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Effetti tridimensionali e illusioni ottiche. Con i tappeti disegnati da Alain Gilles per YO2 niente è come sembra.

Giocare con la percezione. È questa l’essenza dei tappeti disegnati da Alain Gilles per YO2, brand di decorazione di interni con base a Cipro.

Dai “buchi” sul pavimento che sembrano trasportarci in un altro mondo all’effetto mosaico trasferito su tessuto, le collezioni di Alain Gilles ci invitano a guardare la realtà da una prospettiva diversa.

Scopriamo insieme i tre progetti del designer belga.

Tappeti Hole

Un “trompe l’oeil” sul pavimento. Un tappeto che sembra appena uscito da un cartoon. La collezione Hole di Alain Gilles gioca con la percezione e con la prospettiva, creando l’illusione di un’apertura. La sensazione è quella di un portale attraverso cui entrare in un universo parallelo. Come il quadro sul marciapiede in cui saltano Mary Poppins, Bert e i bambini nel famoso film di Walt Disney. Un quadro magico che li catapulta in un mondo popolato da bizzarri personaggi animati.

Il tappeto Hole è creato combinando due elementi separati: una griglia composta da linee disegnate a mano e un buco che da certe angolazioni dà l’impressione di un’apertura nel terreno. La griglia suggerisce l’idea di un pavimento. Il foro sembra un elemento grafico capitato lì per caso.

I tappeti Hole sono disponibili anche in una versione rotonda.

Tappeti Mosaique

Nella collezione Mosaique Alain Gilles prende le tessere del mosaico e le reinterpreta con il tessuto, trasformandole in qualcosa di caldo. Una sensazione opposta a quella che viene comunemente trasmessa dal mosaico.

La collezione nasce dalle foto scattate da Alain Gilles in giro per la città. Il processo di stampa impiegato per realizzare questi tappeti permette di usare pattern molto piccoli che sarebbero difficili da creare a mano.

Tappeti Stacked-Up

I tappeti Stached-Up rileggono in chiave ironica gli effetti tridimensionali. A ispirare il design dei tappeti sono le lamiere grecate usate come copertura o rivestimenti per facciate e solai. Un materiale da costruzione a cui le persone di solito non danno grande valore. La pila di lamiere grecate al centro del tappeto ha una profondità reale. Un effetto tridimensionale che cambia a seconda dell’angolo da cui viene visualizzato. Le ombre create dai pezzi sovrapposti sono un elemento grafico centrale del tappeto e diventano protagoniste nella versione in cui la composizione è decentrata.

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SUI TAPPETI DALLE FORME IRREGOLARI.

IKEA lancia la collezione IKEA Art Event 2021. Dieci pezzi in edizione limitata che celebrano l’incontro tra arte e funzionalità.

Può un’opera d’arte essere anche un oggetto d’uso quotidiano? È da questa domanda che nasce IKEA Art Event, il progetto lanciato da IKEA nel 2015 per democratizzare l’arte e renderla accessibile a tutti. Da allora, ogni anno, IKEA collabora con artisti di tutto il mondo, dando vita a capsule collection che celebrano l’arte in tutte le sue forme: dai tappeti agli oggetti in cristallo, dai poster alle lampade.

Per la collezione IKEA Art Event 2021, l’azienda svedese ha collaborato con alcuni tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea: Sabine Marcelis (Rotterdam), Gelchop (Tokyo), Daniel Arsham (New York), Humans since 1982 (Stoccolma) e Stefan Marx (Berlino).

“Abbiamo scelto di lavorare con artisti di varie parti del mondo per rappresentare la varietà che nasce dall’incontro tra arte e design”, racconta Henrik Most, il Creative Leader di IKEA Art Event. “Vogliamo dimostrare che essere un artista o essere un designer non significa limitarsi a una sola dimensione espressiva: si può spaziare in diversi campi”.

La collezione IKEA Art Event 2021 comprende dieci oggetti d’arredo che uniscono arte e funzionalità: le lampade-scultura di Sabine Marcelis, l’orologio in movimento di Daniel Arsham, la lampada da tavolo e la torcia a forma di brugola di Gelchop, il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx e i droni in vetrina di Humans since 1982.

Scopriamoli insieme.

L’orologio in movimento di Daniel Arsham

Un orologio da tavolo che sembra muoversi. Un simbolo del tempo che vola. L’orologio di Daniel Arsham rappresenta l’interesse dell’artista per il concetto di tempo e la sua idea di architettura in movimento.

Le lampade con il taglio di Sabine Marcelis

Le lampade da parete di Sabine Marcelis si ispirano ai tagli nelle tele del pittore Lucio Fontana, di cui la designer ha replicato lo stesso gesto di incidere una superficie. L’idea è nata provando a piegare e tagliare la carta. Le lampade sono disponibili in due misure e possono assumere cinque diversi colori.

La lampada e la torcia a forma di brugola di Gelchop

La mitica brugola usata per montare i mobili IKEA si trasforma in lampada da tavolo e torcia. Secondo Gelchop la brugola non aveva mai avuto l’attenzione che meritava, per questo hanno deciso di renderla protagonista, reinterpretandola in una chiave sovradimensionata e dandole una funzione diversa.

Il drone in vetrina di Humans since 1982

Prendere oggetti iconici e ricollocarli in nuovi contesti, con nuove funzioni. È questo il fil rouge che collega le opere di Humans since 1982. Ed è questo il pensiero che li ha guidati nel progetto per IKEA Art Event. In questo caso, hanno preso un drone, un oggetto tecnologico associato alla sorveglianza, e lo hanno messo in una minivetrina di alluminio. Il risultato? Simile a una collezione di farfalle.

Il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx

“I wait here for you forever as long as it takes” (Ti aspetterò qui per tutto il tempo necessario). “I’m so so so sorrryyyy” (Mi dispiace infinitamente). Sono i messaggi i protagonisti del progetto di Stefan Marx. Un plaid e un vaso pensati per unire funzione e impatto emotivo. Per esprimere il nostro amore o chiedere scusa.

IKEA Art Event sarà disponibile nei negozi IKEA di tutto il mondo e online dal mese di aprile 2021. I dieci pezzi della collezione potranno essere scoperti sull’account Instagram di IKEA, grazie a speciali effetti di realtà aumentata.

Un tavolino che riproduce su piccola scala un giardino Zen. Ecco Furrow, il progetto del designer giapponese Taeg Nishimoto.

Il giardino Zen in un tavolino. Parliamo di Furrow, il progetto firmato dal designer giapponese Taeg Nishimoto. Un prototipo di tavolino per uso indoor e outdoor, pensato per riprodurre su piccola scala le meraviglie dei mitici giardini giapponesi.

Già, il piano di Furrow è proprio alla sabbia di un giardino Zen che fa pensare. Come in un giardino giapponese, anche la superficie del tavolino presenta dei solchi che richiamano le onde del mare. Però se nel letto di sabbia o ghiaia del giardino Zen i solchi sono tracciati con un rastrello, sul top di Furrow le “onde” sono create colando il cemento con un rotolo di cartone ondulato.

Le onde sulla superficie del top cambiano aspetto nell’arco della giornata, a seconda di come vengono colpite dalla luce o della prospettiva da cui si guarda il tavolino.

Un giardino Zen su piccola scala

In un giardino Zen non c’è, però, solo la sabbia. Ci sono anche rocce e piccoli alberi. Elementi che simboleggiano solidità e fermezza in contrapposizione alla mobilità rappresentata dal mare di sabbia. Bene, questi piccoli “alberi” trovano spazio anche in Furrow. Tra i solchi del cemento ci sono, infatti, dei buchi di 25 mm, dentro cui si possono mettere dei tubicini di vetro con dei fiori, piccole piante o rami.

Il richiamo alla struttura cellulare delle piante

I rimandi alla natura di Furrow non si limitano alla texture del piano. La forma del profilo del top richiama l’immagine microscopica della struttura cellulare di una pianta. Inoltre, così come le cellule delle piante crescono indefinitamente, anche i tavolini di Taeg Nishimoto possono “crescere”, venendo accostati l’uno accanto all’altro.

Il tavolino Zen di Taeg Nishimoto è completato da una base in laminato di pino bianco tinto nero. Anche sulla struttura ci sono dei buchi. In questo caso utili per riporre i tubicini in vetro, quando non sono in uso.

Una linea di arredi colorata e giocosa, realizzata con un nuovo laminato interamente riciclabile. È POP, la prima collezione di VittEr Design. A firmare il progetto Basaglia+Rota Nodari.

Colore, gioco e sostenibilità. Possiamo riassumere così POP, la prima collezione di arredi lanciata da VittEr Design, il brand dell’azienda Filippi 1971. Una serie di sgabelli, tavolini, consolle, librerie e appendiabiti realizzata con il VittEr, un nuovo laminato completamente riciclabile sviluppato dalla stessa Filippi 1971.

A firmare la collezione POP è lo studio di architettura Basaglia+Rota Nodari, che per dare forma al VittEr si è ispirata alle forme e ai colori degli anni ’80“VittEr è un gioco, è un assemblaggio di fogli di colore ritagliati e ricomposti nello spazio”, raccontano i due architetti. “La collezione POP guarda alle esperienze culturali degli anni Ottanta, ma le rilegge con lo sguardo del presente, sfruttando le caratteristiche tecniche del materiale per trasformarle in un linguaggio espressivo semplice e diretto”.

Il risultato è una collezione dalla forte personalità, adatta sia per gli ambienti residenziali che per il contract e gli spazi di lavoro.

Cos’è il VittEr?

Il VittEr è un materiale sostenibile creato da Filippi 1971. Si tratta di un laminato compatto stratificato di nuova generazione privo di formaldeide, riciclabile e molto performante. Il VittEr è infatti antibatterico, estremamente resistente e adatto per il contatto diretto con il cibo (è prodotto con carte a base di cellulosa certificata FSC e senza l’utilizzo di resine o colle aggiuntive).

Inoltre, è un materiale che permette una totale personalizzazione. Lo spessore può variare dai 2mm fino ai 30 mm. Il colore può essere pieno oppure strato per strato per creare giochi cromatici, lavorando sui livelli di profondità. Una versatilità che rende il VittEr ideale per diversi contesti e applicazioni d’uso.

Il brand VittEr Design è nato proprio per valorizzare l’uso di questo laminato ecologico e performante.

Come si compone la collezione POP di Basaglia+Rota Nodari

La collezione POP disegnata da Basaglia+Rota Nodari comprende cinque linee di arredo: i tavolini Alfa, gli appendiabiti Ringer e Pertus, gli sgabelli Beta, il sistema di librerie, consolle, panche e banchi reception Pancake (ispirato nelle forme all’omonimo dolce americano).

I prodotti della collezione sono caratterizzati da linee sinuose e sono disponibili sia in total white sia in una vitaminica versione colorata, che sembra appena arrivata dagli anni ’80.

Carrelli bar di design? Ecco la nostra selezione. Per rivivere le atmosfere della vecchia Hollywood con uno sguardo al presente.

Molto popolari negli anni ’50 e ‘60, dopo un lungo periodo di assenza, i carrelli bar sono tornati di gran moda negli interni. Lo testimonia Pinterest, il social network dedicato alla condivisione delle foto, dove il numero di board dedicato ai carrelli di servizio di design è in costante crescita. Ma anche e soprattutto i numerosi progetti di tanti brand di design, che hanno reinterpretato il carrello di servizio in una chiave moderna.

Vi piacerebbe avere un carrello di servizio in cucina o nel living? Bene, abbiamo preparato per voi una selezione di carrelli bar di design. Un mix molto vario che spazia da icone a novità assolute. E se non siete dei provetti barman, niente paura. I carrelli portavivande sono elementi d’arredo molto versatili. Pensati per il salotto, possono essere spostati facilmente anche in altri ambienti della casa e non solo per ospitare i vostri drink preferiti. Per esempio, all’occorrenza, possono diventare un tavolino di servizio da mettere accanto al divano oppure trasformarsi in un pratico comodino per la camera da letto.

Insomma, il carrello bar è un complemento multifunzionale che, per di più, ha il pregio di farci respirare le atmosfere glamour della vecchia Hollywood. Difficile non amarlo!


Ecco la nostra selezione di carrelli bar di design


900 Tea Trolley, Artek

In una rassegna sui carrelli bar di design è d’obbligo cominciare dal carrello 900 di Alvar Aalto, un vero classico presentato al pubblico, per la prima volta, all’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937.
Ciò che rende unico il carrello 900 è il mix di materiali diversi. Il telaio è in betulla curvata. Il piano è rivestito con piastrelle in ceramica. Le grandi ruote sono in MDF laccato bianco. Il cesto è in rattan. Un arredo dal carattere eclettico che può accompagnarci in ogni momento della giornata.


Plico, Alessi

“A me interessano le forme che cambiano e ciò è molto più emozionante di una cosa, un oggetto o una forma che rimangono sempre uguali”.
Così Richard Sapper racconta il suo interesse per gli oggetti dotati di movimento. Un interesse perfettamente espresso in Plico, il carrello pieghevole che Sapper progetta nella seconda metà degli anni ’70.
Oggi Plico è stato rieditato da Alessi.


Grace, Schönbuch

Si ispira all’architettura degli anni ’50 GRACE, il carrello bar del designer tedesco Sebastian Herkner. Un complemento d’arredo elegante e dalle linee pulite adatto per qualsiasi ambiente.
Grace si compone di una struttura in metallo verniciato a polvere nei colori nero, blu notte o palissandro e di un ripiano in vetro retroverniciato nello stesso colore del carrello.‎


Teatime, Swedese

Teatime è un carrello da tè pratico e minimale, disegnato da Claesson Koivisto Rune per Swedese.
Il carrello è disponibile in frassino laccato naturale, frassino tinto bianco o nero. Anche le ruote possono essere bianche o nere, a seconda della finitura scelta. (swedese.com)


Bordbar, Bordbar design GmbH

Bordbar design GmbH è un brand tedesco, specializzato nella produzione dei carrelli di servizio di bordo degli aerei. Forte della sua esperienza nel settore, ha deciso di riproporre questi trolley di bordo come singolari ed esclusivi oggetti di arredo dal fascino vintage.

I Bordbar possono essere nuovi oppure ricondizionati. In questo caso, vi porterete a casa un oggetto che ha volato per anni nei cieli del mondo.
Ogni modello può essere personalizzato in base alla funzione e alle esigenze del cliente, grazie a un apposito configuratore.

Guarda il nostro approfondimento sui trolley di bordo Bordbar


James Bar Cart, Stellar Works

Attuale ma con uno sguardo al passato. James Bar Cart, il carrello disegnato da Yabu Pushelberg per il brand cinese Stellar Works, è un elemento d’arredo in bilico fra diverse anime.
L’ispirazione viene dal mondo delle automobili. Un richiamo evidente nei materiali utilizzati: il metallo verniciato di nero della struttura e il legno scuro dei ripiani e delle ruote.
La collezione James comprende anche una scrivania, uno sgabello e una chaise longue.


 Matégot, Gubi

Il carrello Matégot è stato progettato fra il 1953 e il 1954 dall’architetto ungherese Mathieu Matégot, l’inventore del “rigitulle”, la tecnica che combina i tubi in metallo con la lamiera perforata.
Questo complemento dall’eleganza senza tempo si compone di due piani uniti fra di loro da tubi in acciaio. Il piano superiore è disponibile in diversi colori, quello inferiore è nero e comprende anche un pratico portariviste.


Atollo, Minotti Italia

Disegnato da Filippo Mambretti per Minotti Italia, Atollo tea kart è un carrello di servizio dall’eleganza minimale. Dotato di una struttura metallica grigio antracite, che regge 2 vassoi a specchio bronzato o fumé, il carrello Atollo è disponibile in 2 versioni. La prima con i vassoi da 44×66 cm e la seconda, più piccola, con vassoi da 44×46 cm. Due grandi ruote permettono ad Atollo di spostarsi dove serve. (www.minottiitalia.it)


Teca tea cart, Sollos

Il Teca tea cart, disegnato da Jader Almeida per Sollosè un carrello bar dal design minimale. La sua struttura, caratterizzata da linee molto rigorose, è in acciaio al carbonio. Due pratici ripiani in legno e due grandi ruote ne completano il design. Il carrello bar ridotto all’essenziale.


Block, Normann Copenhagen

Block è il carrello bar firmato da Simon Legald per Normann Copenhagen nel 2012. Un progetto caratterizzato da linee pulite e da un mix di materiali diversi (la struttura è in legno, le mensole in metallo).
Privo di una posizione d’uso determinata, Block può essere utilizzato da tutti e quattro i lati. E, grazie alle quattro maniglie, che rappresentano un’estensione naturale delle gambe del tavolo, è molto semplice da spostare.

Block è proposto con ripiani dalla forma rettangolare o rotonda. I colori disponibili sono: verde menta, grigio chiaro, grigio scuro, bianco e nero.


Brita Trolley, dpot

Essenziale, minimale, funzionale. È il carrello di servizio Brita Trolley disegnato nel 2018 dal brasiliano Fernando Prado per dpot. Un carrello in legno chiaro, lasciato volutamente a vista per creare un contrasto fra design e tradizione.
Brita Trolley è stato esposto al Fuorisalone di Milano, all’interno di un interessante progetto dedicato al design brasiliano organizzato da dpot con la galleria [dip] contemporary art e l’archivio Geraldo De Barros.


Gatsby, Nina Mair

Il carrello bar Gatsby è un omaggio della designer austriaca Nina Mair allo stile di vita americano degli anni ’50. Il periodo dei party in casa, per capirci.
Il carrello di servizio Gatsby si caratterizza per una struttura avvolgente in tubo metallico, che permette di trasportare bicchieri e bottiglie senza il rischio che cadano. Per questo può essere usato anche come mobile bar. I due piani sono in vetro fumé e in marmo nero.


Gastone, Kartell

Un carrello bar a zero ingombro? La risposta è Gastone, il carrello pieghevole progettato da Antonio Citterio con Oliver Löw per Kartell. Quando non serve, Gastone si può infatti chiudere e riporre facilmente anche in uno spazio molto piccolo (chiuso ha una profondità di soli 23 cm.).
Costituito da un piano in materiale plastico verniciato, disponibile in diversi colori, e da una struttura in acciaio cromato, Gastone è il carrello ideale per ambienti dal carattere informale.


BAUHAUS, Kristina Dam Studio

È un omaggio al Bauhaus, la grande scuola di architettura, arte e design tedesca che nel 2019 ha compiuto 100 anni, l’omonimo carrello della designer danese Kristina Dam. Un complemento elegante ed essenziale, costituito da una struttura in metallo verniciato, disponibile in bianco e nero.


Chariot, Casamania

Chariot, il carrello dei GamFratesi per Casamania, è composto da tre semplici elementi dalle forme geometriche: ruote, top e struttura.
Il cuore del progetto sono le due ruote fuori scala. Un dettaglio giocoso che rende Chariot la scelta perfetta per chi non ama prendersi troppo sul serio.
I due piani e le ruote di Chariot sono in MDF laccato. La struttura, che serve anche da impugnatura per spostare il carrello, è in metallo verniciato.


Confetti trolley, OK Design

Confetti trolley di OK Design combina una struttura essenziale in metallo con un vassoio effetto terrazzo di grande tendenza. Il terrazzo veneziano è infatti tornato di gran moda nel design, come vi abbiamo raccontato in questo articolo.
Per chi cerca un carrello dal design semplice ma non banale.


Anoon, by Lassen

Il carrello Anoon è stato disegnato da Flemming Lassen nel 1943. Originariamente realizzato in betulla, Anoon è stato rieditato dal brand danese by Lassen in una versione in alluminio lucido e acciaio laccato nero e color fango. Un restyling in chiave contemporanea che dona al carrello un look industriale.
Il piano superiore di Anoon può essere rimosso, trasformandosi in un pratico vassoio.


Come as you are, Dante and Goods

Leggeri profili in acciaio e lastre in vetro temperato. È Come as you, il progetto di Christophe de la Fontaine per Dante and Goods. Un carrello portavivande ridotto alle sue componenti essenziali. Un progetto minimale e raffinato pronto a superare i trend.
I profili in acciaio sono verniciati a polvere e disponibili nei colori bianco, nero e bordeaux.


AR1, MisuraEmme

Tubolare d’acciaio e lamiera traforata. Sono questi gli ingredienti principali di AR1, il carrello bar firmato da Alfred Roth nel 1930, oggi prodotto da MisuraEmme in una edizione numerata.
Nonostante la sua età, AR1 è un prodotto molto attuale. Attuale e pratico. Sotto il piano di servizio estraibile ha una riserva per il ghiaccio in acciaio inox, un contenitore per bottiglie in lamiera d’alluminio traforata e un box contenitore con 2 antine a ribalta.
Avere 90 anni e non dimostrarli!


Spritz, Porada

Spritz, il carrello di David Dolcini per Porada, dichiara già nel nome le sue intenzioni.
Il carrello è composto da materiali pregiati frutto di una sapiente lavorazione artigianale. La struttura e i due piani d’appoggio sono in legno massello di noce canaletto, il cassetto ha l’interno rivestito in cuoio.
Per bere il vostro Spritz accompagnati da un prodotto di gran classe.


Mix It, USM

Dall’incontro fra il celebre sistema Haller dell’azienda svizzera USM e la creatività di un gruppo di bartender di New York è nato Mix It, un carrello componibile e personalizzabile.
Per creare in totale libertà il vostro mobile bar e poi mixare il vostro cocktail!

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Tumbler, Baxter

Semplicissimo e lineare. È il carrello di servizio Tubler disegnato e prodotto da Baxter.
La struttura in metallo sostiene tre piani rotondi in marmo bianco Gioia opaco. La maniglia è in ottone satinato.


E, PER FINIRE, CHE NE DITE DI UN CARRELLO ANCHE NEL BAGNO?

 

JJ, Giacopini

Ci viene naturale immaginare i carrelli di servizio in cucina o nella zona living. JJ è invece un trolley progettato per essere posizionato in camera da letto come servomuto oppure in bagno, per riporre piccoli oggetti o appendere gli asciugamani.
Il carrello JJ è realizzato in metallo.


Careto, Lineabeta

Nasce per il bagno anche Careto, il carrello di servizio firmato da HENRY&CO. per Lineabeta. Careto è un carrello progettato in modo sostenibile sia nei materiali che nella forma.
La struttura è in alluminio tagliato e piegato. I ripiani sono in bambù, un materiale naturale flessibile ed estremamente resistente. La forma è pensata per essere facile da produrre, da montare/smontare e, infine, da riciclare.
Le sue linee essenziali lo rendono adatto anche ad altri ambienti della casa. (www.lineabeta.com)


Arredi e oggetti di design a forma di cuore? Dalla Heart Cone Chair di Verner Panton al divano dal “cuore spezzato” di Torpe, ecco la nostra selezione.

Simbolo per eccellenza dell’amore, il cuore conosciuto e riprodotto in opere d’arte, gioielli ed emoticon non ha nulla in comune con la massa di ventricoli, vene e muscoli del cuore anatomico. È invece composto da una forma semplice e stilizzata nata (pare) da un oggetto che di romantico aveva ben poco: le carte da gioco francesi, di cui i cuori rappresentano uno dei 4 semi.

Quali che siano le sue origini, oggi il cuore stilizzato è universalmente considerato il simbolo con cui esprimere l’amore in tutte le sue forme. Un simbolo che è stato reinterpretato anche nel design ora in chiave romantica ora con sguardo ironico, facendone il protagonista di tanti arredi e accessori. Dalla poltrona a forma di cuore disegnata da Verner Panton nel lontano 1958 alla lampada One From The Heart di Ingo Maurer, fino al divano dal “cuore spezzato” di Johannes Torpe per Moroso.

Ecco la nostra selezione.

Frido, Bross

Il tavolino di design più romantico del mondo è Frido, il coffee table di Bross firmato da Marco Zito. Un puzzle di design costituito da elementi geometrici in diverse finiture, che si possono scomporre e ricomporre dando vita a molteplici configurazioni. Fra le versioni proposte, il tavolino a forma di cuore, il cui top nasce dall’unione di due tasselli rettangolari e due a semicerchio. Un design originale e sostenibile. I tasselli che compongono il piano derivano infatti dagli scarti di lavorazione (gli “sfridi” per l’appunto). (www.bross-italy.com)


My Little Valentine, Seletti

La lampada da tavolo My Little Valentine di Seletti fa parte della collezione My Little di Marcantonio, dedicata al mondo del cinema. La lampada rappresenta sotto teca una tipica scena romantica: due cuori, un lampioncino Art Noveau e una panchina. Il momento perfetto dove si può fare tutto o niente, ma comunque stare insieme alla persona amata. Per sentirsi come i due teneri innamorati di Peynet. (www.seletti.it)


Love, Slide

Love è la lampada a forma di cuore disegnata da Stefano Giovannoni per Slide. Una lampada da tavolo sognante con un design semplice e immediatamente riconoscibile. Love è realizzata in polietilene ed è proposta in due colori: bianco, per un’atmosfera soft, e rosso per una luce più calda. Un complemento d’arredo capace di accendere la casa di passione non solo il giorno di San Valentino, ma tutto l’anno. (slidedesign.it)


Love Heart, Vitra

Love Heart è un vassoio della collezione Classic Trays di Vitra, il progetto nato dal ricco repertorio di motivi figurativi creati dal grande architetto e designer americano Alexander Girard. È uno dei disegni più iconici di Girard ed è stato utilizzato anche in altri prodotti Vitra, come tazze, cuscini e biglietti di auguri. Il vassoio è in legno multistrato laminato ed è disponibile in tre misure. Per una colazione all’insegna dell’amore per il design. (www.vitra.com)


Heart Cone Chair, Vitra

Progettata nel 1958 dal grande designer danese Verner Panton, Heart Cone Chair è stata una poltrona davvero rivoluzionaria. Il colore rosso fuoco e le sue forme scultoree rappresentano, infatti, una netta rottura con il rigore formale e i materiali naturali del design scandinavo degli anni ’40 e ’50. Una vera antesignana dell’arredamento pop anni ’60. Heart Cone Chair è proposta da Vitra anche in una versione in miniatura da collezione. (www.vitra.com)


To e You, Alessi

Una mug a forma di cuore. È To, la tazza firmata da Miriam Mirri per Alessi. Un progetto speciale fin dal packaging, pensato dalla designer con una fascia esterna su cui è possibile scrivere una dedica. La Mug può essere accompagnata dal Cuocitè You, disegnato dalla stessa Miriam Mirri, sempre con la forma a cuore. Le linee coniche e allungate dell’infusore agevolano il riempimento e lo svuotamento del contenuto, e lo rendono adatto per qualsiasi mug. (www.alessi.com)


Soft Heart, Moroso

Una poltrona di design a forma di cuore. Una ricerca sui materiali e sui processi produttivi. Parliamo di Soft Heart, il morbido e avvolgente cuore disegnato da Ron Arad per Moroso nel 1991. Realizzata in espanso schiumato a freddo con struttura interna in acciaio e rivestimento in tessuto, la poltrona è proposta in diversi colori, oltre che nella più iconica versione rossa. Per un abbraccio di pura passione. (moroso.it)


Heartbreaker, Moroso

Dal cuore morbido di Ron Arad al cuore spezzato di Johannes Torpe. È Heartbreaker, la collezione di divani lanciata da Moroso nel 2019. Il tratto distintivo del progetto è nel disegno del bracciolo che rappresenta la metà di un cuore. Un cuore spezzato che, però, si ricompone nelle combinazioni di divani affiancati. Il design nasce da una delusione d’amore di Torpe, a pezzi dopo essere stato lasciato dalla donna che pensava di sposare. Per cuori infranti che hanno voglia di ricomporsi. (moroso.it)


Remind Pixel, Pedrali

Per una cena romantica niente di meglio che sedersi sulle poltroncine Remind Pixel, disegnate da Eugeni Quitllet per Pedrali. La struttura, che riprende lo stile delle sedie di inizio 900 in legno curvato e paglia di Vienna, è realizzata in polipropilene. Il suo schienale è personalizzabile con la decorazione preferita. Basta infatti applicare dei piccoli pixel colorati in polipropilene e il gioco è fatto. Si possono disegnare numeri, lettere, oggetti. in questo caso, abbiamo scelto una sedia con la decorazione a cuore. (www.pedrali.it)


One From The Heart, Ingo Maurer

Progettata da Ingo Maurer nel 1989, One From The Heart è un omaggio al simbolo per eccellenza dell’amore. Si tratta di una lampada in metallo, con specchio orientabile in vetro e materiale sintetico che proietta l’immagine del cuore sulla parete. Un progetto di pura poesia come solo Ingo Maurer sapeva fare. (www.ingo-maurer.com)


One Love, Riva 1920

One Love è lo sgabello disegnato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per Riva 1920. È in legno massello di cedro profumato, lavorato da un blocco unico, e riproduce la romantica forma di un cuore. Il legno è completamente naturale e rifinito a mano senza l’aggiunta di alcun trattamento. (www.riva1920.it)


Niño, LoveTherapy + Amarcords

Si chiama Niño la lampada nata dalla collaborazione tra LoveTherapy e Amarcords. La lampada raffigura il nanetto icona del marchio creato da Elio Fiorucci nel 2003, con in mano una lampadina. Tra le varie proposte di LoveTherapy, un cuore rosso disegnato sul bulbo, un filamento luminoso a cuore o la lampadina con la scritta “love”. Per un regalo d’amore all’insegna dell’ironia. (www.amarcords.com, www.lovetherapy.it)


Rail, Davide Groppi

Un cuore trafitto? È soltanto uno dei tanti paesaggi immaginari che si possono creare con Rail. La scultura luminosa di Davide Groppi è costituita, infatti, dai binari di un trenino elettrico. Un progetto che si muove sul confine fra design e arte, da comporre liberamente per creare il proprio percorso di luce. Per illuminare giocando. (www.davidegroppi.com)


 

Oggetti dal passato che parlano una lingua contemporanea. Ecco BAM Design, la bottega tra artigianato, design e arte fondata da Tonino Bruno.

BAM. È il suono del martello sull’incudine ad aver ispirato il nome di BAM Design, la bottega di design fondata nel 2008 a Nuoro, in Sardegna, da Tonino Bruno con i figli Vittorio e Andrea. Un nome onomatopeico che racconta molto bene l’anima del brand.

BAM Design raccoglie le competenze maturate dalla famiglia Bruno nella lavorazione artistica del ferro battuto, del rame, dell’ottone e dell’acciaio. Un percorso iniziato nel 1890, che oggi viene interpretato con uno sguardo contemporaneo e autoriale.

Tonino Bruno è un fabbro di terza generazione. I figli Vittorio e Andrea sono laureati rispettivamente al Politecnico di Milano e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Un incontro tra artigianato, design e arte che ha portato alla creazione di una bottega innovativa. “Una realtà fatta da designer che si sporcano le mani e da artigiani che le mani le fanno pensare”.

Il risultato sono oggetti ricchi di significati. “Voci dal passato che arrivano nel presente per scuotere l’anima di chi le osserva”. Creazioni che parlano sardo senza bisogno di traduzioni anche grazie alla potenza evocativa del progetto fotografico di Gianluca Vassallo.

Un percorso all’insegna della sperimentazione

BAM Design progetta, produce e vende attraverso il suo e-commerce oggetti e complementi d’arredo. Ogni pezzo racconta la storia dei suoi materiali e delle mani che lo hanno realizzato, rivelandosi unico. Non solo. Tutte le creazioni sono accomunate dalla continua ricerca di contaminazioni e intrecci. Tradizionalmente legata al metallo, oggi la produzione di BAM Design si è infatti arricchita nell’incontro con altri materiali come il legno e la pietra.

Il percorso innovativo e autoriale di BAM Design ha ottenuto importanti riconoscimenti. Tra questi, il XXII° Compasso d’Oro ADI e il premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere della Fondazione Cologni.

Tutte le creazioni di BAM Design sono disponibili nel loro nuovo e-commerce bam-design.com.

Versatili e multifunzionali, i pouf di design sono il jolly per ogni ambiente della casa. Ecco la nostra selezione.

Versatili, funzionali, nomadi. Oggi parliamo dei pouf di design. Un complemento d’arredo che può fare davvero la differenza in un interno. Nati come elemento di corredo del divano o della poltrona, i pouf si sono infatti da tempo smarcati dai loro fratelli maggiori, dimostrandosi capaci di arredare autonomamente uno spazio. Inoltre, potendo essere spostati con facilità da una stanza all’altra, sono diventati un vero jolly nell’interior design.

Sì, un jolly. E non solo perché possono adattarsi ad ambienti diversi, ma anche e soprattutto per il loro carattere multifunzionale. I pouf, infatti, non sono solo un comodo poggiapiedi di cui godere nei momenti di relax. All’occorrenza, questo complemento d’arredo può offrire una seduta extra oppure diventare un pratico tavolino da salotto. Senza contare i modelli dotati di spazio contenitore o quelli trasformabili in letto, utili negli appartamenti con metrature ridotte.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo preparato per voi una raccolta dei pouf di design più belli. Tra proposte contemporanee e pouf dal sapore rétro.

Ecco la nostra selezione.


ECCO I POUF DI DESIGN PIÙ BELLI 


Parker, Johnson Design

Una seduta ovale stretta da un anello in metallo che serve anche da maniglia. Ecco in breve Parker, il pouf progettato dai designer svedesi Färg & Blanche. L’idea è quella di ricreare una linea femminile stretta in vita da una cintura. Il pouf Parker può essere rivestito con diversi tessuti, come tutti gli imbottiti di Johnson Design.


Curved Pouf, Kristina Dam

Curved Pouf di Kristina Dam è un mix ben riuscito di eleganza e comfort. La sua forma organica simile a una lettera “U” rovesciata lo rende unico nel suo genere. Curved Pouf è rivestito in pelle color tortora tinto all’anilina e può essere utilizzato sia nel living che nella zona notte.


Beth Fringes, Ottiu

Un pouf con le frange che rievoca lo stile americano della metà del ‘900. Beth di Ottiu è un omaggio alla grande diva hollywoodiana Elizabeth Taylor. La struttura è rivestita in velluto di cotone ed è cinta da tre anelli di frange che si sormontano leggermente. Un piccolo schienale a cilindro ne completa la linea. Il pouf Beth è perfetto per il living ma anche accanto a un mobile da toilette.


Kipu, Lapalma

Il pouf Kipu di Lapalma si ispira ai ciottoli di fiume. Un morbido “sassolino” imbottito, con cuciture a vista che ne sottolineano il carattere contemporaneo e informale. Disponibile in colori e materiali diversi, Kipu è perfetto per arredare uffici, zone lounge, biblioteche ma anche ambienti domestici. Esiste anche la versione per l’outdoor. Il design è di Anderssen & Voll.


Anel Stool, Riluc

Anel Stool fa parte della “Anel Sofa Collection” dell’azienda portoghese Riluc. Si tratta di un particolarissimo pouf formato da due cuscini cilindrici, tenuti insieme da un grosso anello in acciaio. I cuscini possono avere forme, dimensioni e altezze diverse per creare differenti modelli di seduta. Anel Stool di Riluc può trasformarsi così in un comodo pouf con schienale.


JOY, Sitland

Colore. È questa la parola chiave di JOY, il pouf di Sitland. Un complemento d’arredo dal carattere giocoso, completamente personalizzabile. JOY è disponibile con o senza ruote, con rivestimento in tessuto o pelle, e in un’infinità di colori. A renderlo subito riconoscibile è il contrasto cromatico. Un pouf pronto a donare gioia in qualunque ambiente.


Kiik, Arper

Il pouf Kiik di Arper è parte di una collezione pensata per gli spazi di lavoro, le sale d’attesa e i campus universitari. Un sistema modulare composto da pouf, sedute con o senza schienale, tavolini di varia forma e consolle in tre diverse altezze. Infinite possibilità di configurazione e un’ampia scelta di materiali e finiture per spazi completamente cuciti su misura. Il design è di Ichiro Iwasaki.(www.arper.com)


Amstelle, Swedese

Amstelle è il pouf disegnato da Khodi Feiz per Swedese. Cuore del progetto è il comodo manico in legno che permette di spostare il pouf comodamente da un ambiente all’altro. Un elemento pratico, ma anche uno splendido esempio della grande perizia scandinava nella lavorazione del legno.


Arkad, Zilio

Arkad, la linea di pouf progettata da Note Design Studio per l’azienda italiana Zilio A&C, richiama la forma architettonica di un porticato. Il design traccia infatti una sequenza ritmica di archi che possono essere utilizzati singolarmente oppure accostati per creare un sistema di sedute di dimensioni più grandi. Il progetto è completamente personalizzabile.


Silo, Normann Copenhagen

Silo è la serie di pouf disegnata da Hans Hornemann per Normann Copenhagen. Il suo nome deriva dall’omonima costruzione a torre cilindrica usata per immagazzinare cereali, foraggi e altri prodotti. A caratterizzare la collezione del brand danese è, infatti, proprio una forma cilindrica. Una geometria essenziale che contrasta nettamente con il sofisticato tessuto che lo riveste. Grazie alla sua superficie morbida ma stabile, Silo può essere usato anche come tavolino da salotto.


La Folie, Dooq

Velluto, frange di seta e curve voluttuose. Sono questi gli ingredienti di Le Folie, il pouf del brand portoghese Dooq. Un complemento dal carattere sensuale ispirato alla fantasia e alla passione sprigionate da uno spettacolo di burlesque del Moulin Rouge.


Pillow, et al.

“Pillow nasce da una riflessione sul bisogno di pausa, di riposo che si manifesta durante il corso della giornata e dall’osservazione delle modalità conviviali e dei rituali sociali degli esseri umani in diversi contesti culturali”. Così Andrea Anastasio racconta Pillow, il suo pouf per et al. Tratto distintivo del progetto è il cuscino che sorprende per il suo equilibrio solo all’apparenza instabile.


Island, Saba Italia

Le linee curve delle coste toccate dal mare. Questa l’ispirazione di Island, la serie di pouf firmata da Serena Confalonieri per Saba Italia. Un rimando che non è percepibile solo nella forma organica dei tre pouf, ma su tutte le dimensioni. A ricordare il movimento avvolgente dell’acqua che leviga e modella le pietre sono anche i volumi. Island cambia infatti aspetto a seconda del punto da cui viene osservato. L’impiego di tessuti diversi nello zoccolo e nella parte superiore stacca visivamente la seduta da terra, dando la sensazione che il pouf fluttui nello spazio.


Movie, Bonaldo

Una soffice seduta in tessuto che poggia su una struttura in tondini metallici. È il gioco di pieni e vuoti a caratterizzare Movie, il pouf di Gino Carollo per Bonaldo. Proposto in due misure e in una ampia palette di colori, Movie è un complemento d’arredo giovane e informale che dà il meglio di sé quando è utilizzato in gruppo.


Poppy, Fogia

Un fiore che sboccia, un dolcetto o una lanterna giapponese? Con la sua forma morbida e il suo rivestimento trapuntato, il pouf Poppy di Fogia fa pensare a tutte e tre le cose. Poppy è però soprattutto uno straordinario saggio sulla sapienza artigianale del design scandinavo. Dietro all’aspetto così semplice si nasconde, infatti, una lavorazione molto complessa. Il design è di Nina Jobs.


Code, True Design

Chiudiamo la nostra rassegna sui pouf di design con Code, la collezione disegnata da Aldo Parisotto di P+F Architetti per il brand True Design. Code è un sistema che comprende pouf di varie forme e dimensioni, che possono essere personalizzati con schienali e tavolini integrati. Perfetti sia per il contract che per gli ambienti domestici.

GUARDA ANCHE JOKE, IL POUF CON I POMPON DI ATELIER LILU

Oggetti di design a forma di animali? Ecco la nostra selezione. Fra classici e progetti recenti.

Giocattoli o oggetti decorativi? A volte entrambe le cose, altre si tratta solo di un elemento d’arredo. Parliamo degli oggetti di design a forma di animali. Accessori dal carattere giocoso in grado di conquistare il cuore di grandi e piccini. Sì, perché il design ispirato al mondo degli animali ha il potere di trasmettere una sensazione di buonumore a chi gli sta intorno.

Sarà per questo che nel corso degli anni si sono confrontati con questo tema così tanti designer. Dal mitico elefantino in legno curvato ideato da Charles e Ray Eames, passando per l’iconica scimmietta di Kay Bojesen, fino ai più recenti progetti di Normann Copenhagen, gli accessori e i complementi d’arredo a forma di animali non si contano.

L’idea di una piccola fattoria urbana vi attrae? Bene, abbiamo preparato per voi una raccolta dei progetti più noti dedicati al mondo degli animali. Per i bambini e per chi non ha mai smesso di esserlo dentro.

Ecco la nostra selezione.


Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli


Gli animali di design di Vitra

Gli animali di Vitra sono fra i più iconici della storia del design. Inevitabile, dunque, cominciare la nostra rassegna da qui.

Vitra Eames Elephant

Negli anni ’40 Charles e Ray Eames disegnano il celebre elefantino di Vitra. Progettato all’inizio in legno curvato, Elephant non andò in produzione a causa della tecnica costruttiva molto complessa. È solo nel 2007, in occasione del centenario della nascita di Charles Eames, che Vitra produce il mitico sgabello a forma di elefante. Un’edizione limitata in legno d’acero a cui ha fatto seguito negli anni successivi una versione in materiale sintetico adatta anche per uso esterno.

Ad arricchire la collezione Elephant, di recente, si è affiancato anche un modello in scala ridotta.

Eames House Vitra

Da oltre 50 anni è seduto nel salotto di Charles e Ray Eames. È Eames House Vitra, l’iconico uccellino in legno laccato nero. In questo caso, però, non si tratta di un progetto dei coniugi Eames, ma di un artefatto dell’arte folk americana acquistato durante un viaggio della coppia. Adorato dai due designer, l’uccellino appare spesso come accessorio nelle loro foto.

Dalla fine del 2018 è disponibile anche una versione in noce con finitura laccata trasparente. La venatura visibile dà agli uccelli un aspetto naturale, mettendo in evidenza il processo di lavorazione artigianale.

L’Oiseau, design Ronan&Erwan Bouroullec

Nel 2011 la famiglia di volatili Vitra si è arricchita di un nuovo membro: L’Oiseau, l’uccellino firmato dai designer francesi Ronan ed Erwan Bouroullec. Si tratta di un oggetto stilizzato, ispirato agli artefatti di arte popolare nordica. Insomma, un omaggio al suo illustre predecessore.

L’Oiseau è proposto in legno di acero e in ceramica. Ogni pezzo è realizzato con una lavorazione artigianale che lo rende unico.

Resting Animals, design Front

Gli ultimi animali entrati in casa Vitra sono i Resting Animals, gli animali dormienti del duo svedese Front.

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Resting Animals è il risultato di un progetto di ricerca condotto da Front sullo stretto legame fra gli esseri umani e gli oggetti figurativi. Le due designer hanno chiesto a 100 persone scelte a caso di indicare gli oggetti più significativi nelle loro vite. La maggioranza delle risposte ha riguardato figure di animali, amate per la loro capacità di creare un’atmosfera di pace e benessere.

La collezione Resting Animals comprende un grande orso rivestito in maglia, che può essere usato anche come sgabello e pouf, e piccoli oggetti decorativi in ceramica che riproducono un gatto e due uccelli di diverse misure.


Gli animali di design di Kay Bojesen

Gli animali in legno di Kay Bojesen sono vere e proprie icone del design scandinavo. A ispirare le creazioni di Bojesen è stato il figlio Otto. È dopo la sua nascita che il designer danese ha cominciato a progettare giocattoli, ripensando a quelli che suo padre aveva creato per lui.

L’idea di Bojesen era quella di non riprodurre gli animali in maniera realistica, ma di restituire l’immagine semplificata che ne hanno i bambini. Un’immagine che riproducesse le linee di un sorriso. Da qui la scelta di adottare forme morbide e arrotondate.

Monkey

Lanciata sul mercato nel 1951 come appendiabiti per la cameretta, la scimmietta è il più noto fra i giochi in legno di Bojesen.

Monkey si compone di 31 parti ed è realizzata in legno limba e in teak sostenibile. Ogni pezzo è prodotto in Danimarca ed è assolutamente unico.

Bear ed Elephant

Fra gli altri animali in legno firmati da Bojesen ricordiamo l’orso in quercia e acero naturale, nato nel 1952, e l’elefante in quercia, con busto e gambe mobili, che si è unito alla famiglia nel 1953. L’elefante è disponibile anche in una rara versione grigia con orecchie rosa.


Gli animali di design di Warm Nordic

Twirling Bird

Disegnato negli anni ’50 dall’artista e designer danese Jacob Herman, Twirling Bird è riproposto oggi da Warm Nordic.

Twirling Bird è una collezione di uccellini “rotanti”, disponibili in 4 forme, 4 dimensioni e 4 diverse essenze di legno. Ognuno ha la sua personalità, in base alle venature e al colore del legno. Queste piccole trottole stilizzate si possono usare come elemento decorativo o come gioco. Per esempio, il designer le utilizzava per il celebre “Gioco della bottiglia”. Ogni singolo pezzo è rifinito e lucidato a mano.


Gli animali di design di Architectmade

Uno dei più prolifici produttori di oggetti di design a forma di animali è il brand danese Architectmade, che ha rilanciato pezzi firmati da noti architetti nordici negli anni ’50.

Ecco i nostri preferiti.

Oscar, design Hans Bølling

Fra i tanti animali in legno proposti dal marchio danese, Oscar è uno dei compagni più fedeli. Si tratta del cocker spaniel disegnato da Hans Bølling nel 1953. Interamente realizzato a mano in legno di faggio, con orecchie e coda in pelle, il cagnolino ha parti del corpo mobili che gli permettono di fare tutto ciò che farebbe un vero cane: sedersi, correre, alzarsi in piedi e persino tenere il broncio, se viene trascurato per troppo tempo.

Bird, design Kristian Vedel

Bird è l’uccellino disegnato da Kristian Vedel nel 1959. Un pennuto dalle linee essenziali che può assumere un’espressione di felicità, tristezza o curiosità a seconda di come viene spostata la testa.

Un classico del design danese che può contare su una famiglia numerosa. Gli uccellini sono, infatti, disponibili in diverse altezze e spessori. Sta a voi decidere se fargli spiccare il volo da solo o adottare anche i fratelli, i genitori e i nonni.

Penguin, design Hans Bunde

Penguin è stato creato da Hans Bunde nel 1954 per le sorelle. Proposto in due dimensioni, è realizzato in legno di faggio dipinto a mano. La testa e il dorso sono stati dipinti per riprodurre le piume del pinguino, mentre il petto non verniciato mette in evidenza le venature del legno.



Gli animali di design di Magis

Anche il catalogo di Magis vanta diversi complementi a forma di animali. Sono i progetti della collezione “Me Too”. Una linea nata nel 2004 che propone arredi a misura di bambino, firmati da diversi designer.

Puppy, design Eero Aarnio

Puppy, il cagnolino in polietilene disegnato da Eero Aarnio per Magis, riproduce i tratti essenziali di un cucciolo, proprio come fanno i bimbi quando disegnano il loro primo animale. Seduta per bambini, gioco e scultura, Puppy è un complemento multifunzionale pronto a conquistare grandi e piccini. Nato per i bambini, può, infatti, arredare anche altri ambienti della casa, introducendo un tocco pop. Per chi non ama prendersi troppo sul serio.

Pingy, design Eero Aarnio

Pingy è l’altro cucciolo nato dall’immaginazione di Eero Aarnio. In questo caso, si tratta di un pinguino, un animale che diverte da sempre il grande designer finlandese per il suo buffo andamento ondeggiante.

Anche Pingy, come Puppy, è realizzato in polietilene e può essere usato non solo in cameretta, ma anche in altri spazi.

Dodo, design Oiva Toikka

Un cavallo a dondolo? No, un uccello dodo. Una specie ormai estinta, che dal 2009 rivive grazie al design di Oiva Toikka. Questo complemento d’arredo, allegro e colorato, prosegue il lavoro sui volatili cominciato con Birds, la linea di uccelli in vetro soffiato firmata dallo stesso designer finlandese.

Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli


Gli animali di design di Normann Copenhagen

La fattoria degli animali di Normann Copenhagen è una delle più affollate. Di seguito ve la presentiamo al gran completo.

Ducky, design Dor Carmon

“Desideravo disegnare un oggetto speciale per mia figlia. Volevo che fosse senza tempo, pieno di sentimenti e insostituibile, e che potesse restare accanto a lei per tutta la vita”. Così il designer israeliano Dor Carmon racconta Ducky, la papera di design che ha progettato per Normann Copenhagen.

Ispirata ai classici giocattoli in legno, Ducky è caratterizzata da forme geometriche rigorose interrotte solo dalle grandi ruote anteriori.

Ducky è disponibile in grigio, frassino e in una elegante versione total black con ruote in finitura abbinata. Per portare una nota di buonumore in ogni ambiente della casa.

Swan, design Everything Elevated

“Gli uccelli hanno un loro fascino particolare perché sono animali intelligenti e possono creare legami sentimentali molto forti con gli esseri umani”. Con queste parole Everything Elevated spiega com’è nata l’idea di Swan, l’elegante cigno che ha creato per Normann Copenhagen.

Un cigno con un corpo arrotondato e un lungo collo con angoli ben evidenziati, proposto in tre colori: nero, bianco e legno naturale.

Shorebirds, design Sigurjón Pálsson

Legno di quercia e linee stilizzate: sono questi i tratti distintivi di Shorebirds, i tre uccelli del disegnatore islandese Sigurjón Pálsson. Le variazioni fra lo spessore del corpo, la lunghezza del collo e la posizione di zampe e becco dona a ognuno dei tre uccelli un carattere unico.

L’uccello più grande richiama il chiurlo, con il suo collo lungo e il maestoso becco piegato all’ingiù. L’uccello di dimensioni medie è vispo come la pettegola. Il più piccolo è il piovanello, un uccellino che si trova di solito in grossi stormi.

Happy Whale, design Jonas Wagell

Si chiama Happy Whale la balena firmata da Jonas Wagell. Un oggetto costituito da forme morbide e pochi, ma ben studiati, dettagli.

Racconta Jonas Wagel: “È affascinante scoprire che un semplice pezzo di legno può essere trasformato in un oggetto che suscita emozioni ed essere fonte di piacere”.

E, in effetti, quando si guarda Happy Whale, è proprio gioia quella che si prova.

Little Bird, design Jan Christian Delfs

Un design essenziale, ma intuitivo. Parliamo di Little Bird, la serie di uccellini intagliati in legno, creata da Jan Christian Delfs. Se la sagoma del pennuto è ridotta all’osso, il suo caratteristico becco a punta lo rende, infatti, ben riconoscibile. La conferma è arrivata da un testimone d’eccezione: il figlio del designer che, quando aveva 18 mesi, vedendo i primi prototipi, ha esclamato “cip cip”.

Disponibile in puro legno di rovere o in versione laccata, Little Bird è proposto in sei misure.

Puffin, design Sigurjón Pálsson

Puffin è una novità 2019 di Normann Copenhagen e porta la firma del designer islandese Sigurjón Pálsson. L’animale protagonista questa volta è la pulcinella di mare (conosciuta anche come puffin), un uccello simile a un pinguino molto diffuso in Islanda. A ispirare il designer è stata, infatti, la sua infanzia a Húsavík, un piccolo villaggio di pescatori sulla costa settentrionale islandese, dove le pulcinelle di mare segnano l’inizio della primavera.

Puffin è in legno di betulla, dipinto a mano per riprodurre i colori del buffo uccello che gli dà il nome.

 


​Gli animali di design 100% Made in Italy

Woodyzoody

Woodyzoody è un editore di animali in legno nato da un’idea di Giulio Iacchetti. La prima collezione, lanciata nel 2016, è stata firmata da 12 designer: Federico Angi, Giorgio Biscaro, Francesco Faccin, Odo Fioravanti, Giulio Iacchetti, Elia Mangia, Giacomo Moor, Lanzavecchia&Wai, Lorenz+Kaz, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Paolo Ulian.

Tutti i designer sono partiti da un unico pezzo di legno tornito su cui è intervenuta poi la macchina a controllo numerico.

Le essenze scelte per la prima collezione hanno provenienze diverse: dall’Europa all’America, fino all’Oceania, a ogni animale è stato associato il legno del suo continente d’origine, in modo da restituire suggestioni diverse.

Gli ultimi arrivati dell’allegra brigata sono il toro in legno wengé di Formafantasma e il pavone in legno d’acero di Tommaso Caldera.

 

Ecco i paraventi di design più belli e più recenti. Un’idea creativa per dividere gli ambienti con stile.

Pratici, versatili e capaci di cambiare completamente l’aspetto di una stanza. Parliamo dei paraventi, un complemento d’arredo dalle origini antichissime tornato protagonista dell’interior design.

Già, i separè sono la risposta alle esigenze di personalizzazione dell’abitare contemporaneo. Innanzitutto perché sono una delle soluzioni più flessibili per dividere un ambiente. Si possono, infatti, spostare con facilità da una stanza all’altra e, quando non servono più, ripiegare e mettere da parte, rivelandosi ideali per case dalle metrature ridotte e dai confini sempre più liquidi. Inoltre, i paraventi sono così belli da poter essere usati anche come elementi decorativi, donando personalità a uno spazio con la loro sola presenza. Lo sanno bene i designer che oggi spesso interpretano in chiave contemporanea questo complemento d’arredo, nato in Cina nella notte dei tempi.

Il paravento è, infatti, diventato un complemento d’arredo che fa tendenza. Lo conferma la grande quantità di separè di design presentati ultimamente. Un mix molto vario per materiale e stile accomunato, però, dalla voglia di sorprendere. Dal paravento di Cassina basato su un disegno di Giacomo Balla agli ipnotici mandala in metallo e pelle intrecciata firmati da Zanellato/Bortotto per Louis Vuitton; dal separè con intarsio in paglia di Lison De Caunes ai quadri astratti di Marco Petrus.

Ecco i paraventi di design che ci hanno colpito di più.


Paraventi di design


Paravento Balla, Cassina

Balla, il paravento lanciato da Cassina nel 2020, si basa su un disegno di Giacomo Balla. Un bozzetto a tempera e matita su carta, realizzato sul retro di due fotografie identiche che ritraggono un uomo finora ignoto. Il paravento è composto da tre pannelli in legno tamburato di altezza e larghezza diversa uniti da cerniere in ottone satinato, orientabili in entrambe le direzioni. La decorazione, serigrafata su due lati, è proposta in due palette di colore: con fondo arancione, nei colori giallo e verde, e con fondo bianco nei colori blu e verde. Il paravento Balla riporta la firma dell’autore e una numerazione progressiva che ne tutela l’autenticità.


Ombrage, Maison Matisse

Prende ispirazione dal mondo dell’arte anche Ombrage, il paravento disegnato da Cristina Celestino per Maison Matisse. Il richiamo è a “Interno con melanzane”, il dipinto firmato da Henry Matisse nel 1911. Il paravento si compone di tre pannelli in legno lavorati a mano, con finiture in rilievo. Il tessuto dei paraventi è realizzato con i filati naturali di una prestigiosa azienda veneziana nata nel XVIII secolo.


Mandala, Louis Vuitton

Tre cerchi in metallo, montati su una base in marmo di Carrara, decorati con motivi geometrici in pelle intrecciata ispirati ai mandala, il simbolo dell’universo nel Buddismo e nell’Induismo. È Mandala, il paravento disegnato da Zanellato/Bortotto per la collezione Objets Nomades di Louis Vuitton. Un separè dal carattere ipnotico (i mandala sono usati per aiutare la meditazione), i cui colori ricordano i riflessi dell’alba sulle acque della laguna di Venezia.

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Peekaboo, Hava Studio

Stupore e senso del mistero: sono queste le sensazioni che abbiamo provato quando abbiamo visto Peekaboo, il progetto firmato da Hava Studio. Esposto all’interno della collettiva australiana “Local Design”, ospitata nell’appartamento in via Cesare Correnti 14, durante la Milano Design Week 2019, il paravento di Hava Studio ci ha colpito per la sua forma scultorea e per l’uso di materiali diversi. Un mix di legno laccato, metallo, marmo verde e ottone che dona a Peekaboo un carattere davvero sofisticato.


Zefiro, Mentemano

Zefiro, il paravento di Mentemano, prende il nome dal personaggio della mitologia greca che simboleggia il vento da ponente. Un nome perfetto per un complemento che si ispira al mondo della vela. La base, gli elementi laterali e i pannelli richiamano, infatti, le vele di una regata che si intrecciano all’orizzonte. Zefiro è composto da tre pannelli corredati da elementi di supporto tutti diversi tra loro, con cerniere che permettono al paravento di assumere le forme più disparate. Mentre la stampa digitale disegna sui pannelli laccati svariati motivi, dando movimento alla struttura.


Swing, Mogg

Swing è un separé dalle linee insolite, che si compone di due elementi tondi. Un grande anello di metallo che sostiene dei pannelli in lamiera stirata, verniciati con finitura oro o nero, e una base cilindrica in pietra. La base ha un foro passante che ne agevola la presa, ed è disponibile in cemento oppure in due varianti di marmo: Carrara e Marquina.


Taraba, Nunc

Basi, barre di legno, giunti metallici e divisori in tessuto. Sono questi quattro elementi che compongono Taraba, il paravento progettato dalla designer macedone Katerina Trpkovska. Un divisorio componibile i cui singoli moduli si possono combinare in infiniti modi, come in un gioco di costruzioni.


The New Old Divider, Kimu Design

The New Old Divider è un raffinato paravento dal design ispirato all’arte giapponese del ventaglio. Le linee sono minimali, quasi “zen”. Una cornici vuota in legno sulla quale sono montati dei grandi ventagli in carta che possono essere aperti o chiusi a seconda delle necessità.In questo modo si possono creare diverse configurazioni. Un tocco di designi orientale per la casa contemporanea. Il paravento The New Old Divider è disponibile nei colori nero e naturale.


KAZIMIR, Colé Italia

Kazimir è un paravento “che cambia d’abito”, disegnato dall’olandese Julia Dozsa per Colé Italia. Kazimir si ispira alle opere custodite nel celeberrimo Rijksmuseum di Amsterdam. In particolare, alle nature morte di 3 pittori seicenteschi: Adriaen Coorte e Floris Claesz van Dijck. I dettagli dei quadri di questi artisti, si alternano ad ampie campiture colorate.

Il paravento Kazimir è composto da una struttura portante e due pannelli di diversa forma e dimensione, variamente componibili, così da creare diverse configurazioni. Il tessuto può essere in jersey elasticizzato o in seta naturale stampata.


Duo screen, Lison de Caunes

Sono realizzati con l’intarsio di paglia i separè di Lison de Caunes. Una tecnica antica a cui la designer francese si è avvicinata durante l’infanzia, dopo aver visto un paravento intarsiato creato dal nonno. Da qui è nata una collezione in viaggio fra passato e presente, in perfetta linea con lo stile di Cristina Celestino che ha, infatti, scelto Lison de Caunes come partner del suo progetto “Caffè Concerto Cucchi”. La rilettura della storica pasticceria milanese proposta dalla designer durante l’ultimo Fuorisalone.


PATCH, True

Si chiama Patch questo paravento fonoassorbente disegnato da Defne Coz e Marco Susani per True. La caratteristica di Patch sta nella sua struttura auto-portante sulla quale vengono inseriti elementi fonoassorbenti, rivestiti in tessuto, che possono ruotare liberamente su se stessi. I singoli pannelli possono essere aperti e chiusi a seconda delle esigenze. In questo modo è possibile aumentare o diminuire sia il livello di privacy sia la protezione dai rumori. Patch è disponibile in vari colori e composizioni. Il paravento fonoassorbente Patch è stato selezionato dall’Osservatorio Permanente del Design ADI per l’ADI Design Index 2019.


LOLA, Schönbuch

Colore e multifunzionalità: sono queste le due parole chiave di Lola, il separè disegnato da Bodo Sperlein per Schönbuch. Composto da pannelli in MDF collegati attraverso cerniere in ottone, Lola è disponibile in un’ampia gamma di colori, in finitura opaca o lucida.‎ E può trasformarsi con l’aggiunta di ganci e mensole, che si possono fissare a varie altezze su entrambi i lati dei pannelli.‎ Un progetto altamente personalizzabile pronto a vestire gli ambienti più disparati.


Shade Abstractions, Marco Petrus e Carlo Donati Studio

Shade Abstractions è la linea di paraventi nata dalla collaborazione fra l’architetto Carlo Donati e l’artista Marco Petrus. L’edificio residenziale P19 e il volume a lame gialle adiacente, progettati dallo studio Donati, sono stati reinterpretati da Petrus con una composizione astratta. Il risultato? Tre separè (uno stampato su carta da parati, uno stampato su legno, uno dipinto a mano dall’artista) che sembrano vere e proprie opere d’arte.


Cartoons, Baleri Italia

Cartoons, il paravento autoportante in carta ondulata disegnato da Luigi Baroli per Baleri Italia nel 1992 e vincitore del Compasso d’Oro ADI nel 1994, è tornato di recente con un outfit rinnovato. Non più solo bianco e avana, ma un’infinita gamma di grafiche e colori, accompagnati da un’edizione limitata con Valentina, la sensuale fotografa con il caschetto nero nata dalla matita di Guido Crepax.

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SUL PARAVENTO DI BALERI ITALIA


Rayures, Glas Italia

Rayures, il progetto dei fratelli Bouroullec per Glas Italia, è stato presentato in occasione del Salone del Mobile 2018. Si tratta di un paravento componibile, con pannelli incernierati in cristallo stratificato e temperato. I suoi tratti distintivi sono le venature del cristallo, orizzontali o verticali a seconda del formato del pannello, e la palette di colori che unisce una finitura neutra ai più vivaci giallo e lilla.


Pearl Harbor, Doppia Firma

Pearl Harbor è il separè creato da Vito Nestain collaborazione con i giovani artigiani di San Patrignano, per Doppia Firma (il progetto promosso da Living Corriere e dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte). Attraverso un attento lavoro di ricerca, Nesta ha unito materiali molto diversi, portando gli artigiani a sperimentare varie lavorazioni. Il decoro sul tessuto del paravento è dipinto a mano.

Tavolini rotondi di design? Ecco la nostra selezione. Fra minimalismo e proposte decorative.

Tavolini di design per il salotto? Sceglierli non è cosa facile. Alti o bassi. Rotondi, quadrati, rettangolari. In legno, marmo, vetro. Le possibilità di scelta sono così tante da far sorgere qualche dubbio anche a chi, in genere, di dubbi non ne ha.

Sì, perché comprare il tavolino giusto non ha a che fare solo con l’estetica. La scelta è legata anche e soprattutto a motivi di carattere funzionale.

Per decidere quale tipologia di tavolino è più adatta a voi, dovete innanzitutto avere ben presente la differenza fra coffee table (tavolini bassi) e side table (tavolini alti). I primi si posizionano davanti al divano e possono essere utilizzati per servire il caffè oppure per esporre oggetti o libri da collezione. Invece i secondi sono i tavolini di servizio, da sistemare accanto al sofà o alla poltrona e dove mettere una lampada oppure appoggiare libri, occhiali e smartphone.

Se volete approfondire queste differenze, vi consigliamo, però, di leggere il nostro articolo dedicato ai suggerimenti pratici sulla scelta del tavolino per il salotto.

Oggi, invece, ci focalizzeremo sui tavolini rotondi di design. Una forma che è di grande tendenza nel mondo dell’arredamento.

Ecco la nostra selezione.


I PIÙ BEI TAVOLINI ROTONDI DI DESIGN


Turn, Normann Copenhagen

Si chiama Turn il nuovo tavolino firmato da Simon Legald per Normann Copenhagen. Un nome che chiarisce subito il suo carattere. Il cuore del progetto è, infatti, nel movimento di rotazione che si esegue per regolare l’altezza del top. Con un’altezza minima di 41,5 cm. e una massima di 66,5 cm., Turn può rispondere a qualsiasi esigenza. Il piano è in impiallacciatura di frassino, la base è in acciaio. Il tavolino è disponibile in tre tonalità monocromatiche: nero, grigio scuro e grigio chiaro. (normann-copenhagen.com)

Venny, JCP

Polvere di stelle blu, polvere di stelle rosa, vulcano cobalto, luna. Sono questi i colori di Venny, il set di tavolini rotondi progettato da Matteo Cibic per JCP nel 2018. Nomi evocativi per una collezione dal carattere scultoreo, che sembra arrivata da un altro pianeta. Venny è composto da una struttura in metallo finitura oro lucido e da un piano in lastre di specchio anticato, con curiose aperture circolari. (www.jcpuniverse.com)


Echino, Zanotta

Echino, la collezione firmata da Sebastian Herkner per Zanotta, si caratterizza per un curioso rovesciamento delle parti. Se di solito è l’acciaio a sostenere il vetro, in Echino accade infatti il contrario. Il tavolino di Herkner è costituito da tre gambe in vetro soffiato a tre strati e da un top in lamiera di acciaio satinato. Le gambe in vetro sono disponibili in quattro varianti di colore: ambra, azzurro, fumé e blu. Il piano è proposto in un colore naturale, nero oppure cristallo a specchio. (www.zanotta.it)


Lara, Fogia

Lara è il nuovo tavolino disegnato da Andreas Engesvik per il brand svedese Fogia. Un tavolino rotondo dal design pulito ed essenziale, realizzato in acciaio e cemento. Proposto come prototipo nel 2019, Lara sarà messo in produzione da Fogia nel 2020. (fogia.se)


Viae, Frag

Contorni tondeggianti per Viae, il tavolino di Frag che si ispira ai ciottoli delle antiche strade romane. Viae comprende due versioni: una da 3 e l’altra da 5 piani. I top dei tavolini sono rivestiti con diverse sfumature di cuoio pieno fiore e sono tenuti insieme da una struttura in tondino, che è base e ornamento dei tavolini. Il design è di Analogia Project. (www.frag.it)


Gravity, Favius

Gravity è il tavolino disegnato da Hanne Willmann per il brand tedesco Favius. Cuore del progetto è la base dall’aspetto scultoreo: due pezzi in marmo che si intersecano, circondati da 4 sottili colonne in acciaio. La base in marmo è in Nero Marquina o in Breccia Pernice. Le gambe in acciaio sono in nero goffrato con finitura opaca. Il piano del tavolo è rivestito in rovere tinto nero. (favius.de)


Sunrise & Sunset, De Castelli

Alba e tramonto. Sono questi due momenti della giornata che ispirano i tavolini Sunrise & Sunset di De Castelli. Il tavolino da caffè ricorda il sole quando sorge grande nel cielo, il tavolino da servizio il sole che tramonta più piccolo all’orizzonte. L’alba e il tramonto sono richiamate anche dai due materiali – il rame e l’ottone – di cui sono enfatizzate le caratteristiche cromatiche. Il piano è rifinito completamente a mano, con colori che dal centro ai bordi sfumano verso tonalità più ossidate. Il design è di Artefatto. (decastelli.com)


Don’t Leave Me, HAY

Bello, funzionale e pratico. È Don’t Leave Me, il tavolino progettato da Thomas Bentzen per HAY nel 2013. Il suo nome – non lasciarmi! portami con te! – racconta in modo chiaro la sua funzione. Grazie alla maniglia che sporge dal piano, il tavolino si può infatti spostare facilmente da un ambiente all’altro ed essere usato anche come vassoio. Realizzato in acciaio verniciato a polvere, Don’t Leave Me è proposto in una ricca gamma di colori. (hay.dk)


Bowler, HAY

Sempre di HAY è Bowler, la nuova collezione di tavolini rotondi firmata da Shane Schneck. Anche in questo caso lo stelo prosegue oltre il top, trasformandosi in una pratica maniglia. Lo stelo, la maniglia e il piano del tavolo sono in acciaio verniciato a polvere. La base è in granito. Un tavolino di servizio versatile e compatto ideale per i piccoli spazi. (hay.dk)


Petit Palais, Asplund

Si ispira all’eleganza dei palazzi storici Petit Palais, la collezione di tavolini disegnata da Anya Sebton ed Eva Lilja Löwenhielm per Asplund. Un richiamo al passato interpretato, però, secondo l’essenzialità tipica del design nordico. La serie, che comprende anche un tavolo da pranzo, è costituita da una base rivestita con pannelli in rovere laccato e da un piano disponibile in tre finiture: impiallacciato di rovere tinto, laminato o marmo di Carrara. (www.asplund.org)


Euclid, jot.jot

“La Semplicità è la più alta forma di sofisticazione”, diceva Leonardo Da Vinci. Parole che raccontano molto bene Euclid, il tavolino di Gintaras Antanas Kubilius per jot.jot. A comporre il tavolino sono tre forme basiche: quadrato, cerchio e triangolo. Un elemento d’arredo dal design minimale, che rende omaggio alla purezza delle figure geometriche già dal nome. Euclide è, infatti, uno dei più celebri matematici dell’antichità. Chi non ricorda il suo teorema, croce e delizia di tanti studenti? (www.jotjot.com)


Insert, Ferm Living

Tavolino o scultura? Insert, il progetto firmato dal designer cinese Mario Tsai per Ferm Living, è entrambe le cose. Sì, perché la base massiccia simile a un tronco e il top rotondo che sembra fluttuare nell’aria è proprio a una scultura che fanno pensare. Una scultura dal design essenziale, che può adattarsi agli ambienti più diversi. (fermliving.com)


Androgyne, MENU

Semplice e audace, rigoroso e morbido, maschile e femminile. È dai contrasti che prende forma Androgyne, il tavolino in acciaio disegnato da Danielle Siggerud per Menu. Un complemento dalla doppia anima, come suggerisce il suo stesso nome che deriva dalla parola greca ἀνδρόγυνος, comp. di ἀνήρ ἀνδρός «uomo» e γυνή «donna». Progettato originariamente per la caffetteria dello showroom di Menu a Copenhagen, il tavolino Androgyne è stato accolto così bene da essere messo in produzione di lì a poco. (menuspace.com)


ALBY, Mason Editions

ALBY, design Matteo Fiorini per Mason Editions, è un complemento versatile e multifunzionale. Cuore del progetto è la piccola lampada sferica appoggiata sul top. Un punto luce che sembra deformare con il suo peso il piano che lo ospita. L’ispirazione? La Teoria della Relatività di Albert Einstein. Da lì deriva il nome, un giocoso tributo al grande fisico e filosofo. Realizzato in ferro stampato, ALBY è proposto in due diverse finiture: galvanica nichel bianco lucido e verniciato materico in vari colori. (www.mason-editions.com)


L.A. SUNSET, Glas Italia

L.A. SUNSET è la collezione di Patricia Urquiola per Glas Italia. Una linea di tavolini rotondi con struttura in tubo metallico, verniciato blu notte perlato, con un piano che sembra dissolversi. Il top di vetro stratificato in finitura opalina è una tavolozza di colori che sfumano l’uno nell’altro, come gas o fluidi. Un tavolino dal sapore quasi magico. (www.glasitalia.com)


Infinity, Arflex

È il simbolo matematico dell’eternità (l’8 in posizione orizzontale) che forma la base di Infinity, il tavolino progettato da Claesson Koivisto Rune per Arflex. La struttura della gamba dà a Infinity un aspetto diverso a seconda della prospettiva da cui è guardato.‎ Un effetto basato su rigidi principi geometrici che, però, sembra del tutto casuale.‎ La struttura è realizzata in metallo, laccato nei colori della collezione Arflex. Il piano è in vetro temperato, fumé o azzurro. (www.arflex.it)


Moon, Gubi

Moon è l’elegante collezione disegnata da Space Copenhagen per Gubi. Un progetto che gioca sul contrasto fra la superficie liscia del top in marmo e la base sfaccettata composta da lamelle di rovere. Una serie di tavoli e tavolini che ci offre un saggio sulla sapienza artigianale del design danese. Oltre che un omaggio alla luna, ovviamente. (www.gubi.com)


Halves, Muuto

Chiudiamo la nostra rassegna sui tavolini rotondi di design con Halves, il tavolino dello studio canadese MSDS per Muuto. Una piccola architettura sviluppata su diversi livelli, realizzata in pietra acrilica. Il materiale grigio screziato di nero dona al tavolino una texture tattile di grande tendenza. L’utilizzo della pietra acrilica, unito alle forme semplici e pulite, rende Halves un complemento d’arredo contemporaneo molto versatile. (muuto.com)


Altre idee? Ecco tutti i tavolini per il salotto pubblicati su Design Street!


Un caleidoscopio di forme, materiali e colori. Ecco Ettore, il tavolino del brand svedese Källemo che ha conquistato la Stockholm Furniture Fair 2020.

Geometria, colore e arte. Parliamo di Ettore, il tavolino del brand svedese Källemo che ha rubato i nostri cuori in occasione della Stockholm Furniture Fair 2020. Progettato dal designer e artista Åsa Jungnelius, Ettore è un tavolino speciale per diversi motivi. A partire dal luogo che ha ispirato la sua nascita: la metropolitana di Stoccolma.

Già, è proprio mentre decorava la stazione della metropolitana di Stoccolma che Åsa Jungnelius ha avuto l’idea di disegnare Ettore. Il suo progetto decorativo per la metropolitana – Seashell – è una cavità di cristallo, simile a un caleidoscopio, che dissolve l’esperienza spaziale. Un caleidoscopio che ritroviamo nel design del tavolino.

Una delle due gambe di Ettore richiama, infatti, la fantasmagoria di colori e immagini del celebre gioco ottico, creando la stessa illusione ipnotica che si prova attraversando la cavità di cristallo di Seashell.

Un eclettico mix di forme, materiali e colori

Colore ma anche geometria, dicevamo. A dare forma al tavolino Ettore sono infatti tre figure geometriche: ellisse, triangolo e cilindro. Come racconta Åsa Jungnelius: “Il tavolo gioca con forme geometriche eterne. Ha una gamba in ottone oversize e un top che è una super ellisse basata su curve calcolate matematicamente. Ho preso ispirazione dalla piazza Sergels torg di Stoccolma, della fine degli anni ’60, che è stata largamente disegnata su una super ellisse.”

Le tre forme geometriche sono realizzate ognuna in un materiale diverso: vetro per il top, ottone per la gamba cilindrica e acciaio inossidabile per la gamba triangolare. Inoltre, ogni tavolino è dipinto a mano dallo stesso Jungnelius, rendendo Ettore una vera opera d’arte.

Che dire, un tavolino dal design unico. Non sorprende che Ettore sia stato indicato come miglior “Classico del futuro”, il premio assegnato dalla fiera di Stoccolma in collaborazione con la casa d’aste Bukowskis.

ALTRE NOVITÀ DA STOCCOLMA? GUARDA ANCHE  MAKI, LA SEDUTA DI OFFECCT SIMILE A UN ROTOLO DI SUSHI E ROPE CHAIR, LA SEDIA IN CORDA DI ARTEK

Porcellana plissettata? Ecco Plisago, la collezione di complementi d’arredo firmata da Besau-Marguerre per Fürstenberg. 

Tornato di gran moda sulle passerelle, il plissé è diventato di tendenza anche nel product design. Un esempio? Plisago, la collezione di complementi d’arredo in porcellana plissettata di Fürstenberg, progettata dallo studio tedesco Besau-Marguerre.

Partita nel 2018 con i tavolini, nel 2020 la collezione Plisago si è arricchita con l’aggiunta di una linea di mensole. L’obiettivo è sempre lo stesso: esprimere la dolcezza, la sensualità e la vulnerabilità della porcellana, attingendo al linguaggio della moda.

La plissettatura si è rivelata perfetta per combinare questi diversi aspetti, trattandosi di una tecnica che dà vita a risultati contrastanti. Se, infatti, i tessuti plissettati sono di solito associati a immagini romantiche e bon ton, a volte possono essere molto sensuali, come nel caso del celebre vestito indossato da Marilyn Monroe nel film di Billy Wilder “Quando la moglie è in vacanza”.

Quando la plissettatura nasce da un algoritmo

Il riferimento, però, non è solo al mondo della moda. A dare forma al progetto è l’uso della tecnologia. La plissettatura dei tavolini e delle mensole Plisago, infatti, non è creata con un processo artigianale, come verrebbe naturale pensare trattandosi di porcellana, ma grazie a un algoritmo. Ebbene sì, è proprio un algoritmo a disegnare le “pieghe” del tavolino e della mensola. Pieghe che, pur non essendo realizzate manualmente, hanno comunque un carattere irregolare.

I tavolini e le mensole Plisago sono disponibili in due diverse dimensioni e in due colori: bianco e rosa. Perfetti sia da soli sia da combinare insieme. A voi la scelta!

A proposito di Besau-Marguerre

Lo studio Besau-Marguerre è stato fondato da Eva Marguerre e Marcel Besau ad Amburgo nel 2011 ed è attivo in diversi ambiti, dal product e interior design fino alla comunicazione e allo styling. Tratti distintivi del loro lavoro: l’uso di materiali inusuali e di colori molto decisi. Fra le aziende con cui hanno collaborato, Thonet, E15 e Petite Friture.

Lo studio britannico Sella Concept lancia la sua prima collezione di arredamento. Una famiglia di tre sgabelli che rende omaggio alle nuotatrici del celebre laghetto inglese Ladies Pond. 

Sella Concept, lo studio inglese fondato da Tatjana von Stein e Gayle Noona conosciuto per i suoi progetti nel settore del retail e dell’ospitalità, ha appena firmato la sua prima linea di arredamento: Ladies Pond. Tre sgabelli dalle forme piene e generose, proposti in una delicata tonalità verde giada, che richiamano l’omonimo laghetto nel parco di Hampstead Heath, a Londra. Uno fra i più amati angoli verdi della capitale inglese, simbolo di libertà e di rinascita per tante donne dal lontano 1926.

Già, è proprio il noto Ladies Pond, frequentato regolarmente dalle stesse Tatjana von Stein e Gayle Noona, ad aver ispirato il design della collezione di debutto di Sella Concept. Il verde degli sgabelli riprende, infatti, i colori del lago, mentre le linee curve e i nomi dei tre pezzi della collezione (Bagnante 1, 2 e 3) sono un chiaro omaggio alle nuotatrici del celebre laghetto di Londra.

Lo sgabello che non c’era

Presentata in occasione di Decorex, la fiera dedicata all’interior design che si è tenuta a Londra lo scorso settembre, Ladies Pond non è, in realtà, la prima collezione di arredamento di Sella Concept in assoluto. Lo studio inglese si era, infatti, già cimentato nel design di arredi per i suoi progetti di interior. Con questi sgabelli l’obiettivo è, però, quello di rivolgersi anche al mercato consumer, proponendo un complemento che, a loro avviso, era assente nel mercato.

“Il nostro scopo è stato quello di colmare un vuoto nel mercato con uno sgabello che fosse unico ed elegante. Un articolo che noi abbiamo ripetutamente fatto fatica a trovare. Amiamo l’idea che un arredo possa vivere a lungo in una casa. Introdurre in una casa o in uno spazio commerciale un pezzo di Sella in grado di superare la prova del tempo, è una idea che ci piace”, spiega Gayle Noonan, la co-fondatrice di Sella Concept.

Come si compone la collezione

Ladies Pond comprende tre sgabelli realizzati con legno di tulipano, curvato a mano prima di essere rifinito con una pietra composita, disponibile in diverse varianti di colore. La seduta degli sgabelli è rivestita, invece, con un tessuto in lana e cotone bouclé, parte della collezione Wellington dello studio di textile design Tibor.

“Esplorare forma e materiale, e dare una risposta emotiva è stata la scommessa di questi sgabelli scultorei. Abbiamo lavorato con artigiani fantastici per affrontare la sfida della curvatura, ottenendo come risultato un effetto tattile e fluido”, raccontano ancora dallo studio.

Un risultato che, guardando le foto, ci piace molto e che speriamo di poter toccare presto con mano.

Photo: Genevieve Lutkin.

cc-tapis presenta Doodles. Una collezione di tappeti dallo stile pittorico, firmati dalla designer britannica Faye Toogood.

Considerate il doodling, l’atto di scarabocchiare, un’attività di poco conto? Ebbene, studi recenti hanno dimostrato che gli scarabocchi sono tutt’altro che disegni buttati giù per caso. Si tratta al contrario di una vera e propria forma d’arte, tra l’altro molto utile per stimolare la creatività e migliorare l’apprendimento. Un’arte che ha ispirato e dato il nome all’ultimo progetto del brand di tappeti cc-tapis.

Già, si chiama Doodles la nuova collezione lanciata dalla nota azienda italiana e a firmarla è stata una delle figure più interessanti del design contemporaneo: Faye Toogood. La designer britannica che, con il suo stile materico e sperimentale, ha saputo creare sempre opere fuori dagli schemi.

Una collezione di tappeti fra arte e design

La collezione Doodles non fa eccezione. Faye Toogood è riuscita a realizzare ancora una volta qualcosa di unico, partendo dalle sue personali creazioni artistiche. Una serie di “scarabocchi”, tutti prodotti e dipinti a mano, che hanno richiesto oltre 12 mesi per essere trasformati in tappeti.

Racconta Daniele Lora, art director e partner di cc-tapis: “La nostra intenzione non era quella di creare copie identiche delle opere originali, ma piuttosto di provare a catturare la matericità e la ricchezza di ogni pezzo, traducendo la visione artistica di Faye attraverso un uso delicato di colori e sfumature. Le composizioni artistiche incarnano perfettamente la scelta del marchio di voler creare artefatti prodotti a mano.”

Il risultato è una collezione pittorica, astratta e dal pensiero libero, in linea con l’attitudine di Faye Toogood a esplorare nuovi stili lavorando attraverso diverse discipline. Doodles riprende queste tecniche di sperimentazione libera, presentando un dettaglio grafico simile a una cucitura, che unisce le varie parti come fossero ritagli.

Texture materiche e colori soft

La serie Doodles comprende sei tappeti dal design unico, legati, però, da un distintivo stile materico e dal comune richiamo alla tecnica del collage.

I pezzi della collezione, così come tutti i tappeti di cc-tapis, sono annodati esclusivamente a mano, con lana himalayana, da artigiani tibetani in Nepal. La texture materica è ottenuta mediante un mix fra filato spesso e fine, mentre il pelo del tappeto è tagliato a mano, creando diverse altezze e trame.

I colori utilizzati in tutti i disegni provengono dalla palette personale di Faye Toogood. Si spazia dal crema pallido e dal beige al marrone, con calde tonalità gialle e rosa, che danno la sensazione di cambiare a seconda dell’ambiente circostante e dell’intensità della luce. Una tavolozza di 40 colori tinti individualmente per trasmettere l’effetto di sfumature delicate, simili a un acquerello.

Il nuovo set-up dello showroom di cc-tapis

La collezione di Faye Toogood è stata presentata alla stampa la settimana scorsa. Per l’occasione, lo showroom di cc-tapis è stato completamente ripensato, allestendo un nuovo setting minimale che mette al centro della scena i tappeti Doodles. Le composizioni artistiche da cui hanno preso ispirazione i tappeti sono, invece, sulle pareti, creando un dialogo con i pezzi di design.

Lo showroom di cc-tapis sarà aperto al pubblico per tutto il mese di ottobre per permettere agli appassionati di scoprire le novità del brand.

Dove: showroom cc-tapis, Piazza Santo Stefano 10.

Quando: fino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13. 

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Foto: Omar Sartor.