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Ecco i migliori ristoranti di design a Londra. Per non rinunciare al piacere del design neanche a tavola.

Volete scoprire i migliori ristoranti di design a Londra? Vi piacerebbe regalarvi un break nella capitale inglese che possa dilettare al tempo stesso palato e occhi? Lo sappiamo bene, a Londra i locali con interni dall’effetto wow non mancano. Piuttosto il problema è che ce ne sono così tanti da rendere la scelta molto difficile. Proprio per questo abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando per voi una lista dei migliori ristoranti londinesi di designUn mix molto vario unito, però, da un comune denominatore: sorprendere.

Ecco la nostra selezione. E se avete qualche suggerimento da darci, saremo lieti di aggiungerlo alla lista!

Coal Office

Apriamo la nostra rassegna sui migliori ristoranti di design a Londra con il progetto del designer britannico Tom Dixon, ospitato nel suo headquarter, inaugurato durante il London Design Festival 2018. Dopo gli uffici, il flagship store e lo showroom, aperti all’interno dell’ex deposito di carbone a King’s Cross, ha fatto la sua comparsa anche il tanto atteso ristorante Coal Office. Disegnato dallo stesso Tom Dixon, insieme al suo Design Research Studio, l’interno si ispira alla storia del vecchio deposito.

Al piano terra il centro della scena è occupato dagli archi in mattoni originari del XIX secolo. Il primo piano è caratterizzato da pareti in legno brunito e arredi grigio cenere che fanno riferimento a un incendio scoppiato nell’edificio durante gli anni ’70. Mentre il secondo piano ha un aspetto più contemporaneo con grandi pannelli in vetro e accenti in acciaio. A vestire gli interni e ad accompagnare i piatti dello chef Assaf Granit, tanti pezzi di design firmati da Tom Dixon, alcuni dei quali non ancora in produzione.

DOVE: Coal Office, 2 Bagley Walk, Kings Cross, London – https://www.tomdixon.net/story/post/the-coal-office/

Latteria

Tavoli in formica, banconi in zinco, pavimento in seminato, piastrelle diamantate e mattoni a vista: sono questi gli ingredienti di Latteria, il nuovo ristorante progettato dallo studio Vudafieri-Saverino
Partners, che ha recentemente aperto le porte nel quartiere di Islington.

Ispirato alla cultura milanese degli anni ’50, Latteria rivisita in una chiave contemporanea lo stile semplice e autentico delle vecchie latterie meneghine. Il risultato è uno spazio eclettico e dall’atmosfera informale, dove assaporare pasta fatta in casa, risotti, pizza, e altri piatti della tradizione gastronomica italiana.

DOVE: Latteria, 56 – 58 Essex Rd, Islington, London

Duddell’s

Si trova a due passi dal London Bridge, all’interno della ex Chiesa di Saint Thomas, Duddell’s, il fratello minore dell’omonimo ristorante stellato fondato a Hong Kong nel 2013 da Alan Lo, Paulo Pong e Yen Wong. Una location d’eccezione di cui l’architetto Michaelis Boyd ha saputo rispettare l’unicità. Della Chiesa sono rimaste le enormi vetrate colorate e le pareti in quercia intorno all’antico altare. Per il resto Duddell’s sposa un’estetica moderna che ha trovato ispirazione nelle sale da tè di Hong Kong degli anni ’60.  

DOVE: Duddell’s London, 9A St. Thomas Street, Southwark, London – http://www.duddells.co/london/

Bronte

Bronte, il ristorante progettato da Design Research Studio (DRS) sotto la guida creativa di Tom Dixon, richiama il mondo degli esploratori vittoriani e colpisce per la sua architettura: una facciata in vetro ad arco, che porta dal tradizionale terrazzo colonnato a uno spazio a doppia altezza costituito da un soppalco e da una sala più intima, nella parte posteriore. 

Gli interni sono arredati in modo eclettico, mixando colori e materiali diversi. A spiccare, in particolare, il cemento rosa della caffetteria, la cucina in granito verde e il cocktail bar con bancone in peltro. Mentre il tema degli esploratori è raccontato attraverso una raccolta di pezzi da collezionista, scovati in varie parti del mondo. 

DOVE: Bronte, The Grand Building, 1-3 Strand, Covent Garden, London – https://www.tomdixon.net/story/post/bronte-restaurant-the-strand-london/

Omar’s Place

Si chiama Omar’s Place il ristorantefirmato dallo studio inglese Sella Concept, che ha aperto i battenti nel 2018 nel quartiere di Pimlico. A vestire l’interior un accogliente outfit che mescola pareti color terracotta, tavoli con top in terrazzo e materiali preziosi, come il velluto e l’ottone.

Un progetto che si propone di evocare il calore del Mediterraneo, in linea con i piatti proposti nel menù dello chef spagnolo Vincente Fortea. Un mood mediterraneo accompagnato, però, da un tocco nordico attraverso le sedute di Carl Hansen & Søn e di Note Design Studio. 

DOVE: Omar’s Place, 13 Cambridge Street, Pimlico, London – https://www.omarsplace.co.uk/

Yen

Ispirato alla quiete delle foreste di bambù, Yen, il ristorante giapponese affacciato sul Tamigi progettato dallo studio britannico Sybarite, si propone come un’oasi di pace dove disconnettersi dalla frenesia della capitale inglese.  

A caratterizzare gli interni soffitti color cioccolato, arredi in acero grezzo e divanetti in velluto verde. Mentre nella sala per le cene private sono protagonisti soffitti di carta e pavimenti tatami. Un ambiente semplice ed elegante per un’atmosfera in puro stile giapponese. 

DOVE: Yen Restaurant, 190 Strand, London – https://yen-london.co.uk/

Spring

Ospitato all’interno della Somerset House, Spring, il ristorante guidato dallo chef Skye Gyngell, offre davvero ciò che il suo nome promette. Non solo nel cortile, un vero e proprio tripudio di vegetazione primaverile, ma anche negli eleganti interni disegnati dallo studio Stuart Forbes Associates in collaborazione con la sorella di Gyngell, Briony Fitzgerald. Ad accogliervi troverete, infatti, una delicata palette nei toni del bianco e del rosa, una parete decorata con 300 petali in ceramica bianca, opera dell’artista brasiliana Valeria Nascimento, e una incredibile profusione di fiori e piante. Il tutto accompagnato da tanti pezzi di design, come le lampade Atollo di Vico Magistretti e gli chandelier Cloud di Apparatus. 

DOVE: Spring, Somerset House New Wing, Lancaster Place, London – http://springrestaurant.co.uk/

Dirty Bones 

Il nuovo locale della catena Dirty Bones si trova a Soho e mescola lo stile dei loft di Brooklyn con il glamour di Studio 54, la discoteca di Manhattan, celebre per i suoi eccessi, che tra il 1977 e i primi anni ’80 ha accolto tanti scrittori, artisti e personaggi famosi. Il risultato è uno spazio eclettico in cui a superfici grezze si contrappongono eleganti divani in velluto. 

A caratterizzare ulteriormente l’interior: luci soffuse, una tenda nera utilizzata per vestire una parete e una finta libreria dietro cui si nasconde un bagno. Insomma, un ristorante molto instagram-friendly, come dimostra anche il “foodie instagram pack” gratuito fornito su richiesta a ogni cliente. Cosa contiene il kit? Una luce a LED, un caricatore portatile, lenti grandangolo a clip e un bastone da selfie a treppiedi. Un kit perfetto per uno scatto a prova di like. 

DOVE: Dirty Bones, Top Floor, Carnaby St, Soho, London – https://dirty-bones.com/

Sticks ‘n’ Sushi

Ha aperto a King’s Road, nel cuore di Chelsea, il nuovo indirizzo consigliato a tutti gli amanti del design scandinavo. Si chiama Sticks ‘n’ Sushi e no, non si tratta di un ristorante nordico. La cucina è giapponese, ma a disegnare gli interni è stato il noto studio danese Norm Architects. Uno spazio ricco di texture tattili e materiali naturali dove l’estetica scandinava e quella giapponese dialogano alla perfezione.

DOVE: Sticks ‘n’ Sushi, 113-115, King’s Rd, Chelsea, London – https://www.sticksnsushi.co.uk/restaurants/kings_road

Farmacy

Farmacy è il posto ideale per i vegetariani e, in generale, per tutti gli amanti della natura. Infatti in questo ristorante nel cuore di Notting Hill, progettato dallo studio Cada, tutto, dal menù all’interior, è pensato in nome della sostenibilità. I piatti sono al 100% biologici, mentre gli interni sono arredati con legno non trattato, tessuti naturali e tanti pezzi di recupero. Il nome? In perfetta sintonia con il concept del locale, viene dalla parola farm che in inglese significa azienda agricola. 

DOVE: Farmacy, 74 Westbourne Grove, London – https://farmacylondon.com/

Sketch

Non è certo una novità Sketch, ma è uno di quegli indirizzi che non può proprio mancare in una guida sui ristoranti di design a Londra. D’altronde, non si tratta solo di un ristorante, ma anche e soprattutto di una galleria d’arte. A firmare gli interni di questo ristorante-galleria è stata India Mahdavi che, come cornice per le opere d’arte che si succedono ogni due anni, ha deciso di puntare sul rosa e sulla morbidezza del velluto. Un vero incanto dedicato a tutti i romantici e ai sognatori. 

DOVE: Sketch, 9 Conduit St, Mayfair, London – https://sketch.london/

Grind and Co

Si trova a Clerkenwell, in un ex edificio industriale risalente alla fine dell’800, l’ottavo locale della catena Grind and Co. Ed è stato disegnato dallo studio australiano Biasol. 260 metri quadri, sviluppati su due livelli, dove a pavimenti in legno dall’aspetto vissuto si contrappongono sedute in velluto rosa e blu navy, tavoli in marmo e lampade in ottone. Un interno elegante ma rilassato.

DOVE: Grind and co, 2-4 Old St, Clerkenwell, London – http://grind.co.uk/

Dishoom

Le atmosfere dei caffè Irani della Bombay (oggi Mumbai) della metà del ‘900 rivivono in Dishoom, ristorante ricavato all’interno di un ex magazzino ferroviario vicino alla stazione King’s Cross. Un posto pieno di carattere dove, tra mattoni a vista e pareti dall’effetto invecchiato decorate con poster del movimento di indipendenza indiano, trovano spazio tanti pezzi di antiquariato scovati dagli stessi proprietari e dagli interior designer dello studio Macaulay Sinclair, durante due viaggi in India. Per rivivere il fascino della vecchia Bombay. 

DOVE: Dishoom, 5 Stable Street, London – http://www.dishoom.com/

Sosharu 

Porta la firma dello studio cinese Neri & Hu Sosharu, il ristorante e cocktail bar giapponese, gestito dallo chef stellato Jason Atherton. Lo spazio al piano terra si ispira a un classico izakaya giapponese, accogliendo, da un lato, un grande bancone per i pasti in condivisione, e, dall’altro, una sala dove, attraverso l’utilizzo di travi e di schermi in legno, è stato creato un ambiente che ricorda le atmosfere intime di una casa tradizionale giapponese. Al piano inferiore c’è, invece, il cocktail bar dove ritagli di manga e vecchie pubblicità danno vita a una parete grafica che offre uno sguardo più informale e giocoso sulla cultura giapponese. Un mix di suggestioni che si sposa perfettamente con il menù del locale: una cucina classica con qualche sorpresa contemporanea. 

DOVE: Sosharu, 64 Turnmill St, London – http://www.sosharulondon.com/

VyTA Covent Garden

Ha da poco aperto le porte a Covent Garden il primo ristorante londinese di VyTA, la nota boulangerie gourmet nata nelle stazioni italiane. Lo spazio, sviluppato su tre piani e con due terrazze panoramiche, è stato firmato dall’architetto Daniela Colli, che si è ispirata all’architettura italiana degli anni ’60. Ad accogliervi, appena varcata la soglia, troverete pavimenti in marmo policromo, boiserie in legno, superfici laccate, fregi, specchi, avvolgenti sedute in velluto e accenti in ottone. Un locale dalla forte personalità in uno dei quartieri più vivaci di Londra.

DOVE21 The Market, Covent Garden, London – http://www.vytacoventgarden.com/

HUTONG SHARD

Per la più romantica delle cene, prenotate la cucina cinese di altissimo livello (in particolare, troverete le specialità della Cina del Nord) al 33° piano del più alto grattacielo londinese: Lo Shard (la scheggia) progettato da Renzo Piano. Un locale pieno di fascino dove di sera le lanterne rosse si riflettono sulle vetrate a tutt’altezza che dominano il Tamigi. Un’esperienza unica nel suo genere, sospesi a oltre 100 metri di altezza tra raffinati e minimali arredi cinesi. Per un’occasione molto speciale in uno dei migliori ristoranti panoramici  di Londra.

DOVE: Hutong Shard, The Shard, 31 St Thomas St, London – http://hutong.co.uk

GUARDA IL NOSTRO REPORT COMPLETO SUL RISTORANTE HUTONG SHARD

Darwin

È all’interno dello Sky Garden, il giardino in cima al grattacielo “Walkie-Talkie” progettato da Rafael Viñoly Beceiro, che si trova il nostro ultimo indirizzo. Si tratta di Darwin, una brasserie dove gustare cucina british in un ambiente rigorosamente di design, godendo di una vista panoramica mozzafiato sulla città di Londra.

DOVE: Darwin Brasserie, 20 Fenchurch Street – Sky Garden, London – https://skygarden.london/darwin

Foto di copertina: Grind and Co.

Lo spettacolare museo Louvre di Abu Dhabi, nei ricchissimi Emirati Arabi Uniti, è uno dei più avveniristici progetti dell’architetto francese Jean Nouvel. Il nuovo museo, un edificio di 24.000 metri quadrati inaugurato nel 2017, sorge su un’isola artificiale (la Saadiyat Island).

La particolarità che rende unico e così spettacolare il progetto del Louvre di Abu Dhabi è la sua copertura protettiva formata da una grande cupola traforata.

Si tratta di una struttura reticolare che sembra sospesa e che protegge dal calore ma al tempo stesso permette al sole di filtrare all’interno. I raggi si sole penetrano dal soffitto, traforato come un merletto, creando un effetto di luce davvero particolare. Un effetto strabiliante che ricorda, come racconta il progettista Jean Nouvel, i “raggi di sole che attraversano le fronde delle palme in un’oasi.”

Il museo, costruito in base a un accordo con il Louvre di Parigi, ospiterà  una serie di capolavori dell’arte offerte in prestito dall’omonimo museo parigino e da altri 12 musei francesi. Una tappa imperdibile per chi si recasse in vacanza o per lavoro negli Emirati.

L’illuminazione del museo è stata affidata al gruppo internazionale Luxiona, che tra gli altri lavoro ha illuminato il Parlamento del Vietnam, il quartier generale di Unicredit a Milano e la sede MAPFRE in Messico.

http://louvreabudhabi.ae

Qui sotto, alcuni rendering di progetto originali del museo Louvre di Abu Dhabi

Photo: ©Lliber Teixidò, Associated press

Il legno è protagonista assoluto del progetto per il nuovo terminal dell’Aeroporto Internazionale Heydar Aliyev, recentemente inaugurato a Baku, la capitale dell’Azerbaigian, che ha già vinto il Red Dot Design Award. L’Aeroporto di Baku progettato da Autoban (celebre duo di architetti di Istanbul formato da Seyhan Özdemir e Sefer Çagla) conferma l’approccio sperimentale innovativo dello studio, che ribalta le tradizionali convenzioni aeroportuali di spazio chiuso ed esperienza impersonale.

Il committente, Azerbaijan Airlines, chiedeva che il progetto riflettesse la cultura e i valori della gente caucasica e che quindi dovesse essere incentrato sull’uomo, che evocasse una sensazione di calda ospitalità e si configurasse come una moderna presentazione del design tradizionale.

Il terminal dell’Aeroporto di Baku ospita 16 “bozzoli” in legno personalizzati, realizzati in legno impiallacciato di quercia bianca americana (American white oak), che variano per dimensioni e funzioni. Di questi, 11 sono di forma chiusa e rivestiti con pannelli di legno, mentre 5 hanno strutture aperte. I bozzoli sono adibiti a svariati usi: ci sono diversi bar e negozi, un’area gioco per i bambini, un centro benessere ed estetico, mentre alcuni forniscono servizi accessori come il deposito bagagli. Ma la destinazione d’uso dei bozzoli è flessibile e probabilmente cambierà nel tempo con l’evoluzione del terminal stesso.

Foto: Kerem Sanliman

Foto Autoban

http://autoban212.com

www.americanhardwood.org

 

La Perłowa Beerhouse di Lublino.

La Perłowa Beerhouse è un affascinante bar che sorge nel cuore dell’antica cittadina polacca di Lublino. Si trova in uno degli edifici di proprietà della “Vetter Breweries” di Lublino, una tradizionale fabbrica di birra attualmente gestita dalla Perła Brewery.

Qualche anno fa i proprietari dello storico birrificio hanno deciso di aprire, all’interno delle vecchie strutture, un bar che diventasse punto di ritrovo per i giovani di Lublino e per tutti gli appassionati della birra di qualità.

Hanno così coinvolto il pluripremiato studio Projekt Praga, con sede a Varsavia, per progettare un locale di ritrovo e di svago per gli ospiti del birrificio ma anche per il pubblico della città. Tra le richieste dei titolari, la principale era quella di creare uno spazio versatile e molto vivibile, accogliente e che rappresentasse bene il brand. L’anno successivo la Perłowa Beerhouse è diventata realtà.

L’idea di base dei progettisti è stata quella di far ruotare tutte le attività intorno al grande bancone centrale lungo 30 metri che diventa l’elemento portante di tutto il progetto.

Una cascata di bottiglie scende sul bancone di 30 metri

Sopra di esso una “cascata” di bottiglie e bicchieri di birra e una lampada al neon su misura che gira tutto intorno al bancone creando una vera e propria installazione luminosa.

Le pareti sono rivestite con doghe di rovere, quasi a ricordare le botti nelle quali veniva conservata un tempo la birra. Il soffitto a specchio, che raddoppia l’altezza degli spazi, crea nel locale un incredibile gioco di riflessi.

I progettisti dello studio Project Praga hanno scelto di mixare nello stesso spazio materiali caldi e materiali freddi. Il pavimento in cemento color grigio piombo contrasta con la tonalità del legno alle pareti. Il tutto però è amalgamato dalla luce gialla del neon che dona allo spazio un effetto caldo e scenografico.

Il grande bancone ovale è realizzato in lamiera di zinco. Un omaggio ai vecchi banconi di lavoro del birrificio e alle attrezzature per la produzione di birra, originariamente realizzati proprio con questo materiale “povero”. 

Vuoi visitare la Perłowa Beerhouse?

Nella Perłowa Beerhouse si possono assaporare birre realizzate con varietà di malto premium e arricchite da una grande varietà di luppoli polacchi, coltivati da decenni nella regione di Lublino. Nella Perla Beer Drinking Room è possibile degustare selezioni di birre speciali e pregiate che non si trovano da nessun’altra parte. Il tutto accompagnato da una genuina cucina polacca. 

Indirizzo: Perłowa Beerhouse, Bernardyńska 15, Lublin, Polonia.

Orari: Da lunedì a giovedì e domenica: ore 12:00 pm – 12:00 am
Venerdì e Sabato 12:00 pm …ad oltranza!

Lo studio Project Praga

Lo studio Projekt Praga è composto da: Marcin Garbacki, Karolina Tunajek, Katarzyna Pyka, Zuzanna Bujacz, Piotr Lutarewicz
Visual identity: Alina Rybacka-Gruszczyńska. Foto: ©Rafał Kłos

http://www.projektpraga.pl

Ecco i 17 ristoranti di design più belli al mondo.

I 17 ristoranti di design più belli al mondo sono stati premiati 4 ottobre 2018 a Londra in occasione della decima edizione del Restaurant & Bar Design Awards. Si tratta di uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicato, come dice il nome, ai migliori bar e i migliori ristoranti al mondo.

I 45 giurati, tra cui architetti, giornalisti, imprenditori e chef di fama internazionale hanno fatto la loro scelta insindacabile, premiando ristoranti di ogni genere: dai fast food ai locali stellati, dai ristoranti “pop up” a quelli residenti all’interno di hotel o aeroporti. I ristoranti di design più belli al mondo sono stati selezionati fra 900 candidati provenienti da 71 Paesi. 

Qui di seguito sono elencati tutti i ristoranti premiati. Buona lettura!

Tutti i premi ai ristoranti di design più belli al mondo

Il vincitore assoluto

Il primo premio assoluto è andato al ristorante Sean Connolly di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, progettato da Alexander & Co. Ecco le immagini del progetto vincitore…

Clicca sulle immagini per ingrandirle

I 6 premi ai migliori ristoranti di design internazionali

  • Il premio per il miglior ristorante del Regno Unito è andato a Mei Ume, un locale di Londra progettato dallo studio AB Concept.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Middle East & Africa Restaurant è andato a Sean Connolly di Dubai, UAE. Progetto di Alexander & Co. Questo ristorante ha vinto anche il primo premio assoluto come “miglior ristorante di design al mondo” (vedi la scheda e le foto sopra)

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Asia Restaurant è andato a Osteria Marzia di Wan Chai (Hong Kong) progettato dallo studio A Work of Substance.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Australia & Pacific Restaurant è andato a Ishizukadi Melbourne, in Australia. Design, Russell & George.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Europe Restaurant è andato a Romola di Madrid, Spagna, di Office for Political Innovation.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Americas Restaurant è andato a Akira Back di Toronto, Canada, progettato dallo Studio Munge.

Gli altri premi

Oltre a questi premi ne sono stati assegnati altri 11 per altrettante categorie: Ecco i vincitori:

  • Premio per il miglior ristorante in un hotel / Bokan (London, UK) / Mystery.

 

  • Premio per il miglior ristorante multiplo: Brasserie Blanc (Hammersmith Riverside, London, UK) / 3 Stories.

 

  • Premio per il ristorante con le migliori superfici interne: Chuan’s Kitchen (Foshan, China) / Guangdong Infinity Mind Architecture Design.

 

  • Premio per il miglior ristorante in un edificio storico : Duddell’s (London, UK) / Michaelis Boyd Associates.

 

  • Premio speciale per il miglior ristorante di Londra: Haz (London, UK) / I-AM Associates.

 

  • Premio per il ristorante con la miglior Brand Identity: Hokkaidon (Hong Kong) / A Work of Substance.

 

  • Premio per il miglior ristorante “Standalone”, cioè pensato per i clienti che mangiamo da soli: ICHIBUNS (London, UK) / Studio Glitt.

 

  • Premio per il miglior ristorante Fast Food “Casual” / The Good Egg (London, UK) / Gundry & Ducker.

 

  • Premio per il miglior ristorante all’interno di un altro spazio: The Savill Garden Kitchen (London, UK) / Path Design.

 

  • Premio per il miglior ristorante Pop Up: The Single Estate Rooms (London, UK) / Hue & Cry.
  • Premio per il ristorante con la migliore illuminazione: Akira Back (Bangkok, Thailand) / PIA Interior Co.,Ltd.

Ecco i 17 bar di design più belli al mondo.

Sono stati ufficialmente dichiarati “i bar di design più belli al mondo.” Sono 17 e sono stati selezionati dalla giuria del Restaurant & BarDesign Awards, uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicato ai locali “food and beverage”. 

Il premio “Restaurant & Bar Design Award”

L’edizione 2018 del Restaurant & BarDesign Awards, giunta al suo decimo anno, ha premiato quelli che, a suo giudizio, sono i 17 ristoranti e i 17 bar di design più belli al mondo. A selezionarli, un team di 45 giurati tra cui architetti, giornalisti, imprenditori, chef di fama internazionale.

Tra i locali nominati, ci sono locali di ogni genere: dai fast food ai locali stellati, dai quelli ospitati in aeroporti, hotel o stazioni,. I ristoranti e bar di design più belli al mondo premiati stati selezionati fra oltre 900 candidati provenienti da 71 Paesi. La cerimonia di premiazione dei Restaurant & BarDesign Awards 2018 si è svolta lo scorso 4 ottobre 2018 a King’s Cross.

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Tutti i premi ai bar di design più belli al mondo

Il vincitore assoluto

Il primo premio assoluto è andato a Rosina, un bar di Las Vegas, negli Stati Uniti e progettato da Simeone Deary Design Group (& Gensler).

Qui sotto, alcune immagini del progetto vincitore (clicca sopra le foto per ingrandirle)

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I 6 premi ai migliori bar internazionali

  • Il premio al miglior bar di design del Regno Unito è andato al locale “No. 29 Power Station West” di Londra, progettato dallo studio Box 9 Design

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  • Il premio al miglior bar di design della sezione “medio Oriente e Africa” è stato assegnato a Rockets Lolitas di Johannesburg, in Sud Africa, progettato da Soda Custom PTY Ltd.

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  • Il premio al miglior bar di design del “continente Asiatico” è andato a The Wine Ayutthaya di Phra Nakhon Si Ayutthaya, in Tailandia di Bangkok Project Studio.

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  • Il premio al miglior bar di design della sezione “Australia e Pacifico” è stato vinto dal bar Chandon di Coldstream, Australia, progettato da Foolscap Studio.

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  • Il premio al miglior bar di design in Europa va, con nostro orgoglio italiano, a VyTA, Enoteca Regionale del Lazio, di Roma, progettato da COLLIDANIELARCHITETTO

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  • Il premio al miglior bar di design del continente Americano è andato al Bar Rosina di Las Vegas, USA, di Simeone Deary Design Group (& Gensler), che è anche stato eletto il bar di design più bello al mondo in assoluto… (vedi la sezione e la gallery più in alto nell’articolo)

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    Gli altri premi

    Oltre a questi premi ne sono stati assegnati altri 10 per altrettante categorie: Ecco i vincitori:

  • Miglior bar di design a Londra: The Allegory (London, UK) / Fusion Design and Architecture

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  • Miglior bar di design all’interno di un Club: Babel (Cheltenham, UK) / Grapes Design.

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  • Miglior bar di design all’interno di uno spazio commerciale: Decorex Champagne Bar (London, UK) / Shalini Misra

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  • Miglior bar di design in un Nightclub: Avenue (Los Angeles, USA) / Rockwell Group.

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  • Bar di design con il miglior soffitto: Doot Doot Doot (Victoria, Australia) / Jan Flook Lighting.

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  • Migliori Murales & Grafiti all’interno di un bar di design: Mahjong Bar (Toronto, Canada) / Grey North Design.

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  • Miglior bar di design dedicato al tempo libero: il bar per bambini Neobio (Shanghai, China) / X+Living

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  • Miglior Cafe di design: Pot Bellied Pig (Dublin, Republic of Ireland) / Kingston Lafferty Design.

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  • Miglior bar di design all’aperto: Rooftop @1WLO (Fort Lauderdale, USA) / Big Time Design Studios

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  • Miglior uso delle piante in un bar di design: The Garden (Edinburgh, UK) / Goddard Littlefair

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  • Miglior uso del colore in un bar di design: The Budapest Cafe (Chengdu, China) / Biasol Studio

VID – Venice Innovation Design. Con questa denominazione una delle più incantevoli perle della laguna di Venezia, l’isola di San Servolo, si affaccia al mondo del Design. E lo fa in grande stile, in occasione della recente Biennale di Architettura 2018, ospitando importanti installazioni.

Con l’esperienza di VID – Venice Innovation Design, l’isola di San Servolo apre i suoi spazi, completamente rinnovati, per trasformarli in laboratori di idee e di innovazione nel campo del design all’insegna del Made in Italy tra pubblico e privato. 

La storia dell’isola di San Servolo

La storia dell’Isola di San Servolo inizia nell’anno 900, quando venne costruito il primo insediamento Benedettino nella Laguna di Venezia. Alla fine del 1700, quando Napoleone ordinò di dissolvere gli ordini monastici, l’isola si trasformò in un lazzaretto militare. Durante il dominio austriaco ottocentesco, il vecchio convento fu trasformato in un istituto psichiatrico, che rimase attivo fino al 1978, quando con la Legge “Basaglia” n. 180, vennero chiusi gli ospedali psichiatrici in Italia. 

Per il ventennio successivo le strutture dell’Isola furono abbandonate e lasciate in uno stato di decadenza fino a quando, negli anni ’90, un imponente lavoro di restauro ad opera della Provincia di Venezia – oggi Città metropolitana di Venezia restituì l’Isola alla comunità. 

l’isola di San Servolo oggi

Oggi l’isola di San Servolo ha assunto un ruolo importantissimo per la vita culturale veneziana. Sia perché ospita strutture sportive e ricreative aperte alla cittadinanza, sia perché è stata scelta come sede di alcune prestigiose istituzioni internazionali. Tra queste, segnaliamo il campus della Venice International University, il Collegio Internazionale di Merito dell’Università Ca’ Foscari, l’Accademia di Belle Arti di Venezia, la Fondazione Franca e Franco Basaglia e, di recente, anche la prestigiosa Neuroscience School of Advanced Studies.

L’isola ospita anche l’antica farmacia dei monaci Benedettini e il singolare “museo della Follia”, una raccolta interessantissima di testimonianze e di documenti riferiti al proprio passato di istituto psichiatrico.

L’isola come centro culturale e congressuale della Città di Venezia 

L’isola di San Servolo oggi è diventata un prestigioso Centro Culturale e Congressuale della Città di Venezia. Uno spazio di grande suggestione in grado di offrire numerose sale meeting (sino a 240 posti), spazi espositivi di ogni dimensione, un ristorante e una caffetteria. Oltre ad una struttura ricettiva con una capacità di 173 camere e 331 posti letto suddivisi in 5 edifici. Alcune di queste camere, dalle quali si gode uno straordinario affaccio sulla laguna, saranno dedicate agli ospiti che vogliono vivere un’esperienza unica ed esclusiva a pochi minuti di vaporetto da Piazza San Marco.

Tutto è inserito in uno dei più grandi parchi e incantevoli di Venezia dal quale si gode un panorama straordinario sulla laguna di Venezia e sul bacino di San Marco.

Venice Innovation Design

l’isola di San Servolo (di proprietà della città Metropolitana di Venezia) diventa da quest’anno anche la sede permanente di VID – Venice Innovation Design. Con questa iniziativa mette a disposizione i propri spazi polifunzionali e il parco alle più prestigiose aziende italiane insieme alle quali verranno progettati e realizzati interventi di design. 

Le aziende partner possono scegliere l’ambito in cui intervenire e ridisegnare lo spazio. In questo mondo le aziende hanno un duplice vantaggio: supportare la riqualificazione di qualità dell’isola e al tempo stesso diventarne protagoniste grazie all’esposizione dei loro prodotti.

Le aziende che hanno condiviso questo primo step di VID – Venice Innovation Design sono: Aresline, Attico Interni, Cosentino, Fimes, Lago, LCF, Oikos, Tosetto e Vistosi.

servizimetropolitani.ve.it 

Il nuovo ristorante Markus di Maurizio De Riggi si è spostato, dopo 6 anni di attività, all’interno un palazzo nobiliare dell’Ottocento di San Paolo Belsito. Una cittadina celebre per aver ospitato l’alta borghesia napoletana quando desiderava allontanarsi dalla già allora frenetica vita del capoluogo partenopeo. Il nuovo Markus, da poco inaugurato, è uno studiato mix tra vecchio e nuovo, dove forme e materiali creano studiati.

Il progetto del nuovo ristorante Markus è dell’architetto Leonardo Caliandro, ma Maurizio De Riggi ha contribuito molto alle scelte progettuali. Come quando ha voluto assolutamente inserire il vecchio lavatoio in cemento peroveniente dalla casa di sua nonna come lavandino. Il risultato è il viaggio, il racconto di una storia in grado di creare equilibrio tra passato e futuro”.

Markus si compone di 2 sale comunicanti e da una piccola cucina a vista. Tutto dominato da un alto soffitto, che sfiora i 5 metri. Grazie alle generose altezze le pareti sono state scelte per ospitare diverse scenografie che dialogano tra loro. L’ingresso è trattato come un sipario teatrale con tende in velluto bordeaux. Un’altra parete ospita collezioni di piatti, orologi e specchi, oggetti in ottone, porcellane e ferro, che ricreano le atmosfere di una casa contadina.

Un’altra ancora è rivestita con doghe in frassino olivato invecchiato, che continuano anche sul soffitto sotto forma di lamelle, rievocando le vecchie locande del borgo. Non manca infine la carta da parati in stile Jungle, tonalità del nero e del verde.

Particolare la piccola cucina a vista, attrezzata con due posti a sedere per degustare i piatti dello chef conversando direttamente con lui.

Per Maurizio De Riggi, Markus rappresenta dunque il racconto di un sogno. Un gioco di citazioni al passato ma ben radicato nel presente, con un equilibrio ricercato tra arte, installazione, cucina e design.

Markus – Food Experience, è in via Ferdinando scala n. 94 a San Paolo Bel Sito (NA)

foto: Andrea Segliani

In Canada, un museo dedicato al popolo Cree

Conoscete il popolo Cree? No? Questo museo in Canada vi può aiutare a conoscere questa dinamica e importante minoranza etnica nordamericana con origini indiane. Lo studio canadese Rubin & Rotman Architects, in collaborazione con l’architetto Douglas Cardinal, ha progettato questo insolito edificio tutto legno e vetro. Si tratta dell’Aanischaaukamikw Cree Cultural Institute di Montreal, un museo e luogo di incontro che ha la mission di trasmettere la cultura tradizionale Cree alle generazioni future.

I Cree sono un popolo indigeno dell’America settentrionale, proveniente dalle Montagne Rocciose, dall’Ontario, e dal Quebec, la cui lingua discendeva dai Cherokee e che abitava nei tradizionali “shaptuan” delle tende costruite in un ampio cerchio. E proprio a questi archetipi si è ispirato il lavoro di Rubin & Rotman Architects, nel quale una particolare attenzione è stata prestata alla trasposizione in chiave contemporanea di elementi simbolici che riflettono il tradizionale habitat Cree.

Il grande open space dalle pareti trasparenti a piano terra è il vero cuore pulsante della comunità. Una sala espositiva che è anche un luogo di incontro per attività comunitarie dove danza e spettacoli musicali si alternano a incontri, letture e conferenze. Al piano inferiore si trovano gli uffici delle associazioni coinvolte nel preservare la lingua Cree, metodi di caccia e di arti e artigianato, nonché nella promozione del turismo.

Rubinrotman.com/it

 

Hutong Shard: lanterne rose sospese su Londra…

Se avete in programma un viaggio nella capitale inglese, non perdetevi una visita alla scheggia “the Shard” l’ormai celeberrimo grattacielo a cuneo progettato da Renzo piano a due passi dallo storico London Bridge. Dalla terrazza panoramica di quello che ad oggi è il grattacielo più alto d’Europa si gode una delle più incantevoli viste della città.

Ma se vi resta tempo (e se il portafogli lo consente), potete anche godervi una sosta al 33° piano, dove si trova lo spettacolare Hutong Shard il bar-ristorante con cucina della Cina del Nord. Un ambiente di grande fascino, circondato da vetrate a tutta altezza che si affacciano sulla città e dove i tavoli sembrano sospesi nel vuoto.

Un’esperienza unica, anche solo per un thè, in un ambiente molto curato, a partire dal controsoffitto in bambù intrecciato, al contrasto tra l’arredamento tradizionle cinese con la modernissima architettura che lo ospita, fino alla fi curatissima illuminazione progettata dallo studio Into Lighting e David Yeo , dove centinaia di lanterne rosse creano atmosfere d’altri tempi.
Non perdetevelo al tramonto, quando le luci della città comincianao a brillare sotto di voi!

http://hutong.co.uk


Copyright – Richard Southall/Ilona Zielinska

Tap on the Line è un nuovo locale ospitato all’interno del vecchio edificio in mattoni della Kew station, nella periferia di Londra, un bell’esempio di architettura ferroviaria vittoriana.

Un pub che conserva tutta l’atmosfera rétro dei suoi ambienti, tra i quali spicca una hall adoppia altezza col soffitto a volta. I progettisti, gli architetti dello studio Concorde BGW, hanno ristrutturato questo vecchia ala dell’edificio che ospita anche una grande galleria vetrata in ferro battuto, finestrata su tutti i lati, che unisce il pub alla stazione vera e propria.

La sfida è stata quella di reintrodurre quella sensazione “grandiosa” dell’epoca vittoriana. La ristrutturazione ha riportato alla luce una serie di splendidi elementi, tra i quali la grande hall a doppia altezza, che ospita il bar, ma anche una bella serie di colonne in metallo e soprattutto l’orologio della stazione.

La veranda  originale è stata trasformato in una caffetteria dall’atmosfera elegante ma informale, come quella che domina in tutto il pub.

www.tapontheline.co.uk

www.concordebgw.com

Si chiama The Musket Room questo ristorante vintage che prepara piatti neozelandesi e internazionali, progettato dallo studio newyorkese Alexander Waterworth Interiors a Nolita, nel cuore di Manhattan.

I progettisti hanno utilizzato una combinazione di materiali diversi, tra cui mattoni a vista, cemento e molte parti in legno di noce grezzo, con l’intento di creare uno spazio interno vintage, ma al tempo stesso accogliente ed elegante. L’arredamento fa il resto: mobili di metà secolo, le lampade in ottone dal sapore “industriale” con i cavi a vista e profondi divanetti in pelle azzurro indaco che rafforzano e completano ulteriormente l’ispirazione del locale.

Il pavimento in legno, si alterna a decorazioni in cemento a vista.

www.alexanderwaterworthinteriors.com

Chi non ha mai sognato di svegliarsi col rumore di onde e gabbiani, in un cottage sulla spiaggia affacciato sull’oceano? Magari sulla piccola penisola di East Hampton, a Long Island? Un luogo incantevole a pochi chilometri da New York, sperduto tra antichi fari e mulini a vento.

Il sogno diventa possibile in questo piccolo boutique hotel di Gerard Drive, una zona più appartata sull’Oceano Atlantico dove alcune molti si sono trasferiti a fuggire dalla folla che in estate, durante l’alta stagione, si riversa a Hampton. Il progetto, realizzato da Luis Pons design lab, ha voluto unire la più squisita accoglienza e il comfort di una suite d’albergo con il massimo della privacy, dovuti alla posizione, al silenzio e alla pace di questa zona isolata di fronte all’oceano. All’interno, un unico open space, l’isola cucina funziona come un tavolo e divide lo spazio in due: su un lato la zona soggiorno e sull’altro la camera da letto a vista. Unici ambienti separati, il bagno con spogliatoio, doccia e un piccolo office.

Arredi in legno chiaro e tanti oggetti di design si inseriscono in un ambiente dominato dai toni dell’azzurro, che riportano all’interno i colori del mare e del cielo.

www.luisponsd-lab.com

©ph Moris Moreno

A Milano apre il Moleskine Café, il più classico dei caffè letterari rivisitato in chiave contemporanea.

Inaugurato il 25 luglio in Corso Garibaldi 65, nel cuore di Brera e della Milano del design, il Moleskine Café unisce diverse vocazioni sotto un’unica bandiera: la passione per la scrittura, per il disegno, per la lettura… Il Moleskine Café infatti è un po’ galleria d’arte, un po ‘negozio e un po’ libreria, oltre ovviamente ad essere un ottimo posto dove rilassarsi e ristorarsi.

Il Café Moleskine

Oltre a proporre diverse miscele di caffè espresso, una gamma di caffè filtrati e un’infusione in tre pregiate varietà monorigini (in collaborazione con la torrefazione milanese Sevengrams), infatti, qui si possono gustare anche colazioni, pranzi caldi o snack veloci, con grande attenzione per i prodotti naturali e vegetariani.

Disegnato per offrire un mix di energia creativa e tranquillità, il Moleskine Café ospita al piano terra la zona bar con mostre d’arte, parlare, laboratorio, esposizione di libri e dei celeberrimi taccuini. Nel mezzanino invece è stata sistemata una più tranquilla una zona divani dedicata alla lettura, al lavoro o alla conversazione.

Dopo Milano, il format del Moleskine Café sarà esportato in altre grandi metropoli del mondo.

 

Lo stile del Café Moleskine

Ovviamente il Moleskine Café è stato progettato e arredato in stile puro Moleskine: linee pulite ed essenziali, colori neutri, tanto design. La galleria d’arte ospita mostre dedicate alle basi del processo creativo: schizzi, appunti, bozze e disegni di architetti, designer, illustratori, registi e innovatori affermati o emergenti. Lo shop infine è il luogo ideale per toccare con mano e testare tutti gli oggetti Moleskine.

foto Café Moleskine: ©Michele Morosi

http://www.moleskine.com/en/news/moleskine-cafe

 

Quest’anno, in occasione della Design Week milanese, le cucine Caesarstone e i prodotti del designer inglese Tom Dixon si uniscono per creare un ristorante suggestivo e multisensoriale nella splendida cornice della Rotonda della Besana, l’antico Lazzaretto milanese risalente al 17° secolo.

The Restaurant è un invito sperimentale al godimento della natura, che si riflette nella scelta dell’arredo per l’installazione di quattro piccoli spazi che affrontano tematiche differenti.

Nell’architettura barocca dalla disposizione a croce, materiali, forme e cibo interagiscono in modo diverso per offrire esperienze culinarie nuove e capaci di risvegliare i sensi. Il visitatore ha la possibilità di spostarsi nelle varie aree per provare diversi piatti che, insieme, costituiscono un pasto completo. Vengono così interpretati i quattro elementi della natura: terra, aria, acqua e fuoco.

La sezione Terra, realizzata sui toni del marrone, si ispira agli acquedotti romani: in questo spazio, il cibo viene affumicato proprio come gli antichi metodi della cottura delle verdure, per esaltare i sapori naturali degli alimenti.

La sezione dedicata all’Aria si ispira alle architetture delle città moderne, articolandosi in un gioco di lastre sottili che si incastrano tra di loro. Qui vengono serviti dolci leggeri e gustosi, come le meringhe.

La sezione Acqua si articola per richiamare i frammenti irregolari del ghiaccio: le geometrie definite dei tavoli e delle sedie entrano in contrasto con le curve delle lampade a forma di goccia chiamate Fade. Al banco, il visitatore può gustare fresche granite servite con succo di stracciatella.

Infine, la cucina dedicata al Fuoco incorpora toni scuri e caldi, come l’oro e il rame, che richiamano il colore delle fiamme. In questo spazio, i cuochi servono piatti scottati.

Ogni pietanza è stata preparata dallo studio di food design Arabeschi di Latte guidato da Francesca Sarti, utilizzando esclusivamente prodotti freschi Made in Italy.

Tom Dixon, curatore e designer dell’installazione, ancora una volta è riuscito a distinguersi giocando con i materiali: “mi piace interagire con loro e scoprire quello che sono capaci di regalarti, sia a livello creativo che esperienziale”.

Il risultato? Un ristorante unico ed eccezionale.

www.tomdixon.net