Riapre a Milano lo storico bar Camparino in Galleria

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RIAPRE IL CAMPARINO IN GALLERIA 

Riapre il Camparino in Galleria! Lo storico locale milanese, che da oltre 100 anni è il simbolo dell’aperitivo milanese, ha riaperto il 12 novembre nel salotto della città meneghina.

Il celebre Camparino, che sorge nel cuore di Milano, all’angolo fra piazza Duomo e la galleria Vittorio Emanuele, riapre i battenti con un look completamente rinnovato.

Guarda anche il Ristorante Villa Campari, ospitato nella storica sede Campari di Sesto S. Giovanni.

La storia del Camparino in Galleria.

Fondato da Davide Campari nel 1915, il Camparino in Galleria è da oltre 100 anni un luogo di ritrovo privilegiato dei milanesi.

Il Camparino fu un luogo di ritrovo per intellettuali, artisti e poeti tra i quali ricordiamo, solo per fare alcuni nomi, Arrigo BoitoTommaso Marinetti e diversi esponenti del movimento della Scapigliatura milanese. Qui, tra una chiacchiera e l’altra, nacque il rito milanese dell’aperitivo.

Il locale sorgeva proprio di fronte al già celebre Caffè Campari, il locale aperto da Gaspare Campari – creatore del celebre bitter – nel 1867. Il caffè Campari, uno dei primi locali ospitati nella allora “nuovissima” Galleria Vittorio Emanuele II, ospitava un ristorante, una frequentata bottiglieria e l’abitazione stessa dei Campari. Qui nacque infatti Davide, figlio di Gaspare e fondatore del Camparino, che ebbe l’onore di essere il primo cittadino venuto alla luce in Galleria.

Il Camparino, sull’angolo opposto del bar, fu impreziosito da una serie di interni Liberty realizzati dall’ebanista Eugenio Quarti, dal grande maestro del ferro battuto Alessandro Mazzuccotelli e dal pittore Angiolo d’Andrea.

Nella sala bar, chiamata Bar Di Passo, si può ammirare ancora oggi il bellissimo mosaico di D’Andrea che decora le pareti, il bancone in legno lavorato, le lampade in ferro battuto e il soffitto a cassettoni.

Il nuovo Camparino in Galleria

Gli storici locali del Camparino in Galleria, di proprietà di Campari Group, sono stati completamente ristrutturati e rinnovati grazie ad un attento lavoro dello studio Lissoni Associati. 

Il progetto ne ha rinnovato i locali con un look più contemporaneo, pur preservando l’aura storica che lo caratterizza e mettendo in risalto i capolavori del Liberty che il locale ospita.

Una parete a tutta altezza, “arredata” con vecchie bottiglie originali e con una collezione di oggetti che raccontano la storia della Campari, fa da filo conduttore per tutto il locale che si sviluppa su tre piani. Piano terra, primo piano e piano interrato.

A piano terra i clienti troveranno sempre ad accoglierli il Bar di Passo, la storica sala che ha semplicemente subito un attento restauro conservativo volto a salvaguardarne i capolavori liberty contenuti.

Il nuovo Camparino in Galleria si arricchisce di una nuova sala. La sala Gaspare Campari, in origine un magazzino del locale, ospiterà da oggi corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati. 

Particolarmente interessante risulta il restyling della sala Spiritello, al primo piano, che si affaccia sulla Galleria. La sala prende il nome dallo Spiritello, un celeberrimo manifesto pubblicitario Campari creato nel 1921 dal pittore e illustratore Leonetto Cappiello, e qui esposto nella sua versione originale. Qui si potrà degustare un’ampia offerta di aperitivi oppure assaggiare le specialità culinarie dello chef Davide Oldani.

Qui gli spazi ruotano intorno a un grande bancone centrale, che gioca da protagonista. Il bancone della sala Spiritello è caratterizzato da uno scenografico rivestimento a specchio con effetto “cannettato” e da un sistema di mensole in vetro.

La scelta dei materiali riprende invece il forte legame che i locali del Camparino hanno con il passato. Il pavimento è stato realizzato in seminato veneziano mentre le boiserie che rivestono le pareti sono in noce rigato con “specchiature a croce”. Una tecnica che esalta e mette in evidenza le venature naturali del legno. Il controsoffitto retroilluminato diffonde negli ambianti una luce morbida e uniforme.

Con queste parole l’architetto Piero Lissoni ha spiegato il suo approccio al progetto. “In questo progetto abbiamo voluto essere il più possibile “silenziosi”, cercando di essere onesti e sinceri con la parte storica di questo locale. Il nostro lavoro di architetti è stato quello di dare un piccolo tocco di modernità, ma è stata un’interpretazione, come quando una partitura musicale viene suonata da qualcun altro. Per me Camparino non è solo il luogo dell’aperitivo ma il luogo dove succedono cose, dalla mattina alla sera. Non è semplicemente un bar… è semplicemente il Camparino”

Guarda anche il Ristorante Villa Campari, ospitato nella storica sede Campari di Sesto S. Giovanni.

www.camparino.com 

Massimo Rosati

Massimo Rosati

Sono architetto, giornalista e blogger. Sono consulente strategico di design management e di comunicazione del design. Aiuto i business innovativi a crescere e a raggiungere i propri obiettivi nel modo più rapido, economico, efficace. Scopri di più sul mio sito ww.massimorosati.it Se pensi che posso essere d'aiuto anche a te, contattami qui: [email protected]

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