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Ecco i migliori ristoranti di design a Londra. Per non rinunciare al piacere del design neanche a tavola.

Volete scoprire i migliori ristoranti di design a Londra? Vi piacerebbe regalarvi un break nella capitale inglese che possa dilettare al tempo stesso palato e occhi? Lo sappiamo bene, a Londra i locali con interni dall’effetto wow non mancano. Piuttosto il problema è che ce ne sono così tanti da rendere la scelta molto difficile. Proprio per questo abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando per voi una lista dei migliori ristoranti londinesi di designUn mix molto vario unito, però, da un comune denominatore: sorprendere.

Ecco la nostra selezione. E se avete qualche suggerimento da darci, saremo lieti di aggiungerlo alla lista!

Coal Office

Apriamo la nostra rassegna sui migliori ristoranti di design a Londra con il progetto del designer britannico Tom Dixon, ospitato nel suo headquarter, inaugurato durante il London Design Festival 2018. Dopo gli uffici, il flagship store e lo showroom, aperti all’interno dell’ex deposito di carbone a King’s Cross, ha fatto la sua comparsa anche il tanto atteso ristorante Coal Office. Disegnato dallo stesso Tom Dixon, insieme al suo Design Research Studio, l’interno si ispira alla storia del vecchio deposito.

Al piano terra il centro della scena è occupato dagli archi in mattoni originari del XIX secolo. Il primo piano è caratterizzato da pareti in legno brunito e arredi grigio cenere che fanno riferimento a un incendio scoppiato nell’edificio durante gli anni ’70. Mentre il secondo piano ha un aspetto più contemporaneo con grandi pannelli in vetro e accenti in acciaio. A vestire gli interni e ad accompagnare i piatti dello chef Assaf Granit, tanti pezzi di design firmati da Tom Dixon, alcuni dei quali non ancora in produzione.

DOVE: Coal Office, 2 Bagley Walk, Kings Cross, London – https://www.tomdixon.net/story/post/the-coal-office/

Latteria

Tavoli in formica, banconi in zinco, pavimento in seminato, piastrelle diamantate e mattoni a vista: sono questi gli ingredienti di Latteria, il nuovo ristorante progettato dallo studio Vudafieri-Saverino
Partners, che ha recentemente aperto le porte nel quartiere di Islington.

Ispirato alla cultura milanese degli anni ’50, Latteria rivisita in una chiave contemporanea lo stile semplice e autentico delle vecchie latterie meneghine. Il risultato è uno spazio eclettico e dall’atmosfera informale, dove assaporare pasta fatta in casa, risotti, pizza, e altri piatti della tradizione gastronomica italiana.

DOVE: Latteria, 56 – 58 Essex Rd, Islington, London

Duddell’s

Si trova a due passi dal London Bridge, all’interno della ex Chiesa di Saint Thomas, Duddell’s, il fratello minore dell’omonimo ristorante stellato fondato a Hong Kong nel 2013 da Alan Lo, Paulo Pong e Yen Wong. Una location d’eccezione di cui l’architetto Michaelis Boyd ha saputo rispettare l’unicità. Della Chiesa sono rimaste le enormi vetrate colorate e le pareti in quercia intorno all’antico altare. Per il resto Duddell’s sposa un’estetica moderna che ha trovato ispirazione nelle sale da tè di Hong Kong degli anni ’60.  

DOVE: Duddell’s London, 9A St. Thomas Street, Southwark, London – http://www.duddells.co/london/

Bronte

Bronte, il ristorante progettato da Design Research Studio (DRS) sotto la guida creativa di Tom Dixon, richiama il mondo degli esploratori vittoriani e colpisce per la sua architettura: una facciata in vetro ad arco, che porta dal tradizionale terrazzo colonnato a uno spazio a doppia altezza costituito da un soppalco e da una sala più intima, nella parte posteriore. 

Gli interni sono arredati in modo eclettico, mixando colori e materiali diversi. A spiccare, in particolare, il cemento rosa della caffetteria, la cucina in granito verde e il cocktail bar con bancone in peltro. Mentre il tema degli esploratori è raccontato attraverso una raccolta di pezzi da collezionista, scovati in varie parti del mondo. 

DOVE: Bronte, The Grand Building, 1-3 Strand, Covent Garden, London – https://www.tomdixon.net/story/post/bronte-restaurant-the-strand-london/

Omar’s Place

Si chiama Omar’s Place il ristorantefirmato dallo studio inglese Sella Concept, che ha aperto i battenti nel 2018 nel quartiere di Pimlico. A vestire l’interior un accogliente outfit che mescola pareti color terracotta, tavoli con top in terrazzo e materiali preziosi, come il velluto e l’ottone.

Un progetto che si propone di evocare il calore del Mediterraneo, in linea con i piatti proposti nel menù dello chef spagnolo Vincente Fortea. Un mood mediterraneo accompagnato, però, da un tocco nordico attraverso le sedute di Carl Hansen & Søn e di Note Design Studio. 

DOVE: Omar’s Place, 13 Cambridge Street, Pimlico, London – https://www.omarsplace.co.uk/

Yen

Ispirato alla quiete delle foreste di bambù, Yen, il ristorante giapponese affacciato sul Tamigi progettato dallo studio britannico Sybarite, si propone come un’oasi di pace dove disconnettersi dalla frenesia della capitale inglese.  

A caratterizzare gli interni soffitti color cioccolato, arredi in acero grezzo e divanetti in velluto verde. Mentre nella sala per le cene private sono protagonisti soffitti di carta e pavimenti tatami. Un ambiente semplice ed elegante per un’atmosfera in puro stile giapponese. 

DOVE: Yen Restaurant, 190 Strand, London – https://yen-london.co.uk/

Spring

Ospitato all’interno della Somerset House, Spring, il ristorante guidato dallo chef Skye Gyngell, offre davvero ciò che il suo nome promette. Non solo nel cortile, un vero e proprio tripudio di vegetazione primaverile, ma anche negli eleganti interni disegnati dallo studio Stuart Forbes Associates in collaborazione con la sorella di Gyngell, Briony Fitzgerald. Ad accogliervi troverete, infatti, una delicata palette nei toni del bianco e del rosa, una parete decorata con 300 petali in ceramica bianca, opera dell’artista brasiliana Valeria Nascimento, e una incredibile profusione di fiori e piante. Il tutto accompagnato da tanti pezzi di design, come le lampade Atollo di Vico Magistretti e gli chandelier Cloud di Apparatus. 

DOVE: Spring, Somerset House New Wing, Lancaster Place, London – http://springrestaurant.co.uk/

Dirty Bones 

Il nuovo locale della catena Dirty Bones si trova a Soho e mescola lo stile dei loft di Brooklyn con il glamour di Studio 54, la discoteca di Manhattan, celebre per i suoi eccessi, che tra il 1977 e i primi anni ’80 ha accolto tanti scrittori, artisti e personaggi famosi. Il risultato è uno spazio eclettico in cui a superfici grezze si contrappongono eleganti divani in velluto. 

A caratterizzare ulteriormente l’interior: luci soffuse, una tenda nera utilizzata per vestire una parete e una finta libreria dietro cui si nasconde un bagno. Insomma, un ristorante molto instagram-friendly, come dimostra anche il “foodie instagram pack” gratuito fornito su richiesta a ogni cliente. Cosa contiene il kit? Una luce a LED, un caricatore portatile, lenti grandangolo a clip e un bastone da selfie a treppiedi. Un kit perfetto per uno scatto a prova di like. 

DOVE: Dirty Bones, Top Floor, Carnaby St, Soho, London – https://dirty-bones.com/

Sticks ‘n’ Sushi

Ha aperto a King’s Road, nel cuore di Chelsea, il nuovo indirizzo consigliato a tutti gli amanti del design scandinavo. Si chiama Sticks ‘n’ Sushi e no, non si tratta di un ristorante nordico. La cucina è giapponese, ma a disegnare gli interni è stato il noto studio danese Norm Architects. Uno spazio ricco di texture tattili e materiali naturali dove l’estetica scandinava e quella giapponese dialogano alla perfezione.

DOVE: Sticks ‘n’ Sushi, 113-115, King’s Rd, Chelsea, London – https://www.sticksnsushi.co.uk/restaurants/kings_road

Farmacy

Farmacy è il posto ideale per i vegetariani e, in generale, per tutti gli amanti della natura. Infatti in questo ristorante nel cuore di Notting Hill, progettato dallo studio Cada, tutto, dal menù all’interior, è pensato in nome della sostenibilità. I piatti sono al 100% biologici, mentre gli interni sono arredati con legno non trattato, tessuti naturali e tanti pezzi di recupero. Il nome? In perfetta sintonia con il concept del locale, viene dalla parola farm che in inglese significa azienda agricola. 

DOVE: Farmacy, 74 Westbourne Grove, London – https://farmacylondon.com/

Sketch

Non è certo una novità Sketch, ma è uno di quegli indirizzi che non può proprio mancare in una guida sui ristoranti di design a Londra. D’altronde, non si tratta solo di un ristorante, ma anche e soprattutto di una galleria d’arte. A firmare gli interni di questo ristorante-galleria è stata India Mahdavi che, come cornice per le opere d’arte che si succedono ogni due anni, ha deciso di puntare sul rosa e sulla morbidezza del velluto. Un vero incanto dedicato a tutti i romantici e ai sognatori. 

DOVE: Sketch, 9 Conduit St, Mayfair, London – https://sketch.london/

Grind and Co

Si trova a Clerkenwell, in un ex edificio industriale risalente alla fine dell’800, l’ottavo locale della catena Grind and Co. Ed è stato disegnato dallo studio australiano Biasol. 260 metri quadri, sviluppati su due livelli, dove a pavimenti in legno dall’aspetto vissuto si contrappongono sedute in velluto rosa e blu navy, tavoli in marmo e lampade in ottone. Un interno elegante ma rilassato.

DOVE: Grind and co, 2-4 Old St, Clerkenwell, London – http://grind.co.uk/

Dishoom

Le atmosfere dei caffè Irani della Bombay (oggi Mumbai) della metà del ‘900 rivivono in Dishoom, ristorante ricavato all’interno di un ex magazzino ferroviario vicino alla stazione King’s Cross. Un posto pieno di carattere dove, tra mattoni a vista e pareti dall’effetto invecchiato decorate con poster del movimento di indipendenza indiano, trovano spazio tanti pezzi di antiquariato scovati dagli stessi proprietari e dagli interior designer dello studio Macaulay Sinclair, durante due viaggi in India. Per rivivere il fascino della vecchia Bombay. 

DOVE: Dishoom, 5 Stable Street, London – http://www.dishoom.com/

Sosharu 

Porta la firma dello studio cinese Neri & Hu Sosharu, il ristorante e cocktail bar giapponese, gestito dallo chef stellato Jason Atherton. Lo spazio al piano terra si ispira a un classico izakaya giapponese, accogliendo, da un lato, un grande bancone per i pasti in condivisione, e, dall’altro, una sala dove, attraverso l’utilizzo di travi e di schermi in legno, è stato creato un ambiente che ricorda le atmosfere intime di una casa tradizionale giapponese. Al piano inferiore c’è, invece, il cocktail bar dove ritagli di manga e vecchie pubblicità danno vita a una parete grafica che offre uno sguardo più informale e giocoso sulla cultura giapponese. Un mix di suggestioni che si sposa perfettamente con il menù del locale: una cucina classica con qualche sorpresa contemporanea. 

DOVE: Sosharu, 64 Turnmill St, London – http://www.sosharulondon.com/

VyTA Covent Garden

Ha da poco aperto le porte a Covent Garden il primo ristorante londinese di VyTA, la nota boulangerie gourmet nata nelle stazioni italiane. Lo spazio, sviluppato su tre piani e con due terrazze panoramiche, è stato firmato dall’architetto Daniela Colli, che si è ispirata all’architettura italiana degli anni ’60. Ad accogliervi, appena varcata la soglia, troverete pavimenti in marmo policromo, boiserie in legno, superfici laccate, fregi, specchi, avvolgenti sedute in velluto e accenti in ottone. Un locale dalla forte personalità in uno dei quartieri più vivaci di Londra.

DOVE21 The Market, Covent Garden, London – http://www.vytacoventgarden.com/

HUTONG SHARD

Per la più romantica delle cene, prenotate la cucina cinese di altissimo livello (in particolare, troverete le specialità della Cina del Nord) al 33° piano del più alto grattacielo londinese: Lo Shard (la scheggia) progettato da Renzo Piano. Un locale pieno di fascino dove di sera le lanterne rosse si riflettono sulle vetrate a tutt’altezza che dominano il Tamigi. Un’esperienza unica nel suo genere, sospesi a oltre 100 metri di altezza tra raffinati e minimali arredi cinesi. Per un’occasione molto speciale in uno dei migliori ristoranti panoramici  di Londra.

DOVE: Hutong Shard, The Shard, 31 St Thomas St, London – http://hutong.co.uk

GUARDA IL NOSTRO REPORT COMPLETO SUL RISTORANTE HUTONG SHARD

Darwin

È all’interno dello Sky Garden, il giardino in cima al grattacielo “Walkie-Talkie” progettato da Rafael Viñoly Beceiro, che si trova il nostro ultimo indirizzo. Si tratta di Darwin, una brasserie dove gustare cucina british in un ambiente rigorosamente di design, godendo di una vista panoramica mozzafiato sulla città di Londra.

DOVE: Darwin Brasserie, 20 Fenchurch Street – Sky Garden, London – https://skygarden.london/darwin

Foto di copertina: Grind and Co.

LA GUIDA DEFINITIVA AL LDF 2019

Perché una guida al London Design Festival 2019?

Già, perché una Guida al London Design Festival 2019? Per diverse ragioni…

Innanzitutto perché la London Design Week è da sempre uno dei Festival del Design più belli e importanti al mondo, ospitato in una delle nostre città preferite. Poi perché noi di Design Street conosciamo molto bene il Festival (lo frequentiamo regolarmente da 10 anni) e ci fa piacere condividere con voi la nostra esperienza. E, non da ultimo, perché ci auguriamo che, grazie a questa guida ragionata al London Design Festival 2019, questo possa diventare un appuntamento fisso anche per voi…

Conoscete il London Design Festival, che gli inglesi abbreviano in LDF? Non lo conoscete ma avete sempre desiderato andarci? Ci siete stati una volta ma vi siete persi gli eventi migliori? Allora questa nostra guida al London Design Festival 2019 è lo strumento che fa per voi. Scoprirete perché il LDF è così importante, quali sono le sue caratteristiche, i suoi eventi principali e tutto ciò che non dovete assolutamente perdere quando deciderete di visitarlo!

Perché il London Design Festival non è solo il principale evento di design inglese, ma è uno dei più importanti al mondo! Per questa ragione, leggi la nostra “London Design Festival guide”!

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Scopri tutti i Design Festival e le Design Week più importanti al mondo

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Come consultare questa guida al London Design Festival?

L’articolo è piuttosto lungo e molto dettagliato, ma non spaventatevi! Se per voi è la prima volta al LDF, vi suggeriamo di studiarvelo bene…

La nostra guida al London Design Festival 2019 è divisa in capitoli. Potete leggerli tutti o saltare da uno all’altro a piacere, soffermandovi su quelli che vi interessano di più… Potete trovare tutte le informazioni necessarie per visitare le varie location e, se volete, potete approfondire con i link alle pagine ufficiali (che sono sempre presenti!).

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La nostra “London Design Festival guide” è la più amata da Google!

Siamo orgogliosi di sottolineare che la “London Design Festival guide 2019” di Design Street è la preferita da Google.

Il motore di ricerca n. 1 al mondo la indicizza, infatti, al 1° posto assoluto nella ricerca italianaguida London Design Festival“. Ancora più straordinario è il risultato della ricerca internazionale “London Design Festival guide”, dove la nostra guida è seconda solo al sito ufficiale del LDF… (Dati verificati con ricerca da navigazione in incognito nei mesi luglio, agosto e settembre 2019).

Volete dare una piccola gratificazione al grande lavoro di ricerca e di scrittura che abbiamo fatto per donarvi un articolo così ricco e completo? Condividetelo con i vostri amici sui vostri canali social! Vi ringraziamo in anticipo per il supporto!

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Guarda il nostro articolo sui migliori ristoranti di design a Londra

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Le date del London Design Festival 2019

Il London Design Festival è un grande evento che anima ogni anno, verso la seconda metà di settembre, la capitale inglese. Il London Design Festival 2019 (hashtag #LDF19), si svolge a Londra dal 14 al 22 settembre 2019. 

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La mission del London Design Festival 

L’obiettivo del London Design Festival, come dichiarano gli organizzatori sul sito ufficiale, è quello di “celebrare e promuovere Londra come capitale mondiale del design”.

Il nostro parere? Diventare “la capitale mondiale del design” è davvero un obiettivo ambizioso che, per chi conosce la Milan Design Week, è ancora ben lontano dall’essere raggiunto…. Solo per fare un confronto, gli eventi inseriti nella guida ufficiale del LDF 2018 sono stati 222. Un quinto scarso di quelli inseriti nella guida al Fuorisalone di Milano, che supera abbondantemente i 1000. In ogni caso, il LDF resta un evento imperdibile non solo per gli addetti ai lavori ma per tutti coloro che amano il design.

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Come è organizzato il London Design Festival?

Il London Design Festival si basa su alcune colonne portanti, luoghi e progetti temporanei, che ne rappresentano le fondamenta:

  1. Design Destinations
  2. Landmark Projects
  3. Design Districts
  4. Design Routes

Li passeremo in rassegna ad uno ad uno, dandovi tutte le notizie importanti sul Design Festival in generale e, nello specifico, a tutto ciò che dovete sapere del London Design Festival 2019.

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Come spostarsi a Londra per il London Design Festival?

Londra è molto grande e il London Design Festival è estremamente dispersivo. Per ogni Design Destination indicheremo, nella nostra guida, le fermate della metropolitana o del bus più vicine. Per gli eventi dei vari distretti vi consigliamo scarpe comode e magari un abbonamento giornaliero ai trasporti (attenzione perché a Londra è piuttosto caro!). Per calcolare i vostri percorsi e per avere tutte le informazioni sulle tariffe (che variano in base all’orario della giornata e alle zone attraversate), potete consultare il sito ufficiale dei trasporti londinesi TFL: Transport For Londonhttps://tfl.gov.uk/

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Le guide ufficiali del London Design Festival 2019

La nostra guida al London Design Festival 2019 vuole essere uno strumento utile per conoscere e organizzarsi al meglio per il LDF. Ma appena sarete a Londra dovrete cercare subito la Guida al London Design Festival 2019, quella ufficiale, dove troverete nel dettaglio tutti gli eventi della design week. In questo capitolo troverete tutte le info sulla Guida al London Design Festival 2019. O meglio, alle guide del LDF 2019, perché ce ne sono ben 2! La guida rossa (la guida ufficiale del LDF) e la guida gialla, la cosiddetta Icon design Trail. Entrambe sono scaricabili online: la prima sul sito del LDF (https://www.londondesignfestival.com), la seconda su: https://www.icondesignguide.com

La guida ufficiale al London Design Festival non è ancora pronta, ma qui potete scaricare gratuitamente la guida al LDF 2018, così cominciate a prenderci confidenza…

La guida ufficiale è molto completa e descrive tutto ciò che potete vedere, anche se non è molto precisa nelle mappe, poco dettagliate. La seconda guida al LDF 2019, edita dalla rivista Icon, è più piccola (è in formato tascabile) e si concentra maggiormente sui percorsi del design (anche lei non troppo dettagliata nelle mappe). Per fortuna tutti gli showroom presenti in entrambe le guide si riconoscono da cartonati rossi o gialli (come quelli della foto qui sotto) esposti sui marciapiedi.

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I consigli di Design Street sul LDF

In fondo ad ogni capitolo troverete tutti i nostri consigli sugli eventi da non perdere e i nostri suggerimenti per godervi al meglio il London Design Festival. Fidatevi, noi lo conosciamo bene!

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Scopri tutti i Design Festival e le Design Week più importanti al mondo

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1. DESIGN DESTINATIONS

Le Design Destinations sono gli appuntamenti fieristici veri e propri. Sono gli eventi più esplicitamente dedicati al business, che raccolgono molti espositori in un’unica location. Le principali Design Destinations del London Design Festival sono:

1a. VICTORIA & ALBERT MUSEUM

1b. 100% DESIGN

1c. DESIGNJUNCTION

1d. LONDON DESIGN FAIR

1e. FOCUS/19

1f. LONDON DESIGN MUSEUM

1g. LONDON DESIGN BIENNALE

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1a. V&A MUSEUM

Il Victoria & Albert Museum, chiamato confidenzialmente V&A, è l’hub, il cuore pulsante del London Design Festival.

INDIRIZZO: Il V&A si trova in Cromwell Road (Knightsbridge, London SW7 2RL) e fa parte del Brompton Design District.

COME ARRIVARCI: La fermata della metropolitana più vicina è South Kensinghton, dove si incontrano le linee Circle (gialla), District (verde) e Piccadilly (blu).

ORARI: Il V&A è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17,45. Il venerdì solitamente chiude alle 22, ma purtroppo non durante il LDF…

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V&A projects 2019

Ma torniamo al V&A Museum in quanto hub del LDF. Ogni anno vengono chiamati artisti e designer a realizzare, all’interno del museo, installazioni che dialogano con le sale che le ospitano e con le opere d’arte esposte.

I V&A projects del 2019 sono molti. Noi ve ne segnaliamo alcuni, ma vi invitiamo a scoprirli tutti godendovi anche la bellezza del museo…

  • Affinity in Autonomy” by Sony Design, ospitato nella The Prince Consort Gallery. Sony ha progettato per questa sala un pendolo robotizzato interattivo che traduce l’innovazione in esperienze sensoriali per i visitatori.
  • Falling Sky” by Matthew McCormick, ospitato nella G Staircase (scala G). Il designer canadese presenta un’installazione che unisce design e arte con centinaia di elementi, simili a formazioni di ghiaccio, che pendono sopra le teste degli spettatori.
  • Sacred Geometry” by Rony Plesl, ospitato nelle Medieval and Renaissance Galleries. Si tratta di un’installazione di vetri che trae ispirazione dalle fiamme e dal legno, componenti chiave nella lavorazione del vetro.
  • Sea Things di Sam Jacob Studio, un cubo a specchio sospeso nella sala centrale (Grand Entrance), ispirato al pattern di Charles and Ray Eames conservato nella Textiles and Fashion collection del V&A.
  • Bamboo Ring: Weaving into Lightness di Kengo Kuma. Una grande installazione a spirale in bambù, esposta nella fontana della corte principale.
  • “Legacy” by various designers, ospitato in 10 sale diverse. Un interessante progetto che vede la collaborazione tra i direttori dei 10 principali istituti culturali di Londra e 10 designer di fama internazionale. L’obiettivo? Creare 10 oggetti di design in legno provenienti da foreste sostenibili. Questi sono gli inediti abbinamenti fra direttori e designer:
  1. Tristram Hunt, direttore del V&A, con Jasper Morrison
  2. Sir Ian Blatchford, direttore del Science Museum Group, con Marlene Huissoud
  3. Il direttore delle Serpentine Galleries con Ed Barber e Jay Osgerby
  4. Alex Beard CBE, AD della Royal Opera House, con Terence Woodgate
  5. Amanda Nevill CEO del British Film Institute, con Sebastian Cox
  6. Tamara Rojo direttore artistico dell’English National Ballet, con Martino Gamper
  7. Maria Balshaw, direttore del Tate Museum, con Max Lamb
  8. Iwona Blazwick direttore della Whitechapel Art Gallery, con Raw Edges
  9. Kwame Kwei-Armah, direttore artistico di Young Vic, con Tomoko Azumi
  10. Sir John Sorrell Direttore del London Design Festival, con Juliet Quintero

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I nostri consigli sul V&A Museum

Il V&A è uno dei miei musei preferiti in assoluto, per diverse ragioni. In primo luogo, per la sua spettacolare architettura in mattoni in stile eclettico. Poi perché è dedicato alle arti applicate, cioè a tutto ciò che è pensato e prodotto dall’uomo. Lo amo perché non è solo un museo ma un luogo d’incontro per le persone, che si ritrovano a fare due chiacchiere nel cortile interno, nei bar, nelle sale… Amo le mostre che organizza, mai scontate e attente a ogni forma di arte, musica compresa (tra le ultime che ho visitato, quelle su David Bowie e sui Pink Floyd). Infine (dulcis in fundo), per il suo ristorante. Il V&A è stato il primo museo al mondo a riservare un’area al ristorante (nel 1852!!!). Da vedere e da provare…

Consiglio n. 1. Munitevi subito della indispensabile guida pieghevole che ogni anno viene distribuita all’ingresso del V&A. Questo pratico depliant contiene la pianta del museo con indicate tutte le installazioni (solitamente ce ne sono 10/15), piano per piano. Vi consigliamo comunque di chiedere informazioni perché il museo è enorme e le sue sale sono un vero labirinto in cui perdersi è molto facile. Anche per noi che lo conosciamo bene!

Un secondo consiglio? Fermatevi per un pranzo o una fetta di torta nel self service del museo. Rilassatevi e godetevi l’atmosfera delle splendide sale (una centrale e 2 laterali) di inizio 900 perfettamente conservate! La mia sala preferita è quella del camino (la saletta a destra) con le maioliche dedicate ai mesi e alle stagioni!

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1b. 100% DESIGN 2019

Inaugurata nel 1995, 100% Design è la fiera del design più importante del Regno Unito. Si tiene nella bellissima cornice dell’Olympia London, un luminoso edificio di archeologia industriale nella zona di Kensington, in Hammersmith Road. Era una vecchia stazione dei treni, con le volte in ferro e vetro, molto simile alla Stazione centrale di Milano.

Mettiamo subito le mani avanti! Chi è abituato alla fiera di Milano, non si aspetti nulla di simile… Con i suoi 400 espositori, la fiera 100% Design di Londra non è grandissima, ma offre una buona selezione di design per la casa.

Date, info e appuntamenti di 100% Design 2019

DATE: 100% Design 2019, che quest’anno festeggia il suo 25° anniversario, si tiene dal 18 al 21 settembre 2019.

INDIRIZZO: 100% Design si tiene a Olympia London in Hammersmith Road (Kensington, W14 8UX) e fa parte del West Kensington Design District.

COME ARRIVARCI: 100% Design è molto comodo alla stazione dei treni di Kensington Olympia, servita dalla London Overground. Le fermate della metropolitana non sono vicinissime, ma con una passeggiata si arriva comodamente alle stazioni di West Kensington, Barons Court, High Street Kensington, Hammersmith e Shepherd’s Bush. In alternativa 100% Design è servito da molte linee di bus tra cui 9, 10, 27, 28, 493 e 391.

BIGLIETTI: La fiera è aperta a tutti. L’ingresso è gratuito per gli addetti ai lavori e a pagamento per il pubblico. Il biglietto costa 15£ (circa 17€) e 10£ per gli studenti (circa 11€).

ORARI: La fiera 100% Design 2019 è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 17 (martedì 20, dalle 10 alle 21).

PRENOTAZIONI: Ci si può registrare online sul sito ufficiale: https://www.100percentdesign.co.uk/

APPUNTAMENTI 2019: Parallelamente alla fiera, ogni anno viene organizzato un ricco calendario di mostre e incontri (Talks) tenuti dai più grandi designer ed esperti del settore. L’edizione 100% Design 2019 ospita oltre 400 espositori provenienti da 23 Paesi. Sono una decina i brand italiani che partecipano quest’anno. Tra questi, antoniolupi e da a. Tra le novità di 100% Design 2019 segnaliamo 3 mostre. A Sense of Finland sul design finlandese. Detail London, sull’interior design. Design Fresh, che presenta una selezione di 30 talentuosi nuovi designer. 

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Scopri tutti i Design Festival e le Design Week più importanti al mondo

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1c. DESIGNJUNCTION 2019

Designjunction è una collettiva di oltre 200 brand inglesi e internazionali. Negli anni passati ha cambiato diverse location, ma da quest’anno sembra aver trovato la sua sede definitiva in Coal Drops Yard. Designjunction 2019 è ospitata nel vecchio magazzino dove, dal 1850, arrivavano ogni anno 8 milioni di tonnellate di carbone per la città di Londra. Kings Cross è diventato recentemente un vivace quartiere ricco di ristoranti, e si è aggiunto da quest’anno alla lista dei 15 Design Districts di Londra.

Date, info e appuntamenti di Designjunction 2019

DATE: Designjunction 2019 si tiene dal 19 al 22 settembre 2019.

INDIRIZZO: Designjunction si svolge nei magazzini del carbone in Coal Drops Yard, Kings Kross N1C

COME ARRIVARCI: La fermata della metropolitana più vicina è King’s Cross St Pancras, un hub enorme dove si incontrano 6 linee della metropolitana, 2 stazioni di treni e 14 linee di autobus. Da qui avete ancora una bella passeggiata di 10 minuti. Impossibile non arrivarci!

BIGLIETTI: La fiera è aperta a tutti. L’ingresso è a pagamento per il pubblico. Il biglietto costa 15£ (circa 17€) e 10£ (early bird) per chi si prenota in anticipo online. Registrazione online consigliata anche per non restare delle mezze ore in coda…

ORARI: Designjunction 2019 è aperto con i seguenti orari. Giovedì 19, dalle 11 alle 20. Venerdì 20, dalle 11 alle 19. Sabato 21, dalle 11 alle 18 e domenica 22 dalle 11 alle 17.

PRENOTAZIONI: Ci si può registrare online sul sito ufficiale: https://www.thedesignjunction.co.uk

 APPUNTAMENTI 2019: Il tema conduttore di Designjunction 2019 è (Re)Act, con focus sulla sostenibilità del design. Anche quest’anno, oltre ai grandi marchi del design, verrà presentata una selezione di brand emergenti, makers e artigiani di alta qualità, con possibilità di acquistare gli oggetti esposti.

L’edizione di Designjunction 2019 si caratterizza per una ricca rassegna di Talks (il 19 e il 20 settembre) e per diverse installazioni interattive. Ne segnaliamo 4. Talk To Me del designer inglese Steuart Padwick (lungo il King’s Boulevard). Move Freely di Lois O’HaraIdiosincratico di Martino Gamper per Samsung (entrambi nella piazza). Infine, l’installazione di Keech design con Yamaha Design Studio.

Potete anche concedervi una pausa nel pop up Greenhouse Café, un’oasi urbana dedicata al vivere sostenibile (by LSA International in partnership con Vitra e String) oppure nell’ELLE Decoration Café by Matteo Bianchi, che strizza l’occhio allo stile marocchino!

I nostri consigli su Designjunction.

Consiglio n. 1. Non snobbate la sezione dedicata agli artigiani. Scoprirete veri talenti da tutto il mondo e avrete la possibilità di acquistare qualche bell’oggetto da portare a casa o da regalare (io ho una predilezione per le matite e le penne di design…).

Consiglio n. 2. Nella stessa piazza di Design Junction troverete Coal Office, il nuovo quartier generale del genio britannico Tom Dixon che si è stabilito qui dal 2018. Quest’anno Tom Dixon presenta la mostra “TouchySmellyFeelyNoisyTasty“. Il Coal Office sarà un laboratorio multisensoriale ricco di talk, eventi, laboratori, party ospitati negli spazi dello showroom, degli uffici, del ristorante e della galleria.

Visitate il suo showroom e, se avete il tempo, scoprite il suo ristorante Coal Office. Per conoscerlo meglio e per prenotazioni, clicca qui!

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1d. LONDON DESIGN FAIR 2019

London Design Fair è la seconda importante location in città che durante il LDF presenta una bella selezione di espositori internazionali. Sono mediamente oltre 500 da 36 paesi…. Si tiene in uno dei quartieri più belli e vivaci della East London, negli spazi della splendida Old Truman Brewery, un antico birrificio storico di Brick Lane.

Un tempo la fiera era divisa in 2 sezioni: Superbrands (che presentava le aziende più importanti) e Tent London (che raccoglieva un’ottima sezione di giovani designer). Oggi si chiama semplicemente London Design Fair ma ha conservato questa divisione, con i brand più conosciuti a piano terra e i nuovi talenti ai piani superiori.

Date, info e appuntamenti di London Design Fair 2019

DATE: London Design Fair 2019, si tiene dal 19 al 22 settembre 2019.

INDIRIZZO: La London Design Fair è ospitata nel Blocco F della Old Truman Brewery, Ely’s Yard, 15 Hanbury Street, E1 6QR

COME ARRIVARCI: Vi consigliamo di scendere nella trafficata stazione di Liverpool Street, dove si incontrano diverse linee della metro (e una ventina di linee dei bus). Da qui farete una piacevole passeggiata di 10 minuti che attraversa uno dei miei posti preferiti di Londra: il mercato coperto di Spitalfields. In alternativa, se vi è più comodo, le stazioni di Aldgate EastShoreditch High Street sono altrettanto vicine.

BIGLIETTI: La fiera è aperta a tutti. L’ingresso è a pagamento per il pubblico. Il biglietto costa 15£ (circa 17€) per chi si prenota online (12,5£ per le prenotaearly bird entro il 1° settembre) 20£ (circa 33€) alla biglietteria del Festival. Meglio registrarsi, anche per evitare lunghe code!

ORARI: La London Design Fair 2019 è aperta con i seguenti orari. Giovedì 19 e Venerdì 20, dalle 10 alle 19. Sabato 21, dalle 10 alle 18 e domenica 22 dalle 10 alle 17.

PRENOTAZIONI: Ci si può registrare online sul sito ufficiale: https://www.londondesignfair.co.uk/

APPUNTAMENTI 2019: London Design Fair 2019 vedrà diversi focus tematici. Si comincia con la sezione Crossovers, che unisce 60 designer da 10 paesi (Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda, Danimarca, Messico, Belgio, Olanda, Turchia e Svizzera). Per proseguire con The Bathroom Gallery, in collaborazione con ELLE Decoration. Ci sarà anche la sezione [d]arc, dedicata all’illuminazione, con 75 brand. Gli appuntamenti da non perdere. 1. Irthi Contemporary Crafts Council, una selezione di artigiani provenienti dal Medio Oriente, Nordafrica e Sud Est Asiatico. 2. International Craft Pavilion, dedicato ai migliori artigiani inglesi e internazionali. Perché il confine tra design e artigianato è sempre più sottile…

La London Design Fair è da sempre famosa per le sue interessantissime collettive nazionali. Tra i paesi che espongono nell’edizione 2019 ci saranno l’Uruguay, il Cile, la Repubblica Ceca, la Spagna e la Svezia. Ci sarà anche una sezione dedicata al design del Sud Italia.

I nostri consigli sulla London Design Fair.

Consiglio n. 1. Dedicate del tempo a scoprire (e se potete a conoscere) i moltissimi talenti emergenti che espongono ai piani superiori dell’edificio!

Consiglio n. 2. La London Design Fair 2019 è ospitata in uno dei quartieri più belli di Londra. Non perdetevi il mercato coperto di Spitalfields con le sue bancarelle di giovani stilisti, i negozi e le sue infinite offerte di street food. Concedetevi una passeggiata intorno alla fiera, nella storica Brick Lane (la zona indiana-pakistana di Londra) per scoprire i murales, le archeologie industriali, le vecchie case popolari inglesi in mattoni. Brick Lane termina a nord nel cosiddetto Shoreditch Triangle, un’altra zona da non perdere: molto trendy, piena di negozi, bar e locali alternativi, che si anima ancor di più durante il London Design Festival.

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Guarda il nostro articolo sui migliori ristoranti di design a Londra

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1e. FOCUS/19

Focus 2019 (o Focus/19), ospitato nel Design Centre di Chelsea Harbour, è uno dei più importanti centri a livello mondiale dedicato all’interior design di alto livello. Ospitato in un edificio contemporaneo grande e molto ben organizzato, Focus 19 è (permettetemi il paragone) una sorta di enorme “centro commerciale” monotematico dove è possibile trovare l’eccellenza mondiale dell’interior design: dal tessuto d’arredo al complemento, dal bagno alla cucina, dall’illuminazione alla biancheria per la casa…

Date, info e appuntamenti di Focus 2019

INDIRIZZO: Design Centre, Chelsea Harbour SW10 0XE

DATE: Focus 2019, si tiene dal 15 al 20 settembre 2019.

BIGLIETTI: La fiera è aperta a tutti con ingresso gratuito. Ma è sempre meglio registrarsi online per evitare le code.

ORARI: Il Design Centre 2019 è aperta con i seguenti orari. Giovedì 19 e Venerdì 20, dalle 10 alle 19. Sabato 21, dalle 10 alle 18 e domenica 22 dalle 10 alle 17.

PRENOTAZIONI: Ci si può registrare online sul sito ufficiale: http://www.dcch.co.uk/ nella sezione Focus/19

APPUNTAMENTI 2019: Oltre a raccogliere in un unico luogo più di 600 brand internazionali, durante i 6 giorni di Focus/19 i visitatori potranno vivere diversi eventi creati ad hoc. Tra questi, talk di designer, Design Discovery Tours, workshop e varie dimostrazioni di lavorazioni artigianali. Oltre a ottime esperienze Eno-gastronomiche nei bar e ristoranti del Design Centre. Il tutto in una cornice di lusso e in un luogo molto esclusivo.

I nostri consigli su Focus/19

Consiglio n 1. Focus/19 è il tempio londinese, e forse mondiale, dell’interior design e del lusso. Se amate il design minimale, probabilmente non è il posto che fa per voi…

Consiglio n 2. Visto che il distretto di Chelsea Harbour non è centralissimo, vi suggeriamo di prendere la navetta gratuita da e per Sloan Square.

1f. LONDON DESIGN MUSEUM

Nato nel 1989, il London Design Museum compie 30 anni. Originariamente era ospitato in un vecchio magazzino (delle banane!) sul Tamigi. Nel 2016 si è trasferito nella nuova sede di Kensington. Il nuovo edificio, un vecchia struttura abbandonata per decenni, è stato trasformato da un team di progettazione guidato da John Pawson. Il progetto ha reso l’edificio adatto per un museo del XXI secolo e per la sua collezione composta da oltre 1.000 oggetti, mantenendo allo stesso tempo la sua qualità spaziale unica. Nel 2018 il London Design Museum è stato nominato European Museum of the Year.

Solitamente il museo alterna 2 mostre temporanee a una mostra permanente (a ingresso gratuito), dal titolo Designer Maker User. Designer Maker User è una storia del design contemporaneo raccontata in modo interessante e non convenzionale. Attraverso tre ruoli fondamentali e interconnessi: quello del designer, dell’utente e del produttore.

Date, info e appuntamenti del London Design Museum

INDIRIZZO: The Design Museum, 224 – 238 Kensington High Street, London, W8 6AG

DATE: Il London Design Museum è aperto tutto l’anno, ma durante il London Design Festival ospita mostre ed eventi di design molto interessanti.

BIGLIETTI: Il London Design Museum è a ingresso gratuito. Alcune delle mostre temporanee sono invece a pagamento.

ORARI: Il London Design Museum fa orario continuato dalle 10 alle 10. Il 1° venerdì del mese resta aperto fino alle 21.

PRENOTAZIONI: Per scoprire tutte le mostre, visita il sito ufficiale: https://designmuseum.org.

APPUNTAMENTI 2019: Non conosciamo ancora gli eventi del London Design Museum. Tra le mostre temporanee, a settembre 2019 inaugura Beazley Designs of the Year 2019 che presenta i progetti più innovativi tra moda, architettura, digital design, design dei trasporti, product design e grafica degli ultimi 12 mesi. Resterà aperta fino a gennaio 2020 la mostra Made in 1989 – Celebrating 30 years of the Design Museum, una mostra che rivisita la nascita e la trentennale storia del Museo. Altri allestimenti al Design Museum, Sound in Mind, un’installazione sonora del sound artist Yuri Suzuki. Si prospetta molto interessante anche la mostra Get Onboard: Reduce. Reuse. Rethink by PriestmanGoode. Lo studio di design analizza il problema dei rifiuti in viaggio. Si stima, infatti, che ogni anno sugli aerei vengano prodotti 5,7 milioni di tonnellate di “rifiuti di cabina”. Dagli involucri in plastica ai vassoi per i cibi monodose, dagli alimenti stessi alle cuffiette audio… 

Sulla strada, all’esterno del museo (High Street Kensington, angolo Abingdon Road), potrete vedere Bauhaus Rewritten, un’installazione con strisce pedonali commissionate alla graphic designer Sascha Lobe. L’artista si è ispirata alle donne del Bauhaus (nel 2019 ricorrono i 100 anni del Bauhaus!). Tra i nomi di spicco, ricordati dai layout tipografici, Anni Albers, Gertrud Arndt, Marianne Brandt e Ise Gropius…

L’installazione “Bauhaus crossing” by Sascha Lobe. image credit: Pentagram

I nostri consigli suLondon Design Museum

  • Visitate il delizioso London Design Museum Shop, situato all’esterno dell’edificio. Se non sarete a Londra, visitate il ricco shopping online del Design Museum (cliccando qui).
  • È stato appena inaugurato Food & Drink by Searcysil bar-ristorante panoramico all’ultimo piano del museo. Al bar potrai assaporare una selezione di tè e caffè provenienti da fonti sostenibili, oltre a torte, biscotti, frullati e tutto il meglio della tradizione inglese. Il ristorante Design Museum Kitchen offre una varietà di piatti di stagione, tutti freschi e a km 0. Potete vedere i menu e prenotare un tavolo cliccando quiNon perdetevi questa esperienza!

1g. LONDON DESIGN BIENNALE

London Design Biennale è un prestigioso evento fondato nel 2016 da Sir John Sorrell e Ben Evans. Essendo un evento biennale, si tiene solo negli anni pari. La prossima edizione sarà dunque nel 2020.

La London Design Biennale, che nell’edizione del 2018 ha contato oltre 200.000 visitatori, si svolge per tre settimane nella bellissima cornice della Somerset House, uno splendido edificio neoclassico affacciato sul Tamigi. Ospita oltre 50 Paesi che espongono i loro progetti basati su un tema conduttore, diverso per ogni edizione, scelto dalla Biennale stessa.

Date, info e appuntamenti della London Design Biennale

INDIRIZZO: Somerset House, Strand, London WC2R 1LA

DATE: La terza edizione, la London Design Biennale 2020, si svolgerà dall’8 al 27 settembre 2020 e sarà curata dal direttore artistico Es Devlin.

BIGLIETTI: La London Design Biennale è aperta a tutti con ingresso a pagamento (il prezzo del biglietto per il 2018 era di £ 19.50).Ricordatevi di registrarvi online per evitare le code.

ORARI: La Biennale del 2018 aveva i seguenti orari. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, con un orario prolungato fino alle 21.00 ogni giovedì e venerdì.  Immaginiamo che verranno confermati anche per il 2020, ma in ogni caso vi aggiorneremo appena saranno comunicati ufficialmente…

PRENOTAZIONI: Ci si può registrare online sul sito ufficiale: www.londondesignbiennale.com. Per scoprire tutti gli eventi della Somerset House, potete consultare il suo sito web.

APPUNTAMENTI 2019: La terza edizione, la London Design Biennale 2020 sarà curata dal direttore artistico Es Devlin. I paesi partecipanti dovranno concentrarsi sul tema della Resonance (eco, risonanza in italiano). Queste le parole del direttore artistico Es Devlin: “Viviamo in un’epoca di iper risonanza, le cui conseguenze sono allo stesso tempo esilaranti e devastanti: tutto ciò che progettiamo e tutto ciò che produciamo risuona“.

Sempre nella Somerset House, l’evento Art Inspires Technology and Technology Completes Art. Attraverso esperienze immersive tra tecnologia e arte, LG presenta la sua nuovissima gamma premium LG SIGNATURE. Il 18 settembre ci sarà un talk con l’architetto Massimiliano Fuksas, il visual artist Matt Clark e Antoine Preziuso, tra i massimi esperti mondiali di orologi di lusso.

I nostri consigli sulla London Design Biennale

Somerset House è un bellissimo edificio progettato a fine 700 con una grande corte anteriore e una terrazza sul retro affacciata sul Tamigi. Questo è un ottimo posto per trascorrere un pomeriggio di relax e magari per mangiare o bere un caffè nel ristorante della terrazza.

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Scopri tutti i Design Festival e le Design Week più importanti al mondo

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2. LANDMARK PROJECTS 2019 e SPECIAL PROJECTS 2019

Tra gli eventi più importanti del London Design Festival ci sono i cosiddetti Landmark Projects, i progetti portanti del Festival (letteralmente, le “pietre miliari”), sparsi nella città. Ogni Landmark Project viene affidato a un architetto o a un designer di fama internazionale che crea un’installazione che dialoga con il contesto in cui viene inserita. A questi si aggiungono gli Special Projects, altre interessanti installazioni di design sparse per i vari quartieri di Londra.

I progetti territoriali del London Design Festival 2019 non sono ancora tutti definiti. Abbiamo però qualche anteprima. Innanzitutto il grande progetto di Please to be seated del designer britannico Paul Cocksedge, nel cuore del distretto di Shoreditch.

Please to be seated sarà un’installazione in grande scala che fonde innovazione e tecnologia con cui le persone potranno interagire. Un grande nastro in legno che creerà una esperienza di vicinato. I visitatori potranno sedersi e camminare tra le curve del nastro…

Tra i Landmark Projects, segnaliamo ancora Patternity, un progetto supportato dal Victoria Business Improvement District nella piazza della Cattedrale di Westminster.

Poi ci sarà Void dei designer Dan Tobin Smith e The Experience Machine nel Collins Theatre di Islington. Void è un’installazione spaziale multisensoriale che espande i confini fisici delle pietre preziose. Tobin Smith ingrandisce questi piccoli microcosmi per svelare i mondi astratti nascosti al loro interno.

Da vedere anche Walala Lounge di Camille Walala. La designer francese è stata incaricata di ridare vita a una via pedonale, South Molton Street, con una serie di arredi urbani. Camille Walala ha creato così un percorso con 11 panchine che offriranno ai visitatori qualcosa di inaspettato da guardare e dove sedersi.

Infine, segnaliamo Iri-Descent di Liz West nel celeberrimo ed esclusivo negozio di Fortnum & Mason. Poi il progetto di Martino Gamper a Coal Drops Yard (zona King’s Cross-Designjunction), ispirato dal concetto dei Potemkin Villages, eTake The Plunge di Volume Creative.

I nostri consigli sui Landmark Projects

I Landmark Projects di Londra sono tra le tappe più belle del London Design Festival. Sono tante, sono sparse nella metropoli e per questo è difficile visitarle tutte. Ma sono installazioni sempre ben inserite nel contesto e mai fini a se stesse. Il nostro consiglio è di approfittare di un pomeriggio libero per visitarne, o meglio, viverne qualcuna… quelle che vi ispirano di più.

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3. I distretti del London Design Festival 2019

Londra è una metropoli molto grande. I distretti del design, nei primi anni, erano pochi ma poi se ne sono aggiunti molti altri, anche più periferici o ospitati nei sobborghi (come il multietnico Brixton).

La città è suddivisa in 5 aree: Il London Design Festival 2019 è composto da 15 distretti, che qui sotto elenchiamo in ordine alfabetico. Di fianco ad ognuno troverete (ma non tutti i distretti l’hanno indicata) la data della “late night”, la serata ufficiale dove si concentrano eventi e party fino a tarda sera (che per gli inglesi significa fino alle 21, massimo 22!). Se volete sapere quali sono i nostri preferiti e i principali eventi da non perdere, continuate a leggere l’articolo…

  1. Bankside Design District                                 (late night: mercoledì 18 settembre)
  2. Brixton Design Trail                                         (late night: non comunicata)
  3. Brompton Design District                                (late night: giovedì 19 settembre)
  4. Clerkenwell Design Quarter                            (late night: non comunicata)
  5. Chelsea Design District                                   (late night: giovedì 19 settembre)
  6. Fitzrovia Design District                                  (late night: non comunicata)
  7. Kings Cross Design District                            (late night: giovedì 19 settembre)
  8. Marylebone Design District                             (late night: mercoledì 18 settembre)
  9. Mayfair Design District                                    (late night: lunedì 16 settembre)
  10. Paddington Central Design Route                  (late night: non comunicata)
  11. Pimlico Road Design District                          (late night: lunedì 16 settembre)
  12. Regent Street & St James’s Design District  (late night: non comunicata)
  13. Shoreditch Design Triangle                             (late night: mercoledì 18 settembre)
  14. Victoria Connections Design District             (late night: giovedì 19 settembre)
  15. West Kensington Design District                    (late night: non comunicata)

I nostri consigli sui distretti del LDF 19

Consiglio n. 1.  Ogni distretto ha un suo sito ufficiale con tutti gli eventi e le mappe, spesso scaricabili in pdf. Vi consigliamo di farlo in anticipo per organizzare al meglio la visita (qui sotto vi indichiamo nel dettaglio i siti e gli eventi dei principali distretti del LDF 19)

Consiglio n.2.  Rassegnatevi fin da ora… Non riuscirete a visitarli tutti! Viste le ampie dimensioni di Londra e visto che solo pochi fortunati potranno soggiornare in città per tutti i 9 giorni del festival (e non solo per ragioni di costi), bisogna per forza fare delle selezioni. Ma quali distretti scegliere e quali si possono saltare? Niente paura…. basta continuare a leggere la nostra guida al LDF 2019!

Noi vi suggeriamo di visitare i distretti del London Design Festival nella cosiddetta Late Night, (tarda notte). Nel capitolo 3, dedicato ai Design District del London Design Festival (qui sopra), sono segnate le date delle Late Night quartiere per quartiere (se comunicate). Questo è il giorno in cui il quartiere si ravviva di gente, attirata da eventi e presentazioni di ogni genere. Alcuni sono strettamente riservati e vi si accede solo su invito, ma molti sono aperti al pubblico. Ma attenzione, gli inglesi hanno una strana concezione della “tarda notte” che quasi sempre termina alle 20! (a volte alle 21 e, in rarissimi casi, alle 22…).

GLI EVENTI DA NON PERDERE NEI PRINCIPALI DISTRETTI DEL LDF 19

  • BROMPTON DESIGN DISTRICT 

Qui si trovano i più celebri brand del design italiano e internazionale. Nel cuore di BROMPTON DESIGN DISTRICT (sito ufficiale) sorge il V&A, il celeberrimo Victoria & Albert Museum al quale abbiamo dedicato un capitolo intero (vedi più sopra…). Non perdetevi assolutamente il Conran Shop all’81 di Fulham Road. Lo showroom è ospitato nella Michelin House, una bellissima architettura Déco, ex garage dell’omonimo celebre francese. Il Conran Shop stupisce ogni anno per le sue bellissime vetrine, quest’anno curate da Sella Concept. Tra gli showroom di Brompton, segnaliamo B&B Italia, Boffi, Cassina, CITCO, KartellMeridiani, MolteniSociety Limonta, e molti altri. Curiosate, infine, fra le scelte creative della Galleria Mint (2 North Terrace) che selezione il meglio del design emergente internazionale. Per darvi un’idea, Mint è il corrispettivo inglese della nostra galleria Rossana Orlandi…

  • CHELSEA DESIGN DISTRICT

A sud di Brompton, verso il Tamigi, troverete il CHELSEA DESIGN DISTRICT (sito ufficiale). Qui, la celebre Saatchi Gallery organizza la prima rassegna interamente dedicata al design italiano, dal titolo I-Made. L’evento, curato da Giulio Cappellini, vede la partecipazione di 50 importanti brand di arredamento e illuminazione. Ci sarà anche Take a Seat, un focus sulle sedie italiane di design. Il National Army Museum presenta una bella mostra sui poster bellici di propaganda creati dall’iconico graphic designer britannico Abram Games. Eventi speciali saranno organizzati anche dall’iconico showroom di moda Anthropologie (The World of Kaffe Fasset), da The Rug Company (in collaborazione con Winch Design) e dal London College of Fashion. Nello showroom di George Smith una pop-up exhibition della grande designer inglese Ilse Crawford in collaborazione con George Smith e altri brand.

  • WEST KENSINGTON DESIGN DISTRICT

A Nord di Brompton, trovate il WEST KENSINGTON DESIGN DISTRICT (sito ufficiale). Presente per il secondo anno al LDF, questo vivace quartiere ospita, tra l’altro, il London Design Museum e la fiera 100% Design (vedi i relativi approfondimenti più sopra!). Da non perdere, anche Kirkby Design che, in collaborazione con la società Transport for London (TfL), propone la collezione Underground, una serie di tessuti che riprendono i disegni originali dei sedili della celebre metropolitana londinese. Questi celebri e iconici pattern (creati a partire dagli anni 30) sono conservati nel London Transport Museum. Un po’ più a est, non perdete Biodesign Here Now, un’interessante mostra di design che esplora il Biodesign, il futuro dei materiali, dell’industria, dell’architettura e della moda (Shepherds Bush Market: 20 e 21 settembre dalle 10.00 alle 20.00).

  • SHOREDITCH DESIGN TRIANGLE

Spostandoci a Londra ovest, a nord della frequentatissima Liverpool Station, sorge il SHOREDITCH DESIGN TRIANGLE (sito ufficiale), che prende il nome dalla sua curiosa forma triangolare. Quello di Shoreditch è un piccolo quartiere molto trendy, pieno di locali alternativi e di negozi interessanti. Uno dei nostri preferiti… da vedere assolutamente!

Segnaliamo le mostre Kaleidoscopia nello showroom di Le BroomThe Landscape of Symbols nello showroom di SCP, e le installazioni urbane Never Lost della graphic artist Emily Forgot (all’ingresso del CitizenM’s Shoreditch hotel) e Please Be Seated del designer Paul Cocksedge (trovi l’approfondimento nel capitolo 2 della nostra guida: LANDMARK PROJECTS). Qui troverete anche le proposte della designer Ella Doran, di Foscarini, del brand svedese Hem, di Tokyobike e dell’Istituto Marangoni, che presenta la mostra Guiltless Plastic organizzata in partnership con Rossana Orlandi. Ancora a Shoreditch potrete visitare anche lo studio (con un piccolo ma imperdibile shop!) del designer Jasper Morrison.

Un po’ più a sud, (15 minuti a piedi), potete visitare l’imperdibile collettiva London Design Fair (di cui abbiamo ampiamente parlato più sopra nel capitolo 1d: DESIGN DESTINATIONS).

  • CLERKENWELL DESIGN QUARTER

Confinante con Shoreditch, ma un po’ più a Ovest, c’è il CLERKENWELL DESIGN QUARTER (sito ufficiale). Si tratta di un quartiere storicamente popolato da showroom di arredamento (in particolare specializzato nel mondo “contract”). Tra questi, Moroso, Flos, Arper, Cosentino, Viaduct (che festeggia i suoi 30 anni), Cappellini e molti altri. Questo quartiere organizza anche una sua “personale” design week a giugno: il Clerkenwell Design Festival.

  • KINGS CROSS DESIGN DISTRICT

KINGS CROSS DESIGN DISTRICT (sito ufficialeè un recente distretto nato intorno alla storica stazione dei treni. A pochi passi dalla stazione, una vecchia fabbrica del carbone è diventata il quartier generale di Tom Dixon. Qui ci sono il suo ufficio, il ristorante e lo showroom. Inoltre, lo stesso complesso ospita da quest’anno Designjunction, uno dei principali eventi del LDF. 2 ottime ragioni per andarci!

  • FITZROVIA DESIGN DISTRICT

Anche il piccolo FITZROVIA DESIGN DISTRICT (sito ufficiale), in pieno centro a Londra, riserva belle sorprese, tra negozi indipendenti, ristoranti di design e showroom. Tra questi, lo spazio Moooi (23 Great Titchfield St.), che presenterà 3 nuove collezioni (tra cui la poltrona Hana del designer italiano Simone Bonanni). Altri showroom da segnalare, Ligne Roset,  Heal’s, Republic of Fritz Hansen e l’italiano Calligaris…

  • BANKSIDE DESIGN DISTRICT

Se vi avanza un po’ di tempo, fate una passeggiata sulle sponde del Tamigi nel BANKSIDE DESIGN DISTRICT (sito ufficiale). Oltre allo splendido panorama, potrete visitare le bellissime archeologie industriali del museo Tate Modern e della Oxo Tower (che ospita oltre 25 negozi di design). Il distretto ospita l’evento Musicity X Low Line. Diversi sound artist dialogano con 15 edifici attraverso altrettante colonne sonore. Nel 2018 il complesso Oxo Tower Wharf ospitava anche una interessantissima “sede staccata” di Designjunction. Chissà se anche quest’anno verrà utilizzata per esposizioni di brand creativi e giovani designer.

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Uno sguardo ai 5 grandi trend che Designstreet ha avvistato durante il London Design Festival 2018.

Si è da poco conclusa la sedicesima edizione del London Design Festival 2018, uno degli appuntamenti più attesi da addetti ai lavori e appassionati per scoprire le novità dal mondo del design. A comporre la settimana del design londinese, 5 fiere (le cosiddette Design Destinations): 100% Design, designjunction, London Design Fair, Decorex e Focus/18. E un variegato calendario di eventi, installazioni e mostre dislocate in varie zone della città e ospitate in luoghi storici pieni di fascino, come il Victoria & Albert Museum che nel 2018 ha festeggiato 10 anni di collaborazione con il London Design Festival, e la Somerset House che ha accolto la London Design Biennale. 

Insomma, una settimana davvero intensa che Design Street ha vissuto a pieno, girando in lungo e in largo per la capitale britannica alla ricerca di ispirazione e di nuovi progetti da raccontare. Al di là dei singoli prodotti presentati, a colpirci è stato, però, anche il ricorrere di alcuni temi. Primo tra tutti quello della sostenibilità, un tema di vitale importanza per il nostro vivere quotidiano che durante il London Design Festival 2018 è stato sviscerato da molteplici punti di vista. 

Se volete conoscere in dettaglio tutti i trend che abbiamo individuato, ecco il nostro report. A guidarvi troverete le 5 grandi tendenze, accompagnate da una selezione di alcuni tra i progetti più interessanti che abbiamo avvistato. Buona lettura!

Trend #1: Sughero

Se il focus del London Design Festival 2018 è stato sulla sostenibilità, va da sé che tra i materiali protagonisti non poteva mancare il sughero. Il sughero è, infatti, un materiale “virtuoso”, essendo rinnovabile e riciclabile al 100%. Qualità che unite alla sua leggerezza e versatilità lo rendono sempre più amato dai designer. 

Scopri il nostro approfondimento sul trend del  SUGHERO NEL DESIGN

Cellula, Corque Design

Cellula del brand portoghese Corque Design è uno scaffale in sughero modulare che si ispira alla struttura cellulare del materiale organico. 

Tribus, Magna Natura

Diverse tonalità di sughero accostate all’ottone disegnano il pattern a spina di pesce di Tribus, la credenza di Magna Natura. 

Art / Abe / Arne, design Michael Sodeau per Modus

Si chiamano Art, Abe e Arne i tre tavolini in sughero firmati da Michael Sodeau per l’azienda britannica Modus. Disponibili in una finitura chiara o scura, si possono utilizzare da soli o disporre insieme come fossero una vera e propria famiglia.  

Notebook, design Maria Gustavsson per Swedish Ninja

Ante in sughero in versione multicolor su cui appuntare foto e post-it per Notebook, il mobile contenitore disegnato da Maria Gustavsson per Swedish Ninja. 

Octave, SuperLife

I tavolini Octave di SuperLife sfruttano le proprietà isolanti del sughero, offrendo una pratica “isola” su cui appoggiare caffettiera o teiera senza il rischio di danneggiare il top del tavolo. 

Nordic Silence, design Katrìn Olina per Made by Choice

Nordic Silence, disegnato da Katrìn Olina per l’azienda finlandese Made by Choice, è una linea in sughero e in legno nata dall’idea di esplorare il bisogno di quiete. La collezione comprende 4 pezzi: Silent Tree, Silent Stool, Silent Stump e Silent Sun. Silent Tree può essere utilizzato per dividere gli ambienti e ridurre i rumori negli spazi pubblici. Gli altri complementi sono un pannello acustico da parete, uno sgabello e una seduta da meditazione. 

Trend #2: Riciclo e nuovi materiali sostenibili

Non solo materiali naturali come il sughero. Durante il London Design Festival 2018 il tema della sostenibilità si è tradotto anche nella ricerca di nuovi materiali o nel tentativo di reinventare quelli vecchi. Un esempio? La plastica, materiale a cui alcuni designer stanno cercando di dare una seconda possibilità, sperimentando modi sostenibili per utilizzarla. Una ricerca che è stata messa bene in luce nell’esposizionePlastic, Beyond the Chipper”, ospitata nella splendida cornice della vecchia fabbrica di birra Truman Brewery, alla London Design Fair.  

design #1, Revology Design

“Born from the Earth – Designed for the Future”, recita il claim di design #1. La sedia da bistrot rivisitata in chiave ecologica lanciata da Revology Design. A comporre la sedia un mix di fibre di lino, resina bio e ottone riciclato. Per un prodotto riciclabile al 100%.

Woodio

Mixando il legno con polimeri sostenibili, il brand finlandese Woodio è riuscito a creare un legno completamente resistente all’acqua, oltre che riciclabile al 100%. Insomma, un materiale perfetto per rivestire i lavabi. 

Ecobirdy

Ecobirdy è un brand belga che crea mobili per bambini prodotti con la plastica riciclata dei giocattoli. Un intelligente progetto di riciclo che ha portato anche allo sviluppo di un libro e di un programma scolastico con cui rendere i giovani consapevoli dell’importanza dell’economia circolare. 

Per un approfondimento su questi giochi e arredi per bambini in plastica riciclata, date un’occhiata a questo articolo su Ecobirdy.

Vlisco Recycled, Simone Post per Vlisco

Simone Post ha firmato per l’azienda olandese Vlisco una serie di tappeti realizzati con le rimanenze dei tessuti scartati. 

Fresnel light / Changing vase, Dirk Vander Kooij

Stampa 3D e riciclo di materiali sintetici, come infissi, stampi di cioccolato e CD, per le lampade fresnel e i vasi changing dell’olandese Dirk Vander Kooij. 

Plastic Blowing, Kodai Iwamoto Design

Plastic Blowing di Kodai Iwamoto Design è una serie di vasi realizzati con tubi di scarto in PVC, modellati con i metodi di soffiatura del vetro. 


Trend #3: Super texture

Soffici, tattili e con texture audaci. Tappeti e cuscini oggi gridano relax. Una tendenza che esprime il desiderio di rendere le nostre case sempre più calde e accoglienti. E forse il bisogno di creare delle oasi avvolgenti dove rifugiarci in risposta a quel clima di insicurezza che, a vari livelli, attraversa la società contemporanea.

Collection II, Dare to Rug

Collection II è la seconda linea di tappeti dell’azienda rumena Dare to Rug. A comporre la collezione 4 tappeti taftati a mano con lana neozelandese, ispirati ai simboli ancestrali dell’Età Neolitica. 

Tappeto OO, Hi Thanks Bye

Sono le diverse altezze del vello a disegnare il tappeto prodotto dal neonato brand canadese Hi Thanks Bye in collaborazione con la designer tessile Avis Ho. Per un effetto super “cosy”. 

Floor Story 

Giochi cromatici e disegni geometrici per i nuovi tappeti del brand britannico Floor Story.

Crossing lines, Studio Plot

Tattilità disegnata con la tecnologia in Crossing lines degli olandesi di Studio Plot. Per una serie di tappeti stampati in 3D che gioca sul rapporto tra pieni e vuoti. 

Smock cushion, Møbel & Rum 

Smock cushion del danese Møbel & Rum assomma due dei trend individuati. Infatti, oltre a presentare una texture molto invitante, è un prodotto riciclato al 100%, essendo realizzato con un materiale derivato dal riciclo delle bottiglie di plastica mescolato con una lana composta da fibre naturali provenienti da una sorgente sostenibile. 

Super Texture, Tom Dixon in collaborazione con Josephine Ortega

Non sono una novità e, anzi, ne abbiamo già parlato all’inizio del 2018 su Design Street, ma non potevamo non ricordare anche la collezione di cuscini Super Texture creata da Tom Dixon in collaborazione con Josephine Ortega. L’abbiamo potuta ammirare nel nuovo quartier generale del designer britannico, Coal Office, e proprio da lì abbiamo preso in prestito il nome dato a questo trend. 

Trend #4: Forme arrotondate

Sarà forse sempre per questa voglia di comfort e intimità che tanti arredi e complementi avvistati al London Design Festival 2018 sono caratterizzati da forme arrotondate. Che si tratti di tappeti, lampade o specchi poco importa. Ciò che conta è che le forme siano morbide e avvolgenti come un abbraccio. 

Chroma Grey, design Kitty Joseph per Floor Story

Un caleidoscopio di colori nel tappeto Chroma Grey di Kitty Joseph per Floor Story. 

C mirror, design Petra Lilja per Swedish Ninja

Se le forme arrotondate sono ricorrenti, gli specchi rotondi sono praticamente ovunque. Questo è C mirror del brand scandinavo Swedish Ninja. Non si tratta di una novità, ma la sua forma è piaciuta così tanto da aver ispirato anche una lampada gemella lanciata, invece, proprio alla London Design Fair 2018.

C lamp, design Petra Lilja e Maria Gustavsson per Swedish Ninja

 

Iced Bubbles and Oak, Dirk Vander Kooij

Uno scaffale in legno avvolto da un cerchio realizzato con materiali sintetici di recupero. Anche in Iced Bubbles and Oak dell’olandese Dirk Vander Kooij due dei nostri trend si intrecciano. 

Eclipse mirror, design Stoft Studio per Kullaro

È all’eclissi solare che si ispira Eclipse, lo specchio disegnato da Stof Studio per il marchio svedese Kullaro. A caratterizzare lo specchio, una pietra nera che sembra fluttuare sulla superficie riflettente, modificando, in questo modo, la percezione dello spazio. 

Trend #5: Frange

Il mondo del design ama sempre più ballare sulle note del Charleston, come sembrano suggerire i tanti prodotti con le frange che abbiamo visto a Londra. Una tendenza che, in realtà, ha attraversato l’ultimo secolo, ogni volta riletta secondo la sensibilità del periodo, ma che nasce proprio da quei vestiti fatti tutti di frange con cui le donne ballavano durante i ruggenti anni ‘20.

Oslo, design Pepe Albargues per Missana

Si veste con le frange la sedia Oslo firmata da Pepe Albargues per l’azienda spagnola Missana.  

Lampada FO, Hi Thanks Bye

La lampada FO dei canadesi Hi Thanks Bye interpreta la luna che risplende sul Lago Ontario attraverso l’utilizzo della tradizionale tecnica di tessitura cinese. Un incontro tra le due culture alla base di tutta la prima collezione lanciata dal neonato brand. 

Boudoir Mirror, Tero Kuitunen

Anche gli specchi si vestono con le frange. Come Boudoir, lo specchio firmato dal designer finlandese Tero Kuitunen. Una collezione dal twist giocoso che aspetta solo di essere toccata. Oltre che guardata, ovviamente.   

Dopo aver segnalato il giovane design delle Filippine e di Singapore, il nostro viaggio in Oriente continua con la Corea. Il design coreano già da qualche tempo si sta facendo notare per la sua alta qualità, per la particolare attenzioneva verso l’innovazione, la sostenibilità e gli studi sul comportamento delle persone, oltre che per la sapiente combinazione di materiali naturali e dell’artigianato tradizionale con le tecniche di produzione più all’avanguardia.

Abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di conoscere le belle mostre collettive di designer della Repubblica Coreana nelle principali fiere europee, da Milano a Londra, e possiamo dire che ci hanno particolarmente colpiti.

Design Street ha parlato spesso di singoli designer coreani, ma oggi vogliamo darvi una panoramica tratta dall’esposizione “Corea Design”, organizzata dall’Istituto Corea della promozione del design (avremo mai in Italia un organismo simile?) in occasione dell’ultimo Design Festival londinese.

La mostra presentava al pubblico 15 dei più brillanti giovani designer coreani, selezionati e portati in giro per il mondo col sostegno governativo (ancora invidia!). Tra questi, i quadri con serigrafie fosforescenti di 601BISANG, lo studio di design artiZAC (Chul YEO e Myeong Seog SHIN) che usa un linguaggio architettonico per la progettazione di mobili in legno, gli accessori per la casa ispirati alla tradizionale artigianato coreano di Beeeen Company.

Passando per le lampade a sfera in ceramica traslucida del ceramicstudio ‘Mee’, i mobili che dialogano con la tradizione di Daam-So e quelli in fibra di carbonio del più noto architetto e designer Il Hoon Roh, di cui abbiamo già parlato su Design Street.

Ancora, le tazze ecofriendly in materiale biodegradabile di Ecojun (realizzate con mais+polvere di caffè), i prodotti di campeggio, come la Petrous Zipper Chair, ispirati alla vita delle tribù nomadi progettati dallo studio di design industriale IN R & D Center o gli ironici sgabelli-contenitori di Koon Design.

I sistemi di illuminazione integrati a basso consumo di Lightgreen concept, o le suggestive lampade in ceramica ecosostenibile traforata, prive di qualsiasi tipo di componente chimico o gli accessori da cucina magnetici di Quantumby Inc, pratici perché progettati studiando i bisogni e i comportamenti degli utenti.

Passando per Cresia, il sistema fai da te di storage modulare in legno di betulla proveniente da fonti sostenibili e finito con vernice eco-friendly, con sistema di giunzione one-touch e knock-down, disegnato dallo studio Stereotype, e per le fantastiche posate sensoriali dello Studio Jinhyun Jeon, che vi abbiamo già raccontato in un post recente, o il paralume che cambia d’abito, proposto dallo studio YdesignY, fondato da Hyeeun Yang.

Aspettiamo con gran curiosità di vedere le prossime novità coreane al Salone del mobile 2015…

Tap on the Line è un nuovo locale ospitato all’interno del vecchio edificio in mattoni della Kew station, nella periferia di Londra, un bell’esempio di architettura ferroviaria vittoriana.

Un pub che conserva tutta l’atmosfera rétro dei suoi ambienti, tra i quali spicca una hall adoppia altezza col soffitto a volta. I progettisti, gli architetti dello studio Concorde BGW, hanno ristrutturato questo vecchia ala dell’edificio che ospita anche una grande galleria vetrata in ferro battuto, finestrata su tutti i lati, che unisce il pub alla stazione vera e propria.

La sfida è stata quella di reintrodurre quella sensazione “grandiosa” dell’epoca vittoriana. La ristrutturazione ha riportato alla luce una serie di splendidi elementi, tra i quali la grande hall a doppia altezza, che ospita il bar, ma anche una bella serie di colonne in metallo e soprattutto l’orologio della stazione.

La veranda  originale è stata trasformato in una caffetteria dall’atmosfera elegante ma informale, come quella che domina in tutto il pub.

www.tapontheline.co.uk

www.concordebgw.com

Considerazioni dal London Design Festival 2016.

Domenica 25 settembre, ore 14,40.

Aeroporto di Stansted, Starbucks Coffee.

Sono in attesa dell’annuncio del mio volo Ryanair per Milano, e ripenso all’esperienza appena conclusa del London Design Festival 2016. E come ogni anno, provo a trasmettervi le mie considerazioni in diretta, da questo tavolino talmente piccolo, da sostenere a malapena il mio Macbook. Lo farò attraverso una cronaca “day by day” di questo mio ennesimo Design Festival, ovviamente condita con alcuni commenti personali. Torniamo dunque indietro di qualche giorno…

Mercoledì 21 settembre, ore 14,30

Arrivo a Londra con un’amica e collega, e mi dirigo subito al mio fantastico e altisonante B&B: l’Imperial College of London. Un gigantesco e organizzatissimo college universitario che in assenza degli studenti affitta le camere (affacciate su uno splendido parco) a costi umani. L’I.C. si trova proprio dietro al V&A, il Victoria & Albert Museum, anche quest’anno hub e cuore pulsante del London Design Festival 2016.

Mercoledì 21 settembre, ore 17,30

Ci tuffiamo subito negli eventi. Prima tappa, l’installazione “Glaciarium” dello studio Fredrikson Stallard per Swarovsky, ospitata nel quartier generale dei designer che sembra un tunnel della stazione Centrale di Milano. In mostra, la nuova collezione di oggetti e lampade tanto strane quanto belle. Una linea fatta con cristalli asimmetrici che sembrano schegge di ghiaccio spaccato a mano. Inusuale, visto che il taglio del cristallo è sempre stato un gioco di simmetrica perfezione. Presenti i progettisti, due designer “molto cool” che si mettono in posa per i fotografi per 10 lunghi minuti, immobili nella loro studiata posizione da designer “molto cool”…
Si conferma la teoria per cui nei party inglesi si beve di tutto ma non si mangia nulla.

Mercoledì 21 settembre, ore 19,30

Da lì ci dirigiamo verso il nuovo quartiere di King’s Cross, nuovissima location per Designjunction. Incrocio le dita perché nelle ultime edizioni, sia a Londra sia a Milano, DJ è stata piuttosto deludente. Scopro con piacere che in questa nuova sede ha riconquistato la freschezza e l’energia dei primi anni. Un’energia che esplode nella festa di inaugurazione che, senza modestia, hanno pubblicizzato come “The world’s biggest design party”. Bello, ben fatto, splendida la cornice, ma ne ho visti di meglio (per la cronaca, il più grande party di design al mondo l’ho visto a Berlino al DMI, ospitato nello spettacolare aeroporto di Tempelhof…). La prima giornata si chiude con una rilassante tappa in un café, con un delizioso apple cramble.

Giovedì 22 settembre, ore 9,15

L’evento clou del London Design Festival 2016. La press preview al V&A che inizia con colazione tra i busti neoclassici e le statue del Canova. Un’esperienza degna di quello che per me è il più bel museo al mondo!

Accompagnati dai designer, giriamo per il labirinto di stanze a vedere le installazioni, ospitate all’interno del museo, che dialogano con le stanze che le ospitano e con opere che le circondano. A malincuore devo riconoscere che queste installazioni fanno sfigurare quelle che si vedono al Fuorisalone, in particolare alla Statale, quasi sempre piovute dal cielo senza alcuna relazione col contesto… ma torniamo a Londra. Sono una decina, ma segnalo i tre che mi hanno colpito maggiormente.

3° classificato: “Liquid marble” di Mathieu Lehanneur, una lastra di marmo nero lavorato in 3D come fosse acqua.

2° classificato: “The Green Room”, un’installazione cinetica di Glithero: una cascata di cavi colorati in perenne movimento.

Primo Classificato: “Foil” di Benjamin Hubert-Layer, nella Tapestry Gallery. Un tappeto di 50.000 tessere di mosaico in acciaio lucido che, muovendosi a onda, proiettano sugli arazzi alle pareti e sui soffitti uno straordinario gioco di luci. Splendido!

Giovedì 22 settembre, ore 11,30

Ci spostiamo vedere altri due “landmark”. Smile, di Alison Brooks Architects, splendida installazione ad arco in legno che mette idealmente in relazione la celebre galleria Tate Britain con il Chelsea College of Arts.

Infine tutti a Soho per un’installazione L’Eden di Noé Duchaufour-Lawrance per Perrier Jouet, che gioca in maniera ironica animando un giardino fiorito.

Giovedì 22 settembre, ore 14,30

Dopo aver visto velocemente Designjunction durante il party, torniamo a King’s Cross per visitarlo con più calma. Confermo l’impressione che ho avuto la sera prima: è davvero bello e il contesto, di giorno, rende ancora meglio l’idea. Intelligentemente hanno diviso gli espositori in due blocchi distinti: aziende e designer da una parte (nella “Cubitt House”), artigiani e macero dall’altra (“the Canopy” building). Un modo per dare rilievo ad entrambi senza creare confusive sovrapposizioni.

Giovedì 22 settembre, ore 18,30

Si va a Brompton, per la festa del 10° compleanno del quartiere che ospita i più grandi showroom di design. In programma un grande party dove una ventina di designer interpretano il celebre Brompton cocktail, una bevanda dalla storia affascinante. A Brompton infatti sorgeva un grosso ospedale dove, per alleviare le sofferenze dei pazienti, veniva servito loro un mix di cocaina, morfina, cloropromazina, scirippo alla ciliegia ed alcool. Il “Brompton cocktail” appunto. Divertente l’idea, bello il party, non male i cocktail, anche se probabilmente era meglio l’originale…

Segue la grande festa a inviti al V&A. Curioso un party con tanta gente, musica, champagne e birra a fiumi (ovviamente nulla da mangiare…) all’interno di uno dei più celebri musei al mondo. Si vede che siamo a Londra!

Venerdì 23 settembre, ore 10,00

Si va a 100% design, nella bellissima cornice di Olympia: immaginatevi la struttura a volta in ferro e vetro della Stazione centrale di Milano. Solo che è bianca anziché nera.

Quest’anno, per la prima volta dopo tante delusioni, l’ho apprezzata. La fiera infatti, dopo aver progressivamente perso il suo spirito di evento di design, ha finalmente trovato una sua nuova dimensione. È diventata una fiera per architetti e progettisti, dove trovare dal parquet alle carte da parati, dai bagni alle cucine, dalle porte alle finestre, dagli arredi all’illuminazione. Ufficio compreso. Vista così, pur non essendo per me molto interessante, le riconosco un suo carattere ben definito. La cosa che le mancava!

Venerdì 23 settembre, ore 15,00

Il pomeriggio tappa alla London Design Fair, un nuovo nome che unisce i precedenti Tent London e Superbrands, ospitati come sempre nella bellissima fabbrica della birra ottocentesca in mattoni, la Old Truman Brewery. Questo è sempre stato il mio evento preferito, quello che tengo appunto per ultimo. Quest’anno poi hanno aperto anche il terzo piano, e quindi sono ancora più curioso. Fantastica la location, ottima come al solito la selezione, ma purtroppo il tutto sembra un po’ sottotono. Forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa…

Chiude la serata l’evento degli olandesi di Connecting The Dots in uno dei posti più belli che abbia mai visto a Londra. Una casa originale di epoca georgiana che ci fa fare un tuffo indietro del 1600 (e in effetti qui hanno girato tanti film), spersa tra i vicoli intorno a Spitalfield. Un’amozione unica.

Sabato 24 settembre, ore 10,00

Ritorno al V&A per godermi con calma il museo e le sue installazioni e trovo anche il tempo per vedere la bellissima mostra “You Say You Want a Revolution-Records and Rebels 1966-1970”.

Sabato 24 settembre, ore 14,00

Un giro per gli showroom di design di Brompton (Cassina, B&B Italia, Kartell, Sicis, Skandium, Conran Shop, Mint…), poi una lunga passeggiata verso Covent Garden per vedere la prima edizione della London Design Biennale. “Utopia by Design” il titolo della collettiva internazionale di 35 paesi all’interno della Somersert House, un bel palazzo affacciato sul Tamigi.

Salvo qualche installazione, generalmente parlando non mi è piaciuta, ma sono comunque contento di averla visitata.

Il resto della giornata dedicata al girovagare per Londra… la mia attività preferita!

Domenica 25 settembre, ore 10,00.

La mattina la dedico alla visita della casa studio del pittore preraffaellita Sir Frederic Leighton, oggi museo a lui dedicaato. Un gioiello vittoriano in stile moresco, il rifugio di un artista eclettico e raffinato. Un luogo che consiglio davvero, insieme a un altro gioiello poco conosciuto: la casa studio dell’architetto neoclassico sir John Soane: una Wunderkammer mozzafiato, da non perdere assolutamente!

Domenica 25 settembre, ore 15,15.

Aeroporto di Stansted, Starbucks Coffee.

Hanno annunciato il mio volo. Gate 87. Chiudendo il computer ripenso a questi fittissimi 4 giorni, tra fiere, eventi, party… Completamente diversa dalla fiera di Milano col suo Fuorisalone. Ma non meno bella.
Londra e Milano. Le capitali del design. Insieme a Stoccolma e alla sua fiera del mobile e dell’illuminazione nordica. Ma di questo evento vi parlerò a febbraio.

Ora devo rientrare…

 

 

 

 

C’è un palazzo a Battersea Park, nella zona sud-est di Londra, dove ha sede l’atelier di Victoria Beckham e dove abita Toni Mascolo (fondatore della catena di parrucchieri Toni & Guy). Ebbene questo edificio, un imponente ex magazzino a Ransome’s Dock, è stato recentemente restaurato e trasformato in una tra le migliore proposte del mercato immobiliare londinese.

Il progetto, curato dal gruppo CLPD, propone solo due appartamenti con tre camere ciascuno, affacciati rispettivamente ad est ed ovest, entrambi al primo piano di un imponente ex magazzino a Ransome’s Dock.

I due appartamenti, di circa 200 mq ciascuno, sono stati curati nel minimo dettaglio utilizzando solo materiali di prima qualità, trovando un non facile equilibrio fra elementi industriali e naturali, ottenendo così un risultato dalla forte personalità ed elegante al tempo stesso.

Gli ambienti interni, coi pavimenti in cemento e le pannellature in legno, rispecchiano il sapore industriale dell’edificio mentre gli arredi sono caratterizzati da scelte di alto design. Tra le aziende selezionate dagli arredatori, aziende quali Vitra, Carl Hansen & SønMinacciolo, che ha fornito il top di gamma delle sue cucine con la collezione Natural Skin, appositamente personalizzata per questa location dall’azienda italiana.

Se siete curiosi di conoscere il prezzo di questi due appartamenti, sappiate che costano “solo” £3,500,000 ciascuno. Sempre che non siano già stati venduti…

Trovandomi a Londra per dei corsi, non ho voluto lasciarmi scappare l’inaugurazione di “Creation from Catastrophe: how architecture rebuilds communities”, una mostra molto interessante organizzata dal RIBA, dedicata al ruolo dell’architettura dopo le catastrofi naturali.

La mostra prende spunto da una frase pronunciata dell’architetto Toyo Ito in seguito al terribile terremoto del giapponese del 2011: “Una zona disastrata nella quale tutto è perduto ci offre la straordinaria opportunità di avere uno sguardo nuovo, ripartendo da zero, su ciò che l’architettura realmente rappresenta.”

La distruzione di una città, che sia causata dall’uomo o da eventi naturali, può infatti portare a ripensare radicalmente il paesaggio urbano. Inoltre ci pone delle questioni fondamentali sulla fragilità dell’architettura stessa, sulla delicata relazione tra uomo e natura e sulla capacità degli architetti di comprendere i cambiamenti e di trovare delle risposte.

Nella bella mostra londinese sono dunque rappresentati e analizzati i vari modi in cui le città e le comunità sono state ri-immaginate in epoche diverse a seguito di gravi calamità naturali.

Carte storiche, plastici, disegni, progetti e video accompagnano il visitatore in questa lunga storia che parte dal piano per Londra dopo il “great fire” del 1666, passando per il terribile terremoto di Lisbona nel XVIII secolo, all’incendio di Chicago del 1871 fino alle più recenti catastrofi di Skopje, Nepal, Nigeria, Giappone, Cile, Pakistan e Stati Uniti.

La mostra è davvero interessante e pone grandi interrogativi, ma non è stata l’unica cosa a colpirmi durante la visita.

Mi ha affascinato innanzitutto l’istituzione stessa del RIBA, the Royal Institute of British Architects; una storica e attiva istituzione fondata nel 1834 (attualmente conta oltre 40.000 membri) che, oltre a promuovere l’architettura inglese, si occupa di formazione, organizza contest internazionali che premiano i migliori architetti (il celeberrimo Stirling Prize) e le migliori scuole internazionali, oltre a collaborare con il governo per migliorare la qualità nella progettazione di edifici pubblici, residenziali e delle nuove comunità.

Un’istituzione che vanta una biblioteca tematica aperta a tutti con oltre 80.000 volumi e una straordinaria collezione (unica al mondo) di documenti, progetti originali, foto, stampe antiche, plastici etc. Basti dire che il RIBA possiede la più grande collezione di disegni di Andrea Palladio…

La seconda cosa che mi ha colpito è la maestosa architettura che ospita il RIBA, un palazzo progettato nel 1934 da George Grey Wornum in un insolito stile che mescola il Modernismo col Neoclassicismo scandinavo.

Un imponente edificio di sette piani, tra Oxford Circus e Regent’s Park che, come tutti gli edifici culturali in Inghilterra, è anche pensato per essere vissuto quotidianamente dalla popolazione. Non solo per le conferenze e le interessanti mostre che organizza. Non solo per la caffetteria, lo shop, la fornitissima libreria (aperti al pubblico), ma anche perché nelle sue splendide sale (con arredi e decorazioni originali degli anni 30) si organizzano eventi, cene, concerti e persino matrimoni! Un ottimo modo per promuovere l’architettura e per farla sentire, come è giusto che sia, parte integrante della vita quotidiana di ognuno.

 

La mostra “Creation from Catastrophe: how architecture rebuilds communities”

è visitabile con ingresso libero dal 27 gennaio al 24 aprile 2016.

Orari: da lunedì a domenica, ore 10-17; martedì, 10-20.

The Architecture Gallery, RIBA, 66 Portland Place, London, W1B 1AD.

Info: [email protected]

Gli eventi culturali al London Design Festival

Come ho scritto nel precedente articolo, la mia esperienza al London Design Festival 2015 mi ha portato emozioni contrastanti. Da una parte l’eccitazione per Londra, la città più “di design” al mondo, dove non serve andare al Design Festival per vedere le tendenze: basta immergervisi con occhi curiosi. Dall’altra la delusione per un festival che, pur crescendo in dimensione e in importanza, non riesce a mantenere quel carattere di grande creatività con cui era partito. Se cerchi di imitare il Fuorisalone di Milano, hai già fallito in partenza perché con Milano non si compete: bisogna provare a batterla su un altro fronte: quello della qualità e della selezione, ad esempio…

La più bella conferma invece l’ho avuta, come sempre, dai “Landmark Projects”, gli eventi culturali, le installazioni di design fatta ad hoc per il festival all’interno del bellissimo Victoria&Albert Museum e in vari punti della città.

Ho avuto la fortuna di vederli in anteprima, in un press tour al V&A con guida una d’eccezione (Ben Evans, direttore del LDF) e raccontati direttamente dai designer.

Così dopo una colazione tra le sculture neoclassiche (io giravo maleducatamente le spalle a un Canova) insieme a giornalisti di tutto il mondo, siamo partiti per ammirare le numerose ospitate nel museo che installazioni che interagiscono col museo e con le opere esposte.

Prima tappa, Zotem, la scenografica struttura creata dal designer norvegese Kim Thomé in collaborazione con Swarovski, una scultura alta 18 metri che attraversa in verticale l’altissima Grand Entrance del V&A. Un totem in metallo nero punteggiato da grandi cristalli Swarovski che riflettono i colori di un variopinto nastro che scorre in loop continuo all’interno del totem. Un fantastico effetto di colori e rifrazioni che cambia in continuazione inondando di bagliori le pareti e le sculture dell’atrio.

Ci spostiamo al Level 4 per vedere un omaggio al designer britannico Robin Day in occasione del centenario della sua nascita. La figlia del designer, Paula Day, ci ha illustrato il lavoro di suo padre, in particolare i suoi oggetti in legno. Molto bello!

Da qui, alla “Cloakroom”, un’installazione di Faye Toogood: i visitatori vengono invitati a indossare una delle 150 giacche in tessuto tecnico del prestigioso brand Kvadrat (ognuna delle quali contiene una mappa personalizzata del museo) e andare alla scoperta di una serie di creazioni sculturali di Toogood sparse nelle gallerie.

Idea coinvolgente e molto divertente. Ovviamente, ne ho indossata una anche io!

Una delle installazioni più emozionanti è la “Curiosity Cloud” del duo tedesco Misher’Traxler, in collaborazione con il brand di champagne Perrier Jouët, ispirato al movimento Art Nouveau e in particolare agli insetti, spesso raffigurati nelle opere di quell’epoca.

L’idea dei designer è quella di mettere in relazione uomo e natura. Dal soffitto pendono 250 bocce in vetro soffiato della vetreria viennese Lobmeyer, ognuna delle quali contiene un insetto diverso, piccoli capolavori in lamierino tagliato al laser e ricamati a mano così da ricreare alla perfezione la forma e il colore del corpo. Gli insetti sembrano immobili ma appena ci si avvicina alla loro gabbia trasparente, un sensore di movimento li fa girare vorticosamente sbattendo, come un insetto vero, contro le pareti di vetro.

Il risultato è una sensazione straordinaria generata dall’ipnotico tintinnio degli insetti che urtano i vetri. Un’installazione meravigliosa!

Per ragioni di spazio salto la descrizione di qualche progetto “minore” per concentrarmi sugli ultimi 3. The Ogham Wall dei celeberrimi irlandesi Grafton Architects, un’installazione di menhir in cemento posizionati nella galleria degli arazzi, ispirata all’alfabeto Ogham del IV sec a.C. Poco da aggiungere: un contrasto emozionante nel silenzio della galleria.

Saliamo sul ponte tra la galleria medioevale e quella del Rinascimento, per l’installazione dei designer Laetitia de Allegri e Matteo Fogale, in partnership con la fabbrica di piastrelle Johnson Tile. Un tunnel in lamine di acrilico traslucido e colorato che riprende i colori delle vetrate medievali visibili ai piani sottostanti.

Chiusura in bellezza per “la torre di Babele” di Barnaby Barford che sottolinea la corsa al consumo nella capitale inglese. Una torre di 6 metri composta da 3000 riproduzioni in ceramica “bone China” di negozi reali di Londra, tutti fotografati personalmente dall’artista. Alla base quelli dei quartieri popolari: al vertice, le boutique più esclusive.

Un effetto davvero incredibile tra le perplesse sculture rinascimentali.

La visita si conclude col pop-up design shop, disegnato dagli svizzeri, Loris&Livia in collaborazione con Corian® Dupont. Uno shop che vende oggetti espressamente selezionati da un team di designer e aziende londinesi, molti dei quali espressamente customizzati per il Festival.

Una serie di progetti di altissimo livello. Solo questa visita, per me, vale un viaggio a Londra. Ancora di più se hai il privilegio di visitare i Landmark Projects accompagnati dai designer che li hanno creati.

Se l’anno prossimo siete a Londra per il LDF2016, questo è l’appuntamento da non mancare!

PS.

Il pomeriggio siamo andati a vedere alcune delle installazioni sparse per la città, ma ne parleremo in un prossimo post!

Considerazioni dal London Design Festival 2015

Dopo tanti anni di entusiasmo, quest’anno (purtroppo) sono tornato dal LDF-2015 con un pizzico di delusione.
Niente da dire sulla città, sempre più in fermento, sempre più vivace, sempre più ricca (non solo culturalmente) e, nota dolente…, sempre più costosa! Ma il Design Festival mi ha lasciato un po’ perplesso.

Le ragioni sono diverse, ma si possono riassumere in pochi punti.

Come sempre accade quando un evento cresce di popolarità e si amplia, a farne le spese è la selezione. Si sacrifica la qualità alla quantità e si preferisce vendere gli spazi al miglior offerente piuttosto che lasciarli (magari a meno soldi) a chi se li meriterebbe davvero. Una logica commerciale che alla lunga non paga, a meno che l’unico obiettivo non sia il business.

Seconda ragione. Londra, come ho già avuto modo di scrivere l’anno scorso (vedi l’articolo: Londra batte il London Design Festival per 6 a 0) è una metropoli talmente “di design” che un design festival non regge in confronto alla sua bellezza, a meno che non sia talmente vissuto e coinvolgente da diventare per quella settimana (come succede a Milano ad esempio) un tutt’uno con la città stessa. Invece la capitale inglese non è per niente coinvolta, le persone nemmeno, e il design festival resta un evento esclusivo per pochi addetti ai lavori, inghiottito in una città che lo sovrasta. Anche perché le grandi distanze di Londra lo rendono dispersivo e scomodo da vivere. Ma forse è solo una questione di tempo. Il LDF deve ancora crescere e fare molta strada prima di diventare un grande evento!

Terzo. Si nota un grande dislivello tra la bellezza, l’impatto e la potenza degli eventi culturali organizzati dalla città di Londra, dal LDF e dal Victoria & Albert Museum (l’hub dell’evento) e un Design Festival bello ma un po’ sottotono. Ma di questo (che accenno al giorno 4 qui sotto) parlerò più diffusamente in un prossimo post…

E ora andiamo con ordine e partiamo dall’inizio del mio LDF tour 2015.

1° giorno

Arrivo a Londra e, per rientrare subito nell’atmosfera londinese, mi leggo l’Evening Standard al mercato di Spitalfields gustandomi l’ottimo il Fish&Chips del leggendario Poppies. Quando il “junk food” è veramente delizioso…

 

2° giorno

Sveglia all’alba. Mi armo di scarpe comode e tessera della metro e parto! Quest’anno per la prima volta ho deciso di fare un salto a Decorex, una fiera decentrata che, non so per quale ragione, avevo sempre “snobbato”. Il mio intuito e la mia ventennale esperienza nel mondo delle fiere mi suggeriva di lasciar perdere… e (come al solito) avevano ragione!
Decorex non è altro che un’esposizione di interior decorator di lusso. Non brutta in sé, a parte la location: un triste tendone in plastica bianca da “sagra della polenta” che stride con la bellezza del Syon Park, lo splendido parco fuori Londra che la ospita, e col tema del lusso di cui, all’interno, si faceva sfoggio! Insomma: contento di averla vista ma non è il mio genere!

Il pomeriggio, approfittando della navetta diretta da Decorex, sono andato a FOCUS, un nuovo evento ospitato presso il Design Centre, a Chelsea Harbour. Un enorme edificio moderno con 3 corti interne sul quale si affacciano oltre 500 (!!!) esclusivi negozi di arredamento. Molto bello, soprattutto l’architettura, ma la degna continuazione della mattinata: interior decoration di lusso. Anche qui: contento di averla vista ma non è il mio genere!

3° giorno

Dopo una prima giornata dedicata, mio malgrado, alla decorazione d’interni, inizia il design tour, quello vero.

E via verso la fiera 100% Design, per la prima volta non ospitata nella vecchia sede di Earls Court, uno storico luogo di Londra che stanno smantellando per far posto a residenze private (guardate qui quanti concerti ha ospitato…). Un pezzo di storia della musica rock che scompare!

Per fortuna la nuova location “Olympia” è bellissima. Una specie di Stazione Centrale di Milano, con enormi arcate in ferro e vetro (solo che è dipinta di bianco invece che di nero). La mostra però non regge la bellezza del suo contenitore e si conferma, per il terzo anno di fila, una delusione.
Il problema è il solito. Troppe cose insieme (arredamento, bagno, cucina, ufficio, brand emergenti parquet, porte…) in troppo poco spazio. Un minestrone con ingredienti che, anno dopo anno, mi sembrano sempre meno selezionati. Peccato davvero, per una grande occasione sprecata.

La mia speranza è quella di consolarmi il pomeriggio, con la “press preview” di uno dei miei eventi preferiti, Designjunction (che a Milano è piuttosto deludente ma a Londra è sempre stato il top del LDF!). Anche questo evento si è spostato dallo storico palazzo dove l’ho conosciuto anni fa, a uno nuovo di fianco. E anche per questa ragione la mia curiosità era alle stelle. E invece… pessimo cambio! Non per la selezione di brand, sempre interessante e di gran qualità, ma per il contesto. La prima location, quattro piani di archeologia industriale “open space” era davvero molto coinvolgente. Dava l’idea di una fiera “post-industriale” dove si ammirava un meraviglioso contrasto tra l’atmosfera di abbandono dell’edificio e la bellezza del design contemporaneo esposto.

Questo nuovo edificio, invece, è un labirinto di stanze e corridoi difficili da visitare e nei quali si è perso quel potente senso di creatività collettiva che si respirava nel precedente edificio. Peccato anche qui. Sono uscito contento sì, ma senza quell’entusiasmo al quale ero abituato.

4° giorno

La terza giornata si è aperta alle 9 col press tour degli eventi “culturali” del LDF che però, essendosi dimostrato ancora una volta il meglio della settimana del design londinese, voglio raccontare nel dettaglio in un post ricco di immagini nei prossimi giorni. La prima (e unica) vera, grande soddisfazione del Festival!!!
Il pomeriggio mi sposto nella vecchia fabbrica in mattoni della “Old Truman Brewery” per un’altra Press preview al doppio evento Tent London-Superbrands. Il mio preferito insieme a Designjunction! Il primo dedicato a collettive straniere e ai giovani brand emergenti, il secondo (come dice il nome) ai brand più affermati. Da sempre, una certezza!

… o meglio, una quasi certezza, dato che ho avuto l’impressione che anche qui, come succede molto spesso al Fuorisalone di Milano, si confonda sempre più il design con l’artigianato. E questo non va bene. Ricordo con grandissimo piacere il mio primo LDF, qualche anno fa, nel quale il Tent London era una meravigliosa selezione di giovani designer e poco distante, sotto la tettoia dello Spitalfields Market, aveva luogo una splendida fiera dell’artigianato più creativo. Ho trovato davvero bello che si sottolineasse questa distinzione e, dato che il livello di entrambi era altissimo, ho avuto grande soddisfazione da entrambi. Poi sempre di più questi due mondi si sono uniti creando un’esposizione ibrida e meno interessante.

In ogni caso niente da dire sull’evento al quale, quest’anno, ho assegnato la palma d’oro. Si distinguono come sempre le collettive. Ottime (come sempre) quelle dei designer svedesi e coreani, due mondi così distanti eppure con un estetica così simile! Molto interessanti quella degli irlandesi e quella degli australiani, interessante new entry al Design Festival. Bella sorpresa, dulcis in fundo, la collettiva “Design from South Italy”: finalmente l’Italia che ritrova il suo orgoglio e si organizza per portare designer e aziende all’estero. Un piacere di fronte al quale qualche tocco di ingenuità passa davvero inosservato. Bravi!

5° giorno.

Il quinto giorno l’ho dedicato a girare per Londra, curiosando qua e là tra gli eventi del festival pur sapendo che gli eventi esterni di quelli che chiamano i Design Districts poco hanno da competere con le collettive che avevo visitato nei giorni precedenti ma che, questo è forse il principale merito, obbligano a girare la città in lungo e in largo. Il modo migliore per gustarsi Londra al di fuori dei tradizionali itinerari turistici.

Il giorno dopo sono rientrato a Milano, pregustandomi già la prossima fiera che ho già prenotato e che è, con Milano, ovviamente, la mia preferita. La Stockholm Furniture & Lighting Fair.

Ciao Londra. Ci vediamo l’anno prossimo!

 

 

Non c’è sicuramente bisogno di presentare il design di Tom Dixon. Non tutti però conoscono la sua attività di interior designer.
Vogliamo allora presentarvi il nuovo ristorante Craft London. Un locale su tre piani progettato da Tom Dixon per il celeberrimo chef Stevie Parle, lo stesso che Tom ha chiamato nel Dock Kitchen, il bistrot ospitato nel suo quartier generale londinese.

Il nuovo ristorante di Tom Dixon vuole essere “british” a 360 gradi. British nella cucina, focalizzata su prodotti britannici sugli ingredienti naturali e sui cibi di qualità, preparati in collaborazione con i migliori esperti nel campo della torrefazione, della stagionatura della carne, dell’apicoltura etc.

British nello stile, con i suoi interni progettati col gusto tutto inglese del designer, con gli evidenti contrasti tra linee pulite e moderne e forme organiche, con l’abbinamento tra i tessuti in tweed scozzese, la pietra naturale locale, i mobili e le lampade “made in London”, firmate Tom Dixon.

British infine nella strategica location: una “penisola” del Tamigi, di fianco alla famosa cupola della O2 arena (ex “Millennium Dome”), aperto con le sue ampie vetrate e le terrazze sulle luci della città.

Sembra essere piuttosto caro, ma c’è anche un bar dove un cocktail al tramonto potrebbe non costare troppo…

www.tomdixon.net

http://craft-london.co.uk

Un edificio vittoriano ad Hackney, nell’East London è stato ampliato con l’aggiunta di una nuova ala che aggiunge una nuova camera da letto (al piano superiore) e una sala da pranzo (a piano terra, affacciata sul giardino posteriore). L’estensione si fonde perfettamente con il contesto grazie al riuso dei mattoni e degli infissi originali rimossi durante l’intervento. Il progetto, degli architetti inglesi Cousins ​​e Cousins ​​ha adattato gli spazi alle nuove esigenze di una famiglia che era cresciuta e necessitava di più spazi.

La cucina e la sala da pranzo sono stati uniti per formare un unico open space, illuminato da una grande finestra senza telaio che crea un punto focale per la casa e sfuma i confini tra interno ed esterno.

Questo Cottage è la dimostrazione di come l’architettura contemporanea e il tessuto storico delle abitazioni di Londra possono convivere in armonia.

www.cousinsandcousins.com

Group Design è uno studio inglese fondato nel 2008 da Richard Wells e Jeremy Schotte. Due architetti e designer la cui missione è quella di creare oggetti che assolvano pienamente alla loro funzione, in modo essenziale, raffinato eleganza e semplice, senza inutili “ingombri” visivi o strutturali.

Un perfetto esempio della loro teoria è rappresentata dalla lampada 490, presentata durante l’ultima design week londinese. Si tratta di una lampada da scrivania a LED, realizzata in metallo tagliato al laser, curvato e verniciato.

La lampada “490” è disponibile anche nella versione “150”, una speciale Anniversary collection declinata nei dodici colori che contraddistinguono le altrettante linee della London Tube. Un omaggio ai 150 anni della più iconica metropolitana al mondo.

www.groupdesign.co.uk

Il mio entusiasmo nei confronti della fiera di Londra e della rispettiva Design Week comincia a vacillare. O forse sono solo io che, dopo averla mitizzata per tanti anni, comincio a ridimensionarla e a collocarla nella giusta posizione. Fatto sta che quest’anno, per la prima volta, torno dalla capitale britannica con sentimenti contrastanti, tra grossi entusiasmi e pesanti delusioni, che vado ad affrontare per punti.

Partiamo dalla fiera 100% Design, una piccola ma selezionata fiera che unisce diverse sezioni: bagno, cucina, rivestimenti, design, ufficio, giovani promesse…. Tutto (forse troppo) in così poco spazio. La mia impressione fino all’anno scorso era che c’era una selezione molto accurata che giustificava questa “massa eterogenea” di aziende. Quest’anno per la prima volta mi ha dato l’impressione di piccola fiera di provincia. Molti brand sono andati a esporre fuori, quelli che li hanno sostituiti non mi sono sembrati all’altezza e la selezione sembra aver lasciato spazio al caos. Anche tra le “giovani promesse”, sempre ben rappresentate, ho fatto fatica a trovare proposte interessanti. Insomma…

Grande delusione e voto insufficiente. Un bel 5, sperando che l’anno prossimo torni ad essere quella di prima, altrimenti non ci torno più!

Ottime conferme da Designjunction di New Oxford st. (che invece nell’ultima edizione milanese è stato una piccola delusione…) e dalla coppia Tent London/Superbrands di Brick Lane (anche se quest’anno un po’ sottotono rispetto ai precedenti), due appuntamenti che si confermano i migliori del Festival.

Voto? Rispettivamente 8 e 7…

Splendido come sempre Victoria & Albert Museum. Non solo è l’hub ufficiale del LDF, con le sue spettacolari installazioni che mescolano arte e design (da segnalare quella di Barber & Osbergy nella sala di Raffaello e la bella mostra sugli “oggetti disobbedienti”), ma è anche uno dei più incredibili musei al mondo (e uno dei miei musei preferiti in assoluto!). Un enorme labirinto dedicato a tutto ciò che l’uomo ha prodotto nei secoli. Voto, 9!

Concluderei con due parole sul London Design Festival in generale. A parte le tre eccellenze qui ricordate, e molte altre più piccole che non cito per mancanza di spazio, il voto è appena sufficiente. Direi 6+.

I design districts continuano a crescere senza ragione, vantano centinaia di eventi ma una buona parte sono bar o negozi che nulla hanno a che fare con il design e tu fai chilometri a piedi, mosso da sana curiosità, per raggiungere spazi segnalati nella guida ufficiale ma privi di alcun senso.

Inoltre la “partecipazione popolare” è molto bassa (solo pochi “addetti ai lavori” e solo in pochi quartieri) e se è vero che a Milano la ressa è eccessiva, qui salta all’occhio la distanza abissale tra il mondo luccicante del “design circus” e la città che la ospita.

Ricordate la nota polemica (che ho ripreso su Design Street e parzialmente condiviso) del collega Marcus Fairs, direttore di Dezeen, che provocatoriamente dichiarava morta Milano come capitale del design? Dopo questa ennesima full immersion nel LDF posso affermare che se è vero che la design week milanese è degenerata in un grande fiera campionaria (con offerte sempre meno di design e sempre meno “di qualità”), altrettanto provocatoriamente rispondo che il London Design Festival non è mai nato.

Ultima parola sulla città di Londra. Affascinante, straordinaria, in continuo fermento. Architetture che fioriscono da un anno all’altro, cantieri aperti dappertutto. Locali, bar, negozi, mercatini che non hanno eguali in nessuna parte del mondo. La città delle tendenze per antonomasia, un paradiso per chi fa il mio lavoro. Probabilmente Londra non ha bisogno di creare una “Design Week”. È una “Design City” talmente unica che una modesta design week non può che scomparire in confronto a tanta bellezza.

La miglior design week  non è quella del festival, ma quella che chiunque di noi può trascorrere in qualsiasi periodo dell’anno curiosando per i quartieri di Londra!

Come ogni anno, mi sto preparando per partire per Londra, dove mi aspettano la fiera 100% Design e il London Design Festival. La fiera di Londra è il primo, grande appuntamento di design dopo la pausa estiva: un evento che attendo sempre con trepidazione. È la prima delle grandi fiere internazionali che, passando per Stoccolma e Colonia, termina nella capitale mondiale del design, Milano.

Quest’anno il programma è fitto di appuntamenti e si preannuncia davvero goloso. La Design Week diventa sempre più grande, e quest’anno si è arricchita di due nuovi “Districts”: Queens Park Design District e Islington Design Quarter, che si aggiungono ai già celebri Brompton Design District, Chelsea Design Quarter, Clerkenwell Design Quarter e Shoreditch Design Triangle. Spero di avere il tempo di farci un salto per farmene un’idea, magari approfittando della sera quando i quartieri si animano con le “open night”…

Hub del Design Festival, anche quest’anno, il Victoria&Albert Museum con i suoi oltre 100 eventi, tra cui talks, workshop, installazioni  speciali realizzate da una decina di designer di fama internazionale come Barber & Osgerby e Zaha Hadid, che incontrerò il 18 mattina in occasione di un press tour che poi mi porterà in centro, a Trafalgar Square, per assistere all’inaugurazione di “A place called home”, installazione realizzata da Airbnb che ha invitato quattro acclamati designer designer, Jasper Morrison, Patternity, Raw-Edges e Studioilse, a interpretare, con quattro strutture espositive, il significato di casa.

Oltre a questi, gli eventi immancabili saranno come sempre il “Tent London” e “SuperBrands”, due delle più belle collettive che presentano quasi 300 tra aziende e designer selezionati, ospitati come sempre nella strepitosa Old Truman Brewery, un’ottocentesca fabbrica della birra tutta mattoni e ciminiere…

Per poi passare a “Designjunction”, 180 brands di qualità ospitati nei tre piani di un edificio abbandonato del centro, in New Oxford Street (qui tra l’altro il designer britannico n.1, Tom Dixon, presenta un suo “Factory Outlet” che promette sconti fino al 70%… Un’occasione da non lasciarsi scappare!

Concluderò la mia intensa trasferta londinese alla fiera 100% Design. Un gioiellino che, abituati all’immensità della fiera di Milano sembra insignificante, ma che invece concentra una gran bella selezione di brand giovani e affermati.

Un programma davvero intenso che spero di godermi come sempre anche perché questa volta ho trovato una sistemazione in zona strategica – tra Spitalfields, Liverpool str. e Brick Lane – dove si concentra la maggior parte degli eventi.

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