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Tie&Apron (cravatta e grembiule) è un progetto davvero intelligente partorito dalla mente di Andrés Labi, un designer che vive a Tallinn, in Estonia. Tutto è cominciato nella primavera del 2013, quando Andrés ha disegnato il suo primo grembiule col quale ha partecipato concorso di progettazione “Male Thing”, organizzato dall’Associazione Estone dei Designers. Da allora è stato un successo crescente che ha portato il Tie&Apron a modificarsi fino ad raggiungere la linea attuale.

Pensato originariamente per l’uomo, può essere utilizzato indifferentemente da entrambi i sessi, anche se Andrés sta lavorando ad un modello più sottile per le donne e a una versione più piccola per i bambini. Molti di ristoranti e caffetterie in tutto il mondo lo hanno già adottato personalizzandolo col proprio logo. Tie&Apron è disponibile per ora in due modelli: Barista e Chef, più lungo e dotato di una spaziosa tasca capiente, ed è ordinabile online. Tutti i grembiuli sono realizzati a mano in Estonia, Europa.

www.tieapron.com

Feltology, che si potrebbe tradurre con “feltrologia”, è il concept di un giovane designer italiano, Lorenzo Polo, che vive e studia design in un’università svedese.

Un progetto che, lo dice il nome, ha al centro il feltro, un materiale spesso utilizzato nell’ambito dell’arredamento in modi diversi, anche se il suo ruolo è stato per lo più marginale nella progettazione. Feltology invece, cerca di mettere in evidenza le qualità del feltro e di metterlo in primo piano.  E lo fa sovrapponendo una serie di strati di feltro in vari colori, tenuti insieme dalla resina che tra l’altro indurisce il tessuto che diventa così facile da modellare, tagliare e scolpire.

 

Il risultato non è un prodotto, ma il materiale stesso che può portare ad applicazioni diverse. Le lampade che Lorenzo ha esposto recentemente alla fiera di Stoccolma sono solo uno dei possibili percorsi che questa tecnica può generare.

www.lorenzopolo.com

 

Si chiama Eye of the Light, l’occhio della luce, questo progetto di oggetto luminoso (chiamarlo lampada sarebbe riduttivo) costituito da una maglia di tessuto metallico che riflette la luce. Il design opera è di una creativa di origine polacca: Malgorzata Mozolewska.

Eye of the Light è una lampada che può assumere infinite forme, grazie ad uno speciale tessuto metallico che gioca con la luce. Questo insolito paralume può essere modellato in varie forme organiche che riflettono la luce in maniera sempre diversa.

Dopo una prima versione con la base in marmo, la designer polacca ha creato un secondo progetto aggiornato.

La nuova versione delle lampade Eye of the Light è realizzata sempre con un tessuto metallico intrecciato che però in questo caso presenta due colorazioni diverse per la parte interna e quella esterna. I suoi colori scintillanti sono ottenuti attraverso il processo di zincatura dell’acciaio. Tutta la produzione è fatta a mano in Polonia da artigiani locali.

“Sono interessata alla decorazione che è strettamente correlata alla forma che nasce dalla struttura del progetto” ci racconta Malformata Mozolewska. “In questo approccio mi ispiro alla natura: alle ali delle farfalle, ai pesci, alle piante marine, alle piume degli uccelli, a un fiore magico di felce…”.

Nel caso di Eye of the Light. è il tessuto che fa da ornamento, ma anche i bagliori di luce riflessa la sua superficie e la danza intorno. Le lampade possono essere acquisti sul sito: shop.mmozolewska.com


Foto di Sonia Szostak

 

 

 

www.mmozolewska.com

 

L’eclettico stilista Jean Paul Gaultier, dopo essere stato ispirato dalle sfilate di moda e dalla cultura melting pot delle grandi città, ci presenta la sua personale visione della natura – alternativa, rovesciata, ossidata ma estremamente pura.

Per questa nuova collezione di tessuti prodotta da Lelièvre e chiamata Na-ture et Découverte, Jean Paul Gaultier ha immaginato Oxydation, un vellutino molto delicato dal tocco morbido che contrasta con la rudezza del decoro, ispirato al metallo arrugginito.

Questo morbido tessuto è stato usato da Jean Paul Gaultier nella decorazione dei suoi arredi per la casa.

Come queste lounge chair della collezione Typographia realizzate in Francia da Tabisso, scelte da Jean Paul Gaultier e da Lelièvre per lanciare questo nuovo tessuto.

La collezione Typographia si compone di lounge chair che raffigurano tutte le lettere dell’alfabeto e i numeri, oltre a una serie di lampade da terra che raffigurano più di 20 segni di interpunzione. Un nuovo concetto di mobili divertente e innovative, che permette soluzioni creative di fusione tra l’interior design e la comunicazione.

Un prodotto che, per la sua natura si adatta non solo nelle case, ma anche nel mondo dell’ospitalità: uffici, alberghi, lounge, istituzioni etc.

Molte persone seguono ancora la tradizione di disegnare alberi genealogici e sono curiose di conoscere la propria provenienza e il legame con la famiglia.

Questo tema ha ispirato la designer inglese Iona Inglesby, che è riuscita a combinare il design con l’affascinante mondo della genetica, dando vita a Dot One. Il progetto, nato durante un corso master al Royal College of Art, consiste nella creazione di sciarpe personalizzate dalle texture uniche che ricreano il Dna di ogni cliente.

Il processo è molto semplice: basta richiedere nel sito www.dotone.io il kit per la raccolta del proprio Dna (che si ottiene tramite un tampone boccale che preleva un campione di saliva) che verrà poi mandato per la mappatura in un laboratorio di analisi con cui collabora la designer. I risultati verranno tradotti in un linguaggio binario e memorizzate in una texture che viene riportata nel prodotto finale.

In questo modo le linee e i colori comunicano l’identità di ogni persona e la connessione con gli altri, regalando un forte valore simbolico; il tutto senza dimenticare il richiamo alla cultura inglese.

Iona infatti ha unito al progetto la tradizione del tessuto locale, non solo reinterpretando la fantasia tartan tipica del Regno Unito, ma anche lavorando i prodotti a mano, grazie alla collaborazione con Helen Foot Design.

Il progetto include anche un’infografica e un libro che spiega le basi della genetica, il profilo del Dna, i risultati personali, e la somiglianza con i propri cari.

Moooi lancia la nuova collezione di tappeti. O meglio, Moooi Carpets, una sezione specifica, dedicata alla decorazione dei pavimenti. Dal mese di ottobre saranno in commercio le nuove serie di tappeti del marchio olandese, studiate non solo per l’ambiente domestico, ma anche per il retail e gli ambienti destinati al turismo.

Un progetto che non solo punta alla grafica, ma anche al controllo del colore e delle tonalità proposte, sempre più definite e personalizzate, grazie ad un metodo di stampa ultramoderno, che mixa ben 16 colori e 76 dpi di definizione.

La collezioni, affidate a designer di grido, sono suddivise in due categorie: la collezione Signature, che comprende lavori e grafiche di Pot, Marcel Wanders, Marian Bantjes e Ross Lovegrove, e la serie Moooi Works collection, più semplice e pensata per decorare un ambiente in modo più soft.

Infine, Moooi Carpets lancia la sezione di personalizzazione del proprio tappeto: una vasta gamma di possibilità e di prodotti di alta qualità, grazie alla più recente tecnologia di stampa ad alta definizione, gestito da un team di esperti di esperti, che guideranno la scelta e aiuteranno nella realizzazione del prodotto unico.

http://moooicarpets.com/

Caratterizzata da una lavorazione artigianele e da una mentalità rivolta verso le persone, il lavoro e le relazioni, Cantori ha sotenuto il Progetto di vita della “Fondazione Più di un Sogno” ONLUS, che prevede la realizzazione di cento sedie Miss – un suo best seller – rivestite con cento diverse pezze di tessuto.

I tessuti sono stati stampati a mano, con l’aiuto e la consulenza dell’artigiano Fulvio Luparia, dai ragazzi di VALEMOUR, un marchio sociale la cui missione è favorire l’inserimento di persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva nel mondo del lavoro.

Il tessuto, realizzato a mano dai ragazzi, è stampato a rullo passando più volte sullo stesso tessuto con differenti telai e una pressione variabile, così da creare combinazioni di linee e colori che rendono ogni “tela” unica e diversa dalle altre.

Le grafiche dei telai utilizzati sono ispirate ai motivi dell’artista Sheila Hicks, al motivo paglia di Vienna e alle texture classiche del mondo tessile. I due toni colore sono sabbia e noce o grigio e piombo.

Le cento opere su tessuto sono infine diventate altrettanti rivestimenti per cento sedie Miss, che verranno vendute per sostenere il progetto.

Il risultato è davvero interessante, noi l’abbiamo visto dal vero!

www.cantori.it

www.valemour.it

www.piudiunsogno.org

Tuplet è una lampada da terra disegnata dal giapponese Taeg Nishimoto, realizzata in un tessuto autoportante chiamato Buckram. Si tratta di una maglia di rete impregnata di resina, che di solito è usata per rendere più rigida la struttura interna di cappelli.

Viene modellato a forma esagonale mentre è bagnato ma quando si asciuga diventa una struttura autosufficiente, pur conservando la caratteristica traslucida della rete.

Esistono due configurazioni di base; la prima ha la forma di una torre con una singola sorgente di luce, mentre l’altra ha due sorgenti luminose in basso, collegate tra loro da una struttura a ponte fatta di elementi esagonali. Gli elementi “paralume” sono disponibili in due colori, bianco e nero, e possono essere abbinati in diverse maniere fino a un massimo di 5 unità. La fonte di illuminazione è contenuto nel box di base e la luce, attraversando i vari elementi, proietta contro le pareti crea ombre dinamiche e sempre diverse.

http://cargocollective.com/taegnishimoto/Tuplet

Mio Karo è un tappeto disegnato da Carolina Melis e interamente realizzata a mano in Sardegna. Disponibile in lana o cotone sardo, è realizzato con una particolare tecnica di tessitura tipica zone centrali e orientali della Sardegna, chiamata Pibiones.

Un particolare (e molto complesso) tipo di tessitura a rilievo, dove il disegno deriva dai molti “nodi” sulla superficie ottenuti attorcigliando il filo attorno ad un ago che viene passato orizzontalmente sul telaio; quando l’ago viene estratto, resta questo particolare effetto a rilievo incastrato nella trama. La designer sarda ha interpretato questa antica tradizione con un occhio rivolto al design, creando un grande tappeto (190×250 cm) dai disegni geometrici, con grandi e piccole losanghe, che si ispirano alla tradizione isolana ma anche alla grafica delle avanguardie artistiche del 900. Mio Karo è in vendita sul sito Matter of Stuff.

www.matterofstuff.com