Galleria

Gli storici locali del Camparino in Galleria, di proprietà di Campari Group, sono stati completamente ristrutturati e rinnovati grazie ad un attento lavoro dello studio Lissoni Associati. 

Il progetto ne ha rinnovato i locali con un look più contemporaneo, pur preservando l’aura storica che lo caratterizza e mettendo in risalto i capolavori del Liberty che il locale ospita.

Una parete a tutta altezza, “arredata” con vecchie bottiglie originali e con una collezione di oggetti che raccontano la storia della Campari, fa da filo conduttore per tutto il locale che si sviluppa su tre piani. Piano terra, primo piano e piano interrato.

A piano terra i clienti troveranno sempre ad accoglierli il Bar di Passo, la storica sala che ha semplicemente subito un attento restauro conservativo volto a salvaguardarne i capolavori liberty contenuti.

Il nuovo Camparino in Galleria si arricchisce di una nuova sala. La sala Gaspare Campari, in origine un magazzino del locale, ospiterà da oggi corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati. 

Particolarmente interessante risulta il restyling della sala Spiritello, al primo piano, che si affaccia sulla Galleria. La sala prende il nome dallo Spiritello, un celeberrimo manifesto pubblicitario Campari creato nel 1921 dal pittore e illustratore Leonetto Cappiello, e qui esposto nella sua versione originale. Qui si potrà degustare un’ampia offerta di aperitivi oppure assaggiare le specialità culinarie dello chef Davide Oldani.

Qui gli spazi ruotano intorno a un grande bancone centrale, che gioca da protagonista. Il bancone della sala Spiritello è caratterizzato da uno scenografico rivestimento a specchio con effetto “cannettato” e da un sistema di mensole in vetro.

La scelta dei materiali riprende invece il forte legame che i locali del Camparino hanno con il passato. Il pavimento è stato realizzato in seminato veneziano mentre le boiserie che rivestono le pareti sono in noce rigato con “specchiature a croce”. Una tecnica che esalta e mette in evidenza le venature naturali del legno. Il controsoffitto retroilluminato diffonde negli ambianti una luce morbida e uniforme.

Con queste parole l’architetto Piero Lissoni ha spiegato il suo approccio al progetto. “In questo progetto abbiamo voluto essere il più possibile “silenziosi”, cercando di essere onesti e sinceri con la parte storica di questo locale. Il nostro lavoro di architetti è stato quello di dare un piccolo tocco di modernità, ma è stata un’interpretazione, come quando una partitura musicale viene suonata da qualcun altro. Per me Camparino non è solo il luogo dell’aperitivo ma il luogo dove succedono cose, dalla mattina alla sera. Non è semplicemente un bar… è semplicemente il Camparino”

Guarda anche il Ristorante Villa Campari, ospitato nella storica sede Campari di Sesto S. Giovanni.

www.camparino.com 

Apre a Londra Humble Pizza. Un locale total pink, ispirato ai Formica Caffè degli anni ’50.

Ha da poco aperto i battenti a Londra, ma già promette di regalare molte gioie a tutti gli instagram addicted alla ricerca di foto a prova di like. Parliamo di Humble Pizza, il ristorante vegano in formica rosa, disegnato dal londinese Child Studio.

Situato a King’s Road, il quartiere simbolo dei movimenti della sottocultura giovanile del XX secolo (dai mods e gli hippies fino ai punk e ai New Romantics), Humble è proprio da quei riferimenti culturali che prende vita.

Come raccontano Alexey Kostikov e Chieh Huang, i fondatori di Child Studio: “Humble è una fantasia su King’s Road quando Vivienne Westwood apriva la sua prima boutique, i Rolling Stones si ritrovavano al celebre Chelsea Drugstore e le strade pullulavano di hippies, punk e persone alla moda.”

Da dove nasce l’ispirazione per il design di Humble Pizza

Se l’idea iniziale viene dalla storia del quartiere di King’s Road, l’ispirazione per il design di Humble Pizza nasce invece dai Formica Caffèlocali caratterizzati da superfici in laminato e colori pastello, comparsi a Londra negli anni ’50. Per la maggior parte aperti da immigrati italiani, questi piccoli ristoranti hanno importato la cultura del caffè nella capitale britannica, facendo di King’s Road il punto di ritrovo di musicisti, fotografi e personaggi bohemian di ogni sorta.

Come si compone lo spazio

Formica rosa: è questa la grande protagonista di Humble Pizza. Un materiale e un colore che vestono pareti, bancone e tavoli, il cui pattern ritmico è scandito dal legno di ciliegio, che incornicia tutti i pannelli in laminato.

A strizzare l’occhio al passato ci sono, però, anche altri elementi: i pavimenti rivestiti in mosaico, gli scaffali in legno di ciliegio e le insegne al neon. Mentre il tocco di classe è dato dalle splendide lampade anni ’50 di Poul Henningsen, Jacques Biny e Luigi Massoni.

Il menù

Il menù propone classici italiani, insalate, zuppe di stagione e una selezione di pizze vegane, fra cui la pizza di cavolfiore con tartufo e funghi, la Diavola rivisitata con i peperoni, la pizza con crema di zafferano e asparagi e la Margherita con mozzarella vegana. Il tutto preparato nella cucina a vista. Per poter seguire passo passo la realizzazione di ogni singolo piatto.

SCOPRI GLI ALTRI RISTORANTI DI DESIGN A LONDRA

Se avete in programma un viaggio a Valladolid, in Spagna, concedetevi una sosta nella vinoteca Vinos Y Viandas, una straordinaria enoteca di design.Il suo stile minimale e sofisticato è pensato per catturare l’attenzione di tutti coloro che amano unire il piacere del vino alla bellezza del design.

Questa piccola vinoteca (nonostante le belle foto di ©Imágen Subliminal la facciano sembrare più grande, supera di poco i 35 mq) è stata progettata dagli architetti dello Zooco Studio che si sono ispirati alla storia e alla grande cultura spagnola per il vino.

Per progettare l’enoteca Vinos Y Viandas hanno ripreso l’idea della botte. In primo luogo si sono ispirati alle antiche cantine in pietra con le volte “a botte”, ma soprattutto hanno ripreso la struttura a nervature delle botti per il vino. I cerchi e le costole delle botti sono infatti il tema dominante  degli interni di questa enoteca di design spagnola. 

La struttura in legno di rovere che disegna gli spazi interni (non a caso è lo stesso legno utilizzato solitamente per le botti) è realizzata con circonferenze diverse, così da dare una sensazione dinamica oltre che a ricordare la forma delle botti per il vino. Grazie a questo accorgimento il cliente quando si muove all’interno dell’enoteca, percepisce un continuo cambiamento degli spazi. Sono pochissimi gli elementi che non riprendono le forme a cerchio. E sono il bancone, la tavola per la degustazione e lo spazio per l’esposizione e la vendita del vino.

Un sapiente gioco di superfici in acciaio a specchio non perfettamente liscio, riflette, amplifica e sfuoca la successione dei cerchi, deformandone le linee e dando la sensazione di spazio immerso in un liquido. Il pavimento è in pietra locale, la stessa utilizzata in tutte le vecchie cantine della zona.

Il progetto dell’enoteca Vinos Y Viandas di Valladolid progettato da Zooco Studio ha vinto il primo premio (Platinum) nella sezione “Interior Space and Exhibition Design” del prestigioso premio A’ Design Award & Competition. Un premio internazionale di cui Design Street è media partner e membro della giuria.

 

La Perłowa Beerhouse di Lublino.

La Perłowa Beerhouse è un affascinante bar che sorge nel cuore dell’antica cittadina polacca di Lublino. Si trova in uno degli edifici di proprietà della “Vetter Breweries” di Lublino, una tradizionale fabbrica di birra attualmente gestita dalla Perła Brewery.

Qualche anno fa i proprietari dello storico birrificio hanno deciso di aprire, all’interno delle vecchie strutture, un bar che diventasse punto di ritrovo per i giovani di Lublino e per tutti gli appassionati della birra di qualità.

Hanno così coinvolto il pluripremiato studio Projekt Praga, con sede a Varsavia, per progettare un locale di ritrovo e di svago per gli ospiti del birrificio ma anche per il pubblico della città. Tra le richieste dei titolari, la principale era quella di creare uno spazio versatile e molto vivibile, accogliente e che rappresentasse bene il brand. L’anno successivo la Perłowa Beerhouse è diventata realtà.

L’idea di base dei progettisti è stata quella di far ruotare tutte le attività intorno al grande bancone centrale lungo 30 metri che diventa l’elemento portante di tutto il progetto.

Una cascata di bottiglie scende sul bancone di 30 metri

Sopra di esso una “cascata” di bottiglie e bicchieri di birra e una lampada al neon su misura che gira tutto intorno al bancone creando una vera e propria installazione luminosa.

Le pareti sono rivestite con doghe di rovere, quasi a ricordare le botti nelle quali veniva conservata un tempo la birra. Il soffitto a specchio, che raddoppia l’altezza degli spazi, crea nel locale un incredibile gioco di riflessi.

I progettisti dello studio Project Praga hanno scelto di mixare nello stesso spazio materiali caldi e materiali freddi. Il pavimento in cemento color grigio piombo contrasta con la tonalità del legno alle pareti. Il tutto però è amalgamato dalla luce gialla del neon che dona allo spazio un effetto caldo e scenografico.

Il grande bancone ovale è realizzato in lamiera di zinco. Un omaggio ai vecchi banconi di lavoro del birrificio e alle attrezzature per la produzione di birra, originariamente realizzati proprio con questo materiale “povero”. 

Vuoi visitare la Perłowa Beerhouse?

Nella Perłowa Beerhouse si possono assaporare birre realizzate con varietà di malto premium e arricchite da una grande varietà di luppoli polacchi, coltivati da decenni nella regione di Lublino. Nella Perla Beer Drinking Room è possibile degustare selezioni di birre speciali e pregiate che non si trovano da nessun’altra parte. Il tutto accompagnato da una genuina cucina polacca. 

Indirizzo: Perłowa Beerhouse, Bernardyńska 15, Lublin, Polonia.

Orari: Da lunedì a giovedì e domenica: ore 12:00 pm – 12:00 am
Venerdì e Sabato 12:00 pm …ad oltranza!

Lo studio Project Praga

Lo studio Projekt Praga è composto da: Marcin Garbacki, Karolina Tunajek, Katarzyna Pyka, Zuzanna Bujacz, Piotr Lutarewicz
Visual identity: Alina Rybacka-Gruszczyńska. Foto: ©Rafał Kłos

http://www.projektpraga.pl

Alla scoperta di The Wine Ayutthaya, un wine bar di design in Thailandia dove degustare vino immersi nella natura.

Bere vino in Thailandia? Beh, non è certo tra i primi Paesi a cui si pensa quando si parla di vino, ma negli ultimi anni sembra che qualcosa si stia muovendo anche da quelle parti. Prova ne è la nascita di un’associazione, la Thai Wine Association, che si propone di sviluppare il turismo enogastronomico thailandese, creando dei percorsi turistici al di fuori delle tradizionali tappe vacanziere. Come, per esempio, The Wine Ayutthaya, il wine bar di design dove vi accompagneremo oggi.

The Wine Ayutthaya

Firmato dallo studio di architettura Bangkok Project StudioThe Wine Ayutthaya è una meravigliosa architettura, lungo le rive del fiume Chao Phraya, diventata in poco più di un anno una vera e propria attrazione turistica per chi visita Ayutthaya, antica capitale della Thailandia, oggi patrimonio UNESCO. E, guardando le foto, la cosa non ci sorprende affatto. Il progetto di Bangkok Project Studio, infatti, è uno splendido esempio di fusione tra interno ed esterno.

Si tratta di una struttura alta nove metri, con una base quadrata di undici metri di lato, costituita da una griglia di pareti in compensato, rinforzate con l’acciaio e rivestite con una speciale resina che protegge dall’acqua. Un edificio che si integra alla perfezione con il paesaggio circostante e che dialoga anche con le architetture locali in legno.

Le pareti a griglia, visivamente leggere, permettono all’architettura di fondersi con gli alberi intorno. Invece le lastre in PVC, spesse soltanto un millimetro, riparano la struttura dalle intemperie, creando una sorta di scudo contro la pioggia e l’umidità. Uno scudo che, però, può essere sollevato quando c’è sole, annullando quasi completamente i confini con la natura.

All’interno del wine bar il centro della scena è occupato da cinque rampe di scale a spirale attraverso cui si accede a quattro piattaforme, a diverse altezze, che offrono la possibilità di godere della vista sul fiume da differenti angolazioni.

A completare il quadro, le sospensioni sul soffitto a griglia che creano scenografici effetti di luce al piano terra.

The Wine Ayutthaya ha vinto il premio come miglior bar di design del “continente Asiatico” nell’ambito del Restaurant & Bar Design Awards 2018. 

Ti è piaciuto questo bar? Allora leggi i nostri articoli dedicati ai  17 bar di design più belli al mondo e ai 17 ristoranti di design più belli al mondo.

Ecco i 17 bar di design più belli al mondo.

Sono stati ufficialmente dichiarati “i bar di design più belli al mondo.” Sono 17 e sono stati selezionati dalla giuria del Restaurant & BarDesign Awards, uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicato ai locali “food and beverage”. 

Il premio “Restaurant & Bar Design Award”

L’edizione 2018 del Restaurant & BarDesign Awards, giunta al suo decimo anno, ha premiato quelli che, a suo giudizio, sono i 17 ristoranti e i 17 bar di design più belli al mondo. A selezionarli, un team di 45 giurati tra cui architetti, giornalisti, imprenditori, chef di fama internazionale.

Tra i locali nominati, ci sono locali di ogni genere: dai fast food ai locali stellati, dai quelli ospitati in aeroporti, hotel o stazioni,. I ristoranti e bar di design più belli al mondo premiati stati selezionati fra oltre 900 candidati provenienti da 71 Paesi. La cerimonia di premiazione dei Restaurant & BarDesign Awards 2018 si è svolta lo scorso 4 ottobre 2018 a King’s Cross.

___________________________________

Tutti i premi ai bar di design più belli al mondo

Il vincitore assoluto

Il primo premio assoluto è andato a Rosina, un bar di Las Vegas, negli Stati Uniti e progettato da Simeone Deary Design Group (& Gensler).

Qui sotto, alcune immagini del progetto vincitore (clicca sopra le foto per ingrandirle)

___________________________________

I 6 premi ai migliori bar internazionali

  • Il premio al miglior bar di design del Regno Unito è andato al locale “No. 29 Power Station West” di Londra, progettato dallo studio Box 9 Design

___________________________________

  • Il premio al miglior bar di design della sezione “medio Oriente e Africa” è stato assegnato a Rockets Lolitas di Johannesburg, in Sud Africa, progettato da Soda Custom PTY Ltd.

___________________________________

  • Il premio al miglior bar di design del “continente Asiatico” è andato a The Wine Ayutthaya di Phra Nakhon Si Ayutthaya, in Tailandia di Bangkok Project Studio.

___________________________________

  • Il premio al miglior bar di design della sezione “Australia e Pacifico” è stato vinto dal bar Chandon di Coldstream, Australia, progettato da Foolscap Studio.

___________________________________

  • Il premio al miglior bar di design in Europa va, con nostro orgoglio italiano, a VyTA, Enoteca Regionale del Lazio, di Roma, progettato da COLLIDANIELARCHITETTO

___________________________________

  • Il premio al miglior bar di design del continente Americano è andato al Bar Rosina di Las Vegas, USA, di Simeone Deary Design Group (& Gensler), che è anche stato eletto il bar di design più bello al mondo in assoluto… (vedi la sezione e la gallery più in alto nell’articolo)

    ___________________________________

    Gli altri premi

    Oltre a questi premi ne sono stati assegnati altri 10 per altrettante categorie: Ecco i vincitori:

  • Miglior bar di design a Londra: The Allegory (London, UK) / Fusion Design and Architecture

___________________________________

  • Miglior bar di design all’interno di un Club: Babel (Cheltenham, UK) / Grapes Design.

___________________________________

  • Miglior bar di design all’interno di uno spazio commerciale: Decorex Champagne Bar (London, UK) / Shalini Misra

___________________________________

  • Miglior bar di design in un Nightclub: Avenue (Los Angeles, USA) / Rockwell Group.

___________________________________

  • Bar di design con il miglior soffitto: Doot Doot Doot (Victoria, Australia) / Jan Flook Lighting.

___________________________________

  • Migliori Murales & Grafiti all’interno di un bar di design: Mahjong Bar (Toronto, Canada) / Grey North Design.

___________________________________

  • Miglior bar di design dedicato al tempo libero: il bar per bambini Neobio (Shanghai, China) / X+Living

___________________________________

  • Miglior Cafe di design: Pot Bellied Pig (Dublin, Republic of Ireland) / Kingston Lafferty Design.

___________________________________

  • Miglior bar di design all’aperto: Rooftop @1WLO (Fort Lauderdale, USA) / Big Time Design Studios

___________________________________

  • Miglior uso delle piante in un bar di design: The Garden (Edinburgh, UK) / Goddard Littlefair

___________________________________

  • Miglior uso del colore in un bar di design: The Budapest Cafe (Chengdu, China) / Biasol Studio

Tie&Apron (cravatta e grembiule) è un progetto davvero intelligente partorito dalla mente di Andrés Labi, un designer che vive a Tallinn, in Estonia. Tutto è cominciato nella primavera del 2013, quando Andrés ha disegnato il suo primo grembiule col quale ha partecipato concorso di progettazione “Male Thing”, organizzato dall’Associazione Estone dei Designers. Da allora è stato un successo crescente che ha portato il Tie&Apron a modificarsi fino ad raggiungere la linea attuale.

Pensato originariamente per l’uomo, può essere utilizzato indifferentemente da entrambi i sessi, anche se Andrés sta lavorando ad un modello più sottile per le donne e a una versione più piccola per i bambini. Molti di ristoranti e caffetterie in tutto il mondo lo hanno già adottato personalizzandolo col proprio logo. Tie&Apron è disponibile per ora in due modelli: Barista e Chef, più lungo e dotato di una spaziosa tasca capiente, ed è ordinabile online. Tutti i grembiuli sono realizzati a mano in Estonia, Europa.

www.tieapron.com

 

Christopher Duffy, fondatore dello studio Duffy London, è l’ideatore di Swing Bar, un tavolo o semplicemente un banco per il bar, che simula un parco giochi.

Tutti abbiamo in mente quelle magnifiche e grandissime giostre che girano, e tutti prima o poi abbiamo fatto la gara per salire per primi su un’altalena.

L’idea nasce proprio da questo, oltre che a creare qualcosa di estremamente funzionale.

Swing Bar è l’evoluzione del tavolo Swing progettato dallo stesso studio: una sorta di giostra, una struttura creata da un tavolo fisso centrale e tutt’attorno delle sedie come altalene.

L’obiettivo? Divertire e invogliare al dialogo e alla socializzazione. Ma non solo! Grazie alle comode sedie a forma di guscio, i clienti possono accomodarsi e assumere una posizione rilassata, cosa che non avviene con molte sedie che si trovano nei bar o vicino i banconi.

Tutti, grandi e piccoli, possono concedersi l’emozionante esperienza della giostra, senza limiti e con solo una risata in compagnia.

Il tutto all’interno di un bar, di un ristorante, o in una sala riunioni!

Esistono diverse misure e colori del tavolo Swing, adatti per qualsiasi esigenza.

www.duffylondon.com

Tap on the Line è un nuovo locale ospitato all’interno del vecchio edificio in mattoni della Kew station, nella periferia di Londra, un bell’esempio di architettura ferroviaria vittoriana.

Un pub che conserva tutta l’atmosfera rétro dei suoi ambienti, tra i quali spicca una hall adoppia altezza col soffitto a volta. I progettisti, gli architetti dello studio Concorde BGW, hanno ristrutturato questo vecchia ala dell’edificio che ospita anche una grande galleria vetrata in ferro battuto, finestrata su tutti i lati, che unisce il pub alla stazione vera e propria.

La sfida è stata quella di reintrodurre quella sensazione “grandiosa” dell’epoca vittoriana. La ristrutturazione ha riportato alla luce una serie di splendidi elementi, tra i quali la grande hall a doppia altezza, che ospita il bar, ma anche una bella serie di colonne in metallo e soprattutto l’orologio della stazione.

La veranda  originale è stata trasformato in una caffetteria dall’atmosfera elegante ma informale, come quella che domina in tutto il pub.

www.tapontheline.co.uk

www.concordebgw.com

A Milano apre il Moleskine Café, il più classico dei caffè letterari rivisitato in chiave contemporanea.

Inaugurato il 25 luglio in Corso Garibaldi 65, nel cuore di Brera e della Milano del design, il Moleskine Café unisce diverse vocazioni sotto un’unica bandiera: la passione per la scrittura, per il disegno, per la lettura… Il Moleskine Café infatti è un po’ galleria d’arte, un po ‘negozio e un po’ libreria, oltre ovviamente ad essere un ottimo posto dove rilassarsi e ristorarsi.

Il Café Moleskine

Oltre a proporre diverse miscele di caffè espresso, una gamma di caffè filtrati e un’infusione in tre pregiate varietà monorigini (in collaborazione con la torrefazione milanese Sevengrams), infatti, qui si possono gustare anche colazioni, pranzi caldi o snack veloci, con grande attenzione per i prodotti naturali e vegetariani.

Disegnato per offrire un mix di energia creativa e tranquillità, il Moleskine Café ospita al piano terra la zona bar con mostre d’arte, parlare, laboratorio, esposizione di libri e dei celeberrimi taccuini. Nel mezzanino invece è stata sistemata una più tranquilla una zona divani dedicata alla lettura, al lavoro o alla conversazione.

Dopo Milano, il format del Moleskine Café sarà esportato in altre grandi metropoli del mondo.

 

Lo stile del Café Moleskine

Ovviamente il Moleskine Café è stato progettato e arredato in stile puro Moleskine: linee pulite ed essenziali, colori neutri, tanto design. La galleria d’arte ospita mostre dedicate alle basi del processo creativo: schizzi, appunti, bozze e disegni di architetti, designer, illustratori, registi e innovatori affermati o emergenti. Lo shop infine è il luogo ideale per toccare con mano e testare tutti gli oggetti Moleskine.

foto Café Moleskine: ©Michele Morosi

http://www.moleskine.com/en/news/moleskine-cafe

 

Si chiama MIO ed è lo spazio bar e bistrot del Park Hyatt di Milano, il celebre hotel di lusso che sorge in una posizione privilegiata. A pochi passi dal Duomo e dalla Galleria Vittorio Emanuele II.

Il progetto è dell’architetto Flaviano Capriotti che ha avuto l’incarico di riconfigurare l’intero piano terra per dare all’area bar una maggior centralità nella vita dell’hotel ma anche per diventare un punto di riferimento per il pubblico milanese.

L’ambiente dello spazio MIO è formato da tre aree: la sala del banco bar, la sala dei legni e il bistrò, che rappresentano nel loro design ricercato ed elegante un omaggio alla grande tradizione tessile ed artigiana milanese. Le trame tessili, così come tutti gli arredi e i complementi, sono stati realizzati su disegno dell’architetto in esclusiva per Park Hyatt Milano. Da segnalare i divani prodotti da Molteni&C rivestiti con tessuti di Brochier e Dedar, mentre le lampade sono di Flos. L’installazione luminosa del bar è stata creata da Jacopo Foggini.

http://milan.park.hyatt.com

Giunto alla sua sesta edizione, The Restaurant & Bar Design Awards 2014 ha tenuto idi recente la sua cerimonia di premiazione presso la spettacolare Old Truman Brewery di Londra, spazio che durante la London Design Week ospita la celeberrima collettiva Tent London.

Questo prestigioso premio internazionale specializzato in spazi per la convivialità e l’ospitalità, seleziona solo un solo vincitore assoluto per le categorie ” Best Bar” e “Best Restaurant”. Quest’anno il contest ha ricevuto 860 iscrizioni da oltre 60 paesi in tutto il mondo.

Il vincitore assoluto della categoria “Miglior Bar” è andato per la prima volta a uno studio giapponese, Aoyama Nomura Design (AND), per il bar FEI a Guangzhou in Cina. un ampio open space caratterizzato da pareti di vetro di 18 metri di lunghezza.

Il problema principale da risolvere, commentano gli architetti, è stato quello di eliminare quell’atmosfera freddo e piatta creata dalle pareti vetrate, che sono state rivestite con un film che filtra una luce calda e morbida. La pellicola che copre il vetro è costituita da innumerevoli fibre di vetro che oltre ad ammorbidire l’effetto della luce solare, producono uno sfarfallio di luce che avvolge gli ospiti e che cambia costantemente in base alla luce esterna.

Inoltre, dall’esterno, il film crea una facciata scintillante che affascina i passanti e li attira all’interno.

Anche la divisione degli spazi interni è stata studiata per offrire agli ospiti diverse soluzioni e diverse atmosfere.

www.nomurakougei.co.jp

www.restaurantandbardesignawards.com

«Non è divino?», esclamava Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Penserete proprio alla leggiadra, caparbia ed elegantissima Holly quando, anche senza il tubino nero e la collana di perle, varcherete la soglia di uno dei locali chic che questa guida saprà suggerirvi. Amate fare colazione in posti curiosi e raffinati? Apprezzate gli accostamenti particolari e le invenzioni culinarie? Vi piacciono i ristoranti che sanno coniugare gusto e atmosfera? E allora concedetevi qualche piccolo sfizio: scegliete un posto speciale, dove possiate sentirvi come una dea; lasciatevi sedurre dalle mille proposte di un maître pâtissier; concedetevi un viaggio sensoriale tra profumi e ricette gourmand. Per un incontro tra amiche, per un appuntamento di lavoro, per un’occasione galante, ecco i ristoranti, i caffè e i ritrovi più fascinosi e glamour d’Italia, dove mangiare è un piacere che coinvolge tutti i sensi, l’eleganza un particolare irrinunciabile e le emozioni tutte da vivere. Un vademecum essenziale per soddisfare occhi e palato, in cerca di uno stile che anche Audrey avrebbe adorato! Colazioni da Tiffany di Isa Grassano Newton Compton, 300 pagine, 12 euro disponibile anche in e book a 5,99 euro

Il ristorante Villa Campari.

Chi si trovasse a Sesto S. Giovanni, in provincia di Milano, non si perda il ristorante Villa Campari, un luogo affascinante che offre ai suoi clienti un’esperienza tra gastronomia, arte e storia. Il ristorante sorge in quella che fu la sede della Campari, celebre brand milanese legato al nome dell’omonimo bitter. Il bar ristorante infatti ha sede nella storica Villa Campari, una splendida architettura ottocentesca proprio dietro al vecchio stabilimento Campari.

Guarda anche il restyling dello storico bar Camparino in Galleria

La Villa Campari, che una volta si chiamava Casa Alta, è stata la sede per decenni di rappresentanza della Campari. Una volta dismesso dall’azienda, lo storico edificio è stato riadattato ed oggi ospita il ristorante Villa Campari e la Campari Academy. Nel ristorante, gli ospiti possono assaporare i migliori piatti della tradizione culinaria italiana rivisitati in chiave Campari. Nell’Accademia invece, sotto l’egida dei maestri del beverage  professionisti e appassionati vengono formati all’arte del “bartending”.

L’attento lavoro di ristrutturazione è stato firmato dall’architetto G. Marzorati. Gli interni invece sono stati disegnati dallo studio Progetto CMR. Il risultato è un perfetto equilibrio fra storia e modernità. Un dialogo ben concertato fra la struttura originale della villa, come i pavimenti in seminato veneziano e gli stucchi sui soffitti e gli arredi dal gusto contemporaneo, caratterizzati da uno stile elegante e minimale.

Al centro del progetto c’è lo scenografico bar dedicato all’aperitivo più famoso al mondo. Intorno ad esso si aprono le sale ristorante.Quattro sale a tema, una diversa dall’altra, dove è possibile pranzare o cenare circondati dall’arte di grandi artisti futuristi che hanno legato il proprio nome al brand Campari.

Si potrà scegliere infatti tra la sala Red Passion, sviluppata su 2 livelli come fosse un teatro, o la sala Depero, arredata con i manifesti pubblicitari creati per Campari dal celebre artista e illustratore. Fu proprio il futurista Fortunato Depero che, tra l’altro, ha disegnato l’iconica bottiglietta del Campari Soda.

Le sale del ristorante Villa Campari si affacciano su un grande giardino che nella bella stagione ospita i tavoli all’aperto.

Guarda anche il restyling dello storico bar Camparino in Galleria

Info e prenotazioni su: www.villacampariristorante.it

IL MUSEO CAMPARI

A due passi dal ristorante Villa Campari, nella sede del vecchio stabilimento Campari  ristrutturato dall’architetto Mario Botta, è ospitata la “Galleria Campari”, un imperdibile museo interattivo che racconta la storia di uno dei brand italiani più famosi al mondo.

La Galleria Campari racconta infatti  la storia del marchio attraverso oltre 3000 opere di artisti, illustratori e designer, internazionali che hanno collaborato con Campari. Tra questi, Fortunato Depero, Marcello Dudovich, Guido Crepax, Bruno Munari, Ugo Nespolo e molti altri.

In origine c’era Spin, uno sgabello impilabile in legno curvato, dalle linee ispirate alla grande tradizione del design nordico, disegnato nel 2011 da Staffan Holm per Swedese. Un progetto insignito del titolo di “Furniture of the Year” dalla rivista svedese Sköna Hem. Oggi Spin si evolve, non solo perché indossa una livrea colorata e si presenta con una comoda seduta imbottita, ma anche perché si arricchisce di una nuova versione: lo sgabello da bar, più alto e slanciato.

Lo sgabello Spin è infatti disponibile in cinque colori brillanti: blu petrolio, grigio, giallo, rosa e arancione, oltre naturalmente alle versioni laccato naturale, bianco e nero. Lo sgabello da bar ha un’altezza della seduta di 65 cm, perfetto per i top da 90 cm, come i banconi dei locali pubblici ma anche per le isole/penisole delle cucine moderne.  La seduta imbottita è disponibile per entrambe le versioni ed è rivestita in tessuto o pelle.

www.swedese.se