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GOOGY, IL CAVALLO A DONDOLO DI DESIGN

Googy è un cavallo a dondolo di design, reinterpretato e progettato dallo studio Wilsonic Design di Lubiana, fondato dalla designer slovena Nina Mihovec, per Novak Living Design.

Un progetto che, per la sua forma e le sue  funzionalità innovative, ha vinto il Red Dot Design Award. Googy è un mix fra un peluche e un cavallo a dondolo; un gioco morbido, friendly, accogliente e per questo adatto per bambini di ogni età.

Il suo progetto si basa sulla sicurezza e comfort, che non si possono avere coniI tradizionali cavalli in legno o plastica: è molto ben ammortizzato, robusto, estremamente difficile da ribaltare e tutte le sue superfici sono morbide e ben arrotondate. Insomma, un gioco sicuro e divertente per i bambini ma non solo per loro… Questo cavallo dondolo di design infatti esiste in due dimensioni. La prima è pensata per i più piccoli, la seconda per i bambini più senza età!

I test hanno dimostrato infatti che Googy piace sia ai bambini sia ai genitori, che non esitano a sistemarlo accanto al divano in salotto e che spesso si divertono a usarlo insieme ai loro figli. Ecco perché, grazie a una sotto-struttura metallica, è stato reso sufficientemente robusto da sorreggere un adulto.

Il design di Googy permette una produzione estremamente semplice, così come lo sono il montaggio, il trasporto, l’utilizzo e anche il riciclaggio. Viene prodotto in due misure.

Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli

www.googy.eu

www.wilsonicdesign.com

 

 

Siete golosi? Ecco quello che fa per voi… La Candy Collection, composta da sei sgabelli a tre gambe, tappeti, appendiabiti e da una lampada. Ogni oggetto si riferisce ad un dolce, praline di zucchero e altre varie prelibatezze. La designer tedesca Kirstin Overbeck ha voluto progettare degli articoli capaci di ricordare gli entusiasmi infantili nei confronti delle cose zuccherate. Complementi ironici e divertenti, adatti alla cameretta di un bambino ma non solo…

Ecco cosa dichiara la desiger: “Il mondo gustoso e colorato di dolci e deliziose leccornie servito come ispirazione per la collezione. Ho voluto progettare prodotti che ricordano entusiasmi dell’infanzia, in particolare il sapore irresistibile di zucchero. Il risultato è un piacere per gli occhi, una festa visiva per i sensi.”

http://kirstinoverbeck.de/

 

Si chiamano Pensieri Imbottiti queste piccole sculture morbide realizzate da Maria Grazia Fioravanti che rappresentano personaggi immaginari fantasticherie imbottite. Si tratta di costruzioni immaginarie oggetti tessili che interpretano soffici personaggi o architetture di stoffa.

L’idea della designer è che il valore delle cose dipende molto dall’affetto che si prova per loro. Per questo ha creatola i Pensieri Imbottiti, oggetti con un impatto emotivo,che possano instaurare un legame con il fruitore.

Ogni prodotto è unico, interamente fatto a mano, ognuno con forme e dimensioni diverse da tutti gli altri; Personaggi empatici che colgono lo spirito del momento e traggono ispirazione dal mondo dell¹architettura, dell¹arte, della fotografia, della moda e degli stili di vita.

La collezione Pensieri Imbottiti si articola in diverse famiglie: i Tipazzi, i Pensieri, i Fermo Immagine, le Architetture di Pezza, i Mostri da Salotto.

www.pensieriimbottiti.it

 

 

TOYSSIMI: 100 Bambini + 100 Designer = 100 giocattoli straordinari e anche di più

Chi mi ha seguito su Facebook lo sa: a fine giugno ho partecipato anche io al workshop “TOYSSIMI: 100 Bambini + 100 Designer = 100 giocattoli straordinari e anche di più” con i bambini dell’ospedale pediatrico Buzzi di Milano, organizzati dalla Scuola Tam Tam in collaborazione con ilVespaio . Non da solo, ovviamente, ma preceduto da un centinaio di designer che hanno condiviso con noi questa splendida iniziativa, partita dai reparti pediatrici di diversi ospedali milanesi, e che poi si è allargata ad altre città, alle case-famiglia e alle scuole.

Ora la bella notizia è arrivata: i 100 giocattoli, realizzati a 4 mani con i piccoli designer, saranno esposti in una mostra intitolata “la Balena” negli spazi di TDMEducation del Triennale Design Museum dal 24 luglio – 11 settembre 2015 Il 23 luglio 2015, alle 19.00, il grande opening in Triennale.

L’idea di Toyssimi era molto semplice: ogni designer ha riempito una valigia con i materiali più disparati (corda, fil di ferro, mastice, legnetti, tappi di plastica, rifiuti, scarti di produzione etc) ed ha incontrato un bambino con cui ha formato una coppia creativa.

Durante i laboratori sono svaniti i ruoli tradizionali: chi è il maestro? Chi è l’allievo? Chi è il designer? E chi il bambino? I bambini-designer, affiancati dai designer-bambini si sono così inventati 100 giocattoli fantasmagorici, mirabolanti, stupefacenti e soprattutto unici.

I 100 giocattoli di Toyssimi sono esposti nella mostra corredati da foto e video che raccontano l’intero processo creativo. Ovviamente tutto questo è stato fatto per scopi benefici… i giocattoli infatti saranno venduti all’asta e il ricavato sarà devoluto a Amani, associazione non profit che da 20 anni si prende cura dei bambini più soli in Kenya e Zambia. Il progetto nasce da un’idea di Alessandro Guerriero, Sebastiano Ercoli e Alessandro Garlandini de ilVespaio e Linda Ferrari.

Ecco l’elenco dei designer (quelli adulti…) coinvolti nel progetto.

Andrea Alessandri, Andrea Amadio, Enrico Azzimonti, Anna Barbara, Matteo Beraldi, Sara Bianchi e Andrea Zambardi – Atto, Arianna Bionda, Riccardo Blumer, Luisa Bocchietto, Francesca Bonfrate con Gianguido Saracino, Arianna Bordignon e Lucalberto Bordignon, Germana Borzellieri, Alessandra Botto, Andrea Brugnera, Carmen Carlotta, Francesca Casati – C12, Daria Casciani, Piergiorgio Caserini, Stefano Castiglioni, Federico Cavallera, Raffaella Cegna, Fausta Cerizza, Matteo Citterio, Alberto Colzani, Marta Comini, Bernardo Corbellini e Bice Dantona – Internotrentatre Studiocreativo, Claudio Cozzolino, Caterina Crepax con Emanuele Bestetti, Riccardo Curti, Nicoletta De Biasi, Lucia De Monte, Lorenzo De Rosa e Ernesto Iadevaia – Sovrappensiero, Paolo Delponte e Angela Tomasello – UNDUO, Daniela Dente, Marta Di Vincenzo, Anita Donna Bianco, Frida Doveil, Massimo Duroni, Luca Enaia, Stefano Erba, Sebastiano Ercoli, Eva Escoms Estarlich, Alice Evolvi, Francesco Faccin, Simone Fanciullacci e Antonio De Marco – 4P1B Design Studio, Cecilia Felli, Linda Ferrari, Gabriele Fiocco, Pietro Follini, Raffaella Formenti, Maria Fossati, Valeria Francescato e Alessia Pagotto – Sotterranea Officina Sperimentale, Alice Furioso, Galliano Gallo, Alessandro Garlandini, Dario Gaudio, Alberto Ghirardello, Gianluca Giabardo e Livia Rossi – Dossofiorito, Clara Giardina, Marta Giardini, Diego Grandi, Fabio Guida – Mg2 Architetture, Seçil Içke, Susanna Iraci, Vénera Kastrati, Anastasia Kucherova – Stefano Boeri Architetti , Jessica Lagatta, Francesca Lanzavecchia, Dario Lazzaretto, Flavia Lo Surdo, Cristina Lorenzi, Francesca Maccagnan, Gianfranco Maggio e Monica Scardecchia – Studio Pace 10, Abele Malpiedi, Alessandro Marelli, Eliana Maria Lorena , Cristina Mariani, Pierluigi Marzi, Daniela Maurer, Francesca Mezzatesta, Yari Miele, Stefano Mirti, Michela Mombelli, Francesca Morea – Plug Creativity, Tommy Muciaccia, Cinzia Munari, Artun Özguner, Daniele Papuli, Chiara Passigli, Aldo Petillo, Matteo Pont – Boumaka, Lorella Pozzi, Matteo Ragni, Sara Ricciardi, Giovanni Rivolta e Nicoletta Savioni – A4A Design, Fabio Rodaro, Sergio Romeo, Massimo Rosati, Stefano Rucci, Elena Salmistraro, Patrizia Scarzella, Iskra Sguera, Massimo Sirelli, Paolo Spadaccini, Maurizio Splendore, Giulia Stocco, Matteo Suffritti con Anna Rossettini, Sabrina Tajè, Rumiko Takeda, Antonia Teatino, Marco Terranova, Silvio Tidu – Yet Matilde, Raffaella Valsecchi, Nicoletta Veronesi, Valentina Zanardi, Maurizio Zorat.

IFU Toys (acronimo di Instructions Of Use) è un progetto che scaturisce dalla voglia (e dal bisogno, sempre più sentito…) di riscoprire momenti di aggregazione familiare attraverso il gioco. Nasce così Furio, un cavallo a dondolo creato da Giulio Patrizi e Luca Scarpellini, fondatore dello studio Use Design. Un oggetto semplice, evocativo e completamente naturale, pensato per essere costruito a 4 mani: quelle di un adulto e quelle di un bambino. Un momento di condivisione importante per entrambi. Furio è prodotto da Gi.Go, azienda specializzata nella distribuzione di giochi ecologici www.instructionforuse.com

Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli

Keep together, in svedese “Håll ihop”, è una collezione di giochi per bambini realizzati dallo studio Unik Fabrik che ha sede a Gothenburg, in Svezia. Nonostante si tratti di un prototipo, alla ricerca di una produzione, ci è subito parso un progetto davvero interessante. Si tratta di una serie di elementi morbidi pensati per gli spazi pubblici che oltre a divertire, mandano un messaggio di uguaglianza. Tutti gli animali che formano Keep together, pur essendo tutti diversi uno dall’altro, sono uguali per importanza e vivono insieme in maniera armonica. Proprio come i bambini! Un progetto pensato per il gioco e per il riposo da, la giovane textile designer Annika Nilsson, fondatrice dello studio e specializzata in prodotti per bambini www.unikfabrik.se

Gli studenti del Master internazionale Child Culture Design tenuto presso la HDK – School of Design and Crafts dell’Università di Gothenburg, in Svezia, hanno dato vita a un progetto chiamato “Peek-a-boo” che hanno esposto in anteprima durante il Salone del Mobile di Stoccolma. Un progetto dedicato ai più piccoli, nel quale al gioco viene dato un posto e uno spazio primario nella nostra vita quotidiana . L’idea di partenza è semplice: il gioco è un’attività umana fondamentale e tutti abbiamo bisogno di giocare. Ma cos’è che ci fa scattare la voglia di giocare? In “Peek-a-boo”, undici studenti provenienti dalla HDK hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. I risultati a nostro avviso non hanno bisogno di commento, tanto sono semplici, intuitivi, colorati. Oggetti d’uso quotidiano che fanno venir voglia di giocare anche a un adulto… figuriamoci a un bambino! http://www.hdk.gu.se/ Questi i nomi degli studenti: Erika Lindmark, Frida Nilsson, Helen Phan, Dean Nien-Fu Chen & Herman Hansson, Jingran Zhang, Line Jensen, Marta Woszczyna, Niklas Olsson, Pontus Johansson, Radost Kerefeyna, Dawn Wong Hang Yue

Chi naviga dai 35 in su, ricorderà certamente l’Apple Macintosh, il rivoluzionario computer a parallelepipedo, che avrebbe rivoluzionato, negli anni, il concetto di pc e di interfaccia grafica. Creato da Steve Jobs nel 1984 e lanciato con uno spot famosissimo, il 24 gennaio dello stesso anno per la regia di Ridley Scott, oggi torna, in versione LEGO e 2.0, grazie ai due creativi norvegesi Jason Kinsella e Charlotte Bakken. Si chiama LEGO the full circle ed è, in sintesi, un supporto per iPad, realizzato utilizzando i classici mattoncini giocattolo. Un modello in scala che, proprio come indicato dal nome, rappresenta e sintetizza come un marchio possa evolversi e tornare nel contempo alle origini, senza snaturare completamente. Perfetto per leggere, vedere cartoni animati o film. http://vimeo.com/80817057 http://cargocollective.com/jasoncharlotte/LEGO-The-Full-Circle

Dal 2009 Alicucio crea oggetti, giocattoli e elementi d’arredo in legno recuperato. Non un semplice lavoro di falegnameria, ma un vero e proprio laboratorio di design autoprodotto ideato da Arcangelo Favata, artista e designer siciliano. Ogni pezzo firmato Alicucio è realizzato attraverso il recupero di materiale in disuso e volutamente vengono conservate e valorizzate le tracce della vita “precedente” del materiale. Ogni singolo oggetto porta infatti con sé una carta d’identità dove viene riportato il luogo dove è stato trovato il legno adoperato e che funzione aveva prima di essere trasformato. Essendo tutti i prodotti sono fatti a mano con materiali di recupero, sono assolutamente unici e differenti l’uno con l’altro. Tutti i prodotti sono marchiati a fuoco.

www.alicucio.com

 

 

Huzi (che in cinese significa “baffi”)è una creativa azienda di Hong Kong che ha dedicato i suoi progetti al mondo dei bambini. “C’è un bambino in ognuno di noi”, sostengono, “che guarda il mondo con uno sguardo aperto e pensa che tutto sia possibile”.

Huzi lavora con designer provenienti da tutto il mondo purché condividano la filosofia dell’azienda di pensare oltre l’ordinario, e produce ogni oggetto con grande attenzione ai materiali naturali e con grande sapienza artigianale.

Avevamo conosciuto questi giovani creativi alla recente Design Week di Londra e di loro avevamo già pubblicato di un simpatico orsetto a dondolo.

Fra le novità di Huzi, il curioso tavolino Ping Pong, un’idea del designer cinese Mike Mak, che rappresenta la trasformazione di un oggetto d’uso quotidiano in qualcosa di più. Come ci suggerisce il nome, è la riproduzione in miniatura di un tavolo da Ping Pong (sport tradizionale in Cina) , ma è anche altro: un posto dove giocare, scrivere, disegnare (sul top con i gessi colorati), leggere o sorseggiare una tazza di tè. Un progetto che non poteva che nascere dalla mente di un designer che è restato un po’ bambino…

huzidesign.com

 

 

 

Quando Matteo Ragni mi ha descritto il suo progetto non solo ho ritrovato una sintonia di visione su questo specifico tema, ma vi ho anche immediatamente riconosciuto quella particolare componente trasgressiva che contraddistingue il design italiano di qualità.” A parlare è Alberto Alessi, imprenditore di successo che ha da subito sostenuto l’idea di Matteo: realizzare un giocattolo per i bambini che spezzi la logica del “gioca, rompi, butta via.”

La soluzione, per il designer, è dare ai bambini la possibilità di imparare ad amare un oggetto, un gioco fatto col materiale più adatto, con un odore che lo contraddistingue, resistente e che a fina vita possa essere completamente riciclato. Nasce così il progetto TobeUs; macchine in legno di cedro, materiale forte e profumato, progettate dai designer. Già, perché il progetto TobeUs è aperto a tutti i designer i quali però devono seguire rigide linee guida: realizzate la macchinina con due semplici tagli partendo tutti dal medesimo ceppo in legno.

Il 5 dicembre, presso il Museo della Scienza e della tecnica di Milano Viene inaugurata il progetto “100% TobeUs: 100 designer per 100 nuove macchinine”, organizzato da Matteo Ragni in collaborazione con Alessi e visitabile fino al 13 dicembre 2012.

www.tobeus.it

 

Bull è al tempo stesso un elemento d’arredo per i più piccoli e un gioco tutto da inventare. È  stato disegnato dallo studio Fukuroo ed è pensato apposta per bambini dai 3 ai 6 anni. Fukuroo è uno studio spagnolo con sede a Gipuzkoa e a Berlino, fondato da Ander Lizaso e Alfonso Ruano Canales; industrial designer il primo e architetto il secondo. I loro lavori, semplici e creativi, si sono fatti notare alla Furniture fair di Stoccolma e poi al Salone del mobile di Milano. In particolare ci ha colpito la loro collezione dedicata bambini, realizzata in compensato di betulla del Baltico.

 Bull, che fa parte di questa collezione, è essenzialmente una piccola sedia caratterizzata da uno schienale a forma di ruota gigante, un rullo in multistrato che le permette di trasformarsi, una volta rovesciata, in un contenitore per pupazzi o balocchi, in una carriola, in un’automobile o in un qualsiasi altro gioco la fantasia possa suggerire. Il bello di Bull è proprio questo: che dà ai bambini lo spunto per trovare il loro uso preferito.

www.fukuroo.net

 

Tornare bambini. Anche da progettisti. Questo è quello che hanno fatto i designer di Usuals per questa collezione di Happy Toys realizzati in legno riciclato.

Gli Happy Toys di Usuals sono degli oggetti straordinari. Non sono i soliti giochi in legno pensati per bambini. Sembrano più dei giochi in legno pensati dai bambini, tanto sono spontanei, semplici e divertenti. Nelle tre declinazioni, Happy Car, Happy Horse e Happy Dog, questi giocattoli evocano gli oggetti o gli animali dai quali traggono il nome ma nello stesso tempo stupiscono per la loro creatività e, ne siamo certi, il loro essere così “grossolanamente abbozzati”, sapranno stimolare la fantasia dei fortunati bambini che li preferiscono a un videogame “perfettamente definito”.

In più i pezzi di legno utilizzati per creare gli Happy Toys sono riciclati in quanto provengono da potature degli alberi della fattoria di famiglia. I giochi si possono ordinare sul sito di Usuals

www.usuals.nl

 

 

Le Kimmidoll sono il “must have” del momento. Sono tante, sono una diversa dall’altra, ognuna ha un nome e un significato. Sono la versione “design” delle Kokeshi, le tradizionali bambole portafortuna giapponesi.

Le Kimmidoll  sono nate come omaggio all’arte e alla cultura orientale. Le tradizionali bambole giapponesi, dette Kokeshi, sono un perfetto esempio di questa semplice bellezza orientale, e nel paese del Sol Levante sono una vera e propria istituzione culturale. Vengono realizzate a mano da artigiani del legno detti Kijiya e donate come segni di amore e di amicizia.

Le Kimmidoll sono la versione contemporanea e “di desihgn” delle Kokeshi e rappresentano una fusione fra tradizione e modernità. Bambole da collezione ma anche originali complementi d’arredo.

Il marchio Kimmidoll, già conosciuto in oltre 50 paesi, arriva ora anche in Italia con i suoi personaggi che rappresentano i “valori veri della vita”. Esistono infatti varie Kimmidoll, di diverse colorazioni, e in ognuna di loro risiede un valore ispiratore come la cortesia, la felicità, la gioia, il rispetto e tanti altri. Ogni Kimmidoll ha dunque il suo nome ed il suo significato (non c’è possibilità di fare confusione) e sono tutte rigorosamente vestite con i tipici kimono giapponesi. Le Kimmidoll sono proposte anche in diverse dimensioni dalla più piccola che misura 6 cm alla versione maxi che arriva a 40 cm.

www.kimmidoll.it

Alessandro Di Prisco è un giovane architetto napoletano che ha dedicato molta attenzione al design per i più piccoli. A loro è dedicata la sua collezione Letters, ispirata all’alfabeto.

E’ proprio l’alfabeto, infatti, il protagonista di questo progetto in fieri, costituito da una serie di arredi rivolti a soddisfare le esigenze dei bambini. Mobili, sedie, tavoli e altri elementi che traggono la loro forma dalle lettere dell’alfabeto; lettere grandi, colorate, allegra, proprio come piace ai bambini, che così potranno anche imparare familiarizzare con esse.

È stata la forma stessa delle lettere, come ci racconta il designer, che ha dato lo spunto alla linea dei singoli prodotti, Ad esempio la “S” ha ispirato la progettazione di un dondolo, pensato per l’attività ludica dei piccoli; dalla I è nata una la libreria, la A e la M hanno formato una sedia e un tavolo, mentre la G ha suggerito le forme per una seduta-scrivania. Semplici arredi pensati apposta per ricreare un angolo raccolto dove i bambini possano immaginare e divagarsi in totale tranquillità.

Il progetto Letters è adatto sia per arredare le camerette ma anche le scuole dell’infanzia e spazi attrezzati per l’intrattenimento dei piccoli.

www.alessandrodiprisco.com