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Ecobirdy trasforma la plastica riciclata in piccoli arredi per bambini, rispondendo a una delle esigenze primarie del nostro pianeta e di tutto il mercato del prodotto, la sostenibilità.
Quante volte si sente parlare dell’inquinamento e della necessità di riciclare le risorse.

La plastica è uno di quei materiali più usati in una vastissima gamma di prodotti. Diventa un obbligo morale nel rispetto per l’ambiente riciclarla e renderla materia nuova per creare qualcosa di nuovo e davvero utile.

Il concept

Il sistema EcoBirdy nasce proprio da questa idea, e si sviluppa in uno di quei settori a volte dimenticati: i giochi per bambini. Sono quelle bambole, quelle macchinette, o anche cucine e tavolini che vengono apprezzati dai più piccoli proprio perchè fatti in plastica.

Sono morbidi, facili da pulire, più igenici, economici e morbidi al tatto. Ma che fine fanno quando i bambini vogliono un giocattolo nuovo?

Cosa è EcoBirdy

EcoBirdy è un marchio che si occupa di riciclare la plastica al 100% e trasformarla in deliziosi complementi d’arredo per i più piccoli.


Tutto inizia dalla raccolta, dallo smistamento, pulizia e macinazione dei vecchi giocattoli. Una volta che vengono separati i colori, gli esperti trasformano i fiocchi creati in unici oggetti.

Che sia una sedia, un tavolo o una lampada, tutti i complementi sono deliziosi. Sembrano quasi delle caramelle, grazie alla loro superficie arrotondata e setosa.

www.ecobirdy.com

Dopo essere stata presentata a Milano durante lo scorso Salone del Mobile, la lampada Bon Jour Versailles è finalmente in vendita anche nella versione proposta da Flos.

Ma partiamo dall’inizio… Bon Jour Versailles è una collezione di lampade che mette insieme tre fra i più grandi nomi del design internazionale: Philippe Starck, Baccarat e Flos.

Il designer francese ha creato una lampada-gioiello, dalle linee classiche alle quali, come sua usanza, ha aggiunto un pizzico di ironia (non solo nel nome!).

Le due aziende l’hanno interpretata ognuna a modo suo. La leggendaria manifattura francese, realizzando una preziosa struttura in cristallo, creata sul disegno del suo celebre candeliere Versailles. L’iconica azienda italiana di illuminazione, aggiungendo il paralume della sua ormai celebre lampada Bon Jour, disegnata qualche anno fa da Starck. E ovviamente realizzando la stessa identica base, ma con un materiale completamente diverso: il polimetilmetacrilato (PMMA).

Aristocrazia e democrazia, alto artigianato e industria si incontrano e si fondono in un unico oggetto, la lampada Bon Jour Versailles.

Racconta Philippe Starck: “Al Palazzo di Versailles, il Re Sole si annoiava. Un giorno ebbe la visione di un lampo, una luce nuova e magica, diversa dal proprio solare bagliore, che illuminava il Salone degli Specchi. Lo sognò e ne fece il suo stemma. Qualche secolo dopo, Flos e Baccarat lo fanno diventare realtà, unendo la più alta tecnologia al loro know-how senza tempo. E la storia è diventata modernità.”

In entrambe le versioni, la lampada termina con un top cromato e è dotta di un’innovativa tecnologia Led, sviluppata da Flos, che crea una luce calda e omogenea. Il paralume è in tessuto plissettato.

www.starck.com

www.flos.com

www.baccarat.fr

Per festeggiare i 50 anni delIa serie I componibili Kartell ha chiamato un gruppo di grandi designer internazionali per interpretare la storica serie di mobili cilindrici disegnata da Anna Castelli Ferrieri. Tra questi, il grande Oki Sato, fondatore dello studio nendo, che con la sua ormai celebre genialità ha proposto un’installazione davvero bella e ironica.

Sappiamo quanto il designer giapponese sappia unire nel suo lavoro minimalismo e poesia. Come la sua matita sappia disegnare la vera essenza degli oggetti. Sul blog Design Street abbiamo già parlato molto di nendo e dei suoi lavori (se volete, potete vederli tutti cliccando sul nome del designer…)

Prendendo spunto dallo sportellino scorrevole dell’iconico contenitore (nella versione originale disponibile in bianco, rosso e nero), nendo ha pensato a una grande famiglia di elementi d’arredo e oggetti d’uso quotidiano, accomunati dalla stessa caratteristica.

E come si conviene in queste circostanze, ha scattato una bella “foto di famiglia” nella quale le tazze, le bottiglie di vino e i tappi di sughero che state usate per la composizione si trasformano, quasi per osmosi, inglobando le stesse antine.

Ma non solo… anche i libri, gli occhiali, la lampada i vasi e persino le foglie, sono diventati, secondo nendo, tutti membri della famiglia de I Componibili Kartell.

www.nendo.jp

Foto di Akihiro Yoshida

 

Knit è il nome di un’innovativa collezione di complementi d’arredo ideata da Curver, azienda leader mondiale nella produzione della plastica.

La particolarità della collezione Knit by Curver è che porta un tocco di design e di creatività (e perché no?, un tocco di tendenza) nell’oggetto di plastica di uso quotidiano. La linea Knit infatti è stata realizzata utilizzando un nuovo metodo di iniezione profonda che crea una texture 3D che ricorda i lavori a maglia tradizionali.

Molto studiata anche la tavolozza dei colori di Knit, che comprende colori pastello di ispirazione scandinava che si alternano a una scala di toni neutri, che va dai grigi caldi ai bianchi.

La collezione Knit comprende una serie di mobili e accessori adatti sia per l’outdoor sia per indoor gli interni, tra cui vasi portafiori e cestini di diverse forme e dimensioni, pouf e tavolini e persino delle simpatiche cucce per piccoli animali domestici.

Foto: Ruth Ward

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Per il terzo anno consecutivo Kartell e lo storico locale milanese Fioraio Bianchi Caffè, nel cuore di Brera, festeggiano insieme l’arrivo del Natale 2015 con un allestimento all’insegna del romanticismo.

Rispetto alle edizioni precedenti, la collaborazione si allarga al ristorante, le cui tavole saranno allestite con le collezioni Kartell in Tavola. La plastica trasparente e colorata si mascola alle composizioni floreali e alle ricette esclusive per il piacere dei sensi a tutto tondo- vista, olfatto e gusto.

Ogni volta il Fioraio ha accolto la proposta di Kartell, “vestendosi” interpretando un tema: bianco/rosso la prima edizione, oro/argento/rame l’anno scorso. Quest’anno è il momento della trasparenza e del colore, tenue e delicato, rischiarato da una luce soffusa e romantica.

Nel ristorante, dicevamo, i piatti sono stati abbinati alla linea Jellies Family di Patricia Urquiola per Kartell in Tavola, (LINK) realizzata in metacrilato trasparente e colorato di nuova generazione. Inoltre ogni tavolo è illuminato da una abat-jour Battery, firmata da Ferruccio Laviani: una lampada a led, ricaricabile con cavo USB e con un’autonomia di 6 ore.

Per tutto il mese di dicembre, Fioraio Bianchi proporrà le sue inconfondibili composizioni floreali in chiave natalizia. Su richiesta i clienti potranno acquistare le composizioni già in vaso.

www.kartell.it

www.fioraiobianchicaffè.it

Un bel progetto di design sociale

Il design, quando ha scopi “sociali” è ancora più bello. Così faccio i miei complimenti al designer inglese Benjamin Hubert, che ho incontrato al Design Festival di Londra, che ha dato vita a Layer, un concetto di design “non convenzionale”.

 

Tra gli altri progetti presentati nella capitale inglese, ha avuto la bella idea di ripensare il box per le donazioni di Maggie’s, un’organizzazione inglese che fornisce supporto pratico, emotivo e sociale gratuito per le persone malate di cancro e ai loro familiari e amici.

L’oggetto disegnato da Benjamin, non è altro che il restyling di un box, molto diffuso in Gran Bretagna in tantissimi spazi pubblici, negozi, ma anche portato a mano da tantissimi volontari.

Il Change Box è uno strumento prezioso per aumentare la raccolta fondi grazie anche, perché no?, a un design più “friendly”, colorato, che si fa notare e che, con l’inclinazione della sua imboccatura che mostra chiaramente la fessura per il denaro, invita alla donazione.

Il concetto alla base della nuova scatola collezione carità è che “un piccolo cambiamento può fare una grande differenza”.

La facile presa aiuta i volontari che devono sostenere il box, pieno di pesanti monetine, che girano per le città.

Change Box è in plastica colorata realizzata con stampo rotazionale e alla base ha un tappo in silicone.

 

Uno sgabello luminoso per creare atmosfera

Uno sgabello luminoso per illuminare le serate d’autunno? Una lampada sulla quale sedersi a fare due chiacchiere approfittando di un’atmosfera romantica e non invadente? Entrambe le cose!

Ecco il nuovo sgabello impilabile da esterno (o da interno, perché no?) Hyde di Assemblyroom, prodotto in polietilene riciclabile e disponibile in una gamma di vivaci colori solidi, sia nella versione tradizionale sia in quella illuminata da una fonte luminosa luce a led interna ricaricabile e telecomandata.

Hyde si può scegliere tra uno dei seguenti colori: grigio, arancione, viola, rosso, giallo e bianco traslucido.

“12 shoes for 12 lovers” by Melissa Shoes e Sebastian Errazuriz

Melissa Shoes e Sebastian Errazuriz annunciano una nuova collaborazione e lanciano la nuovissima collezione di “Wearable Art”, arte da indossare, ispirata a “12 Shoes for 12 Lovers”: il provocatorio progetto dell’eclettico designer contemporaneo che ha interpretato 12 scarpe dedicate ad altrettante donne (di cui avevamo già parlato a suo tempo su Design Street e che potete vedere qui)

 

La collezione, prodotta da Melissa Shoes, il celebre brand brasiliano marchio di calzature in plastica di design (al profumo “tutti-frutti”!), sarà in vendita nelle Melissa ‘Galerias’ in tutto il mondo: New York, San Paolo e Londra.

La creazione di queste scarpe innovative è stato ispirato dalla straordinaria risposta del pubblico all’installazione 12 Shoes for 12 Lovers nel pop-up shop Melissa Shoes durante la fiera Miami Art Basel dedicate all’arte contemporanea.

In questa occasione, Errazuriz ha sviluppato una collezione di dodici scarpe-sculture stampante in 3D, ispirate da altrettante sue ex-fidanzate. Mescolando storie d’amore passate con umorismo, arguzia e una realizzazione meticolosa, Sebastian Errazuriz ha trasformato le sue ex-amanti, e le sensazioni da loro evocate, in sculture funzionali.

Dopo questo enorme successo e Melissa ha deciso di produrre un’edizione speciale e limitata di due delle dodici scarpe-sculture: “The Boss”, che trasforma la scarpa in  un tirapugni, e “Goldigger” la scarpa dorata con il  “a cariatide”.

Due donne impegnative, a quanto pare…

Melissa Shoes è noto per la collaborazione con i migliori talenti di design e dell’architettura quali Zaha Hadid, Fernando e Humberto Campana, Gaetano Pesce, Karim Rashid e alltri, e dalla moda, da Karl Lagerfeld a Vivienne Westwood….

www.melissa.com/sebastianerrazuriz

 

“Jellies Family”, disegnata da Patricia Urquiola per Kartell, è l’ultima nata della collezione “Kartell in Tavola”. Una linea di piatti, bicchieri e caraffe che riproducono trame caleidoscopiche disgnate sulla trasparenza cristallina della plastica.

Quelli proposti dalla designer spagnola sono ggetti caratterizzati da forti contrasti che vedono alternarsi parti liscie e pura a una ricca decorazione “cesellata”.

Ciò che li distingue i prodotti Kartell, e questa collezione ne è una conferma, può essere riassunto in una parola: emozione. Non è poco se pensiamo che l’azienda lombarda è stata in grado di portare nelle case di tutti glamour della plastica, firmata dei più famosi designer al mondo.

www.kartell.com

Sapevate che esistono scarpe disegnate dai fratelli Campana, da Karim Rashid, da Zaha Hadid e da Gaetano Pesce? Le produce Melissa – il brand brasiliano famoso per le sue plastic shoes, diventate oggi veri oggetti “cult”.

Ebbene, Melissa ha lanciato la ” Miniatures Design Collection” uno special project che guarda agli appassionati e ai collezionisti di arte, design, moda e architettura e che ruota attorno ai modelli-icona del brand, nati in questi anni dalla collaborazione con artisti, designer e architetti internazionali, che hanno disegnato alcuni dei modelli più noti del brand. Ecco allora in formato mignon, una selezione delle proposte di questi designer, che diventano così piccoli oggetti da collezione.

I fratelli Campana per primi, nel 2004, hanno proposto la loro “Campana Zig Zag handbag” e le ballerine, “Campana Zig Zag ballet”.

Nel 2005 è stata lanciata, “Melissa High”. La scarpa “a goccia” dal tacco altissimo, realizzata con il designer egiziano  Karim Rashid.

Tre anni più tardi, nel  2008, è la volta del celebre designer e architetto iracheno  Zaha Hadid che – affacciandosi per la prima volta nel mondo della moda – realizza con Melissa i suoi boots aerodinamici, caratterizzati da cinghie di gomma che in un gioco-equilibrio complementare di linee, incastri e volumi diventano – uniti nel paio – la scarpa-scultura da indossare.

Nel 2010 il lavoro del designer-artista italiano Gaetano Pesce, si traduce nell’ankle boot “customizzabile”. Il cliente – con un taglio di forbice – può personalizzare la scarpa trasformandola in una ballerina, una flip flop o un nuovo modello a sua ideazione.

Melissa Miniatures sono disponibili presso i tre monomarca Melissa. Chi non potesse recarsi personalmente a San Paolo, a New York o a Londra, potrà acquistarle sul sito www.melissashoes.com.br

 

Sono considerate arredi ad alto tasso di socializzazione le panche FACE 2 FACE di Tera, disegnate dallo studio austriaco Walking Chair. Elementi d’arredo per l’outdoor realizzati in polietilene e pensati per allestire gli esterni di locali pubblici. Si tratta di sedute “bicolori” formate da una panca e un tavolo d’appoggio.

Il materiale è leggero, resistente agli urti e agli agenti atmosferici, inalterabile nel colore, facile da lavare anche senza uso di detersivi: ma non è tutto… è anche ecologico, atossico e riciclabile. Se poi viene abbinato a un prodotto intelligente, divertente e colorato, il risultato è davvero degno di nota.

www.tera-italy.com

Tom Dixon ha lanciato una nuova sedia, che nasce dalla sua lunga esperienza nel design del settore contract: hotel, ristoranti, bar e uffici. In questi ambienti servono prodotti che sopportino un utilizzo quotidiano molto alto, che siano resistenti, ergonomiche, impilabili, ma anche bella, moderna, di carattere…

Dopo aver cercato senza successo una sedia con tutte queste caratteristiche, il designer britannico ha pensato di progettarsene una che rispondesse a suo tutte queste esigenze. Ne è nata la Y Chair, presentata in anteprima durante l’ultimo London Design Festival.

Dopo due anni di sviluppo, ingegnerizzazione e ricerca della forma più adatta, è nata questo questo prodotto: una sedia dalle linee grafiche che creano una silhouette facilmente riconoscibile, la cui scocca è realizzata con uno stampo a iniezione in vetroresina, un materiale altamente resistente agli urti.

Lo schienale presenta un disegno ergonomico a supporto della parte lombare ed è sdoppiato per supportare le scapole.

La sedia è disponibile in due colori, bianco e nero, con possibili imbottiture e varie tipologie di gambe: a slitta, in alluminio pressofuso o in legno di rovere.

www.tomdixon.net

Cork Stool è uno sgabello che riprende esattamente la forma un tappo da champagne: un omaggio del giovane designer Pierfrancesco Arnone alla Pop Art. Lo sgabello è realizzato interamente in sughero riciclato ed è disponibile anche con una apposita gabbia metallica, prodotta da Francolight, che serve da tavolino. Per renderlo ancora più “verosimile”, Cork Stool è personalizzabile a fuoco con un logo o una scritta.

È disponibile anche nella versione in polipropilene, realizzato in rotazionale. Si chiama Bouchon e viene proposto in diverse colorazioni.

www.pierfrancescoarnone.it

Sparkle è un vaso decorativo disegnato da Christophe Pillet, realizzato in PMMA trasparente e colorato.

Un elegante vaso/centrotavola (diametro 27,7cm) caratterizzato da un coperchio forato grazie al quale si può trasformare da vaso in ciotola o centrotavola. È disponibile in quattro diverse versioni a seconda dell’abbinamento delle fasce di colore di base e coperchio.

Sparkle invece è una linea di sgabelli e tavolini creati dal giapponese Tokujiin Yoshiokala cui particolare plissettatura, sia all’interno sia all’esterno del materiale plastico, crea un risultato finale molto suggestivo.

Grazie al coperchio, il tavolino può essere aperto trasformandosi in un contenitore.

[email protected]

Si chiama Maiposata è un nuovo concept di posate in tecnopolimero, disegnato e brevettato da Riccardo Diotallevi. La sua caratteristica, come spiega bene il nome stesso, è che le posate sono studiate per restare sempre sollevate dal tavolo, evitando “pericolosi” contatti con la tovaglia Non solo, ma si agganciano una all’altra restando unite e in ordine fino a quando non si decide di riutilizzarle- Le posate sono proposte al pubblico sia nel Set da tavola con sei o dodici coperti, che in un pratico kit per il fuori casa, provvisto di stuzzicadenti, che tra l’altro serve a bloccare il gruppo di posate, una volta assemblato Lavabili in lavastoviglie e disponibili in colori sobri, sono realizzate in collaborazione con SL Stampi Service, azienda esperta nella realizzazione sia di stampi che di complementi stampati. www.maiposata.it