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Caravan NV 350 office pod concept.

Nissan lancia l’innovativo il Caravan NV 350 office pod concept. E lo fa cercando soluzioni per una fascia di lavoratori che diventa sogni giorno più grande.

Il nuovo Caravan NV 350 office pod concept è un furgoncino progettato per gli “Smart Workers”. Quei lavoratori digitali che non hanno una postazione fissa, gli amanti dei viaggi e della natura che si annoiano a lavorare da casa, in situazioni spesso poco confortevoli.
Così Nissan ha progettato, per questo popolo di nomadi, un furgone attrezzato a ufficio. Un piccolo camper dove lavorare dovunque nel massimo confort. Al mare, in montagna, in un bosco…

Il brand automobilistico giapponese ha presentato, in occasione del Salone dell’auto di Tokyo, questo concept innovaytivo.
Caravan NV 350 office pod concept non è altro che la customizzazione di un modello classico della Nissan: Il furgone modello NV350, un progetto degli anni’70 che ha riscosso nel tempo un grande successo.

Le funzionalità del Caravan NV 350 office pod concept

Ma non aspettatevi un veicolo di basso livello… Il Van-Ufficio della Nissan (sempre che il concept si trasformi in realtà) è integrato con il meglio della tecnologia e del design.

Il Caravan NV 350 office pod concept incorpora nel vano posteriore un vero e proprio ufficio “estraibile” grazie a un sistema di rulli. Se lo si desidera, tutto il vano ufficio può scorrere fino a uscire completamente dal veicolo. Basta usare un’app per movimentare il meccanismo e accendere le luci a Led integrate nel profilo della struttura.


Così sarà possibile lavorare all’aria aperta, godendosi il panorama, il fruscio delle foglie, lo scorrere di un ruscello o il rumore delle onde… 

Anche le dotazioni interne sono di altissimo livello. Il computer ad esempio, è un iMac da 27”, mentre la poltroncina è firmata Herman Miller, azienda leader nel settore delle sedie da ufficio.
Tra gli altri accessori, il Van dispone di un cassetto con luce UV-C, per igienizzate piccoli oggetti come smartphone, mouse, chiavi, penne etc…
È possibile collegare piccolo elettrodomestici alimentati a corrente, come ad esempio un mini frigo, un bollitore o la macchina per il caffè.

E per godersi una meritata pausa di relax, il Caravan Nissan NV 350 office pod concept  ha una pratica terrazza sul tetto con tanto di chaise longue, tavolino e ombrellone parasole.

Il precedente modello: e-NV200 WORKSPACe

IN passato, Nissan aveva già customizzato un Van per lo Smart Working e lo aveva progettato in collaborazione con lo studio di design britannico Hardie.
Sui trattava in questo caso di un furgone e-NV200, che per l’occasione è stato trasformato in un in un ufficio mobile completamente elettrico dal nome e-NV200 WORKSPACe 

Questo modello è stato allestito con una scrivania pieghevole integrata, un computer touchscreen, connessione Wi-Fi, illuminazione a LED controllabile da smartphone, ricarica wireless del telefono, sistema audio Bluetooth, un minifrigo e l’immancabile macchina da caffè.

Il Futuro dell’auto tra design, tecnologie e mobilità sostenibile.
Incontro con Walter De Silva sul futuro della mobilità.

ADI Lombardia, in collaborazione con l’associazione culturale La Semina di Lecco, ha promosso lo scorso 27 ottobre il convegno on line “Il Futuro dell’auto tra: design, tecnologie e mobilità sostenibile”, con la partecipazione del celebre designer Walter De Silva, ex capo Centro Stile del gruppo Audi Volkswagen.

Nuovi scenari di mobilità

Una rivoluzione è in corso: la digitalizzazione dei nostri modelli di vita, che porta ad affidare sempre maggiori compiti all’intelligenza artificiale e alle nuove reti.
Tra le molteplici applicazioni, le nuove soluzioni di trasporto pubblico e privato che produrranno scenari molto diversi dalle tradizionali modalità. Assistenza alla guida, trazione elettrica, gestione dei flussi…

I veicoli interconnessi a sistemi di Navigation system, potranno avvalersi di una gestione in assenza di traffico, code, semafori, incidenti, guide pericolose, ecc. Una gestione calibrata per ogni tipo di contesto che, come quello urbano, pone varie problematiche di compatibilità. Come l’eccesso di emissioni, il rapporto tra varie tipologie di mezzi, l’ accesso ai centri storici, il nodo dei parcheggi.

Il futuro delle auto

Questioni come il parcheggio, il lavaggio e la manutenzione meccanica, oppure, tipiche pratiche quotidiane come portare e riprendere i figli a scuola, saranno svolti in autonomia dal veicolo connesso alle nuove reti e comandato a voce da uno smartphone.

Non appare impossibile anche farsi venire a prendere in stazione o in aeroporto, da veicoli che a fine giornata potrebbero parcheggiarsi in silos ad alta densità liberando gli spazi urbani, dato che oggi in media le auto private passano la maggior parte del tempo in strada e nei box.

Cambieranno anche le infrastrutture

Anche le infrastrutture e i mezzi pubblici saranno soggetti ad evolversi in forme del tutto inaspettate. In alcune aree delle città il trasporto pubblico potrebbe anche essere individuale, per mezzo di “seggiovie orizzontali” da due o tre posti in modalità “slow motion”, a portata di telefono, senza fermate intermedie o affollamento.

In tale scenario ricco di implicazioni ambientali e sociali, il ruolo del design sarà centrale, come ha ribadito da Walter De Silva nel suo intervento. Convinto che non sarà il digitale a salvare il mondo, il designer non ha mancato di ridefinire i contorni e le basi della disciplina rispetto a logiche superate soprattutto nel settore auto. Marketing e veicoli non sempre razionali, repentina sostituzione dei modelli, dubbi sulla reale sostenibilità dell’auto elettrica.

I prodotti devono esser fatti per durare anche 100 anni

Secondo De Silva, i prodotti quando sono ben concepiti e disegnati possono e devono avere una lunga vita – 100 anni diceva Magistretti – diventando non solo icone riconoscibili nel mondo, ma anche elementi di stabilità sociale e culturale, concretamente sostenibili in ambito ambientale.

Walter De Silva prosegue il suo intervento affermando che il Design italiano, fondato da Ponti e Castiglioni, è innanzi tutto basato su filosofia, etica e cultura, oltre che votato alla ricerca di una particolare bellezza artistica di cui siamo storici fautori e fruitori.
Pertanto, conclude, dovremmo implementare e distinguere un nostro modo di fare design e prodotti “creati e disegnati in Italia”.

La 500 Spiaggina 58 è una deliziosa versione della FIAT 500, creata nel 2018 da Garage Italia per celebrare il 60° compleanno dell’omonima automobile.

Quando nasce la Fiat 500 Spiaggina

La Fiat 500 Spiaggina nasce il 4 luglio 1958 e fa il suo debutto sulle strade di Capri. Il suo nome originale è “FIAT 500 Boano Spiaggia”. Mario Boano, infatti, è il nome del designer che l’ha creata, partendo dal modello della Fiat Nuova 500. Ma la 500 non fu l’unico modello di auto trasformato in Spiaggina, anche se resta ancora oggi tra i più celebri e iconici. Uno dei modelli di Spiaggina più apprezzati è la Ghia 500 Jolly, disegnata da Sergio Sartorelli e realizzata dal 1957 al 1974 dalla carrozzeria Ghia.

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La FIAT 500 Boano Spiaggia fu realizzata solo in due esemplari, ma divenne famosissima grazie alla pubblicità creata dai giornali del tempo. La 500 Spiaggina fu l’emblema di un’epoca, un vero e proprio mito degli anni ’60, l’icona della Dolce Vita. Molti VIP furono “paparazzati” sulle spiagge di Capri a bordo della ormai celebre “Spiaggina”. Tra questi, ricordiamo Aristotele Onassis e l’avvocato Agnelli.

Sopra, due Spiaggine originali degli anni ’50. A sinistra, quella ispirata alla Fiat 500. A destra la versione più lunga, sulla base della Fiat Giardinetta. La nuova Spiaggina 58 fonde i due modelli, eliminando il divanetto posteriore ma aggiungendo il bagagliaio come quello della Giardinetta.

La Fiat 500 SPIAGGINA by Garage Italia del 2018 

La nuova Fiat Spiaggina 500 by Garage Italia, creata per festeggiare questo importante anniversario, è stata realizzata, con il prezioso contributo tecnico e ingegneristico di Pininfarina e il supporto di Fiat. Questa nuova serie speciale della Spiaggina ’58 è progettata sulla base dell’attuale Fiat 500C.

Il design è molto fresco, giocoso, iconico. Riprende nelle linee le atmosfere degli anni 60 e si veste con una livrea bicolore dai toni prettamente estivi, come l’Azzurro Volare e il Bianco Perla, con finiture in blu Garage.

Le caratteristiche della Fiat 500 Spiaggina 58

Rispetto al modello originale, la Spiaggina 58 è una vera automobile. Non solo ha le portiere laterali, ma monta una lunga serie di accessori e optional, così da poter essere utilizzata anche su strada in totale sicurezza.

Il tetto scompare, così come i sedili posteriori. Al loro posto i designer hanno pensato ad un vano multifunzione utilizzabile come bagagliaio, ma anche per farsi una doccia a fine giornata…

Impegnativo lo sforzo dei tecnici di Pininfarina, che insieme allo staff di Garage Italia hanno rinforzato e riprogettato il telaio, al quale è stato aggiunto un roll-bar posteriore.

Grande la cura dei dettagli che rendono unica nel suo genere la Fiat 500 Spiaggina by Garage Italia. A partire dal parabrezza nautico ribassato fino al rivestimento del pianale di carico in sughero dogato. Al posto dei sedili anteriori c’è una panchetta rivestita in pelle impermeabilizzata, ispirata ai sedili delle vetture degli anni ’60.

Anche gli pneumatici bicolori Pirelli P Zero Nero GT richiamano il look anni Cinquanta. Le maniglie, gli specchietti e le borchie dei nuovi cerchi in lega Fiat 500 Vintage 1957 da 16”, contrastano con la carrozzeria con le loro cromature.

A livello di accessori, la 500 Spiaggina 58 monta il top di serie. A partire dai sistemi di connettività fino al navigatore con display 7’’ TFT e radio digitale DAB, il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio posteriore, i sedili regolabili in altezza e molto altro.

Per quanto riguarda i motori, la 500 Spiaggina 58 può essere equipaggiata con le motorizzazioni a benzina 1.2 da 69 CV e 0.9 TwinAir da 85 CV, omologati Euro6D.

PREFERITE IL MODELLO DELLA SPIAGGINA ORIGINALE?

LA Fiat 500 SPIAGGINA JOLLY Icon-e (elettrica!) by Garage Italia 

Dopo la Spiaggina 58, nel 2019 nasce la Spiaggina Jolly, restyling di un’altra icona del design italiano degli anni 50. La Fiat 500 Ghia Jolly, anche questa progettata da Garage Italia. Questo modello si avvicina di più all’originale per due ragioni. La prima è estetica. La  500 Jolly riprende nelle linee esattamente l’auto originale e non è un’interpretazione contemporanea come quella di Pininfarina. La seconda è che, proprio come la Ghia, ha i sedili intrecciati e il divanetto posteriore, assente nella Spiaggina 58 (che è a 2 posti).

La vera innovazione della nuova linea 500 Jolly Icon-e è quella di essere ad alimentazione elettrica. Il tradizionale motore a benzina, ospitato nel cofano posteriore della 500, è stato sostituito da un motore elettrico realizzato in collaborazione con il Newtron Group.

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I sedili, progettati in collaborazione con lo studio Baolab, sono realizzati con una speciale corda in polipropilene color sabbia, solitamente utilizzata per gli arredi outdoor e quindi inattaccabile dalle intemperie, dai raggi UV e dalla salsedine. Un materiale resistente ma piacevole al tatto e alla vista. Per realizzare i sedili della 500 Jolly, tutti intrecciati a mano, sono necessarie ben due giornate di lavoro e circa 900 metri di corda. Ultimo tocco di classe. Al posto delle portiere, la Fiat 500 Jolly monta una corda intrecciata nel colore dei sedili…

LA Fiat 500 Jolly Icon-e (elettrica!) by Hertz & Garage Italia del 2019

Hertz Italia, la celebre compagnia di autonoleggio, ha pensato di offrire ai suoi clienti un’esperienza unica per rievocare le atmosfere da “Dolce Vita”. In partnership con Garage Italia, ha infatti messo a disposizione per il noleggio una piccola collezione di Fiat 500 Spiaggina, chiamate Fiat 500 Jolly Icon-e. Una collezione, che si presenta al pubblico sotto il nome di Hertz’s Selezione Italia, che oltre alla ormai celebre 500 Jolly Spiaggina comprende anche una Maserati Ghibli e una Fiat Abarth 124 Spider.

Tutte le auto della Hertz’s Selezione Italia, come da tradizione di Garage Italia, sono ricchissime di dettagli molto curati tra i quali i sedili in corda intrecciata a mano. Una delle 500 Spiaggina ha addirittura la carrozzeria verniciata nella versione tricolore.

Ma attenzione! Chi volesse noleggiarne una deve sapere che le auto della Hertz’s Selezione Italia saranno a disposizione solo nella costiera Amalfitana e solo per l’estate 2019!

www.garage-italia.com – www.baolab.net

Car Design al Fuorisalone

Il Car-design al Fuorisalone. Allestimenti e nuovi modelli di auto presentati nella settimana del design. Le case più innovative scelgono Milano per coinvolgere il grande pubblico e comunicare il futuro della mobilità.

Citroen

Citroen celebra il suo centenario e presenta in via Stendhal su progetto di Matteo Ragni, un allestimento che lega origini e futuro del celebre marchio: il deuble chevron ristilizzato che ispira per l’occasione una sedia dedicata ai cento anni del brand.

Le auto esposte, la mitica Due Cavalli – nata a fine seconda guerra mondiale – e l’attuale C5 Aircross, sono il focus del confronto tra antico e moderno che è il tema di tutta l’esposizione.

Componenti, pannelli, sospensioni, volanti, poster pubblicitari, giocattoli…., il confronto tra ieri e oggi è un modo interessante e sorprendente per recuperare il DNA tecnologico e stilistico dell’innovativo marchio francese (www.citroen.it).

Peugeot

Peugeot in via Savona, per ribadire forza e vitalità del brand, con un allestimento dominato da giochi di luce e leoni in ordine sparso, espone due novità per il presente e per il futuro prossimo.

Dal Salone di Ginevra arriva il nuovo modello della 208 in versione anche elettrica, con un disegno esterno rivisto e reso più elegante e convincente nei dettagli – nuovi e riusciti i gruppi ottici anteriori e posteriori – ma con le maggiori novità all’interno, dove un design e una cura di livello superiore, configurano un prodotto senz’altro più attraente e molto concorrenziale.

Al centro dell’esposizione la concept car E-Legend, un modello due porte che anticipa la prossima mobilità elettrica a guida autonoma, con un disegno esterno in stile anni ‘70 che rilancia le forme tipiche della casa del leone (www.peugeot.it).

Jaguar

Jaguar, con il suo chief designer Ian Callum che in un’affollata conferenza presenta la nuova Britishness, ha organizzato nel chiostro del Piccolo teatro di via Rovello un’installazione dedicata alla nuova versione della Jaguar XE, berlina media riproposta con forme più decise e sportive, e un design interno ampiamente rivisto e più curato.

L’allestimento, che presenta un esploso al vero, consente una lettura approfondita dei principali componenti ma anche del pregio delle soluzioni di dettaglio e dei materiali, secondo la filosofia della casa, che nel design vede la risorsa strategica per comunicare qualità e bellezza per distinguersi nel mercato globale (www.jaguar.it).

Mobility Design Lab. Un laboratorio per le mobilità alla SPD, Scuola Politecnica di Design di Milano.

Il grande designer Walter De Silva e la Scuola Politecnica di Design danno vita al Mobility Design Lab, un nuovo centro ricerca sulla mobilità, per dare soluzioni concrete ai prossimi scenari di domani e lanciare Milano “Capitale della Mobilità“.

Reduce da un incarico ventennale ai vertici del gruppo Audi-Volkswagen, Walter De Silva è stato nominato presidente del laboratorio Mobility Design Lab, che riunirà le attuali attività della scuola SPD in questo settore.

De Silva, in occasione della presentazione ufficiale del Mobility Design Lab, ha tenuto una vera e propria lezione di impostazione e metodo progettuale.

Un tema molto attuale: la mobilità urbana

Il tema per il prossimo anno sarà la mobilità urbana. Un tema di grande attualità, considerando tutte le problematiche connesse a questo settore strategico che non trovano pieno riscontro nei prodotti e nelle logiche attuali.

Ecco allora la necessità di inquadrare la ricerca degli studenti nella direzione di un’utilità (possibilmente condivisa) e di adeguate soluzioni sostanziali. Il punto di partenza del Mobility Design Lab è la tipologia del quadriciclo elettrico. Un veicolo innovativo che racchiuda in sé le caratteristiche di peso e dimensioni più idonee all’ambito di utilizzo e alla sostenibilità ambientale. Le scelte formali saranno invece lasciate alla libera espressione individuale, invitando però gli studenti ad allontanarsi più possibile dai canoni attuali.

Si prospetta un’esercitazione realistica, in grado di affrontare e anticipare scenari di utilità concreta, con ricadute positive sulla collettività. Un lavoro che sia in grado di estrapolare il meglio da analisi e brief di progetto, nonché dalle tecnologie costruttive e digitali già oggi disponibili, attuando un ribaltamento rispetto alla priorità delle forme sui contenuti. Un’abitudine piuttosto consolidata in questo particolare settore.

De Silva dà prova di grande lucidità distanziandosi da logiche ormai esauste che mercato e ambiente non possono più sostenere. Un esempio; aumentando il coefficiente di utilizzo si riduce potenzialmente il numero dei mezzi in circolazione che oggi, per la maggior parte del tempo, passano la loro vita parcheggiati.

Va dato atto alla SPD, la scuola diretta da Antonello Fusetti, aver attivato una collaborazione di assoluto valore, con una impostazione disincatata e razionale, che consente al design di svolgere al meglio la propria funzione sociale. Si dovrà attendere un anno per vedere la conclusione dei lavori del Mobility Design Lab, di cui daremo senz’altro conto. 

www.scuoladesign.com

 

Car design. Il design delle auto irrompe alla settimana del design milanese. 

Tanti allestimenti di car design sparsi per la città, dove le case più motivate non hanno perso occasione, per esporre nel modo più coinvolgente novità e concept per comunicare filosofia e visioni della prossima mobilità.

AUDI

Il nostro tour attraverso il miglior car design parte con Audi City Lab,  in una delle più belle corti a Milano, l’ex Seminario arcivescovile di corso Venezia. L’installazione basata su un quinto cerchio del celebre marchio tedesco, che campeggiava sospeso al centro, è stata senz’altro una delle più riuscite. Oltre ai nuovi modelli A6, A7, A8, è stata presentata la Aicon, modello totalmente elettrico a guida autonoma, un concentrato di design e tecnologia senza compromessi.

JAGUAR

Sempre in una corte, questa volta il chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro in via Rovello, luogo ben rivitalizzato da qualche anno, Jaguar ha presentato la I Pace, il nuovo SUV medio totalmente elettrico, che conferma la svolta verso la sostenibilità. Linee pulite e compatte senza drastiche rivoluzioni, privilegiano la continuità con il resto della gamma, come illustrato in prima persona dal capo design Ian Callum in visita a Milano. 

LEXUS

Car design spinto anche per la casa giapponese, che ha presentato il prototipo LF-1 Limitless, con una installazione ad alto contenuto tecnologico, nei padiglioni a Le Cavallerizze (la zona esterna del Museo della Scienza e della Tecnologia). Un percorso multisensoriale davvero coinvolgente, porta a scoprire questo modello che promette le soluzioni tecnologiche più avanzate.  La veste dalle linee fluide ma decise, sono quelle che distinguono sempre più questo marchio dal resto del settore. Al termine del percorso sono stati presentati anche i progetti vincitori del Lexus Design Award 2018, competizione internazionale che l’azienda promuove dal 2013.

LAND ROVER

Il marchio per il fuoristrada di lusso ha presentato in via Statuto la SV coupé, una produzione limitata a 999 esemplari. Il design esterno risulta in linea con il resto della gamma -uno dei più convincenti del settore non a caso definito peerless-, riservando per gli interni uno sfoggio di qualità e lusso senza compromessi. L’attuale posizionamento top di gamma, sarà sempre più confermato nei prossimi piani e investimenti, e vedrà la trazione elettrica, nelle varie modalità, affiancare ogni modello. 

HYUNDAI

La casa coreana ha allestito il suo fuorisalone in zona Tortona in collaborazione con lo IED di Milano. In passerella la nuova Kona, un suv compatto ibrido ma anche in versione full electric. Presente anche la Kite, concept di una dune buggy del futuro che si trasforma in una moto d’acqua, sviluppato dal proprio Centro stile europeo, il cui modello in scala 1/1 è stato realizzato dagli studenti del Master in Transportation Design dello IED di Milano.

MINI

La Mini è approdata alla Triennale con una mostra che parte dalle origini per giungere ai futuri scenari del marchio. Il modello storico disegnato da Alec Issigonis alla fine degli anni Cinquanta, ha segnato un’epoca e aperta una via alle utilitarie compatte, fu prodotta fino al 2000 in 5,5 milioni di esemplari. Di proprietà del gruppo BMW, il marchio libero da vincoli dimensionali, veicola una certa sofisticazione elitaria all’inglese con costanti richiami al passato, ma vedendo la maquette in esposizione sorge il dubbio di un probabile cambio di rotta. 

RENAULT

La casa francese ha esposto un prototipo molto originale negli spazi della corte di Palazzo Turati in via Meravigli. La Symbioz è una anticipazione dei prossimi modelli elettrici a guida autonoma, tanto che i sedili possono comporre un salottino viaggiante. Una visione globale che propone la connessione tra veicolo e abitazione con tanto di progetto e modello. Un marchio storicamente votato alla innovazione, che promette una rivoluzione concreta entro pochi anni.

PORSCHE

Per il secondo anno la Nuova Accademia di Belle Arti e i Centri Porsche di Milano, hanno dato vita a “Green Future”. Si tratta di un concorso interno di progettazione grafica sulla base del modello Panamera, che ha visto impegnati 169 studenti per 63 progetti. Tema conduttore la sostenibilità, che la casa tedesca intende perseguire concretamente già entro il 2019 con un modello completamente elettrico.

Per gli studenti del laboratorio del prof. Angelo Colella, è stata una occasione preziosa di confronto con una realtà aziendale di primo livello, sviluppando un rapporto ed una prestazione di tipo professionale, dal brief alla gestione del progetto in termini di qualità estetica e concettuale, fattibilità e gestione dei tempi, proprio come ogni professionista si trova ad operare.

Sono risultati vincitori gli studenti Giuditta Zorzi, Domenico Carnimeo e Simone Citron, che oltre a un premio in denaro, vedranno la propria realizzazione esposta allo spazio Bredaquaranta per tutta la durata della design week milanese.

Il 4 luglio 1957 nasceva la Fiat 500: la prima, l’unica, l’inimitabile Fiat 500 usciva nuova di zecca dalla fabbrica esattamente 60 anni fa.

L’utilitaria più amata dagli italiani, una macchina (per allora) rivoluzionaria nel suo design semplice ed essenziale, per le sue dimensioni ridotte, per la praticità con cui si guidava e soprattutto per il prezzo, accessibile a tutte le famiglie.

LA STORIA DELLA FIAT 500

In realtà all’inizio non era così economica. La prima versione aveva solo 2 posti e costava parecchio, in proporzione a ciò che era in grado di offrire. Ma la Fiat si accorse subito del suo errore e dopo poco lanciò la Nuova 500, un modello più aggiornato a 4 posti. La Nuova 500 (per distinguerla dalla precedente Fiat 500 del 1936, meglio conosciuta come “Topolino“), debuttò al prezzo di 490.000 lire, circa un anno di stipendio di un operaio. In 18 anni furono prodotti, negli stabilimenti di Torino, oltre 4 milioni di Fiat 500.

La super-utilitaria terminerà la sua produzione nel 1975 quando ormai il suo costo aveva superato di poco il milione di lire (1.064.000). Come dicevamo, la storia della mitica Fiat 500 continua ininterrotta fino alla metà degli anni 70 con oltre 80 modelli continuamente aggiornati. Chi volesse conoscerli tutti a approfondire la sua storia, può gustarsi la completa pagina dedicata di Wikipedia. Noi a questo punto, ritorniamo ai giorni nostri…

LA VECCHIA FIAT 500 È TORNATA “REGINETTA DELLA STRADA”

Oggi la piccola Fiat 500 è stata sostituita da una sua sorella maggiore, anzi, da una intera famiglia di sorelle e cugine più grandi, più lunghe e più “muscolose”. Sicuramente più ricche di accessori, evidentemente più ecologiche e dalle prestazioni notevolmente migliorate. Ma, senza togliere alle Fiat 500 di contemporanea fattura, senza il suo fascino della loro antenata. La loro nonna, potremo dire, vista la differenza di età.

Dopo ben 60 anni dal suo lancio, si contano ancora oltre 400mila esemplari circolanti. Tantissime, vista l’età. Condotte da un esercito di appassionati che le hanno conservate (o acquistate), restaurate, rimesse in strada, molto spesso personalizzate. E ovviamente curate con amore. Come una fidanzata, più che una nonna…

La 500 è diventata un’icona senza tempo, ricercatissima nel mercato dell’usato. Chi ne ha ancora una in garage, se la tiene stretta. Chi ne aveva una ma l’ha venduta, si mangia le mani… Basta pensare che su eBay.it è stata battuta all’asta una Fiat 500 del 1972 per 5500 Euro. Non male per una vecchietta come lei, non trovate? Se penso che la mia famiglia ne acquistò una usata, alla fine degli anni 70, per l’equivalente di un centinaio di euro odierni…

IL MEETING INTERNAZIONALE DI GARLENDA

Per tutti gli appassionati è imperdibile la festa di compleanno della piccola utilitaria Fiat. Un Meeting internazionale che dal 7 al 9 luglio riunirà a Garlenda (SV) oltre mille Fiat 500 proveniente da tutto il mondo. Uno spettacolo imperdibile, un museo dell’automobile itinerante accompagnato da mostre, racconti, escursioni nel territorio e, ovviamente da una gicantesca festa con cibo, serate musicali e incontri culturali. Tra questi, la presentazione di un nuovo libro di 210 pagine dedicato al mito della 500.

Fiat 500 Club Italia

Il grande evento di Garlenda è organizzato dal Fiat 500 Club Italia, il più grande Club di modello al Mondo (!!!) che conta oltre 21.000 iscritti da 20 Paesi.Per informazioni e iscrizioni,contattare il

Fiat 500 Club Italia – Via Roma 90, 17033 Garlenda (SV)
tel. +39 0182 582282  –  fax. +39 0182 580015
[email protected] www.500clubitalia.it

Se avete in programma un weekend in Lombardia, non perdete il museo Alfa Romeo recentemente ristrutturato, ospitato all’interno degli spazi che furono, negli anni 60, parte dello stabilimento produttivo e del centro direzionale di Arese. Rilevando la più che preziosa raccolta di un precedente museo interno all’azienda, si è finalmente  realizzato un progetto all’altezza del blasone, con soluzioni di maggiore funzionalità pratica e respiro simbolico.

Per un marchio così importante e riconosciuto, un nuovo museo andava riproposto senza esitazioni, date anche le ricadute positive per l’azienda e il territorio. Anche se, rispetto ad altri casi di pari valore – Bmw e Ferrari su tutti – qui non c’è lo stretto legame ad un sito produttivo di riferimento, perso purtroppo nelle trame della delocalizzazione.

Il bel progetto dello studio torinese Camerana&Patners, si articola su tre livelli intitolati Timeline, Bellezza, Velocità, con cui sono stati identificati e posti in mostra gli elementi più significativi della storia e del DNA delle Alfa: eccellenza meccanica, design sempre distintivo e riconoscibile, competizioni. Una scelta di allestimento basata su criteri attuali, fatto non solo di auto da guardare, ma con sezioni tecnologiche ed interattive per un maggiore coinvolgimento del pubblico.

Oltre alla eccellente collezione dei modelli di serie e da competizione, molto interessanti risultano le creazioni dei carrozzieri esterni, che dagli anni cinquanta rappresentarono soprattutto nel nord Italia una importante realtà produttiva, apprezzata e ricercata anche all’estero.

Altra sezione di grande interesse è l’allestimento “Quelli dell’Alfa Romeo”, rivolto a tutte le persone che a vario titolo hanno lavorato e contribuito alla fama e ai successi della casa.

Il progetto di ristrutturazione si è prefissato lo scopo di aggiungere segni di contemporaneità a un patrimonio degli edifici industriali degli anni 60, concentrandosi in particolare sulle finiture. Gli oltre 30.000 metri di pavimenti e lastre per il soffitto, rovinate dal tempo ed inutilizzabili, sono stati sostituiti da Graniti Fiandre con piastrelle sostenibili (100×100 cm) create appositamente e che riproducono l’estetica di quelle originali. Le nuove lastre, particolarmente leggere e resistenti, si chiamano non a caso Alfa Romeo Black.

Completano intelligentemente il museo, altri spazi rivolti ad attività prettamente commerciali e promozionali del brand, che prevedono anche una pista di prova. La visita, anche se un po’ fuori mano, per i milanesi e gli appassionati del biscione è senz’altro dovuta.

www.museoalfaromeo.com

CARTOOLS: LE AUTOMOBILINE DA COSTRUIRE DI MAGIS

I nostri lettori più affezionati lo sanno: a me piace molto il design per i bambini, soprattutto quando è intelligente. E quando troviamo qualcosa di veramente bello, come le CARtools di Magis, ci piace darne notizia. Così, per condividere con voi queste nostre sensazioni belle e positive.

Mi è capitato recentemente di riguardare le collezioni che Magis ha presentato al Salone del mobile e nella cartella stampa ho trovato un prodotto che in fiera mi era sfuggito. Si tratta appunto di CARtools, una serie di blocchi il legno colorati e componibili come un gioco di costruzioni, creati a partire dai veicoli.

Li ha disegnati Floris Hovers e hanno forme lineari che richiamano quelle delle macchinine in metallo ArcheToys, sempre disegnati dal designer olandese. Floris cercato di mettere in evidenza l’essenzialità dei veicoli, lasciando però allo stesso tempo più spazio all’immaginazione e all’individualità.

Cambiando, muovendo o spostando i vari blocchi nascono nuove combinazioni e nuove immagini. I blocchi diventano quindi una sorta di strumento di design.

L’uso dei colori e l’inserimento delle luci dei fari quali elemento tridimensionale dà vita a degli oggetti che fanno pensare ai vecchi fumetti e ai loro colori.

Ovviamente questi blocchi ci piacciono perché sono pensati per i bambini, ma evidentemente anche per gli adulti.

www.florishovers.nl

www.magisdesign.com

Si chiama Your Opticar Illusion il nuovo progetto per appassionate di fashion e di motori, ideato da Braintropy in collaborazione con Motor Village Italia.

Un percorso che racconta lo stile delle donne con un inedito tour in 4 tappe, che toccherà Palermo, Torino, Napoli e Roma.

Il progetto si basa sul concetto di personalizzazione che caratterizza l’iconica Patty Toy, la it bag di Braintropy. Un’idea che permette di personalizzare in maniera innovativa il proprio accessorio, di cambiarlo, di giocarci e divertirsi con esso.

Con Your Opticar Illusion a trasformarsi in accessorio assolutamente femminile, decisamente glamour e unico non è la borsa ma una delle auto più glamour, la Fiat 500.

Protagoniste di Your Opticar Illusion sono quattro Patty Toy e quattro Fiat 500. Braintropy lancia per l’occasione 4 pattine dalla texture optical in bianco e nero, dal look al tempo stesso rétro, psichedelico e futurista.

Motor Village Italia interpreta questo mood e trasforma le quattro 500 in un “accessorio da indossare”, da abbinare al proprio look.

 

Quattro influencer, Catherine Poulaine, Laura Comolli, Valentina Marzullo, Alessia Sica, che interpreteranno sui loro fashion blog il progetto attraverso outfit personalizzati e renderanno virale l’operazione sui social network.

Le 4 tappe del tour Your Opticar Illusion saranno ospitate all’interno dei Motor Village di Palermo (12 maggio), Torino (19 maggio), Napoli (26 maggio) e Roma (9 giugno).

Quattro grandi eventi, con performer provenienti da Italia’s got Talent e Tu Si Que Vales, che animeranno le serate.

Ma attenzione! Si entra solo in lista, accreditandosi a sul sito di Motor Village Italia.

Giunto al suo secondo anno di vita, il premio dedicato ai talenti emergenti Volvo Design Challenge ha selezionato quattro giovani i progettisti che erano in corsa per conquistare il titolo del 2015: Borre Akkersdijk, Lilian van Daal, Bob Schiller e Jolan van der Wiel.  Ogni designer ha ricevuto da Volvo il supporto economico per sviluppare un progetto di design basato sulla filosofia “Designed around you” promossa da Volvo.

La vincitrice del contest Volvo Design Challenge è risultata Lilian van Daal, che ha progettato “Shapes of Sweden”, un seggiolino per auto non convenzionale, progettandolo con tecniche di stampa 3D che consentono di riprodurre la struttura nei minimi dettagli. Il prodotto finale è poi stato realizzato in materiali naturali e riciclabili, con il rivestimento in legno di pino, che possiede ottime caratteristiche e che è ampiamente disponibile in Svezia.

 

 

ByBorre (Borre Akkersdijk) ha indagato invece la possibilità di integrare la tecnologia nel settore tessile. In collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca per la matematica e l’informatica dei Paesi Bassi, Akkersdijk ha sviluppato un concetto dal titolo “Surface for Service”, che rende gli interni delle auto interattivi, fornendo una serie di servizi per il conducente e i passeggeri. Ad esempio, questi tessuti intelligenti contengono sensori in grado di registrare e misurare la pressione: questi dati vengono poi utilizzati per analizzare e capire le esigenze del passeggero in modo che le caratteristiche degli interni possano regolarsi di conseguenza.

 

Volvo Black Box è il progetto di Bob Schiller, un esoscheletro in alluminio pensato per trasportare in modo sicuro oggetti preziosi. Una valigetta talmente resistente da sopportare il peso di un camion che ci passa sopra.

L’interno è composto in fibra di carbonio “energizzato” (una innovazione di Volvo), che può essere caricata sia a casa sia in macchina con una bobina di induzione, integrata nel logo, che può essere usata per caricare un telefono o computer portatile. La valigetta ha un sistema di riconoscimento delle impronte digitali e può essere aperta solo dal proprietario.

Workshop Air, infine, è il progetto di Jolan van der Wiel dedicato all’aerodinamica. Jolan ha. tracciato le forze naturali che agiscono sull’auto e i modi in cui possiamo visualizzare e materializzare flussi d’aria. Per Volvo ha sviluppato un macchinario che costruisce una ruota disegnata dalla forza dell’aria e della gravità, strato dopo strato, mente il pubblico può visualizzare questo straordinario fenomeno.

www.volvocarsdesign.nl

Ford e Domus Accademy insieme in un workshop sulla stampa 3D

Ford e Domus Accademy insieme per un workshop sulla stampa 3D, una modalità sempre più necessaria ed integrata nella progettazione di auto.

Ford ha in programma una serie di incontri in vari paesi europei, come quello tenuto presso la Domus Accademy di Milano, per mostrare processi, strumenti e risultati della prototipazione per mezzo delle stampanti 3D, tecnologia in cui crede ed investe a partire dalla sua comparsa negli anni ‘80.

La creazione di un prodotto come l’automobile, ad altissima complessità ed altrettanta qualità fornita ed attesa, richiede mezzi e processi che consentano la massima efficienza, potenzialità e anticipazione dei risultati.

In passato il progetto di design in questo particolare settore, che ha nel grande volume di produzione un pressante e molteplice vincolo, avveniva con metodi grafici tradizionali, come tracciare con nastro adesivo le varie viste -fianco, fronte, retro, sopra- in scala 1/1, metodo per altro non del tutto ancora abbandonato.

La modellazione tridimensionale, indispensabile per valutare l’insieme della forma, tradizionalmente si ottiene per mezzo di modelli in scala ridotta o al vero ricoperti in creta, che viene manualmente lavorata con conseguenti cicli temporali e limitate possibilità realizzative.

L’avvento della stampa 3D ha portato designer ed ingegneri ad avvalersi di sistemi che garantiscono la perfetta realizzazione dei componenti, scegliendo il grado di precisione voluto: la quantità di strati con cui si realizza un pezzo ha la stessa logica dei pixel di una immagine da riprodurre.

[youtube]https://youtu.be/Cc770o7Lw9E[/youtube]

 

Positiva anche la maggiore integrazione che si genera tra i vari settori della progettazione mediante cicli più serrati di trasmissione di informazioni e di riscontri tecnici. I pezzi così realizzati possono essere per esempio subito testati per prove di resistenza meccanica o aerodinamica, essendo paragonabili allo stato finale.

Il prossimo sviluppo annunciato sarà la realizzazione con questa modalità, degli stampi in metallo -dotati di migliori circuiti di raffreddamento-, con cui stampare ad iniezione i componenti finali.

Al workshop erano in funzione stampanti di piccolo calibro ma Ford fa sapere di disporne di grandi dimensioni nei suoi design center presenti in Germania, Inghilterra e Stati Uniti, che all’occasione possono funzionare in rete.

Nota divertente: dal sito Ford è possibile scaricare i file per creare con la propria stampante i modelli in scala ridotta della casa americana.

 

 

www.ford.it

Un viaggio nei car museum di BMW, Porsche, Mercedes

I grandi brand automobilistici tedeschi completano con il proprio museo aziendale il circuito della produzione e comunicazione. La battaglia della concorrenza sempre più traslata sul piano simbolico, soprattutto nel settore auto, vede impegnate tutte le grandi marche nel realizzare sedi museali di eccellenza architettonica, quali sedi istituzionali della propria identità e missione.

Il BMW car museum

In Germania i più a noi vicini, sono quello della Bmw a Monaco di Baviera nella zona dell’Olimpia park – ci si può andare in giornata godendo anche dello stupefacente BMW Welt lì accanto – e quelli di Mercedes e Porsche a Stoccarda, città facilemente raggiungibile, che offre varie attrazioni culturali come la Pinacoteca di James Stirling che lanciò il postmoderno sulla scena internazionale.

Il Mercedes car museum

 

I musei risultano tutti doppiamente godibili dal punto di vista architettonico e da quello del design: gli involucri e gli interni sono di quanto più aggiornato si possa trovare nel settore costruzioni e allestimenti, mentre le opere esposte consentono una lettura in sequenza storica dei vari modelli che non può non interessare ogni appassionato di design, non necessariamente coinvolto dal mito dell’automibile e della velocità.

Il Porsche car museum

Dimensione e qualità di questi realizzazioni intendono comunicare in concreto lo stato di salute e la politica di comunicazione identitaria di marchi che eccellono nei rispettivi settori, e d’altro canto si pongono come momento di un contatto particolarmente coinvolgente con il pubblico. Azzeccato da questo punto di vista il collegamento diretto nel museo Mercedes con la vicina sede propriamente espositiva e commerciale.

 

 

Assegnato il premio Targa Rodolfo Bonetto, presso l’ADI di Milano: un premio internazionale dedicato ai designer in erba che giunge alla ventesima edizione: al vincitore una Up Volkswagen appositamente personalizzata.

Rodolfo Bonetto, importante figura del design italiano era particolarmente attento alla crescita e alla promozione delle nuove leve. Il figlio Marco con l’istituzione di un premio internazionale alla memoria rivolto ai migliori studenti di design, è giunto alla ventesima edizione, sempre in collaborazione con l’Associazione per il Disegno Industriale di Milano.

Una importante giuria, tra cui Angelo Cortesi, Decio Carugati, Luciano Galimberti, ha selezionato oltre 100 progetti provenienti da scuole di Design di tutto il mondo: dalla Svezia, al Messico, alla Cina.

I progetti elaborati su tematiche molto ampie – viaggiare, abitare, lavorare, tempo libero, ristorazione, ecc. – volutamente in linea con Expo 2015, hanno proposto concept innovativi di oggetti sia sul piano della funzionalità, che del linguaggio espressivo esplicitamente lasciato libero dal bando.

Targa Rodolfo Bonetto: primo classificato

 

Il primo premio della Targa Rodolfo Bonetto è andato a “BIO_PIC”, di Priscilla Lanotte della Accademia di Brera di Milano, un vassoio pieghevole che mediante fustellatura consente di ottenere integrati bicchieri, piatti e posate, in modo da consumare un pasto in qualsiasi posto o condizione possa capitare di trovarsi. Una idea con un potenziale di sviluppo interessante, salvo approfondimenti tecnici, in linea con dinamiche di comportamento oggi molto diffuse.

2° classificato, la lampada Mole di F. Calvi, A. Crespi, M. Grimoldi, R. Marcuzzo, studenti dello IED di Milano.

3° classificato, il sistema di sedute Living Plus di Gian Raffaele Ciannavei, dell’Istituto Design Italiano di Perugia.

 

 

Targa Rodolfo Bonetto: le 3 menzioni speciali

 

La premiazione alla presenza di Walter De Silva capo del design del gruppo Audi-Volkswagen, ha visto Lapo Elkann consegnare una auto modello Up appositamente modificata dalla sua società di personalizzazione di auto Garage Italia Costums.

targabonetto.it

www.adi-design.org

 

 

Apre a Milano il nuovissimo Ferrari Store progettato dallo studio dell’architetto Massimo Iosa Ghini. Uno spazio di design concepito non solo per lo shopping, ma anche come luogo di intrattenimento. Con i suoi 4 simulatori F1, i video wall interattivi e le postazioni multisensoriali, il nuovo Store permette infatti ai visitatori di immergersi completamente nel mito Ferrari.

Con i suoi 750 mq sviluppati su tre livelli e le sue 15 vetrine, lo store si trova in Via Berchet 2, nel cuore della città, a pochi passi da Piazza del Duomo.

Il piano meno 1 è dedicato ai simulatori di F1: quattro vetture simili alle monoposto fanno percepire il fondo stradale, reagiscono in maniera realistica quando si affrontano i cordoli e hanno una incredibile sensibilità all’accelerazione e al freno. Il cliente potrà scegliere tra 5 circuiti (Monza, Imola, il Mugello, Silverstone e Nürburgring) e gli schermi ad alta definizione avvolgeranno “il pilota” a 180 gradi con grafiche molto veritiere.

Le collezioni uomo sono ospitate al piano terra, dove un video wall di 13 mq interagisce con i clienti grazie all’esclusivo sistema kinect: lo schermo rileva gli spostamenti delle persone e cambia i suoi contenuti audio e video in base a ciò che i clienti comandano con il movimento del corpo.

Al primo piano, il mondo dedicato alla donna, agli accessori, ai bambini e ai giochi: due grandi schermi interattivi divertiranno i bimbi di tutte le età con puzzle, paint e memory a tema Ferrari.

www.ferrari.com

foto Ferrari Spa e Nicola Schiaffino