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Un viaggio alla scoperta delle più belle case sugli alberi di design nel mondo. Per vivere immersi nella natura, senza rinunciare al comfort e allo stile. 


 “Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria”.
(Il barone rampante, Italo Calvino)

Un hotel rivestito di specchi sospeso tra gli alberi. Una casetta in legno circondata dai ciliegi, dove degustare tè. Una galleria d’arte contemporanea a 4 metri da terra. Sono le case sugli alberi del nuovo millennio. Opere architettoniche sospese tra cielo e terra dove immergersi nella natura, senza rinunciare al design e al comfort. 

Sì, vivere in una casa sull’albero non è più solo un sogno. Rinomati studi di architettura, in ogni parte del mondo, sempre più ci regalano case sugli alberi di design. O strutture che ne ricordano la forma, mimetizzandosi nei boschi. Alcune sono vere e proprie abitazioni. Altre accolgono alberghi, ristoranti o, addirittura, gallerie d’arte. Progetti molto diversi, ma con un obiettivo comune: concedersi una pausa dallo stress quotidiano e riconnettersi con la natura. 


Dormire sugli alberi fa bene alla salute

Una fuga tra gli alberi fa bene al corpo e alla mente. Lo sanno bene i giapponesi che dagli anni ’80 hanno sviluppato una pratica di medicina preventiva, lo shinrin-yoku (letteralmente “bagno nel bosco”), che si basa sull’idea di un’immersione totale nella natura. Perché, come dimostrano tanti studi recenti, essere in armonia con l’ambiente naturale riequilibra il sistema nervoso, aumenta le difese immunitarie e migliora le capacità di concentrazione. 

Qualche idea? Ecco 10 case sugli alberi di design a cui sarà impossibile resistere.


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Pan Treetop Cabins, Espen Surnevik, Norvegia

Si trova a 6 metri di altezza Pan Treetop Cabins, il progetto firmato dall’architetto Espen Surnevik. Un hotel in acciaio e metallo immerso nelle foreste norvegesi, che sembra arrivato da un’altra dimensione temporale.
Le palafitte e la struttura delle case sono interamente in acciaio. Il rivestimento esterno è composto da scandole di zinco ossidato nero che richiamano le pigne dei boschi. In contrasto con l’esterno in acciaio e metallo, gli interni sono rivestiti in un caldo legno di pino.


Paarman Treehouse, Malan Vorster, Sudafrica

Si trova nella foresta attorno a Cape Town, in Sudafrica, Paarman Treehouse, la “casa sugli alberi” disegnata da Malan Vorster. Un rifugio futuristico composto da quattro torri cilindriche in vetro e acciaio, rivestite con assi di cedro rosso. Tutti materiali non trattati così che sia il passare del tempo a definirne l’aspetto, creando una maggiore sintonia tra la casa e gli alberi circostanti. 

Gli interni, arredati con uno stile elegante ed essenziale, si sviluppano su tre livelli. Al primo piano, a cui si accede con una passerella in legno e acciaio, c’è la zona giorno. Con un’altra scala si arriva al secondo livello, dove trovano spazio la camera da letto e il bagno. Infine, all’ultimo piano la terrazza panoramica che offre una vista spettacolare sul paesaggio. 


The 7th Room, Treehotel, Snøhetta, Harads, Svezia

Si chiama 7th Room la casa sull’albero firmata dallo studio norvegese Snøhetta. Una cabina nel cuore della foresta di Harads, nel Nord della Svezia, parte di un progetto più ampio: il Treehotel. L’hotel, nato nel 2010 da un’idea di Kent Lindvall e Britta Jonsson-Lindvall, è costituito da una serie di case sugli alberi progettate da diversi studi di architettura.

La 7th Room ha aperto nel gennaio 2017. È sostenuta da 12 colonne che richiamano i tronchi degli alberi di Harads e ha una facciata in pino bruciato, che sembra fondersi con i colori della foresta. Una fusione con l’ambiente naturale che trova conferma negli spazi interni, dove grandi vetrate regalano una vista mozzafiato da cui si può ammirare anche l’Aurora Boreale, nelle giornate più limpide. E dove un pino, inglobato all’interno della terrazza, permette alla natura di entrare addirittura in casa.  


The Mirrorcube, Treehotel, Tham & Videgård Architects, Svezia

Un cubo in alluminio completamente rivestito di specchi, mimetizzato alla perfezione con la foresta circostante. È Mirrorcube di Tham & Videgård Architects, una delle suite più fotografate (possiamo dire instagrammabili) dello svedese Treehotel.
Questa scatola 4×4 è il rifugio ideale per rendersi invisibile agli occhi del mondo, per qualche giorno. 


Urban Treehouse, Andreas Wenning, Germania

Le case sugli alberi possono sorgere anche nei pressi dei centri urbani. Un esempio è Urban Treehouse, il progetto di studio Baumraum. Due case nella foresta Grunewald, vicino a Berlino, che non sono proprio sugli alberi, ma che sicuramente ne ricordano la forma.
Le treehouse di Baumraum hanno come base un ampio tronco rivestito in legno che sostiene un cubo di 28 metri quadri. Spazi piccoli, ma con tutto ciò che occorre, e per di più arredati con mobili di design. Per vivere immersi nella natura a due passi dalla città. 


Origin Tree House, Atelier Lavit, Francia

Si ispira al nido degli uccelli ORIGIN di Atelier Lavit. Una suite dell’albergo Château de Raray, in Francia, sviluppata intorno a una quercia secolare. 

Il nido è richiamato dalla forma della struttura e dal rivestimento della facciata esterna, realizzato con listelli di pino incastrati tra di loro proprio come i rami intrecciati che compongono un nido. Le superfici interne sono in pioppo, un legno dal colore chiaro che, combinato con arredi minimal, rende l’ambiente molto rilassante.
A rendere perfetto il quadro un’altra costruzione sospesa tra gli alberi, a pochi metri di distanza, che ospita una SPA e una lounge.


Treehouse, Bergo Studio, Cina

Sorge nella foresta intorno a Xiuning, in Cina, la casa tra gli alberi disegnata da Bergo Studio. È alta 11 metri, la stessa altezza dei cedri rossi circostanti. Ha una struttura in acciaio rivestita con cedro rosso. Ed è formata dalla sovrapposizione di sette stanze, grandi dai 6 ai 9 metri quadri: due gruppi di camere da letto, con bagno annesso, e un salotto e una terrazza panoramica, sfruttabili come spazi comuni.
Le stanze sono collegate tra di loro da una scala a chiocciola. Da ognuna si può contemplare la foresta da altezze diverse.


Teahouse Tetsu, Terunobu Fujimori, Giappone

Sembra appena uscita da un libro di fiabe Teahouse Tetsu, la casa sull’albero progettata da Terunobu Fujimori a Hokuto City, in Giappone. Una casa da tè immersa tra i ciliegi, realizzata in legno e sostenuta dal tronco di un cipresso che attraversa anche la struttura. Per vivere qualche ora in una favola.   


Ik Lab, Jorge Eduardo Neira Sterkel, Messico

Anche l’arte può trovare spazio tra gli alberi. È quanto è successo a Tulum, località turistica nello Yucatan, in Messico, con la galleria d’arte contemporanea Ik Lab.
Ik Lab è sospesa a 4 metri da terra e si trova all’interno del resort eco-sostenibile Azulik. Il progetto sovverte l’aspetto degli spazi dedicati alla fruizione artistica. Al posto della classica scatola bianca c’è infatti un ambiente che ricorda quasi un organismo vivente.
La totale fusione con l’esterno è ottenuta con l’uso di forme organiche e di materiali naturali: il legno di bejuco, una pianta rampicante locale intrecciata come nella giungla che circonda Tulum, il cemento grezzo, ispirato alla pietra naturale, e il vetro, utilizzato per godere della bellezza del paesaggio circostante.


A Midsummer Nigth’s Dream, Carlos Menasalvas Gijón e Cristina Jiménez Lima, Francia

Concludiamo la nostra rassegna con A Midsummer Nigth’s Dream degli architetti spagnoli José Carlos Menasalvas Gijón e Cristina Jiménez Lima. Il progetto vincitore del concorso YAC – Young Architects Competitions.
L’obiettivo era la realizzazione di cinque case sull’albero nel favoloso scenario del castello di Mothe Chandeniers, quintessenza della Francia neogotica e degli châteaux romantici. Cinque casette sugli alberi che verranno messe in affitto per sostenere un turismo responsabile e rispettoso dell’ambiente.
Il progetto ha già raccolto oltre 1.200.000 euro in crowdfunding su Dartagnans, piattaforma fra le più attive per la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale francese.

I lavori di costruzione delle cinque case sugli alberi inizieranno nell’aprile 2021 e dovrebbero essere completati entro l’estate. Non vediamo l’ora di prenotarne una!


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Purificatori e sanificatori di design per la casa e l’ufficio.

Purificare e sanificare la casa è diventata oggi una vera e propria necessità. Non solo è importante purificare l’aria che respiriamo e l’acqua che consumiamo, ma bisogna anche poter sterilizzare facilmente gli abiti, le scarpe, il cellulare, tutti gli oggetti e i vestiti con cui andiamo all’esterno e che potrebbero essere contaminati.


I germi si annidano in ogni angolo della casa.

Una recente indagine, ha fatto la classifica degli oggetti domestici nei quali si annidano più batteri.
Al primo posto, la tastiera del computer e il mouse, che pare abbiano una carica batterica 400 volte più alta di quella della tavoletta del water!!!
Al secondo posto il cellulare, 100 volte più infetto della tavoletta del water. Al terzo posto, il telecomando, seguito (sembra quasi impossibile…) dallo spazzolino da denti! Seguono le lenzuola, il cuscino e gli abiti, ai quali pochi pensano.

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19


L’inquinamento dell’aria negli ambienti domestici

Un recente studio del brand francese Netatmo ha rivelato che a marzo e aprile 2020, cioè durante il “lockdown” in Italia, c’è stato un notevole incremento dell’inquinamento dell’aria interna. In media, il 55% delle case italiane prese in esame supera la soglia di 1.000 parti per milione (ppm) di CO2 almeno una volta a settimana. Dati non certo confortanti

L’inquinamento dell’aria negli ambienti domestici (ma anche negli uffici e negli ambienti pubblici) è un problema sempre più attuale. Un’aria poco sana, non purificata o addirittura inquinata può causare allergie e rappresenta una minaccia insidiosa per il benessere della nostra salute.
Le cause possono essere molteplici. Dalle micropolveri che entrano dall’esterno a quelle che vengono prodotte e messe in circolo dall’impianto di riscaldamento; dai prodotti chimici contenuti nei detergenti per la pulizia a quelli contenute nelle pitture delle pareti; dalle colle ai solventi; dai vapori della cottura alle componenti nocive prodotte da molti elettrodomestici.

Tutti conosciamo il potere purificante di alcune piante da appartamento, in grado di ripulire l’aria e di renderla più pura e naturale. Tra le più note, segnaliamo i Crisantemi, la Dracena, la comune Edera, il Tronchetto della felicità, lo Spatafillum, il Ficus Benjamin e altre.

Leggi il nostro articolo sugli arredi e complementi che integrano le piante


Ma per chi non ha il pollice verde, sono a disposizione strumenti appositi, anche belli da vedere, più adatti e che richiedono meno cure… Si tratta di apparecchi in grado di monitorare l’aria in casa e purificarla, spesso controllabili in remoto da app.

 


L’esperienza del Covid-19 ci ha insegnato
l’importanza della sanificazione

Secondo l’OMS il Coronavirus è in grado di sopravvivere a lungo sui diversi materiali. Le stime non sono confortanti: circa 24 ore sul cartone, 24 sull’acciaio, 72 ore sulla plastica e anche 4 giorni sullo schermo in vetro di un telefono cellulare. Ma questi dati sono sicuramente dati per difetto, dato che dopo oltre 7 giorni il virus è risultato ancora presente su alcuni oggetti…

Dopo l’esperienza del Covid-19, abbiamo capito anche quanto sia importante sanificare e sterilizzare tutto ciò che entra in casa. Tutti gli oggetti che portiamo in casa dall’esterno, possono essere fonte di contaminazione. A partire dalla spesa fatta al supermercato fino al pacco con i nostri acquisti online, recapitato a casa da un corriere. Dalle chiavi di casa allo zaino o la borsa, dal portafogli agli occhiali, dalle scarpe agli abiti che abbiamo indossato all’esterno…

Ecco allora come il mondo del design ha risposto a questo importante problema:

 


Sanificatori per oggetti


Booox, sterilizzatore a ozono.

Booox è uno sterilizzatore a ozono che, grazie alla sua capienza di 60 litri, è adatto per oggetti di dimensioni medie o grandi. (giocattoli, pacchi postali, alimenti sigillati, smartphone, PC, tessuti, scarpe accessori di uso quotidiano, ecc…).

Pensato dall’imprenditore Enrico Pandian, pensato sia per ambiti domestici che per i luoghi di lavoro, è Booox un panificatore eco-friendly, in quanto non utilizza prodotti chimici, elimina oltre il 99% di virus e batteri da ogni superficie e, terminato il trattamento, l’ozono si riconverte in ossigeno.
Il processo di sanificazione richiede tra i 10 ed i 15 minuti, in base alla tipologia di prodotto che si desidera igienizzare. È possibile ordinarlo online. (getbooox.com)


Ceppo per affilare e sterilizzare i coltelli

Prodotto da Brandani, questo ceppo oltre ad avere un sistema integrato per affilare i coltelli, dispone anche di un sistema si sterilizzazione a raggi ultravioletti. Dopo aver lavato i cortesi sotto l’pacqua corrente, basta inserirli negli appositi scomparti, perché vengano affilati, asciugati e sterilizzati. Questo avviene grazie a una combinazione di raggi ultravioletti senza residui e di aria calda circolante, che evita la formazione di batteri. (www.brandani.it)

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19

 


Sanificatori per abiti


 

Samsung AirDresser, sanificatore e purificatore per abiti

AirDresser di Samsung è uno strumento progettato per igienizzare e rinfrescare i capi d’abbigliamento. È sufficiente appendere i vestiti all’interno di AirDresser e selezionare il programma preferito. AirDresser è dotato di diverse funzioni.
La funzione Jet Steam, igienizza i capi eliminando acari, virus e batteri attraverso getti di vapore che penetrano in profondità nei tessuti. Una funzione è perfetta per trattare i vestiti esposti all’inquinamento e ai germi, tra un utilizzo e l’altro.
Al cambio di stagione o fra un lavaggio e l’altro, basta usare il Trattamento Antipiega che combina aria e vapore per distendere i tessuti senza bisogno del ferro da stiro.
La funzione Jet Air invece, grazia a potenti flussi d’aria, elimina polvere e smog dagli abiti, rimuovendo fino al 99% degli odori causati da tabacco, sudore, cibo e lavaggio a secco. (www.samsung.com)

 


Purificatori per l’aria e gli ambienti


 

Dyson Pure Cool, purificatori d’aria per ambienti

I purificatori d’aria Pure Cool di Dyson sono in grado di purificare un’intera stanza, catturando i gas e il 99,95% delle particelle microscopiche delle dimensioni di 0,1 micron (inclusi allergeni, batteri, polline e muffe). Sono dotati di due funzionalità: purificazione più ventilazione oppure solo purificazione, quando non si desidera il getto d’aria fresca. Sono disponibili nelle versione a torre o da tavolo e nella versione. Il modello Dyson Pure Hot+Cool è un termoventilatore 4 stagioni che, oltre a purificare l’aria, la raffresca in estate e la riscalda in inverno.

Per una purificazione maggiore, il modello Dyson Pure Cryptomic (foto qui sotto) è in grado di distruggere la formaldeide a livello molecolare, trasformando questo gas nocivo in piccole quantità di acqua e anidride carbonica. La formaldeide è 500 volte più piccola rispetto al particolato PM 0,1 ed è particolarmente difficile da catturare. I filtri in carbone attivo potenziato rimuovono odori, fumi domestici e gas, inclusi diossido di azoto e benzene. (www.dyson.it)


 

Brid, depuratore a fotocatalisi che elimina virus e batteri

Si chiama Brid questo innovativo apparecchio per la depurazione dell’aria. Basato su una combinazione di nanotecnologie e luce LED, Brid sfrutta la fotocatalisi per annientare polveri sottili, batteri e virus. Brid si differenzia da tutti gli altri prodotti simili presenti nel mercato, grazie alla sua specifica tecnologia P.H.O.E.B.E (Photocatalitic Embedded Filter for Enviromental Treatments), messa a punto dal laboratorio di R&D e brevettata da COLOROBBIA Consulting.

Unico nel suo genere per l’innovativa tecnologia, ha ottenuto l’attestazione di abbattimento del Betacoronavirus nell’aria degli spazi indoor, a seguito di specifici test per il tracciamento del SARS-CoV-2. I dati sono certificati da un laboratorio esterno, Eurofins Biolab.
Il sistema Brid è indicato sia per gli ambienti domestici, sia per gli uffici e i locali pubblici. (eu.brid.com/it)


 

Moovi, Atena Lux: lampada per sanificare gli ambienti

La lampada Moovi di Atena Lux sfrutta le proprietà battericide e antisettiche dei raggi ultravioletti UV-C. Questi raggi sono in grado di distruggere il DNA di batteri, muffe, lieviti, virus e impedendo loro di riprodursi.
La lampada è disponibile in due modelli, Moovi, dotata di ruote, che può essere facilmente spostata da un ambiente all’altro. Vision, un modello fisso che si appende a parete. Entrambi sono adatti per sanificare ambienti domestici, ma anche uffici, bar, riustoranti o luoghi pubblici.

Il sistema di disinfezione attraverso i raggi ultravioletti UV-C non solo è sicuro per gli uomini e gli animali. Ma è consigliato da enti e organizzazioni mondiali come WHO (World Health Organization), ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), IUVA (International Ultraviolet Association). (www.atenalux.com)


 

Bellaria, Falmec: purificatore e ionizzatore per l’aria

Bellaria, disegnato da Marco Zito per Falmec è un innovativo sistema di purificazione dell’aria in grado di eliminare non solo gli odori sgradevoli, ma anche le sostanze dannose per il nostro organismo. Grazie al suo processo di ionizzazione attiva, Bellaria è in grado di riportare negli spazi indoor l’equilibrio ionico presente nell’atmosfera, assicurando una riduzione dell’85% della carica batterica e del 71% della carica micotica, normalmente presenti nell’ambiente. Il tutto, certificato da test effettuati dall’Università di Padova nel Dipartimento di Medicina Molecolare.

Ma Bellaria è anche un oggetto decorativo e una lampada dotata di un sistema LED dimmerabile. Un complemento d’arredo versatile con il “paralume”, in vetro di Murano lavorato a mano disponibile in 4 colori: bianco, rosso, giallo e grigio. (www.falmec.it)

Guarda il nostro approfondimento sul purificatore d’aria Bellaria di Falmec


 

Gino: eliminatore di virus e batteri, Smart Separations Ltd

Gino è un disinfettante per l’aria ad uso personale. Un innovativo apparecchio che utilizza ViraTeq™ un rivoluzionario rivestimento filtrante senza luce, in grado di distruggere virus, batteri e funghi. A differenza di altri prodotti simili, Gino è stato specificamente progettato e testato per distruggere anche il Coronavirus.

La tecnologia di Gino pulisce l’aria da ogni genere di microbi per creare un ambiente più sano e pulito dove vivere, in casa o in ufficio, in un’aula scolastica o in una reception, in un bar o in un ristorante. Si ricarica tramite presa USB
Il suo speciale filtro ceramico lavabile inoltre, riduce gli sprechi creati dai tradizionali filtri usa e getta.
Lanciato di recente su Kickstarter, Gino ha superato l’obiettivo di 50.000 sterline.


 

Samsung Cube™, il purificatore d’aria per ambienti

La sua forma cubica e minimale gli consente diversi usi in casa. Quella di un pratico tavolino in salotto o di un comodino in camera da letto… Si tratta dell’innovativo purificatore d’aria Samsung Cube™, progettato e prodotto da Samsung. Efficace contro polveri ultrasottili, allergeni e gas inquinanti è l’unico nel settore dotato dell’esclusiva tecnologia Wind-Free™ che diffonde l’aria pulita in modo uniforme e silenzioso attraverso 60.000 microfori, evitando fastidiosi getti d’aria diretti e riducendo al minimo il rumore.
Controllabile da remoto, il Samsung Cube™ dispone di un display che monitora e mostra il livello di inquinamento dell’ambiente (www.samsung.it/cube)


 

UVC-Totem: il nuovo sanificatore per ambienti di Maletti

Il purificatore per l’aria UVC-Totem, progettato da Malettiideato in collaborazione con Giovannoni Design e con il dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, è certificato come Dispositivo Medico Classe 1 dal Ministero della Salute.

Il dispositivo opera tramite la tecnologia UV-C, che ha un effetto antibatterico, in grado di distruggere tutti gli agenti inquinanti, virus, batteri e micro particelle presenti negli ambienti.
Ottimo per uffici, negozi, parrucchieri, centri benessere e luoghi pubblici, UVC-Totem è personalizzabile in diversi colori e materiali. Esista anche la versione Mini – sia da terra che da parete – per gli ambienti più piccoli. (maletti.it).

 


Ionizzatore e purificatore d’aria ION, Brillamenti

Ion è un piccolo ionizzatore e purificatore d’aria domestico prodotto da Brillamenti. La sua caratteristica è quella di eliminare dall’aria non solo i cattivi odori, ma soprattutto virus, muffe, batteri, acari, polveri sottili e pollini. Il tutto senza produrre raggi UV, né alcun tipo di sostanza nociva per l’uomo ma ristabilendo il corretto equilibrio ionico nell’aria. Ion è dotato anche di due sorgenti luminose Led integrate, che lo trasforma in una calda e rilassante lampada d’atmosfera.

Ion è disponibile in due dimensioni e in due materiali: Corian e legno di Cirmolo. Un albero di montagna dal persistente profumo balsamico. la fragranza del Circolo è nota per infondere un piacevole senso di tranquillità, per migliorare la qualità del sonno e favorire il recupero delle energie. (www.brillamenti.it)


 

Misuratore della Qualità dell’Aria, Netatmo

Vivere in un ambiente con sano è molto  importante. Il Misuratore della Qualità dell’Aria Intelligente di Netatmo ne valuta tutti i parametri, evidenzia i potenziali problemi e ti dice come risolverli.

Il Misuratore della Qualità dell’Aria di Netatmo dispone infatti di sensori che monitorano costantemente 4 fattori: l’umidità, la purezza dell’aria, il rumore e la temperatura. Tutto è sotto controllo. Che si tratti di aver superato il livello di rumore accettabile per il sonno o del corretto livello di umidità per il bambino che soffre d’asma. Grazie all’app dedicata, è possibile tener monitorata l’aria della casa dal proprio smartphone.

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19

 


Purificatori per l’acqua


Vital Capsule, Franke: purificatore per l’acqua

Nel 2019, Franke presentato Vital Capsule, una tecnologia brevettata, che permette di avere acqua pura direttamente dal miscelatore di casa, senza ingombranti apparecchi da installare nel vano sottostante al lavello. Vital Capsule è il filtro più piccolo e avanzato al mondo. In pratica offre un secondo rubinetto che eroga acqua filtrata. Oltre ad essere un bell’oggetto di design (vincitrice del Red Dot Design Award 2019) Vital Capsule è anche 100% eco-friendly, perché riciclabile in ogni sua parte, grazie alla composizione in plastica e fibra di cocco.

Oggi Franke presenta anche la capsula High Flow, ancora più performante, particolarmente indicata quando la qualità dell’acqua rimane entro determinati limiti di torbidità (la riduzione della trasparenza dell’acqua causata dalla presenza di particolato sospeso) e livelli di contaminazione biologicaEntrambi i filtri inoltre contengono un materiale auto-disinfettante che impedisce la proliferazione batterica. Ogni filtro serve a produrre circa 500 litri di acqua purificata (oltre 300 bottiglie da 1,5 l)


Progetti di design per sanificatori e sterilizzatori


Centerpiece, Conrad Haddaway, Twomuch Studio e Inga Ziemele

Secondo recenti studi, il nostro smartphone ospitare fino a 5000 batteri per cm quadrato. Ci preoccupiamo di lavarci le mani prima di andare a tavola, ma pochi si ricordano di sanificare il cellulare, che può ospitare fin o a 5 mila batteri per cm quadro…
Per questo tre giovani designer, Conrad Haddaway, Twomuch Studio & Inga Ziemele, hanno progettato Centrepiece, uno sterilizzatore a raggi UV per smartphone. da mettere a centro tavola. Questo intelligente progetto ha vinto il 1° premio della categoria al contest Fountain of Hygiene, organizzato da Bompas & Parr.

Scopri tutti i vincitori del contest Fountain of Hygiene di Bompas & Parr.


Sanificatore per telefoni cellulari, Lee Sungwook

Il designer sud coreano Lee Sung Wook ha progettato questo curioso tostapane di design. In realtà è uno sterilizzatore per smartphone che trasforma un atto necessario (quello di eliminare i batteri da uno degli oggetti più contaminati che abbiamo in casa) in un atto divertente e meno formale. Basta inserire il cellulare nell’apparecchio, impostare il timer e quando il cellulare sarà disinfettato salta fuori proprio come una fetta di toast ben rosolata. Questo apparecchio ricarica anche lo smartphone mente lo sterilizza. Il suo account Instagram è: @wook_3d

 


Pure Light, Marco Ripani: sterilizzatore a raggi UV

Marco Ripani, studente del corso Master in Product & Furniture Design di Istituto Marangoni, ha progettato Pure Light, una lampada che utilizza il potere sterilizzante dei raggi ultravioletti per eliminare gli agenti patogeni come virus e batteri, presenti nel nostro ambiente. Il sistema UVGI infatti, è in grado di eliminare circa il 99% degli agenti patogeni presenti in acqua, aria e cibo.

Pure Light può sterilizzare oggetti di piccole dimensioni, come stoviglie, cellulari, chiavi etc, ma anche la frutta, la verdura o l’acqua. Nella sua base, infatti, può essere inserita una caraffa che si integra col design della lampada. (www.istitutomarangoni.com)


Superblue: sterilizzatore UV per spazzolino da denti, Dylan Fealtman

Partendo dal dato che mediamente su uno spazzolino da denti si trovano dai 100 ai 150 mila batteri per cmq (circa 10 volte più che sulla tavoletta del water), il designer statunitense Dylan Fealtman ha progettato Superblue, uno spazzolino da denti che si sterilizza automaticamente ogni volta che lo si inserisce nella sua custodia da viaggio. Inoltre lo spazzolino è pensato per ridurre al minimo i materiali e per durare più a lungo possibile. Per questo le setole sono in silicone. (www.dylanfealtman.com)


Airwal, Federica Marrella and Cecilia Polonara

Airwal è un aspiratore biologico di sicurezza, progettato da due designers italiane che vivono in Olanda: Federica Marrella and Cecilia Polonara. Airwal dicevamo, è un aspiratore che purifica l’aria. ma la sua caratteristica, che lo rende diverso dagli altri strumenti simili, è che è integrato in un tavolo da pranzo. E la sua funzione è concentrata proprio sul rendere più sicura la condivisione del pasto con altre persone, sia a casa, sia al ristorante.

Airwal è in grado infatti di catturare le particelle di saliva (le  “droplets” che in questo periodo abbiamo imparato a conoscere) e i vapori acquei, potenzialmente portatori di agenti patogeni. Un filtro posizionato al centro della struttura che li aspira al suo interno, rilasciando aria sanificata.

Le designer si sono ispirate al sistema operativo delle cappe di sicurezza biologica ad alta efficienza che proteggono gli operatori dei laboratori biologici e l’ambiente di lavoro dal rischio di esposizione agli aerosol di agenti patogeni. Una sfida lanciata per tornare al più presto a quei momenti di condivisione, tra cui un pranzo o una cena tra amici, che l’emergenza Covid-19 ha violentemente interrotto.


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BioBombola, un eco-kit per coltivare in casa l’alga Spirulina

Si chiama BioBombola questo innovativo progetto ecologico pensato per coltivare, in casa propria, una colonia di alghe, la Spirulina, che rappresenta una fonte sostenibile di proteine ​​vegetali.

BioBombola è una “pionieristica” idea dello studio di architettura e ricerca londinese ecoLogicStudio, fondato da Claudia Pasquero e Marco Poletto, focalizzato sul design bio-digitale. Una ricerca sempre più importante che vuole definire una nuova “ecologia sostenibile” sia in termini di spazi che di comportamenti.

Il progetto BioBombola promuove la coltivazione domestica, nelle famiglie o nelle comunità, di uno speciale giardino. Non di piante tradizionali, ma di una speciale alga, la spirulina, conosciuta proprio per essere un’ottima fonte di proteine ​​vegetali.

Inoltre, l’alga Spirulina coltivata con la BioBombola contribuisce a purificare l’aria in quanto assorbe l’anidride carbonica e ossigena le case in modo più efficace rispetto alle comuni piante da appartamento.

Come nasce l’idea della BioBombola

L’idea dei due designer nasce nelle settimane del Lock-down. In questo periodo hanno lavorato allo sviluppo della BioBombola con i loro 2 figli.
“Ai bambini piace raccogliere la Spirulina. Ora con questa alga produciamo pane proteico vegetale ogni settimana “, racconta Claudia.” La spirulina ha un sapore molto particolare; sa di erba e di noci”.

Visto che l’esperimento è riuscito, ecoLogicStudio ha deciso di creare un kit minimo per coltivazione della Spirulina in casa. Il kit comprende la BioBombola, un sacchetto di nutrienti e un lotto iniziale di cellule di Spirulina.

Come funziona la BioBombola

La BioBombola è composta da un “fotobioreattore”, un contenitore in vetro da laboratorio che contiene un ceppo di Spirulina e un terreno di coltura ricco di sostanze nutritive. Oltre a questo, viene fornita una piccola pompa dell’aria che agita costantemente il fluido.

Il leggero gorgoglio dell’acqua, oltre a mantenere a galla le alghe, produce un suono calmante e contribuisce a emettere ossigeno fresco nell’ambiente circostante.
A livello di purificazione dell’aria, ogni BioBombola assorbe l’equivalente di due giovani alberi in CO2 e produce ossigeno come 7 piante d’appartamento.
Una BioBombola permette di raccogliere fino a sette grammi di Spirulina al giorno (l’equivalente di un cucchiaio), che è la dose giornaliera raccomandata per una famiglia di quattro persone.

Il progetto della BioBombola è stato sviluppato da ecoLogicStudio in collaborazione con Urban Morphogenesis Lab BPRO di The Bartlett UCL e Synthetic Landscape Lab dell’Università di Innsbruck.

photo: NAARO
www.ecologicstudio.com
www.photosynthetica.co.uk

Nasce Soapbottle: un innovativo packaging che si dissolve nel nulla.

Dall’idea di Jonna Breitenhuber, Soapbottle è una confezione di prodotti per l’igiene a base di sapone, che si biodegrada una volta finito.

Il problema dell’inquinamento da plastica

Ogni anno, un individuo consuma in media più di venti confezioni di bagnoschiuma e prodotti per l’igiene, circa 75 milioni di chilogrammi di plastica che contribuiscono all’inquinamento del nostro pianeta. Partendo da queste considerazioni, la designer tedesca Jonna Breitenhuber, ha creato Soapbottle.

Soapbottle: una bottiglia biodegradabile

Presentato per la tesi di laurea presso l’Università delle Arti di Berlino, il progetto prevede una bottiglia di sapone la cui confezione è ottenuta dalla trasformazione del detergente stesso. Il tal modo, una volta che il contenuto è stato consumato, la confezione si dissolve gradualmente, alleggerendo il carico di rifiuti.

Inoltre i resti della bottiglia possono essere usati come sapone per le mani o trasformati in detergenti. Una soluzione semplice ma efficace che può essere impiegata per quasi tutti i prodotti liquidi dedicati all’igiene personale.

Soapbottle incorpora il concetto di cosmetici senza imballaggio trasformando il prodotto stesso nella sua confezione. Il sapone è composto da risorse naturali ed è biodegradabile, pertanto i rifiuti possono essere completamente eliminati.  L’interno di Soapbottle è rivestito con uno strato insolubile in acqua, che impedisce al liquido contenuto di sciogliere la confezione. Nella parte superiore dell’involucro, c’è una chiusura in metallo riutilizzabile che serve per aprire e chiudere il flacone.

Il packaging di Soapbottle

Il packaging in sapone non ha le stesse proprietà di un packaging in plastica.Non è infrangibile, è solubile in acqua, la superficie diventa scivolosa quando viene usata. Sono proprio questi presunti svantaggi ad essere usati come  elementi di design. Soapbottle gioca infatti con i concetti di dissoluzione e trasformazione dell’oggetto, sottolineando l’idea che le cose dovrebbero durare solo per un breve periodo.

Editor: Simona De Felice

 

 

 

MOVING FOREST. I NUOVI TAPPETI DI DEANNA COMELLINI PER GT DESIGN.

Moving Forest è la nuovissima linea di tappeti di GT Design, creati da Deanna Comellini. Una collezione bella ed emozionale al tempo stesso, in quanto è in grado di parlare il linguaggio più semplice e universale: quello della natura. La natura è dunque la protagonista della nuova collezione, che sarà esposta per tutta la settimana del Fuorisalone 2019 in via Brera 34 (cortile interno).

GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU DEANNA COMELLINI E GT DESIGN 

Naturali ed ecologiche al 100% sono le fibre con cui sono intrecciati i tappeti della collezione Moving Forest, e naturali sono i colori che ne ravvivano le trame.

La creatività di Deanna Comellini va oltre la ricerca estetica, pur sempre dominante nelle sue linee di tappeti, spingendosi in una dimensione sensoriale che si immerge nelle magie ottiche e cromatiche del regno vegetale.

Lo spirito che anima la collezione Moving Forest

Come anticipa il nome stesso della collezione, Moving Forest, l’idea di Deanna Comellini è duplice, come duplice è il senso del verbo “muovere”. Da un lato, quella di raccontare un viaggio alla scoperta del segno naturale, attraverso il movimento. Dall’altro, evocare emozioni attraverso il fascino della foresta. Come le delicate foglie del bambù o la scoperta di un raggio di sole che filtra tra le fronde.

Le tonalità fluttuano attraverso una variante continua di blu e verdi, interrotti a volte da accenti di colore bianco, rosso e giallo, che si rincorrono inventando una calda filigrana in un’atmosfera morbida e leggera grazie all’utilizzo della lana pregiata e al suo incontro con le nuove tecnologie.

I tappeti della collezione Moving Forest si animano così di linee dinamiche e irregolari che ricordano la fitta vegetazione delle zone forestali. Un gioco di intrecci e di colori naturali, che si declina in tonalità naturali quali il verde, il beige e il blu, con qualche inaspettato tocco di rosso e di giallo.

Tutti i tappeti disegnati da Deanna Comellini per GT Design sono realizzati in lana pregiata di altissima qualità proveniente dalla Nuova Zelanda e decorati con processi di stampa digitale.

Quattro sono i tappeti che sarà possibile ammirare nell’esposizione di GT Design dal 9 al 14 aprile nel cuore del Brera Design District: Moving Forest 1, Moving Forest 2, Moving Forest 3 e Coconutrug coated.

GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU DEANNA COMELLINI E GT DESIGN 

In collaborazione con GT Design

Un robot da cucina… a pedali!

Lo studio tedesco Montag ha pensato ad un robot da cucina durevole, versatile, robusto e sostenibile in quanto è economico e risolve definitivamente il problema della rottamazione. Come? Va a pedale!

Basta con gli sprechi di energia ma soprattutto col grave problema della rottamazione degli elettrodomestici da cucina. Tonnellate di rottami elettronici da smaltire ogni anno! Studio Montag indirizza la propria creatività verso un mondo più sostenibile. E crea R2B2, un robot da cucina che permette di contrastare questo impatto, sostituendo un gran numero di piccoli strumenti da cucina.

Guarda i migliori progetti di design sostenibile

Questo concept di Christoph Thetards, laureato in design alla Bauhaus University di Weimar nasconde un volano sotto un piano di lavoro. La sua ruota viene accelerata con l’aiuto di un pedale (qualcuno si ricorda le vecchie macchine a cucire?) e può alimentare direttamente un mixer a mano, un robot multifunzione da cucina o un macinino da caffè.

Come funziona il robot da cucina a pedali?

Grazie ai suoi rapporti di trasmissione intelligenti il volano gira più di 10000 giri al minuto. Tritare le erbe, grattare il formaggio o mescolare i cocktail: tutte queste operazioni d’ora in poi verranno svolte con alcuni semplici e silenziosi giri di pedale. La tecnologia è semplice e robusta – un acquisto che semplifica la vita, la rende più bella e che dura per tutta la vita!

Tutti gli accessori

Il progetto del robot da cucina a pedali di Studio Montag ha vinto il prestigioso Green design Award.

Per info, www.studiomontag.de

TONKI: LA CORNICE IN CARTONE CON LA FOTO DENTRO

Tonki non è solo una cornice; è un nuovo modo per fissare su carta gli scatti più belli e per vivere (e condividere) le foto in modo diverso dal solito.

L’idea di Tonki nasce 5 anni fa dalla passione di Ruggero e Alessandra, due designer bresciani alla ricerca di una soluzione per “archiviare i propri ricordi” che andasse oltre la stampa tradizionale e le noiose cornici in plastica o in metallo.

Così, in una piccola fabbrica di cartone, ogni giorno pile di fogli prendono vita e danno forma ai ricordi più disparati. L’idea è semplice e geniale al tempo stesso: stampare la foto direttamente sul materiale di cui è fatta la cornice.

OGGIO NASCE TONKI NANO

Un foglio di cartone havana grezzo prefustellato. Nasce così Tonki, un quadro tutto d’un pezzo, ecofriendly, facile da montare, e molto “cool”, con la tua foto “incorporata”.

Oggi in casa Tonki c’è una novità: si tratta di Tonki nano, una cornice uguale alle altre ma di dimensioni dimezzate e un prezzo decisamente interessante Una soluzione che consente di creare composizioni più dinamiche nella propria collezione di cornici in cartone di design.

Avere una cornice Tonki personalizzata è veramente molto facile. Già, perché è sufficiente andare sul sito dell’azienda, caricare un’immagine (o anche sceglierne una dal proprio account Instagram) ed effettuare l’ordine. La cornice Tonki arriva a casa in pochi giorni, pronta per essere montata ed appesa alla parete o appoggiata su qualsiasi ripiano.

 

Mobility Design Lab. Un laboratorio per le mobilità alla SPD, Scuola Politecnica di Design di Milano.

Il grande designer Walter De Silva e la Scuola Politecnica di Design danno vita al Mobility Design Lab, un nuovo centro ricerca sulla mobilità, per dare soluzioni concrete ai prossimi scenari di domani e lanciare Milano “Capitale della Mobilità“.

Reduce da un incarico ventennale ai vertici del gruppo Audi-Volkswagen, Walter De Silva è stato nominato presidente del laboratorio Mobility Design Lab, che riunirà le attuali attività della scuola SPD in questo settore.

De Silva, in occasione della presentazione ufficiale del Mobility Design Lab, ha tenuto una vera e propria lezione di impostazione e metodo progettuale.

Un tema molto attuale: la mobilità urbana

Il tema per il prossimo anno sarà la mobilità urbana. Un tema di grande attualità, considerando tutte le problematiche connesse a questo settore strategico che non trovano pieno riscontro nei prodotti e nelle logiche attuali.

Ecco allora la necessità di inquadrare la ricerca degli studenti nella direzione di un’utilità (possibilmente condivisa) e di adeguate soluzioni sostanziali. Il punto di partenza del Mobility Design Lab è la tipologia del quadriciclo elettrico. Un veicolo innovativo che racchiuda in sé le caratteristiche di peso e dimensioni più idonee all’ambito di utilizzo e alla sostenibilità ambientale. Le scelte formali saranno invece lasciate alla libera espressione individuale, invitando però gli studenti ad allontanarsi più possibile dai canoni attuali.

Si prospetta un’esercitazione realistica, in grado di affrontare e anticipare scenari di utilità concreta, con ricadute positive sulla collettività. Un lavoro che sia in grado di estrapolare il meglio da analisi e brief di progetto, nonché dalle tecnologie costruttive e digitali già oggi disponibili, attuando un ribaltamento rispetto alla priorità delle forme sui contenuti. Un’abitudine piuttosto consolidata in questo particolare settore.

De Silva dà prova di grande lucidità distanziandosi da logiche ormai esauste che mercato e ambiente non possono più sostenere. Un esempio; aumentando il coefficiente di utilizzo si riduce potenzialmente il numero dei mezzi in circolazione che oggi, per la maggior parte del tempo, passano la loro vita parcheggiati.

Va dato atto alla SPD, la scuola diretta da Antonello Fusetti, aver attivato una collaborazione di assoluto valore, con una impostazione disincatata e razionale, che consente al design di svolgere al meglio la propria funzione sociale. Si dovrà attendere un anno per vedere la conclusione dei lavori del Mobility Design Lab, di cui daremo senz’altro conto. 

www.scuoladesign.com

 

Si chiama SPAHAUS questo complesso di 26 chalet con SPA, progettato dallo studio canadese YH2 Architecture nella spettacolare cornice del Lac Supérieur, nel Parco nazionale di Mont-Tremblant, nel Quebec. Ogni singolo edificio è posizionato in modo tale da non vedere gli altri chalet, così da garantire al tempo stesso una grande privacy e un’immersione totale nella natura.

Gli chalet sono stati costruiti nello spirito del design scandinavo contemporaneo, utilizzando una combinazione di cemento e legno, con ampie finestrature che forniscono una grande quantità ottimale e consentono una splendida vista del paesaggio naturale circostante.

Al piano terra, ogni edificio dispone di un ampio spazio rettangolare composto dal living e da una SPA con sauna, letteralmente sormontato da un tipico chalet in legno che ospita la zona notte con solarium e una o due camere da letto. 

www.yh2architecture.com

www.spahaus.ca

Klimahouse Camp 2017 è un evento che tratta i temi del risparmio energetico e delle nuove tecnologie. Un incontro promosso da Fiera Bolzano per il lancio della sua prossima edizione di Gennaio 2018.

Da una quindicina d’anni Klimahouse promuove lo sviluppo di soluzioni, tecnologie e protocolli per incrementare il risparmio energetico e innovare la metodologia progettuale in ambito edilizio, costituendo una realtà di eccellenza a livello europeo.

Nello spazio Base, ex Ansaldo, di Milano – ospiti Angela Tumino e Niccolò Aste Politecnico di Milano, Gianluigi Ricuperati Domus Accademy – si è tenuto con modalità meno formali del solito, un dibattito sui temi della riqualificazione energetica e delle innovazioni tecnologiche di genere sia fisico che telematico.

Argomenti molteplici, dall’isolamento termico alla captazione solare, dall’internet delle cose agli smart buildings, per mettere a fuoco il futuro delle costruzioni, dell’architettura, ma anche dell’interno dei nostri appartamenti e quindi dello stesso modo di abitare.

Un intreccio sempre più fitto di soluzioni convergenti ad ottimizzare ogni genere di prestazione attiva o passiva, dall’edificio all’impianto di riscaldamento o di allarme, fino a prospettare scenari di vita costantemente connessa, non necessariamente così auspicabili…

Il panorama italiano, fatto di piccoli proprietari e di un parco edifici poco efficiente, si pone in modo distinto dal resto d’Europa, e stenta ancora ad accogliere il messaggio anche culturale della sostenibilità, in funzione dell’abitare ma anche della mobilità.

Sia il singolo che l’ente pubblico, il cui raggio di azione si estende su più livelli – scuole, uffici, trasporti, mobilità, illuminazione, ecc. – rappresentano casi su scale diverse, ma con effetti di redditività degli investimenti costantemente verificati a posteriori.

La diffusione della condivisione, la cosiddetta sharing economy, la creazione di start-up e di modelli alternativi di economia dal basso, sono segnali positivi, ma ancora insufficienti per un cambio di mentalità e di orizzonte collettivo che saremo tra non molto obbligati ad adottare.

Maggiori informazioni le potete trovare sui siti www.klimahouse.it e www.fierabolzano.it

COME NASCE IL BRAND CATERHAM.

Lo storico brand britannico Caterham, fondato nel 1957, è diventato famoso per la sua iconica auto ultraleggera Caterham Seven. Inizialmente il modello era stato prodotto dalla celeberrima Lotus fin  dagli anni 50 e continuamente aggiornato dal punto di vista tecnologico. Non da quello estetico, anche se ne furono presentati diversi modelli.

Ma quando l’azienda decise di terminare la produzione negli anni 70, un suo concessionario ufficiale decise di acquisirne il brevetto. Si chiamava Graham Nearn e la sua idea imprenditoriale fece la gioia di tutti gli appassionati di questa particolare automobile sportiva dal look rétro.

Qualche anno fa Caterham ha lanciato la sua prima divisione motociclistica con l’aggressivo modello Brutus 750, già soprannominato il “SUV dei motocicli”. Un’imponente potente moto disegnata dall’italiano Alessandro Tartarini, che si distingue per i due “sovradimensionati” pneumatici tassellati.

La Brutus 750 non ha avuto i risultati sperati e il progetto è stato messo da parte. Ma pare che la Moto Parilla, azienda milanese fondata nel 1946 e scomparsa negli anni 70, sia “rinata e sembri disposta a rimetterla in produzione col nome di SUV 750. Per farlo, ha lanciato una campagna di crowfounding che è andata a buon fine. Immaginiamo di rivederla dunque a breve girare tra sterrati, boschi e piste infangate… Chi sa?

La nuova divisione Caterham Bikes

Dalla divisione moto alla nuova divisione Caterham Bikes, il passo è breve, naturale e quasi inevitabile. La casa inglese ha lanciato due modelli, entrambi molto particolari e di grande carattere.

Di e-bike Design Street ha già trattato molte volte, a partire da LEAOS, la prima e-bike in carbonio a ricarica solare alle ricercate urban city e-bike firmata Momodesign.

La Classic E-Bike

La prima è la Classic E-Bike, che si contraddistingue per il suo deciso look rétro. Si tratta di una una bicicletta completamente elettrica che si ispira ai modelli tipici dell’età dell’oro del motociclismo britannico tra gli anni 20 e gli anni 60. Vanta un’autonomia di 40-80 km con una singola carica e non richiede il possesso di patente nell’UE.

La Carbon E-Bike

La Carbon E-Bike è un ciclo elettrico di prim’ordine, caratterizzato da una linea ispirata alla tecnologia della Formula 1; una versione in edizione limitata, impreziosita da esclusivi metodi e materiali specificamente usati in Formula 1.

 

I due modelli sono accessibili in termini di costo per esplicita volontà dell’azienda, che si pone l’obiettivo di soddisfare la crescente richiesta globale di veicoli a due ruote eco-compatibili e altamente versatili.

www.caterhambikes.com

 

Ecocapsule è una micro-casa ecologica e completamente auto-sufficiente. L’hanno progettata gli architetti slovacchi dello studio Nice architects di Bratislava, ma soltanto come prototipo. Quest’anno finalmente, diventa realtà, anche se (per ora) solo in un’edizione limitata di 50 pezzi.

Guarda anche i più bei moduli abitativi minimi e le micro architetture abitabili

COS’È IL MODULO ABITATIVO ECOCAPSULE?

Ecocapsule è un ovetto nomade che può essere sistemato dovunque e offre in poco spazio il massimo del comfort, come in una camera d’albergo di lusso, ma che è in grado di sostenere lunghi periodi di tempo senza consumare risorse esterne. Un modulo che consente di vivere in condizioni ottimali in qualunque luogo, anche i più isolati e lontani da fonti di alimentazione. Ovviamente è dotata di una presa da collegare alla rete elettrica, in caso di necessità.

Si tratta in poche parole di un modulo abitativo intelligente alimentato solamente da energia solare ed eolica. Le batterie interne ricaricabili sono in grado di immagazzinare l’energia in eccesso, rilasciando energia solo quando necessario,

La sua forma arrotondata aiuta a massimizzare la raccolta dell’acqua piovana e la rugiada del mattino, che viene purificata e resa potabile da speciali filtri a osmosi.

Ecocapsule è stata appositamente progettata per minimizzare le perdite di energia. Le sue pareti cave sono riempite con isolante termico ad alte prestazioni che la rendono resistente anche alle temperature estreme.

Guarda anche il modulo abitativo nomade CASA OJALÁ

COME È NATA ECOCAPSULE?

L’idea di Ecocapsule nasce nel 2008 quando gli architetti dello studio sloveno Nice Architects partecipano al concorso Ande Sprout Society Idea Competition per la realizzazione di un piccolo modulo abitativo per un artista.

Il progetto Ecocapsule non ha vinto, ma è stato segnalato come il più innovativo dal magazine Inhabitat.com. I progettisti hanno iniziato subito a realizzare un prototipo, anche se le tecnologie disponibili nel 2008 non consentivano una reale autosufficienza a impatto zero.

Il prototipo è stato terminato solo nel 2014 e messo in produzione dal 2107.

POSSIBILI USI DI ECOCAPSULE

Ecocapsule può essere utilizzata dovunque e da chiunque, per ragioni di lavoro, di svago o di emergenza, debba soggiornare in luoghi lontani da infrastrutture. Pensiamo a scienziati, a fotografi, a guardiani, ma anche a turisti estremi.

È anche utilissima in caso di intervento in zone di emergenza o colpite da catastrofi. Non solo infatti può essere completamente autosufficiente per lunghi periodi, ma anche può essere utilizzata come piccola centrale elettrica e come fonte di purificazione dell’acqua.

Ma esiste anche un altro utilizzo di Ecocapsule, più “urbano”. Può ad esempio essere posizionata sui tetti di edifici o grattacieli, in particolare in zone ad alto reddito come ad esempio New York o la Silicon Valley, per creare studi mobili. O insolite camere d’albergo, per regalare agli ospiti emozioni uniche…

 

 

È anche utilissima in caso di intervento di emergenza in zone colpite da catastrofi. Non solo infatti può essere completamente autosufficiente per lunghi periodi, ma anche può essere utilizzata come piccola centrale elettrica e come fonte di purificazione dell’acqua.

Ecocapsule è anche nomade, in quanto stata ottimizzata per rendere facili I suoi spostamenti, grazie a un contenitore standard per il trasporto: può essere quindi spedita a costi contenuti o trasportata nel luogo preferito, proprio come fosse una roulotte.

www.nicearchitects.sk

www.ecocapsule.sk

Nasce a Milano il primo Children Innovation Lab all’interno del Baby Caring Mantegazza, un nuovissimo concept di asilo che fonda le radici nella decennale esperienza della Fondazione Mantegazza. Laura Solera Mantegazza, la fondatrice, fu la prima in Italia ad aprire, nella storica sede di Via Calocero 16, il suo asilo nido con la finalità di aiutare le donne lavoratrici a non abbandonare i propri figli. Era il 1850…

Cos’è il Baby Caring Mantegazza

Il Baby Caring Mantegazza è un asilo nido bilingue e al tempo stesso un centro di esperienza ludica per bambini dagli 1 ai 12 anni. Ma non solo. Oltre alla tradizionale formula di frequenza annuale, l’asilo (aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7) offre a tutti i genitori anche una formula “a tempo”, personalizzata e flessibile, per consentire la miglior organizzazione possibile alle famiglie.

La formazione di una coscienza ecologica è un punto cardine del percorso formativo offerto dal Baby Caring Mantegazza, che vengono educati ai temi della sostenibilità, dell’ecologie e del rispetto dell’ambiente. L’asilo è anche dotato di un orto didattico, dove vengono organizzate diverse attività per i bambini.

Il progetto architettonico e l’interior design

Il Baby Caring Mantegazza è ospitato dalla storica sede, un vecchio palazzo milanese di circa 400 mq, con grandi finestre che lo inondano di luce naturale e con un tranquillo e protetto cortile interno.

Gli interni sono progettati secondo le regole del Fengh Shui mentre gli arredi, completamente ecologici, atossici e costruiti con legni provenienti da foreste certificate, sono parte integrante dell’esperienza ludica e formativa dei più piccoli. Molto particolare il lettino “Plinietto” disegnato e prodotto da Plinio il Giovane. Plinietto è realizzato legno di rovere stagionato trattato solo con olio di lino. Il suo materasso, in cotone biologico, è rivestito in lino e cotone.

Educazione alla bellezza

Il Baby Caring Mantegazza propone un percorso di crescita incentrato sull’arte e sulla bellezza. Un percorso educativo, incentrato sul pensiero, sull’osservazione e la riflessione. Un metodo di apprendimento nella quale il bambino è sempre protagonista attivo.

All’interno del Baby Caring Mantegazza si vuole stimolare il senso artistico dei bambini attraverso la collaborazione con artisti e designer di fama internazionale. L’asilo ospita al suo interno opere d’arte e oggetti di design per stimolare il senso della bellezza con cui i bambini imparano a convivere.

I laboratori di arte e design

Per far vivere ai suoi piccoli ospiti delle coinvolgenti esperienze creative, il Baby Caring Mantegazza organizza periodicamente diversi laboratori che uniscono arte e design. Tra questi segnaliamo il laboratorio tenuto da Paolo de Cuarto nel quale i bambini, seguiti direttamente dall’artista, si “sporcano le mani” creando opere creative su tela, o il laboratorio Micro-Memory, curato dall’artista armena Liana Ghukasyan, dove i bambini lavorano la carta per creare piccoli libri personalizzati.

Tra le installazioni segnaliamo anche “Beautiful mind” di Paolo De Cuarto, un’opera ispirata ad una vecchia pubblicità dell’Olivetti pensata per guidare il bambino a scoprire la fisicità e la bellezza dei numeri.

Ursus di Duilio Forte

All’interno della struttura sono ospitate opere d’arte e oggetti di design che accompagnano i bambini in un percorso di orientamento al bello e alle prime esperienze artistiche come stimolo di creatività. Tra queste, il grande Ursus, un’installazione dell’artista e architetto Duilio Forte.

Ursus è un’architettura in legno di 35 mq dalle linee zoomorfe (quella dell’orso, come svela il nome) per un’esperienza gioiosa da vivere e da scoprire: Ursus è gioco e animale, rifugio e castello, casa e teatro al tempo stesso.

www.babycarig.it.

Esiste un ufficio ecologico? Ce lo chiediamo da tempo…

Può un ufficio essere bello, ecosostenibile, caldo, accogliente e pure di design? La domanda se l’è posta anche Alki, azienda francese dall’anima scandinava che ha risposto presentando la nuovissima collezione Heldu. Una linea caratterizzata da diversi moduli che si possono combinare a piacere a seconda dello spazio e delle necessità.

Heldu è una collezione innovativa, che si adatta perfettamente all’idea di ufficio mobile e dinamico, flessibile e senza vincoli. I top delle scrivanie possono essere uniti per creare una piattaforma di lavoro di lunghezza variabile. Le pareti mobili, oltre a creare angoli di privacy e una maggior protezione acustica, consentono di creare workstation flessibili, da definire rapidamente secondo le esigenze di lavoro.

I cavi elettrici scompaiono in una feritoia del top; le prese di corrente sono inglobate nella struttura mentre un’intelligente lampada da tavolo in legno, con paralume-portaoggetti, illumina discretamente la superficie di lavoro con la sua luce calda e rilassante.

Per avere un ufficio ecologico, la scelta dei materiali è fondamentale. Il tavolo è realizzato in rovere con finiture in ecopelle. Ha una profondità di 135 cm ed è disponibile in due larghezze: 1565 e 2450 cm.

Oltre al tavolo, per l’ufficio ecologico perfetto Alki propone la sedia girevole Kuskoa Bi con gambe in metallo verniciato bianco o in rovere (con e senza ruote) e scocca in bioplastica disponibile senza imbottitura, rivestito in tessuto, in pelle o in ecopelle.

www.alki.fr

Tweety Tower è un condominio per i moderni uccelli metropolitani. Un piccolo grattacielo realizzato in legno caratterizzato da fori di entrata di diametri diversi, adatti ad ogni volatile. Così ognuno può scegliere il ricovero più adatto alle proprie dimensioni nel quale nidificare.

Guarda anche il nostro servizio sulle casette per uccelli di design

 

Per esempio, il passero comune sceglierà l’apertura da 35 mm, ma la Cinciallegra sarà già soddisfatta di quella da 28 mm. Tweety Tower può essere ordinata online al prezzo speciale di € 99,00. Approfittatene ora. Quest’autunno il vostro condominio potrebbe essere molto affollato!

Guarda anche il nostro servizio sulle casette per uccelli di design

www.usuals.nl