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vasi in ceramica

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I vasi in ceramica della designer italiana Rina Menardi si riconoscono per la cura artigianale e per la vastità di cromie.

Questi vasi in ceramica, fatti interamente a mano, vanno contro le linee nette e spigolose imposte dalla lavorazione in macchina, e colpiscono per l’armonia delle forme, estremamente pulite e semplici, con un forte richiamo alle curve della natura.

Ogni elemento è diverso dall’altro, e la sua diversità colpisce nel segno perché capace di comunicare tutta la passione dell’artista: ciò che risalta infatti è l’attenzione nella realizzazione dei vasi e lo studio accurato delle forme.

L’intera collezione di vasi in ceramica è stata pensata con l’obiettivo di regalare sensazioni sia visive che tattili, perché ogni vaso, o piatto, o contenitore non sia vincolato al semplice utilizzo, ma riesca a comunicare la propria presenza e la propria anima all’interno di uno spazio.

Rina realizza le sue creazioni dal 1980, da sempre lavorati in argilla, un materiale che permette di riprodurre senza difficoltà l’imperfezione della natura e i piccoli segreti che la rendono incantevole e unica; oltre a questo, la ceramica ha da sempre permesso di esprimere il carattere dell’artista: “L’argilla mi consente di fissare tridimensionalmente dove sono e chi sono. E’ un modo di comunicare con me stessa e di conseguenza con gli altri. Mi preoccupo solo di rispettare quel naturale affioramento di cose che già abbiamo dentro.”

L’arte, il design e l’artigianato diventano un tutt’uno. La funzionalità si incontra con un’estetica quasi scultorea e una scelta variegata di colori, tra il quieto e vivace, permettendo una vasta scelta, anche di abbinamenti, e la possibilità di adattarsi a qualsiasi arredo ed evento.

www.rinamenardi.com

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


I più bei vasi in vetro di design.


Il vaso in vetro: una storia nata 3000 anni fa…

I vasi in vetro sono i più classici fra tutti i vasi. Si sa che i primi reperti furono trovati in Oriente e che risalgono addirittura al I millennio a.C. Dunque, è da ben 3 mila anni che i vasi in vetro vengono usati come oggetti ornamentali da ogni cultura. Già, perché i vasi in vetro sono preziosi ed eleganti, creano straordinari giochi di riflessi e possono essere realizzati in infinite forme.

Nonostante la loro veneranda età, i vasi in vetro non sono, però, vecchi oggetti d’arredo che abbelliscono le case delle nonne. Sono molti i designer che ancora oggi ne interpretano le linee e li trasformano in piccole opere d’arte a uso domestico.


I vasi in vetro di design: tra reinterpretazioni classiche e innovazione

I vasi di vetro di design sono una sfida per creativi di ogni genere. C’è chi riprende i modelli classici, reinterpretandoli in chiave moderna, e chi invece preferisce sperimentare forme nuove, azzardate, spesso abbinandole ad altri materiali. C’è chi preferisce il vetro stampato e chi l’antica tradizione del vetro soffiato a bocca. Il filo conduttore resta, però, sempre la creatività del designer.

I vasi in vetro di design rappresentano un vero classico contemporaneo. Ecco i nostri preferiti.


La nostra selezione di vasi di design in vetro


Bucati, Wave Murano Glass

Vasi con il buco. È Bucati, la collezione firmata da Wave Murano Glass. Un’idea originale che richiede l’uso di una particolare tecnica per creare l’apertura tra un lato del vaso di vetro caldo e l’altro. A rendere speciali i vasi Bucati è, però, anche l’utilizzo della foglia d’argento e della foglia d’oro 24kt, stratificati con vetro nero e rivestiti con uno strato finale di vetro trasparente.

Fondata da Roberto Beltrami nel 2017, Wave Murano Glass si è distinta da subito per la sua capacità di reinterpretare un materiale antico come il vetro di Murano. Una sperimentazione resa possibile anche dagli studi in fisica di Beltrami. La sua profonda conoscenza delle reazioni chimiche e termiche gli ha permesso, infatti, di trovare soluzioni innovative e di perfezionare tecniche antiche. (www.wavemuranoglass.com)


105 ltr forms, Vogel Studio

È il fuoco, elemento al tempo stesso distruttore e creatore, a plasmare 105 Itr forms, la collezione di Vogel Studio. I vasi, allo stato fuso, prendono vita all’interno di forme in tessuto. Un processo che dona al vaso una texture grezza in contrasto con la superficie liscia del vetro, presente invece nel collo del contenitore. (www.fabiovogel.com)


Holi, Hava

Il vaso Holi dello studio francese Hava è un oggetto in bilico fra culture diverse. Il vetro del contenitore è soffiato nella Repubblica Ceca, la pietra della base proviene dal Rajasthan, il concept è stato sviluppato a Parigi. Un vaso dalle mille anime che punta sul contrasto fra materiali e pesi diversi(hava.paris)


Rain, Adele-C

Rain è la linea di vasi e piccoli contenitori da tavolo, firmata da Simone Crestani per il brand italiano Adele-C. La collezione è interamente realizzata in vetro borosilicato soffiato a lume e lavorato a mano. Tratto distintivo del progetto sono le piccole sfere di vetro lungo il bordo e la parte superiore di ogni vaso. Simili a gocce di pioggia, le sfere si posano leggere sulla superficie, riunendosi in composizioni di volta in volta diverse. (www.adele-c.it)


CUT CUBE, Vanessa Mitrani

Contrasto fra i materiali. È questo il cuore di CUT CUBE, il vaso della designer francese Vanessa Mitrani. In questo caso, il contenitore in vetro soffiato poggia su un rigoroso cubo in bronzo. I vasi in vetro sono disponibili in tonalità vivaci, come il verde, il rosso e il giallo. Un piccolo gioiello con cui introdurre un tocco di colore nelle nostre case. Ogni pezzo è realizzato a mano in Francia. (shop.vanessamitrani.com)


Press, Tom Dixon

Sono realizzati con un vetro stampato ad alto spessore questi vasi della collezione Press di Tom Dixon. Una tradizionale tecnica di lavorazione in grado di catturare e rifrangere la luce in un modo unico e molto scenografico. La linea Press comprende vasi in 3 dimensioni diverse, oltre a ciotole e portacandele. (tomdixon.net)


Crystal Series_Vase, Saerom Yoon

La magia di un tramonto racchiusa in un vaso. È Crystal Series Vase, la collezione in edizione limitata del designer coreano Saerom Yoon. La serie comprende vasi in vetro di piccole dimensioni con colori che sfumano l’uno nell’altro. Per godere della bellezza della natura anche quando siamo in casa. (saeromyoon.com)


Vette, Sara Ricciardi

“Quando si arriva sulla vetta il respiro diventa totale. Si è come sospesi. C’è una freschezza di cuore e una sensazione di quiete interna da sentirsi in intimo contatto con il Sacro. È quello che mi è capitato scalando una montagna ligure di ardesia ed è lì che ha avuto origine il progetto.” Così Sara Ricciardi racconta il suo vaso Vette. Il progetto si compone di una base in ardesia e di un contenitore in vetro, fuso sulle lastre, che sembra quasi galleggiare nell’aria.(www.sararicciardi.org)


Blend Vase, Adorno Design

I vasi Blend, firmati a quattro mani dalla designer statunitense Syrette Lew di Moving Mountains e dalla designer olandese Runa Klock per Adorno Design, sono vere e proprie sculture in vetro. La parte interna del vaso è caratterizzata da due colori mixati tra di loro, così da creare un effetto unico e irripetibile che differenzia un vaso dall’altro. Le due designer hanno studiato le relazioni e i contrasti fra la materia opaca e quella trasparente, fra il colore fuso e la struttura rigida del vaso in vetro. Dopo hanno trascorso parecchio tempo a realizzare diversi campioni di colore, perché la fusione dei colori nel vetro non è così semplice come sembra. Alla fine hanno trovato un mix equilibrato (blend) di colori… e il risultato è davvero eccezionale! (adorno.design)


Ida, Utopia & Utility

Combinare tradizione e innovazione, funzione e fantasia: sono questi gli obiettivi di Utopia & Utility, il marchio fondato da Pia e Moritz WüstenbergFra le ultime proposte del brand c’è il vaso Ida. Un oggetto dalla forte personalità che, con il suo bordo piegato e le sue forme curve, rappresenta bene le possibilità infinite che offre il vetro come materiale. Ogni pezzo è unico, soffiato a mano da maestri vetrai in Inghilterra. (www.utopiaandutility.eu)


I Paladini, Venini

I Paladini, il progetto firmato da Emmanuel Babled per Venini, si ispira agli antichi busti in marmo degli scrittori, inventori e filosofi. Da lì deriva l’aspetto cristallizzato e imperturbabile dei vasi. Una postura fiera e saggia che rende questi “busti” in vetro i paladini della grande arte vetraria. La collezione comprende 99 pezzi unici, ognuno datato nell’esatto giorno della sua realizzazione e caratterizzato da una diversa palette cromatica, che esprime la diversità di anime dei busti. (www.venini.com)

LEGGI ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI VASI UNITY DI MARC THORPE PER VENINI E SUI VASI BELT DI PETER MARINO PER VENINI


Manhattan, Reflections Copenhagen

Si chiamano Manhattan e Grand Manhattan questi particolari vasi in vetro proposti da Reflections Copenhagen. I due vasi si ispirano alle linee architettoniche dello skyline di Manhattan e alle curve morbide e naturali di una conchiglia. Un design scultoreo che abbina le rigide forme geometriche del vaso alla delicata composizione cromatica del vetro. I vasi della collezione Manhattan sono realizzati con tecniche artigianali uniche, che creano un bellissimo gioco di riflessi.
(reflections-copenhagen.com)


ALTRI VASI DI DESIGN? LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SUI VASI IN CERAMICA

Emma Lacey è una designer e artigiana britannica che crea accessori in ceramica capaci di connettere le persone. Ecco i suoi progetti.

“Amo pensare che il materiale che compone un oggetto possa creare una connessione fra il designer e la persona che usa quell’oggetto.”

Così Emma Lacey racconta le sue creazioni in ceramica. Tazze, ciotole e altri accessori per la tavola, a cui la designer e artigiana britannica dà vita ogni giorno con passione nel suo studio di North London.

Creare una connessione, dunque. Ma anche esplorare le caratteristiche tattili della ceramica: è questa la missione di Emma. Una missione che l’ha portata a creare oggetti in ceramica belli da guardare e soprattutto da toccare, come abbiamo avuto modo di provare noi stessi, durante il London Design Festival 2019.

Già, è proprio in occasione dell’ultima edizione di Designjunction che abbiamo scoperto il lavoro di Emma Lacey. Un incontro che si è trasformato subito in amore. Perché le ceramiche di Emma non sono semplici accessori di uso quotidiano. Ogni sua creazione è capace di emozionare e stimolare riflessioni importanti.

Everyday: le ceramiche con l’impronta

Ceramiche con un’impronta: è questo il tratto distintivo della collezione Everyday. Una sorta di ammaccatura impressa sugli oggetti, che viene istintivo toccare. Per entrare in relazione con Emma, ma anche e soprattutto con la lavorazione manuale che ha dato vita al suo progetto. 

Ogni pezzo della serie Everyday è in grès lavorato a mano, con una finitura opaca dall’effetto tattile all’esterno, e lucida all’interno.

Le forme sensuali di Everyday tornano nella collezione Tacit, dove però la lavorazione artigianale si unisce a un processo industriale.

Blue Scale: i cambiamenti possono nascere da piccole cose

Sempre al London Design Festival 2019, la collezione Everyday è stata protagonista anche di un interessante gioco cromatico. Parliamo di Blue Scale, una serie di tazze in edizione limitata, declinate in 6 tonalità di blu cobalto.

L’edizione speciale aggiunge un altro livello di lettura al racconto di Everyday. La palette delle 36 tazze Blue Scale è ottenuta, infatti, con lievissime variazioni percentuali di blu cobalto. Basta pensare che per il blu più intenso è stato impiegato soltanto l’1% di ossido di cobalto.

Blue Scale mostra, insomma, come spesso siano sufficienti cose molto piccole per ottenere grandi cambiamenti. Non dimentichiamolo.

Tutte le creazioni in ceramica di Emma Lacey si possono acquistare nel suo shop online (https://www.emmalacey.com/). Un’idea regalo per Natale?

LEGGI ANCHE “LE CERAMICHE RICCHE DI TEXTURE DI OLIVIA WALKER” E “I VASI FRA PASSATO E PRESENTE DI MOÏO STUDIO”

 

Moïo Studio presenta Modern Ancestors. Una collezione di vasi in ceramica dall’intenso colore blu, che unisce forme essenziali a texture grezze.

Le ultime fiere non lasciano spazio ai dubbi: le ceramiche artigianali sono un grande trend dell’home décor. Una tendenza che rappresenta un antidoto all’omologazione imperante oggi. Ma anche un qualcosa che, forse perché legato a un sapere rimasto invariato dalla notte dei tempi, è capace di restituirci un senso di sicurezza. Proprio il mix di sensazioni che abbiamo provato di fronte ai vasi “Modern Ancestors”, in occasione dell’ultima London Design Fair.

La collezione Modern Ancestors

Modern Ancestors è la serie di oggetti in ceramica firmata dalla designer franco-palestinese Maia Beyrouti. Creata nel suo studio di Berlino, unendo alla lavorazione al tornio tecniche di costruzione manuale, la collezione è una splendida sintesi di antico e contemporaneo. I vasi si caratterizzano, infatti, per forme geometriche moderne, texture grezze e un intenso colore blu, ottenuto smaltando il grès con la lava. Un insieme di suggestioni che vanta illustri riferimenti nella storia dell’architettura, oltre che nel percorso formativo e personale della designer.

Un progetto fra Brutalismo e Modernismo

Il progetto di Moïo Studio nasce da una duplice ispirazione. Da un lato, il Brutalismo, il noto movimento architettonico del XX secolo tornato in auge negli ultimi tempi, che qui è richiamato dall’utilizzo di texture grezze; dall’altro, il Modernismo e, in particolare, uno dei suoi esponenti più celebri: Le Corbusier. Infatti, è proprio dalla griglia Modulor di Le Corbusier (la scala di proporzioni basata sulle misure del corpo umano) che Maya ha mutuato la maggior parte delle forme della collezione. Forme essenziali che, insieme alla scelta del monocromo, confermano l’anima modernista della collezione.

Il richiamo alla memoria

Il carattere senza tempo della serie Modern Ancestors rivela, però, anche il desiderio di ricordare qualcosa che sembra perduto, ma che potrebbe ritornare. Un richiamo alla memoria che si lega alla laurea in Storia di Maya, ma anche e soprattutto al bisogno di non smarrire la sua identità palestinese.

SCOPRI ANCHE LA NOSTRA SELEZIONE DI VASI DI DESIGN IN CERAMICA FATTI A MANO. 

Sono la nuova frontiera della gioielleria, questi gioielli in ceramica impreziosita da fili d’argento. Sono le piccole creazioni della designer olandese Judith Bloedjes.

Una collezione di gioielli in ceramica unica e preziosa, non perché fatta da chissà quali diamanti o altre pietre preziose o metalli estremamente pregiati, ma perché lancia una sfida: quella di essere perfetta per chi ama i materiali, non è maldestro, e apprezza la filosofia dei piccoli oggetti.

L’accostamento dei due materiali, la porcellana e l’argento, esaltano l’aspetto candido della lavorazione artigianale con quello più grezzo, geometrico e costretto dell’industrial.

Ogni gioiello quindi è stato prodotto a mano, tramite lavorazione a tornio, che permette di realizzare qualsiasi forma astratta che proviene dall’immaginazione, creando formidabili anelli, collane, clips o spille.

Con la sua poesia, la designer ha saputo conquistare l’attenzione anche di collezionisti privati, che hanno scelto di impreziosire installazioni, gallerie internazionali e palazzi reali con le sue creazioni.

Judith non crea soltanto gioielli, ma si dedica anche alla creazioni di vasi, composizioni floreali, nonché di installazioni in movimento.

L’amore per la bellezza è il filo conduttore di ogni suo lavoro, la bellezza della pura porcellana bianca con l’amore verso l’artigianato.

www.judithbloedjes.nl

Italia e Taiwan si uniscono in un progetto che unisce vetro e ceramica. Stiamo parlando di Cristina Vezzini e Sheng Tsang Chen che nel 2013 hanno fondato a Londra lo studio Vezzini & Chen.

Traendo ispirazione dalla struttura e dalla geometria delle forme naturali, i due giovani designer creano oggetti che uniscono, in un dialogo garbato e molto espressivo, la semplicità e la complessità che si trova nelle forme organiche. Una dualità che è spesso fonte di ispirazione nei loro lavori.

Durante l’ultimo London Design Festival, Vezzini e Chen hanno esposto una collezione di luci e vasi che mescolano appunto, in due materiali antichi come vetro e ceramica, questa loro ricerca organica, espresso con forme tondeggianti arricchite da tagli di varie profondità e intensità. Un insieme di segni grafici e toni opachi che caratterizza queste nuove collezioni.

A partire da Geo una nuova linea di lampade a sospensione. Geo (parola greca per Terra). proprio come il nostro pianeta ha un centro incandescente rappresentato da una struttura in ceramica in una sfera di vetro trasparente.

La collezione Geo comprende anche una serie di vasi, anche questi in vetro e ceramica, realizzati con la stessa tecnica delle lampade.

Dive in è un’installazione luminosa da muro, dove una serie di bolle in vetro, alcune delle quali contengono la fonte luminosa. risalgono la parete: esattamente come fanno le bolle d’aria sommerse per raggiungere la superficie del mare. Nelle bolle sono racchiuse forme di ceramica con un intaglio che emula organismi sottomarini.

Hexa infine è una collezione di bicchieri e vasi, questi ultimi più grandi ma ispirati alle stesse forme, creata utilizzando intagli sul vetro trasparente.

Tutti gli oggetti in vetro e ceramica sono realizzati a mano dai designer stessi nel loro studio londinese.

www.vandcdesign.com

Le calze da donna. Da oggetto di ammirazione – si dice che il grande Jean Cocteau sostenesse che, “Se non ci fossero le calze, le gambe delle donne sarebbero soltanto mezzi di locomozione” – a inaspettato oggetto di design. Il primo a utilizzarle in questo anomalo campo fu senza dubbio Bruno Munari, che proprio con una calza ha creato oltre 50 anni fa epoca la lampada Falkland. Non ricordo personalmente altri esempi (ma se qualcuno ne fosse a conoscenza, sarei lieto di condividerli) fino a quando non ho ricevuto questi oggetti disegnati proprio grazie alle calze da donna.

Sto parlando dei vasi Pattern disegnati da Ludek Lancellotti che ha usato le calze da donna con vari disegni e tramature per trasferire i relativi pattern sulla superficie degli oggetti.

I vasi Pattern sono in ceramica bianca, mentre la parte colorata è realizzata con ingobbi e cristallina trasparente. Una particolare tecnica decorativa, ideata e sviluppata dallo studio Nesta & Ludek, che è il risultato di anni di ricerca nel campo dell’applicazione a stencil su forma tridimensionale.

Forse Bruno Munari sorriderebbe a questa idea che lui stesso, per altre strade, aveva percorso…

Ph: Alessandro Esposito

 

Presentate all’ultimo Salone del Mobile, queste lampade riprendono le vecchie lanterne non solo nella forma e neli materiali, ma anche utilizzando delle citazioni vere e proprie.


Nascono da un’idea dei designer olandesi Kranen/Gille i quali, avendo trovato una gran quantità di vecchi vasi Weck, una storica azienda specializzata in contenitori di vetro, hanno pensato di utilizzarli per un loro nuovo progetto. Hanno così aggiunto una base in ceramica (bianca, blu o nera), hanno sabbiato i vasi che sono diventati dei paralumi e ne è nata Meck, una collezione di lampade da tavolo.

La fonte luminosa può essere scelta dall’utente. Le lampade sono vendute sul sito dei designer.

www.kranengille.com

 

 

Booming Vases sono il risultato di una collaborazione tra lo studio Analogia Project e il ceramista Alessio Sarri, che al suo attivo vanta collaborazioni con artisti e designer del calibro di Ettore Sottsass e Matteo Thun. L’idea è quella di esplorare due elementi opposti e complementari che compongono la nostra esistenza: vuoto e piano, aria e materia, forza e fragilità.

Così, forme di ceramica refrattaria bianca sono state scolpite in blocchi geometrici di argilla dai grande spessore e colorate quando la materia era ancora fresca. In un secondo momento sono state fatte esplodere e proprio il momento dell’esplosione è stato fissato nella materia. Il risultato sono blocchi di ceramica colorati che mostrano la consistenza della ceramica bianca e, allo stesso tempo, rendono evidente la pesantezza e la fragilità della materia. I vasi sono prodotti da Alessio Sarri Ceramiche.

www.analogiaproject.com

DESIGN STREET intervista Sonia Pedrazzini, l’ideatrice del progetto Le Morandine.

Abbiamo incontrato Sonia Pedrazzini nello showroom di Adele-C in occasione della Fall Design Week, la settimana milanese dedicata alla cultura del progetto. Sonia è una designer eclettica che spazia dal prodotto industriale a progetti più sperimentali al confine tra arte e design, alternando il lavoro per importanti aziende con l’autoproduzione. Dal 2009 porta avanti il “metaprogetto” Le Morandine, una serie di oggetti ispirati alle nature morte di Giorgio Morandi di cui abbiamo già parlato su Design Street.

Ecco cosa ci ha raccontato.

DS: Quando hai deciso di diventare una designer?
SP:
Ho sempre desiderato lavorare in ambito creativo. Dopo il liceo classico a Capri ho frequentato l’ISIA di Roma. Grazie all’influenza di personalità come Paolo Deganello, Gilberto Corretti e Andries Van Onck, ho avuto una formazione fortemente legata all’aspetto critico, concettuale e di ricerca. Quando mi sono resa conto, con piacevole sorpresa, che il design poteva abbracciare anche tutti quegli aspetti che mi interessavano, ho capito che questa era la mia strada.

DS: Qual è la prima parola che ti viene in mente quando pensi al design?
SP:
Umanità. Una parola a cui mi riferisco nella sua accezione più ampia, intesa sia come sentimento di “solidarietà umana” sia come studio che ha per oggetto l’uomo e la sua produzione intellettuale. Insomma, per me il design è tutto ciò che ha a che fare con l’umanità.

DS: Le Morandine: come nasce il progetto? E come si è sviluppato nel tempo?
SP: Come prima cosa ho creato le candele. Rappresentavano la luce cerosa dei quadri di Morandi ed erano state concepite nel 1999 per rispondere al brief di progetto di un’azienda.
Il progetto venne scartato ma io non ho mai smesso di credere nel valore di quell’intuizione: riportare alla tridimensionalità le forme di Morandi e realizzare un progetto interattivo che spingesse le persone a creare la propria natura morta.
Dieci anni dopo, ho deciso di riprendere la mia ricerca sugli oggetti di Morandi e di autoprodurre un’edizione limitata di candele.
I vasi in ceramica sono stati la naturale evoluzione del progetto per le maggiori possibilità creative e produttive che offre questo materiale.
Considero Le Morandine un “metaprogetto”, una ricerca che viaggia parallela agli altri lavori del mio studio e che procede – alla maniera di Morandi – in lenta ma continua evoluzione.

Indago anche la possibilità di guardare “oltre Morandi”, facendo evolvere il progetto in una chiave più contemporanea e sperimentale. E con questo spirito è nata la collezione dei vasi metallizzati con interno laccato rosso o azzurro, presentata di recente a Brera nello showroom di Adele-C. La semplicità delle forme in contrasto con le preziose finiture in oro, bronzo e platino crea un interessante cortocircuito.

DS: E il vaso Testa? Raccontaci il tuo ultimo progetto

SP: Il vaso Testa è un oggetto iconico che riprende uno dei soggetti più rappresentati da Morandi durante il suo breve periodo metafisico tra il 1918 e il 1920. Questo vaso, formato da due metà non esattamente uguali, è oggetto “unico e doppio” allo stesso tempo. Un vaso che aggiunge un tassello al progetto in progress de Le Morandine, ampliando le possibilità di “gioco” con cui ognuno potrà comporre la propria natura morta.

Anche il vaso Testa, come tutti gli altri vasi, è personalizzabile nelle finiture e nei colori. Chi lo desidera può intervenire direttamente nel processo creativo e realizzare la sua personalissima natura morta.

DS: Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

SP: Sono onnivora. Mi stimolano le arti visive, la moda, la natura, ma anche la letteratura, le scienze e la musica di cui non potrei fare a meno. Trovo ispirazione anche nei bisogni e nelle domande (che mi costringono a trovare risposte non banali) e nei nuovi comportamenti sociali.

DS: Ultimamente c’è un ritorno al fatto a mano, all’esclusività del pezzo unico. A cosa pensi sia legata questa tendenza?

SP: Al bisogno che ognuno di noi ha di sentirsi riconosciuto come persona e non come anonimo acquirente di anonimi oggetti. Apparentemente non ci manca nulla, eppure non siamo mai soddisfatti. C’è, in generale, un bisogno di “valore” che l’esclusività del pezzo unico o del fatto a mano cerca di colmare.

Credo che ci sia la necessità di riconnettersi con qualcosa di riconoscibile e di rassicurante e l’oggetto artigianale, che rappresenta un sapere antico che richiede una certa lentezza, forse soddisfa questi bisogni.

DS: 3 oggetti che raccontano momenti importanti della tua vita

SP: Il modellino della mitica sedia Rossa e Blu disegnata da Gerrit Rietveld nel 1917. È stato il primo oggetto di design con cui mi sono confrontata quando studiavo all’ISIA. Faceva parte di un’esercitazione del corso di progettazione e per me usarlo è stato come entrare nel paese delle meraviglie di Alice. Un mondo parallelo in cui le idee più folli potevano diventare veri oggetti d’uso.

La Austin Mini Metro bianca con cui nel 1992 mi sono trasferita in Germania, a Monaco di Baviera, per collaborare con l’agenzia Dieter Bakic Design, dove mi sono dedicata al design cosmetico, scoprendo un aspetto poco noto del design del prodotto, quello del packaging. Era un’auto orribile esteticamente, ma un piccolo panzer per le mie trasferte oltralpe.

Il libro “Lo spirito e gli ultracorpi” di Marco Senaldi e Antonio Piotti, un brillante saggio di filosofia, arte e società che spiega le contraddizioni in cui siamo immersi. Un testo che ha segnato un momento di svolta nella mia vita personale e professionale.

DS: Un designer o artista (in vita o no) con cui ti piacerebbe andare a cena e perché

SP: Michael Anastassiades. Vorrei andare a cena con lui per parlare di design ma anche e soprattutto di vita e di yoga.

Le sue lampade mi hanno sempre affascinata per il senso di rarefatta bellezza che trasmettono, per la loro eleganza ed equilibrio. Sono presenze potenti eppure gentili e rassicuranti. E quando, attraverso interviste e filmati, ho scoperto qualcosa di più su Michael Anastassiades, mi sono resa conto di trovarmi di fronte a un designer di grande sensibilità e intelligenza, ma soprattutto davanti a un uomo che, attraverso il design, ricerca altre cose.

DS: Riviste cartacee o web?

SP: Sono ancora molto affezionata alla carta ma uso di più il web per aggiornamenti immediati e veloci. Le due possibilità non si escludono ma si integrano. Amo le riviste anche in quanto oggetti. Mi piace tenerle in mano e sentire l’odore della carta stampata. Forse le amo perché una rivista l’ho progettata anche io, Impackt Contenitori e Contenuti (Edizioni Dativo), un semestrale del tutto innovativo, dedicato al design e al packaging di cui sono stata anche direttore editoriale.

DS: Qual è il tuo rapporto con i social network? Li usi per raccontare il tuo lavoro?

SP: Li uso con parsimonia ed esclusivamente per lavoro. Non ho molto tempo per postare, condividere, discutere… per non parlare dell’immediatezza. Le mie notizie non sono mai date in tempo reale perché non amo condividere la vita mentre la sto vivendo, neppure quando si tratta di lavoro. In questo senso sono “poco social”. Però so bene che i social oggi sono uno strumento utile e forse persino “democratico”, perché se un designer o un artista non ha altri mezzi per farsi conoscere, questa è una fantastica possibilità che prima non esisteva.

DS: L’ultimo viaggio che hai fatto o il prossimo che farai

SP: Recentemente ho rivisto Napoli. Ci mancavo da tanti anni e ho potuto godere del nuovo rinascimento di questa città. Ci sono luoghi incredibili e ineguagliabili bellezze che ritornano alla luce. “Miseria e nobiltà” è ancora la definizione più appropriata per Napoli, ma ho percepito anche una nuova linfa che proviene dai giovani che sta cercando di trasformare la miseria in bellezza.

DS: Natale è alle porte: 3 idee regalo di design

SP: Cercando di ridare un significato al Natale, vi propongo tre idee incentrate sui valori della sostenibilità, della nuova artigianalità e della solidarietà.

Per chi ha amici a quattro zampe, la Cuccia da viaggio in cartone di Paolo Ulian, edita da Corraini.

Ideale per gli amanti della natura, il vaso in legno di cipresso tornito Anni di Lorenzo Franceschinis per Hands On Design.

Per chi cerca cose preziose, una delle Gioie D’autore, disegnate da artisti e designer per Il Nodo, la onlus che opera a sostegno dei bambini cambogiani e delle loro famiglie.

matteo stucchiMatteo Stucchi è un designer da tenere sott’occhio, un giovane sognatore che fa di poesia e delicatezza del design.

È esattamente così che si presentano i quattro vasi della collezione di autoproduzione The Wind Rose.

Si tratta di una collezione di vasi in ceramica che raccontano le forme, la cultura e la storia della donna in quanto tale: madre, forza, carattere e desiderio.

La collezione di vasi in ceramica The Wind Rose

“In principio era donna, questo è l’incipit della storia del desiderio che ha una matrice femminile”.

Da sempre la figura femminile è stata vittima di scontri e discordie, ma qui la donna viene esaltata in tutta la sua bellezza e potenza, esattamente come dice il detto “Dietro ogni grande uomo, esiste una grande donna”.matteo stucchi

La donna come origine, come forza e come madre di arte e cultura, di linguaggio, tradizione, ma soprattutto ispirazione. Quella che smuove la mente creativa, la bellezza sensuale e armonica che domina e incanta tutte le cose.

Un racconto che viene tradotto in quattro tipologie di vasi, che si differenziano tra loro per forma e colore.

Cultura come civiltà, civiltà come mondo: ecco che i vasi di Matteo Stucchi prendono il nome dei quattro punti cardinali.

Vi presento North, East, South e West.

North come freddo

matteo stucchiNorth è il vaso che omaggia tutte le caratteristiche delle donne nordiche: petto ampio e morbido associato alla forma del triangolo rovesciato.

Un grande respiro, una forte folata di vento fresco che richiama gli ampi spazi estesi ai confini del mondo.

North non poteva che essere forte, possente e ambiziosa, esattamente come l’azzurro del cielo.

East come delicata

matteo stucchiEast è invece il vaso ispirato alle donne asiatiche, tipicamente esili, delicate e precise.

Tipico è il color madreperla, dal suo carattere sofisticato ed elegante.

West come potente

matteo stucchiImmaginate le donne tipiche dell’antica America: legate alla terra, alla rigogliosità e alla natura.

È una donna sicura, che conosce il suo fatto e che non si ferma a nulla. Una donna paragonata a una clessidra, metaforicamente associata alla mutevolezza del tempo.

Nasce così West.

South come generoso

matteo stucchiE infine arriva South, il vaso simbolo della generosità e della seduzione.

E’ la forma del sud del mondo e delle sue donne, intense nei tratti e nel sentire, accese da un’indole rossa di profonda sensualità e passione.

Dalla forma particolarmente curva, ricorda maternità, sicurezza e passione.

Vuoi scoprire di più su Matteo Stucchi?

Scopri il portfolio di Matteo Stucchi contattalo per maggiori dettagli sui suoi prodotti.

Mescolare la tradizione del più classico mobile cinese e la creatività del design, che interpreta oggetti iconici in un collage di stili trapassato e presente.

È questo il tema della collezione Yen Objects dello studio taiwanese Design YXR

La sedia Soul, ad esempio, ha tentato di riunire in un oggetto di design il rapporto tra Oriente e l’Occidente. In Asia, la cultura orientale è il fondamento della vita quotidiana, ma viene filtrata dalla cultura Occidentale. Qui ad esempio, le persone sono abituate a indossare abiti occidentale alternandoli a quelli tradizionali cinesi. E così lo studio Design YXR ha cercato di proiettare questo punto di vista sulla Soul Chair”, nella quale la cultura orientale rappresenta l’anima della sedia, mentre la cultura occidentale ne forma il corpo. L’anima della sedia, sembra nascere dal corpo, come una farfalla dal bozzolo.

Sullo stesso concetto si fonda la collezione “Collage Plan” anche questa un ponte tra cultura orientale e occidentale. Il designer Ian Yen ha utilizzato la tecnica del collage per creare “Collage n. 5”, un mobile contenitore nel quale mobili classici della tradizionale cinese si mixano come tessere di un puzzle all’interno di una cornice occidentale. Un vero e proprio pezzo d’arte in stile “fusion” per rendere l’ambiente domestico più funzionale e decorativo.

Così come il tavolino “Classic n. 8”, nel quale Ian gioca con due materiali tipici della sua tradizione: la ceramica e il legno. I vasi in ceramica, in questo caso, diventano parte della struttura invece di limitarsi a oggetto decorativo da poggiare sul piano.

www.designyxr.com/objects

Ecco i più bei diffusori per ambiente di design. Per profumare l’ambiente arredando.

Profumare arredando. È questa una delle tendenze in tema di home decor. Già, forse complice la grande popolarità che i profumatori per ambiente stanno avendo negli ultimi tempi, oggi sempre più designer stanno reinterpretando questo oggetto. Dalle “piante” in legno profumato firmate da Marcel Wanders per Alessi alle lampade olfattive di Tonatto, dai diffusori di profumo per ambiente con le briccole veneziane di Locherber Milano ai bonsai di Design House Stockholm.

Ecco la nostra selezione.


I diffusori di profumi per ambiente di design


Desiderio, Blueside Emotional Design

Non solo bastoncini. I diffusori per ambiente di design possono anche essere spray. Un esempio interessante è Desiderio, una novità 2020 di Blueside Emotional Design dalla chiara ispirazione rétro.
Composto da un contenitore in vetro borosilicato dalla forma sferica e da un pescante in vetro verticale o a serpentina, Desiderio sembra appena uscito da un film degli anni ’20.
La collezione comprende 4 versioni di diverse dimensioni: 100 ml, 1 lt, 4 lt e 10 lt. Il design è di Francesco Paretti(www.blueside-design.com)


The Five Seasons, Alessi

In una rassegna sui diffusori per ambiente di design non può mancare The Five Seasons, il progetto firmato da Marcel Wanders per Alessi.
Con The Five Seasons, Wanders trasforma la profumazione per la casa in un vero oggetto d’arredo. Costituito da una base in porcellana e foglie in legno di mogano, il profumatore assume infatti le sembianze di una “pianta”.
Come si diffonde il profumo? Con un tocco della mano, la base di porcellana ruota su se stessa e l’aria passa tra le foglie di legno impregnate di essenza. Si può scegliere tra cinque diverse foglie, ognuna abbinata a una delle fragranze della collezione. (www.alessi.com)


PHIL, Tonatto

Si chiama PHIL ed è disegnata da Astrid Luglio la lampada olfattiva di Tonatto.
Il progetto nasce dall’obiettivo della Maison torinese di reinterpretare l’esperienza olfattiva con un nuovo supporto. Cuore del progetto è un filtro di carta che assorbe le fragranze di Tonatto prima che siano imbottigliate. Il filtro poggia su una base in ottone, realizzata da un artigiano orafo, e diffonde il profumo con il calore della luce.
Grazie al sistema di calamite, i filtri si possono cambiare facilmente. Un vero incantesimo d’amore. (www.tonatto.com)


Bonsai, Design House Stockholm

Dalle piante in legno di Marcel Wanders ai bonsai in rattan di Takafumi Nemoto. Parliamo di Bonsai, il diffusore per ambiente di Design House Stockholm.
Stanco dei classici bastoncini in legno, il designer giapponese li ha sostituiti con rami e foglie in rattan intrecciati a mano.
La collezione comprende tre modelli: Bonsai Cloud, Bonsai Blossom e Bonsai Breeze. Ognuno poggia su una base in grès contenente un olio profumato, che diffonde una fragranza fresca e naturale. (www.designhousestockholm.com)


GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BONSAI


Profumo, Ichendorf

Il porta essenze Profumo, disegnato da Cristina Celestino, gioca sulla sovrapposizione di due volumi semplici: il cilindro e la sfera. Il primo può essere liscio oppure impreziosito da scanalature che solcano il vetro in verticale. La sfera, tagliata a 45 gradi, è un omaggio alle ampolle dei maestri profumieri.
Il diffusore è in vetro borosilicato soffiato a lume ed è disponibile in due versioni. Una da 500 ml e una più piccola da 250 ml. (www.ichendorfmilano.com)


The Elements, Tom Dixon

The Elements è la collezione di fragranze per la casa proposta da Tom Dixon, ispirata ai quattro elementi della natura: Fuoco, Aria, Terra e Acqua. Quattro profumi leggeri ma di carattere presentati in raffinati diffusori di design. Bottigliette in vetro soffiato a bocca, di quattro colori diversi, decorate con lettere applicate a mano.
Per diffondere il profumo, c’è un rametto di carbone di provenienza britannica. (www.tomdixon.net)


Collaps, Moreno Ratti

Il profumatore per ambiente Collaps fa parte dell’omonima collezione autoprodotta da Moreno Ratti, designer che da anni è concentrato sulla lavorazione creativa del marmo.
L’idea è quella di creare una serie di oggetti in vetro che “collassano” sotto il peso del coperchio in marmo. Un contrasto molto forte, interpretato da Moreno Ratti in maniera intelligente e creativa.
Ogni pezzo è realizzato a mano in tiratura limitata. (morenoratti.com)


Vase Diffusers, Skandinavisk

Heia, Lysning, Rosenhave. Tre fragranze, tre fughe nei paesaggi scandinavi. Sono i profumatori in vaso del brand svedese Skandinavisk. Tre diffusori che portano in casa i profumi e le sensazioni rilassanti della natura nordica.
I tre profumatori sono proposti in un contenitore di vetro decorato soffiato a bocca, che ricorda i piccoli vasi con un fiore. Per tutti i nordic addicted ma non solo. (skandinavisk.com)


Home Fragrances, FAINA Design

Un set di sfere in vetro soffiato, ognuna pensata per un profumo diverso. Sono le nuove fragranze per ambiente dell’eclettico brand ucraino Faina Design.
3 profumatori per ambiente dal design minimale. 3 tonalità differenti. 3 fragranze differenti. Come unico elemento decorativo, le bolle della soffiatura imprigionate nel vetro, che rendono un diffusore diverso dall’altro.

I 3 profumi sono MÓCHAR, simbolo della connessione con la terra e caratterizzato da un’armonia di fieno, aghi di ginepro e corteccia di betulla. POLYN, che diffonde i toni affumicati dell’assenzio di Taurian, del timo, dell’abete dei Carpazi e della camomilla di campo appena raccolta. E CVIT che rivela una scia di femminilità floreale con accenti di pepe e salvia, di felce e di infiorescenze di campo. (www.yakusha.design)


Fragrance Diffuser Collection, Fazzini

Fazzini Home Fragrances è la linea di diffusori per ambiente progettata da Hangar Design Group per Fazzini, il noto brand di biancheria per la casa.
Il profumatore è costituito da un vaso in ceramica dalle forme essenziali, realizzato con la tradizionale tecnica al tornio.
Un piccolo capolavoro di artigianato e design vincitore dell’IF Design Award 2018. (fazzini23.onretelit.com)


Venetiae, Locherber Milano

Un omaggio a Venezia e alla sua storia. È Venetiae, il profumatore per ambiente di Locherber Milano realizzato con le briccole.
I celebri pali in legno che delimitano le zone navigabili nella laguna di Venezia devono essere sostituiti ogni vent’anni, perché deteriorati dall’erosione delle teredini, i molluschi che si nutrono di legno. Locherber Milano ha recuperato le briccole rovinate e le ha trasformate nei tappi del diffusore. Il risultato è un piccolo gioiello di alto artigianato. (locherbermilano.com)


Stile, CULTI MILANO

Il diffusore Stile di CULTI MILANO si veste con un elegante abito. L’azienda ha, infatti, lanciato una fascia in ecopelle per il profumatore nel suo formato Magnum da 4300 ml. La fascia è disponibile in nero e cognac ed è impreziosita dal logo CULTI MILANO. Un accessorio ricercato per decorare con discrezione. (www.culti.com)


 

Ice Cream, Lladrò

Cremoso come un gelato alla panna. È Ice Cream, uno dei profumatori per ambiente di design del brand spagnolo Lladrò.
A comporre il diffusore un contenitore in porcellana bianca opaca e un coperchio in metallo dorato. All’interno c’è un flacone in vetro trasparente con 200 ml di essenza e sei bastoncini da 20 cm. Questo oggetto decorativo è prodotto a mano in Spagna ed è disponibile anche nella versione portacandele(www.lladro.com)


Foto di copertina: Skandinavisk.

Arredi con il verde integrato per chi ama le piante.

Secondo una recente ricerca, trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo al chiuso: in casa oppure in ufficio. E nell’ultimo anno. queste percentuali sono ulteriormente cresciute a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Il bisogno di natura sta diventando un’esigenza sempre più sentita!

Per chi vive in città, il rapporto col verde (e con la natura in generale) non è facile. Lo stesso vale per le nostre case, dove la pianta o il vaso di fiori sono ancora considerati esclusivamente come elementi decorativi e non come parte integrante della nostra vita quotidiana. Per non parlare della importante funzione di purificazione dell’aria che le piante hanno negli appartamenti.

Leggi il nostro articolo sugli strumenti per sanificare l’aria in casa

Così, per abituarci a convivere con il verde in casa, alcune aziende hanno pensato di integrate il verde negli arredi. Una soluzione che vuole obbligarci a considerare le piante come alleati importantissimi del nostro benessere fisico e psicologico.
Ecco allora una selezione di arredi progettati per integrare il verde.


Green Islands, Offect

Green Island è una linea di sedute che fa parte della collezione O2asis disegnata da Jean-Marie Massaud per Offecct. La collezione comprende pouf rotondi di ampie dimensioni, pensati per le sale d’attesa, per le hall o per i luoghi pubblici, che integrano una pianta al loro interno. Un’idea che dona la sensazione riposante di sedersi sotto un albero.
Il designer francese racconta così le sue Green Islands:
“Quando ho progettato le isole verdi, ho immaginato come le persone sedute e in attesa nell’atrio di una banca sedessero come su una grande piazza o isole circolari sotto un albero di cocco.” (www.offecct.se)


Sistemi modulari per piante, USM Haller

Creare un paesaggio verde in casa (o in ufficio) è facile con la flessibilità dei sistemi modulari USM che ora possono ospitare anche le piante.

USM ha creato infatti una nuova serie di elementi sagomati per accogliere i vasi e speciali set per l’annaffiatura. I pannelli, che si possono inserire anche nelle configurazioni esistenti sono disponibili in 5 dimensioni e nei 14 colori USM. I vasi sono disponibili in un’unica misura e in due colori: terracotta e grigio basalto.

Questi moduli di USM consentono di realizzare pareti divisorie verdi, scaffalature, contenitori per piante e oggetti in infinite configurazioni. Ma è disponibile un pratico carrello da cucina che può ospitare, ad esempio, le erbe aromatiche di uso quotidiano… (www.usm.com).


Plantable, Jail make Studio

Semplice e geniale questo tavolo creato dallo studio londinese Jail Make. Un tavolo con la struttura a rete metallica e le gambe che terminano con 4 vasi. Facendo crescere delle piantine rampicanti nei vasi, la griglia si riempie di foglie e il tavolo sembra essere sospeso su un cespuglio. Proprio una bella idea… (jailmake.com)


Varjo, Onni-Vilhelm

Di chiama Varjo questa lampada vaso disegnata dal finlandese Onni-Vilhelm. Si tratta di una lampada a sospensione con il paralume a griglia metallica che serve come appoggio per le piante rampicanti, che così possono prendere la forma ad ombrello. Le piante sono contenute in un vaso in ceramica che si può facilmente staccare dalla lampada quando serve. (onnivilhelm.fi)


Green Pads, Offect

Sono stati disegnato da Luca Nichetto per L’azienda svedese Offect questi coloratissimi tavolini portavasi. Un prodotto che integra l’amore per le piante con il design e risolve il problema del disordine che si crea quando si riempie la casa di vasi. I Green Pads sono realizzati in alluminio riciclato e sono disponibili in vari colori e in due diverse altezze. (www.offecct.se)


Horticus living Wall

Si chiama Horticus living Wall questo sistema multifunzionale e componibile che consente di “vestire” le pareti con piante. Horticus living Wall integra dei porta vasi con altri elementi dalle funzioni differenti, come lampade, speaker e contenitori porta oggetti. (www.horticusliving.com)

Guarda il nostro approfondimento sul sistema Horticus living Wall


Romeo & Juliet, Extremis

Romeo & Juliet è una romantica panca, progettata da Stijn Goethals, Koen Baeyens e Basile Graux, che sembra un’amaca sospesa tra due alberi. Una soluzione che non solo offre alle persone la possibilità di sedersi e rilassarsi, ma aggiunge anche un tocco di verde a quegli ambienti che ne sono privi. Questo capita spesso, purtroppo, nelle nostre città ma anche all’interno di edifici dove si pensa tanto al design ma poco alle piante.

La panca Romeo & Juliet è integrata con due vasi rotondi che possono contenere un piccolo albero o le piante preferite. Può essere usata nei luoghi pubblici ma si adatta anche a giardini o terrazze private. (www.extremis.com)


Somnia, Vitamin Design

Il letto SOMNIA, creato dallo studio tedesco Vitamin Design, ha ricevuto il premio per l’innovazione degli interni dal German Design Council. Non solo per il suo design, ma anche per l’idea di creare, dietro alla testata del letto, un contenitore che può essere utilizzato per riporre oggetti di uso comune, come libri, occhiali da lettura cellulare o una coperta d’emergenza.

Ma è possibile anche mettervi a dimora le cosiddette piante da camera da letto. Quelle cioè che purificano l’aria ed emettono ossigeno anche di notte, come ad esempio la Sanseveria, il Ficus e diverse altre. Interessante, no? (www.vitamin-design.de)


Halo mirror + Doppie, Bunje

L’azienda polacca Bunje ha pensato come integrare il verde nei complementi d’arredo. E l’ha fatto con il tavolino Doppie e con lo specchio da parete Halo, nati per ospitare le piante.
Lo specchio Halo ha una linea minimale. La mensola in acciaio inossidabile verniciato a polvere è dotata di un foro nel quale va inserito un vaso. Lo specchio è in vetro fumé.

tavolino Doppi invece è pensato per appoggiarvi un computer, le chiavi, i giornali o altre piccole cose. Doppi ha due ripiani: quello superiore ha il foro per un vaso. (bujnie.pl)


Botanical Planter Screens

Si chiama Botanical Planter Screens questo sistema di pareti divisorie fiorite progettato dalla designer Helen Kontouris. Si tratta di paraventi in forme diverse, realizzati con una griglia metallica, che alla base hanno un vaso per piante rampicanti. In questo modo, quando la pianta cresce, la griglia scompare e il paravento diventa una parete verde dalle forme geometriche.

Pensati principalmente per per uffici e ambienti pubblici, i Botanical Planter Screens sono perfettamente adatti anche alla casa. (www.helenkontouris.com)


Eden, Il Fanale

Disegnata da Enzo Berti per Il Fanale, la lampada Eden è composta da due elementi in metallo. Sotto, il paralume e sopra un portavasi per piante da fiore, piante verdi o grasse o, perché no, erbe aromatiche. La sua fonte luminosa a LED, che non disturba la vegetazione, si sprigiona in un doppio fascio luminoso: verso l’alto e, per un gioco di riflessioni, verso il basso. la collezione Eden è composta da due sospensioni (diametri 60 e 80 cm) e di una lampada da tavolo.Le finiture sono in una combinazione di bianco e nero (lucido e opaco) e corten. (www.ilfanale.com)


Eneo + Sirkel, Bysteel

Disegnati da Stefano Pirovano per Bysteel, questi tavoli integrano un vaso da fiori al centro. L’idea dell’azienda è quella di rendere le piante protagoniste a tutti gli effetti della nostra vita e anche della nostra convivialità. I tavoli sono in alluminio verniciato bianco opaco. (bysteel.it)


XXX, The New Raw

Concludiamo la nostra carrellata sugli arredi con le piante integrate con Print Your City, un interessante progetto ecosostenibile ideato dallo studio olandese The New Raw. L’idea è quella di usare plastica riciclata da bottiglie di bibite per stampare in 3D oggetti di design. Il primo oggetto realizzato è la panca XXX, una serie di sedute stampate in 3D utilizzabili sia all’interno che per l’outdoor. Tutte integrano un vaso per le piante al loro interno. (www.thenewraw.org)