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Dal 3 al 5 settembre a Copenhagen va in scena 3daysofdesign, l’appuntamento annuale dedicato al design e all’arredamento danese. Ecco qualche novità.

Sostenibilità. Economia circolare. Salvaguardia del Pianeta. Sono questi i temi al centro della nuova edizione di 3daysofdesign, l’appuntamento annuale dedicato al design danese in programma dal 3 al 5 settembre 2020. 3 giorni di presentazioni e mostre che rappresentano un bel ritorno agli spazi fisici, dopo i lunghi mesi di chiusure causati dal Covid-19.

Gli espositori spaziano dalle piccole e innovative start up a brand affermati e conosciuti in tutto il mondo. Design danese, soprattutto, ma anche tante aziende internazionali.

Vediamo insieme qualche novità.


Le novità da 3daysofdesign


Plint, TAKT

Porta la firma di Cecilie Manz Plint, il nuovo tavolino in legno del brand danese TAKT. Composto solo da due parti, Plint viene spedito in confezioni ultrapiatte e poi facilmente montato sul posto. Per comporre il tavolino è sufficiente unire top e base con giunti in pelle conciata al vegetale. Un sistema di assemblaggio semplice e veloce, in linea con il modello di business sostenibile e accessibile di TANKT. Tutti i mobili di TANKT sono infatti spediti smontati, così da ridurre i costi e l’inquinamento legati al packaging, allo stoccaggio e al trasporto.

Il tavolino Plint sarà in vendita da ottobre. (taktcph.com)


Momento, Bent Hansen

Momento è la prima sedia in legno prodotta da Bent Hansen, azienda danese con oltre 70 anni di esperienza nella produzione di mobili imbottiti. Il progetto, firmato dall’architetto portoghese Mariana Amado Trancoso, sfida il modo tradizionale di progettare una sedia da pranzo. Lo schienale non è infatti fissato alla seduta, ma si incontra con i braccioli. “Momento è stata disegnata per dialogare con lo spazio che la circonda”, racconta la designer. “Le linee decise della sedia richiamano elementi come pareti, porte e soffitti”.

Momento sarà disponibile dalla fine del 2020. (benthansen.net)


Islets, Fredericia

Minimalismo scultoreo. Possiamo riassumere così Islets, la serie di tavoli progettata da Maria Bruun per Fredericia. Una collezione dove le linee minimali convivono con una forte presenza scultorea, parte dell’indagine condotta da Maria Bruun sulla materialità monolitica nel design di arredo.

Islets comprende tre tavoli: coffee table, side table e tavolo da pranzo. Tutti realizzati artigianalmente in legno di quercia massiccio e rifiniti con olio naturale. “Il mio amore per il legno massello è chiaramente espresso in Islets. Io credo nella sostenibilità attraverso la qualità. Creare un complemento d’arredo bello a vedersi e con dettagli ben pensati, realizzato con la migliore lavorazione artigianale e con materiali di alta qualità”, racconta Maria Bruun. (www.fredericia.com)


Rely, &tradition

Rely è la nuova sedia di &tradition, con base in acciaio e scocca in plastica riciclata al 100%. Il progetto, firmato da Hee Welling, ha richiesto circa 1 anno per la ricerca dei materiali giusti. Le scocche nere sono create con i pannelli di plastica trovati all’interno delle automobili, per quelle colorate sono stati invece impiegati gli scarti post industriali. Anche il processo di costruzione della sedia è pensato in chiave sostenibile. Gli elementi che compongono Rely si smontano infatti facilmente, così da rendere semplice riparare i pezzi danneggiati e prolungare il suo ciclo di vita. (www.andtradition.com)


Elegance Chair, Asahi Wood

2.1 chili di pura eleganza. Parliamo di Elegance, la sedia disegnata dal designer danese Hans Sandgren Jakobsen per l’azienda giapponese Asahi Wood. Una sedia leggera ed elegante che vanta due illustri riferimenti: la mitica sedia Superleggera di Gio Ponti e la grande icona del cinema e indiscussa maestra di stile Audrey Hepburn. La struttura di Elegance sfrutta la naturale leggerezza, flessibilità e resistenza del legno di frassino. La seduta è finemente intrecciata con un filo di poliestere nero. Le gambe sono cave per ridurre al minimo il peso.

Elegance è disponibile con o senza braccioli. La collezione comprende anche un tavolo da pranzo, una panca, un divano, un tavolino e un mobile per la TV. Per una casa all’insegna della leggerezza. (www.asahiwood.co.jp)


Crofton Stool, Please Wait to be Seated

Legno di pino. È questo il materiale usato per Crofton, la collezione di sgabelli disegnata da Daniel Schofield per Please Wait to be Seated. Un legno molto diffuso nei Paesi nordici caratterizzato da un gran numero di venature, che potrebbe aprire una nuova strada nel design d’arredo scandinavo. Lo sgabello è proposto in pino nordico naturale o tinto nero, con seduta rivestibile in diversi materiali. Le altezze disponibili sono 3. Il nome? Un riferimento a Crofton Park, la zona di Londra dove abita Daniel Schofield. (www.pleasewaittobeseated.com)


Rotben, Ferm Living

Alluminio pressofuso 100% riciclato per Rotben, il tavolino/sgabello di Ferm Living creato in collaborazione con l’artista norvegese Øfstedal Eng. Un complemento d’arredo scultoreo, che gioca sul contrasto tra la forma organica delle gambe e il materiale grezzo impiegato. Forme organiche e materiali naturali che caratterizzano tutta la nuova collezione 2020 di Ferm Living. (fermliving.com)


I divani più iconici del design scandinavo? Da Poet Sofa di Finn Juhl a Cloverleaf di Verner Panton, ecco i divani che hanno fatto la storia.

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con le icone del design scandinavo. Il nuovo focus è dedicato ai divani, un arredo a cui è legato il nome di alcuni fra i più celebri designer del mondo nordico. Dai progetti firmati negli anni ’40 da Finn Juhl e Børge Mogensen, passando per i capolavori anni ’50 di Hans J. Wegenr e Arne Jacobsen, fino ai divani dalle forme sinuose di Verner Panton della fine degli anni ’60.

Ecco la nostra selezione.


I DIVANI PIÙ ICONICI DEL DESIGN SCANDINAVO


Poet Sofa (1941)

Apriamo la nostra rassegna sui divani più iconici del design scandinavo con Poet Sofa di Finn Juhl. Presentato alla Copenhagen Cabinetmakers‘ Guild Exhibition nel 1941, Poet è una evoluzione della poltrona Pelican lanciata nel 1940. Si tratta di un divano 2 posti compatto e funzionale, pensato per piccoli appartamenti. Le sue forme avvolgenti lo rendono simile a un abbraccio. Poet è prodotto da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)


The Spoke-Back Sofa (1945)

Disegnato da Børge Mogensen nel 1945, The Spoke-Back è un ibrido fra un daybed e un divano. Grazie all’utilizzo di cinghie in cuoio, un lato del sofà è infatti reclinabile. Questo mix fra divano, letto da giorno e chaise longue richiedeva tuttavia una costruzione troppo complessa per l’epoca. Per questo The Spoke-Back dovrà aspettare il 1963 per entrare in produzione. Oggi è prodotto da Fredericia. (www.fredericia.com)


Baker Sofa (1951)

Il divano Baker è progettato da Finn Juhl nel 1951 per Mr. Hollis Baker, un produttore di mobili del Michigan. Il lavoro di Juhl viene conosciuto negli Stati Uniti grazie a un articolo di Edgar Kaufmann Jr., collezionista d’arte e direttore del Dipartimento di Design Industriale del Museo di Arte Moderna di New York. Baker è un divano dalla forma scultorea con un dettaglio che lo rende unico: lo schienale e la seduta sono separati con la struttura in legno a vista. È prodotto da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)


CH72 Sofa (1952)

Disegnato da Hans J. Wegner nel 1952 e presentato nello stesso anno alla Danish Furniture Design a Copenaghen, il divano CH72 è tornato in produzione nel 2018. Si tratta di un divano 2 posti compatto, perfetto per ambienti dalle metrature ridotte. È costituito da una struttura sottile rivestita, gambe affusolate in legno massello, una seduta con cuscini removibili. Il tratto distintivo del sofà CH72 sono le maniglie arrotondate in legno massello sui braccioli. Un dettaglio che facilita lo spostamento del divano. È prodotto da Carl Hansen & Søn. (www.carlhansen.com)


No. 1 (1955)

Disegnato da Børge Mogensen nel 1955, il divano No.1 segna l’inizio della collaborazione del grande designer danese con Fredericia. Il progetto coniuga un’estetica minimalista ed elementi tipici degli anni ’50 con dettagli funzionali innovativi, come i cuscini removibili e intercambiabili. Un divano dal carattere intimo e familiare che trascende le mode, prodotto ancora oggi da Fredericia. (www.fredericia.com)


Swan Sofa (1958)

Progettato nel 1958 per arredare il leggendario SAS Royal Hotel di Copenhagen, il divano Swan di Arne Jacobsen si caratterizza per le forme morbide e organiche. Assente per diversi anni dal mercato, il divano Swan è stato reintrodotto nel 2000 riscuotendo grande successo grazie alla sua funzionalità e bellezza scultorea. Il rivestimento è disponibile in un’ampia gamma di tessuti e pelli, la struttura è in alluminio satinato. È prodotto da Fritz Hansen. (fritzhansen.com)


PK31 (1958)

Alla ricerca della forma ideale Poul Kjaerholm progetta PK31, una collezione di divani e poltrone dal design minimale. Composto da un telaio in acciaio cromato opaco e da un rivestimento in pelle, questo divano è una perfetta sintesi di eleganza e comfort. PK31 è prodotto da Fritz Hansen, ed è disponibile come divano due posti o tre posti. (fritzhansen.com)


Kiki (1960)

Tubi ovali in acciaio per la struttura, seduta e schienale dalle linee pulite. Parliamo di Kiki, il divano firmato da Ilmari Tapiovaara nel 1960. Un sofà dal design essenziale che rappresenta un punto di svolta nel lavoro del designer finlandese, precedentemente caratterizzato da forme organiche. A distinguere Kiki sono, però, anche le sue dimensioni compatte, che lo rendono ideale per gli ambienti piccoli. La collezione comprende anche una panca, una lounge chair e un tavolino. Kiki è prodotto da House of Fin Juhl. (finnjuhl.com)


Cloverleaf (1969)

Progettato da Verner Panton nel 1969 e presentato nel 1970 alla mostra Visiona 2 di Colonia, il divano Cloverleaf è stato rieditato oggi da Verpan. Si tratta di un sistema modulare che può dare vita a diverse configurazioni. I moduli dalle forme ondulate creano una serie di nicchie, rivolte in modo alternato verso l’interno o verso l’esterno. Cloverleaf si compone di una struttura in legno ricoperta da uno strato di schiuma ad alta resistenza, e può essere rivestito con un’ampia gamma di tessuti. (www.verpan.com)


Coupé sofà (1971)

Il divano Coupé è creato da Børge Mogensen nel 1971, ispirandosi alle sedie dei portieri d’albergo britannici. Caratterizzato da uno schienale alto con ali laterali, il divano offre un rifugio intimo e accogliente all’interno di ampi spazi aperti. Il nome Coupé fa riferimento al suo design avvolgente simile a quello delle sedute nelle cuccette di prima classe dei treni. È prodotto da Fredericia. (www.fredericia.com)


SCOPRI ANCHE LE SEDIE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO E LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

 

Le sedie più iconiche del design scandinavo? Dalla Wishbone Chair di Hans J. Wegner alla Panton Chair di Verner Panton, ecco le sedie da conoscere.

“Mi è stato spesso domandato come abbiamo creato lo stile danese moderno. La mia risposta è che non è stato niente del genere. Piuttosto che di creazione si è trattato di un processo di purificazione e di semplificazione che ha ridotto gli elementi all’essenziale: quattro gambe, una seduta e un corpo unico per schienale e braccioli. La Sedia.”

È con una citazione del grande designer danese Hans J. Wegner che apriamo il nuovo focus sulle icone del design scandinavo. Il nostro secondo capitolo è dedicato infatti alle sediel’arredo a cui è legata in modo indissolubile la fama di Wegner, che nel corso della sua vita ha disegnato più di 500 sedie. E il cui rigore formale e la straordinaria capacità di lavorazione del legno incarnano l’essenza del design scandinavo moderno.

La storia del design scandinavo, però, non è rappresentata solo da linee pulite e materiali naturali. È fatta anche di plastica, forme scultoree e colori accesi. Lo dimostrano, per esempio, le poltrone futuristiche del maestro finlandese Eero Arnio o le sedute pop del designer danese Verner Panton.

La nostra rassegna sulle sedie più iconiche del design scandinavo non è dedicata, dunque, solo al design nordico moderno. Parte dalla fine degli anni ’20 per arrivare fino agli anni ’60 con le sperimentazioni di Verner Panton, dove le 4 gambe in legno lasciano il posto a un unico corpo in plastica.

Ecco la nostra selezione.


Le sedie più iconiche del design scandinavo


Chair 611 (1929)

Apriamo la nostra rassegna sulle sedie più iconiche del design scandinavo con Chair 611 del grande architetto e designer finlandese Alvar Aalto. Composta da una solida struttura in betulla con seduta e schienale intrecciati in tessuto o pelle, la sedia 611 ha un design confortevole e funzionale. Si tratta di uno dei primi progetti di Alvar Aalto ed è prodotta ininterrottamente dal 1929. (www.artek.fi/)


J39 Chair (1947)

La J39 è la sedia più celebre di Børge Mogensen, maestro del design danese. Una sedia accogliente ed essenziale, pensata per tutti. Il designer danese era, infatti, fautore del design democratico e la J39 fu originariamente progettata per la FDB, la Società cooperativa dei consumatori danesi. Non è un caso, dunque, che il capolavoro di Mogensen sia stato chiamato The People’s Chair e che sia stata una delle sedie più vendute in Danimarca. J39 è realizzata con struttura in legno massiccio e seduta in corda di carta intrecciata. È prodotta da PP Møbler. (www.pp.dk)


Round Chair (1949)

Firmata da Hans J. Wegner nel 1949, la Round Chair entra nella leggenda nel 1960, facendo la sua comparsa nel primo confronto televisivo fra John F. Kennedy e Richard Nixon, durante la corsa alla presidenza degli Stati Uniti d’America. È in quell’occasione che gli americani la ribattezzano The Chair. Cuore del progetto è il suo schienale in legno rotondo che avvolge la seduta, creando un corpo unico con i braccioli. The Round Chair è prodotta oggi da PP Møbler. (www.pp.dk)


Wishbone Chair (1950)

La Wishbone Chair, conosciuta anche come modello CH24, è una delle sedie più conosciute di Hans J. Wegner. Un design all’apparenza semplice che nasconde un lavoro estremamente complesso. Il suo inconfondibile schienale a forma di forcella è creato grazie a un lavoro artigianale certosino. Per preparare e assemblare tutti gli elementi che compongono la sedia ci vogliono infatti ben 3 settimane, con più di 100 fasi di lavorazione. La seduta è realizzata con 120 metri di corda di carta e richiede circa un’ora per la tessitura. Un capolavoro assoluto prodotto oggi da Carl Hansen & Søn. (www.carlhansen.com)


Ant Chair (1952)

La Ant Chair, conosciuta anche come sedia 3100, è stata progettata da Arne Jacobsen nel 1952. Il nome Ant, che in inglese significa formica, si deve alle sue dimensioni ridotte e allo schienale sagomato che ricorda, appunto, la testa di una formica. La sedia è costituita da gambe in tubolare d’acciaio e da una scocca in multistrato curvato, piegato a vapore. La Ant Chair è disponibile in diverse finiture, sia in legno naturale che laccato, e con due basi diverse: con 3 o 4 gambe. Molto leggera, è impilabile fino a 12 pezzi. È prodotta da Republic of Fritz Hansen(fritzhansen.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR.


Valet Chair (1953)

Tre gambe e uno schienale simile a una gruccia. È Valet Chair di Hans J. Wegner. Il progetto nasce in seguito a una chiacchierata con il professore di architettura Steen Eiler Rasmussen e con il designer Kay Bojesen. L’argomento della conversazione? Come piegare i vestiti in modo più pratico, prima di andare a letto. La produzione prende avvio, però, solo quando il re di Danimarca Frederik IX ordina una sedia per la sua camera. La prima versione di Valet è a 4 gambe, ma Wegner non ne era soddisfatto così ci lavorò su per altri 2 anni prima che il re potesse avere la sua sedia. Valet Chair è prodotta da PP Møbler. (www.pp.dk)


Series 7 (1955)

La Series 7 non è solo una delle sedie più iconiche del design scandinavo. È uno dei pezzi più celebri dell’intera storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua. Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto. È prodotta da Republic of Fritz Hansen(fritzhansen.com)


Grand Prix Chair (1957)

Disegnata da Arne Jacobsen nel 1957, Grand Prix Chair fu presentata nello stesso anno alla Spring Exhibition of Danish arts and crafts al Danish Museum of Art & Design di Copenhagen. All’inizio chiamata modello 3130, la sedia deve il suo attuale nome al premio (Grand Prix, per l’appunto) che ha vinto alla XI Triennale di Milano. Prodotta per anni con base in tubolare d’acciaio, la sedia di Arne Jacobsen è da qualche anno realizzata anche con le gambe in legno. La scocca è proposta in diverse finiture e colori, e con rivestimento in tessuto o pelle. È prodotta da Republic of Fritz Hansen(fritzhansen.com)


Panton Chair (1960)

La Panton Chair di Verner Panton è una delle più celebri icone della storia. La sua forma e il materiale utilizzato la rendono un progetto davvero rivoluzionario nel contesto del design scandinavo dell’epoca. Abbandonate le 4 gambe e il legno, il grande designer danese progetta un corpo fluido realizzato a partire da un unico blocco in polipropilene. Le forme sinuose della Panton Chair seguono quelle del corpo umano, rendendo la sedia molto confortevole. Una vera icona pop esposta nei principali musei del mondo. È prodotta da Vitra. (www.vitra.com)


SCOPRI ANCHE LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO


Gli iconici sgabelli bar di Muuto

Gli ormai celebri sgabelli bar di Muuto si arricchiscono di nuovi colori. Disegnati rispettivamente nel 2013 e nel 2014, gli sgabelli alti Nerd e Visu vengono oggi riproposti in nuove tonalità di tendenza (ed ecologiche) realizzate con colori ad acqua. Il brand danese Muuto si è distinto fin dal suo debutto sia per l’attenzione ai colori più di tendenza, sia per la capacità di radunare i migliori talenti del design. L’obiettivo di Muuto è quello di fornire soluzioni di arredamento improntate alla semplicità e all’eleganza.

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Gli sgabelli bar Nerd, design David Geckeler

La serie di sgabelli bar Nerd presenta tre tipi di sedute: una sedia classica e uno sgabello da bar (Nerd Bar) in due altezze diverse: quest’ultimo è pensato per favorire una postura confortevole anche sedendosi di lato.

La sedia Nerd, disegnata dal tedesco David Geckeler, ha ricevuto diversi premi di design Award 2011 ed è inoltre risultata la vincitrice del premio Muuto Talent Award del 2012. Sia la sedia sia gli sgabelli bar Nerd di Muuto sono costruiti in rovere naturale e disponibili in diversi colori.

Gli sgabelli bar Visu, design Mika Tolvanen

Gli sgabelli alti della serie Visu sono stati invece creati dal designer finlandese Mika Tolvanen. Mika ha curato meticolosamente i dettagli con lo scopo di costruire una sedia lineare e discreta, ma dall’aspetto non scontato. Del resto, Visu significa “precisione” in finlandese.

“Il mio obiettivo era quello di creare un’interpretazione personale della sempre apprezzata sedia in multistrato. Volevo che la mia sedia avesse un carattere schivo e senza tempo, un aspetto familiare ma mai noioso senza sacrificare la funzionalità o l’ergonomia. Penso che ogni dettaglio sia esattamente come debba essere.” La sedia e lo sgabello bar Visu sono disponibili in sette colori e anche in una variante con sedile morbido.

I nuovi colori 2020 degli sgabelli bar Muuto

I nuovi colori 2020 per gli sgabelli bar di Muuto sono 4: Dark Green, Tan Rose, Sand Yellow e Midnight Blue. Oltre a questi, gli sgabelli sono disponibili nei colori rovere naturale, bianco, nero e grigio.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

www.muuto.com

Le poltrone più iconiche del design scandinavo? Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Ball Chair di Eero Aarnio, ecco le poltrone che hanno fatto la storia.

Ci siamo. Dal 4 all’8 febbraio 2020 torna la Stockholm Furniture & Light Fair, la più grande fiera dedicata al design scandinavo. Anche quest’anno Design Street volerà a Stoccolma per partecipare alla fiera. Un appuntamento che nel 2020 si preannuncia ancora più imperdibile. La Stockholm Furniture & Light Fair compie infatti 70 anni. Un compleanno importante che verrà celebrato con una esposizione sui classici del design scandinavo dagli anni ’50 a oggi.

Siamo impazienti di entrare nella macchina del tempo. E proprio per questo abbiamo pensato di partecipare ai festeggiamenti, proponendo una serie di approfondimenti sulle icone del design scandinavo.

Il primo articolo sarà focalizzato sulle poltrone e vi accompagnerà dagli anni ’30 agli anni ’70. Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Egg Chair di Arne Jacobsen, dalla Flag Halyard di Hans J. Wegner alla Etcetera di Jan Ekselius.

Ecco le poltrone più iconiche del design scandinavo.


LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO


Armchair 41, “Paimio” (1932)

Apriamo la nostra rassegna sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con la Paimio di Alvar AaltoNota anche come Poltrona 41, Paimio è disegnata dal grande architetto finlandese nel 1932 per il sanatorio di Paimio, allora dedicato alla cura della tubercolosi. Si tratta di una seduta rivoluzionaria per l’epoca, pensata in funzione delle esigenze dei pazienti. I materiali sono il compensato e il legno lamellare di betulla, considerati più caldi a contatto con la pelle rispetto all’acciaio impiegato in quegli anni dai maestri del Bauhaus. Le forme sono organiche e accoglienti. La seduta è studiata per aiutare i pazienti a respirare più facilmente. Paimio è prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Armchair 400, “Tank” (1936)

Tank, conosciuta anche come Armchair 400, è stata progettata da Alvar Aalto nel 1936 per un’esposizione alla Triennale di Milano. Il nome, che in italiano significa “carro armato”, si deve ai suoi robusti braccioli in betulla lamellare curvata e alle forme piene della seduta. La struttura a sbalzo rende la poltrona flessibile e molto confortevole. Tank può essere rivestita in pelle o in tessuto. È prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Armchair 406 (1939)

Disegnata da Alvar Aalto nel 1939, Armchair 406 è una poltrona essenziale ed elegante. La struttura a sbalzo è in betulla curvata, la seduta è rivestita con una fettuccia in lino. Due materiali naturali che rendono la poltrona calda e accogliente. Poiché il legno cambia nel tempo, i braccioli sono realizzati con un unico pezzo poi diviso a metà, in modo da assicurare stabilità alla seduta anche con il passare degli anni. Armchair 406 è prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Pelican Chair (1940)

Non c’è progetto che riveli l’interesse di Finn Juhl per il Surrealismo più della Pelican Chair. Presentata nel 1940, in occasione della Copenhagen Cabinetmakers’ Guild Exhibition, la poltrona colpì subito il pubblico per le sue gambe robuste e le sue linee inusuali. La sua forma organica ricorda, infatti, quella di un corpo che avvolge un altro corpo. Dopo essere stata dimenticata per molti anni, la Pelican è tornata sul mercato nel 2001, pronta per nuovi abbracci. La Pelican Chair è prodotta da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA PELICAN CHAIR


Flag Halyard (1950)

Una poltrona dall’aspetto futuristico concepita nel 1950, durante un caldo pomeriggio d’estate. Parliamo di Flag Halyard di Hans J. Wegner. Omaggio agli architetti modernisti Le Corbusier e Mies van der Rohe, la Flag Halyard rivela una maestria nel lavorare l’acciaio pari a quella dimostrata da Wegner con il legno, suo materiale di elezione. La Flag Halyard si compone di una struttura in acciaio inossidabile, una seduta in lino, con poggiatesta in tessuto o pelle con cinghie in cuoio, e un caldo rivestimento in lana di pecora. La Flag Halyard è prodotta da PP Møbler. (www.pp.dk)


The Papa Bear Chair (1951)

La Papa Bear Chair è il primo progetto di Hans J. Wegner per l’azienda danese PP Møbler. Disegnata nel 1951, la poltrona è andata in produzione nel 1953 con il nome di Teddy Bear, in riferimento ai suoi braccioli simili alle zampe di un orso. Dopo essere stata fuori produzione per diversi anni, la Papa Bear è tornata a nuova vita nel 2003, prodotta sempre da PP Møbler. (www.pp.dk)


Egg Chair (1958)

Progettata nel 1958 per la hall del SAS Royal Hotel di Copenhagen, la Egg Chair di Arne Jacobsen è diventata una delle poltrone più celebri della storia del design. Come suggerisce il nome, la forma della poltrona richiama quella del guscio di un uovo, di cui il progetto di Arne Jacobsen vuole riprodurre lo stesso aspetto accogliente e protettivo. Oltre all’inconfondibile design a uovo, la poltrona Egg si caratterizza anche per l’innovativa tecnica costruttiva. La scocca è, infatti, ricoperta con un’imbottitura in poliuretano espanso, poi rivestita in tessuto o pelle. Una cosa unica per l’epoca. La poltrona Egg è prodotta da Republic of Fritz Hansen. (fritzhansen.com)


Spanish Chair (1958)

La Spanish Chair, l’iconica poltrona disegnata da Børge Mogensensi ispira alle sedute della tradizione spagnola. Il progetto nasce durante un viaggio in Spagna, dove il grande architetto danese rimane colpito da una poltrona con ampi braccioli e struttura in legno intagliato. La Spanish Chair è stata progettata per Fredericia, azienda con cui Mogensen ha collaborato per tanti anni e che la produce ancora oggi. (www.fredericia.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA SPANISH CHAIR


Ox Chair (1960)

“Dobbiamo stare attenti a non prendere le cose troppo seriamente. Dobbiamo giocare, ma dobbiamo essere seri nel farlo!”. È con queste parole che Hans J. Wegner racconta Ox Chair, una delle poltrone più iconiche firmate dal maestro danese. Il tratto distintivo della poltrona sono le “corna” tubolari, un dettaglio, per l’appunto, giocoso che fa pensare a un bue (ox significa bue in inglese). Progettata da Hans J. Wegner nel 1960, a causa delle difficoltà tecniche nel rivestirla, la poltrona Ox è stata messa in produzione solo nel 1989 da Erik Jørgensen. (erik-joergensen.com)


Wing Chair (1960)

La Wing Chair di Hans J. Wegner è una poltrona imbottita con struttura in faggio e gambe in acciaio inossidabile. Il cuore del progetto è in ciò che non si vede. Il design dello schienale e della seduta permettono infatti una grande varietà di posizioni, assicurando sempre un supporto eccellente alla schiena, alle spalle, al collo e alla testa. Disegnata nel 1960, la poltrona è stata inizialmente prodotta in un numero molto limitato. È stata rilanciata nel 2006 sulla base del disegno originale di Wegner. Oggi è prodotta da Carl Hansen & Søn. (www.carlhansen.com)


Ball Chair (1963)

Una stanza nella stanza: è questa la sensazione che si prova all’interno della Ball Chair di Eero Aarnio. Il suo design avvolgente, infatti, protegge dai rumori e la rende un ambiente raccolto in cui rifugiarsi. Disegnata dal maestro finlandese nel 1963, questa poltrona futuristica è una vera icona pop, protagonista di tanti celebri film e pubblicità. A renderla unica, però, è anche il materiale utilizzato: la fibra di vetro. Una scelta sicuramente controcorrente nel panorama del design scandinavo dell’epoca. La Ball Chair oggi è prodotta da Eero Aarnio Originals, ed è disponibile con  rivestimento imbottito in tessuto o pelle. (www.aarniooriginals.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA BALL CHAIR


CH07 “Shell Chair” (1963)

La poltrona CH07, meglio conosciuta come Shell Chair, è stata disegnata da Hans Wegner nel 1963. Una poltrona così moderna da essere compresa solo dopo 30 anni! Prodotta in una piccola tiratura negli anni 60, Carl Hansen ha deciso infatti di rieditare la poltrona solo nel 1998, con un enorme successo. La bellezza di questa esile poltrona sta nelle sue linee minimali e nella grande cura dei dettagli, tra i quali l’incredibile attaccatura delle sue tre gambe alla scocca. La sua struttura in multistrato curvato era già all’avanguardia negli anni 60. (www.carlhansen.com)


Poltrona PP129 “Web Chair” (1968)

Dopo essere stata dimenticata negli archivi per tanti anni, finalmente l’azienda danese PP Møbler ha rieditato la Web Chair. Questa poltrona-amaca è stata disegnata dal genio di Hans Jørgensen Wegner nel 1968. I suoi tratti distintivi sono gli ampi braccioli in legno massello e lo schienale a rete. (www.pp.dk)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA WEB CHAIR


Etcetera (1970)

Chiudiamo il nostro focus sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con Etcetera di Jan EkseliusDisegnata nel 1970, la poltrona è tornata a vivere nel 2019 grazie a una collaborazione fra Jan Ekselius e il brand svedese Artilleriet. Composta da una struttura in acciaio con sistema a molle Pullmaflex, imbottitura in poliuretano e rivestimento elastico, Etcetera rappresenta un unicum fra le icone del design scandinavo. Oltre alla poltrona, sono disponibili anche una lounge chair e un pouf. (www.artilleriet.se)


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Alla scoperta di Warm Nordic, un giovane brand danese che propone riedizioni dei classici del design scandinavo anni ’50 e ’60.

Il 2018 ha segnato la nascita di diversi brand di design scandinavo. Fra questi, uno dei nomi più interessanti è Warm Nordic, un marchio danese lanciato in occasione della Stockholm Furniture and Light Fair 2018. La fiera che riunisce il meglio del design nordico a cui Design Street partecipa puntualmente da molti anni.

Warm Nordic rende omaggio al design scandinavo degli anni ’50 e ’60, proponendo la riedizione di mobili e complementi firmati da importanti progettisti dell’epoca, come Hans Olsen, Knud Færch, Hans-Agne Jacobsson.

Si tratta di arredi molto popolari in passato nei Paesi scandinavi che da tempo erano reperibili solo in case d’asta o negozi di modernariato. Pezzi non più in produzione, ma ancora molto amati, come racconta Frantz Longhi, il fondatore di Warm Nordic. “Io colleziono design scandinavo da molti anni e ho arredato i ristoranti Kähler con i miei pezzi degli anni ’50 e ’60 scovati nelle aste. In diverse occasioni, gli ospiti mi hanno chiesto di lampade, sedie e tavoli che non erano più in produzione. Così l’idea ha cominciato a prendere forma… Non volevo che le sedute iconiche di Hans Olsen e Knud Færch, o le celebri lampade di Svend Aage Holm-Sørensen, vivessero solo in aste internazionali.”

A partire dall’interesse dimostrato da così tante persone, Frantz Longhi ha deciso quindi di donare una seconda vita a quegli arredi, fondando Warm Nordic.

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La prima collezione di Warm Nordic

La prima collezione presentata dalla giovane azienda danese propone più di 100 pezzi tra arredi, lampade e accessori. Un ricco catalogo in cui le riedizioni degli anni ’50 e ’60 sono affiancate da novità assolute.

A legare vecchio e nuovo, l’uso del teak, l’amore per i colori, la pulizia formale e, soprattutto, la stessa sapienza artigianale nella lavorazione del legno e dei tessuti.

Ecco alcune delle proposte in catalogo.

Gesture Chair, Classic Collection

La sedia Gesture, conosciuta anche come Model 107, è stata disegnata dall’architetto danese Hans Olsen nel 1957. Realizzata con un unico pezzo di legno, a dimostrazione della grande perizia artigianale con cui è stata concepita, è una sedia dal design senza tempo. Il suo tratto distintivo sono i braccioli che, con la loro forma accogliente, invitano a sedersi e a rilassarsi.

Gesture è disponibile interamente in legno o con rivestimento in tessuto.

Fried Egg, Classic Collection

La Fried Egg, nota anche come Model 188, è una lounge chair dalla forma asimmetrica firmata da Hans Olsen nel 1956. Caratterizzata da linee molto avvolgenti, invita al relax solo a guardarla. Il nome? Sembra sia stato suggerito dall’aspetto che assume osservandola dall’alto.

Fried Egg è disponibile in teak, uno dei legni più utilizzati negli anni ’50, e in una ricca gamma cromatica. Per rendere la poltrona ancora più simile a un “uovo fritto”, è possibile mixare anche due colori diversi.

Fringe, Classic Collection

Creata nel 1960 dal lighting designer svedese Hans-Agne Jacobsson, Fringe è un classico che ha conosciuto di recente una rinnovata popolarità. Merito delle frange (una delle grandi tendenze dell’ultimo periodo) che, combinate con l’ottone, danno vita a una lampada elegante e seducente.

Una lampada del passato che, però, attraverso l’uso dei LED, incontra la tecnologia del presente. Disponibile nella versione da tavolo, da terra, a sospensione e da parete.

Runa, Contemporary Collection

Runa è la linea di tavoli disegnata da Isabel Ahm per la Contemporary Collection. Un tavolo in legno massiccio di grande fattura artigianale che sembra arrivare dalla metà del secolo scorso, pur essendo stato progettato ai giorni nostri.

Il design pulito ed essenziale di Runa lo rende adatto a diverse tipologie di ambiente. E lo candida a diventare un nuovo classico in grado di superare i trend e le epoche.

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Flick-Flack: design scandinavo, qualità italiana

Flick Flack è il nuovo sistema di imbottiti disegnato da Anna von Schewen per Dire Italia. Un’ampia seduta, un comodo schienale e un bracciolo che si adattano al corpo per il massimo comfort sono le sue caratteristiche principali. Il suo rivestimento trapuntato, rigoroso ed elegante, è un forte elemento distintivo.

La collezione di divani Flick Flack rappresenta la massima evoluzione in fatto di estetica e funzionalità. Grazie al suo meccanismo nascosto è possibile infatti sedersi e godersi il massimo relax in ogni posizione.

Flick Flack è un sistema semi componibile che offre un’ampia varietà di personalizzazioni. Sia per le diverse finiture, sia per la vastissima scelta dei tessuti.

Il suo stile inconfondibile è stato definito dalla svedese Anna von Schewen. Una progettista che, come tanti designer scandinavi, sa coniugare una forma essenziale e minimale a una grande abilità artigianale. In questo caso declinata nella cura della confezione, in particolare, e nell’attenzione ai dettagli, in senso generale.

Come l’idea del cuscino sul cuscino. Una soluzione semplice che però trasforma il guanciale in una parte strutturale.

Grazie alla sua modularità, il divano Flick-Flack si rende adatto ad ambienti di ogni dimensione, sia privati sia pubblici.

Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito dell’azienda

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In collaborazione con Ditre Italia

I due designer Monica Förster ed Erik Jørgensen uniscono le proprie forze per dare luce a un prodotto che incarna l’essenza del design scandinavo, Savannah.

Si tratta di un divano di alta qualità realizzato a mano da abili esperti artigianali e utilizzando materiali naturali, che esaltano la pulizia formale e minimalista, senza cadere nel banale.

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Savannah è costituito da una struttura in legno che non si lascia completamente nascondere dall’involucro in cuoio, che crea una bellissima e originale cornice al divano. La struttura in legno non riesce a trattenere tutta la sua bellezza all’interno dell’involucro, ed esce fuori rivelando una superba maestria artigianale, che caratterizza il design del divano.

Lo schienale del divano è stato pensato mediamente alto, così da poter garantire comfort e relax in questa seduta che basta solo guardarla per sentirsi accolto e coccolato. Tutto grazie agli invitanti e morbidi cuscini, su cui non si vede l’ora di voler sprofondare.

Un nobile, ma non troppo, divano che si candida come icona del design di Erik Jørgensen, dal suo impatto unico e dalla sua firma prettamente danese.

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www.erik-joergensen.com

www.monicaforster.se

 

Eccomi qui, come ogni anno, a raccontarvi le considerazioni dalla fiera del design scandinavo; quella che ancora oggi considero la mia fiera preferita, la fiera del mobile di Stoccolma.

Definizione corretta e completa, Stockholm Furniture & Light Fair, dato che si definisce la più grande fiera dedicata al mobile e all’illuminazione in stile scandinavo.

Della fiera ho già ampiamente parlato negli editoriali delle scorse edizioni. Voglio invece concentrarmi oggi sullo stile scandinavo perché ci tengo a dare una mia personale risposta a tutti quelli (e sono tanti) che mi hanno confessato di trovare il design nordico tutto uguale.

Ovviamente questa osservazione non è corretta perché tende a banalizzare e a semplificare troppo la cultura del mobile scandinavo che, volente o nolente, è la culla internazionale del design. Se non fosse per i designer danesi che si sono trasferiti negli Stati Uniti, probabilmente anche il grande design americano (gli Eames in prima fila) non sarebbero oggi i grandi maestri che conosciamo.

Riconosco invece che esiste un forte ed evidente filo conduttore fatto di stile, forme, colori, materiali, atmosfere che fanno del design nordico un archetipo incredibilmente “attuale” anche dopo oltre mezzo secolo.

Il design scandinavo

Lo stile innanzitutto. Uno stile che denota una grande sapienza artigianale soprattutto nella lavorazione del legno e dei tessuti. Quello che ammiro del design nordico è la sua straordinaria capacità di interpretare il legno, plasmandone le forme e interpretandole con dettagli di una bellezza che lascia senza parole. Una capacità artigianale che ancora oggi viene studiata e insegnata sia nelle scuole di design sia in quelle di artigianato (già, lì non si vergognano di chiamarsi artigiani e, giustamente, non confondono le due discipline). Scuole che hanno laboratori di tessuto e di ebanisteria che noi ci sognamo e che sono presenti in massa nella sezione Greenhouse della fiera (il Salone satellite di Stoccolma, per intenderci), dedicata alle scuole e ai giovani creativi.

Le forme

Le forme sono pulite, essenziali, private di ogni orpello ma mai fredde e banali. Non solo per la predominanza dei materiali naturali ma soprattutto perché lo stile scandinavo elimina tutto quello che non è necessario fino a lasciare in vista l’essenza, l’anima dell’oggetto. E questo non è facile, perché ad aggiungere si fa in fretta, ma a togliere bisogna essere molto bravi, perché se non lo sei invece di lasciare solo l’anima rischi di lasciare lo scheletro. Il minimalismo poetico contro il minimalismo fine a se stesso. Paradossalmente lo stile scandinavo è molto vicino a quello giapponese, che è in grado di trovare l’essenza in ogni cosa.

I materiali

Lo abbiamo detto: legno e tessuto la fanno da padrone. Guardando la naturale abilità nel lavorare il legno e i tessuti, si capisce come questi due materiali facciano parte da sempre di quella cultura e quanto sia sviluppata in quei popoli l’abilità di lavorarli, di dargli vita trasformandoli in oggetti.

I colori

I colori scandinavi sono tenui, rilassanti, luminosi. Forse per la mancanza di luce, gli interni delle case tendono a essere leggeri, colorati, tutt’altro che cupi. A partire dallo stile Gustavienne, basato sui toni del bianco e dell’azzurro, fino ai giorni nostri, dominati da colori pastello quali il rosa antico, il grigio, l’azzurro polvere, il beige, l’arancione. Colori che giocano tra loro dalle pareti ai rivestimenti dei sofà, dai vasi alle sedie e ai tavoli. Io li trovo rilassanti e, pur amando i toni più vivaci (colori fluo compresi), ne subisco il fascino e l’eleganza mai banale.

Le atmosfere

Cos’ha lo stile scandinavo che tanto colpisce e tanto incanta tutti noi da decenni? La sua semplicità? La sua naturalezza? La sua ingenuità? La sua perfezione? O forse il grande gusto che i nordici hanno nel mettere insieme arredi, oggettistica, complementi… un gusto talmente raffinato da far sembrare ogni angolo della casa uno still life da rivista di decorazione d’interni? Direi tutto questo insieme. E scusate se è poco…

Forse è vero. Lo stile scandinavo è veramente sempre uguale a se stesso. Probabilmente è vera l’osservazione che mi hanno fatto diversi amici e colleghi, tra designer e giornalisti…

Alla Stockholm Furniture & Light Fair, a differenza delle fiere che conosciamo bene (Milano in primis), non c’è la corsa a presentare un pezzo nuovo, un oggetto diverso, un design trasgressivo a tutti i costi. La forza innovativa del design scandinavo (e quindi della fiera di Stoccolma che lo rappresenta così bene) è quella di continuare a stupire rimanendo però sempre coerente, sempre legato al proprio stile, alla propria cultura, alle proprie tradizioni. Proprio qui sta la sua grandezza. Uno stile che riesce a incantare pur rimanendo se stesso. E questo è il motivo per cui, appena tornato dalla Svezia, sto già pensando a organizzarmi per l’anno prossimo.

Una fiera talmente bella che non la perderei per nessuna ragione al mondo.

Prossimamente altre considerazioni sul design scandinavo, sulla fiera e soprattutto sulla splendida mostra dedicata a Eero Aarnio, inaugurata con la presenza del grande designer finlandese durante la Stockholm Design Week, e che ho avuto la fortuna di vedere. Stay tuned!

 

 

Light Tray è un po’ vassoio un po’ portacandele. Un oggetto dalle linee esmplici e geometriche disegnato dalla danese Kristina Kjær. Light Tray è un piccolo vassoio ovale realizzato in legno massello di rovere o di frassino con un cilindro portacandele in ottone o in alluminio.

Il vassoio ha anche uno spazio vuota-tasche dove poter sistemare i piccoli oggetti preferiti. A dimostrare che il design danese, dai grandi maestri degli anni 50 ai giorni nostri, non ha perduto le sue caratteristiche di minimalismo poetico.

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Presentata a Greenhouse l’interessante sezione sella Fiera di Stoccolma dedicata alle scuole e ai giovani talenti, la panca Ask è uno dei progetti presentati dai nove studenti dell’Università KHIB, la Bergen National Academy of the Arts, una delle più importanti scuole di design norvegesi.

Il tema di quest’anno era il legno e gli studenti dovevano presentare prototipi in scala reale realizzati da loro nei laboratori d’arte e di design del college.

Ask, disegnata da Caroline Smedsvig è una panca leggera ed essenziale progettata per offrire una seduta confortevole per la sala da pranzo. L’idea della designer è che noi passiamo un sacco di tempo intorno al tavolo da pranzo, e per questa ragione le singole sedute offrono uno schienale elastico che si può adattare alla postura di chi vi si siede, grazie a un diverso grado di inclinazione. Questo contribuisce a fornire una migliore mobilità della schiena e una migliore posizione ergonomica.

Dala la sua essenziale semplicità, questa panca può essere utilizzata in ogni spazio, pubblico o privato che sia. I materiali sono tutti naturali e sopratatutto di provenienza scandinava, come il legno di frassino bianco norvegese, trattato all’olio olio, l’acciaio laccato e il rivestimento in lana al 100% dell’iconica azienda danese Kvadrat.

I progetti dei 9 studenti (Caroline Smedsvig, Jennifer Cena, Iselin Dubland, Mary Kloosterman, Gard Rorgemoen, Thomas Sivertsen, Louise Von Stromberg, Sølve Westli e Ricardo Sanchez) possono essere visti integralmente su l sito dell’Accademia KHIB

 

Hector, un classico scandinavo rivisitato.

Il duo di design norvegese Anderssen & Voll, ha reinterpretato un classico del design scandinavo prodotto da design Erik Jørgensen e presentato di recente alla Stockholm Furniture & Light Fair.

Anderssen & Voll hanno voluto giocare con un archetipo di Erik Jorgensen, reinterpretandolo e trasformandolo nel divano HECTOR, un prodotto molto particolare caratterizzato da una scocca esterna dalle linee pulite e minimaliste che racchiude al suo interno una seduta decisamente morbida e confortevole.

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“Hector è un sofa classico con un look contemporaneo. Abbiamo pensato a un divano che esprimesse l’anima degli arredi di Erik Jørgensen, ma che fosse allo stesso tempo, molto chiaramente riferibile allo stile Anderssen & Voll “, racconta Torbjørn Anderssen, uno dei due progettisti.

Uno stile di divano moderno completamente diverso del solito, quasi inaspettato per una seduta nordica. “Con i suoi morbidi cuscini e il suo alto schienale, il divano è stato pensato appositamente per offrire all’utilizzatore il massimo relax.

Inoltre le sue linee essenziali si adattano perfettamente alla casa moderna scandinava”, continua il designer, che aggiunge: “Grande comfort e grande design non sono necessariamente incompatibili. Ogni seduta dovrebbe essere modellata in base le proporzioni del corpo: la sfida in un elemento d’arredo è quella di coniugare estetica e forte personalità con il miglior comfort possibile, e penso che in questo caso ci siamo riusciti piuttosto bene”, conclude.

‘Hector’ è disponibile nella versione a due posti e tre posti in una vasta gamma di tessuti.

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www.erik-joergensen.com

 

 

La collezione Box wood è un classico del design scandinavo. Si tratta di un sistema modulare di divani disegnato da Harri Korhonen per l’azienda finlandese Inno.

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Box wood si compone di singoli elementi che si possono unire tra loro mettendo in comune uno dei piedini in legno oppure i braccioli tra le varie sedute. La sue è una forma senza tempo che rende il sistema adatto per le hall di alberghi, negli uffici, nelle banche… Ma Box wood, grazie alle sue linee morbide e al particolare design molto curato e molto “scandinavo” degli elementi in legno, può essere utilizzato anche nelle case private, grazie al suo design minimale, elemento caratterizzante dello stile nordico, e il comfort ottimale offerto dalla seduta.

Sempre della stessa collezione fa parte una serie di panche di diverse lunghezze. I divani e le sedie sono disponibili in diverse dimensioni e con una vasta gamma di rivestimenti.

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Disegnata da Mauro Lipparini per Arketipo Firenze, la poltrona Jupiter si ispira ai modelli scandinavi degli anni 50 e 60.

Pulizia delle forma, cura dei materiali e delle finiture, ricerca del comfort sono i temi he il designer ha condiviso con lo spirito del design nordico. Ma interpretato con materiali nuovi, come il guscio vetroresina.

Ne nasce una poltrona con pouf bella e accogliente, ergonomica e architettonica, caratterizzata da un design leggero e dinamico che va oltre le mode. La struttura è in metallo piegato ad arco per accogliere il guscio in vetroresina. Schienale alto, contrappunti e monoblocchi sagomati in piuma assicurano il massimo comfort.

Jupiter è disponibile in diverse versioni, sia in tessuto sia in pelle.

www.arketipo.com

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).