Le poltrone più iconiche del design scandinavo

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Le poltrone più iconiche del design scandinavo? Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Ball Chair di Eero Aarnio, ecco le poltrone che hanno fatto la storia.

Ci siamo. Dal 4 all’8 febbraio 2020 torna la Stockholm Furniture & Light Fair, la più grande fiera dedicata al design scandinavo. Anche quest’anno Design Street volerà a Stoccolma per partecipare alla fiera. Un appuntamento che nel 2020 si preannuncia ancora più imperdibile. La Stockholm Furniture & Light Fair compie infatti 70 anni. Un compleanno importante che verrà celebrato con una esposizione sui classici del design scandinavo dagli anni ’50 a oggi.

Siamo impazienti di compiere questo viaggio nella macchina del tempo. E proprio per questo abbiamo pensato di partecipare ai festeggiamenti, proponendo una serie di approfondimenti sulle icone del design scandinavo.

Il primo articolo sarà focalizzato sulle poltrone e vi accompagnerà dagli anni ’30 ai ’70. Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Egg Chair di Arne Jacobsen, dalla Flag Halyard di Hans J. Wegner alla Etcetera di Jan Ekselius, ecco le poltrone più iconiche del design scandinavo.


LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO


Armchair 41, “Paimio” (1932)

Apriamo la nostra rassegna sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con Paimio di Alvar AaltoNota anche come Poltrona 41, Paimio è disegnata dal grande architetto finlandese nel 1932 per il sanatorio di Paimio, allora dedicato alla cura della tubercolosi. Si tratta di una seduta rivoluzionaria per l’epoca, pensata in funzione delle esigenze dei pazienti. I materiali sono il compensato e il legno lamellare di betulla, considerati più caldi a contatto con la pelle rispetto all’acciaio impiegato in quegli anni dai maestri del Bauhaus. Le forme sono organiche e accoglienti. La seduta è studiata per aiutare i pazienti a respirare più facilmente. Paimio è prodotta da Artek. (https://www.artek.fi/en/)


Armchair 400, “Tank” (1936)

Tank, conosciuta anche come Armchair 400, è stata progettata da Alvar Aalto nel 1936 per un’esposizione alla Triennale di Milano. Il nome, che in italiano significa “carro armato”, si deve ai suoi robusti braccioli in betulla lamellare curvata e alle forme piene della seduta. La struttura a sbalzo rende la poltrona flessibile e molto confortevole. Tank può essere rivestita in pelle o in tessuto. È prodotta da Artek. (https://www.artek.fi/en/)


Armchair 406 (1939)

Disegnata da Alvar Aalto nel 1939, Armchair 406 è una poltrona essenziale ed elegante. La struttura a sbalzo è in betulla curvata, la seduta è rivestita con una fettuccia in lino. Due materiali naturali che rendono la poltrona calda e accogliente. Poiché il legno cambia nel tempo, i braccioli sono realizzati con un unico pezzo poi diviso a metà, in modo da assicurare stabilità alla seduta anche con il passare degli anni. Armchair 406 è prodotta da Artek. (https://www.artek.fi/en/)


Pelican Chair (1940)

Non c’è progetto che riveli l’interesse di Finn Juhl per il Surrealismo più della Pelican Chair. Presentata nel 1940, in occasione della Copenhagen Cabinetmakers’ Guild Exhibition, la poltrona colpì subito il pubblico per le sue gambe robuste e le sue linee inusuali. La sua forma organica ricorda, infatti, quella di un corpo che avvolge un altro corpo. Dopo essere stata dimenticata per molti anni, la Pelican è tornata sul mercato nel 2001, pronta per nuovi abbracci. La Pelican Chair è prodotta da House of Finn Juhl. (https://finnjuhl.com/)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA PELICAN CHAIR


Flag Halyard (1950)

Una poltrona dall’aspetto futuristico concepita nel 1950, durante un caldo pomeriggio d’estate. Parliamo di Flag Halyard di Hans J. Wegner. Omaggio agli architetti modernisti Le Corbusier e Mies van der Rohe, la Flag Halyard rivela una maestria nel lavorare l’acciaio pari a quella dimostrata da Wegner con il legno, suo materiale di elezione. La Flag Halyard si compone di una struttura in acciaio inossidabile, una seduta in lino, con poggiatesta in tessuto o pelle con cinghie in cuoio, e un caldo rivestimento in lana di pecora. La Flag Halyard è prodotta da PP Møbler. (http://www.pp.dk/index.php)


The Papa Bear Chair (1951)

La Papa Bear Chair è il primo progetto di Hans J. Wegner per l’azienda danese PP Møbler. Disegnata nel 1951, la poltrona è andata in produzione nel 1953 con il nome di Teddy Bear, in riferimento ai suoi braccioli simili alle zampe di un orso. Dopo essere stata fuori produzione per diversi anni, la Papa Bear è tornata a nuova vita nel 2003, prodotta sempre da PP Møbler. (http://www.pp.dk/index.php)


Egg Chair (1958)

Progettata nel 1958 per la hall del SAS Royal Hotel di Copenhagen, la Egg Chair di Arne Jacobsen è diventata una delle poltrone più celebri della storia del design. Come suggerisce il nome, la forma della poltrona richiama quella del guscio di un uovo, di cui il progetto di Arne Jacobsen vuole riprodurre lo stesso aspetto accogliente e protettivo. Oltre all’inconfondibile design a uovo, la poltrona Egg si caratterizza anche per l’innovativa tecnica costruttiva. La scocca è, infatti, ricoperta con un’imbottitura in poliuretano espanso, poi rivestita in tessuto o pelle. Una cosa unica per l’epoca. La poltrona Egg è prodotta da Republic of Fritz Hansen. (https://fritzhansen.com/en)


Spanish Chair (1958)

La Spanish Chair, l’iconica poltrona disegnata da Børge Mogensensi ispira alle sedute della tradizione spagnola. Il progetto nasce durante un viaggio in Spagna, dove il grande architetto danese rimane colpito da una poltrona con ampi braccioli e struttura in legno intagliato. La Spanish Chair è stata progettata per Fredericia, azienda con cui Mogensen ha collaborato per tanti anni e che la produce ancora oggi. (https://www.fredericia.com/frontpage.aspx)

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Ox Chair (1960)

“Dobbiamo stare attenti a non prendere le cose troppo seriamente. Dobbiamo giocare, ma dobbiamo essere seri nel farlo!”. È con queste parole che Hans J. Wegner racconta Ox Chair, una delle poltrone più iconiche firmate dal maestro danese. Il tratto distintivo della poltrona sono le “corna” tubolari, un dettaglio, per l’appunto, giocoso che fa pensare a un bue (ox significa bue in inglese). Progettata da Hans J. Wegner nel 1960, a causa delle difficoltà tecniche nel rivestirla, la poltrona Ox è stata messa in produzione solo nel 1989 da Erik Jørgensen. (https://erik-joergensen.com/en)


Wing Chair (1960)

La Wing Chair di Hans J. Wegner è una poltrona imbottita con struttura in faggio e gambe in acciaio inossidabile. Il cuore del progetto è in ciò che non si vede. Il design dello schienale e della seduta permettono infatti una grande varietà di posizioni, assicurando sempre un supporto eccellente alla schiena, alle spalle, al collo e alla testa. Disegnata nel 1960, la poltrona è stata inizialmente prodotta in un numero molto limitato. È stata rilanciata nel 2006 sulla base del disegno originale di Wegner. Oggi è prodotta da Carl Hansen & Søn. (https://www.carlhansen.com/en)


Ball Chair (1963)

Una stanza nella stanza: è questa la sensazione che si prova all’interno della Ball Chair di Eero Aarnio. Il suo design avvolgente, infatti, protegge dai rumori e la rende un ambiente raccolto in cui rifugiarsi. Disegnata dal maestro finlandese nel 1963, questa poltrona futuristica è una vera icona pop, protagonista di tanti celebri film e pubblicità. A renderla unica, però, è anche il materiale utilizzato: la fibra di vetro. Una scelta sicuramente controcorrente nel panorama del design scandinavo dell’epoca. La Ball Chair oggi è prodotta da Eero Aarnio Originals, ed è disponibile con  rivestimento imbottito in tessuto o pelle. (https://www.aarniooriginals.com/)

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CH07 “Shell Chair” (1963)

La poltrona CH07, meglio conosciuta come Shell Chair, è stata disegnata da Hans Wegner nel 1963. Una poltrona così moderna da essere compresa solo dopo 30 anni! Prodotta in una piccola tiratura negli anni 60, Carl Hansen ha deciso infatti di rieditare la poltrona solo nel 1998, con un enorme successo. Oggi la Shell Chair CH07 viene considerata il capolavoro assoluto di Hans Wegner, oltre a essere una delle poltrone più iconiche del design scandivano. La bellezza di questa esile poltrona sta nelle sue linee minimali e nella grande cura dei dettagli, tra i quali l’incredibile attaccatura delle sue tre gambe alla scocca. La sua struttura in multistrato curvato era già all’avanguardia negli anni 60. (https://www.carlhansen.com/en)


Poltrona PP129 “Web Chair” (1968)

Dopo essere stata dimenticata negli archivi per tanti anni, finalmente l’azienda danese PP Møbler ha rieditato la bellissima e attualissima Web Chair. Questa poltrona-amaca è stata disegnata dal genio di Hans Jørgensen Wegner nel 1968. I suoi tratti distintivi sono gli ampi braccioli in legno massello e lo schienale a rete. (http://www.pp.dk/index.php)

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Etcetera (1970)

Chiudiamo il nostro focus sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con Etcetera di Jan EkseliusDisegnata nel 1970, la poltrona è tornata a vivere nel 2019 grazie a una collaborazione fra Jan Ekselius e il brand svedese Artilleriet. Composta da una struttura in acciaio con sistema a molle Pullmaflex, imbottitura in poliuretano e rivestimento elastico, Etcetera rappresenta un unicum fra le icone del design scandinavo. Oltre alla poltrona, sono disponibili anche una lounge chair e un pouf. (https://www.artilleriet.se/sv/)


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Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, creo contenuti per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "Blog-In" lanciato da IKEA Italia.

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