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Libero, informale e pop. Ecco BAM!, il divano di Massproductions ispirato alle opere dell’artista americano Roy Lichtenstein.

BAM! Sembra appena uscito da un’opera di Roy Lichtenstein il nuovo divano di Massproductions. Un richiamo evidente non solo nel nome, ma anche nel profilo grafico deciso e nei generosi volumi che compongono lo schienale e la seduta.

BAM! è stato lanciato da Massproductions nel febbraio 2021, in occasione della Stockholm Design Week. Il divano è stato disegnato da Chris Martin, co-fondatore del brand svedese, che racconta il progetto come un inno alla libertà.

“A casa mia ho un passaggio piuttosto stretto vicino al divano. Il bracciolo del mio vecchio divano era diventato una barriera nella stanza. L’ho sostituito con BAM e la stanza si è aperta. Ora posso raggiungere il divano anche di lato. Non mi mancano i braccioli, preferisco la libertà”, spiega Chris Martin.

Un divano libero e informale

BAM! è un divano libero e informale, che può inserirsi in qualsiasi ambiente. Non soltanto per la mancanza di braccioli, ma anche per il suo design semplice.

A comporre il sofà ci sono solo i due blocchi dello schienale e della seduta. Due volumi generosi che poggiano su gambe dalla forma squadrata. Il tutto rivestito con lo stesso tessuto per creare un effetto coerente e pulito.

In aggiunta, ci sono anche tre cuscini che possono essere utilizzati per lo schienale o come braccioli, per rendere il sofà più confortevole e accogliente.

Un progetto pensato in un’ottica di sostenibilità

Il divano BAM! si caratterizza anche per la sua attenzione alla sostenibilità. I cuscini sono imbottiti con piume d’oca e anatra recuperate da vecchi prodotti, che vengono lavate e sterilizzate ad alte temperature senza additivi chimici, per rendere il prodotto sicuro e anallergico.

Su ogni cuscino sono cucite delle grandi tasche nere, con scritto il nome BAM!, come ulteriore omaggio alla Pop Art e all’opera di Roy Lichtenstein.

BAM! è disponibile in tre dimensioni: a 2 posti, 3 posti o 4 posti. Il divano si può facilmente montare a casa, dove viene consegnato in imballaggi piatti. Un packaging a basso impatto ambientale che lo rende trasportabile in modo agevole anche in spazi stretti o su per le scale.

Gala è il divano progettato da Cristina Celestino per Saba. Un sistema di sedute flessibile ispirato alle atmosfere retro-futuristiche degli anni ’70.

È il posto dove ci rilassiamo con la famiglia o con gli amici. È il posto dove leggiamo o guardiamo la nostra serie preferita. Ed è sempre di più anche il posto dove lavoriamo o navighiamo in rete. Il divano oggi non è più solo un arredo che definisce lo spazio, ma è il centro di tante attività.

Gala, il sistema di sedute progettato da Cristina Celestino per Saba, parte proprio da questa riflessione. Dal desiderio di raccontare il divano non solo come prodotto funzionale, ma come luogo di scambio, dove si possono creare nuove esperienze.

Un progetto in dialogo fra mondi diversi

Per raccontare questa idea di divano, Cristina Celestino si è ispirata alle atmosfere retro-futuristiche degli anni 70, come suggerisce anche il nome del sofà. Gala è infatti uno dei pianeti di “Star Wars”, la leggendaria saga di George Lucas uscita nelle sale cinematografiche proprio negli anni 70. Un richiamo che rende omaggio alle stelle e all’ottimismo di quell’epoca.

“Gala è un sistema di sedute contemporaneo ma, come sempre, la mia ricerca si è mossa libera nel tempo, alla ricerca di riferimenti negli ambiti più diversi, per arrivare a una sintesi del mio percorso,” racconta Cristina Celestino. “Se il tema del plissé a me caro, per come è indagato da Roberta di Camerino fa parte delle mie idee, si è poi contaminato con la moda scultorea e visionaria di Pierre Cardin. Così è stata l’atmosfera retro-futuristica tipica degli interni anni ’70 e la produzione di imbottiti di quell’epoca precursori di una visione del divano molto libera e fuori dagli schemi”.

Come si compone il divano Gala

Il divano Gala è caratterizzato da linee scultoree e morbide. Il cuore del progetto è nella spina centrale, un elemento verticale che disegna curve plissettate che possono ospitare sedute di diverse profondità, sia sul fronte che sul retro.

Un sistema dalle infinite configurazioni che dà vita a un divano ibrido e flessibile, con cui si può interagire. Un sofà versatile che si adatta perfettamente ai confini sempre più fluidi delle abitazioni contemporanee.

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A CRISTINA CELESTINO

Foto: Mattia Balsamini.

Un divano massaggiante pensato per appagare il corpo e la vista. Ecco Dong Dong, il sofà simile a un gonfiabile per piscina disegnato da Su Yeon e Dong Hyeon.

Forme piene e generose, un colore energico e un massaggiatore pronto a coccolarci. Parliamo di Dong Dong, il divano massaggiante disegnato da Su Yeon e Dong Hyeon.

Come appare evidente dalle foto, Dong Dong è molto diverso dai divani e dalle poltrone massaggianti sul mercato. Si tratta infatti di un prodotto pensato non solo per il relax, ma anche per allietare la vista. Il suo colore giallo trasmette energia e positività. Non a caso, è uno dei due colori indicati da Pantone per il 2021 con l’obiettivo di stimolare in noi la voglia di ricominciare. Il design della seduta e dei cuscini si ispira ai gonfiabili per la piscina. Lo schienale ricorda le onde dell’oceano. Il massaggiatore è un cilindro simile a un cuscino decorativo, perfettamente integrato nel divano. Il risultato? Un divano dal carattere giocoso, che sembra appena uscito da un cartoon.

Il massaggiatore c’è ma non si vede

Come dicevamo, il vero pezzo forte di Dong Dong è il massaggiatore. I due designer hanno creato, infatti, un prodotto che coniuga perfettamente forma e funzione. Da un lato, il massaggiatore è studiato per mimetizzarsi con le onde dello schienale. Dall’altro, si può facilmente staccare per massaggiare non solo la schiena, ma anche altre parti del corpo. Vi potete sdraiare sul divano e appoggiare il massaggiatore sotto i polpacci o sotto la testa oppure abbracciarlo al corpo e massaggiare la parte anteriore. E, una volta conclusa la vostra sessione quotidiana di relax, potete riporlo comodamente nella fessura del divano e ricaricarlo.

Insomma, Dong Dong è un divano massaggiante pensato per appagare il corpo, la vista e l’umore. Per portare un raggio di sole in questi tempi incerti.

1970 – 2020: Il divano Bocca® di Gufram compie 50 anni

Considerato un’icona indiscussa del design radicale, il divano Bocca di Gufram celebra il suo 50° anniversario e Design Street si unisce ai festeggiamenti.

 Il progetto del sofà Bocca risale al 1970 ed è stato disegnato dallo Studio65, sotto la direzione artistica di Giuseppe Raimondi. Il divano Bocca per Gufram (acronimo che deriva dal nome dei fratelli fondatori: GUgliermetto – FRAtelli – Mobile), è la prova evidente del brio frizzante di quegli anni.

Le tendenze trasgressive degli anni 60 e 70, e in particolare la Pop Art, diedero origine a una serie incredibile di progetti innovativi in ogni settore. Dalla grafica alla musica, dall’arte alla danza, dalla moda al design.

Proprio in quegli anni nacquero piccoli e grandi complementi di arredo che rivoluzionarono l’idea stessa della casa borghese tradizionale. Un esempio di ispirazione al futuro fu la conquista dello Spazio, che diede origine a diversi oggetti di design ispirati alla luna, nati in seguito al primo allunaggio avvenuto nel lontano 1969.

A 50 anni dalla sua creazione, il divano Bocca di Gufram mantiene intatto il suo charme, conservando quello stile moderno e provocatorio che lo ha da sempre caratterizzato. Dal 1970 ad oggi, il divano Bocca viene declinato in molteplici edizioni.

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Le 2 dive di Hollywood che hanno ispirato il divano Bocca

Per realizzare il divano Bocca, lo Studio65 prese ispirazione da un quadro di Salvador Dalì. Nel dipinto dal titolo Viso di Mae West utilizzabile come appartamento surrealista, una tempera su carta di giornale del 1934-1935, l’artista spagnolo trasformava i tratti della diva in una serie di arredi. Le labbra carnose dell’attrice hollywoodiana Mae West erano rappresentate da un divanetto rosso…

I cinefili conosceranno sicuramente Mae West. Una grande diva, una star che diventò subito un sex symbol per la sua generazione.

Ma per se l’idea delle labbra-divanetto  lo Studio65 si ispirò al celebre ritratto di Mae West di Dalì, i designerei ispirarono alla forma delle labbra, anche queste di un rosso iconico, di Marylin Monroe. Tanto è vero che inizialmente chiamarono il loro divano Marylin, il nome con cui è ancora oggi conosciuto negli USA.

Le labbra rosse di Marylln Monroe hanno dato l’ispirazione (e il nome) al divano Bocca


Le caratteristiche di BOCCA® di Gufram

Le caratteristiche del sofà Bocca sono inequivocabili a cominciare dalle asimmetrie quasi impercettibili nelle estremità degli angoli al fine di renderlo più reale e simile alle labbra umane.

Lungo 2,12 cm per 80 cm di profondità e 85 di altezza, il divano Bocca è il risultato delle sperimentazioni degli anni ’70 sul poliuretano espanso schiumato a freddo a portata differenziata. Il rivestimento è in stoffa elastica e sfoderabile.
L’introduzione al poliuretano fu la vera innovazione per l’Azienda Gufram; negli anni ’70  infatti veniva utilizzato esclusivamente come isolante termico per le strutture più complesse e non per gli oggetti di design.

Il divano BOCCA di Gufram rappresenta ancora oggi una delle massime espressioni del design tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70.

Grazie alla sua bellezza sensuale e scenografica il divano BOCCA di Gufram è esposto nei più importanti Musei del mondo. Dal Louvre di Parigi, al Museum of Applied Art and Science di Sydney, al Design Museum di Monaco.
Per il suo design iconico, il sofà BOCCA è anche stato pubblicato apparso in molte riviste prestigiose come Vogue e Harper’s Bazaar.

Bocca è un perfetto Loveseat dal design unico. Come dice giustamente il nome, il loveseat è un divanetto a due posti pensato per creare una maggior vicinanza e intimità fra le persone.

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Le varie declinazioni del sofà BOCCA®

Pink Lady, Dark Lady e Boccadoro sono le altre declinazioni dopo la versione rosso fuoco di Gufram anni ‘70.

Nel 2008, la versione Pink Lady è in rosa shocking e rievoca il colore per antonomasia, il segno distintivo della stilista Elsa Schiapparelli. Anche la stilista italiana, trasferitasi a Parigi, onorò Mae West rappresentandone il busto nella fragranza profumo, Shocking de Schiaparelli. Sempre nel 2008 esce la versione Dark Lady che è un omaggio al nero, il tipico colore associato alla corrente del punk-rock e della quale molti anglosassoni vanno fieri per essere stati i precursori della moda e costume. Il piercing del divano Dark Lady è in metallo ed è estraibile. Nel 2016 infine si aggiunge Boccadoro in edizione limitata. Il colore oro vuole rappresentare il successo planetario del divano Bocca. 


La collaborazione con MOSCHINO

Nonostante i suoi 50 anni, Bocca non ha mai perso il suo stile moderno. Sicuramente molti ricorderanno l’irriverente reinterpretazione che la Maison MOSCHINO ha fatto del divano Bocca, che inserisce la zip in metallo dorato a sigillarne le labbra. La capsule collection Moschino kisses Gufram comprende altre due pezzi: Biker Cabinet e High Hells.
Anche il divano Zipped Lips design by MOSCHINO è realizzato in poliuretano rivestito in tessuto impermeabile, adatto per l’outdoor.


Una BOCCA in miniatura!

Nel 2018 viene lanciata da Gufram la collezione di Guframini. Si tratta dei più iconici progetti Pop degli anni 70 (Bocca, Cactus, Pratone e altri) in miniatura. Oggetti scultura in scala ridotta da ammirare ed esporre dove vogliamo!
Tra i Guframini non poteva certo mancare la miniatura di Bocca, anch’essa realizzata in schiuma poliuretanica.

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2020: BOCCA® cambia make-up con una strepitosa palette di colori

Il divano Bocca festeggia i suoi primi 50 anni con un tripudio di colori. Nella cartella colori si aggiungono 25 nuove tonalità una più bella dell’altra. I rivestimenti cambiano e si rinnovano. La linea diventa più strutturata.
Tra la particolare e ampia gamma colori: cioccolato, avorio, zafferano e blu artico. La lana (elastica) bouclé è scelta per il nuovo look di Bocca.

Grazie alle nuove proposte di colori, il divano Bocca diventa sempre più contemporaneo. La vendita della linea NEW BOCCA®UNLIMITED è anche disponibile online nei siti dei distributori autorizzati.

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Divano, letto e angolo ufficio. È L20, il progetto di Jak Studio pensato per accompagnarci in ogni momento della giornata.

Divano, letto o angolo ufficio? Tutte e tre le cose. L20, il progetto di Jak Studio, è pensato per accompagnarci in ogni momento della giornata: dal lavoro al relax fino al letto.

Nato durante il lockdown, l’arredo multifunzionale di Jak Studio offre una risposta alle nuove esigenze abitative create dalla quarantena. L’emergenza Covid-19 ha portato milioni di persone in tutto il mondo a lavorare da casa. Una tendenza a lavorare da remoto diffusa, in realtà, già da qualche anno, che negli ultimi mesi ha però subito una brusca accelerazione.

“Il Covid-19 ha rivisto i modelli di lavoro tradizionali”, raccontano dallo studio. “Se in passato le case erano disegnate per avere spazi comuni ampi e aperti, adesso le persone cercano zone che possano assicurare privacy per incontri e conference call”.

Già, lavorare da casa ha obbligato tutti a riorganizzare gli ambienti. Soprattutto negli appartamenti dalle piccole metrature o dagli spazi aperti. Da qui nasce l’idea di Jak Studio. Dall’obiettivo di creare un arredo flessibile e agevole per chi lavora da casa.

Come si compone il progetto

Jak Studio è partito dal divano-letto, sviluppando il concept ulteriormente. Il risultato è uno spazio di lavoro compatto, che offre tutto l’essenziale per lavorare.

Quando è un sofà, L20 ha il classico aspetto di un divano a L, composto da due parti divise al centro. Facendo scorrere le due parti lungo i binari, il divano si sposta dalla posizione orizzontale a quella verticale trasformandosi in un ufficio privato o in un intimo spazio per le riunioni. A fine giornata, il tutto può ritornare in posizione orizzontale e diventare addirittura un letto. 

All’interno dell’ufficio ci sono una scrivania, una lampada da lettura, una porta USB, un caricabatteria e un pannello in sughero su cui appuntare promemoria. 

Insomma, una piccola oasi dove concentrarsi realizzata, per giunta, in un tessuto fonoassorbente che la rende perfetta non solo per contesti abitativi ma anche pubblici. 

L20 attualmente è un concept. Jak Studio sta cercando un partner commerciale per produrlo, con l’obiettivo di donare i profitti all’Architects Benevolent Society.

Volex: il divano modulare volto a ridurre gli sprechi.

Pensato per poter essere spostato, montato, capovolto e ribaltato, Volex è un divano componibile che si adatta alle necessità di tutti.

Realizzato dallo studio di architettura BIG – Bjarke Ingels Group per l’azienda danese Common Seating, Volex non è il classico divano, ma un pezzo di arredamento che insegna quanto sia importare modificare l’ambiente in cui viviamo. Soprattutto in un momento storico in cui si è inclini a modificare velocemente la configurazione e l’estetica degli ambienti.

Nell’ideare Volex, lo studio Big ha preso ispirazione non solo da diversi progetti di sua firma, come la Lego House in Danimarca e il Serpentine Gallery Pavilion di Londra, ma anche da fonti non convenzionali, come lo stile pixelato dei videogiochi Minecraft. Come ha spiegato Jakob Lange, partner del Bjarke Ingels Group, “il design del divano si basa sul concetto di un pixel tridimensionale, noto come Voxel”.

Come è composto il sistema Volex

Il sistema modulare, composto da quattro parti principali – braccioli, schienali, sedili e gambe – consente di ottenere diverse configurazioni di seduta. Dal pouf, alla poltrona fino al divano di grandi dimensioni, Volex si adatta alle necessità e allo spazio domestico dell’utilizzatore finale. È dunque un elemento di arredo, flessibile e pratico, che si monta come una costruzione di mattoncini. Un prodotto che trasforma la fase di montaggio in un momento ludico, legando emotivamente il consumatore al suo oggetto.

Voxel è un divano confortevole, che si presta anche a ridurre gli sprechi, i proprietari infatti, possono sostituire o riparare parti rovinate, invece di buttare via l’intero divano. Inoltre i singoli pezzi vengono realizzati e spediti su richiesta, in modo da produrre solo ciò che è necessario.

Editor: Simona De Felice

www.commonseating.com/voxel

House of Finn Juhl riedita Little Mother, il divano progettato dal grande designer danese Finn Juhl nel 1945.

Il 2020 parte con un progetto importante per House of Finn Juhl. Si tratta della riedizione di Little Mother, il divano disegnato da Finn Juhl nel 1945, qualche anno dopo il più celebre Poet sofa.

Little Mother, che deve il suo nome al fumetto danese “The Poet and The Little Mother” dell’illustratore Jørgen Mogensen, ha alle spalle una storia curiosa. Una storia che inizia con un regalo. Già, tutto comincia quando Niels Vodder, che produceva all’epoca i mobili di Finn Juhl, dona il prototipo di un piccolo divano di Juhl alla figlia Kirsten, sposata con il poeta Frank Jæger. L’illustratore Jørgen Mogensen era un amico intimo della famiglia ed era solito trascorrere molto tempo nella loro casa. Proprio quella casa e quel divano, su cui pare Jæger trascorresse molto tempo disteso a meditare, hanno ispirato il fumetto “The Poet and The Little Mother”.

Secondo alcuni il divano che appare nel fumetto è una versione stilizzata di Poet. Secondo altri si tratta proprio di Little Mother. Quale che sia la verità, House of Finn Juhl ha deciso di ribattezzare il sofà Little Mother. D’altronde, se c’è stato un Poeta ci deve essere anche una Piccola Madre, raccontano dall’azienda.

Un divano che abbraccia il corpo

Little Mother è fatto interamente a mano, con attenzione a ogni più piccolo dettaglio. Caratterizzato da linee avvolgenti che abbracciano il corpo, garantisce una postura confortevole in qualunque posizione. La forma organica e il rivestimento aderente rendono scultoreo l’aspetto del divano.

Little Mother è disponibile in 2 misure, con rivestimento in tessuto e gambe in legno di quercia, noce o in metallo verniciato nero.

Un sofà dalla bellezza senza tempo, che magari potrebbe esaltare la nostra vena poetica.

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Conoscevamo l’altalena e la sedia a dondolo, conoscevamo anche i dondoli cigolanti che solitamente circondano le piscine. Ma dobbiamo riconoscere alla portoghese Myface di averci stupiti con questo progetto.

Si tratta di Fable swing, il divano a dondolo adatto sia per gli interni sia per l’outdoor e disponibile in diverse dimensioni e finiture.

C’è la poltrona larga 110 cm, per chi vuole dondolarsi da solo o “abbracciato” al proprio amato, c’è il sofà da 178 cm, per chi preferisce una posizione più comoda, e c’è infine il divano a tre posti, perfetto per una rilassante chiacchierata tra amici.

Per adattarsi e resistere al meglio anche alle intemperie, il rivestimento è in tessuto acrilico impermeabile: le corde di sospensione sono in cuoio sintetico mentre i dettagli sono in acciaio laccato o in finitura rame.

www.myface.eu

Belmer SofaDisegnato da Matteo Cibic, Belmer Sofa è il divano di JCPUniverse nato per stupire e per stimolare alla scoperta.

Un oggetto di meraviglia, che come uno scrigno ingigantito, si rivolge a chi lo usa come un organismo alieno, proveniente da una galassia ancora tutta da scoprire.

Il divano Belmer si contraddistingue come una grande pietra costituito da due scocche di diverso materiale.

La struttura in legno placcato in metallo liquido oro, si contraddistingue ai colori sgargianti in velluto. Brillanti e di classe, sono perfetti per ambienti di stile e non convenzionali.

Isole che si sposano con ambienti domestici e non.

A completamento dei moduli divani, arriva anche il coffee table, anche lui colmo di contemporaneità, tra arte e design.Belmer Sofa

Insomma, una collezione tutta da scoprire.

Crediti fotografici: Silvio Macchi

wwww.jcpuniverse.com

 

divano modulareCasa Moroso conferma la sua presenza a Orgatec, presentando per la prima volta sul mercato il divano modulare Tape, firmato Benjamin Hubert.
Un prodotto innovativo tra moda, tecnologia e sostenibilità, in cui piccoli scampoli di tessuto prendono vita e si uniscono dando forma a un sistema di sedute e tavolini.divano modulare
Filo conduttore è, letteralmente, un nastro in poliuretano, usato solitamente per l’abbigliamento sportivo come snowboard e sci. Una caratteristica fortemente estetica che assume un ruolo fondamentale nel divano modulare.

Il divano modulare Tape

Tape è composto da una serie di blocchi tra sedute, braccioli e schienali, che possono essere combinati tra loro creando combinazioni diverse.divano modulare
Ogni singolo elemento viene unito insieme all’altra da un nastro di poliuretano in contrato, che assolve un importante e marcante funzione estetica e costruttiva.
Il sistema modulare Tape si configura come un prodotto intelligente e all’avanguardia, creato guardando verso il consumo e il riuso di alta qualità.
Contro gli sprechi: Benjamin ha scelto di utilizzare stracci di scampoli Kvadrat che di solito vengono scartati durante il processo di rivestimento e vengono trattati come prodotti di scarto. Se invece vengono saldati a caldo insieme al nastro tipicamente sportivo, gli scampoli danno vita a rivestimenti colorati complementari e contrastanti, perfetti per qualsiasi ambiente e stile.divano modulare

Utile e contenitivo

A completamento del divano modulare, il tavolo Tape contrasta il disegno grafico con una struttura d’acciaio tubolare, perfetto per riporre riviste, giornali, e piccoli oggetti.
Il tavolo di abbina a tutta la collezione tramite il ripiano in tessuto, saldato anch’esso con il nastro in poliuretano. Il pannello può essere personalizzato in diversi colori e materiali.

www.moroso.it
www.layerdesign.com

 

Ditre Italia presenta Kailua, la tradizione artigianale incontra il design

Il divano Kailua è il nuovo progetto dell’architetto Daniele Lo scalzo Moscheri per Ditre Italia. Kailua è una collezione di sedute comoda ed elegante iche si inserisce perfettamente nella filosofia del designwear lanciata da Ditre Italia, che fa di ogni progetto un sistema altamente personalizzabile e fruibile in diverse modalità.

Il divano Kailua di Ditre Italia fa parte delle nuove proposte presentate in occasione del Salone del Mobile 2018, tutte caratterizzate da una grande attenzione ai particolari e dalla trasversalità delle funzioni. Un’idea che, insieme a quella del designwear, si propone di creare continuità di stile e omogeneità di linguaggio all’interno del paesaggio domestico.

La caratteristica più evidente della collezione Kailua è la sua idea di leggerezza, che crea un effetto sorpresa nell’osservatore. I cuscini sembrano infatti galleggiare su una superficie sottile, a sua volta sostenuta da un telo metallico invisibile. La continuità dei cuscini ne massimizza il comfort. Le proporzioni di seduta e schienale consentono diversi tipi di fruizione, che rendono Kailua adatto sia ai momenti di conversazione sia a quelli di massimo relax.

L’avvolgente telaio perimetrale del divano Kailua può essere rivestito in pelle o in tessuto. I cuscini dello schienale possono essere a contrasto o in tinta con la seduta. Tutto questo per sottolineare la sua modularità e la sua grande flessibilità, in grado di offrire la massima libertà compositiva

A completare il total look della collezione Kailua di Ditre Italia è disponibile la collezione di tavolini disponibili in diverse altezze e dimensioni. La loro struttura slanciata da base ai piani tondi, singoli o a doppia altezza. I top possono essere in eucalipto marrone o grigio cenere, con il profilo smussato. La panca dal perimetro asimmetrico diventa un piano sovrapponibile agli elementi imbottiti e un accessorio che può servire da portariviste o da mini-scrittoio.

Per ulteriori informazioni, consultate il sito dell’azienda.

In collaborazione con Ditre Italia

 

Beatle è una proposta davvero interessante che descrive un divano che ha la particolarità di avere uno schienale girevole.

Spesso, per risolvere alcune esigenze di spazio o di comodità, vengono presentati divani componibili che cercano di aiutare l’utente ad avere più possibilità di combinazioni. In questo modo con pochi gesti si riesce ad avere una soluzione d’arredo che offre diverse opportunità.

I due designer di interni provenienti da Istanbul, Burak Aykan e Nur Erylmaz, presentano invece un’idea di divano che sì, cerca di soddisfare esigenze diverse, ma lo fa seguendo un’altra ottica.

Beatle è un divano mutevole. Il suo schienale è davvero inaspettato, perché slitta su tutto il perimetro della struttura.

In questo modo il divano potrà essere comodo in qualsiasi occasione, sia per ospitare più persone, sia come chaise longue.

Meda, il divano letto trasformabile

Meda è il divano letto trasformabile che incarna l’essenza del design italiano, da chi l’ha progettato a chi l’ha prodotto, dai materiali e dall’estetica.
Internoitaliano e l’azienda produttrice BertO uniscono le proprie capacità per la creazione di un prodotto che, diciamolo, fa proprio sentire a casa.

Il concept

Un divano letto trasformabile che si adatta a qualsiasi esigenza del momento: guardare la tv, o l’isolamento, o leggersi un libro, o dormire, o far giocare i bambini! Ogni attività richiede la propria posizione, e Meda risolve ogni problema.
Basta semplicemente spostare i cuscini, che come moduli rettangolari si muovono all’interno della struttura in multistrato di pioppo.

Libera la tua creatività

Un divano, una chaise longue, un letto… Meda può essere tutto quello che volete!
Un design semplice e intuitivo che gioca sulla creatività e sull’essenza dell’abitare italiano.
E allora, prego, accomodatevi pure e lasciatevi ispirare!

www.internoitaliano.com
www.bertosalotti.it

IL SISTEMA DI SEDUTE HORIZON: DESIGN ARIK LEVY, 2005

Horizon è un iconico sistema di sedute disegnato nel 2005 da Arik Levy per Baleri Italia. Un prodotto che ha segnato la storia del brand tanto da essere ripresentato, 12 anni dopo, con un tocco di novità. Non nella forma, ovviamente, ma nel look.

IL NUOVO HORIZON

Il divano e le poltrone Horizon, infatti, sono statii reinterpretati dall’art director dell’azienda, Aldo Parisotto, che li ha vestiti con un abito dai colori meno accesi e in linea con le tendenze del momento: una serie di gradazioni più tenui e delicate sui toni del grigio e del verde. I materiali invece restano gli stessi. Pelle per il rivestimento della struttura e per i bordi e tessuto per i rivestimenti del cuscino lombare e della seduta.

Il sistema componibile Horizon di Baleri Italia è composto da divano a due o tre posti, poltrone e pouf coordinati.

La realizzazione conferma le scelte di qualità dei prodotti Baleri Italia: struttura in legno multistrato, imbottiture in schiuma poliuretanicha a varie densità e rivestimento in tessuto, tessuto tecnico, pelle o ecopelle.

www.baleri-italia.it

 

Lift-Bit è il divano digitale che fa percepire come davvero la tecnologia sta cambiando le nostre vite.

Immagina una casa che si adatta da sola alle tue esigenze, anche prima che rientri da lavoro. Non si parla solo di domotica, ma di tutti gli oggetti che hanno circondato le nostre giornate e che improvvisamente prendono vita.

Questa è stata un’idea dello studio Carlo Ratti Associati in collaborazione con Opendot Fablab.

Lift-Bit è un divano composto da diversi moduli esagonali che si alzano e si abbassano per creare le configurazioni più svariate e dare vita a una chaise longue che diventa una serie di poltrone, o un letto completamente piatto, o addirittura un parco gioco per bambini.

Tutto avviene grazie a un’interazione diretta, semplicemente agitando la mano a pochi centimetri dallo sgabello, e all’applicazione collegata, tramite la quale l’utente può impostare la dimensione e la forma del proprio divano in qualsiasi momento, anche da remoto.

Combinando in maniera semplice ma intelligente un oggetto comune con il grande mondo della tecnologia e dell’IoT, Lift-Bit permette di assumere diverse impostazioni, adatte per ambienti di casa e ufficio.

Lift-Bit non è nuovo nel mondo del design: se una nuova versione è stata presentata quest’anno durante il Salone del Mobile, già nel 2016 si è affacciata la prima edizione, studiata in collaborazione con casa Vitra.

www.lift-bit.com