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Si chiama Makers With Agendas questo gruppo di designer danesi che ha fatto della ricerca dell’essenziale la propria filosofia progettuale. La loro prima collezione di prodotti, che abbiamo scoperto qualche anno fa alla fiera di Stoccolma, mostra a tutti il loro DNA, fatto di design compatto, imballaggi piatti, materiali naturali, flessibilità e uno stile neutro e minimale.

Tra i progetti ideati da Makers With Agenda, quello più particolare per la sua essenzialità è sicuramente Accordion, disegnato da Julien De Smedt. Accordion è stato definito “il cavalletto più compatto al mondo”. Un oggetto pieghevole che si apre per creare un comodo supporto per qualsiasi piano di tavolo. Grazie ad un semplice movimento a fisarmonica, le sue gambe si ripiegano e diventano un’asta sottile.

O il Knot shelf, un sistema di scaffalature assemblabili e smontabili senza sforzi, senza strumenti o viti, disegnato da William Ravn.

O ancora Pivot, un’essenziale sedia pieghevole in frassino, disegnata Dons Wouter, che si chiude fino a diventare un quadrato piatto.

Per finire con Stilt, una struttura in frassino che rappresenta un’alternativa mobile e flessibile per esporre i quadri o altri oggetti al muro e che funge anche da mensola.

Less is more!

 

 

www.mwa.eu

In occasione della Stockholm Furniture Fair 2019, Massproductions ha presentato Colossus, un tavolo enorme progettato per unire le persone.

Enorme, solido e rassicurante. Parliamo di Colossus, il nuovo tavolo del brand svedese Massproductions, presentato in occasione dell’ultima edizione della Stockholm Furniture Fair. Già, enorme, come suggerisce chiaramente il suo nome. Colossus deriva, infatti, dalla parola greca κολοσσός che significa, per l’appunto, “statua di grandezza straordinaria”. Si chiamava così, per esempio, la gigantesca statua innalzata a Rodi per il dio Elio, protettore della città. Il celebre Colosso di Rodi, considerato una delle 7 meraviglie del mondo antico.

A partire da questo riferimento illustre Chris Martin, il cofondatore di Massproductions, ha pensato di creare un tavolo dalle dimensioni esagerate (pensate che la versione più piccola misura 1,8 metri di diametro, arrivando ad ospitare fino a 12 persone). Un gigante che potesse, in qualche modo, rappresentare un antidoto alle incertezze diffuse nel mondo contemporaneo.

“Volevo disegnare un prodotto che fosse l’esatto opposto di tutti quei sentimenti di malcontento che attraversano il mondo. Da lì è nata l’idea di un tavolo rotondo e solido… Il mondo ha bisogno di tavoli grandi che tengano insieme le persone”, ha spiegato Chris Martin.

Colossus si propone, dunque, come una sorta di luogo d’incontro. Una tavola rotonda dove tutti hanno lo stesso peso e dove ci si augura che, attraverso la discussione, i contrasti possano essere appianati.

Una base in cemento e prese multiple sul top del tavolo

Un altro tratto distintivo del progetto di Chris Martin è il materiale utilizzato. Colossus, infatti, poggia su una base in cemento, un materiale del tutto nuovo per l’azienda svedese. Così nuovo che, per realizzarlo, Massproductions si è rivolta a un artigiano del Nord Italia specializzato nella lavorazione del cemento.

Il risultato è un tavolo di grande fattura artigianale dove la proverbiale attenzione al dettaglio che caratterizza il design scandinavo non è venuta meno.

Dulcis in fundo, Colossus è disponibile con prese multiple mimetizzate al centro del tavolo. Un’opzione molto pratica e senza rischi antiestetici. I cavi si possono, infatti, nascondere nella base in cemento.

Insomma, un tavolo ideale non solo per abitazioni private (case grandi, si intende), ma anche per uffici e ristoranti. Per ritrovare il piacere del confronto.

Altre novità presentate a Stoccolma? Guardate le ultime collezioni di Seletti e di Offecct. Se invece cercate 4 buone ragioni per visitare la Fiera l’anno prossimo, leggete l’editoriale di Massimo Rosati.

La designer libanese Nada Debs presenta Marquetry Mania, una collezione di mobili e accessori dove l’intarsio è ripensato con un twist contemporaneo.

Tecniche artigianali tradizionali rilette in una chiave contemporanea. Questa è una delle tendenze più diffuse nel mondo dell’arredo. Lo dimostra la fortuna conosciuta di recente dalle ceramiche, diventate in molti casi terreno di interessanti sperimentazioni. E lo conferma il ritorno dell’intarsio, una tecnica antichissima che consiste nell’accostare piccoli elementi di vari materiali, ultimamente ripensata con un approccio moderno da tanti designer.

Oggi è proprio di mobili intarsiati contemporanei che parleremo. O meglio, di Marquetry Mania, l’ultima collezione firmata dalla designer libanese Nada Debs. Un progetto che ci ha colpito per il modo giocoso con cui è stato reinventato l’intarsio. Un modo di pensare fuori dagli schemi che probabilmente deriva dalla biografia multiculturale della designer. Nata in Libano, Nada Debs è cresciuta, infatti, in Giappone, ha studiato design negli Stati Uniti e ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo, sviluppando uno sguardo non convenzionale. Adesso vive nella sua Beirut, una città ponte tra Occidente e Oriente che sta vivendo un momento di grande fermento a livello culturale. E dove la mancanza di una tradizione industriale ha portato i designer ad attingere al loro grande patrimonio artigianale.

Reinventare una tecnica tradizionale con un approccio quasi ribelle

“È tutta una questione di reinventare una tecnica tradizionale con un approccio moderno, quasi ribelle”. È così che Nada Debs racconta il suo lavoro. Ed è così che è nata Marquetry Mania. Una linea di mobili e accessori decorati con strisce intarsiate che creano colorati intrecci geometrici.

A comporre Marquetry Mania tavoli da pranzo, tavolini, mobili contenitori, lampade e accessori. Una collezione dalle forme morbide e arrotondate disponibile in diversi colori, fra cui un divertente rosa bubblegum con finitura laccata opaca.

Insomma, un progetto a metà fra design e artigianato, passato e presente dove l’unico imperativo è sorridere. Scusate se è poco!

tavolo convivialeQuesto è Growth Table, il tavolo conviviale nato dalla collaborazione di Tim Durfee e Iris Anna Regn.

Non solo per i bambini, ma anche per i grandi, per stare insieme a loro, giocare e imparare insieme.

Non più diversi tavoli, ognuno per le proprie esigenze, ognuno con le proprie altezze. Con il progetto Growth Table si sta tutti insieme e si lavora proprio come in un open space.

E chissà quanti studi avrebbero proprio bisogno di un tavolo del genere!

tavolo convivialetavolo convivialeGrowth Table nasce dal bisogno di socializzare e stare uniti, di voler tirare fuori tutta la creatività ingenua dei bambini con l’esperienza e la maturità di un adulto o di un piccolo adulto. Tutto per poter disegnare insieme.

L’angolazione a mò di leggio diventa l’ispirazione cardine di questo tavolo immenso, dove tutti possono avere il proprio posto a sedere e il proprio spazio per riporre quello che serve per disegnare.

tavolo convivialeUn leggio in grande scala, stimolo per la convivialità che, in questo mondo ipertecnologico, sembra quasi perduto. Il tavolo conviviale che così come affermano i due ideatori “è letteralmente un drawing room”.

tavolo convivialewww.durfeeregn.com

Non serve molto per descriverlo: Zen, così come dice il nome, è il tavolo ispirato alla cultura del giardino giapponese.
Disegnato dallo Studio RYTE, questo tavolino unisce innovazione e contemporaneità con una delle tradizioni più conosciute al mondo.
Un linguaggio interdisciplinare che collega design con storia, in un elemento semplice e quotidiano.

Di cosa si tratta

Zen è stato progettato seguendo le caratteristiche dei giardini giapponesi, costituiti da uno spazio sabbioso dedicato alla meditazione, dove è solito dare vita a forme simili alle onde del mare con un rastrello.

Il gesto delicato e silenzioso porta l’utente a meditare sulla bellezza e spontaneità della natura, nei suoi cambiamenti e nella sua imprevedibilità. Un modo per disconnettersi dalla realtà e dedicarsi alla purezza dell’anima.
Allo stesso modo, il tavolino giapponese Zen simula le forme della sabbia e permette di fare scorrere sulla superficie diversi piani. Questi si incastrano con il tavolo consentendo all’utente di interagire con loro, lasciandosi trascinare dai movimenti.

Non solo Zen, ma anche funzionalità

Il tavolo Zen è costituito anche da una parte completamente piana, perfetta per appoggiare qualsiasi oggetto, come computer e libri.
Un tavolo che permette di creare un piccolo angolo lavoro dedicato alla pace dei sensi, aiutando anche a posizionare gli oggetti.

Infatti le superfici che possono spostarsi della zona ondulata del tavolo sono perfette per posizionare il cellulare o banalmente un bicchiere d’acqua.
È stato dimostrato che la divisione degli spazi, in questo caso indicato dalle diverse finiture di superficie, permette di concentrare e allo stesso tempo rilassare la mente.

I materiali

Anche i materiali contribuiscono a creare un piccolo ambiente stimolante e pacifico, sia visivo che tattile.

Le due superfici integrate del piano del tavolo infatti sono stati pensati rispettivamente in marmo e legno: da un lato un materiali morbido e piacevole al tatto, dall’altra parte il legno che richiama il giardino.
Le due parti sono saldamente tenute insieme da una struttura metallica.

www.studio-ryte.com

Egon è il tavolo svuotatasche che risolve il continuo bisogno di avere vicino una zona relax un piano dove poter appoggiare qualsiasi cosa.
Egon si aggiunge alla collezione del marchio di mobili in legno massiccio Alki composta già da elementi come divani, tavoli e pouf.

Si completa così la zona relax proposta dall’azienda, con una piccola chicca progettata dallo studio Iratzoki e Lizaso.

Il design

Un tavolo svuotatasche in legno che combina praticità e funzionalità. Due piani di legno dalla forma quadrata vengono tenuti insieme da un gambo, personalizzabile.

Egon, infatti, grazie a un pulsante posto nel piano superiore, cambia la sua altezza, così da consentire qualsiasi azione pratica.

Si può utilizzare per appoggiare qualsiasi cosa, un libro, un pranzo, anche il computer quando serve.
Un complemento perfetto per qualsiasi spazio, guardando anche alla praticità ormai necessaria in tutti gli spazi d’ufficio e di aggregazione.

www.iratzoki-lizaso.com

 

Il tavolo Taben di Bencore è il primo di una collezione di elementi d’arredo di design ad essere inserito nella nuova linea Smart Office. Taben è infatti un tavolo scrivania dalla struttura minimale in acciaio e dal top realizzato con pannelli alveolari, un materiale innovativo e di grande impatto estetico, che caratterizza da sempre la produzione di Bencore.

La sua struttura alveolare, leggere e resistente, può essere scelta in diversi colori e diversi disegni delle tramature. Questo tavolo scrivania può essere utilizzato per l’ufficio ma anche per creare un angolo di Home Office in casa, magari dividendo gli spazi con i pannelli alveolari coordinati.

Taben fa parte di un progetto dedicato allo Smart Office, destinato a rompere gli schemi tradizionali proponendo soluzioni “leggere”, flessibili e facilmente modificabili, che si adattino all’evoluzione contemporanea dell’ambiente ufficio. Un progetto che è destinato a crescere e ad ampliarsi con nuove linee Smart House e Smart Hospitality.

https://www.bencore.it

Stool-Tool è la sedia multifunzione che incorpora i due elementi fondamentali di un ufficio, la sedia e il tavolo.
È stata la mente creativa di Konstantin Grcic che insieme a Vitra ha dato vita a una forma semplice e impilabile.

Uno sgabello colorato e monolitico, costituito da una sorta di gradino che permette di accomodarvi.
La versatilità di questo comodo oggetto consente di usarlo in diversi modi, a seconda di come lo si direzioni. Ha un angolo per sedersi e un angolo per appoggiare le braccia o per usare propri tools da lavoro.

Facile e pratico, giocoso e leggero. Niente fronzoli per gli spazi sempre in continuo cambiamento.
Che sia ufficio, casa, scuola o spazio pubblico, Stool-Toll è adatto a qualsiasi occasione. Perfetto per improvvisare una breve riunione e avere tutto letteralmente a portata di mano. Basta solo improvvisare lo spazio.

Non serve chiedersi quale stanza occupare, perchè Stool-Tool è anche facile da trasportare, grazie al suo manicotto, e custodire.

www.vitra.com

Il brand olandese Functionals presenta il nuovo Twist Table, un prodotto che nasconde dei dettagli inaspe

ttati.

Come capita spesso nella produzione di Functionals, anche questo elemento d’arredo ci sorprende per il suo design molto particolare. Twist Table, infatti, si caratterizza per una torsione nelle gambe e nella base, realizzate in metallo verniciato. Una torsione, quella del tavolo Twist, che non ha solo una funzione estetica, ma rende anche il tavolo più stabile.

Disegnato da Thomas Schnur, Twist Table è nato quasi per gioco. Durante un lungo viaggio in treno, il designer tedesco ha iniziato a giocherellare con una striscia di carta, per sperimentare diverse curve e possibili soluzioni. Iniziò così a interessarsi alle torsioni delle strutture e decise di applicarle al metallo.

Il risultato di queste sperimentazioni “da pendolare” ha preso poi forma nel Twist Table. Il ripiano del tavolo è realizzato in legno composito di alta qualità rivestito con un innovativo laminato ad alta pressione. Un top dal look opaco e morbido al tatto, ma estremamente resistente a impronte e graffi.

Il tavolo Twist è disponibile abile nella versione bianco e nero

La definizione esatta delle curve perfette del tavolo Twist può sembrare a prima vista abbastanza semplice, ma ma nella realtà ottenere la giusta rotazione ha richiesto un bel po’ di tempo e di prototipi diversi.

www.functionals.eu

Symbiotic Objects è una collezione di oggetti che combinati tra di loro formano una seduta e un tavolo, ma da soli non sono nulla.
Soltanto creando dei legami e unendo diverse forze, si instaura una relazione tra l’uomo e l’ambiente circostante.
Come? È proprio questa la domanda a cui cerca di dare risposta Xiang Guan, progettista di Symbiotic Objects.

Il concept

La cultura e il consumismo di oggi ispirano il giovane laureato alla Central Saint Martins.
Il pensiero è quello di far capire che gli oggetti e le persone esistono insieme e costruiscono la realtà. Gli oggetti quotidiani, dice il progettista, non sono dei semplici strumenti o schiavi.

Bisognerebbe prestare attenzione prima di buttare un oggetto via, perchè questo racchiude in sè  un significato profondo che lo lega a noi.

In cosa consiste il progetto

Symbiotic Objects è composto da diversi elementi tubolari curvilinei, che combinati tra loro e con la persona danno vita a una scrivania e una sedia.
Solo due sono le gambe che poggiano a terra, ma dotati all’estremità di supporti in metallo rivestiti in pelle, che permettono l’appoggio all’utilizzatore.

La relazione, l’incastro e l’equilibrio non fanno altro che incoraggiare l’utente a mantenere la postura migliore quando seduto.

A tutti i supporti si aggiunge una lampada, che viene indossata come un casco che si illumina a contatto con la testa.

www.guan-xiang.com

Con il suo progetto di mobili impiallacciati chiamato Laminated Series, lo studio del designer olandese Jeroen Wand esplora la parte dinamica e meno “glamour” del design. Una ricerca che stimola la ricerca di forme estetiche alternative ma non per questo meno espressive.

Per questa serie di mobili impiallacciati, Jeroen Wand preme recupera scarti di impiallacciatura che sovrappone con lo scopo di formare uno strato in legno massiccio ma malleabile al tempo stesso..

La sua tecnica deriva dal processo industriale di laminazione nel quale un foglio di impiallacciatura (solitamente in un’essenza pregiata) viene utilizzato per rivestire la struttura sottostante in legno meno nobile. Nel caso si questi mobili impiallacciati, al contrario, l’impiallacciatura del mobile diventa la stessa struttura.

Tutto è realizzato con un procedimento manuale che consente la massima libertà di interpretazione e che rende ogni oggetto unica e diverso dagli altri.

I vari fogli di impiallacciatura vengono sovrapposti, modellati e pressati insieme in uno stampo, fino a formare un elemento solido dalla forma desiderata. Quella di un pino di un tavolo  impiallacciato o della seduta ergonomica di una sedia impiallacciata.

www.jeroenwand.nl

Ph: © Sam Walravens

Lo studio AC/AL presenta Dojo, la collezione di sedie e tavoli che ispira al movimento e alla concentrazione delle arti marziali.
Da luogo di meditazione, diventa nome e ispirazione di forme, esaltate dalla semplicità ed eleganza di timbro del marchio francese Petite Friture.

In perfetto equilibrio con la tensione strutturale delle linee dritte, la scioltezza e la sinuosità rompono il disegno con tono deciso. Così come il disegno, la fluidità dell’animo si rende partecipe anche nella combinazione dei materiali.

Ecco che la trama dura dell’acciaio si confonde con la morbidezza del legno, ma scambiandone quasi le sensazioni.

Le forme di Dojo, nella sedia, poltrona e tavolo da pranzo, sono caratterizzate proprio dal contrasto, che rende la collezione irresistibile.

www.petitefriture.com
www.ac-al.com

Controvento è il tavolo disegnato da Francesco Faccin che unisce il legno e la pietra, uno sposalizio contemporaneo che firma il timbro del designer.
Il tavolo è circolare, capace di ospitare fino a 10 persone, a seconda della doppia dimensione presentata.

Controvento tra legno e pietra

La sua forte caratteristica è la sovrapposizione di piani sottili, che con tono deciso definiscono la forma e la contrapposizione di materiali.
Il legno di rovere si sposa con la pietra, che ne diventa il centro della funzionalità del tavolo.

A completare il disegno, un elegante disegno delle gambe, che garantiscono solidità e carattere a tutta la struttura.
Una contrapposizione materica tipica dell’architettura si muta e si ridimensiona nel progetto Controvento, per gli amani dei dettagli estetici ben studiati.

Controvento è si è aggiudicato il premio Archiproducts Design Award 2017.

www.former.it

www.francescofaccin.it

Arco, la collezione di arredi d’ispirazione anni 70 che…guarda come gira!
Sapete perchè? provate a guardarli: una linea gialla continua (che più pop non si può) crea un incredibile segno grafico nello spazio.
La collezione, disegnata dallo studio di Valencia Masquespacio, è costituita da diversi archi che si arrotolano tra di loro.

Un design davvero accattivante, che interpreta la contemporaneità con un tocco eccentrico.
Ma oltre al divertente gioco di forme, Arco domina la scena con i suoi colori sgargianti: da quando non vedevamo il giallo abbinato al rosa pastello?
Per tutti coloro che sono stanchi di vedere il design minimalista e vogliono un tocco d’arte e personalità nei propri ambienti.

La linea di arredi Arco è composta da sedute e un tavolo, che combinano il metallo dipinto con il morbido e luminoso velluto.
La collezione Arco è dallo stile un pò retrò, ma che rinasce per essere sempre all’avanguardia.

www.masquespacio.com

Scrivanie di design? Certo, meglio se col top personalizzato… I designer svedesi Frida Erson e Martin Eckerberg, fondatori dello studio Formellt, hanno presentato in occasione della fiera di Stoccolma, tre modelli di scrivanie di design della nuova collezione POM (Piece of Me. Le scrivanie, realizzate in massello di frassino e rivestite in pelle a concia vegetale, raccontano storie sulle abitudini e mostrano le tracce del loro utilizzo.

La superficie dei tavoli, infatti, non è liscia ma presenta dei segni che contraddistinguono i tre modelli: due si contraddistinguono per una leggera curvatura, una piccola piega sul top come se fosse stata impressa su un foglio di carta. Il terzo invece, conserva la memoria degli oggetti che vi sono stati posati sopra: un libro (o un tablet), una penna, un bicchiere che sembra abbiano impresso la propria forma su una superficie morbida

http://formellt.se