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Smarterware potrebbe essere la linea di accessori intelligenti che potrebbe risolvere i problemi della vostra dispensa, soprattutto per i vostri alimenti freschi in frigo.
Sì, perchè spesso ce ne dimentichiamo, e buttiamo via tante insalate, frutta e verdura.

Smartware è una linea di food-storage composto da contenitori e mollette dotate di un sistema intelligente, capace di riconoscere lo stato di deterioramento degli alimenti.
Come? Scopriamolo più avanti.

Come funziona Smarterware

La linea di accessori intelligenti Smarterware ricorda i classici Tapperware, ma li trasforma dotandoli di intelligenza grazie al noto sistema IOT.

Questi accessori si distinguono dagli altri in commercio grazie a uno smart tag, un disco luminoso che tramite cambiamento di colore segnala la data di scadenza dell’alimento.
Il verde indica che il cibo è stato conservato all’interno della confezione di recente; il giallo consiglia di consumare l’alimento nel breve tempo possibile; il rosso sconsiglia di mangiare l’alimento conservato.

La consumazione food intelligente

C’è chi ancora non crede nell’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del food, eppure lo studio Ovie, creatore di Smarterware, spera che questi concept prendano davvero forma.

Tag intelligenti come quelli presentati potrebbero creare nuove abitudini dei consumatori, e contribuire anche se per poco alla riduzione dei rifiuti alimentari, uno dei temi caldi degli ultimi anni.
Significa consumare alimenti freschi, significa apprezzare la natura stessa del cibo, significa risparmiare, significa vivere in un mondo sostenibile e consapevole.

Le potenzialità dell’IOT

Quasi tutti ormai conosciamo cosa significa IOT e cosa permette di fare. Un prodotto intelligente acquisisce particolari dati tramite sensori e li mette a disposizione dell’utente per farne un uso consapevole.



Volete un esempio? Bene. Immaginate di essere in ufficio, non sapete cosa cucinare e per di più neanche vi ricordate cosa avete in frigo.
Grazie all’app dedicata (ormai ne abbiamo mille nel nostro smartphone), potete aprire il vostro frigorifero anche direttamente dalla vostra sedia d’ufficio. Il sistema vi dirà cosa contiene la vostra dispensa e cosa è più urgente consumare. Magari anche con qualche ricetta in più.

Pensate a quanto tempo risparmiato, per non parlare poi del denaro!
Provare per credere! E presto diventerà realtà…

Avete proprio letto bene dal titolo: chi userà il cucchiaio Goûte vivrà un’irresistibile e piacevole esperienza di gusto, proprio come quando ci concediamo di nascosto di completare l’assaggio leccandoci le dita.

Il concept

Dopo numerose ricerche di design e di esperienza dell’utente, il designer Andreas Fabian dello studio Michel Fabianha pensato bene di concentrarsi sull’esperienza del gusto, troppo spesso influenzato dall’utensile che viene utilizzato.

Pensate a come sia piacevole usare delle posate d’acciaio, piuttosto che di plastica o di legno riciclato! Il sapore cambia, la percezione di più.
Così Andreas ha pensato di concentrarsi sul gesto più naturale e “di complimento” quando si apprezza un assaggio: il leccarsi le dita.

Un gesto di completamento, quasi come per accentuare il gusto e goderselo fino all’ultimo momento.
Nasce così il cucchiaio Goûte, un utensile a forma di dito umano, dal design allungato quasi da sembrare un grissino.

Un cucchiaio o una forchetta?

Con Goûte si può mangiare la gran parte degli alimenti, ma non pensatelo come esclusivo.
È perfetto infatti per tutti gli alimenti densi e cremosi, proprio quelli che sporcano di più ma sono i più golosi. Esattamente come il miele o la Nutella!

La ricerca conferma l’esperienza

Andreas ha condotto un esperimento insieme al laboratorio Crossmodal research Laboratory dell’Università di Oxford, durante il quale ha dimostrato come bisogna andare oltre le tradizionali posate per godere appieno l’esperienza food.

All’esperienza non incide solo la forma dell’utensile, ma anche la sua struttura materica. Motivo per cui Goûte viene presentato in vetro e in diversi tipi di legno: ogni materiale è stato scelto per seguire criteri di gusto ben precisi e guidare l’utente verso un’esperienza sempre diversa.

www.michelfabian.com

 

L’esperienza del mangiare e l’atto sessuale si incontrano in questa curiosa collezione, Dining Toys by Roxanne Brennen.
Piatti, bicchieri e posate assumono una forma completamente nuova, studiati per stimolare uno dei primari istinti animali.

Il concept

Per la designer, laureata presso l’Università di Eindhoven, l’atto del mangiare si è sempre di più chiuso dentro etichette, creando dei confini tra la coscienza e il mondo esterno. Tutto viene dettato dalle regole: come posizionare le stoviglie a tavola, quali posate utilizzare e come interagire con le persone. Sennonché sono proprio questi accessori che sono nati per imporre delle regole.
Nonostante ciò, si può ristabilire un certo equilibrio, che guida verso una nuova esperienza dettata dalla sessualità.

Il progetto

Dining Toys è una collezione di accessori giocattolo, capaci di innescare stimoli cerebrali  e liberare le endorfine nello stesso modo in cui fa l’atto sessuale.
Un momento intimo che riscopre la bellezza del piacere, e del piacere di mangiare.

Per completare il tutto, Roxanne Brennen adesso collabora con uno chef che studiare ricette che completino il senso del suo progetto. In futuro prevede di dare vita a un pop-up store, studiato per ottimizzare il piacere dei commensali.

www.roxannebrennen.com

Johnny Walker Blue Label Capsule Series by Tom Dixon. Un nome complesso, che sigla il risultato della collaborazione tra l’iconico Scotch Whisky e il celeberrimo designer inglese. Presentata alla Milano Design Week, questa capsule collection è stata completamente ridisegnata, nel packaging e nell’estetica, da Tom Dixon. Dalla bottiglia al tappo, passando per una serie di accessori pensati appositamente per questa limited edition, come il sottobicchiere e il secchiello per il ghiaccio.

Dixon ha interpretato questa edizione sui toni del rame. Un materiale che, oltre ad essere caro al designer inglese e molto di tendenza nel complemento contemporaneo, rappresenta un omaggio all’arte della produzione del whisky e in particolare degli alambicchi utilizzati durante la sua distillazione.” Gli alambicchi di rame, le botti di rovere, la competenza suprema necessaria per produrre un prodotto classico… questo era tutto strumentale al mio pensiero”, racconta Tom Dixon.

Questo è il secondo anno che vede il binomio Dixon e Walker esporre al Fuorisalone. Quest’anno era parte del grande allestimento che Tom Dixon ha creato negli scenografici spazi del Teatro Manzoni.

Il Blue Label Johnnie Walker Capsule Series by Tom Dixon sarà disponibile per l’acquisto da ottobre 2017 in mercati selezionati in Europa, America Latina, Asia e Africa a un prezzo consigliato di circa GBP £ 180.

Il design Share food dedicato alla condivisione del cibo a tavola, composto da una serie di piatti e bicchieri in ceramica.

La designer londinese Bilge Nur Saltik ha voluto dare una chiave inaspettata e giocosa ai tradizionali oggetti che riempiono le nostre tavole, regalandogli un design semplice e minimale, ma dal piccolo aspetto curioso.

Tutti i componenti della collezione infatti sono caratterizzati dall’angolatura di piccole piastre, che permettono di creare un gioco di equilibri ruotando i diversi vasetti, per invitare l’altra persona a condividere il proprio piatto.

Un modo davvero semplice che spinge a ristabilire delle conversazioni a tavola che purtroppo con le nuove abitudini, si sono perse.

Una piccola spinta alla generosità e al piacere, per alzarsi dalla tavola con la pancia piena e un bel sorriso per affrontare la giornata.

www.bilgenursaltik.com

La designer coreana nazionalizzata olandese Jinhyun Jeon propone queste posate sensoriali dal nome evocativo: Sensorial Stimuli. Si tratta di un progetto davvero interessante che, partendo dall’atto del consumare il cibo, vuole coinvolgere tutti i sensi.

Stimoli Sensoriali è il nome di questo particolare servizio da tavola, un progetto di ricerca sperimentale che pone le basi per nuove sfide di pensiero legate al modo di consumare i cibi. Si tratta di una collezione di posate pensate come fossero vere e proprie estensioni del nostro corpo, pensate per esaltare ogni fase dell’assaggio, dal piatto alla bocca.

Lo fanno coinvolgendo i 5 sensi attraverso variazioni di temperatura, colore, consistenza, volume/peso e forma. Le posate, in tiratura limitata, sono realizzate in materiali diversi: metallo, plastica e ceramica.

Ogni materiale possiede una sua temperatura naturale intrinseca che lavora in armonia con la particolare forma studiata per l’oggetto. Ogni variazione di spessore, di forma o di massa volumetrica del cucchiaio, evoca nell’utilizzatore un effetto sensoriale diverso, comprese leggere vibrazioni sonore. Il progetto Sensorial Stimuli è stato adottato durante eventi sperimentali tenuti dai migliori chef Michelin in Olanda e in altri paesi.

www.jjhyun.com

 

Lo studio di design Spagnolo CrousCalogero, fondato nel 2009 a Barcellona da Francesc Crous e Alessandro Calogero, ha progettato Cookie Puzzle Animals, un curioso stampo per biscotti che permette, con un unico taglio, di ottenere 15 dolcetti differenti raffiguranti altrettanti animali.

Prodotto da Lékué, questo puzzle di animali è anche un gioco didattico. All’interno della confezione, infatti, ci sono dei cartoncini da colorare e ritagliare con le forme degli animali ed un tabellone plastificato per giocare e imparare a riconoscere gli animali e il loro habitat. Un modo semplice, divertente e istruttivo per coinvolgere i bambini anche nella preparazione dei biscotti.

Un evidente omaggio “dolce” al puzzle in legno “16 animali” disegnato nel 1957 da Enzo Mari per Danese.

www.crouscalogero.com/it    

www.lekue.es

 

L’armonia dei sapori viene spesso risaltata dai giusti utensili presentati a tavola. Non devono necessariamente essere forchette, coltelli, piatti e bicchieri, perché se gli accessori vengono rivisitati cin maniera creativa e inaspettata, possono creare un’esperienza culinaria unica e interessante. Qui si vuole andare oltre: immaginate di avere qualcosa che aumenti il piacere del cibo proposto, come se fosse un vero e proprio trionfo di sapori. Un semplice morso può regalare una completa soddisfazione, che avvolge tutti i sensi.

Nasce così il progetto “Luscious food cravings” di Studio Appetit, uno studio di design multidisciplinare, guidato da Ido Garini.

Combinando design e cibo, la tavola diventa atipica, cerca di soddisfare desideri estremi, creando una sorta di feticismo alimentare.

Le forchette si trasformano in piramidi di porcellana bianca, che penetrano il cibo, rendendogli gloria. Può trattarsi di pezzi d’ananas, formaggi, carne cruda, cioccolato fondente, ma tutto ciò rappresenta l’opera d’arte della vita.

Studio Appetit, insieme a Lenneke Wispelwey, sottolinea l’interazione sensoriale a tavola, stimolando sia il gusto sia l’aspetto visivo, realizzando fotografie sensuali, ispirandosi alla natura morta.

Con questo progetto viene capovolto il modo di servire e mangiare: si creano nuove funzioni e nuove interazioni tra i commensali e il cibo.

Recentemente lo Studio Appetit ha creato una seconda edizione in versione nera, realizzata con una speciale miscela contenente pietra ardesia.

Studio Appetit è considerato uno dei migliori studio nel campo del food design, perché capace di unire l’arte culinaria con la progettazione del prodotto, grafica e d’installazione.

www.studioappetit.com

 

Sarà disponibile solo per poco tempo, esattamente dal 15 novembre 2015 al 15 Gennaio 2016, l’ultimaa fantastica torta gelato Häagen-Dazs: un Calendario dell’Avvento tutto da gustare disegnato da Paola Navone. Il modo migliore e certamente più buono per festeggiare il Natale!

Questa è l’8° edizione della tradizionale torta gelato natalizia di Haagen-Dazs (l’anno scorso l’aveva disegnata Nendo e come sempre Design Street non se l’è lasciata scappare!), una tradizione golosa che si rinnova ogni anno con un oggetto gourmet tanto buono quanto bello. Il Calendario dell’Avvento di Paola Navone si presenta con il suo guscio di cioccolato bianco che disegna 31 colonne di gelato, una per ogni giorno di Dicembre. Le colonne sono adornate con golosi quadratini numerati in cioccolato.

La torta gelato è realizzata in Francia dai pasticcieri Häagen-Dazs con ingredienti naturali (crema, latte scremato, tuorlo d’uovo) senza coloranti o aromi artificiali. È disponibile in due versioni: una rossa con due quadratini d’argento sul top e una marone coi quadratini d’oro.

La prima ricetta (rossa) unisce due iconici gusti bestseller di Häagen-Dazs, il “macadamia nut brittle” e il “dulce de leche”, separati da una crema di caramello al burro salato, il tutto su un cracker di riso soffiato croccante pralinato al cioccolato bianco.

La seconda torta gelato (quella marrone) nasconde sotto il guscio bianco croccante un connubio tra la morbidezza del gelato alla vaniglia e la forza del cioccolato fondente con le mandorle, ricoperte con salsa di caramello, burro salato e fave Tonka.

Per la base, Häagen-Dazs gioca su una texture fatta con un cracker di riso soffiato croccante pralinato al cioccolato e ricoperto di cioccolato.

La torta gelato “Calendario dell’Avvento” di Paola Navone è in vendita nel negozio Häagen-Dazs di Champs Elysées a Parigi e in tutti i negozi francesi della celebre gelateria (Se pensate a un romantico Natale oltralpe, non fatevela scappare!)

www.haagen-dazs.fr

 

Microvita 2050. Nutrire il pianeta e gli animali da allevamento. Grazie alle mosche!

Nutrire il pianeta è un tema molto sentito ed è anche il titolo dell’Expo 2015 di Milano. Gli scienziati ci ricordano che 2050 dovremmo sfamare 9 miliardi di persone ma pochi si focalizzano sul fatto che già oggi dobbiamo nutrire ben 80 miliardi di pesci e 55 miliardi di polli d’allevamento all’anno.

Un problema al quale cerca di dare una risposta il progetto Microvita 2050, messo insieme da Design Group Italia in partnership con l’azienda agricola Microvita e l’Università di Torino.

Il punto di partenza è che l’alimentazione degli animali d’allevamento sta per raggiungendo livelli insostenibili: basti pensare che ci vogliono 3 kg di alici per far crescere di 1 kg un salmone d’allevamento. 3kg di acciughe possono alimentare 12 persone, mentre 1 kg di salmone ne nutre solo quattro. Questo sistema di produzione è chiaramente inefficiente, sostiene Federico Casotto, food specialist di Design Group Italia e project manager di Microvita 2050.

La start up italiana si propone di sviluppare un sistema industriale efficiente per convertire sottoprodotti organici provenienti dall’industria alimentare (ad esempio quelli prodotti dalla lavorazione di patate, frutta e altre verdure) in cibo proteico per pesci e polli.

Come? Chiedendo aiuto alle mosche!

Le mosche sono da sempre un elemento fondamentale della catena alimentare. Le mosche si nutrono di rifiuti organici, pesci polli si cibano delle loro larve, gli esseri umani si cibano di pesce e pollame. Un ciclo naturale e sostenibile.

Microvita 50 mira a trasformare ed organizzare questa catena in un processo industriale basato su bio-fabbriche altamente automatizzate, ciascuna in grado di trasformare 6 tonnellate di sottoprodotto organico in 3 tonnellate di farina proteica ​​al giorno.

In che modo?

Questo processo è reso possibile grazie a circa 12 milioni di mosche che si nutrono dei rifiuti del substrato e vi depongono le uova.

Le uova diventano larve che continuano a digerire i rifiuti. Infine, le larve vengono essiccate e macinate per essere trasformate in un alimento altamente proteico, che verrà mescolato con altri ingredienti per creare rendere il nutrimento per pesce e pollame.

Ma non è tutto. I rifiuti organici prodotti dalla biofabbrica verranno utilizzati come concimi e come combustibile per l’impianto di conversione termochimica, fornendo al sistema l’autosufficienza energetica.

Le proprietà nutrizionali di questo alimento sono molto simili alla farina di pesce, che è la migliore e più costosa nel mercato dei mangimi. La farina derivante da insetti non solo è molto più economica ma anche sostenibile. Non sottrae alimenti all’uomo in quanto sfrutta solo risorse che non sono parte della nostra catena alimentare o sono scarti di essa: le larve e i rifiuti vegetali.

Questo processo inoltre ha un bassissimo impatto sull’ambiente, in termini di sfruttamento dell’oceano, di emissioni di CO2, di consumo di acqua e del del suolo oltre all’assenza di prodotti chimici.

Secondo gli scienziati, la domanda di “insect meal” crescerà notevolmente nei prossimi anni, ma solo pochissime aziende al mondo sono attualmente in grado di realizzare produzioni simili.

Grazie alla sua eco-sostenibilità, il progetto 2050 Microvita è stato selezionato dal padiglione USA all’Expo 2015 come una delle 10 idee imprenditoriali innovativie e inclusi nel programma “Feeding the Accelerator”.

http://microvita2050.com

 

Nendo banana packaging

Nendo non finisce mai di stupirci… Il creativo studio giapponese ha appena finito di sviluppare questo ironico e innovativo progetto che mi piace chiamare Nendo banana packaging per le celeberrime banane Shiawase, biologiche e coltivate con sistemi ecosostenibili all’interno di un parco nazionale ad altitudini di 1000 metri e oltre, nell’isola filippina di Mindanao.

Le idee portanti sono due: l’etichetta e la confezione.

Nendo ha pensato di applicare un adesivo a doppio strato sulla superficie del frutto. Il primo riproduce fedelmente la sensazione tattile e i colori della buccia di banana, comprese le tipiche “puntinature”. Un segmento dell’adesivo si solleva parzialmente mostrando un messaggio che si staglia su uno sfondo identico alla polpa interna. Il risultato è sorprendente e molto realistico: sembra proprio di aprire una finestra vera nella buccia…

Per quanto riguarda la confezione invece, i designer hanno pensato a un semplice sacchetto pieghevole legato da una cordicella che serve anche come impugnatura per il trasporto.

 

Quando la corda viene rimossa, il sacchetto si apre e si trasforma in una grande foglia di banana di carta con tutte le informazioni sul prodotto all’interno. Geniale, no?

Purtroppo la Banana Shiawase è in vendita solo in Giappone. Peccato…

www.nendo.jp

 

ph: Akihiro Yoshida

In occasione di Seeds&Chips, il primo salone internazionale dedicato all’innovazione digitale nella filiera agroalimentare ed enogastronomica che si tiene a Milano dal 26 al 29 marzo, sarà possibile visitare la straordinaria mostra fotografica del National Geographic “Food, il futuro del cibo”, a cura di Marco Cattaneo.

Seeds&Chips ospita un’area espositiva e un palinsesto di conferenze per presentare, raccontare e discutere sui temi, sui modelli e sulle innovazioni che stanno cambiando il modo in cui il cibo è prodotto, trasformato, distribuito, consumato e raccontato. Un’interessante anticipazione di ExpoMilano2015.

La mostra presenta 90 fotografie scattate in tutto il mondo dai migliori professionisti del magazine e da una serie di grafici e testi che gettano luce sulle diverse problematiche legate al futuro del cibo: l’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame sulle acque, sul clima, sul territorio, sulle foreste, l’incremento esponenziale dell’acquacoltura, ma anche lo spreco alimentare e il nuovo volto della fame, così come la prossima rivoluzione verde.

I fotografi in mostra: Robert Clark, Craig Cutler, David Doubilet, Alessandro Gandolfi, Ashley Gilbertson, Robin Hammond, Kitra Cahana, Gerd Ludwig, Alex Masi, Matthieu Paley, Antonio Politano, Jim Richardson, Stephanie Sinclair, Brian Skerry, George Steinmetz, Paulette Tavormina, Amy Toensing. La mostra comprende inoltre una serie di scatti d’epoca intitolata “Come eravamo2, con foto di William Albert Allard, Jonathan Blair, Jules Gervais Courtellemont, Willard Culver, Bruce Dale, Gordon Gahan, Justin Locke, Luis Marden, B. Anthony Stewart, Edwin L. Wisherd.

www.seedsandchips.com

Häagen-Dazs, la mitica “fabbrica del gelato” che non ha certo bisogno di presentazioni, ha cercato il designer giapponese Nendo per interpretare la limited edition del Natale 2014.

Nendo, la cui potente immaginazione si combina la semplicità delle linee, è famoso per infondere un tocco di poesia in tutte le sue creazioni. E lo ha fatto anche in questa speciale torta, in due ricette diverse, che raffigura un paesaggio da fiaba e che il designer racconta così:

“Natale simboleggia il ritorno a casa per condividere questo momento di raccoglimento con la famiglia. Per questo ho creato una torta che rappresenta un piccolo borgo costituito da casette raggruppate, distinte solo dalla forma dei tetti”.

Per rappresentare al meglio il villaggio natalizio immerso nella neve, la base torta è cosparsa di zucchero a velo. Ma non è tutto. Coloro che acquistano due villaggi, riceveranno un piccolo ponte in cioccolato che crea una connessione tra le torte. In questo modo il “piccolo villaggio  isolato” si trasforma in un “grande villaggio”.

Le due versioni della torta si differenziano per il colore delle  case. Il villaggio Häagen-Dazs, infatti, è disponibile in due ricette, entrambe fatte a mano con ingredienti naturali, senza coloranti o aromi artificiali.

Saranno in vendita dal 15 novembre 2014 al 15 gennaio 2015, nei negozi Häagen-Dazs di Francia e Benelux a 49 Euro l’una (per 8/10 persone)

Credo proprio che meriti il viaggio…

http://haagen-dazs.it

 

Una gustosa cornice di dolci, frutta e verdura, è questo il punto di partenza per i fotografi Pierre Javelle e Akiko Ida, che hanno creato una serie di diorami divertenti che ritraggono persone in miniatura che si muovono in un mondo commestibile. Intitolato MINIMIAM , un gioco di parole che sposa in miniatura e “yummy” (Miam in francese), il progetto è in corso dal 2002 ed è stato ispirato ovviamente dalla loro professione di fotografi alimentari, dichiarano: “Siamo entrambi fotografi di food nel nostro lavoro quotidiano, e siamo entrambi abbastanza pazzi per cucinare, mangiare e tutto ciò che riguarda il cibo”, dice Ida. “Così quando abbiamo iniziato questa piccola serie di persone in miniatura, naturalmente abbiamo creato storie legate al cibo.” http://www.minimiam.com/en/goen.html

Absolut Vodka, la quarta bevanda alcolica più diffusa al mondo, disponibile in 126 mercati, viene prodotta esclusivamente a Åhus nel sud della Svezia.

Il brand, che ha legato da sempre il suo nome all’arte e alla creatività, lancia Absolut Originality, un’edizione limitata che porterà sul mercato 4 milioni di opere d’arte uniche e originali.

Quattro milioni di bottiglie, tutte numerate e diverse l’una dall’altra, che saranno vendute in tutto il mondo per le festività di fine anno. Ognuna rappresenta un pezzo unico artisticamente decorato da una goccia di blu cobalto, colore simbolo di Absolut, fusa all’interno del vetro e declinato in quattro milioni di modi diversi.

Le due parti si fondono insieme a 1.100°C. A questa temperatura il colore blu non è ancora visibile, ma appena la bottiglia inizia a raffreddarsi ecco apparire un gioco di venature blu, di riflessi, ora più intensi, ora più sottili.

L’ispirazione di combinare  elementi diversi, ha generato una serie di ricette per la creazione di cocktail eccentrici e divertenti. I “Gourmet Junk Cocktail ” che coniugano il cosiddetto “cibo da strada” con la più fine cultura culinariae che sono stati realizzati da esperti mixologist che hanno interpretato la Vodka Absolut con ingredienti e materiali semplici, hanno guarnito i cocktail con elementi insoliti e li hanno serviti in modo altrettanto bizzarro mediante bottiglie, sacchetti di plastica e vasetti di marmellata.

Eccone un paio:

ABSOLUT MESSAGE IN A BOTTLE

2 parti di ABSOLUT Vodka

3/4  parti di Cordiale al Fiore di Sambuco

1/3 di succo di limone appena spremuto

Acqua Tonica

Cordoni di Liquirizia Blu

Agita tutti gli ingredienti e travasa in un bottiglia. Aggiungi il cordone di liquirizia blu. Termina con una spruzzata di acqua tonica e utilizza il cordone come fosse una cannuccia.

ABSOLUT MY JAM

2 parti di ABSOLUT Vodka

! parte di Sciroppo di Mandorla (Orgeat)

1 parte di succo di limone appena spremuto

2 cucchiaini di marmellata di Lampone

1 bianco d’uovo

Agita tutti gli ingredienti e versa in un vasetto di marmellata

www.absolut.com