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Si chiama Makers With Agendas questo gruppo di designer danesi che ha fatto della ricerca dell’essenziale la propria filosofia progettuale. La loro prima collezione di prodotti, che abbiamo scoperto qualche anno fa alla fiera di Stoccolma, mostra a tutti il loro DNA, fatto di design compatto, imballaggi piatti, materiali naturali, flessibilità e uno stile neutro e minimale.

Tra i progetti ideati da Makers With Agenda, quello più particolare per la sua essenzialità è sicuramente Accordion, disegnato da Julien De Smedt. Accordion è stato definito “il cavalletto più compatto al mondo”. Un oggetto pieghevole che si apre per creare un comodo supporto per qualsiasi piano di tavolo. Grazie ad un semplice movimento a fisarmonica, le sue gambe si ripiegano e diventano un’asta sottile.

O il Knot shelf, un sistema di scaffalature assemblabili e smontabili senza sforzi, senza strumenti o viti, disegnato da William Ravn.

O ancora Pivot, un’essenziale sedia pieghevole in frassino, disegnata Dons Wouter, che si chiude fino a diventare un quadrato piatto.

Per finire con Stilt, una struttura in frassino che rappresenta un’alternativa mobile e flessibile per esporre i quadri o altri oggetti al muro e che funge anche da mensola.

Less is more!

 

 

www.mwa.eu

Studio Pin è un team di designer olandesi che ho incontrato recentemente alla Dutch Design Week di Eindhoven. “Il design è la nostra passione” è il loro motto e questa dichiarazione è evidente nei prodotti che disegnano. Ironici, intelligenti, inusuali.

“Amiamo sperimentare, la progettazione ci rende felici”. Continuano i designer di Studio Pin, che uniscono alla creatività, una grande abilità artigianale. Preferiscono infatti realizzare da soli i loro progetti, studiando i materiali e le tecniche di lavorazione più adatte.

Tra i prodotti più particolari progettati dallo Studio Pin, un posto di rilevo lo trovano sicuramente la lampada Digit, la credenza Stuck.

L’idea della lampada Digit nasce da una celebre frase: “Try hard, dig deep”, che significa “metticela tutta, vai a fondo delle cose”. Letteralmente, “scava in profondità”. E così Marijn Pin, fondatore dello Studio Pin, ha pensato a questa lampada in legno con la forma del braccio di uno scavatore. Vuoi andare a fondo? Fai luce e scava!, Sembra volerci dire il designer…

Il secondo insolito progetto è la collezione di contenitori Stuck. Una progetto che va contro il concetto basilare del design secondo cui la forma segue la funzione. Il designer ha creato un oggetto che la cui forma sembra rotta e quindi inutilizzabile. Ma niente è come appare, ci ricorda Marijn

Marijn Pin è laureato in architettura, interior design e design di mobili a Mechelen, in Belgio e poi si è specializzatoa Pretoria, in Sudafrica

Marijn si definisce un pensatore e un appassionato di design di prodotto. Con una grande passione per la sperimentazione una altrettanto grande repulsione per la prevedibilità. E a vedere i suoi prodotti, non possiamo dargli torto!

www.studiopin.nl

Il baule da viaggio è sempre stato un simbolo, un elemento iconico, che ci porta alla memoria i grandi viaggiatori tra l’800 e i primi anni del secolo scorso.

Il baule da viaggio di design invece, è un’idea di Alivar, che con questo oggetto vuole rendere omaggio a un oggetto da anni scomparso dalle nostre case.

Si chiama Bombay ed è la reinterpretazione in chiave moderna del vecchio baule da viaggio. Ovviamente non è pensato per sostituire le valigie e per essere spedito durante i viaggi con transatlantici o sui mitici treni con sbuffanti locomotive a vapore. Ma è stato progettato come elemento d’arredo moderno, per la zona notte del viaggiatore contemporaneo. Un oggetto che evoca memorie lontane e carico di avventura.

Disegnato da Giuseppe Bavuso per la collezione Home Project di Alivar, questo baule da viaggio di design ha una linea classica, quella del parallelepipedo chiuso dalle tradizionali clip e cerniere metalliche. Una volta aperto, svela al suo interno una struttura perfettamente organizzata con diversi spazi, contenitori e cassetti. Una soluzione perfetta per ordinare al meglio i ricordi e tutti gli oggetti personali ma anche per svolgere le attività quotidiane. Il baule Bombay infatti è dotato di uno specchio per il make up, un piccolo scrittoio portaoggetti estraibile, ma anche un porta orologi, un portacravatte, ganci, mensoline e tanto altro ancora.

La struttura di Bombay è disponibile in frassino o in noce nazionale rivestiti in cuoio, sia all’esterno, sia all’interno.

www.alivar.it

Hanna Sarokaari presenta Siilo, il contenitore per il facile riciclo dei rifiuti in casa.

Piccolo, portatile, adatto per gli spazi ristretti, e ovviamente super biologico: per tutti quelli che non vogliono rinunciare la rispetto della natura in qualsiasi momento senza dimenticare la facilità d’uso.
Siilo è sempre lì, disponibile proprio quando ne hai bisogno, facile da posizionare in qualsiasi spazio, anche nel piano da cucina.
Si presenta come una borsa/oggetto dal gusto nordico, una struttura circolare in bianco opaco arricchita dal manico e piccoli dettagli in un legno chiaro.

Rispetto ai normali contenitori per il riciclaggio, Siilo è elegante e davvero facile da usare e da pulire.
Siilo è portatore esso stesso dell’attenzione verso l’ambiente, grazie ai suoi materiali completamente riciclabili alla fine della sua vita.

www.hannasarokaari.fi

Metamorphosis è il racconto di come design e natura diventano una cosa sola: una collezione di eleganti contenitori, sviluppata in vasi e bottiglie, imprezziositi da insoliti tappi, la metamorfosi del tappo in insetto.

Una viva interpretazione della trasformazione della natura, degli artefatti, e della magnificenza della vita degli esseri che abitano fuori dalle nostre case.

Fin dalla preistoria, la natura ha lasciato il proprio segno negli artefatti umani, dai fossili che oggi diventano stupendi e brillanti oggetti da esporre.

Ecco che la pulizia formale di contenitori viene impreziosita dall’esoscheletro di insetti, che portano a una metamorfosi ontologica dell’oggetto.

Qui, ciò che consideriamo estraneo e a volte inguardabile, diventa il punto forte del progetto, quella chicca che distingue un vaso da un altro e lo rende prezioso.

I due designer, Camilla Brunelli e Simone Crestani, uniscono al progetto delle stampe, che raccontano il processo di realizzazione di Metamorphosis, usando un linguaggio illustrativo enciclopedico.

Un processo che non racconta soltanto la scelta degli insetti, ma soprattutto le forme che hanno dato vita agli artefatti.

www.camillabrunelli.com

www.simonecrestani.com

Il Wave Cabinet è l’ultima opera creata dall’artista e designer newyorkese Sebastian Errazuriz, di cui abbiamo già mostrato altre opere, appartenente al filone della sua sperimentazione sulle “sculture funzionali” e che evidenzia ancora una volta la sua abilità nel tramutare la materia in arte.

Wave si apre a onda creando un effetto veramente insolito e affascinante; ogni singola lamella, in legno di betulla artica laccata,  è agganciata alle altre e si muove in maniera indipendente, del tutto simile all’apertura di un ventaglio di carta. Esistono infinite configurazioni delle lamelle che consentono varie possibilità di aperture con adattamenti ondulatori.

Con le sue opere, Sebastian ci invita a rompere gli schemi, una metafora per ricordare allo spettatore a fermarsi e guardare gli oggetti con occhi nuovi. “Mi piace vedere la gente guardare una delle forme più semplici tra gli arredi di design e al tempo stesso dimenticarsi che si tratta di mobile”.

“Mi piace l’idea di creare mobili belli”, continua l’artista, “tuttavia sono molto più interessato a utilizzare il mobile come una scusa per scatenare la curiosità della gente affinché creino una connessione con esso”.

www.meetsebastian.com

Rivelare o nascondere alla vista? Questa è la domanda che si è posta la designer tedesca Meike Harde affrontando il tema di un contenitore per la zona living. In fondo, un oggetto acquista il suo significato solo in relazione all’ambiente circostante, no?

Così nasce Hybrid Cabinet, un elemento d’arredo ibrido, come ci dice il nome, che oscilla tra il concetto di contenitore e quello di vetrina.

Un mobile ad ante realizzato con una maglia di metallo finemente tessuta in ottone o in acciaio brunito, un materiale che unisce le proprietà di stoffa e metallo, mentre allo stesso resta trasparente. Lasciando intravvedere il contenuto.

Le gambe sono in acciaio, mentre come le cerniere delle ante che sono incorporati nella struttura del mobile.

www.meikeharde.com

 

Per festeggiare i 50 anni delIa serie I componibili Kartell ha chiamato un gruppo di grandi designer internazionali per interpretare la storica serie di mobili cilindrici disegnata da Anna Castelli Ferrieri. Tra questi, il grande Oki Sato, fondatore dello studio nendo, che con la sua ormai celebre genialità ha proposto un’installazione davvero bella e ironica.

Sappiamo quanto il designer giapponese sappia unire nel suo lavoro minimalismo e poesia. Come la sua matita sappia disegnare la vera essenza degli oggetti. Sul blog Design Street abbiamo già parlato molto di nendo e dei suoi lavori (se volete, potete vederli tutti cliccando sul nome del designer…)

Prendendo spunto dallo sportellino scorrevole dell’iconico contenitore (nella versione originale disponibile in bianco, rosso e nero), nendo ha pensato a una grande famiglia di elementi d’arredo e oggetti d’uso quotidiano, accomunati dalla stessa caratteristica.

E come si conviene in queste circostanze, ha scattato una bella “foto di famiglia” nella quale le tazze, le bottiglie di vino e i tappi di sughero che state usate per la composizione si trasformano, quasi per osmosi, inglobando le stesse antine.

Ma non solo… anche i libri, gli occhiali, la lampada i vasi e persino le foglie, sono diventati, secondo nendo, tutti membri della famiglia de I Componibili Kartell.

www.nendo.jp

Foto di Akihiro Yoshida

 

Diamond: Un diamante in soggiorno… L’azienda portoghese Boca do Lobo ci ha sempre stupiti con i suoi mobili unici. Una delle poche aziende che sa unire in modo creativo e non scontato il concetto di lusso a quello di design, creando mobili-scultura contemporanei che suscitano emozioni grazie alle loro forme e alle loro finiture uniche.

Uno di questi è la credenza Diamond, un “sideboard” caratterizzato dal volume irregolare che ricorda la superficie dei cristalli e da un eccellente livello di finiture.

Come un prezioso gioiello domestico, la nuovo credenza diamante è realizzzata in legno rivestito in foglia d’argento verniciata in tre tonalità traslucide: verde smeraldo, ametista e marrone. La base è rivestite in foglia d’oro, come gli interni. Le zampe della versione ametista, a testa di leone, sono intagliate a mano.

Diamond, è dotata di tre ante scolpite con sfaccettature diamantate che nascondono due cassetti e una serie di scaffalature. È un’edizione limitata e misura 180x60x83cm (altezza)

www.bocadolobo.com

Correva l’anno 1960 quando il designer norvegese Torbjørn Afdal disegnava la panca multiuso Krobo, che proprio per la sua semplicità abbinata a una grande flessibilità d’uso divenne immediatamente un classico del design scandinavo.

Oggi, dopo oltre mezzo secolo, Fjordfiesta Furniture ripropone questo oggetto storico in collaborazione con Fabio Carlesi e la sua azienda Utopia Retro Modern. La nuova panca Krobo è disponibile in tre finiture, noce e rovere oltre che nera, in due lunghezze, 200 o 150 cm, e in due altezze, 34 o 44 cm.

Nel rispetto della struttura di Krobo, il duo norvegese di designer Anderssen & Voll ha deciso di vestire la panca creando una serie di accessori componibili che ne allargano ulteriormente le possibilità d’uso: contenitori, elementi con cassetti, vassoi portaoggetti e perfino una serie di cuscini colorati.

www.fjordfiesta.com

www.utopiaretromodern.com

www.anderssen-voll.com

 

Abacus è il divertente progetto di quattro studentesse ambiziose. Così si definiscono designer svedesi, Hanna Moberg, Sofie Carlsson, Sarah Johansson e Johanna Carrass dell’università di Jönköpings.

Si tratta del risultato finale di un grande progetto che coinvolge il design e l’autoproduzione di mobili, presentato all’ultima fiera del design nordico di Stoccolma.

Non è difficile capire l’origine del nome. Abacus è una credenza in legno di frassino, con pareti laterali in MDF bianco laccato, caratterizzato da ante a pallottoliere, con le sfere in betulla.

Questa singolare credenzina, con le sue ante a pallottoliere, può assumere infinite configurazioni diverse, cambiando aspetto ogni giorno. Basta avere un po’ di fantasia nel disporre le biglie in legno che lo compongono.

www.abacusdesign.se

Gli arredi giapponesi di José Lévy per Daiken

La cultura e la tradizione orientale hanno ispirato questa linea di arredi giapponesi dal gusto raffinato e contemporaneo: Moving Tatamis sono le creazioni del designer francese José Lévy per il brand Daiken, presentate in occasione della fiera Maison&Object.

Il tatami, tradizionale pannello della cultura giapponese formato da paglia di riso, viene reinterpretato dal designer per andare oltre la sua tipica funzione: non viene più concepito come tappeto o tovaglietta, ma diviene il dettaglio fondamentale di arredi minimalisti e ultramoderni.

Caratteristica fondamentale è infatti il forte contrasto tra le texture e il materiale del tatami accostato a legno cerato e lacca lucida, oltre all’introduzione della carta giapponere wa-shi, usata al posto della paglia per garantire maggiore resistenza.

L’obiettivo è stato quello di regalare una sensazione di aria fresca e innovativa partendo da quello che c’è più caro, cancellando quasi l’uso tradizionale di un oggetto di forte impatto culturale, che ne diventa protagonista e ne vengono valorizzate le sue bellezze estetiche.

I divani, poltrone, sgabelli, tavolini, armadi e scaffali di Moving Tatamis dimostrano il forte legame di José Lévy con la cultura giapponese e la sua terra d’origine, la Francia, quando suo nonno lo avvicinò per la prima volta a qualcosa di “esotico, lontano, insolito ma bello”.

http://www.joselevy.fr

Quando si parla di arredi nordici degli anni ‘50 si parla di design con la D maiuscola. A dimostrarlo, se ce ne fosse bisogno, la produzione di Hans J. Wegner, uno dei maestri scandinavi di cui Carl Hansen & Son, uno dopo l’altro, sta rieditando l’intera produzione. Dopo la spettacolare e modernissima Web Chair, è la volta di questa credenza CH825 del 1958, editata in concomitanza del centenario della nascita del maestro danese, nato il 2 aprile del 1914.

La credenza CH825, che originariamente faceva parte di una serie di tre credenze prodotte nel 1959, era realizzata in palissandro e teak, ma nella sua versione moderna è realizzata in noce e rovere, legni pregiati ma non protetti e quindi più sostenibili. La sua linea apparentemente semplice, nasconde in realtà dettagli all’avanguardia come le ante a serrandina dotate di fianchetti e retro doppi, che si aprono scorrendo su guide e scompaiono una volta aperte.

Al suo interno i ripiani sono posizionabili a piacere e i cassetti sono studiati in modo da poterne facilmente aggiungere altri. Le gambe sono rotonde, in rovere o in noce massello, oppure in acciaio – anche questo utilizzato nella serie CH100 di Wegner. Un progetto straordinario caratterizzato da un design lineare che finora è stato solo protagonista delle aste, ma che da settembre è in vendita in negozi di tutto il mondo.

www.carlhansen.com

Il Samurai Cabinet è un mobile scultura che prosegue la serie di innovativi elementi d’arredo del designer-artista Sebastian Errazuriz ed esposto in questi giorni alla prestigiosa esposizione Art Basel 2014. È realizzato con una struttura in acciaio sulla quale sono montati 400 elementi mobili in legno di acero laccato, indipendenti l’uno dall’altro, che vanno a formare una sorta di rivestimento accessibile da ogni lato. La forma del contenitore, ovviamente, può assumere infinite configurazioni. È sufficiente spostare ogni singolo elemento che, essendo bilanciato alla perfezione, ruota facilmente sotto la spinta di un solo dito.

Il risultato ricorda un samurai con la sua tipica armatura, posto a protezione degli oggetti che custodisce. Una curiosità: il cabinet, come quasi tutti i pezzi disegnati da Sebastian Errazuriz, è stato completamente realizzato nel laboratorio di ebanisteria del designer con l’aiuto di un paio di assistenti.

www.meetsebastian.com

 

Mescolare la tradizione del più classico mobile cinese e la creatività del design, che interpreta oggetti iconici in un collage di stili trapassato e presente.

È questo il tema della collezione Yen Objects dello studio taiwanese Design YXR

La sedia Soul, ad esempio, ha tentato di riunire in un oggetto di design il rapporto tra Oriente e l’Occidente. In Asia, la cultura orientale è il fondamento della vita quotidiana, ma viene filtrata dalla cultura Occidentale. Qui ad esempio, le persone sono abituate a indossare abiti occidentale alternandoli a quelli tradizionali cinesi. E così lo studio Design YXR ha cercato di proiettare questo punto di vista sulla Soul Chair”, nella quale la cultura orientale rappresenta l’anima della sedia, mentre la cultura occidentale ne forma il corpo. L’anima della sedia, sembra nascere dal corpo, come una farfalla dal bozzolo.

Sullo stesso concetto si fonda la collezione “Collage Plan” anche questa un ponte tra cultura orientale e occidentale. Il designer Ian Yen ha utilizzato la tecnica del collage per creare “Collage n. 5”, un mobile contenitore nel quale mobili classici della tradizionale cinese si mixano come tessere di un puzzle all’interno di una cornice occidentale. Un vero e proprio pezzo d’arte in stile “fusion” per rendere l’ambiente domestico più funzionale e decorativo.

Così come il tavolino “Classic n. 8”, nel quale Ian gioca con due materiali tipici della sua tradizione: la ceramica e il legno. I vasi in ceramica, in questo caso, diventano parte della struttura invece di limitarsi a oggetto decorativo da poggiare sul piano.

www.designyxr.com/objects