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I ritratti in filo metallico di Andrew Vianello

Profilo è il brand creato da Andrew Vianello, eclettico designer che ama esplorare linguaggi artistici sempre nuovi. E con il suo Profilo, Andrew Vianello è riuscito a portare nelle case una forma d’arte insolita ma estremamente suggestiva. La lavorazione del filo metallico.

Piegando e intrecciando fili di metallo prezioso, il designer riesce a fermare il tempo, a materializzare un ricordo, a evocare un volto.
Le straordinarie figure in filo metallico di Profilo sono realizzate a mano dagli artigiani italiani e francesi del brand, semplicemente partendo da una fotografia.

I ritratti in filo metallico di Profilo sono in 2 dimensioni. Quella standard, alta circa 30 cm, e quella micro, più piccola, racchiusa in un’apposita cloche in vetro.
Le sculture possono essere realizzate con filo di diversi materiali: metallo nero, bronzo, argento, rame oppure oro.

 

Non solo volti

Andrew Vianello non realizza solo volti di persone. Tra i best seller di Profilo ci sono anche ritratti di gruppo e raffigurazioni di animali: cani, gatti, cavalli…

Clicca sul singoli ritratti di cani per ingrandirli e scoprire gli incredibili dettagli…

 

E ancora, riproduzioni 3D di oggetti d’affezione, di automobili, di imbarcazioni e molto altro. Ogni pezzo è ovviamente diverso dall’altro, ma tutti sono accomunati da una maniacale attenzione al dettaglio.

Clicca sulle immagini per ingrandirle e scoprire gli incredibili dettagli…

 

Come farsi fare un ritratto in filo metallico?

Commissionare un ritratto o una scultura in filo di metallo è molto semplice. Basta inviare una foto direttamente dal sito profilo.com e l’opera verrà realizzata in pochi giorni.
Ogni scultura in filo metallico viene consegnata a domicilio insieme alla garanzia ed al certificato di unicità.

 

Due nuove capsule collection: “The Winner is?” e “Amour Platonique”.

Il Cuore è il protagonista delle nuove capsule collection di Profilo. Con questa iniziativa, Andrew Vianello propone ritratti e profili personalizzati realizzati in filo di metallo e bronzo legati ad un cuore. Un modo per sorprendere le persone che amiamo.
Le nuove capsule collection di Profilo sono due: The Winner is? e Amour Platonique.

The Winner is?

Dal 27 febbraio al 18 aprile 2021 la collezione limitata The Winner is?” verrà presentata presso Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi, in occasione dell’evento “Porte-Bonheur”, che coinvolgerà diversi brand del mondo fashion e design internazionale.

La collezione è dedicata alla fortuna. Il protagonista verrà raffigurato come un re o una regina (con corona inclusa) di cuori, fiori, picche o quadri. Il ritratto viene incorniciato come fosse una grande carta da gioco.

Amour Platonique

Amour Platonique è il titolo della seconda capsule collection, anche questa dedicata all’amore e in particolare alle coppie, che verranno ritratte nella cornice di un grande cuore rosso.

 

Gli straordinari fiori in porcellana di Vanessa Hogge.

Vanessa Hogge non è solo una straordinaria artigiana della porcellana. È una vera e propria artista in grado di trasformare la terra cruda in pura poesia. 

Vanessa Hogge dà vita alla materia e la trasforma in natura viva. L’artista britannica crea infatti oggetti in ceramica belli e preziosi come sensuali mazzi di fiori. Ogni vaso, ogni centrotavola e ogni pannello che nasce dalla sua mente creativa è ispirato al mondo botanico.
Soprattutto i fiori, che Vanessa crea a mano, ad uno ad uno, con abilità certosina. Fiori in porcellana di varie specie, tutti realizzati con un’incredibile cura del dettaglio.

Le collezioni create da Vanessa Hogge sono di vario tipo. Ci sono i vasi (Vessel) in tre dimensioni; le composizioni floreali (Efflorescence) e gli straordinari mazzi di fiori da appendere al muro, della collezione “Wallflowers”. Anche questi sono in 3 dimensioni: diametro 14 cm, 20 cm e 30 cm.

Dalle sue mani nascono mazzi di dalie, di crisantemi, di margherite, di rose, di ortensie e di tanti altri fiori che Vanessa modella con grande pazienza. Petalo dopo petalo, stame dopo stame, antera dopo antera…

 

L’artista crea i suoi vasi nel suo studio londinese di Cockpit Arts Holborn, un hub specializzato in arte e artigianato di alto livello che ospita 140 laboratori. (vanessahogge.com)

Guarda anche il nostro servizio sui vasi di ceramica fatti a mano

 

Microtipici, storie di gioielli fatti con i (piccoli) piatti del cuore…

I cibi Microtipici sono piatti semplici, della tradizione locale, legati a consuetudini antiche. Sono i cibi più noti, quelli popolari. Quelli che probabilmente non si celebrano nei ricettari famosi, ma che sono da sempre i preferiti delle persone che vivono in quei territori.

Proprio la tradizione e la cultura di questi piatti ha dato lo spunto allo studio abruzzese Arago Design per il suo progetto Microtipici tasty italian jewelry. Un progetto a cavallo fra design, gioielleria e gastronomia.

 Microtipici tasty italian jewelry

Il progetto Microtipici tasty italian jewelry infatti si basa su una collezione di gioielli in porcellana bordata in oro 24 carati. Si tratta principalmente di spille e anelli, realizzati con i minuscoli piattini da casa delle bambole, che diventano essi stessi gioielli. È la rivincita dei piatti della tradizione locale. I piatti in miniatura diventano protagonisti, da esibire come le perle o le pietre preziose.

La collezione Microtipici tasty italian jewelry è anche interattiva. Attraverso il sito www.microtipici.it ognuno può contribuire alla costruzione di una nuova “mappa del gusto italiano” e avrà la possibilità di vincere il gioiello “I love Microripici” in edizione limitata.

Scopri altri progetti di design territoriale dedicati all’Abruzzo di ARAGO DESIGN

Un incontro fra tradizioni, design e territorio

Lo studio Arago Design, fondato a Pescara da Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, è specializzato nel design artigianale e in particolare nella lavorazione creativa della ceramica.

Molti sono i progetti di Arago Design, e tutti sono strettamente legati al territorio abruzzese. C’è Gransassolino, il piccolo vaso per fiori che riproduce la principale vetta abruzzese, il Gran Sasso d’Italia, e Neola, la linea di accessori per la tavola ispirata a una cialda tradizionale. Trofeo, la testa di pecora in ceramica decorata, e SalvaPecunia, il salvadanaio in terracotta smaltata e sughero, sono invece dedicati a uno degli animali tipici delle montagne abruzzesi. 

Guarda anche la collezione VIA LATTEA in “ceramica fluida” di Arago Design

aragodesign.it

Si chiama Via Lattea questa collezione di oggetti da tavola realizzati con una tecnica artigianale al tempo stesso semplice e sofisticata. Una tecnica creata da agli architetti Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, fondatori del brand abruzzese Arago Design.

Scopri altri progetti dedicati al territorio abruzzese di ARAGO DESIGN

La collezione di ceramiche Via lattea nasce da una particolare tecnica di colatura che permette di ottenere questi oggetti da tavola unici, organici, come blocchi di neve che si scioglie al sole. Si tratta di una serie di oggetti in ceramica realizzati a mano ad uno ad uno con una attenta lavorazione artigianale, che i due designer hanno chiamato Ceramica Fluida.

Guarda anche il progetto di gioielli I MICROTIPICI di Arago Design

Tazze, bicchieri, bottiglie, piattini vengono realizzati dai due designer di Pescara colando la ceramica in stampi. Una particolare tecnica permette di “congelare” la fluidità del materiale che si percepisce anche nella solidità dell’oggetto finito. Io tutto viene reso ancora più affascinante dal color bianco latte che dona alla collezione la bellezza di una natura morta.

Qui sotto. le quattro fasi della lavorazione della “ceramica fluida”

www.aragodesign.it

Deanna Comellini, fondatrice di GT Design, si può definire senza paura di esagerare, “la donna che ha inventato il tappeto contemporaneo”.

Quando nasce GT Design

Deanna inizia a lavorare nel mondo del design a Bologna nei primi anni 70. Il tappeto è la sua passione e lo dimostra nel 1977 aprendo GT Design, di cui è ancora oggi designer e art director. Una scelta obbligata, vista la sua passione per il tappeto che si unisce fin da subito alla voglia di scoprire e sperimentare nuove forme e materiali ad alto contenuto tecnologico.

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Il “design imperfetto” di Deanna Comellini

Deanna Comellini inizia fin da subito una sua personale ricerca progettuale, che presto diventa la sua cifra stilistica e la sua filosofia produttiva.

Nel decennio successivo, cioè durante gli anni ’80, la designer è impegnata a scoprire, esplorare e salvaguardare l’artigianato e le tecniche tradizionali di diverse culture internazionali.

Da questa ricerca nasce la sua idea del cosiddetto design imperfetto. La sua attenzione si rivolge all’hand made, ai materiali naturali, al colore e alle forme elementari, che negli anni ‘90 la portano a creare un genere nuovo, reinventando la presenza del tessile nell’interior design. Oggi la sua ricerca progettuale si focalizza sul tappeto contemporaneo, inteso come elemento essenziale dell’architettura di interni.

Il Manifesto del Tappeto Contemporaneo

Denna Comellini stila il suo Manifesto del Tappeto Contemporaneo, che riportiamo integralmente:

Il tappeto è il suolo su cui siamo nati. Ci assomiglia. È il primo elemento attorno a cui si costruisce l’atmosfera intima e domestica. Di una casa rappresenta il profumo, le abitudini, le poetiche. Il tappeto è un simbolo arcaico che per G.T.Design diviene contemporaneo, quotidiano, il segno che materializza i confini dello spazio personale.”

I tappeti contemporanei GT Design

La tessitura, da millenni la maggiore espressione di tecnologia, identità e innovazione per ogni cultura e ogni popolo della storia. La designer considera anche noi, abitanti delle metropoli contemporanee come parte di questa millenaria cultura. E come ogni popolo, anche noi amiamo i tappeti e li usiamo per arredare le nostre case. Da lì a reinventare il tappeto come espressione evoluta del design contemporaneo il passo è breve. Il tappeto, secondo la visione e la ricerca di Deanna Comellini, mantiene i suoi valori culturali millenari ma come oggetto di design dà vita a un nuovo umanesimo quotidiano. Il segno di un felice incontro tra il sapere artigiano e la cultura del progetto che da sempre orienta le collezioni di G.T.Design.

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Dagli anni 80 G.T.Design ricerca e sperimenta nuove modalità di progettazione e di lavorazione delle fibre tessili. Protagoniste sono sempre e solo le materie naturali come il lino, il cocco, la viscosa, il bambù, la pura lana, la canapa, la seta…

La produzione GT.Design ancora oggi si concentra su una ricercata lavorazione artigianale che esalta l’imperfezione del prodotto e rende i prodotti unici e “vivi”. Ogni tappeto G.T.Design viene infatti prodotto su misura, anche con colori personalizzati. L’impegno creativo e la passione di Deanna Comellini ci insegnano, da più di 40 anni, a guardare il design contemporaneo da una nuova prospettiva. Più etica, più coinvolgente, più emotiva. In poche parole, più “umana”!

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www.gtdesign.it

NASCE MAN DE MILAN…

Si chiama Man de Milan questo interessante progetto di Domenico Orefice, volto a recuperare le antiche tradizioni artigianali lombarde.

Man de Milan (che in dialetto lombardo significa Mani di Milano) è una collezione di arredi e di complementi, disegnati da Domenico Orefice e realizzati in collaborazione con artigiani del territorio lombardo. L’idea è quella di recuperare e valorizzare, prima che vengano perduti, i materiali, la storia e le icone che appartengono all’identità popolare della città.

Il progetto Man de Milan vuole riscoprire le tipiche lavorazioni locali, contaminandole però con nuove tecnologie e nuovi materiali. L’obiettivo del designer è quello di trasfondere un’anima antica in oggetti contemporanei, in un omaggio ideale alle origini della città e alla sua sapienza artigianale e costruttiva, alla ricerca di un’identità di oggi.

GLI OGGETTI DELLA COLLEZIONE

La collezione Man de Milan comprende oggetti di ogni tipologia e realizzati con materiali molto diversi tra loro.

Curti

A partire dalle piastrelle Curti, realizzate in creta rossa nella storica Fornace Curti. Le piastrelle si ispirano a quelle commissionate dalla famiglia Sforza a Giosuè Curti per la realizzazione dell’Ospedale Maggiore (Cà Granda), progettato dal Filarete.

Salvadané

Anche Salvadané è realizzato in cotto. Si tratta di un oggetto iconico ispirato allo storico salvadanaio della memoria. La serie di tagli che servono a infilare le monete, permettono di riciclare il salvadanaio. Quando lo si rompe, infatti, lo si può riutilizzare come vaso o come contenitore.

Mulino

Dalla collaborazione con la falegnameria digitale D3 Wood, che utilizza legno a Km zero, cioè autoctono o di recupero, nasce la libreria Mulino, ispirata ai vecchi mulini delle campagne lombarde e alle macchine progettate da Leonardo.

Ringhiera

Stessa produzione per il mobile Ringhiera, realizzato in rovere con tagli al laser, ispirato alle case a ringhiera tipiche dell’edilizia popolare milanese. La citazione è nella maniglia che serve anche da porta oggetti.

Dezza, Ca’Brutta, Sant’Ambrogio

I tessuti a stampa digitale Dezza, Ca’Brutta, Sant’Ambrogio (Arch-type) sono ispirati invece al paesaggio urbano milanese. Si riconoscono le facciate di alcune degli edifici più riconoscibili di grandi architetti milanesi, come Giovanni Muzio, Gio Ponti e Luigi Caccia Dominioni. Le architetture si fanno pattern per questi tessuti che si possono usare per rivestire arredi o pareti

Nebbia

La collezione Man de Milan continua con il tappeto Nebbia, un fenomeno molto legato alla città di Milano. Guardando il tappeto da un lato o dall’altro si vede la nebbia che aumenta o diminuisce…

Zafferano

Conclude la collezione il tavolino Zafferano, realizzato in resina e caratterizzato dalla forma storta. Come dice il nome, il tavolino è colorato con vero zafferano, ingrediente insostituibile del celeberrimo risotto alla milanese. 

Dal 21 al 25 aprile 2018 si terrà a Matera la I edizione di Fucina Madre – Expo dell’artigianato e del design della Basilicata. 5 giorni dedicati a promuovere il meglio della creatività lucana in cui verrà presentata una selezione di 43 progetti di artigiani e designer, oltre a un ricco programma di approfondimenti tematici, laboratori, mostre e spettacoli. 

Il progetto, promosso dall’APT Basilicata con il coinvolgimento di diversi attori, tra cui la Regione, Unioncamere, l’Università, le scuole, le associazioni di categoria, la Fondazione Matera-Basilicata 2019, si propone di far conoscere l’importante tradizione artigianale lucana. Un patrimonio che affonda le sue radici in tempi lontani, nella pratica secolare del “saper fare”. E che può rappresentare oggi un elemento di grande attrattiva per la Basilicata.

Il festival prenderà vita nel cuore di Matera, città scelta come Capitale Europea della Cultura 2019. Qui, tra suggestivi vicoli e scale di pietra, si svilupperà un percorso alla scoperta dell’artigianato lucano che vi permetterà di entrare in contatto con la parte più autentica di questa splendida regione.

A partire dalla storia millenaria di Epeo, il mitico costruttore del cavallo di Troia, che rivive nelle opere conservate nel Museo di Palazzo Lanfranchi, che raccontano di artigiani abilissimi nell’usare materiali poveri. Continuando con la mostra fotografica I volti della Basilicata. Viaggio per immagini tra presente e passato. Un emozionante viaggio nella memoria storica del territorio lucano attraverso i volti e le mani di donne e uomini intenti nella pratica di antichi mestieri. Fino ad anni più recenti, con i lavori in cartapesta e ceramica di Josè Ortega, artista spagnolo che nei primi anni ’70 ha vissuto a Matera come esule per sfuggire alla dittatura franchista.

Accanto alla volontà di valorizzare la tradizione, Fucina Madre proporrà anche uno sguardo sul futuro con il seminario “Progetto & Artigianato a cavallo del design”. Al centro dell’incontro la riflessione sul rapporto tra artigianato e design alla luce delle attuali trasformazioni socio-economiche. E l’obiettivo di interrogarsi su come il sapere artigiano possa diventare un elemento strategico per i processi di innovazione. 

Tra gli appuntamenti di Fucina Madre da segnare in agenda, non può mancare anche l’Open Design School, la prima scuola di design in Europa a fondarsi sui principi dell’Open Culture. Un laboratorio di sperimentazione e innovazione interdisciplinare dove l’apprendimento avviene lavorando e senza rigide gerarchie, in un contesto di reciproco scambio. Una piattaforma che sarà uno strumento fondamentale per l’attuazione del programma culturale di Matera 2019. 

Partner dell’edizione 2018 di Fucina Madre, sarà la città di Palermo che presenterà prodotti dell’artigianato siciliano nell’esposizione “Visioni periferiche”.  Una mostra dedicata alla manifestazione I-design di Palermo, nata nel 2012. 

Fucina Madre – Expo dell’artigianato e del design della Basilicata si svolgerà a Matera dal 21 al 25 aprile 2018 presso l’Ex Ospedale di S. Rocco, in Piazza San Giovanni.

www.basilicataturistica.it/fucina-madre

testo: Alessia Forte

Style Asia. Il più grande evento dedicato a design e lifestyle.

Si chiama Style Asia: si tiene a Bangkok dal 19 al 23 aprile 2018 ed è uno dei più importanti eventi dedicati al design e al lifestyle, oltre ad essere uno dei più grandi e frequentati appuntamenti del mercato orientale e la fiera più di tendenza di tutto l’Estremo Oriente.

Abbiamo già segnalato, sulle pagine di Design Street, l’importanza sempre crescente che la Thailandia sta assumendo nel mondo della creatività, del design e del lifestyle in genere. Un paese che unisce alla sua grande tradizione artigianale, una sempre più spiccata vocazione al design contemporaneo.

E Style Asia, questo grande evento organizzato dal thailandese DITP, il Department of International Trade Promotion, ne suggella il successo, mostrando al mondo intero il meglio della creatività, del design e dell’artigianato di alto livello.

La fiera Life+Style

Style Asia, che mette insieme espositori provenienti da tutto il continente asiatico, è una fiera che ogni anno accoglie 52.000 visitatori e compratori da oltre 70 paesi. Un evento dalle dimensioni imponenti che si pone l’obiettivo di riunire in un solo momento espositivo i più noti e importanti eventi fieristici della Thailandia dedicati al lifestyle. La Bangkok International Fashion Fair e la Bangkok International Leather Fair, dedicate alla moda e agli accessori. La Bangkok International Gift Fair, la Bangkok International Houseware Fair e infine la Thailand International Furniture Fair, dedicate all’oggettistica, all’arredamento, al design e ai prodotti per la casa.

All’interno della fiera, ci saranno sezioni speciali dedicate alle nuove tendenze e alle idee emergenti nel mondo del lifestyle, oltre a diverse mostre tematiche.

 

Il design Thailandese a Milano

Abbiamo già avuto modo di valutare di persona da diversi anni la qualità e la ricercatezza del design Thailandese al Salone del Mobile di Milano. Nel 2017 in una grande esposizione in zona Ventura e quest’anno con due imperdibile ili appuntamenti.

Il primo è un Pop Up Store che vende il meglio del design e dell’artigianato di qualità thailandese. Lo trovate in via Tortona 5, cuore pulsante del creativo distretto omonimo.

Il secondo evento, dal titolo Thai Popism, si svolgerà in via Giacomo Watt 15, dal 17 al 22 aprile.

I numeri di Style Asia

La grande fiera Life+Style si divide in 5 macro-categorie: moda, pelletteria, regali, decorazione della casa e arredamento.

I suoi numeri sono davvero importanti: oltre 1.000 espositori locali e internazionali, 200 stand in uno spazio espositivo di circa 40.000 metri quadrati.

Per maggiori informazioni, guarda il sito ufficiale della fiera e del DITP: www.ditp.go.th

In collaborazione con Department of International Trade Promotion

Queste curiose sedie creative a forma di animali sono istate realizzate da Silvia Musumarra, giovane architetta Valdostana che in questa collezione DIY ha dato una nuova forma all’arte del riciclo. In particolare la designer ha preso la tradizionale sedia in legno, quella che si trovava in tutte le case italiane, e l’ha reinterpretata con il suo spirito ironico. Sono nate così diversi modelli di sedie creative ispirate agli animali ma, come vedremo, non solo…

Ci sono la cow chair, la sedia a forma di mucca, dal manto pezzato (realizzatro in alcantara, per dare al tatto un effetto più realistico), con tanto di corna, coda, mammelle (imbuti verniciati di rosa) e campanaccio. E poi c’è la sedia a forma di toro, una versione più aggressiva di colore nero e con anello al naso.

C’è la sedia a forma di pecora (sheep chair), con pelliccia ecologica bianca o grigia e orecchie in alcantara.

Ma la fattoria di sedie creative non è ancora finita…

C’è anche lo sgabello maiale, tutto rosa con orecchie in alcantara un grosso bottone al posto del naso e la sedia millepiedi che si chiama Chaise Longue Longue.
In realtà si tratta dello stesso modello di sedia, ma con la seduta molto allungata. Ognuna delle sue gambe termina con un piede in legno, quelli che usavano una volta i calzolai per mettere in forma le scarpe. Il tocco finale è dato dal cuscino, diviso a sezioni, proprio come il corpo dell’animaletto.

Due divagazioni interessanti di Silvia Musumarra sono le sedie creative antagoniste. La sedia angelo e la sedia diavolo. La prima bianca, con aureola e ali piumate, la seconda invece è tutta rossa, con coda e corna.

Aspettiamo di vedere come saranno le sue nuove sedie creative…

www.musisediecreative.it

 

Maestri e Mecenati: eccellenze in dialogo.

Maestri e Mecenati: eccellenze in dialogo è il titolo di questo interessante incontro fra design e artigianato. L’evento è organizzato a Milano il 7 e 8 ottobre, all’interno della Fall Design Week 2017, dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con il celebre distretto “5VIE art+design”.

In questa occasione, 19 artigiani del distretto apriranno le loro porte dei loro atelier per accogliere il pubblico degli appassionati e dei curiosi, raccontando il loro lavoro e mostrando le bellezze dell’alto artigianato milanese.

Il programma di questo weekend dedicato alla bellezza

La due giorni di Maestri e Mecenati: eccellenze in dialogo si aprirà sabato 7 ottobre a partire alle 10.30 presso l’Aula Magna della storica istituzione milanese SIAM 1838, la Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, in via Santa Marta 18, nel cuore delle 5VIE. La giornata prenderà il via con la lezione di storia delle arti decorative di Raffaella Ausenda, docente della scuola CorsiArte di Milano. Si parlerà del dialogo culturale tra mecenati e artisti nella storia delle arti applicate.

Seguirà una tavola rotonda moderata da Alberto Cavalli, Direttore Generale della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, alla quale parteciperanno Guido De Zan e Chiara Lombardo, Laura Menegotto e Michele Monti, Daniela De Marchi e Rita Fiammengo Odierna, con Aline Radice Fossati, Stefania Montani e Patrizia Calegari, per raccontare al pubblico le loro “relazioni virtuose”.

La mattinata si concluderà intorno alle ore 13. A partire dalle 15 sarà possibile visitare i 19 atelier delle 5VIE.

Un dettagliata itinerario guiderà gli interessati alla scoperta delle 19 botteghe coinvolte nel progetto. E fra i visitatori verranno estratti biglietti per lo spettacolo “La lampada di Aladino” messo in scena dalla celebre Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, altra storica eccellenza milanese e una tra le compagnie di teatro di figura più importanti al mondo.

Gli orari per la visita agli atelier delle 5 Vie

Sabato 7 ottobre: dalle ore 15 alle ore 19

Domenica 8 ottobre: dalle ore 10 alle 18 (orario continuato)

Ingresso libero al SIAM e agli atelier

 

Gli atelier che partecipano a Maestri e Mecenati: eccellenze in dialogo: 

Ernesto Arrivabeni, Restauro ligneo

Bianca Bassi, Vetrate artistiche

Ambrogio Carati, Metalli

Angela Florio, Decorazione

Merzaghi Gioielleria, Gioielli

Giusy Bresciani, Cappelli

Guido De Zan, Ceramiche

La Cucitoria, Sartoria

Laboratorio Paravicini, Ceramiche

Laura Menegotto, Restauro pittorico

Legatoria Borghi, Legatoria

Pia Virgilio, Restauro ceramico

Spazio Omnia, Gioielli

Studio Luigi Parma, Restauro pittorico

Nuova Taglieria Artigiana, Lavorazione pietre dure

Elena Boffi, Gioielli

Daniela De Marchi, Gioielli

Francesco Pozzato, Falegnameria

Il pubblico riceverà in omaggio uno speciale volumetto, realizzato per l’occasione, che raccoglie 19 doppi ritratti di maestri e collezionisti, fotografati da Patrizia Calegari e intervistati da Stefania Montani, giornalista e curatrice specializzata nel settore e autrice di numerose guide dedicate all’artigianato di eccellenza. ùQui sotto, un’anticipazione delle immagini di Patrizia Calegari

www.fondazionecologni.it

www.5vie.it 

Vi presento i Normies, i graziosissimi nuovi personaggi di casa Normann Copenhagen.

Sono Normfred, Normus, NormNorm, Norma e Norm, una famiglia di figure ornamentali divertenti che ricordano in maniera molto ironica la figura umana.

Si trattano di sopramobili che portano allegria a casa, dai colori tenuti ma per niente scontati, come il verde petrolio, il rosa, il lilla, ruggine e blu.

Con le loro forme organiche e con i loro grandi occhioni, regalano un pizzico di divertimento allo spazio domestico, come piccoli amici che accompagnano le nostre giornate e ci fanno compagnia.

Tutti i personaggi prendono vita da semplici forme d’argilla, realizzati a mano e scansionati successivamente in 3D per diventare poi in cemento.

Le espressioni sono tra le più svariate, e sono proprio quelle che danno carattere a personaggi dalla conformazione davvero curiosa, ma che esalta la lavorazione artigianale.

www.normann-copenhagen.com

Chiglia è un tavolo disegnato da Giuliano Ricciardi, fondatore dello studio d-Lab e rappresenta un omaggio all’attività marinara di Ta­ranto, la città in cui il designer vive e lavora.

Giuliano, che prima di laurearsi in Product Design ha lavorato in un laboratorio di falegnameria, mostra con questo progetto anche le sue migliori competenze artigianali.

La struttura prende ispirazione dallo “scheletro” che dà la forma alla chiglia delle imbarcazioni. Le nove vertebre sostengono il piano in vetro temperato, si uniscono alla trave centrale grazie ad un incastro a coda di rondine.

La trave che sostiene la struttura, a sua volta, pog­gia su due cavalletti simili a quelli utilizzati per ripristina­re le imbarcazioni a secco.

L’intero progetto si basa sull’utilizzo di incastri che rendono la strut­tura, in massello di rovere

con finitura cera opaca, libera da perni e viteria metallica.

www.dlabstudio.it

 

Floating On, le sedute imbottite di Marta Sansoni per il marchio etico Guri I Zi.

Guri I Zi, piccolo paese nel nord della Albania, è il nome di un’azienda composta da sole donne che producono filati a mano con antichi telai in legno della tradizione locale. Tra i prodotti realizzati, biancheria per la casa, per la tavola e tessuti l’arredamento di pregiata lavorazione artigianale.

Grazie a Idee Migranti Onlus e alla partnership operativa con l’Istituto di ricerche biochimiche Ganassini, si consente oggi ad una settantina di donne albanesi di farsi imprenditrici creando lavoro e reddito.

L’abbinamento poi di realtà locale e artigianale con il mondo del design, è l’altra intuizione utile ai fini della qualificazione e comunicazione, che porta valore aggiunto indispensabile alla credibilità dell’offerta, differenziandosi dalla banalità che si può riscontrare spesso nel settore etico-sociale, come sottolineato da Anty Pansera nella presentazione alla Fondazione Gianfranco Ferrè di via Tortona a Milano.

La designer toscana Marta Sansoni, ha così creato una serie di sedute di forma irregolare e organica, sorta di isole galleggianti sulle “tempeste che ci circondano”, abbinando i tessuti artigianali ad attrezzature di servizio realizzate con materiali moderni, facendo ricadere la scelta del colore bianco in base a precisi richiami simbolici e percettivi.

Queste prime realizzazioni nel complesso si segnalano per una nuova concezione della produzione, utile a un cambio di logiche, modelli e comportamenti, che i prossimi scenari già oggi ci richiedono di evolvere per una urgente e collettiva opera di riequilibrio.

Per saperne di più, guarda i siti: www.guriizi.com e www.ganassinisocialresponsability.com

 

Fab: questa straordinaria sedia couture è l’idea interessante proposta da Farg & Blanche, lo studio di design svedese-francese con sede a Stoccolma, fondato da Fredrik Färg e Emma Marga Blanche. I due designer sono partiti dall’idea di sedia che si comporta esattamente come un corpo: può essere utilizzata così, nuda e spoglia, mostrando le sue linee essenziali e la sua pulita struttura in legno, ma può anche rivelano una personalità tutta nuova quando viene vestita con abiti più o meno estrosi e stravaganti, fungendo così da struttura portante per le creazioni tessili simili ad abiti di alta moda.

La collezione FAB coniuga la produzione industriale con un’esclusiva sapienza artigianale. Le sedie infatti sono prodotte dalle più antiche fabbriche di sedia “shaker” ancora in attività in Svezia, mentre gli abiti “couture” sono realizzati a mano nell’atelier di Stoccolma dei due designer. Ispirato all’industrie della moda, questo progetto mira a portare un elemento più sperimentale e flessibile nel mondo di mobili di design.

È possibile scegliere tra una selezione di diversi capi di abbigliamento per la sedia FAB. Da una semplice ed elegante cintura in pelle alla sfrenata fantasia di magnifico tessuto scintillante.

www.fargblanche.com

Sono tante le proposte che mi hanno colpito durante l’ultima edizione della Fiera del Design di Stoccolma. Ma tra tutte quella che ho maggiormente apprezzato è l’idea di una scuola di formazione svedese, la Snickarakademin di Kristianstad. Letteralmente, l’accademia di falegnameria di Kristianstad. Mi ha colpito per l’idea, intelligente e creativa di dare ad ognuno dei giovani studenti un pezzo di legno. Già, proprio un pezzo di legno, delle dimensioni standard di 45x120x900. Un parallelepipedo di frassino massello, con la sfida a trasformarlo nel prototipo di una sedia il cui design deve essere espressione di una creatività artistica.

Gli studenti hanno avuto una settimana per completare il proprio lavoro, circa 40 ore, con il vincolo di utilizzare solamente il legno fornito, la colla e eventualmente qualche sistema di aggancio.

Come mi ha raccontato il coordinatore dei corsi della Snickarakademin, la sedia doveva poi superare un particolare test di resistenza, sopportando il peso di un collega particolarmente corpulento (di oltre 100 kg!).

Gli obiettivi dell’insegnamento, ha proseguito il docente, sono tre.

  1. Sviluppare l’abilità di valutare i carichi coinvolti e la distribuzione dei pesi nella struttura dei una sedia.
  2. Imparare a minimizzare l’uso dei materiali comprendendo nello stesso tempo i punti di forza e di debolezza del legno
  3. Imparare a trovare una soluzione grazie alla propria esperienza e a realizzare materialmente la propria idea.

I risultati, come si può vedere dalle immagini, sono straordinari. Gli studenti hanno svolto il loro compito nel migliore dei modi e hanno realizzato una collezione di sedie davvero unica.

E come ho già fatto altre volte, parlando delle “arts and crafts schools” nordiche, queste avanzatissime accademie di artigianato che si vedono spesso in fiera a Stoccolma, mi tolgo il cappello di fronte alla serierà e all’umiltà di queste scuole che con orgoglio portano avanti le tradizioni dei loro paesi. E un encomio va anche a tutti gli studenti, che frequentano laboratori dove si impara davvero un mestiere, perché hanno le idee molto chiare e non si spacciano tutti per designer. Bravi, bravi e ancora bravi!

http://snickarakademin.se