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Il ginocchio robotico della start-up giapponese BionicM vince il Red Dot Luminary Award 2020. Un progetto all’avanguardia che unisce al meglio performance ed estetica.

È un ginocchio robotico il vincitore del Red Dot Luminary Award 2020, il più alto riconoscimento del Red Dot Design Award nella categoria Design Concept. Il progetto è stato sviluppato da BionicM, la start-up giapponese fondata da Sun Xiaojun.

La protesi utilizza tecnologie robotiche e biomeccaniche all’avanguardia, ed è stata progettata per chi ha subito un’amputazione sopra il ginocchio. L’obiettivo è di ripristinare le loro funzioni fisiche e aiutarli a svolgere le attività quotidiane con un dolore fisico ridotto. Difficoltà che Sun Xiaojun conosce in prima persona.

“Mi è stata amputata la gamba destra quando avevo nove anni. È stato difficile per me permettermi una protesi, quindi ho camminato con una stampella per 15 anni. Ho ricevuto la prima protesi, quando sono tornato in Giappone. Ha cambiato la mia vita, ma ho scoperto che c’erano molti problemi con il prodotto attuale. Per questo ho deciso di progettare un prodotto migliore per me e per le altre persone”, racconta Sun Xiaojun.

Come funziona il ginocchio robotico di BionicM

Il ginocchio robotico è supportato da un motore elettrico che garantisce la potenza necessaria per l’estensione del ginocchio, quando si cammina, si salgono le scale o si percorrono pendii. Oltre al motore elettrico, la protesi sviluppata da BionicM è dotata anche di sofisticati sensori che guidano i movimenti ed effettuano regolazioni precise in ogni momento. Il sistema di controllo della guida e gli algoritmi originali replicano le funzioni motorie naturali degli arti.

Un ginocchio robotico progettato per assomigliare il più possibile al corpo umano

La protesi è disegnata per assomigliare il più possibile al corpo umano. Per questo ha persino un rigonfiamento muscolare sul polpaccio. La superficie esterna del prodotto è realizzata con un materiale rinforzato con fibre a matrice polimerica (CFRP) di alta qualità. La copertura inferiore è disponibile in diverse dimensioni per potersi adattare a persone di varie altezze. Inoltre, è in programma di produrre le protesi in diversi colori e materiali. Per creare un prodotto non solo performante, ma anche più piacevole da guardare rispetto alle protesi tradizionali.

“Penso che il design sia molto importante per un prodotto high tech come un ginocchio robotico perché le persone si concentrano sull’aspetto. Soprattutto nel campo delle protesi, i prodotti tradizionali non hanno una grande estetica. Ci siamo concentrati sul design per creare funzionalità elevate, ma anche un prodotto più bello e cool”, racconta ancora il CEO Sun Xiaojun.

Un progetto interessante che ci auguriamo possa davvero ispirare i designer a portare sempre più il loro contributo in questo settore.

Motorman: la moto elettrica dal look vintage.

Può una moto elettrica avere un look rétro? Questa è la domanda che si è posta Ronald Meijs, fondatore del brand olandese Meijs Motorman. Ronald, appassionato di moto, ha cercato un’idea per combattere il crescente inquinamento acustico e dell’aria che caratterizza le nostre città senza però rinunciare allo stile. E la risposta è una straordinaria collezione di motociclette dall’aspetto vintage ma dal cuore elettrico.

Meijs Motorman produce moto elettriche ispirate al periodo dei pionieri delle motociclette. Una apparente contraddizione che unisce una pregiata manifattura artigianale ad un motore elettrico al 100%, silenzioso ed ecologico.

Motorman è una motocicletta elettrica facile da usare e divertente da guidare. Una moto  progettata per uno stile di vita moderno ed ecologico, che rappresenta un perfetto equilibrio tra durata, funzionalità e design. Ci si può muovere in piena libertà, senza alcun rumore e senza inquinamento, godendosi appieno i suoni della natura.

Le caratteristiche della moto elettrica Motorman

Le motociclette elettriche Motorman sono realizzate con un telaio in acciaio, robusto minimale, al quale si aggiungono dettagli di grande qualità, come la sella la sella in pelle cucita a mano e le scritte sul serbatoio dal look vintage.

Il motore è alimentato da una batteria agli ioni di litio, che garantisce una velocità di 45 km/h e un’autonomia di 50-65 km. Può essere ricaricato da qualunque presa in 4-6 ore oppure in 3-4 ore con il caricabatterie. I freni sono a disco e in fase di frenata si attiva il recupero di energia.

Motorman è disponibile in 2 modelli

Meijs Motorman Designer’s Choice

Questa è la moto originale, progettata dal designer, Ronald Meijs. Si caratterizza per la struttura in acciaio laccato nero e il sellino in pelle marrone cucita a mano

Meijs Motorman Classic

La Motorman Classic si differenzia rispetto al modello precedente per alcuni accessori, tra cui i robusti poggiapiedi in nylon marrone con bordi in rilievo neri, i dettagli in ottone sui fanali e sulle molle che ammortizzano i sedili…

Meijs Motorman customizzate

Ogni motocicletta Motorman può inoltre essere completamente customizzata grazie ad un’ampia scelta di finiture, di colori e di accessori, come ad esempio le borse laterali in pelle, che rendono ogni modello unico e speciale. Può essere anche personalizzata con scritte speciali o con i loghi delle aziende…

www.meijsmotorman.com

Vespampère è la nuova visione dell’oggetto status simbol dell’Italia, la Vespa. Perchè diciamolo, ancora chi vive fuori da questo Paese, immagina gli italiani come quel popolo felice, sorridente e spensierato sopra le proprie Vespe.
Quando se ne parla, penso sempre alla tipica immagine del film “Vacanze Romane”. Ma adesso la mitica Vespa vuole guardare avanti.

Il noto designer italiano Giulio Iacchetti ne da una propria interpretazione. La Vespa diventa elettrica, con un design super pulito e dalle linee sottili, esattamente come se fosse uscita da un disegno stilizzato.

Il design di Vespampère

Snella e minimale, un design perfetto per esaltare l’idea ecologica della nuova Vespa.

Dal tradizionale disegno del 1946, dall’immagine delle tipiche Vespe del Neorealismo, a quello che oggi la tecnologia rende reale. Un passaggio molto chiaro di come il design non è solo tavoli e sedie, ma è tutto quello che ci circonda, al passo con i tempi.

Vespampère mantiene gli elementi che più caratterizzano la Vespa: il faro anteriore circolare, la forma aerodinamica e allungata. Un classico, c’è poco da dire.

Cosa c’è di nuovo in Vespampère?

Il motore a gas, pesante e ingombrante, viene sostituito da quello elettrico, che oltre all’aspetto ecologico, regala la possibilità di dare una forma nuova al mezzo.

In più la Vespa sposa tutte le nuove esigenze del conducente, incorporando nuove tecnologie: tutti i comandi, il tachimetro e l’indicatore del livello del carburante si collegano all’app dedicata, e il cruscotto permette di alloggiare il proprio smartphone in assoluta comodità e sicurezza.

www.giulioiacchetti.com

EICMA 2017, il Salone della moto più importante al mondo ritorna a Milano. Uno degli appuntamenti più attesi e seguiti dell’anno, in costante espansione di espositori e pubblico, che in questa edizione offre più spazio a innovazione, start up e mobilità sostenibile.

Il settore moto è in crescita, e i prodotti nel complesso risultano sempre più curati e sofisticati, con punte che trasferiscono in modo evidente logiche e soluzioni dal settore premium delle auto.

Da anni il corso comune per tutti, o quasi, è verso l’eccellenza senza compromessi, declinata attraverso una sempre più attenta definizione e assortimento delle proposte, specchio di una pianificazione a monte sempre più accurata e strategica.

A Eicma 2017 La diversificazione tipologica viene praticata ed esplorata al massimo dei contenuti tecnici e simbolici che il mercato possa recepire, ma anche oltre, con proposte ibride: lo scooter crossover, o rivoluzionarie: la tre ruote ad alte prestazioni per “sciare” sull’asfalto.

Il rischio insito in tale dinamica con eccessi di prezzo e prestazioni, che non sempre porta ad incrociare una domanda corposa, viene sempre più bilanciato da prodotti rassicuranti di impostazione e immagine classica (caso dell’anno la riedizione della memorabile Kawasaki 900) che consentono di ampliare il bacino di una utenza potenziale non necessariamente esasperata, come ben dimostrato negli anni da Triumph.

Il tema del classico e della memoria è un filone declinato a vari livelli qui a Eicma: in forme quasi archeologiche coma la rinata mitica Brough, o comunque senza esitazioni di sorta come Norton, Royal Enfield, Indian, Harley Davidson -e ovviamente Triumph-, oppure, in configurazioni più sfumate come il richiamo alla Morini 3½, o alcuni modelli di Benelli, Guzzi, Vespa, con l’aggiunta di Lambretta e Caballero. Non tutti però risultano sempre convincenti.

Foto: ©Marco Forloni-designstreet.it

www.eicma.it

MOMODESIGN. LA STORIA DI UN MITO

Nelle scorse settimane ho visitato la sede milanese di Momodesign. Un brand iconico, di cui ho imparato negli anni a riconoscere stile e prodotti, ma del quale conoscevo meno la storia. Una lacuna che ho colmato sotto la guida di Eleonora Cattaneo, figlia del presidente di Momodesign, che mi ha accompagnato alla scoperta dei segreti dell’azienda. Un tour tra gli oggetti e i ricordi più belli dell’azienda, conservati un una grande sala che fa da museo provato ma anche sparsi qua e là, nella reception, nella sala riunioni, nei corridoi. Una bella avventura per immagini, fortemente legata al design made in Italy, iniziata tanti anni fa…

LE ORIGINI DEL BRAND

Tutti conoscono lo storico marchio Momodesign. Forse non tutti però, come me, conoscono la storia del suo successo internazionale. Un successo italiano al 100%, che da sempre è sinonimo di eccellenza nel design, di innovazione e di stile.

La storia di del brand italiano si fonde con quella del gruppo Momo del quale Marco Cattaneo, attuale presidente di Momodesign, è stato per 25 anni amministratore delegato. Tutto ha origine quando il gruppo Momo, specializzato nella produzione di accessori di lusso per auto, ha lanciato nel 1981 un proprio centro stile interno, Momodesign appunto, specializzato in interior car design.

Come capita in ogni trama appassionante, nel momento più bello capita un imprevisto (solitamente rappresentato dal personaggio “cattivo”) che minaccia di cambiare il naturale corso degli eventi. Ma poi si ripresenta “l’eroe”, che sembrava sconfitto, a riportare la storia all’inevitabile lieto fine. Così le sorti del gruppo italiano sono cambiate in seguito all’acquisizione da parte di una società statunitense. Il destino sembrava segnato quando, nel 1998, Momodesign è finalmente tornato in Italia, acquisito a sua volta da Marco Cattaneo. L’uomo che aveva segnato il successo del celebre brand non si era arreso…

L’EVOLUZIONE DI UNO STILE

” MOMODESIGN era nato per sviluppare l’interior design delle auto”. Racconta il Presidente Cattaneo. “Ma avevo intuito che avrebbe potuto diventare un brand tecnico, innovativo, legato alla nostra cultura, al nostro gusto, con un tipo di identità che non era presente sul mercato e con concetti unici e ricettivi adatti a un mondo in piena globalizzazione. Tutte caratteristiche importanti per lo sviluppo di altri prodotti legati dal design e dalla innovazione capaci di diventare un punto di riferimento per i giovani. E così è stato.”

Un’intuizione che ha portato il Centro Stile Momodesign, fin dal suo ritorno in Italia, ad alternare lo studio del settore automobilistico allo sviluppo di progetti dedicati al life-style. Senza rinunciare al proprio DNA tecnologico e sportivo.

In quegli anni è nata una linea di accessori per uomo realizzati con materiali innovativi come la fibra di carbonio, il titanio e il magnesio. Materiali dalle altissime prestazioni che da allora hanno caratterizzato il brand italiano e che ne rappresentano tuttora la cifra stilistica.

LO STILE “URBAN STANDARD”

Marco Cattaneo ha fatto crescere per quasi 20 anni, l’immagine di un brand che, pur essendo molto legato alle proprie radici, ha saputo proiettarsi nel futuro accettando le sue sfide e i suoi cambiamenti. Materiali sempre più performanti, nuove tecnologie e soluzioni innovative si declinano, nel centro stile Momodesign, con quel gusto contemporaneo e senza tempo che da sempre lo contraddistingue.

Il Presidente ha voluto con sé i suoi figli Eleonora e Paolo Cattaneo, oggi amministratore delegato dell’azienda, che hanno avuto la visione di sperimentare nuovi concetti estetico/funzionali, anticipando le tendenze del mercato.

In particolare, Paolo Cattaneo ha saputo evolvere il brand fino trasformare Momodesign in icona del cosiddetto “urban standard” uno stile dinamico e contemporaneo pensato per tutti coloro che vivono la città nelle sue diverse sfaccettature. Compreso quello della mobilità urbana elettrica, ultima frontiera della ricerca Momodesign.

IL CENTRO STILE MOMODESIGN

Design, innovazione, ricerca, qualità, sicurezza rappresentano un punto fermo della strategia. E sono le parole chiave su cui si fonda il nuovo polo tecnologico ospitato in un suggestivo edificio industriale della vecchia Milano.

il Centro Stile Momodesign, un grande open-space dove lavorano designer e architetti, è ancora oggi il cuore creativo del brand. Qui vengono definite le linee guida e sempre qui si lavora concretamente al coordinamento stilistico di tutti i prodotti. La divisione marketing invece, ne definisce le strategie.

Tra queste, le attività di co-branding che negli ultimi anni hanno portato Momodesign a collaborare con aziende del calibro di Lancia, Yamaha, Renaut, Ducati, Trussardi, Bulgari e tante altre.

Il Centro Stile Momodesign lavora oggi anche come consulente di prodotto per aziende terze di ogni settore. Dall’elettronica di consumo alla climatizzazione, dagli elettrodomestici all’illuminazione, dagli accessori per lo sport ai complementi d’arredo… ma la lista sarebbe lunga.

IL DESIGN

Lo stile di Momodesign è ancora oggi fortemente ancorato ai valori del brand e alla sua storia unica. Uno stile maschile, riconoscibile, legato da sempre a concetti di velocità, sport, dinamismo. Uno stile attivo, “urban” e contemporaneo.

Tra i prodotti più celebri di Momodesign metterei sicuramente il casco FGTR, ispirato ai caschi militari (in particolare a quello degli elicotteristi). Una vera icona che ha regalato al brand una riconoscibilità internazionale nel mondo delle due ruote. E che ha aperto la strada alla ricerca di nuove tipologie di caschi per altri settori come lo sci e, a breve, il ciclismo. Una ricerca legata a nuovi materiali, alla sicurezza, all’innovazione. Come dimostra il primo casco in Graphene, il materiale più forte attualmente a disposizione, che vanta proprietà meccaniche superiori a quelle dell’acciaio e di qualsiasi altro materiale. Un progetto realizzato dal Centro Stile Momodesign in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Altri prodotti iconici, da sempre patrimonio di Momodesign, sono gli orologi e gli occhiali. È nato nei primi anni ’80 l’orologio “Essenziale”, un oggetto che nonostante l’età ancora oggi simbolo di un design puro, essenziale, sofisticato. Un oggetto che fa parte della collezione design del MoMa Museum di New York.

Con l’obiettivo di ampliare la propria offerta, Momodesign ha disegnato negli ultimi anni alcune linee per l’interior design e una gamma di prodotti fashion. Tra questi, una linea di abbigliamento e accessori, calzature e borse, in linea con l’inconfondibile stile “urban standard” del brand. Con la presenza di contenuti tecnici e un design pensato appositamente per un ambiente metropolitano.

La nuova sfida di Momodesign è basata sulla mobilità urbana intelligente. Da questa ricerca sono nati prodotti elettrici come le city-bike e gli hoverboard, nonché gli innovativi skateboard elettrici.

Ulteriori informazioni le trovate sul sito ufficiale di Momodesign.

Eicma 2016 Salone della moto di Milano, novità e strategie in un settore sempre più di eccellenza.

I principali operatori confermano di andare verso il cosiddetto alto gamma, che rende sempre più competitiva la corsa per i pochi posti al sole, senza trascurare però le cilindrate più contenute per non perdere contatto con le altre fasce del mercato.

In questo senso è confermato il ruolo leader del marchio BMW, che aumenta ogni anno il numero delle gamme e dei modelli con un più ampio arco di cilindrate disponibili -ampliando anche il proprio settore accessori e abbigliamento-. Il rischio di una eccessiva sofisticazione, che ha raggiunto livelli davvero eccezionali, è stato saggiamente bilanciato dalla recente serie R Nine T, che in questa edizione presenta versioni retrò enduro e corsa molto accattivanti.

Il tema della moto classica colto da tempo nelle potenzialità che Triumph ha dimostrato al mercato, viene impiegato anche da altre case “generaliste”, con risultati apprezzabili come l’ultima versione della Honda Cb 1100, che cela sotto il velo retrò un interessante concetto di moto semplice, facile e accessibile ma sempre di grande fascino e di possibile ampia diffusione.

 

Lo stesso vale per le altre case giapponesi che presentano modelli riconducibili a questa impostazione, che avrebbe anche dei benefici per l’utente -minori costi, maggiore flessibilità, ecc.- nel caso in cui il mercato un giorno si evolvesse.

Il paradosso generato dai modelli di punta che pur essendo i più moderni ed estremi creano una sorta di conformismo, sembra un passaggio obbligato che le aziende non intendono abbandonare. Ragioni di immagine quindi sottostanno per buona parte a prodotti di nicchia come le iper sportive, la reginetta quest’anno è la Honda CBR 1000 Fireblade, ma anche per le iper naked come la nuova Yamaha MT 09, versione più “facile” della MT 10 dello scorso anno.

I marchi Ducati e Mv sono sempre più in grado di affrontare la competizione internazionale, in particolare la casa di Borgo Panigale colpisce per eccellenza e numero di modelli, mostrando di tenere il passo dei primi della classe, e nel caso della Multistrada proposta in una nuova versione 950 cc, di occupare il ruolo di leader.

Il gruppo Piaggio, a parte il concept della Vespa elettrica in avanzato stato di sviluppo, mostra poca energia per gli altri marchi. Si segnala solo la nuova Shiver 900 Aprilia caratterizzata da un design forzatamente up to day, mentre Moto Guzzi langue con prodotti non all’altezza, nonostante la buona diffusione della V7 che festeggia il 50° e la riuscita California 1400.

 

Riva Iseo è un day cruiser di dimensioni contenute, concepito nel più classico stile anni cinquanta che ha reso il cantiere italiano, brand del gruppo Ferretti, famoso nel mondo.

Riva Iseo è un open di 27 piedi che riprende e aggiorna modelli e canoni del passato; viene proposto con tradizionali motorizzazioni diesel e benzina e con un’unità ibrida a zero emissioni per la navigazione in zone ambientali protette. A bordo stile senza tempo, materiali di qualità e tecnologie avanzate per infotainment e navigazione.

Il nome Riva è uno dei pochi brand conosciuto, in genere, da ogni tipo di pubblico anche non addetto al settore nautico. Questo si deve a prodotti unici e inimitabili che ne hanno fatto la storia: si vedano, oltre all’Aquarama, i modelli Ariston e Florida da cui Iseo deriva direttamente. La tipica sagoma dello scafo, che fonde alla perfezione motivazioni idrodinamiche, sapiente lavorazione del legno e perfezione formale, si è consolidata nel tempo come vera e propria icona della migliore produzione italiana. Il design è frutto di una collaborazione tra Officina Italiana Design, lo studio che progetta in esclusiva tutte le imbarcazioni della gamma Riva, l’AYT – Advanced Yacht Technology, il centro di ricerca e progettazione navale del Gruppo Ferretti ed il team di architetti e designer del Centro Stile Ferrettigroup.

Riva produce modelli unici e inconfondibili e nell’Iseo si ritrova intatto il tradizionale fascino del marchio, aggiornato però alle esigenze attuali. La qualità di una linea molto pulita non alterata da eccessivi dettagli retrò – vedi gli inserti metallici – valorizzata dal pregio del legno di mogano e dalla verniciatura – 20 mani a spruzzo e pennello – è proprio in linea con la migliore tradizione della casa. Proporzioni e disegno anche degli interni, non sembrano ulteriormente perfettibili e non rimane che fare i complimenti ai progettisti.

Riva Iseo è un day cruiser che prevede una vivibilità ridotta alle principali funzioni della uscita in giornata, gli interni offrono soluzioni classiche con limitata flessibilità d’uso: sarebbe impensabile anche solo un tendalino su questo tipo di mezzo.

In più, si è voluto implementare la funzionalità di servizio configurando un sistema di infotainment su base iPad, sviluppato appositamente dalla Riva, con cui interagire per varie esigenze: meteo, GPS, owner’s manual, radio e tv in streaming e playlist con sistema Hi-Fi. Si è pensato a personalizzare persino il carrello per l’auto.

Il made in Italy non potrà che trarre vantaggio da questo modello, che speriamo preveda anche un pensiero aziendale verso una accessibilità leggermente più ampia.

www.riva-yacht.com

Eicma, il salone delle moto di Milano si conferma la più bella vetrina di un mercato dinamico, competitivo e ricco di energie progettuali. Continua evoluzione e qualità tecnico-prestazionali sono sempre più diffuse e livellano verso l’alto ormai tutte le case. Salvo eccezioni, ogni prodotto risulta oggi in grado di affrontare e a volte vincere il confronto con il bench marking che il marchio BMW in sostanza rappresenta nel settore, di cui questa volta non parleremo per non ripeterci e in assenza di novità di rilievo.

Tre sono le regine di questa edizione di Eicma, che meglio rappresentano gli attuali trend: Bonneville 1200 cc Triumph, classico retrò; MT10 1000 cc Yamaha, futuro e tecnologia; V9 900 cc Moto Guzzi, tradizione e semplicità.

La casa inglese, spinta anche dalle costanti conferme commerciali, abbandona modelli dalla identità incerta e con decisione investe nel mondo della tradizione che la Bonneville da sempre rappresenta, dotandola di un nuovo motore 1200 che pone le condizioni per una moto sempre docile ma di più ampio orizzonte di utilizzo. La scelta è chiara: stare nel classico con mezzi semplici da portare e gestire, dalla linea pulita ed affascinante -si veda la versione sportiva Thruxton-, rivolti ad un pubblico ampio che altrimenti non si avvicinerebbe al settore.

La casa giapponese sceglie il campo della ipermoto sia dal punto di vista tecnico-prestazionale -il motore è derivato dalla supersportiva R1-, sia da quello del design aggressivo e senza compromessi. Per Yamaha con la serie MT la strada è quella del futuro e del suo linguaggio formale, con qualche complessità e mancanza di armonia forse volutamente ricercate. Va altresì detto che con la serie definita non a caso Sport Heritage -XSR 950 e 700-, si torna anche con questo marchio ad essere sensibili alla semplicità del prodotto, ponendosi esattamente a cavallo tra tradizione e modernità.

Infine la Moto Guzzi, che con la V9 amplia la gamma della V7 portando la cilindrata a 900 cc e replicando una mossa simile alla Bonneville 1200, ma con qualche distinzione: la cilindrata è troppo simile al precedente modello, mentre si poteva stare nel mezzo tra V7 e i 1400 cc della California, con tutti i vantaggi che un 1000, 1100 o 1200 cc può dare anche solo in termini di gratificazione simbolica del cliente. Poi il design, che purtroppo non convince: bello il disegno del blocco motore e dei cilindri del classico V fronte marcia; piuttosto banale il resto inteso come integrazione motore-telaio e soprattutto come disegno del serbatoio, elemento fondamentale in una moto di impostazione classica. Non si capisce perché: non riprendere ed evolvere quello molto bello e identitario della V7, non porre un po’ di attenzione anche ergonomica nella scelta del suo profilo decisamente spigolato, perdendo in feeling fisico con il mezzo e in family feeling con la sorella minore, cosa che avrebbe rafforzato non poco entrambi i modelli. Misteri del marketing e del centro stile.

Molti sono gli altri interessanti modelli e concept presentati in questa edizione, ma con un ruolo minore sia nell’ambito del catalogo delle rispettive case, che per il potenziale commerciale e di diffusione al grande pubblico. In ogni caso la visita a Eicma è senz’altro, per gli appassionati, molto gratificante.

www.eicma.it

Sono completamente made in Italy i primi veicoli per la mobilità elettrica eB1 ed eS1, disegnati da Emo design per l’azienda vicentina Askoll, specializzata nel settore dei motori elettrici: ad oggi l’unico produttore e distributore italiano nel mercato della mobilità sostenibile.

Entrambi i prodotti sono stati disegnati, concepiti e realizzati intorno al gruppo di trazione, costituito dal motore elettrico, dalla batteria e dai controlli elettronici, che rappresentano il cuore di tutto il veicolo da cui, successivamente, sono stati sviluppati tutti gli altri componenti.

eB1 ed eS1 sono dotati di batteria estraibile che può essere ricaricata con l’ausilio di qualsiasi impianto elettrico, anche quello della propria abitazione, superando i limiti dettati dalla mancanza di strutture per la ricarica nel territorio.

La biciletta a pedalata assistita eB1 ripensa il modello di veicolo elettrico fino ad ora concepito. Il suo design è infatti interamente sviluppato intorno  alla batteria  che viene inserita nella parte frontale, al posto solitamente occupato dal cestino).

La batteria agli ioni di litio da 300 Wh ha un’autonomia di oltre 100 chilometri, quattro modalità di assistenza e può essere ricaricata tramite un carica batteria trasportabile e collegabile alla normale presa elettrica. La spesa per ricaricare completamente la batteria è di 5 centesimi di Euro.

Lo scooter eS1 è ispirato ai modelli che hanno fatto la storia dei ciclomotori in Italia ed è pensato prima di tutto per l’agilità e la maneggevolezza nei movimenti in città.

La batteria è riposta nel corpo centrale, da dove è facilmente estraibile per essere ricaricata anche nalla propria abitazione, e consentono un’autonomia di percorrenza di 100 chilometri, utilizzando soltanto 2 kWh, con una spesa dai 30 ai 50 centesimi di Euro. È dotato di fari a Led integrati.

www.emo-design.it

Abbiamo fatto un giro a Eicma 2014, il Salone internazionale della moto di Milano giunto alla sua settantduesima edizione. Il grande appuntamento italiano delle due ruote alla fiera di Rho-Pero. Qualità elevata, sofisticazione tecnologica e prodotti di fascia sempre più alta.

Da più di una decina di anni, da quando “l’impero teutonico” (leggi Bmw) domina in concreto e nell’immaginario, la risposta delle altre case nazionali e orientali – Ducati in testa –  è stata quella di procedere sullo stesso terreno dell’eccellenza (a volte maniacale) del prodotto in tutte le sue dimensioni. Girando per i saloni di Eicma lo si può ben riscontrare: ogni marchio importante è coinvolto nella corsa verso l’alto di gamma come principale strategia aziendale. Pertanto le scelte di design seguono ed esprimono tale impostazione, dando a volte l’impressione di una moto anche troppo curata ed eccessiva, a rischio di perdere identità e fascino.

In ogni settore – sportive, turismo, enduro – vengono presentati modelli sempre più performanti, sofisticati e specializzati, ma anche sempre meno accessibili e flessibili nell’uso. E sorge spontanea la domanda: ma ci sono tanti clienti per questi prodotti?

Solo qualche esempio di queste novità che le case presentano con orgoglio: la Ducati Panigale con cilindrata portata addirittura a 1300 cc, la nuova versione della Yamaha R1 prima moto a rottamare il faro frontale, la replica stradale della Honda MotoGp di Marc Marquez, o addirittura la riscoperta del turbo per Kawasaki (H2 R e H2) e Suzuki.

Tutti prodotti di elevatissima qualità ma di ristretto se non ristrettissimo bacino di utenza, e lo stesso discorso vale in sostanza per le altre tipologie di prodotto salvo rare eccezioni come la Triumph Bonneville che non a caso si vende, e non poco.

Pertanto, invece di parlare della nuova Multistrada o delle belle Bmw XR o R, ci permettiamo di segnalare come novità interessanti, modelli più facili e accessibili, con soluzioni di meccanica ed elettronica meno invasive, rivolte, si spera, ad incontrare l’interesse di un pubblico più ampio, come la nuova Ducati Scrambler, le versioni in stile vintage della riproposta Yamaha 400 monocilindro, le nuove versioni della Royal Enfield sempre più curate e accattivanti, oltre a prodotti già affermati come le Honda bicilindriche declinate nelle varie versioni e la serie Mt di Yamaha.

In secondo piano sono apparsi i marchi italiani Aprilia, Guzzi, che stenta sempre a prendere una direzione, e Benelli, mentre MV anche grazie all’ingresso di Mercedes nel capitale anche quest’anno si presenta in grande forma.

www.eicma.it

 

 

 

 

 

L’azienda marhigiana UNO61 progetta capi di abbigliamento come fossero oggetti di design: belli, funzionali e non soggetti a mode e alle logiche del fashion system. Lo stile e la realizzazione è interamente made in Italy. Un punto di incontro tra i rivoluzionari materiali hi-tech utilizzati e l’eleganza della tradizione sartoriale italiana.

Come la Urban Shell Jacket che, grazie ai suoi tessuti Hi-Tech termoregolabili e alle sue linee essenziali può essere indossata in diversi periodi dell’anno e per varie occasioni della giornata, da un giro in scooter ad una serata a teatro. Urban Shell Jacket è realizzata con tessuti softshell, 4WAY stretch, idrorepellenti, anti vento, traspiranti e anti aderenti allo sporco

Il guscio Uno61 è innovativo anche nei materiali usati. I tessuti sono di ultima generazione: non solo antivento e anti acqua ma, grazie ai nuovi trattamenti alle Nanotecnologie, anche antiaderenti allo sporco come nelle foglie, dove la struttura liscia consente all’acqua di scivolare via e di essere autopulente. La funzione termica è garantita: se aumenta la temperatura esterna o il calore corporeo la membrana reagisce, si allarga e lascia uscire il vapore in eccesso. Se il corpo produce meno energia, la membrana si richiude e crea un guscio contro il freddo.

Tra gli accessori hi-tech, le nuove zip antiacqua e una innovativa chiusura magnetica che consente di indossare la giacca come una sartoriale e italianissima tre bottoni. Per la sicurezza dei motociclisti, è fornita di protezioni amovibili d3o™. E’ inoltre dotata di Led luminosi posizionati dietro il collo per aumentare la visibilità . Un piccolo pannello solare di ultima generazione accumula energia in una power-box, consentendo di ricaricare in ogni occasione l’Ipod o lo Smartphone.

La Urban Bike Jacket è costruita con un materiale Sympatex Cordura tre strati con membrana Hi-tech 100% riciclabile.

www.uno61.com

 

Sono passati 60 anni da quando nel 1953 S.A.R. la Principessa Elisabetta di York è stata incoronata Regina d’inghilterra col nome di Elisabetta II. Esattamente 60 anni dopo il noto motor artist italiano, Mattia Foroni celebra questa ricorrenza con la sua ultima creazione: la Queen Elizabeth Coronation, una Triumph Thruxton del 2012 modificata e resa unica, tutta realizzata a mano.

Come tutte le moto personalizzate da Mattia Foroni, anche questa si distinguee per l’originalità, la cura dei particolari e la ricerca estetica. Salta subito all’occhio il rivestitimento con la tecnica del decoupage del parafanghi e del serbatoio, utilizzando pagine originali dei quotidiani britannici del 3 giugno 1953, il Daily News e il New Chronicle, da cui ha ritagliato immagini e articoli relativi all’incoronazione della Regina Elisabetta.

Questi particolari sono stati quindi rifiniti con ben 7 strati di trasparente. Dopo l’Harley Davisdson regalata a Papa Francesco per il 110° anniversario della casa statunitense, questa “café racer” decisamente unica e aggressiva dedicata alla Regina Elisabetta. Che le abitudini degli uomini più “potenti” stiano cambiando a nostra insaputa? Ce lo auguriamo…

www.cml-moto.it

 

Iguana 29 è un piccolo ma interessante Yacht progettato dai designer Fritsch Durisotti che mostra delle caratteristiche davvero originali. In questo progetto, lo studio francese ha messo a frutto tutta la sua creatività e la sua esperienza trasversale in diversi settori industriali, tra i quali nautica, trasporti e meccanica.

Questo motoscafo, grazie ha un’idea brevettata, ha la caratteristica di potersi muovere ed essere completamente indipendente sia in acqua sia sulla terraferma. Una sorta di mezzo anfibio, come un’iguana appunto, in grado di assapora la sfida su tutti i tipi di terreno e in qualsiasi condizione del mare. Iguana unisce infatti uno scafo veloce e affusolato a un paio di cingoli che gli consentono di muoversi su qualsiasi superficie in piano o inclinata. Può essere anche rapidamente ruotata di 180° e si può scegliere tra marcia avanti e retromarcia.

Manovrare l’Iguana  è un gioco da ragazzi grazie ad un semplice joystick.

http://fritsch-durisotti.com

www.iguanayachts.com

 

 

Seconda puntata dal Salone della moto di Milano sul settore degli scooter. Le novità e gli aggiornamenti di una parte importante della mobilità a due ruote.

Anche tra gli scooter concorrenza e qualità risultano sempre più elevate. Le Case offrono prodotti dal design molto curato, in alcuni casi eccessivo, con prestazioni e confort di alto livello. Avanza la tipologia delle tre ruote. Le novità più interessanti sono prodotti di 300-400 di cilindrata, non rivolti al solo ambito urbano. Al Salone si è visto anche il primo scooter a quattro ruote, soluzione quantomeno costosa che lascia al momento perplessi.

Peugeot presenta la novità Metropolis, un tre ruote con motore 400 cc a iniezione che, con la maggiore stabilità di questa architettura -iniziata da Piaggio con un certo successo-, punta a una clientela con esigenze di sicurezza di guida. Il disegno complessivo è abbastanza pulito, lo scudo anteriore risulta molto rialzato e lascia intravvedere la meccanica della coppia di ruote, con al centro un innovativa illuminazione led anche per il giorno. Onyx è invece un prototipo sempre tre ruote, con un profilo dal baricentro molto basso e spunti di design complessivo e di dettaglio interessanti.

 

 

Kymco presenta il nuovo Xciting 400 cc, modello di punta per la Casa coreana, che ha portato la qualità globale e percepita di tutta la linea a livelli elevati. La sfida è apertamente lanciata ai modelli giapponesi. Il design di questo 400 risulta nel complesso molto filante e proporzionato, soprattutto nella vista laterale. Il frontale paga un eccesso di aggressività, mentre nel primo modello era la parte secondo noi più riuscita. La Casa presenta nelle cilindrate 200-300 cc modelli più compatti e di buon appeal generale: il segreto da non perdere di vista è il rapporto qualità/prezzo.

 

 

Piaggio presenta come novità la Vespa 946, già vista a livello di concept alla precedente edizione del Salone. Ma possiamo confermare la sensazione di allora: basta con il retrò! La Casa ci prova da tempo con versioni della Gts in veste anni ‘50, ma che nessuno ha mai comprato: quale marketing quindi suggerisce di insistere? L’esigenze di oggi sono altre, unite a una disponibilità di spesa della clientela sempre più ridotta, che i produttori, in ogni settore per la verità, non sembrano rendersene conto.

 

 

Honda presenta la novità Forza 300, un medio dalla linea piacevole e pulita, e prosegue con Integra la moto-scooter presentata due anni fa, e oggi ne propone la versione accessoriata da viaggio. Nonostante il prezzo non proprio contenuto il pubblico sembra apprezzare questa proposta innovativa di scooter con ciclistica e prestazioni dinamiche da moto. Il design risulta pulito ed essenziale seguendo senza fronzoli l’architettura di origine motociclistica. SH si conferma il modello di punta in ambito urbano.

 

 

Suzuki aggiorna l’imponente Burgman 650 e propone una nuova versione nella fascia più strategica dei 400. La qualità sempre molto elevata, insieme ai prezzi non certo contenuti, fanno di questi modelli dei mezzi di puro piacere e rappresentanza. Proprio in linea con i tempi che corrono?

 

 

Yamaha aggiorna il Tmax incontrastato riferimento del settore, ma con l’aumento di dimensioni e di imponenza delle forme, il rischio è perdere quelle fasce di mercato attente più alla sostanza e alla funzionalità del prodotto. Il resto della gamma dal confortevole Majesty 400 al più pratico Xmax 250 si attesta su elevati livelli di qualità complessiva e di stile.  

 

Il mondo Bmw esposto in una sede avveniristica, realizzata accanto all’headquarter della casa alle porte di Monaco.

Nel 2007 la Bmw apre al pubblico un nuovo concetto di spazio espositivo per i propri modelli di auto e moto. Entrata libera, e all’interno bar, ristoranti, librerie e negozi, oltre a spazi espositivi per i tutti i modelli in produzione, accanto ad alcune significative presenze storiche. Possibilità di fare delle prove al coperto e avere ogni tipo di informazione dal numeroso personale sempre a disposizione.

Quando si posseggono identità e storia da raccontare come nel caso del marchio bavarese, nonché capacità e voglia di eccellere ed anticipare il futuro, ecco che il problema di presentarsi al pubblico nella propria sede principale, non poteva essere risolto secondo i canoni tradizionali. Bensì viene concepita una operazione di alto profilo sul piano dell’immagine e del coinvolgimento, mediante un contenitore avveniristico e nuove modalità di esposizione, accoglienza ed informazione. Dal 2007 è stato aperto Bmw Welt: un grande edificio moderno, realizzato dagli architetti W. D. Prix e H. Swiczinsky, che accoglie ed espone nel modo più completo le attuali linee di prodotto auto e moto, con ampia dotazione di spazi di supporto e servizio.

L’ingresso principale è realizzato da una piazza coperta, dove sono alloggiati tutti i modelli di moto. Salendo attraverso il corpo vetrato a spirale, mediante un percorso pedonale ci si porta in quota per accedere al padiglione principale, di cui si coglie tutta l’ampiezza e la complessità. All’interno del grande padiglione lungo la passerella sospesa, sono accessibili varie tipologie di spazi: shop, librerie, ristoranti e bar anche in esterno, centro congressi, sale professionali e per eventi. Proseguendo in leggera discesa, si sbarca al piano terra dove sono organizzati i principali spazi espositivi delle auto, secondo le varie tipologie di modello, oltre a spazi di informazione tecnica e di intrattenimento, con giochi per ogni fascia di età. Non manca inoltre la presenza di alcuni significativi modelli storici, oltre a un bellissimo esemplare di Isetta circolante all’interno.

I desk del personale per ogni tipo di necessità e informazione, sono presenti in ogni punto di ingresso del padiglione. Procedendo invece in senso contrario sulla passerella sospesa si esce dal padiglione Welt per giungere al Museo Bmw, dove è ben esposta la collezione storica della casa bavarese.

L’impressione complessiva è davvero notevole: si respira l’eccellenza di un marchio, che seppur di lusso, non trascura di lanciare il proprio messaggio di richiamo a chiunque, fidando in raffinati e persuasivi mezzi di seduzione.

www.bmw-welt.com